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Grezzo, 25 anni
spritzino di Blackwood (suona meglio di Bosconero)
CHE FACCIO? uso motoseghe Stihl
Sono sistemato

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STO LEGGENDO

"La regina dei castelli di carta" Stieg Larsson

HO VISTO

Litri su litri tra Mala Strana e Stare Mesto. E gli occhi della mia ragazza dietro al bicchiere

L’oceano seicento metri sotto di me alle Slieve League
I riflessi ambra scuro della black stuff
L’oro Bulmers
Un manto di stelle alle Aran

e molte altre magie...

Combinata nordica
Salto
Hockey femminile
Fondo 4x5 staffetta
Free Style
Curling
Biathlon
Casa Russia
Casa Olanda
Casa Sassonia
Casa Turingia
Casa Canada
Casa Italia
Casa Svizzera
Hockey Land

insomma, the OLYMPIC WINTER GAMES OF TURIN 2006
The PARALYMPIC WINTER GAMES!

Easy Rider (sempre)

Braveheart (sempre)

tanti western























































































Il capitan Jack Sparrow torna sempre!!!





















Il pianeta che cerca di ribellarsi

Una serie di infami menzogne sulla Tav. Sarà dura!

La magia di Parigi, le prospettive del Marais.
Un po’ di tramonti a nordest
L.
Draghi sulle alpi

Dei docenti universitari farmi i complimenti e farmi dottore!

Gli occhi di G. nella notte, salutarmi, con una promessa.
Un abbraccio e una promessa mantenuta

Il cherokee infangatissimo affondato nella neve uscire da lì rombando! (in realtà non l’ho visto, io lo guidavo)

La Val Varacho sota la fioca. Ombra mordicchiare correre e abbaiare

Zente speciale a una cena speciale

Vasco

Lou Reed, bevendo sambuca del discount

Bruce Springsteen

STO ASCOLTANDO

Metal, country, blues, folk soprattutto

AC DC
Accept
Aeroplanicadono
Agalloch
Allman Brothers Band
Amaral
Amon Amarth
Ana Johnsson
Angelic Upstart
Antichrisis
Arab Strap
Arbe Garbe
Assalti Frontali
Attila
Avantasia The Metal Opera
Babazula
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Bad Religion
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Barbara Morgenstern
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Bruce Springsteen
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Wu Tang Clan
XMal Deutschland
Youngang
ZZ Top
etc...

ABBIGLIAMENTO del GIORNO

grezzo!

ORA VORREI TANTO...

l’Harley sotto il culo



STO STUDIANDO...

il manuale d’uso della Stihl

il regolamento dei Timbergames

robe native

OGGI IL MIO UMORE E'...

Guardo in faccia al vento, e resisto

FEDERALISMO!

PIEMONT LIBER!



FRIUL LIBER!



Ottimo! Grazie a chi mi ha scritto: "Per quanto può valere l’opinione di una micro-bionda, sappi che sei il giusto connubio tra palle, cervello e sensibilità."

e anche grazie alla magica Laura, che mi scrive "e ti stavo scrivendo che a te vorrei solo raccontare di colori, di profumi, di fiori, di treni e di e di autobus in partenza, di cose belle" una delle più belle cose che mi siano state dette

boicotta la festa in discoteca sostieni la sagra
comitati combattenti di base per la vittoria finale di coste e vin rosso

Al Grezzo importa:

della fratellanza, della lealtà
dell’onestà (verso se stessi e verso altri esseri umani che lo meritano)
della coerenza
del vedere i miei amici felici
del far star bene le donne che stanno con me (il Grezzo ama molto le donne)
dell’ambiente violentato
della Juventus
del mangiare e bere bene
del far palestra la mattina poco dopo sveglio
dell’imparare più cose possibili
della bella musica che merita, crederci e diffonderla
delle bionde, le rosse, le more, le verdi all’occorrenza
di viaggiare
di molte altre cose

Il Grezzo detesta (ed essendo animale istintuale attacca):

radical chic di varia sorta
chi picchia donne, bimbi, animali che non possano difendersi (perché certe donne e certe bestie si sanno difendere eccome!)
la finanza (gdf)
l’aumento dei prezzi (in specie del gasolio)
Fiorentina, Milan, Torino, Inter
chi non ha firmato il protocollo di Kyoto
chi mantiene il sistema clientelare ovunque
chi potendo installare su casa un impianto a celle non lo fa
la programmazione della tv italiana
i registi di film intellettuali (con riserve)
le forme di prevaricazione
molte altre cose

Ma il Grezzo non brilla per lungimiranza, quindi forse sbaglia molte cose


ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


1) doversi alzare da sotto il piumone alle 7 di mattina in pieno inverno

MERAVIGLIE


1) il sesso
2) svegliarsi accanto alla persona che si ama


Libero pensiero, bevute, viaggi e idee


Uomo del nord, spirito celtico, ombre nostrane


il canavesano dagli occhi di ghiaccio


Live to Ride








io bevo




somewhere on a desert highway


non c’è biker senza bikier




quant chi lin par sagre




cittadino onorario di Campodoro





Create your own visitor map!

LIGA FRONTE DIFESA BAR RUSTEGO


I’m ruder than you

io son per le piccole patrie, l’autonomia, il federalismo, le alpi libere


l’importante è una certa classe e zero cogniziòn


non puoi cavalcare due cavalli con un culo solo


Eventi & Convivi


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SONDAGGIO: SONDAGGIO INTELLIGENTE


Se me rompi i maroni, cossa go da farte? a scelta:

ti apro il volto con la motosega (Stihl, mica cazzi)
ti fracasso la testa con la mazza ferrata
ti squarto con la mia spada
ti passo sopra con la jeep un po’’ di volte
ti aro (tu al posto della terra)
ti cavo gli occhi con le dita

( solo gli utenti registrati possono votare )

martedì 5 settembre 2006 - ore 17:11


Thank You For Smoking
(categoria: " Vita Quotidiana ")





Imperdibile. In questo potrei riassumere tutto. Divertente, dissacrante, ironico, vero. "Nick Naylor non nasconde la verità, la filtra". Che gran film! "Io difendo chi nessuno difende: le multinazionali abbandonate dai consumatori, i cacciatori di cuccioli di foca, gli sfruttatori di lavoro minorile". Cinico, realpolitik delle sigarette. Non fa forse più male il colesterolo? E’ proprio vero. Intrepretazioni fantastiche, battute che ti lasciano piegato sulla poltrona. Ma andatelo a vedere, i migliori soldi investiti al cinema negli ultimi mesi, senza dubbio (poi contando il fatto che entro gratis, va beh...). Prediligo i toscani, ma ieri me le son proprio gustate le Lucky accese all’uscita del cinema. Se fumate è da vedere, se non fumate anche. E se non fumate e rompete i coglioni a chi fuma, beh, altro che se è da vedere! E non sapete cosa vi perdete! Il sapore completo e deciso di un toscano riserva intero, le sue volute di fumo azzurre. Son piaceri della vita, che condivido con Mauro Corona, fumatore e alpinista (poi si beve anche parecchio!).



"Tutti hanno un mutuo da pagare". E la sigaretta fumata in due in montagna abbracciati sotto le stelle? Ditemi che non ci sta! Non le dimentico le parole di un amico medico: "se vai avanti così a quarant’anni sarai andato". Bene, non voglio vivere da malato per morire da sano. Ma poi io riesco a far gran trekking, a correre, a resistere. Lui si riempie di medicine e la faccia tira sul verde. Mia prozia fumava sigarette che si faceva lei conciando tabacco e foglie di noce, ne fumava parecchie, aveva assaggiato la prima volta la carne non certo da bimba, da bimba mangiava polenta e aringhe quando andava bene. Usava lo stesso olio per friggere tutto, per mesi. Conservava le paste da natale a pasqua. E’ morta a 101 anni, senza mai toccare un medicinale. Ricordo anche che mi è stato detto che mangio troppi grassi, che mangio cibi non controllati, ma è forse meglio bere quella cosa che sembra acqua bianca o forse il latte appena munto, ancora caldo? Ecco, son rustico! Non prendo medicine, bevo, fumo, mangio. Credo di stare meglio di chi si imbottisce di cazzate.

Smoke! Smoke! Smoke!(That Cigarette)
Now I’m a fellow with a heart of gold
And the ways of a gentleman I’ve been told
Kind-of-a-guy that wouldn’t even harm a flea

But if me and a certain character met
The guy that invented that cigarette
I’d murder that son-of-a gun in the first degree

It ain’t cuz I don’t smoke ’em myself
and i don’t reckon that it’ll hinder your health
I smoked ’em all my life and I ain’t dead yet

But nicotine slaves are all the same
at a pettin’ party or a poker game
Everything gotta stop while they have a cigarette

Smoke, smoke, smoke that cigarette
Puff, puff, puff until you smoke yourself to death.

Tell St. Peter at the Golden Gate
That you hate to make him wait,
But you just gotta have another cigarette.

In a game of chance the other night
Old dame fortune was good and right
The kings and queens they kept on comin’ around

Aw, I was hittin’ em good and bettin’ ’em high
But my bluff didn’t work on a certain guy
He kept callin’ and layin’ his money down

See, he’d raise me then I’d raise him
and I’d say to him buddy ya gotta sink or swim
Finally called me but didn’t raise the bet!

--Hmmph! I said Aces Full Pal -- I got you!
He said, "I’ll pay up in a minute or two
But right now, i just gotta have another cigarette."

Now the other night I had a date
with the cutest little gal in any state
A high-bred, uptown, fancy little dame

She said she loved me and it seemd to me
That things were sorta like they oughtta be
So hand in hand we strolled down lovers lane

She was a long way from a chunk of ice
And our pettin’ party was goin’ real nice
And I got an idea I might have been there yet

So I give her a kiss and a little squeeze
Then she said, "Travis, Excuse me Please
But I just gotta have a cigarette."




MDM, Mercanti Di Morte. Alcool, armi da fuoco, sigarette. Yeah! Vita (anche se preferisco i coltelli). Che gran film! Ora mi rimarrà in testa per parecchi giorni, e ora voglio andare a vedere Cars.
Vi lascio con un panorama della mia terra che ho trovato sulla rete. E fatemi ancora un in bocca al lupo e un incoraggiamento. Non immaginate quanto sia complicato aprire un attività, un’impresa artigiana. Ma il Grezzo resiste, e Paolo morde.





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lunedì 4 settembre 2006 - ore 09:46


Today
(categoria: " Vita Quotidiana ")





Buongiorno miei cari! Scrivo al volo in questo lunedì cruciale. Fatemi un in bocca al lupo che mi serve, ma mi serve proprio! Il lunedì dona sempre sensazioni strane, a metà tra l’incazzatura per il tutto che ricomincia (per me però non si ferma mai), e l’entusiasmo per il tutto che ricomincia. E allora via mezz’ora di stretching e pesi, via caffè e pane tostato, barba e doccia. Su i 501 e la camicia, anche se forse più tardi sarà meglio mi metta su un abito elegante. Corro, e penso alla voglia di fermarsi che viene in molti luoghi del mondo, dove leggi la quiete negli occhi della gente, e sì che saranno poveri, ma forse sanno qualcosa in più sulla vita. Il discorso diventa complicato ora, forse della vita sanno molto i malgari delle Alpi, che vivono al ritmo di tempo e stagioni, o forse noi che corriamo tra statali ipermercati fornitori distributori di carburante posteggi tangenziali a tre corsie finte. Non so, non so dire. Prima di dimenticarlo, nelle sere solitarie in montagna mi è capitato di vedere in televisione Sabina Negri, beh, massimo rispetto a questa gran donna, a parte per alcune idee e per il marito.



quando si dice una perfida, ma che dice le cose come stanno orco! (quasi)
Ho montato i pannelli fotovoltaici sopra casa, credo sia un mezzo dovere per che restaura una casa. Ora, spiegatemi: perché c’è chi mette il generatore a gasolio? Non sto scherzando, con quel che costa sto cazzo di gasolio! Che sabato ho lasciato 80 euro al tamoil! Ma a parte i costi, ma come cazzo si fa a mettere una roba che brucia gasolio invece che dei bei pannelli blu e silenziosi??? A venta eser completament picio! (bisogna essere completamenti stupidi, ndr per chi piemontese non è, la o si legge u). Comunque, tutti continuano a buttare porcate in montagna, e anche lì, spiegatemi, come si fa a buttare un frigorifero a 1200, a bordo di una mulattiera? C’è da caricarlo, scaricarlo, un casino! E i liquidi, appena si corrode il metallo, entrano nella terra, et voilà, cresce più un cazzo!
E’ la tensione per oggi che mi fa dire tutto questo, ma un po’ ci sono convinto!
Se proprio dovete abbandonare, abbandonate bici bruciate nel centro di parigi!



Vi abbraccio

Thunder and lightning the gods take revenge
Senseless destruction
Victims of fury and cowardly now
Running for safety
Stabbing the harlot to pay for her sins
Leaving the Virgin
Suicide running as if it were free
Ripping and tearing

Oh through the mist and the madness
We are trying to get the message to you
Metal Militia
Metal Militia
Metal Militia

Chained and shadowed to be left behind
Nine and one thousand
Metal Militia for your sacrifice
Iron clad soldiers
Join or be conquered the law of the land
What will befall you
The Metalization of your inner soul
Twisting and turning

Oh through the mist and the madness
We are trying to get the message to you
Metal Militia
Metal Militia
Metal Militia

We are as one as we all are the same
Fighting for one cause
Leather and metal are our uniforms
Protecting what we are
Joining together to take on the world
With our heavy metal
Spreading the message to everyone here
Come let yourself go

Oh through the mist and the madness
We are trying to get the message to you
Metal Militia
Metal Militia
Metal Militia





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venerdì 1 settembre 2006 - ore 11:07


My sweet and cold summer
(categoria: " Vita Quotidiana ")





Parigi a fine luglio conserva la sua magia di ville lumierè, in ogni angolo si trova un mondo. Abitavo da Gise, tra le vie strette del Marais, splendido quartiere ebraico, quartiere più centrale di Parigi. Parigi è una città che protegge mille etnie, e ognuna conserva la propria identità, questo vuol dire mangiar un tempura ordinandolo da un menù in giapponese, e per fortuna che Gise lo parla e lo legge! Sennò mi toccava nutrirmi a birra asahi!
Giornate indimenticabili a Parigi, ma Parigi non sarebbe la stessa per me se non ci fosse Gisela.
Paris è zona di sogno...



Poi l’affetto e il legame forte che ho col Nordest mi hanno portato in Friuli, come sempre da anni, e son state sagre e momenti indimenticabili, e qualcuno che legge li ricorda. Son stati spritz a La di Fulin, son stati tramonti sulla laguna, che è il posto più bello della rutilante Lignano, sempre più slava, sempre meno tedesca.



E son tornato a Villa Manin, e Laura mi ha fotografato mentre mi giravo una sigaretta seduto sull’opera di Tuttofuoco, e la metto perchè me l’ha scattata lei, e perchè in quel momento stavo proprio bene.



E poi di nuovo Torino deserta e respirare l’asfalto caldo, e cene con amici e sveglie e preparare colazione e...bello tutto sommato, ma la fuga si faceva pressante, e su verso le montagne intorno al massiccio del Rosa. Ci sono gli spiriti, li sento, lo so, li sento col sangue mohawk e col sangue di mascon che mi ha lasciato la mia bisnonna. Su per le pareti e i sentieri sentivo profondo il contatto con quell’essere violento e fondamentale, radicale e di passione che è la montagna, ogni crinale un nuovo panorama, e dopo un bricco, un pomeriggio di nuvole, mi comparve un drago



e a pochi passi erba rossa tra la nebbia, non si può descrivere la sensazione quando sono apparsi questi laghetti, pozze più che altro, camminarci in mezzo un sogno, lì avrei voluto appoggiare lo zaino e restare a guardare, guardare e sentire ciò che il tutto emanava



E poi in quota dal monte Camino, si apre il mondo, e lì si intuisce lo spazio, e si vuole volare



E si vuole volare



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giovedì 31 agosto 2006 - ore 16:48


Back
(categoria: " Vita Quotidiana ")





Ultimo giorno d’agosto, e torno a crogiolarmi nelle spire di Spritz, badate bene, non ho mai smesso di bere spritz! Quasi mi esplodono parole dalle dita, e non riesco a contenerle. Quasi mi esplodono i ricordi. Rare volte ho sentito una tale vicinanza con un essere umano come una sera d’agosto a Ronchis. E’ Laura, è molto. E dovrei raccontarvi delle mie giornate parigine a fianco della mia amica Gise, del tempura, del trovarsi a parlare di vita su un ponte guardando notre dame di notte. O di un bar a Pertegada, del parlar storto tra Fastidio e me, costretti a finir le grappe degli altri, e finite con orgoglio ed etilismo! O delle serate in città a bere in case vuote, tra vie deserte, e quasi quasi la città assume toni umani. O del panorama straordinario dal monte Camino. O dello svegliarsi felici perchè senti vicino chi ti vuole bene. O del mio nuovo lavoro che sto iniziando. O di una sera sulla laguna. E delle incazzature, delle emozioni, della nostalgia, dei bicchieri, delle montagne, del mare gelido e delle jeep in quota. Ma pian piano vi racconterò tutto, metterò foto e impressioni. Per chi tornerà a leggermi, il Grezzo è sempre lo stesso, con qualche cicatrice in più, reale e mentale, con tante novità ma sempre con lo stesso spirito, somewhere on a desert highways...
Mi siete mancati cari scritti qui a fianco. Mi son ritrovato a pensare come sarebbe stato bello che intorno a un tavolo ci fossero anche Thrilly, Rohy, Incazzosa, Emily, Doggma, Mutter, Cervè, Roz, Evissa, Xet, Snowchris, Darrell, Pogues, Chiara, Roby. A voi alzo un bicchiere!
E uno per Laura e per Stefano, e uno per Siwi, e uno per i miei amici tutti, e uno ancora per Stefano, e uno ancora per Laura.



Grezzo, back here

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mercoledì 12 luglio 2006 - ore 11:29


8130te Tag. Il fiore più bello vince l’asfalto
(categoria: " Vita Quotidiana ")




Ieri sera ero sotto le mura della Sacra di San Michele, da quelle rocce eterne guardavo giù le luci tremolanti di Torino lontana, una splendida luna aranacione si mischiava a nuvole viola. Lontano il rumore dell’A26 creava un soundtrack da aspettativa infernale. Tutto l’insieme aveva una segreta bellezza, come il giglio che buca l’asfalto, conquista il suo sole tra due palazzi e un posteggio. Fiore vs asfalto a Mirafiori, e vince il fiore. E’ difficile questa vita, è difficile la strada che si deve percorrere. E spesso, troppo spesso, si vorrebbe accostare. Ma no! Chi si ferma è perduto! Anche chi corre, pensate a Kowalski. E non mi fermo, perchè ha ragione chi mi dice che dopo una curva c’è sempre un panorama nuovo. Ho voglia ancora di sentire le ruote girare, di schiacciare il gas e sentire i giri che salgono. Vedrò nuove curve, nuovi panorami, altri incidenti, altri bar di un momento, ma non avrò mai da dire: "mi son fermato". Eppure ora c’è una cosa che mi piacerebbe: la mia jeep tirata a lucido che sale, sotto la pianura, tramonto, sole e luna assieme a contendersi il cielo più bello. Musica piano nella radio, Dire Straits o Pearl Jam. E su ad aspettarmi Sylvia, Laura, Miriam, Francesca, Simo, Glo, Alberto, Simone, Rik, Francesco, Gvozden, Ile, Furio, Dani, e tanti altri sorridenti, e tutti guardiamo giù la pianura, e le nostre fiaccole mandano fino alle stelle il loro fumo nero. Allora forse mi fermerei, o con tutti loro vorrei vedere il panorama dalla curva successiva. Il Grezzo resiste, Paolo morde.
E poi siamo Campioni del Mondo, non ne scrivo perchè la gioia è stata troppo grande per costringerla in un blog.



Once divided...nothing left to subtract...
Some words when spoken...can’t be taken back...
Walks on his own...with thoughts he can’t help thinking...
Future’s above...but in the past he’s slow and sinking...
Caught a bolt of lightnin...cursed the day he let it go...

Nothingman...
Isn’t it something?
Nothingman...

She once believed...in every story he had to tell...
One day she stiffened...took the other side...
Empty stares...from each corner of a shared prison cell...
One just escapes...one’s left inside the well...
And he who forgets...will be destined to remember...oh...oh...oh...

Nothingman...
Isn’t it something?
Nothingman...

Oh, she don’t want him...
Oh, she won’t feed him...after he’s flown away...
Oh, into the sun...ah, into the sun...
Burn...burn...

Nothingman...
Isn’t it something?
Nothingman...
Nothingman...
Coulda’ been something...
Nothingman...
Oh...ohh...ohh...

-NOTHINGMAN, Pearl Jam-



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mercoledì 5 luglio 2006 - ore 14:51


8123te Tag. Il capitano torna a segnare, per Salvo
(categoria: " Vita Quotidiana ")





Buongiorno cari! Latito da spritz, ma non latito da bere spriss. Latito da alcuni versanti della vita, ma non da altri. E ora voglio raccontarvi una storia, la storia di Salvo. Ho vissuto per alcuni mesi a Solingen, in Germania, lì conobbi Salvo. Salvo era un ragazzo sui trent’anni, calabrese nato a Solingen. Calabrese di Locri privato dei mandorleti, dei fichi d’india, dello Ionio, dei riflessi della luna sul mare. Calabrese di Solingen. Solingen di lame e fabbriche. Di piccole case grigie e razzismo. Solingen di “bruciamo i turchi”. Solingen di ardesia palloni bucati distributori di sigarette a 5 marchi 19. Solingen. E una casa in Grünewalder Strasse, vicino a dove stavo io, con il tricolore sempre sventolante dal terrazzo. Era la casa di Salvo. Salvo non parlava italiano, calabrese e tedesco erano le sue lingue. Salvo cantava benissimo, e mi auguro ancora canti. Salvo mi credeva tedesco, lo incontravo ogni mattina. Una mattina capì da una bestemmia per un bus perso che tedesco non ero. Mi rimproverò per la bestemmia. E nacquero pomeriggi a chiacchierare in lingue diverse nel giardino di casa sua, tra pareti grigie e aria al piombo. Raccontava di insulti e di sputi, raccontava della bandiera bruciata, dei finestrini rotti della sua alfa. Alfa 33 Imola, come su volesse urlare forte: sono italiano! Mangiai caponata e maialino arrosto, come sulla Sila, tra piante di pomodoro e basilico grigi. Sul viso di Salvo si leggeva la vergogna mutatasi in orgoglio. Suo padre fuggito da Locri per morire in una fabbrica di copertoni a due passi da Colonia. Sua madre dal viso triste, dalla cucina portentosa. Sua sorella, beh non ne parlo, perché anche se Salvo non leggerà, beh sua sorella non era da toccare guardare pensare. Maria Catena. Solo il nome mi è consentito ricordare. E gli insulti che la ricoprivano a scuola. Ma lei era la più brava alla Geschwister Scholl Schule di Ohligs, Solingen. Ebbene, sono i Salvi, i padri di Salvi, le Marie Catene, gli Akim e i Mehmet che hanno consentito alla Germania di essere motore dell’Europa. Germania che storpia spesso italiano in bestia. O forse per le bestie ha più rispetto. E lo dico io che nazionalista non sono, e ho molti amici tedeschi. Ma ieri quando Del Piero ha chiuso la pietra tombale sulla squadra del topo biondo, ieri ho urlato, una piccola vendetta per i Salvi, i Gaetani, le 33 Imola, gli alettoni, le pizzerie, il gel sui capelli e i brillanti negli incisivi. Y gracias Italia! Lo dicen los argentinos todos, la bandiera col sole sventola dalla mia finestra. Wir fahren nach Berlin!


vie di Solingen, lontano dal mare





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giovedì 29 giugno 2006 - ore 10:19



(categoria: " Vita Quotidiana ")



Pensieri shakerati. Mi fermo un po’ per non fermarmi mai. Ho grande rispetto di molti di voi che mi leggete. Ma che paese è questo dove gli unici che hanno ancora qualche speranza vengono chiamati disperati?.



E’ questo il blues delle cose che non si vedono
del tarlo nel legno, del topo in cantina
del pesce solitario dentro l’acqua torbida
dell’assassino nascosto in un uomo perbene.

E’ questo il blues delle cose che non si vedono
della mia fatica nel tuo vestito di cotone
del ragno nei tuoi bei capelli biondi
della pallottola che vola verso il cuore.

E’ questo il blues delle cose che non si vedono
dell’uccello che canta nella chioma dell’albero
delle parole con cui ti sto pensando
del dolore di questa folla in strada.

E’ questo il blues delle cose che non si vedono
del verme nel ceppo, della bacca nel gin
dei martelletti dentro al pianoforte
dei morti che ridono in fondo al cimitero.

E’ questo il blues delle cose che non si vedono
del teschio bianco sotto la pelle nera
del teschio bianco sotto la pelle bianca
delle parole che ti dissi, mentre si faceva buio.








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giovedì 22 giugno 2006 - ore 14:23


8110te Tag. 22 giugno 1986, Mano de Dios!
(categoria: " Vita Quotidiana ")





Buon pomeriggio cari! Sempre ancora inquietudine, ma sopita dal caldo soffocante della pianura a nord ovest. Ieri in auto sentivo l’aria calda, e il termometro segnava 37 gradi, ma che piacere poi lasciarsi ferire dall’aria calda, caldissima, tra le piante del frutteto. Niente da dire, amo queste sensazioni. Amo il caldo sulla pelle. Amo queste sensazioni che hanno sapori di passato, bere un’ombra di rosso al riparo del tiglio. E vent’anni fa, più o meno 7300 giorni fa, all’Azteca di Città del Messico, Diego Armando Maradona, il più grande calciatore che mai abbia calcato i prati degli stadi, segnava due tra i più bei gol della storia del calcio, il primo di mano, il secondo dopo uno slalom preciso e assoluto tra gli increduli britannici. Finì 2 a 1, ma erano più di 2 reti i gol argentini. Erano due capolavori, erano precisione e determinatezza, erano gol sublimati in opere d’arte. E gol che portavano con sè troppi significati, troppe impressioni e ricordi. Gol d’Argentina di Videla, Argentina di Villa Grimaldi, Argentina di Gardel adorato. Argentina di Jorge Videla. Argentina che sembrava, che sembra, Italia di di 50 anni fa. E a segnarli era un piccolo giocatore grassoccio, gordito, figlio di poveri, con negli occhi la felicità più grande, la voglia di riscatto. Maradona era il sogno argentino di prosperità e futuro. E non pensiamo all’avvenire di cliniche e viaggi cubani. e capirai che quel vizio che ti ucciderà, non sarà fumare o bere, ma qualcosa che ti porti dentro cioè vivere Maradona vive, sa vivere. Maradona ha voluto essere dio, almeno la sua mano lo è stata. Dio. Quella mano per moltitudini fu riscatto e visibilità. Quella mano fu l’outsider che tutti volevano essere. Grida di minatori e contadini, birre rovesciate sui tavolini di plastica al Boca. Non solo l’intera nazione argentina fu galvanizzata dalla mano di Maradona, tutti gli oppressi. Maradona era uno di loro che correva sull’erba dell’Azteca, là dove l’aria è fine e offusca il pensiero. A lui non lo offuscò. E ora è leggenda. L’Argentina del sangue e dei cadaveri marcescenti nell’Oceano cominciò a morire grazie a quella mano. Spesso sono i gesti piccoli, pacifici, festosi, che rovesciano le dittature. Per Maradona, per l’intera Argentina, per gran parte del mondo, quella non fu una partita, fu una festa.



VAMOS ARGENTINA




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mercoledì 21 giugno 2006 - ore 12:19


8109te Tag. Tra Mostar e Buenos Aires
(categoria: " Vita Quotidiana ")





Buenos dias! State bene miei cari? A me coglie una strana inquietudine che non riesco a capire, che non voglio capire. Ho voglia di lasciare tutto e partire. E bevo e sogno che è l’unica strada ora. Stamane, svegliandomi nel caldo torrido di questa città senza mare, un leggero dolore alla schiena mi ha fatto tornare alla mente il sogno fatto questa notte. Colonna sonora Lalli e Ramones. Mostar, rovine del ponte. Ero io stesso il ponte, tenevo assieme le due sponde, con un innaturale distendersi delle membra. Lacerarsi del corpo, pelle bruciata dal sole e dagli incendi. Sentivo la sete sulle labbra bruciate, spaccate, prive di sangue. Sentivo fischiare il proiettile e poi il grido sordo. Sentivo i frammenti di granata sulla mio corpo. E poi silenzio e sensazione di mille piedi che mi calpestavano, e io potevo vederli! Ed erano serbi e bosniaci che andavamo ad abbracciare i fratelli combattuti, e mischiate tra loro donne con fazzoletti bianchi a coprir loro il capo, portavano foto di giovani donne e uomini, sorrisi pieni di speranza, occhi con la voglia di dare un braccio per poter cambiare qualcosa. Sentivo risate e lamenti. Sentivo il tintinnare di bicchieri invece dello scoppio delle granate. E il ponte di Mostar portava in Plaza de Mayo. Come se esistessero corridoi sotterranei che collegano le ferite aperte di questo pianeta. E queste madri dal capo coperto assieme alle donne in nero di Tuzla intonavano un canto di disperazione in una lingua comprensibile a tutti, nè spagnolo nè serbocroato. Tagalog, italiano, papua, inglese. Idioma internazionale della sofferenza e della forza di resistere. Io ero lì. Ormai ero parte del ponte, Ero lì e le guardavo. Ero lì e volevo urlare. Volevo urlare ma la mia gola era di roccia.



have you been to the desert?
have you walked with the dead?
there’s a hundred thousand children being killed for their bread

and the figures don’t lie they speak of human disease
but we do what we want and we think what we please

have you lived the experience?
have you witnessed the plague?
people making babies sometimes just to escape
in this land of competition the compassion is gone
yet we ignore the needy and we keep pushing on
we keep pushing on

this is just a punk rock song
written for the people who can see something’s wrong
like ants in a colony we do our share
but there’s so many other fuckin’ insects out there
and this is just a punk rock song
(like workers in a factory we do our share
but there’s so many other fuckin’ robots out there)

have you visited the quagmire?
have you swam in the shit?
the party conventions and the real politik
the faces always different, the rhetoric the same
but we swallow it, and we see nothing change
nothing has changed...

10 million dollars on a losing campaign
20 million starving and writhing in pain
big strong people unwilling to give
small in vision and perspective
one in five kids below the poverty line
one population runnin’ out of time

Bad Religion & Rancid -Punk Rock Song-


Update h. 13.27: è il giorno più lungo dell’anno, e vi compie 22 anni Incazzosa, a lei va una canzone e tutti brindisi di oggi. A parte uno che va per le scelte future della mia Sweety, che è grande. E poi un motto: "Birra Castello fa l’uomo più bello", e una domanda: a che serve la data di scadenza sulla birra?

One summer evening drunk to hell
I stood there nearly lifeless
An old man in the corner sang
"Where The Water Lilies Grow"
And on the jukebox Johnny sang
About a thing called love
And it’s how are you kid and what’s your name
And how would you bloody know?
In blood and death ’neath a screaming sky
I lay down on the ground
And the arms and legs of other men
Were scattered all around
Some cursed, some prayed, some prayed then cursed
Then prayed and bled some more
And the only thing that I could see
Was a pair of brown eyes that was looking at me
But when we got back, labeled parts one to three
There was no pair of brown eyes waiting for me

And a rovin’ a rovin’ a rovin’ I’ll go
For a pair of brown eyes

I looked at him he looked at me
All I could do was hate him
While Ray and Philomena sang
Of my elusive dreams
I saw the streams, the rolling hills
Where his brown eyes were waiting
And I thought about a pair of brown eyes
What waited once for me
So drunk to hell I left the place
Sometimes crawling sometimes walking
A hungry sound came across the breeze
So I gave the walls a talking
And I heard the sounds of long ago
From the old canal
And the birds were whistling in the trees
Where the wind was gently laughing

And a rovin’ a rovin’ a rovin’ I’ll go
For a pair of brown eyes





Cheers Ile!




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sabato 17 giugno 2006 - ore 15:12


8105te Tag. Lambretta o Vespa posteggiate fuori dal pub...
(categoria: " Vita Quotidiana ")





Sole implacabile sulla campagna. Schiena bruciata e sudore che brucia la pelle. Non piove, il cielo si fa grigio e pesante. Ma non piove. La terra è assetata, sembra chiedere aiuto con i movimenti dell’erba piegata e bruciata. E leggo le parole di Roberto Masiero, il racconto del deserto spagnolo, e ci ritrovo immagini di questa terra oggi. Ho incontrato questo scrittore padovano ieri a EuroVespa, oggi andrò alla presentazione ufficiale torinese del libro. Lo sto divorando, e stimo assai chi l’ha scritto, anche senza testa rasata e bretelle ha lo spirito vero e giusto. Sciami di vespe scoppiettanti su Torino, da ovunque, uno spettacolo incredibile. E ieri, tra l’euforia per il raduno, due splendide cose: l’Argentina che mostra gran calcio alla mia amata Serbia. L’Argentina da tifare perchè è la vera nazionale italiana del nord (si pensi alle migrazioni). E l’arresto di quel gran figlio di troia che si fregia di un titolo inesistente. Pria di morir sul fango della via imiteremo Bresci e Ravachol... sono e sarò per sempre antimonarchico, antiautoritario, per l’autodeterminazione sempre. Perchè l’uomo sì è solo, perso, ma è libero per sé! Perchè le comunità vorrei si comandassero dal basso, perchè non dico che voglio i kids al potere, voglio potere per i kids! E’ molto diverso. E ora un sogno. Un sogno di uomini e donne che si riappropriano della terra, che vivono della terra. Un sogno di uomini e donne che corrono la campagna in sella a due piccole ruote. Uomini e donne che scoprono che il limite vero è il possesso desiderato. E ovunque tulipani e pioppi si inchinano al loro passaggio. Libertà di statali dall’asfalto crepato, di bar in mezzo al nulla. Ognuno sogna oro e mercedes. Io voglio sognare oro nelle persone, nei loro occhi, nei loro abbracci. Mercedes nelle strade da correre. Mercedes con ruote piccole e cilindrata 125.



Massimo rispetto per Tevez, Messi, Cambiasso, Sorin, Rodriguez, Crespo, Abbondanzieri che fanno ancora amare lo spettacolo più bello del mondo. Vamos Argentina!

Quando pensi la libertà, non sei libero. Se pensi di poterla catalogare o definire, non sei libero, come non lo sei quando la cerchi all’esterno di te.
E’ dentro di noi ma bisogna lasciare una porta aperta.
Io guidavo sotto il sole ed ero libero.




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