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Grezzo, 25 anni
spritzino di Blackwood (suona meglio di Bosconero)
CHE FACCIO? uso motoseghe Stihl
Sono sistemato

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STO LEGGENDO

"La regina dei castelli di carta" Stieg Larsson

HO VISTO

Litri su litri tra Mala Strana e Stare Mesto. E gli occhi della mia ragazza dietro al bicchiere

L’oceano seicento metri sotto di me alle Slieve League
I riflessi ambra scuro della black stuff
L’oro Bulmers
Un manto di stelle alle Aran

e molte altre magie...

Combinata nordica
Salto
Hockey femminile
Fondo 4x5 staffetta
Free Style
Curling
Biathlon
Casa Russia
Casa Olanda
Casa Sassonia
Casa Turingia
Casa Canada
Casa Italia
Casa Svizzera
Hockey Land

insomma, the OLYMPIC WINTER GAMES OF TURIN 2006
The PARALYMPIC WINTER GAMES!

Easy Rider (sempre)

Braveheart (sempre)

tanti western























































































Il capitan Jack Sparrow torna sempre!!!





















Il pianeta che cerca di ribellarsi

Una serie di infami menzogne sulla Tav. Sarà dura!

La magia di Parigi, le prospettive del Marais.
Un po’ di tramonti a nordest
L.
Draghi sulle alpi

Dei docenti universitari farmi i complimenti e farmi dottore!

Gli occhi di G. nella notte, salutarmi, con una promessa.
Un abbraccio e una promessa mantenuta

Il cherokee infangatissimo affondato nella neve uscire da lì rombando! (in realtà non l’ho visto, io lo guidavo)

La Val Varacho sota la fioca. Ombra mordicchiare correre e abbaiare

Zente speciale a una cena speciale

Vasco

Lou Reed, bevendo sambuca del discount

Bruce Springsteen

STO ASCOLTANDO

Metal, country, blues, folk soprattutto

AC DC
Accept
Aeroplanicadono
Agalloch
Allman Brothers Band
Amaral
Amon Amarth
Ana Johnsson
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Antichrisis
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Avantasia The Metal Opera
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Wu Tang Clan
XMal Deutschland
Youngang
ZZ Top
etc...

ABBIGLIAMENTO del GIORNO

grezzo!

ORA VORREI TANTO...

l’Harley sotto il culo



STO STUDIANDO...

il manuale d’uso della Stihl

il regolamento dei Timbergames

robe native

OGGI IL MIO UMORE E'...

Guardo in faccia al vento, e resisto

FEDERALISMO!

PIEMONT LIBER!



FRIUL LIBER!



Ottimo! Grazie a chi mi ha scritto: "Per quanto può valere l’opinione di una micro-bionda, sappi che sei il giusto connubio tra palle, cervello e sensibilità."

e anche grazie alla magica Laura, che mi scrive "e ti stavo scrivendo che a te vorrei solo raccontare di colori, di profumi, di fiori, di treni e di e di autobus in partenza, di cose belle" una delle più belle cose che mi siano state dette

boicotta la festa in discoteca sostieni la sagra
comitati combattenti di base per la vittoria finale di coste e vin rosso

Al Grezzo importa:

della fratellanza, della lealtà
dell’onestà (verso se stessi e verso altri esseri umani che lo meritano)
della coerenza
del vedere i miei amici felici
del far star bene le donne che stanno con me (il Grezzo ama molto le donne)
dell’ambiente violentato
della Juventus
del mangiare e bere bene
del far palestra la mattina poco dopo sveglio
dell’imparare più cose possibili
della bella musica che merita, crederci e diffonderla
delle bionde, le rosse, le more, le verdi all’occorrenza
di viaggiare
di molte altre cose

Il Grezzo detesta (ed essendo animale istintuale attacca):

radical chic di varia sorta
chi picchia donne, bimbi, animali che non possano difendersi (perché certe donne e certe bestie si sanno difendere eccome!)
la finanza (gdf)
l’aumento dei prezzi (in specie del gasolio)
Fiorentina, Milan, Torino, Inter
chi non ha firmato il protocollo di Kyoto
chi mantiene il sistema clientelare ovunque
chi potendo installare su casa un impianto a celle non lo fa
la programmazione della tv italiana
i registi di film intellettuali (con riserve)
le forme di prevaricazione
molte altre cose

Ma il Grezzo non brilla per lungimiranza, quindi forse sbaglia molte cose


ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


1) doversi alzare da sotto il piumone alle 7 di mattina in pieno inverno

MERAVIGLIE


1) il sesso
2) svegliarsi accanto alla persona che si ama


Libero pensiero, bevute, viaggi e idee


Uomo del nord, spirito celtico, ombre nostrane


il canavesano dagli occhi di ghiaccio


Live to Ride








io bevo




somewhere on a desert highway


non c’è biker senza bikier




quant chi lin par sagre




cittadino onorario di Campodoro





Create your own visitor map!

LIGA FRONTE DIFESA BAR RUSTEGO


I’m ruder than you

io son per le piccole patrie, l’autonomia, il federalismo, le alpi libere


l’importante è una certa classe e zero cogniziòn


non puoi cavalcare due cavalli con un culo solo


Eventi & Convivi


www.paolovalperga.com





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SONDAGGIO: SONDAGGIO INTELLIGENTE


Se me rompi i maroni, cossa go da farte? a scelta:

ti apro il volto con la motosega (Stihl, mica cazzi)
ti fracasso la testa con la mazza ferrata
ti squarto con la mia spada
ti passo sopra con la jeep un po’’ di volte
ti aro (tu al posto della terra)
ti cavo gli occhi con le dita

( solo gli utenti registrati possono votare )

giovedì 30 marzo 2006 - ore 12:27


8026te Tag. E già si pensa a un altro viaggio, muoversi, sempre, per sempre
(categoria: " Vita Quotidiana ")





TOTAL ECLIPSE OF THE SUN

The beauty, tender glow extinguished
the sky dull from a breeze
ghostly the dawn without its red
uncanny, estranged to our naturethe light like lead
ripped in the dark
a tiny sichle
as small as cut by a surgical knife
the suns last spark melts away
not unlike a dying wick
now stands disc on discand crushes my heart
All I really, really, really want to see
is a total eclipse of the sun
"Ah" says everyone
just the birds are silent
with surprise
All I really, really, really want to see
is a total eclipse of the sun




Ieri giorno di eclisse, gli antichi davano significati magici a questo avvenimento, ove negativi ove positivi, in Cina era il drago che mangiava il sole, il dio Ahura Mazda in Persia traeva energie dalle eclissi, in Sudamerica si facevano sacrifici. Qui la tv trasmetteva notiziole idiote, e si immolavano sacrifici al deficit pubblico. Quello che proprio voglio vedere è un eclissi totale di sole, che duri ore, che duri giorni, che copra tutto di quella luce livida e grigiastra, che faccia dimenticare la vita normale, rifugiarsi nella trivialità e nei bisogni primari, e poi nel pensiero. E dopo l’eclisse torna la luce, e torna il pensiero, purificato, nuovo, pronto a vivere pienamente. E ci vorrebbe un eclisse che facesse capire che l’onnipotenza non sta in un rosso velluto, che i valori cui dare importanza vanno rivisti, come gli estimi catastali. Che le fondamenta delle case nuove crolleranno. Che le colonne antiche resteranno lì dove sono. Che le città bruceranno. Bruceranno di vita e bicchieri che brindano, e il rosso sarà quello del vino e dei drink che si alzeranno verso il cielo, e di nuovo risate e abbracci. E si spegneranno le televisioni, tutte di un colpo, frizzando, e ci sarà un silenzio…che tutti resteranno attoniti, e correranno a girare le manopole delle radio, e di nuovo le partite si sentiranno lì, oppure si andrà allo stadio. Ma in quel momento preciso di silenzio, tutti avranno voglia di partire ed essere liberi. E in quel momento tutti saranno liberi.
Fermo il delirio da troppo lavoro e studio e voglia di viaggiare. E metto una foto di un viaggio dell’anno passato, di Corinto, per una persona triste dagli occhi verdi, che non leggerà questo blog, che si ricordi che anche nella gola più stretta si riesce a passare, e poi di nuovo è mare aperto e sole pieno.



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lunedì 27 marzo 2006 - ore 12:08


8023te Tag. Ode ai bacari, a San Marco e al Petrolchimico
(categoria: " Vita Quotidiana ")





Buon lunedì! E’ da un po’ che manco di qua, e stamattina rubo tempo al tempo che non ho, ma due righe almeno le voglio scrivere. Ne avrei di piccole cose da raccontarvi, dei giorni di lavoro massacranti, dei film visti di notte per staccare, dei concerti ballando, trovando non so dove le energie per stare in piedi sino alle due. E della festa dei volontari, per me che volontario non sono, ma a volte mi sento passepartout ed entro dovunque, è proprio vero di quante cose si conquistino con un sorriso, molte più che con un coltello. E ora sono qui, barcamenandomi tra lavoro ed esami da preparare, con poca voglia di studiare, e voglia di uscire, prendere sole, viaggiare per questa primavera (anche se ora fuori è grigio, ma sì, oltre le nuvole c’è sempre il sereno!). E penso, non so perché, al mediterraneo del nord, ai suoni dei dialetti liguri, veneti e toscani, e come in un sogno mi ritrovo sulle rotte delle antiche repubbliche, nella libera Venezia, a convegno con anabattisti e anticlericali. E l’odore di mare poi si mischia a quello di nafta, e allora vedo un porto d’Istria, violentato da un nome straniero, con pescherecci arrugginiti. Poi mi fermo e non penso più, che non ho idea di dove posso arrivare. La droga farà male, ma questo è tutto nature, ve lo assicuro! Forse bere meno la sera…



come un incanto che non si vuol spezzare
quaggiù la terra si lega al mare
bagliori d’oro, echi del tempo
maestosa e fragile magia d’incanto
camminando tra calli e campielli
si scorgono alti gli antichi vessilli
di una città un tempo regina
che dominava e ora è in rovina

uccidiamo il chiaro di luna
le gondole placide sulla laguna
quest’immagine da cartolina
questa gente messa in vetrina

come il sangue che lascia la ferita
si svuota Venezia che perde la vita
case e palazzi restano vuoti
nella riserva solo in pochi
tra queste pietre corrose dagli eventi
di una città che vive ormai di stenti
senza pietà cacciati a spintoni
per fare posto ai nuovi padroni

uccidiamo il chiaro di luna
le gondole placide sulla laguna
quest’immagine da cartolina
questa gente messa in vetrina

appesi al muro come dei quadri
per i turisti che stanno a guardare
padroni un tempo dei sette mari
venduti al mercato per trenta denari

la dignità sol quello ci resta
fermiamo le giostre alziamo la testa
riprendiamoci ponti e canali
‘affanculo le iene e gli squali





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mercoledì 22 marzo 2006 - ore 13:04


8018te Tag. Out of the casbah.
(categoria: " Vita Quotidiana ")





Buon mercoledì! Giorno di mezzo, umore di mezzo, stagione di mezzo. Ieri è arrivata la primavera, ma secondo me ha svoltato alla prima a destra, invece che al posto giusto, e si è persa. Stamane camminavo per le vie di Torino, giù verso il Balon, vie che mi piacciono nel loro squallore, per gli odori di cucine dei paesi più diversi, per gli uomini con sigaretta appoggiati fuori dai bar, le macchine scassate. Voci e grida. Impressioni di suk. E poi la salita, e via, out of the casbah, sembra quasi un pezzo dei Clash. Oggi riparte Fastidio, e con tristezza e allegria lo saluterò, che mi spiace che parta, ma contento dei giorni passati. E devo ringraziar lui, e le nuove conoscenze, Claudia su tutti, e Mihaela. E ora ascolto Nick Cave, lavoro senza voglia, i pensieri fuggono verso altre mete, sopra nuvole si lasciano portare in giro per la terra, e sogni di poter essere un momento a Limerick davanti a una Guinness, e il momento successivo a chiacchierare nel parco Guell, o tra gli spacciatori della plaza Reyal. E poi ecco la nebbia che nasconde il Rio delle Amazzoni, ed è pelle sudata, abiti chiari e grossi sigari. E poi si accende un faro che domina sul Capo di Buona Speranza. E invece tutto questo no, sono a Torino,città che ti lega a sè a filo doppio e ritorto, e se sei torinese, a Torino prima o poi ci torni, d’obbligo quasi, come fosse un’isola, come le Aran o la Corsica, da cui non si riesce a fuggire. Ma da Torino si fugge eccome, e poi ci si tornerà con la mente, come ogni migrante, a ripensare ai vividi colori della terra di provenienza, anche se non erano tanto vividi.
Un bacio alle ragazze, un giro di ballo e un brindisi! Ai ragazzi un brindisi e basta!



The moon is in the gutter
And the stars wash down the sink
I am the king of the blues
I scape the clay off my shoes
And wade down the gutter and the moon
The moon blinds my eye with opal cataracts
As I cut through the saw-mills and the stacks,
Leaping over the gully where I would one day take Lucy
Then wash up my hands in the gully and the moon.
Such a long way from home, just me and
The moon is in the gutter
All my plans are flushed down the drain
I wander lonely as a cloud
Over memories at her mound
Then lie down in the bitter gutter moon.




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lunedì 20 marzo 2006 - ore 11:51


8016te Tag. Indescrivibili emozioni
(categoria: " Vita Quotidiana ")





Buongiorno miei cari! Si ricomincia un’altra settimana, finite anche le Paralimpiadi, si sta davanti a un monitor, si è felici tutto sommato, ancora assonnati dal weekend, ma felici (nonostante note tristi nella vita, che vorrei non ci fossero mai). Avrei troppe cose da raccontarvi, non posso che accennarvele, le persone conosciute fantastiche, le risate, il portare in macchina Chevy, paralimpico norvegese, lo slalom e la finale di hockey, bere con gli atleti, i tedeschi e il loro lebensraum anche al bar, la festa della Norvegia in un locale esclusivo e off limits. E poi, sopra a tutto, come già detto prima, le persone conosciute. Indescrivibili emozioni, belle belle. E che bella ieri la cerimonia di chiusura, con Patti Smith, immensa. Indescrivibili appunto. E sono finite le Paralimpiadi, ancora più belle e vere delle Olimpiadi. E ora Torino deve continuare. Continuare così. E finisce anche la tregua olimpica, come novelli invincibili galli, continuiamo a difendere Venaus e le montagne! Non bisogna mai dimenticare che uno dei valori più grandi di questo pianeta è la sua capacità di reggere il proprio sistema naturale. E danneggiarlo con opere umane inutili è un crimine molto, molto più grave di Srebrenica o Shabr el Shatila, chè gli uomini muoiono e rinascono, ma vivono nella natura. Senza nulla togliere alla gravità dei massacri, ma non per nulla Idefix scoppia a piangere quando vede un albero tagliato! Ecco, forse senza esagerare.



E ora ripetiamo, urliamo di nuovo NO alle gallerie, NO alla super velocità, NO alle ditte del ministro hot asphalt, NO agli stronzi, in parole povere, nostrani e d’importazione. Come si può restare inerti e non dire nulla di fronte alla profonda bellezza che sta nel tratto di cielo tra gli alberi? Nel ramo contorto di salice? Nel taglio preciso delle rocce? In splendidi occhi verdi? NO, questo si continua a urlare e mettere in pratica, per arrivare in quota o su una scogliera e finalmente dire SI, questo è il luogo.
Buon lunedì, un abbraccio




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mercoledì 15 marzo 2006 - ore 11:13


8011te Tag. Listenin’ Siouxsie Sioux
(categoria: " Vita Quotidiana ")





Mattina lenta e primavera fuori, davanti a un monitor e non puoi uscire. Fuori bar e strade e periferia e statali e boschi e montagne e sole. Dentro luce artificiale. E allora ti rilassi, lasci le bretelle allentate, ti sbottoni la camicia, bevi una birra, e fai una nuova tracklist, stamattina con Siouxsie and the Banshees, Rough, Statuto, Madness, Nabat. Che bella voce che ha Siouxsie Sioux! Stanotte sono rimasto un po’ sveglio a pensare alle contingenze, non mi dispiace farlo, sono momenti di freddezza e mente lucida. Non erano però pensieri troppo sereni, le contingenze fanno un po’ schifo. E va beh. Io resisto, almeno cerco. E pensavo di nuovo al locale che vorrei aprire, alle rampe per le moto, le vespe e le lambrette, agli arredi a scacchi, ai completi impeccabili, alle cameriere in boots, frangetta e blue jeans. All’elmo troiano su una parete nera. Vista dal tetto sulla città tutta, sul rosa smog del tramonto, sul sole rarefatto, sui palazzi tutti uguali. E rocksteady a salire! Sogni da mercoledì notte ore 2.07. Ci vorrebbe una svolta, di quelle per cui da un giorno all’altro ti ritrovi in un altro luogo, altre latitudini, a possedere un lavoro diverso, un altro clima, respirare aria altra, che sia poi umida e calda di Jamaica o fredda e inquinata di Sheffield, che siano i venti della Russia centrale o quella rarefatta del Caucaso. Sotto il sole caldo mediterraneo, sotto la palla arroventata australiana. Ma per ora non si svolta, e la strada è dritta e asfaltata, con sempre più buche però. Finchè non si consuma il fuoristrada, poi finchè non si lisceranno le suole degli anfibi, poi a piedi nudi, proseguire, sempre sulla propria via.
E questa la dedico ad Evissa (che ne capisce), bionda comparessa di fede calcistica e lotte NOTAV!


Cities in Dust
Water was running; children were running
You were running out of time
Under the mountain, a golden fountain
Were you praying at the Lares shrine?
But oh your city lies in dust, my friend
We found you hiding we found you lying
Choking on the dirt and sand
Your former glories and all the stories
Dragged and washed with eager hands
But oh your city lies in dust, my friend
Hot and burning in your nostrils
Pouring down your gaping mouth
Your molten bodies blanket of cinders
Caught in the throes .......
And your city lies in dust




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lunedì 13 marzo 2006 - ore 12:39


8009te Tag. Cronache del weekend
(categoria: " Vita Quotidiana ")





Buongiorno a tutti, ciao amiche, ciao amici (come direbbe oSKAr). E buon inizio settimana a tutti voi, a mods, skinheads, herberts, rude boys. Che piacevole weekend, per quanto circoscritto al sabato sera. Prima match di Ice Sledge Hockey tra Svezia e Giappone, davvero bello, incredibile la forza degli atleti, l’allegria, l’assoluta serenità della situazione. E pur con gico duro, come è dovuto a sport quali l’hochey. E a ogni pausa le cheerleaders, giovani, troppo giovani, molto stars & stripes style!
Eccone una con apparente età accettabile e parecchio caruccia



Era bello vedere come i giapponesi, che hanno dominato, a ogni gol scivolassero verso le tribune per festeggiare col pubblico, i sorrisi, gli abbracci tra loro, splendido davvero.



E alla fine, 5 a 1 per il Giappone, i saluti e le strette di mano, scrosci infiniti di applausi, meritati, molto meritati. Pubblico variegato ma estremamente corretto, cosa che poco si vede negli stadi di calcio, che o son vuoti o sono arene di sfogo. Purtroppo. Tra l’altro un ringraziamento agli attaccanti incapaci del Milan per ieri sera.



E dopo, tuffo nella notte torinese con Fastidio e una sua splendida collega, una seria, massimo rispetto! Capelli scuri, occhi verdi, sorriso da paura, intrigante. Le mancavan giusto bretelle e frangetta per rasentare la perfezione. E son stati chupiti e birra e camminate, parole a non finire, risate, sguardi e situazioni, un gran bell’insieme. E Torino intorno a noi era magica, dai Murazzi all’Eagle House, dopo aver a malincuore salutato Claudia, a seccarci una bottiglia di doppio malto. 4.00 a.m. ecco come siamo usciti Fastidio e io, sullo sfondo il cherokee (che ieri ha compiuto 100000 km) e corso francia



E poi verso la piazza leggendaria, col vetro sporco come pochi, via verso poche ore di sonno, sogni, via verso un’altra domenica di lavoro a segar legno, via verso un’altra settimana, ma sempre con la testa a scacchi, via verso una nuova settimana in levare.



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venerdì 10 marzo 2006 - ore 14:54


8006te Tag. Out on the streets! The SEEEEEEEEEELECTER!!!!!!!
(categoria: " Vita Quotidiana ")





Buongiorno a scacchi miei cari! Non può essere diverso dopo le danze di ieri, dopo aver visto i Selecter a un metro da me. Che bello, me gusta proprio tanto la musica in levare, mai lascerei bretelle e basettoni! Prima degli immensi inglesi hanno suonato i Rimozione Koatta, ska band locale, carina, migliorata rispetto al passato. Non c’era troppa gente, un po’ di mods, un po’ di skinhead, gente normale. La scarsezza di numero del pubblico l’unica nota stonata della sera.



E poi, sul palco, i Selecter, leggende dello ska britannico, e via Too Much Pressure, On my Radio, la cover Racist Friend, in omaggio agli Specials A.K.A.. Un’emozione vedere Pauline sul palco, il suo pork pie con fascia a scacchi, la sua forza, il rossetto carico, il sorriso.



Non ho parole per descrivere, ho ballato, ho sudato come pochi. Ero e sono felice. In levare insomma! E fuori dal HMA la sterminata periferia torinese, molto ska, terra di conflitti e piccole miserie. Di mercedes posteggiate poi rubate poi rigate poi bruciate poi rivendute poi distrutte in un frontale. Terra di punto sporting gialle blu schiacciate contro un muro. Terra di vecchi eroinomani e nuove teste di cazzo. Terra di lavoratori coraggiosi. Torino Ska. Ed ero lì con Fastidio, rude boys outta jail! Un grande, sempre lo ripeto. E lui chiacchierava col bassista dei Selecter, io capivo una sega del suo parlare impastato. Gran bella serata, e tra breve cerimonia inaugurale delle Paralimpiadi, avvenimento molto importante, da seguire. Un pensiero ancora agli incontri che si fanno per la strada, a quegli scambi di sguardi che potrebbero divenire qualcosa e poi invece…nulla. Che strano, bello nel suo insieme, malinconico e felice al contempo.



che donna Pauline!



Last night when I told you all that stuff
About the way things are
You didn`t understand a word
But you said you did
Now I`m not the honest Joe I might seem
I can`t take your lies
It´s late, i`m tired, your words just crackle along the wire

You get a problem baby (you got a problem)
It’s all over now (it’s over now)
You thought you hade it made,
It’s over, it’s over, it’s over

It just don’t make sense the way you did
They things you did
You might have thought that I was dumb
But I’m all wised up
Game up, move on, why don’t you, get out of my hair,
I wonder if you ever did really care

You get a problem baby (you got a problem)
It’s all over now (it’s over now)
You thought you hade it made,
It’s over, it’s over, it’s over

Missing words, missing words it’s just
Missing words, missing words it’s just
Missing words, missing words it’s just
Missing words, missing words it’s just
Missing words.

You get a problem baby (you got a problem)
It’s all over now (it’s over now)
You thought you hade it made,
It’s over, it’s over, it’s over

Missing words, missing words it’s just
Missing words, missing words it’s just
Missing words, missing words it’s just
Missing words, missing words it’s just
Missing words.




Too Much pressure, too much pressure, too much pressure, too much pressure
Too much pressure, this pressure got to stop
Too much pressure, it’s getting to my head
Too much pressure, they’re giving me hard times
Too much pressure, my man made me sad
Too much pressure, him try to make me look small
Too much pressure, end up with no money
Too much pressure, my car fail its MOT
Too much pressure, I said my car fail its MOT
Too much pressure, too much pressure, too much pressure, too much pressure
Too Much pressure, Him fumble up a woman
Too much pressure, my life’s so hard
Too much pressure, and all them certain kind of people
Too much pressure, them having it easy
Too much pressure, them having it easy
Too much pressure, them sail through life
Too much pressure, them have no joy
Too much pressure, them have no joy
It’s too much pressure, it’s too much pressure
This pressure got to stop
This pressure got to stop
This pressure got to stop
It’s got to stop, it’s got to stop....

Too much pressure, oh lord oh lord
Too much pressure, oh what me a go do
Too much pressure, it’s too much pressure
Too much pressure, it’s too much pressure
Too much pressure, oh lord oh lord
Too much pressure, somebody help me
Too much pressure, it’s too much pressure
Too much pressure, it’s too much pressure
This pressure got to stop............


Blue Skinhead vs racists





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giovedì 9 marzo 2006 - ore 10:48


8005te Tag. Ma fille ne serà pas excisée. Alì Farka Touré
(categoria: " Vita Quotidiana ")





Non vuole questo essere un discorso moralista e retorico, tutt’altro. E’ un discorso fatto dal Grezzo orgoglioso della testa rasata e delle bretelle.Scrivo queste parole per il profondo rispetto e amore che nutro per le donne e il corpo femminile. Ieri è uscito nelle sale il film Moolaadè di Ousmane Sembene. Tratta dell’escissione femminile, pratica criminale assai diffusa in Africa. La mia factory, alcuni anni fa, aveva fatto l’edizione italiana di un film burkinabè sullo stesso tema: Ma fille ne serà pas excisée. Non voglio dare giudizi di valore o sulla tradizione. Ma dove si può trovare giustificazione a un atto che priva del piacere e provoca dolori e malattie? Nulla, solo questo. Ma passa sotto silenzio, coperto dal pudore di una cultura che nega la bellezza e la serenità del sesso, lo colora di toni cupi e pericolosi. Nella cattolicissima Italia sarebbe meglio se ne parlasse di più, e forse cambierebbero alcune visioni chiuse e idiote. (non per nulla sono protestante, l’avete presente il Lutero dei Monty Python ne “Il senso delle vita”?)



E ora un ricordo, un nuovo ricordo, muoion come mosche gli esseri umani, ciò è alquanto seccante! E ora è toccato ad Alì farka Touré, grande griot del Malì, terra che dona tra i migliori musicisti al mondo, oltre che splendide architetture d’argilla. Farka Tourè era un bluesman, come Sun Ra e Muddy Waters. E come loro cantavano il fiume, lui cantava le correnti segrete del deserto. E’ stato il protagonista principale del documentario di Martin Scorsese “The Blues. Dal Mali al Mississippi”. Alì, buon viaggio, latcho drom




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martedì 7 marzo 2006 - ore 14:10


8003te tag. Sole accecante, scenografia di montagne
(categoria: " Vita Quotidiana ")





Stanotte ascoltavo il vento tra le persiane, a molti da fastidio, io lo trovo piacevole, anche se non ti lascia dormire. E’ un vento strano, freddo che porta il caldo. E vedo nelle piante che sta cambiando la stagione, le rose già mettono. E torna la stagione dei lunghi giri in bici, delle grigliate da me fuori città, delle gran bevute all’aperto. Non mi dispiace però l’inverno, ma nemmeno la primavera, e l’estate! E poi, devo dire, adoro l’autunno. E’ una nota che mi piace del mio carattere, essere positivo, e trovare il buono in tutto, anche se a volte riesce difficile anche a me (vedi ambiente, congiuntura politico economica e via così). Giovedì sera a Torino suonano i Selecter! e stasera la Juve deve vincere contro il Werder, non so ancora se andare allo stadio. Oggi ho un’immagine in testa, virata quasi sul seppia, o sui colori carichi di certo cinema poliziottesco. Soundtrack: Mirafiori Kidz e Statuto. Un bar, uomini seduti intorno a un tavolo di formica, tintinnare di bicchieri, risate rauca del barista. Alle pareti foto di vecchie formazioni, autografate. Da una tv col sonoro a zero escono immagini di spiagge tropicali. Fuori dal vetro asfalto e città. Spazzatura e città. Autobus e città. Palazzoni e città. Fuori passa un ragazzo in impeccabile completo, con le clarks sporche di terra. Capelli corti e basette sottili. Occhiali scuri e cravatta a righe. Entra e beve un campari. Ride e chiacchiera col barista. Esce e sbatte via il fango dalle clark. Guarda contro il muraglione di cemento e manifesti. Sovrasta la città, la sua città.



...è un ragazzo del ghetto schiavo di metropoli,
la sua vita è in mezzo al cemento,
la sua vita non cambierà mai,
la sua vita è solo nel ghetto...


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lunedì 6 marzo 2006 - ore 13:57


8002te Tag (reset). Storia di Miriam, ragazza di luce
(categoria: " Vita Quotidiana ")





Questa è la storia di Miriam delle montagne, ragazza di luce e spazio infinito in fondo agli occhi. Miriam amava molto perdersi tra le foglie d’autunno, sedere sulle rocce della sua valle. Per lei i boschi non avevano segreto alcuno, ascoltava la loro musica e ne traeva parole. Come eco del suo riso cristallino sentivi il fruscio del vento tra gli alberi. Miriam cucinava paella e cous cous sul lago grande e tutti accorrevano da lei. Fumava e dalla sua sigaretta uscivan volute che disegnavan panorami lontani. E Miriam li guardava sino a che si dissolvevano nell’aria umida del lago d’Avigliana. Un giorno decise che voleva provare il brivido della vita metropolitana e si fece inghiottire dalla grande città, viveva in un piccolo stanzino schiacciato tra mille altri. Le mancava l’aria, le mancava il perdersi tra le foglie d’autunno. E tornava quando poteva nella sua valle, sino a che decise che avrebbe lasciato il suo stanzino e sarebbe partita verso luoghi dagli spazi infiniti. Voleva Africa, e Africa fu. E Miriam delle montagne divenne Miriam delle savane. Curava i bimbi dando loro ciò che loro mancava, un sorriso, una canzone. I suoi occhi si riempirono della luce africana, di nuovo colori, del cielo australe. Tornò nelle sue valli, ma ormai addosso aveva quella smania di andare, di spostarsi, quel senso che è il senso stesso del viaggio, che si compie nel muoversi, nel sentire nuove lingue, mangiare nuovi cibi, cambiare orari e colori. E fu Porto coi suoi vini. E poi, di nuovo, Africa. Miriam delle savane ne è libera prigioniera. Ora so che è viva e sta bene, e di sicuro farà stare bene molte altre persone, null’altro so. Ma a volte mi sveglio di soprassalto nel cuore delle notte, e di fronte agli occhi non c’è il muro bianco ma savana, sopra di me il soffitto si muta in un manto di stelle australi. E di fronte a me appare Miriam, ragazza di luce.






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