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ORA VORREI TANTO...



STO STUDIANDO...



OGGI IL MIO UMORE E'...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


1) Il vuoto di memoria prima degli esami... :/
2) Pensare sempre che le castagne che stai per mangiare possano avere il verme dentro
3) La compassione altrui
4) sapere che domani una persona cara potrebbe non esserci più

MERAVIGLIE


1) un bacio sulla guancia dato con sincerità
2) ridere fino a stare male
3) l'odore del caffè che si diffonde in tutta la casa la mattina appena alzata
4) Un bacio mentre sorridi
5) Quando giochi con le mani di una persona che ti piace e senti il cuore che accelera...


Senti, io sono un’egoista,
sono una che sta meglio da sola,
che gira la chiave nella serratura
e risponde a monosillabi quando la chiamano.
sono una che saluta dicendo ciao senza baci e abbracci.
tutti sanno che con i miei amici sono sincera
e ho un gran debole per i biondi
e non so cucinare e nemmeno fare una lavatrice
e si sa che non sono mai stata un genio negli studi.
insomma, non sono una di quelle belle persone:
quelle che tutti vogliono avere vicino.
io non te lo so dire che cosa è meglio fare.
insomma, si capisce: sono il tipo che si mette nei guai.
tutti sanno che quando voglio me la so cavare
e che sono molto più irresponsabile che irreprensibile.
senti, io sono un’idiota,
sona una che non si sa tenere un uomo
e che sputtana gli amici con altri amici
e poi tutti lo vengono a sapere.
sono una di quelle che dice che non si innamora,
e non voglio sposarmi, avere figli e trovare il posto fisso.
spesso e volentieri mi puoi vedere con la birra in mano,
canto per strada, faccio fotografie,
e parlo sempre e solo di me stessa.
non mi interessa di avere una reputazione,
e se l’avessi non sarebbe certo buona.
tutti sanno che non sono un tipo tranquillo,
che il giorno non mi piace e preferisco la notte.
insomma, ti capisco se non mi vuoi frequentare.
tutta la gente ha anche un’ombra, ma io ho solo quella.
però, sai io sono anche una menefreghista:
e visto che è tardi,
abbiamo litigato,
tu non mi rispondi:
ti volevo scrivere che non m’interessa proprio per nulla
se sono fatta così male che non ti merito.
ti ho già detto che non sono altruista:
e ti voglio addosso* a me lo stesso.

* vicino non basta

Carolina Lio
La poesia è:
A Piergiorgio
09/08/2003
di Carolina Lio
CAROLINA LIO
SCRITTA IL 16 GIUGNO 2003
UN’ORA DOPO LA FINE DEL DICIANNOVESIMO COMPLEANNO
UN ANNO IN PIU’ MA SEMPRE UNA RAGAZZINA





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venerdì 28 aprile 2006 - ore 12:15


Vendo blog
(categoria: " Pensieri ")


Ho sempre troppe cose da scrivere per scriverle qui.

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martedì 4 aprile 2006 - ore 22:30


Someday
(categoria: " Musica e Canzoni ")


"How the hell’d we wind up like this
And why weren’t we able
To see the signs that we missed
And try to turn the tables
I wish you’d unclench your fist s
And unpack your suitcase
Lately there’s been too much of this
But don’t think it’s too late
Nothing’s wrong Just as long as you know that someday I will

Someday, somehow
I’m gonna make it alright But not right now
I know you’re wondering when
You’re the only one who knows that
Someday somehow
I’m gonna make it alright But not right now
I know you’re wondering when

Well I’d hope that since we’re here anyway
That we could end up saying
Things we’ve always needed to say
So we could end up staying
Now the story’s played out like this
Just like a paperback novel
Let’s rewrite an ending that fits
Instead of a Hollywood horror

Nothing’s wrong Just as long as you know that someday I will
Someday, somehow
I’m gonna make it alright But not right now
I know you’re wondering when
You’re the only one who knows that
Someday somehow I’m gonna make it alright
But not right now I know you’re wondering when
You’re the only one who knows that
I know you’re wondering when
You’re the only one who knows that
I know you’re wondering when"

Nickelback



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martedì 28 marzo 2006 - ore 12:54


Stanotte ho fatto un sogno
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Stanotte ho fatto un sogno e oggi me lo ricordo. Sono in una casa che conosco, nella stanza infondo al corridoio di piastrelle verdi e aspetto con mia figlia in braccio. Aspetto con mia figlia in braccio guardando la porta aperta. Ad un tratto entrano in camera due donne, la padrona di casa ed una ragazza più giovane. La padrona di casa non mi saluta, quasi risentita l’altra mi vede e dice "che vuoi? Cosa ci fai tu qui?". Si è innervosita e non lo nasconde. Io la guardo seria aspetto e le rispondo "niente. Stai tranquilla, non voglio niente".
Hanno appoggiato sul letto due borsoni, come se una delle due fosse appena tornata da un viaggio. C’è una terza persona e mi dicono che è nell’orto, che ha da fare. Aspetto con mia figlia in braccio e nessuno mi gurada più. Esco di casa e scopro che nell’aia c’è una festa. Si festeggia il piccolo appena nato. Un biondino con gli occhi scuri. Assomiglia al papà da piccolo e presto invece sarà tutto sua madre. Ecco perchè nessuno mi saluta più. Turbo quella festa e nessuno mi vorrebbe. Ma mia figlia non c’entra, lei è piccola e non capisce che la mamma voleva solo fare un augurio di felicità.
Vado via triste perchè non mi hanno voluto ascoltare.

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mercoledì 22 marzo 2006 - ore 16:30


la sensibilità di capire e capirci
(categoria: " Vita Quotidiana ")


La sensibilità implica una intelligenza che è al di là dell’interpretazione intellettiva, al di là dell’emotività e degli entusiasmi. Quando si esamina, si ascolta, si impara tutto sul tempo, sul piacere, sulla paura e sul dolore, bisogna avere quella sensibilità che ci fornisce l’immediata percezione di qualcosa come vera o falsa. E questo non è possibile se l’intelletto, nella sua qualità di pensiero, divide e interpreta.
(La domanda impossibile)

Io conosco un uomo sensibile che a volte trascorre alcuni minuti del suo tempo su un altro pianeta insieme ad una donna che non esiste. Conosco questo uomo e lo amo e lo rispetto. E’ un uomo sensibile che sa percepire una lacrima prima che cada. Che sa accendersi come un fiammifero e spegnersi in un abbraccio. L’esperienza mi ha insegnato a non fare progetti a lunga scadenza, ma con lui ho firmato un contratto. Da allora ogni giorno è un cambiamento mio e suo, nostro. E così l’interno e l’esterno, la gioia ed il dolore, la salute e la malattia sono una cosa sola. Sangue che scorre caldo e lacrime che bagnano il viso. Piedi freddi che cercano i suoi la sera e baci ai miei occhi al mattino. Un dare ed un ricevere che ci unisce al di là di tutto.


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domenica 29 gennaio 2006 - ore 12:31


Il Mio Amico Bicista
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ha sempre uno sguardo attento e l’attenzione è quella di chi ascolta chi ha davanti. Una risata contagiosa, breve ma spontanea e la paura di offendere in costante allerta. E’ un bravissimo ragazzo e di questi tempi, forse, non è più un’offesa dirlo. E’ M. il mio amico bicista, suonatore di bici.

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venerdì 27 gennaio 2006 - ore 23:12


CATANIA, 20 ANNI FA
(categoria: " Vita Quotidiana ")


In quella casa che sa di antico mi rivedo bambina, spaurita e curiosa. I soffitti alti, bianchi a volta con gli angeli scolpiti e quel lampadario di ferro appeso ad una catena che dalla volta scende giu dritto,immobile che nemmeno l’aria lo muoveva. I balconi di legno alle finestre che al mattino si spalancavano e facevano quel TOc, prima uno e poi l’altro, uno più forte e uno più lieve; al pomeriggio invece si chiudevano al sole e in stanza io dovevo dormire. Non volevo e non dormivo, gurdavo le schegge di luce entrare e diventare più lunghe sul pavimento. La porta della stanza chiusa e mi chiedevo perchè dovevo dormire quando di là, nell’altra stanza parlavano e bevevano il caffè. Ecco, il caffè. All’odore del caffè mi alzavo, facevo finta di aver dormito e sapevo di farli contenti. Odore di caffè, di sigaretta di carne arrostita. Quella casa era un insieme di odori e di tessuti ruvidi, come quello del divano, sempre scomposto, a fiori, un pò sfondato a sinistra davanti alla porta di entrata. E poi si usciva.. e giù giù di corsa per quelle interminaili scale. Così tante da farle sempre di corsa sperando non finissero mai. Grige, di marmo, dagli spigoli mussati e la ringhiera di ferro nero nero.. Salire quelle scale era una tortura.. Non finivano mai e a volte era bello riposarsi, sporgere la testa e guardare in alto o in basso e veder cambiare la prospettiva... leggere i nomi dei campanelli e ascoltare le voci delle case...e che corse se si sentiva aprire una porta! Su su a fiato rotto sperando di trovare la porta di casa socchiusa. E correre dentro, chiudere, cercare qualcuno, sentire i tacchi delle scarpette su quel pavimento scuro, a mattonelle piccole, opache e vecchie, che disegnavano fiori, quadri o tondi, tra le fughe sottili e nere. Giocare a mettere un piede solo sul rosso senza toccare il verde dei disegni, o camminare su una mattonella sì s su una no. Mi rivedo bambina sul letto di mio cugino in cucina, a mangiare una fetta di salame a cui non avevano tolto il pepe, con lui che ride e legge un libro. Chissà se se lo ricorda mio cugino dei pomeriggi che passava con me prima di uscire e di tutti i giochi e le magie che mi faceva con le carte. E mio zio che tornava dal lavoro e in bagno mentre si faceva la barba mi faceva ridere e mi raccontava di tutte le persone strane che aveva incontrato al lavoro. Io mi mettevo dietro di lui per poterlo guardare radersi, riflesso nello specchio e memorizzavo tutti i sui gesti. Da quando si lavava le mani con il sapone verde chiaro a quando con l’asciugamano si asciugava il viso lucido e si profumava. Chissà se lui se lo ricorda. Io ho paura di non averle più queste immagini, ho paura che da vecchia non racconterò a nessuno di quella vecchia casa al quarto piano, di cui nemmeno oggi mi parlano più ma che io ricordo ancora.

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domenica 22 gennaio 2006 - ore 22:49


La vita è meravigliante
(categoria: " Vita Quotidiana ")



Sono davanti a questo blog dopo diverso tempo e scopro che le cose sono cambiate anche qui.. Asciugamano in testa a mò di turbante e duecento cose da scrivere. In realtà erano duecento fino a 15 minuti fa.. adesso ne ricordo molte meno. Non so perchè ma le idee migliori per le cose da scrivere mi vengono quando non ho carta e penna o la possibilità di fermare nero su bianco le idee... Mi capita di scrivere romanzi meravigliosi di notte a letto durante una veglia (di recente sempre più frequentemente) o seduta in doccia con il getto sulla testa...
Ah sì... ecco volevo scrivere questo:
1) un VADEMECUM SULLE VECCHIE AGENDINE TELEFONICHE: guida all’uso dei numeri di telefono di persone semisconosciute di cui conserviamo il numero di telefono
2) parlare della mia famiglia e intitolare il colossal "La vita è più che meraigliosa: è meravigliante"

Figlia affamata permettendo parto con il primo.


VADEMECUM SULLE VECCHIE AGENDINE TELEFONICHE: guida all’uso dei numeri di telefono di persone semisconosciute di cui conserviamo il numero di telefono
Cancellate il mio numero di telefono se appartenete ad uno di questi gruppi:
a) siete dei maniaci; (non esagero, mi è capitato anche questo)
b) non vi ho mai rivolto la parola e tramite amici comuni avete avuto il mio numero (vedi nota tra parentesi del piunto a)
c) siete dei promotori finanziari, specie se Mediolanum e affini (ad ogni intenditor...)

"La vita è più che meraigliosa: è meravigliante"

Questa frase mi è venuta in mente in seguito ad una vicenda che vede come protagonisti i miei nonni materni. Dopo più di 17 anni di separazione/divorzio.. i cari nonni tornano insieme. Di nuovo??!! Si sono messi insieme da giovani, si son sposati, lasciati, rimessi insieme, fuggiti, tornati, spariti, tornati, lasciati, rivisti, rimessi insieme, partiti, separati, divorziati, rivisti, incazzati, abbracciati, spariti, lasciati, chiamati ed ora rimessi insieme. Hanno vissuto un pò insieme un pò separati, un pò da soli un pò insieme tra loro ed un pò insieme a qualcun altro. Chi la’avrebbe detto che dopo tanti anni si sarebbero rimessi insieme. Tutto ciò ancora mi meraviglia.

La suddetta figlia ha fame. Vado.


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martedì 27 settembre 2005 - ore 19:49


15 settembre
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Oggi doveva essere il giorno del parto... ed invece oggi sono già passati 12 giorni da quando sono mamma. MAMMA.
Mia figlia si chiama Maya, come la regina mamma del Buddha e come quella bimba che ho incontrato una domenica pomeriggio in una trattoria in montagna. Più di 10 anni fa. E’tutta la mamma dicono, ma a me sembra la bambina più bella del mondo. Le cose da dire sono troppe: mille piccoli gesti, smorfie, emozioni battiti di cuore miei e suoi. E’ tutto una girandola di sensazioni che nemmeno io riesco a scrivere.
Grazie al papà. Perchè è anche merito suo e perchè mi piace ancora di più da quando siamo in tre.
Baci.

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venerdì 2 settembre 2005 - ore 15:32


E' arrivata?
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Non ancora...

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lunedì 25 luglio 2005 - ore 17:29


Avviso ai naviganti
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Da domani il Blog entra in maternità. Eventuali bollettini di aggiornamento saranno inseriti solo se necessari.
Arrivederci.






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