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domenica 5 novembre 2006 - ore 12:02
Qualcuno era comunista-G.Gaber
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Qualcuno era comunista perché era nato in Emilia.
Qualcuno era comunista perché il nonno, lo zio, il papà, ... La mamma no.
Qualcuno era comunista perché vedeva la Russia come una promessa, la Cina come una poesia, il comunismo come il paradiso terrestre.
Qualcuno era comunista perché si sentiva solo.
Qualcuno era comunista perché aveva avuto uneducazione troppo cattolica.
Qualcuno era comunista perché il cinema lo esigeva, il teatro lo esigeva, la pittura lo esigeva, la letteratura anche: lo esigevano tutti.
Qualcuno era comunista perché glielo avevano detto.
Qualcuno era comunista perché non gli avevano detto tutto.
Qualcuno era comunista perché prima (prima, prima...) era fascista.
Qualcuno era comunista perché aveva capito che la Russia andava piano, ma lontano... (!)
Qualcuno era comunista perché Berlinguer era una brava persona.
Qualcuno era comunista perché Andreotti non era una brava persona...
Qualcuno era comunista perché era ricco, ma amava il popolo...
Qualcuno era comunista perché beveva il vino e si commuoveva alle feste popolari.
Qualcuno era comunista perché era così ateo che aveva bisogno di un altro Dio.
Qualcuno era comunista perché era così affascinato dagli operai che voleva essere uno di loro.
Qualcuno era comunista perché non ne poteva più di fare loperaio.
Qualcuno era comunista perché voleva laumento di stipendio.
Qualcuno era comunista perché la rivoluzione?... oggi, no. Domani, forse. Ma dopodomani, sicuramente!
Qualcuno era comunista perché... "la borghesia il proletariato la lotta di classe, cazzo!"...
Qualcuno era comunista per fare rabbia a suo padre.
Qualcuno era comunista perché guardava solo RAI3.
Qualcuno era comunista per moda, qualcuno per principio, qualcuno per frustrazione.
Qualcuno era comunista perché voleva statalizzare TUTTO!
Qualcuno era comunista perché non conosceva gli impiegati statali, parastatali e affini...
Qualcuno era comunista perché aveva scambiato il materialismo dialettico per il Vangelo Secondo Lenin.
Qualcuno era comunista perché era convinto di avere dietro di sè la classe operaia.
Qualcuno era comunista perché era più comunista degli altri.
Qualcuno era comunista perché cera il Grande Partito Comunista.
Qualcuno era comunista malgrado ci fosse il Grande Partito Comunista.
Qualcuno era comunista perché non cera niente di meglio.
Qualcuno era comunista perché abbiamo avuto il peggiore partito socialista dEuropa!
Qualcuno era comunista perché lo Stato, peggio che da noi, solo lUganda...
Qualcuno era comunista perché non ne poteva più di quarantanni di governi democristiani incapaci e mafiosi.
Qualcuno era comunista perché Piazza Fontana, Brescia, la stazione di Bologna, lItalicus, Ustica, eccetera, eccetera, eccetera!...
Qualcuno era comunista perché chi era contro, era comunista!
Qualcuno era comunista perché non sopportava più quella cosa sporca che ci ostiniamo a chiamare democrazia!
Qualcuno, qualcuno credeva di essere comunista, e forse era qualcosaltro.
Qualcuno era comunista perché sognava una libertà diversa da quella americana.
Qualcuno era comunista perché credeva di poter essere vivo e felice solo se lo erano anche gli altri.
Qualcuno era comunista perché aveva bisogno di una spinta verso qualcosa di nuovo, perché sentiva la necessità di una morale diversa.
Perché forse era solo una forza, un volo, un sogno.
Era solo uno slancio, un desiderio di cambiare le cose, di cambiare la vita.
Qualcuno era comunista perché con accanto questo slancio ognuno era come più di se stesso: era come due persone in una. Da una parte la personale fatica quotidiana, e dallaltra il senso di appartenenza a una razza che voleva spiccare il volo, per cambiare veramente la vita.
No, niente rimpianti. Forse anche allora molti avevano aperto le ali senza essere capaci di volare, come dei gabbiani ipotetici.
E ora?
Anche ora ci si sente in due: da una parte luomo inserito, che attraversa ossequiosamente lo squallore della propria sopravvivenza quotidiana, e dallaltra il gabbiano, senza più neanche lintenzione del volo. Perché ormai il sogno si è rattrappito.
Due miserie in un corpo solo.
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sabato 4 novembre 2006 - ore 16:54
TEATRO: I bambini G - G.Gaber
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Io mi chiamo G Io mi chiamo G
No, non hai capito, sono io che mi chiamo GNo, sei tu che non hai capito, mi chiamo G anchio
Il mio papà è un uomo importante!Il mio papà NO.
Il mio papà è forte, sano e intelligente.Il mio papà è debole, malaticcio e un po scemo
Il mio papà ha studiato a Yale e parla correttamente cinque lingueIl mio papà ha fatto la terza elementare e parla il dialetto, ma poco, perchè tartaglia.
Io sono figlio unico e vivo in una grande casa con 18 locali spaziosiIo vivo in una casa piccola, praticamente un locale, però ho 18 fratelli.
Mio papà guadagna 31 miliardi al mese che diviso 31 che sono i giorni che ci sono in un mese fanno 1 miliardo al giornoMio papà guadagna 10.000 lire al mese che diviso 31 che sono i giorni che ci sono in un mese fa...10.000 lire al giorno...il primo giorno...poi dopo basta.
Noi siamo ricchi ma democratici, quando giochiamo a tombola segnamo i numeri con i fagioli.Noi invece segnamo i fagioli con i numeri...per non perderli.
Mio papà è così ricco che ogni anno cambia auto, la villa e il motoscafo.Mio papà è così povero che non cambia neanche idea.
Mio papà un giorno mi ha portato sulla collina e mi ha detto:GUARDA tutto questo un giorno sarà tuo.Anche il mio papà un giorno mi ha portato sulla collina e ha detto GUARDA....basta.
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sabato 4 novembre 2006 - ore 14:58
TEATRO: la paura. G.Gaber
(categoria: " Vita Quotidiana ")
E camminando di notte
Nel centro di Milano
Semideserto e buio
E vedendomi venire incontro
Un incauto avventore
Ebbi un piccolo sobbalzo
nella regione epigastrico duodenale
Che a buon diritto chiamai…paura
Vigliaccheria emotiva
Sono i momenti in cui amo la polizia
E lei lo sa
E si fa desiderare
Si sente solo il rumore dei miei passi
Avrei dovuto mettere le clark
La luna immobile e bianca
Disegna ombre allungate e drittissime
Non importa
Non siamo mica qui per fare delle fotografie, dai!
Cappello in testa
Impermeabile chiaro che copre l’abito scurissimo
L’uomo che mi viene incontro
ha pochissime probabilità di essere humphrey bogart
Le mani stringono al petto qualcosa di poco chiaro
Non posso deviare, mi seguirebbe
Il caso cane e gatto è un esempio chiarissimo
Finchè nessuno scappa non succede niente
Appena uno scappa, quel altro svissss
Gli corre dietro
Ed è giusto
Perché se uno scappa deve avere una buona ragione per essere seguito
Altrimenti che scappa a fare
Da solo
In quel caso si direbbe semplicemente: corre
Se lui non mi seguisse, non ho nessuna voglia di mettermi a correre
Come un cretino alle due di notte per Milano
Senza le clark
La luna è sempre immobile e bianca
Come ai tempi in cui c’erano ancora le notti d’amore
Non importa
Proseguo per la mia strada
Non devo aver paura
La paura è un odore
E i viandanti lo sentono
Sono peggio delle bestie questi viandanti
È chiaro che lo sentono
Ma perché sono uscito
Avrei dovuto chiudermi in casa
E scrivere sulla porta
Non ho denaro
A titolo di precauzione
Per scoraggiare ladri e assassini
E lo strangolatore solitario?
Quello se ne frega dei soldi
Dovrei andare a vivere in Svizzera
Non si è mai abbastanza coraggiosi
Per diventare vigliacchi definitivamente
Ma l’importante ora è andare avanti decisi
Qualsiasi flessione potrebbe essere di grande utilità al nemico
La prossima traversa è vicina è forma un angolo acuto
Acuto o ottuso?
Non importa
Però sento che lo potrei raggiungere quel angolo
E allora…
Ma il nemico avanza e allunga il passo
O è una mia impressione
Ricordati del cane e del gatto
Anche lui ha paura di me
Devo puntargli addosso come un incrociatore
Aver l’aria di speronarlo
Ecco così
E’ lui che si scosta, disegna una curva
No mi punta…
Siamo a 10 metri
Le mani stringono al petto
Un grosso mazzo di fiori
Mazzo di fiori?
Chi crede di fregare
Una pistola un coltello
Nascosta in mezzo ai tulipani
Come sono furbe le forze del male
Eccolo!
E’ a 5 metri
È finita
4
3
2
1
(sospiro)
Niente
Era soltanto un uomo
Un uomo che senza il minimo sospetto mi ha sorriso
Come se fossimo due persone
E’ strano
Ho avuto paura di ombra nella notte
Ho pensato di tutto
L’unica cosa che non ho pensato
Che poteva essere semplicemente
Una persona
La luna, continua ad essere immobile e bianca
Come ai tempi in cui c’era ancora l’uomo
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