il mio nuovo blog 

Io sto sotto solo quando fotto...

Io non sono come quella Musa
ispirata alla poesia da bellezze artefatte,
che usa come ornamento il cielo stesso
ed ogni beltà compara al suo splendore,
raggruppando in solenni paragoni
sole, luna, terra e del mar le ricche gemme,
i primi fiori dell’Aprile e quanto di prezioso
racchiude il firmamento in questa immensa volta.
Onesto in amore, permettete ch’io scriva il vero
e poi credetemi, il mio amore è bello quanto
il figlio di ogni madre, anche se non brilla
come quei lumi d’oro fissi nel firmamento:
lasciate esagerare chi ama frasi di grande effetto;
io non vanterò chi non intendo vendere.
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NON ROMPERE


NON E’ IMPORTANTE CIO CHE SAI FARE,E’ IMPORTANTE COME LO FAI!!
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[ ELENCO ULTIMI COMMENTI RICEVUTI ]
venerdì 12 maggio 2006 - ore 19:01
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Sono la migliore...
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giovedì 11 maggio 2006 - ore 18:25
(categoria: " Vita Quotidiana ")
evviva gye1984!!!!!!

ecco un fiore per te!
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giovedì 11 maggio 2006 - ore 00:34
(categoria: " Vita Quotidiana ")
devo andare in bagno.....
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giovedì 11 maggio 2006 - ore 00:29
(categoria: " Vita Quotidiana ")
500 500 500!!!
dai arriviamo al 500 e vado a letto!
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mercoledì 10 maggio 2006 - ore 00:14
(categoria: " Riflessioni ")
BUONANOTTE!!!
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martedì 9 maggio 2006 - ore 23:32
(categoria: " Vita Quotidiana ")
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martedì 9 maggio 2006 - ore 23:18
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Buongiorno!!
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martedì 9 maggio 2006 - ore 22:17
(categoria: " Vita Quotidiana ")
mettiti la prep che ti fa bene
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martedì 9 maggio 2006 - ore 21:10
(categoria: " Vita Quotidiana ")
scrivo queste cose dopo aver letto il post dove si chiedeva:ma chi e’ quel genio che ha inventato la musica?
LE ORIGINI DELLA MUSICA
Nessuno dei popoli primitivi studiati dagli antropologi ignora l’uso dei suoni, cioè un qualche tipo di musica. Ed è pensabile che essa si sia sviluppata nelle comunità preistoriche insieme con il linguaggio. Per amplificare la voce e mandare richiami a distanza, gli uomini primitivi si servivano di grandi conchiglie o di trombe fatte di scorza d’albero, che furono dunque i primi strumenti a fiato. Oppure battevano su tronchi cavi o su pelli tese sopra un recipiente vuoto, insomma sui primi strumenti a percussione.Anche la natura offre suoni significativi, che possono essere modulati o fragorosi: basta pensare al canto soave dell’usignolo o, al contrario, ai rumori improvvisi e terrificanti della tempesta, con il vento che sibila tra gli alberi, la pioggia che scroscia sulla terra e il tuono che squarcia il cielo. Gli uomini primitivi, attenti ai fenomeni naturali e intimoriti dal fatto di non poterli controllare consideravano questi suoni come voci divine, e ben presto la musica venne ad avere una parte importante nei riti magici e religiosi delle comunità umane. Con i flauti fatti di canne più o meno lunghe si potevano emettere suoni simili al cinguettare degli uccelli, con i tamburi e i gong si imitavano i suoni più profondi o squillanti. Quando tuttavia parliamo di musica, intendiamo non solo l’emissione di suoni con la voce e gli strumenti, ma anche una qualche loro organizzazione. Può bastare un suono soltanto per avere della musica, ma ripetuto seguendo un "ritmo".Più suoni, alti e bassi, emessi successivamente da uno strumento o dalla voce danno una "melodia". Più suoni emessi simultaneamente creano un"’armonia", naturalmente se vanno d’accordo tra loro, altrimenti si ha un’accozzaglia sgradevole. Il lungo cammino della musica attraverso i millenni ha visto uno sviluppo molto complesso di questi tre elementi: ritmo, melodia, armonia. Per quanto diversi siano i risultati presso i differenti popoli e le differenti culture, è certo che la musica ha accompagnato l’uomo in ogni tipo di società. Essa è una componente fondamentale dello spirito umano e un’esigenza insopprimibile. Prima di nascere, ciascuno di noi vive lunghi mesi nel grembo materno e ogni attimo è scandito dal ritmo del cuore della mamma. La teoria musicale occidentale, risalente ai greci antichi, ha attinto fortemente dai popoli egiziani e della Mesopotamia: questi conoscevano già gli intervalli consonanti di quinta, quarta ed ottava, e ne facevano il punto di partenza di diversi sistemi di scale. Venne elaborato un sistema di relazioni tra altezza delle note e lunghezza delle corde (o dei flauti) necessaria per produrre tali note, a prescindere dalle relazioni matematiche alla base della produzione del suono che poi sarebbero state codificate da Pitagora.
Era quello un periodo in cui la visione del mondo era comunque fortemente condizionata da superstizioni e religioni: i mesopotamici, ad esempio, adoravano i pianeti e ritenevano che l’armonia tra uomo ed universo fosse regolata dai numeri e si rispecchiasse proprio nella musica.
NELL’ANTICA GRECIA
Secondo una leggenda, la lira, il flauto ed il flauto ad ancia furono inventati da Ermes, Iagnis e Marsia, mentre il padre del canto era Orfeo: al flautista Olimpo venne attribuita l’introduzione delle melodie tradizionali.
Tra l’VIII ed il VII secolo a.C. coesistettero tre tendenze musicali. Gli aedi, o rapsodi, professionisti che cantavano le gesta degli eroi e degli dei accompagnandosi con il kitharis, una lira di grandi dimensioni.
Nelle campagne la musica e la danza avevano come protagonista principale la syrinx, ossia il flauto di Pan, mentre il canto corale accompagnava le cerimonie religiose e quelle civili in generale.
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martedì 9 maggio 2006 - ore 16:12
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Addio pallore............
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