Laurina
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NICK: Laurina
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CITTA': padova
COSA COMBINO: lavoro e studio
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STO LEGGENDO
sms


HO VISTO
e continuo a farlo


STO ASCOLTANDO
serafino


ABBIGLIAMENTO
del GIORNO
sempre meno


ORA VORREI TANTO...
pop corn


IN QS PERIODO STO STUDIANDO...
come clonarmi


OGGI IL MIO UMORE E'...
al burro


ORA VORREI TANTO...


ORA VORREI TANTO...


ORA VORREI TANTO...




PARANOIE
Nessuna scelta effettuata

 


MERAVIGLIE

1)
2)
3)





“La strada
Di tutti i poeti e i pazzi
che abbiamo incontrato per strada
ho tenuto una faccia o un nome
una lacrima o qualche risata
abbiamo bevuto a Galway
e fatto tardi nei bar di Lisbona
riscoperto le storie d’Italia
sulle note di qualche canzone.
Abbiamo girato insieme
e ascoltato le voci dei matti
incontrato la gente più strana
e imbarcato compagni di viaggio
qualcuno è rimasto
qualcuno è andato e non s’è più sentito
un giorno anche tu hai deciso
un abbraccio e poi sei partito.
Buon viaggio hermano querido
e buon cammino ovunque tu vada
forse un giorno potremo incontrarci
di nuovo lungo la strada.
Di tutti i paesi e le piazze
dove abbiamo fermato il furgone
abbiamo perso un minuto ad ascoltare
un partigiano o qualche ubriacone
le strane storie dei vecchi al bar
e dei bambini col tè del deserto
sono state lezioni di vita
che ho imparato e ancora conservo.
Buon viaggio hermano querido
e buon cammino ovunque tu vada
forse un giorno potremo incontrarci
di nuovo lungo la strada.
Non sto piangendo sui tempi andati
o sul passato e le solite storie
perché è stupido fare casino
su un ricordo o su qualche canzone
non voltarti ti prego
nessun rimpianto per quello che è stato
che le stelle ti guidino sempre
e la strada ti porti lontano
Buon viaggio hermano querido
e buon cammino ovunque tu vada
forse un giorno potremo incontrarci
di nuovo lungo la strada

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ULTIMI 10 messaggi
(per leggere i precedenti naviga attraverso il calendarietto qui a destra:
i giorni linkati sono quelli che contengono interventi )


mercoledì 8 marzo 2006
ore 18:56
(categoria: "Vita Quotidiana")



SONDAGGIO O.N.U.


Finalmente e’ stato reso pubblico il risultato di un sondaggio commissionato dall’ONU sull’opinione pubblica mondiale in merito alla domanda:






"Per piacere, dica onestamente qual’è la sua opinione sulla scarsità di alimenti nel resto del mondo".

Il risultato è stato il seguente:

Gli europei non hanno capito cosa sia la "scarsità".
Gli africani non sapevano cosa fossero gli "alimenti".
Gli americani hanno chiesto il significato di "resto del mondo".
I cinesi , straniti , hanno chiesto maggiori delucidazioni sul significato di "opinione".
Nel parlamento italiano, si sta ancora discutendo su cosa sia "onestamente".


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mercoledì 8 marzo 2006
ore 18:53
(categoria: "Vita Quotidiana")



Gli scienziati della NASA hanno costruito una specie di cannoncino per lanciare dei polli morti alla velocita’ massima possibile contro i parabrezza degli aerei di linea, degli aviogetti militari e della navetta Space Shuttle. Lo scopo e’ simulare i frequenti scontri con i gallinacei vaganti nell’aria per verificare la resistenza dei parabrezza.

Alcuni ingegneri britannici, avendo sentito parlare di questa "arma", erano desiderosi di provarla sul parabrezza dei loro nuovi treni ad alta velocita’.
Sono stati presi accordi con la NASA ed il cannone e’ stato spedito agli assistenti tecnici britannici.

Quando l’arma e’ stata attivata la prima volta, gli ingegneri britannici sono rimasti impietriti mentre il pollo sparato dal cannoncino si schiantava contro il loro parabrezza infrangibile e lo fracassava, rimbalzava contro la console dei comandi, spezzava in due lo schienale della poltroncina di un ingegnere e si andava ad incastrare nella parete posteriore dell’abitacolo come se fosse stato una freccia scoccata da un arco. I tecnici Britannici, sconvolti, hanno trasmesso alla NASA i risultati disastrosi dell’esperimento e i progetti del loro parabrezza, supplicando gli scienziati Americani perche’ dessero loro dei suggerimenti.

La N.A.S.A. ha risposto con un appunto della lunghezza di una riga: "Scongelate i polli."


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mercoledì 8 marzo 2006
ore 18:49
(categoria: "Vita Quotidiana")



MI OPPONGO VOSTRO ONORE!


Questo e’ un estratto dal libro americano "Disorder in the Court". Sono frasi che sono realmente state dette davanti al giudice, parola per parola, e raccolte dai reporter...






A: avvocato, T: testimone
Tradotto dall’inglese:

A: Quando compie gli anni?
T: Il 15 luglio.
A: Di quale anno?
T: Tutti gli anni.
(Eh, quando uno ha ragione ha ragione...)

A: Questa amnesia... concerne tutta la sua memoria?
T: Si.
A: E come influenza la sua memoria?
T: Mi dimentico.
A: Si dimentica. E puo’ farci un esempio di qualcosa che ha dimenticato?
(...)

A: Quanti anni ha suo figlio? Quello che vive con lei.
T: 38 o 35, mi confondo sempre...
A: E da quanti anni abita con lei?
T: 45 anni.
(?)

A: Cosa fu la prima cosa che le disse suo marito appena svegliato?
T: Mi disse: "Dove sono Cathy?".
A: E perché lei si arrabbio’?
T: Io mi chiamo Susan.

A: Il bambino allora fu concepito l’8 agosto?
T: Si
A: E cosa stava facendo in quel momento?
(L’avvocato crede ancora alla cicogna...)

A: Aveva tre bambini, vero?
T: Si
A:Quanti maschi?
T: Nessuno
A: E c’erano delle femmine?
(...)

A: Come fini’ il suo primo matrimonio?
T: Con un decesso.
A: È finito con il decesso di chi?
(...)

A: Puo’ definirmi la persona che ha visto?
T: Era di statura media e aveva la barba
A: Era un uomo o una donna?
(eh si, esistono anche quelle...)

A: Tutte le tue risposte devono essere orali, ok? Quale scuola hai frequentato?
T: orali.
(...)

L’interrogatorio col dottore
A: Dottore, quante autopsie ha fatto su persone decedute?
T: Tutte le autopsie che ho fatto erano su persone morte.
(per fortuna!)

A: Si ricorda a che ora ha cominciato l’autopsia?
T: Verso le 8:30 del mattino.
A: E il signor Dennington era gia’ morto in quel momento?
T: No, stava seduto sul tavolo e si chiedeva come mai io gli stessi facendo un’autopsia...
(qui l’avvocato fa finta di non sentire la risposta... ma...)

A: Dottore, prima di cominciare con l’autopsia, ha provato il polso?
T: No.
A: Ha misurato la pressione sanguigna?
T: No.
A: Si e’ assicurato che il paziente non respirasse?
T: No.
A: È possibile allora che il paziente fosse ancora vivo mentre lei faceva l’autopsia?
T: No.
A: E come fa ad esserne cosi’ sicuro dottore?
T: Perché il suo cervello stava in un vaso sopra il mio tavolo.
A: Poteva il paziente nonostante cio’ essere ancora in vita?
T: Si, e’ possibile che fosse ancora in vita e stesse praticando la professione di avvocato da qualche parte...
(Questa risposta costo’ al dottore 3000 dollari di multa per oltraggio alla corte. Li pago’ senza battere ciglio, ma con soddisfazione...)



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mercoledì 8 marzo 2006
ore 18:48
(categoria: "Vita Quotidiana")



SULLA NEVE


Questa pagina riporta i risultati di uno studio scientifico sul comportamento dell’HOMO SCIISTICUS, che a sua volta si divide in varie categorie:







HOMO OPTIMUS

1. Prende il gancio dello ski-lift con una mano sola.

2. In seggiovia fuma annoiato, non prende il sole, tiene gli sci penzoloni, scende dal seggiolino all’ultimo momento.

3. Mangia un panino con lo speck, beve una coca-cola poi dice: "Vado perché è l’ora migliore e non c’è nessuno". E va a farsi una discesa.

4. Curva perfettamente da tutte e due le parti.

5. Se cade da’ la colpa agli scarponi che non hanno retto la velocità.

6. Scarponi: li infila con facilità, li toglie con leggerezza.

7. Ha l’attrezzatura da un milione: maggior spesa gli occhiali.

8. Quando alla TV vede cadere Tomba dice che è perché è male allenato.

9. Se esce di pista è per farsi un canalone in neve fresca.



HOMO MEDIUS

1. Prende il gancio dello ski-lift con due mani, a volte lo strangola.

2. In seggiovia non fuma ma prende il sole, che è sempre alle sua spalle, a rischio di violenti torcicollo. Tiene gli sci sull’appoggio e per scendere si prepara tre piloni prima.

3. Mangia zuppa di verdura, beve un quarto di vino e poi dice: "Vado perché è l’ora migliore non c’è nessuno". E va a dormire su una sdraio.

4. Curva peggio da una parte, quasi sempre la sinistra.

5. Se cade da’ la colpa alle lamine, ma non sa cosa siano.

6. Scarponi: li infila con ferocia, li toglie con odio.

7. Ha l’attrezzatura da un milione: maggior spesa la giacca a vento.

8. Quando alla TV vede cadere Tomba dice che è perché ha sbagliato il peso sullo sci interno.

9. Se esce di pista è per farsi una pisciata.



HOMO CAPRINUS

1. Prende il gancio dello ski-lift nei coglioni.

2. In seggiovia se fuma fa cadere un guanto, se prende il sole fa cadere gli occhiali. Per scendere dal seggiolino si prepara dieci secondi dopo la partenza viene preso dal panico sei piloni prima dell’arrivo, momento in cui perde un bastoncino e con l’altro tenta di accecare l’inserviente.

3. Mangia polenta e salsiccia, beve quattro grappini e poi dice: "Vado perché è l’ora migliore e non c’è nessuno". E va al cesso.

4. Curva peggio da una parte, quella dove ci sono gli ostacoli.

5. Se cade da’ la colpa ad un lastrone di ghiaccio, anche con due metri di neve fresca.

6. Scarponi: glieli infilano gli amici, glieli tolgono gli infermieri.

7. Ha l’attrezzatura da un milione: maggior spesa gli sci da gara.

8. Quando alla TV vede cadere Tomba gode.

9. Se esce di pista è per schiantarsi contro un albero.



HOMO SNOWBOARDER

1. Ski-lift: che palle!

2. In seggiovia fa in modo di salire sempre da solo, si rolla una canna si sdraia a prendere il sole fino al punto dove la seggiola passa sopra un panettone di neve fresca, dove si lancia nel vuoto ululando.

3. Non mangia e non beve perché non ha tempo per queste cazzate.

4. Non curva, carva!

5. Se cade è per far vedere all’amico principiante che tutto sommato fa parte del gioco.

6. Scarponi: li infila al mattino li toglie la sera.

7. Ha l’attrezzatura da un milione: maggior spesa la bandana.

8. Quando alla TV vede cadere Tomba dice che è perché usa l’attrezzo sbagliato: gli sci.

9. Se esce di pista è per andare al bar a farsi un bombardino



HOMO MILANESIS

1. Si incazza se non c’è l’omino che gli passa il gancio dello skilift, visto che ha pagato anche per quello.

2. In seggiovia, rompe i coglioni lamentandosi che la neve non e’ come a St. Moritz, che gli impianti non sono come ad Avoriaz, che gli alberghi non sono come a Cortina, eccetera eccetera.

3. Mangia polenta e capriolo, si incazza con la cameriera perchè non gli fa la fattura scaricabile come spesa di rappresentanza, poi dice: "Vado perché è l’ora migliore e ci sono tutti" e si mette a fare a pallate di neve con gli amici in mezzo alle ragazze che prendono il sole.

4. Curva solo a due centimetri di distanza dagli altri sciatori, badando bene di sollevare quanta più neve possibile.

5. Se cade si incazza con qualcuno che, secondo lui, gli ha tagliato la strada.

6. Scarponi: non li toglie nemmeno in albergo (con quello che li ha pagati).

7. Ha l’attrezzatura da 5 milioni, maggior spesa il gel per le labbra.

8. Quando alla TV vede cadere Tomba dice che è perchè è un coglione di Bologna.

9. Se esce di pista e’ per esibirsi in un salto acrobatico (nel campo scuola).



HOMO PUGLIESIS

1. Blocca tutta la coda della seggiovia perche’ deve aspettare gli amici che sono rimasti indietro.

2. Sullo skilift, chiama a gran voce l’amico che sta tre ganci più avanti per raccontargli la sua ultima cagata.

3. Fa spostare dodici persone per organizzare la tavolata comune (tre famiglie con bambini), estrae pane-formaggio-cioccolata in quantità industriali, fa casino, mena i bambini che fanno casino, poi dice: "Andiamo perchè è l’ora migliore e non c’è nessuno" e organizza una partita a calcetto sulla neve.

4. Curva solo se la moglie lo sta riprendendo con la telecamera.

5. Se cade cerca di coinvolgere quante più persone possibili e fa chiamare l’elicottero del soccorso.

6. La cerimonia di chiusura degli scarponi coinvolge tutta la famiglia e ha un costo (in tempo e bestemmie) paragonabile allo scavo di una trincea in Cecenia.

7. Ha l’attrezzatura da un milione: maggior spesa il cellulare.

8. Quando alla TV vedecadere Tomba, bestemmia ad alta voce.

9. Se esce di pista è per far pisciare il bambino.



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mercoledì 8 marzo 2006
ore 18:46
(categoria: "Vita Quotidiana")



PERCHE’ IL POLLO HA ATTRAVERSATO LA STRADA?


Un pollo ha attraversato una normalissima strada. Ecco cosa succede andando in giro a chiedere perche’ lo ha fatto...






MAESTRA D’ASILO

- Per andare dall’altra parte della strada.

ARISTOTELE

- È nella natura del pollo attraversare la strada.

KARL MARX

- Era storicamente inevitabile.

SADDAM HUSSEIN

- È stato un atto non provocato dei ribelli ed avevamo pertanto ogni diritto di buttargli addosso 50 tonnellate di gas nervino.

CLINTON

- Non sono mai rimasto da solo con questo pollo.

RONALD REAGAN

- Non ricordo.

CAPITANO JAMES T. KIRK

- Per arrivare la, dove nessun pollo era mai arrivato prima.

IPPOCRATE

- Per un’eccessiva lentezza del pancreas.

ANDERSEN CONSULTING

- La deregolamentazione sul lato della strada del pollo minacciava la sua posizione di mercato dominante. Il pollo si è trovato di fronte delle sfide significative a sviluppare le competenze richieste per poter affrontare nuovi mercati competitivi. In una stretta collaborazione Andersen Consulting ha aiutato il pollo ad elaborare una strategia di distribuzione fisica ed un processo di riconversione. Utilizzando il modello di integrazione dell’uccello (MIU) Andersen ha aiutato il pollo ad impiegare le sue capacità, metodologie, conoscenze, capitale ed esperienza per indirizzare i dipendenti, i processi e le tecnologie proprie del pollo verso la riconversione della sua strategia generale nell’ambito del Program-Management. Andersen Consulting ha utilizzato un team work composto di analisti di strade e dei migliori polli, nonché consulenti Andersen con notevole esperienza nel settore dei trasporti, che in due giorni di riunione e brain storming hanno portato il loro bagaglio di conoscenze, sia tacito che manifesto, ad un livello comune, e che hanno creato sinergie per raggiungere lo scopo prefissato, ovvero l’elaborazione e la riconversione di un sistema del Valore manageriale all’interno del processo dell’uccello medio. Le riunioni hanno avuto luogo in un parco per ottenere un atmosfera test efficace, che si basa sulla strategia prevista, focalizzata sul settore analizzato e che conduce a chiare e consistenti assunzioni di mercato. Andersen Consulting ha aiutato il pollo a riposizionarsi, per ottenere un maggiore successo.

MARTIN LUTHER KING, JR.

- Vedo un mondo in cui tutti i polli saranno liberi di attraversare strade senza che i loro motivi vengano messi in discussione.

MOSÈ

- E Dio venne dal cielo, e disse al pollo: "Devi attraversare la strada". Ed il pollo attraversò la strada, e ci fu grande giubilo.

FOX MULDER

- Lei ha visto con i suoi occhi il pollo attraversare la strada. Quanti polli devono ancora attraversare la strada, prima che lei ci creda?

RICHARD M. NIXON

- Il pollo non ha attraversato la strada. Ripeto, il pollo NON ha attraversato la strada.

MACHIAVELLI

- L’importante è che il pollo abbia attraversato la strada. A chi interessa il motivo. L’attraversamento della strada giustifica ogni possibile motivo.

FREUD

- Il fatto che lei si ponga la domanda, perché il pollo ha attraversato la strada, esprime la sua subcosciente insicurezza sessuale.

BILL GATES

- Ho appena lanciato il nuovo Pollo 2000, che non solo attraversa la strada, ma fa anche le uova di cioccolato, amministra documenti importanti e gestisce il vostro conto in banca.

DARWIN

- I polli furono selezionati dalla natura attraverso un lungo periodo di tempo in modo da essere geneticamente in grado di attraversare strade.

EINSTEIN

- Se è stato il pollo ad attraversare la strada o se è la strada che si è spostata sotto il pollo, dipende dal vostro ambito di riferimento.

BUDDHA

- Con tale domanda rinneghi la tua natura di pollo


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lunedì 13 febbraio 2006
ore 17:33
(categoria: "Vita Quotidiana")



LA NOTA

Una nota andava a spasso
lungo e largo il pentagramma
ma atterrita dal gran chiasso
un bel giorno se la smamma.

Se le note erano sette
ora son rimaste in sei;
di suonar certo si smette,
che si fa senza di lei?

“Si fa tutto e si fa niente,
non è poi così importante
se una nota non si sente,
siamo sempre ancora in tante.”

“Ci sarà, sì, un gran da fare,
rivedere un po’ le scale,
gli strumenti da accordare
ma poi tutto sarà uguale”.

“Non si ferma certo il mondo
se una nota capricciosa
ora gira, tondo in tondo
e a cercar chissà che cosa?”

“Il problema non mi tocca
e neppur ne faccio un dramma;
quella nota è stata sciocca
a fuggir dal pentagramma,”

“Perchè mai sarà fuggita?
Forse non ci vuol più bene!
Io mi sento un po’ smarrita
ora che non stiam più insieme.”

“Su! la musica ci aspetta!
Quanto tempo abbiam perduto?
Su!, dobbiamo fare in fretta!
non pensiam più all’accaduto!”.

Quella nota or vive sola
ma è felice insieme al vento,
dappertutto con lui vola
fra le nuvole d’argento.

Rumoreggia insieme al mare,
con la pioggia, lenta, scroscia
e si lascia trasportare
senza affanno e senza angoscia.



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lunedì 13 febbraio 2006
ore 17:17
(categoria: "Vita Quotidiana")



LA CURA DEL SORRISO



Il mio dottore è un tipo originale,

ti fa venir voglia di sentirti male.

Non usa medicine, unguenti o punture,

sono assai piacevoli tutte le sue cure.



<<Dottore, dottore, mi fa male qui.>>

<<Mi faccia un bel sorriso per tre volte al dì.>>

<<Dottore, dottore, mi fa male un po’ più in là.>>

<<Vada al luna-park, vedrà, le passerà.>>



<<Dotto’, dotto’, tengo un male alla panza.>>

<<Cinque giorni di ferie, per fare una vacanza.>>

<<Dottore, mi guardi, mi sento un poco giù.>>

<<Venga alla mia festa a tirarsi su.>>



<<Aiuto, dottore, mi sento un po’ invecchiata.>>

<<Prima di dormire due quadretti di cioccolata.>>

<<Dottore, dottore, la mia vita non mi va.>>

<<Ora le prescrivo un po’ di felicità.>>



<<Dottore, la prego, mi faccia la ricetta.>>

<<Una dose di allegria, da prendere in tutta fretta.>>



Con le sue ricette non vai in farmacia,

perché lui cura la noia e la nostalgia.



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lunedì 13 febbraio 2006
ore 17:12
(categoria: "Vita Quotidiana")



L’ACQUA

Se in cielo le nubi si danno la mano,

se brontola un tuono lontano lontano,

se un lampo improvviso ci ha un po’ spaventati,

la pioggia ha deciso di scender sui prati.



La pioggia fa bene agli alberi e ai fiori,

pulisce le foglie, ravviva i colori.

“Se piove mi bagno!” – borbotta una zucca.

“La pioggia la bevo!” – muggisce una mucca.



“Con l’acqua ci faccio montagne di ghiaccio,

son freddo e pungente, a molti non piaccio.

Imbianco di neve la terra ed il cielo,

arrivo d’inverno, mi chiamano gelo.”



“Con l’acqua mi lavo la faccia e le mani,

mi lavo quest’oggi e mi lavo domani:

mi lavo anche il collo, le orecchie ed i denti

e i miei genitori sorridon contenti.”



“Nell’acqua respiro!” – sussurra un bel pesce –

“Nell’acqua si entra, dall’acqua si esce.

Spruzzare gli scogli, guizzare, nuotare:

son tante le cose che in acqua puoi fare.”



“Gli uomini spesso mi guardan con rabbia,

son umida e grigia, mi chiamano nebbia.

Nascondo le strade, le case e le piante,

il sole, la luna, le stelle e la gente.”



“Trasporto le briciole e faccio fatica,

son sporca e sudata, mi chiaman formica.

Per essere allegra mi basta una goccia,

così finalmente mi faccio una doccia!”



“Io nasco in montagna, tra i fiori saltello,

poi scorro tra i prati: mi chiaman ruscello.

Crescendo rinfresco le piante e la gente,

rimbalzo tra i sassi: mi chiaman torrente.



Disceso in pianura, pian piano rallento,

mi allungo, mi allargo, un fiume divento.

Adesso nessuno mi può più fermare

e scivolo verso l’abbraccio del mare.”








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sabato 21 gennaio 2006
ore 20:10
(categoria: "Vita Quotidiana")



Il tempo che verrà


È dove fiorisce
l’albero di neve
e fa palazzi d’argento
e bianche pianure,
è dove si perde
la nebbia del mattino,
è dove sono io.
È dove sfuma l’alba
con gli anni veloci
ed ha il profumo dei fiori
e l’erba che cresce,
dove troverò la traccia del mattino,
che cosa ne farò
del tempo che verrà.
Dolce sogno dov’è la realtà?
Dolce sogno dov’è la realtà?
la felicità tiene per mano il dolore
ed insieme danzano in punta di piedi.
È dove fiorisce
l’albero di neve
e fa palazzi d’argento
e bianche pianure,
è dove si perde
la nebbia del mattino,
è dove sono io.


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sabato 21 gennaio 2006
ore 19:57
(categoria: "Vita Quotidiana")



Fame di sole


Io non amo quando è freddo,
tutte le cose sono senza colore.
Viene l’inverno: è tutto grigio,
ed il mio cuore ha fame di sole.
Io sono stanco di respirare
quest’aria pesante, mi sento soffocare.
Io qui a nord sono straniero
e sogno caldi tropicali.
Vado... me ne voglio andare.
Ora... me ne vado via.
Io non amo quando è freddo,
tutte le case sono senza calore.
Sogno una terra calda e scura
dove il tramonto è rosso ed oro.
Io sono stanco di camminare,
gente che mi spinge, mi sento soffocare.
Tra questa nebbia io continuo a sognare
cieli così caldi e lontano.
Vado... me ne voglio andare.
Ora... me ne vado via.


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