Laurina
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NICK: Laurina
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al burro


ORA VORREI TANTO...


ORA VORREI TANTO...


ORA VORREI TANTO...




PARANOIE
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MERAVIGLIE

1)
2)
3)





“La strada
Di tutti i poeti e i pazzi
che abbiamo incontrato per strada
ho tenuto una faccia o un nome
una lacrima o qualche risata
abbiamo bevuto a Galway
e fatto tardi nei bar di Lisbona
riscoperto le storie d’Italia
sulle note di qualche canzone.
Abbiamo girato insieme
e ascoltato le voci dei matti
incontrato la gente più strana
e imbarcato compagni di viaggio
qualcuno è rimasto
qualcuno è andato e non s’è più sentito
un giorno anche tu hai deciso
un abbraccio e poi sei partito.
Buon viaggio hermano querido
e buon cammino ovunque tu vada
forse un giorno potremo incontrarci
di nuovo lungo la strada.
Di tutti i paesi e le piazze
dove abbiamo fermato il furgone
abbiamo perso un minuto ad ascoltare
un partigiano o qualche ubriacone
le strane storie dei vecchi al bar
e dei bambini col tè del deserto
sono state lezioni di vita
che ho imparato e ancora conservo.
Buon viaggio hermano querido
e buon cammino ovunque tu vada
forse un giorno potremo incontrarci
di nuovo lungo la strada.
Non sto piangendo sui tempi andati
o sul passato e le solite storie
perché è stupido fare casino
su un ricordo o su qualche canzone
non voltarti ti prego
nessun rimpianto per quello che è stato
che le stelle ti guidino sempre
e la strada ti porti lontano
Buon viaggio hermano querido
e buon cammino ovunque tu vada
forse un giorno potremo incontrarci
di nuovo lungo la strada

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ULTIMI 10 messaggi
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i giorni linkati sono quelli che contengono interventi )


sabato 21 gennaio 2006
ore 19:47
(categoria: "Vita Quotidiana")



La luna



Un giorno all’improvviso

la luna si stancò

di guardare il mondo di lassù;

prese una cometa,

il volto si velò

e fino in fondo al cielo camminò.

E sorpresa fù

che la bianca distesa

non fosse neve.

Eran solo sassi

e i piedi si ferì,

piangendo di nascosto lei fuggì.

Affrontare il mondo a piedi nudi

non si può

e dall’alto a spiarlo lei restò.

E sorpresa non è più

che la bianca distesa

non sia neve.


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sabato 21 gennaio 2006
ore 19:30
(categoria: "Vita Quotidiana")



Piccola canzone dei contrari


C’e`un posto bianco e un posto nero chissà dov’è
per ogni volo di pensiero dentro di te
c’è un posto alto e un posto basso chissà dov’è
per un violino e un contrabbasso dentro di te
e un posto dove ci son io
C’è un posto uovo e uno gallina chissà dov’è
se non sai chi sia nato prima dentro di te
c’è un posto in pace e un posto in guerra chissà dov’è
in piedi o tutti giù per terra dentro di te
e un posto dove ci son io
che cerco un posto tutto mio lì di fianco a te.

C’è un posto vino e un posto pane chissà dov’è
per quando hai sete oppure hai fame dentro di te
c’è un posto verde e un posto rosso chissà dov’è
per quel che resta o quel che passa dentro di te
c’è un posto vero e uno bugiardo chissà dov’è
per quando va la gatta al lardo dentro di te
e un posto dove ci son io.
C’è un posto tutto e un posto nulla chissà dov’è
per una donna e una fanciulla dentro di te
c’è un posto bello e un posto brutto chissà dov’è
non sempre si può avere tutto dentro di te
c’è un posto fermo e uno animato chissà dov’è
per come il mondo è disegnato dentro di te
e un posto dove ci son io
che cerco un posto tutto mio lì di fianco a te.


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sabato 21 gennaio 2006
ore 19:29
(categoria: "Vita Quotidiana")



L’apprendista stregone
Col mio soffio di vulcano cancellerò
il gelo di questa stanza
e col volo di una freccia trafiggerò
quella pallida luna a distanza;
ci sarò e non ci sarò,
continuerò
la mia invisibile danza,
senza tracce sulla neve lieve sarò,
mi dirai di sì o mi dirai di no.
Avrà il silenzio la voce che ho,
e mani lunghe abbastanza,
sarà d’attesa e d’intesa, però
saprò quello che ancora non so.

Col mio cuore di matita correggerò
gli errori fatti dal tempo
e con passo di guardiano controllerò
che si ferni o che avanzi più lento;
ci sarò e non ci sarò, ti parlerò
con ogni fragile accento
e sarò traccia sulla neve, neve sarò,
mi dirai di sì o mi dirai di no.
Sul manoscritto l’inchiostro sarò
e mi avrai nero su bianco,
saranno gli occhi o i tarocchi, però
saprò quello che ancora non so;
mi dirai di sì o mi dirai di no,
mi dirai di sì o mi dirai di no.

Sarai sola nel tuo sole
o solo sarò,
mi dirai di sì o mi dirai di no,
mi dirai di sì o mi dirai di no.


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venerdì 13 gennaio 2006
ore 16:25
(categoria: "Vita Quotidiana")



Frank Sinatra
My Way

E ora la fine è vicina
E quindi affronto l’ultimo sipario
Amico mio, lo dirò chiaramente
Ti dico qual è la mia situazione, della quale sono certo

Ho vissuto una vita piena
Ho viaggiato su tutte le strade
Ma più. Molto più di questo
L’ho fatto alla mia maniera

Rimpianti, ne ho avuti qualcuno
Ma ancora, troppo pochi per citarli
Ho fatto quello che dovevo fare
Ho visto tutto senza risparmiarmi nulla

Ho programmato ogni percorso
Ogni passo attento lungo la strada
Ma più, molto più di questo
L’ho fatto alla mia maniera

Sì, ci sono state volte, sono sicuro lo hai saputo
Ho ingoiato più di quello che potessi masticare
Ma attraverso tutto questo, quando c’era un dubbio
Ho mangiato e poi sputato
Ho affrontato tutto e sono rimasto in piedi
L’ho fatto alla mia maniera

Ho amato, ho riso e pianto
Ho avuto le mie soddisfazioni, la mia dose di sconfitte
E allora, mentre le lacrime si fermano,
Trovo tutto molto divertente

A pensare che ho fatto tutto questo;
E se posso dirlo - non sotto tono
"No, oh non io
L’ho fatto alla mia maniera"

Cos’è un uomo, che cos’ha?
Se non se stesso , allora non ha niente
Per dire le cose che davvero sente
E non le parole di uno che si inginocchia
La storia mostra che le ho prese
E l’ho fatto alla mia maniera


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martedì 10 gennaio 2006
ore 18:05
(categoria: "Vita Quotidiana")



Un osservatore del dettaglio chiese ad un “illuminato”
(colui che vede: maestro):
- “Come fa la parte a riconoscere il suo posto nel tutto?” E in cosa la conoscenza della parte è diversa dal conoscere la pienezza dell’Intero Più Grande?

L’illuminato rispose:
-“ Le parti staccate diventano un tutto tendendo al centro e permettendogli di riunirle. La loro interezza le rende splendide e reali. Eppure per noi la loro interezza è così ovvia, un gentile nulla, un bisogno di stare insieme nascosto e durevole. Per conoscere l’interezza le sue molte parti non dovrebbero essere conosciute, o dette, o afferrate, o fatte, o mostrate. Io raggiungo ciò che è dentro alla città entrando attraverso un unico cancello. Colpisco il gong, la sua unica nota riverbera e fa vibrare la più piccola campana. Raccolgo una mela. La tengo in mano. Benché non conosca alcun dettaglio delle sue origini, io mangio.

Il discepolo obbiettò:
“chiunque desideri l’intera verità deve conoscerne anche le singole parti”.

Il saggio rispose:
“solo da ciò che è passato possono essere conosciute tutte le parti. La verità sgorga dal Vuoto Nell’Essere. È sempre nuovo, nasconde dentro di se i suoi obbiettivi, come il seme nasconde l’albero. Perciò, chi esita ad agire, aspettando di saperne di più, si perde ciò che funziona, perdendo l’occasione (giusta nel momento giusto) egli scambia la moneta per merce, la legna da ardere per alberi viventi”. (lucciole per lanterne).

Il discepolo pensò:
“Deve esserci di più alla risposta del Tutto”,
e chiese se ciò che pensava fosse ancora sbagliato.

L’illuminato disse:
“Il Tutto è come una botte di sidro fresco, dolce e torbido. Ha bisogno di tempo per fermentare e per diventare limpido. Perciò gli sciocchi che lo bevono, senza prima assaggiarlo, si ubriacano”.


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martedì 3 gennaio 2006
ore 16:34
(categoria: "Vita Quotidiana")



Passato Remoto

F. De Gregori

Il più bel sogno fu
il sogno non sognato
E il miglior bacio
quello non restituito
Ed il più lungo viaggio fu quel viaggio
che non fu iniziato
E fu senza saluto
il più compiuto addio

Consegna il mio stipendio al dio dei ladri
raccogli le mie vesti e spargi il sale
Se vuoi ti puoi tenere i libri e i quadri
oppure puoi buttarli tu
Il più bel giorno fu
il giorno consumato
Ed il più dolce fiato
quello trattenuto
Durò una vita intera
l’ultimo minuto
E non fu mai passato
il tempo che passò

Quel pomeriggio che ti ho detto "Scusami
ma qualche volta chiamami anche tu"
E ancora adesso non ci posso credere
che non ti avrei rivisto più


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mercoledì 28 dicembre 2005
ore 17:26
(categoria: "Vita Quotidiana")



Ho commesso il peggior peccato che uno possa commettere: non sono stato felice.
(Jorge Luis Borges)


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mercoledì 28 dicembre 2005
ore 17:21
(categoria: "Vita Quotidiana")



"Non c’è animale più stupido della marmotta", disse l’etologo, "sta ferma ore e ore a contemplare il sole." "Non c’è animale più stupido dell’etologo", disse la marmotta, "sta fermo ore e ore a contemplare me."
Enzo Costa


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mercoledì 28 dicembre 2005
ore 17:12
(categoria: "Vita Quotidiana")



vorrei essere nato al contrario,x poter capire questo mondo storto!!!
jim morrison


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mercoledì 28 dicembre 2005
ore 17:07
(categoria: "Vita Quotidiana")



L’ Italia per trent’anni sootto i Borgia, ha conosciuto guerra, terrore, omicidi e massacri... e ha prodotto Michelangelo, Leonardo da Vinci eil Rinascimento. La Svizzera ha avuto amore fraterno, 500 anni di democrazia e pace, e che cos’ha prodotto? L’orologio a cucù! ORSON WELLES

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