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marylu87, 20 anni
spritzina di padova
CHE FACCIO? storia e tutela dei beni culturali
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"Vola solo chi osa farlo" (Luis Sepulveda)



"Signore, dammi la serenità di accettare le cose che non posso cambiare, il coraggio di cambiare quelle che posso, e la saggezza per distinguere le une dalle altre. (attribuito a S. Francesco)

"Se puoi sognarlo, puoi farlo" (Walt Disney)



"Uno siamo noi, e non siamo soli mai. Imparare ad amare è il nostro destino".

"Voglio imparare dall’acqua, che quando scende dai monti e incontra una pietra, vi gira intorno, vi passa sopra, vi passa sotto, ma va avanti"

"Se tu hai un fiore che sta in una stella, è dolce la notte guardare le stelle"
(A. de Saint Exupery)



"Qualunque cosa tu voglia fare o sognare, incominciala. Incominciala adesso. L’audacia ha in sè genio, potere e magia" (W. Goethe)

"E se tu guardi su...sono le cose più belle a far brillare le stelle" (B. Antonacci)







"I rigori li sbagliano soltanto quelli che hanno il coraggio di batterli." (R. Baggio)



La Bibbia, un libro per alcuni inutile, per altri strano, per altri ancora affascinate..
"Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare" di Luis Sepulveda
"Il gabbiano Jonathan Liingston" di Bach
"Notte prima degli esami"
"Parlami d’amore" di S. Muccino e C. Vangelista
"Il cacciatore di aquiloni" di K. Hosseini
"Mille splendidi soli" di K. Hosseini
"Gesù il grande rompi" di T. Lasconi
"Harry Potter 1-7" di J.K. Rowling




"A te canto, alleluia,
a Te dono la mia gioia
a Te grido mio Signore,
a Te offro ogni dolore.

A Te dico io Ti amo,
a Te dedico la vita,
a Te chiedo dammi pace,
a Te urlo la mia fede."







HO VISTO

Ho visto tanti volti, occhi e mani: sorridenti o percorsi dalle lacrime, pieni di speranza e di innocenza..

Luoghi bellissimi e indimenticabili, meraviglie che ti tolgono il fiato.






Piccoli capolavori della natura che non smettono di parlarti di Chi li ha creati e ce li ha messi davanti.








Ho visto che lavorando con stile, con impegno, fantasia, e quel pizzico di coraggio e voglia di rischiare che serve, si compongono capolavori! Ho visto che "INSIEME E’ FORTE, INSIEME E’ GRANDE, INSIEME EFFETTO MAGICO"





"Camminando si apre il cammino". Ogni passo in avanti deve essere preceduto da un passo all’interno, disse qualcuno. "Alzati e cammina"..e farlo insieme è ancora più bello!








Ho visto che in ginocchio, sotto un crocefisso di città, si possono costruire cose grandi!







STO ASCOLTANDO

Ascolto chi mi parla di Dio, chi mi parla di Lui con il sorriso nel cuore e gli occhi che brillano.
GRAZIE, don Marco!!

Ascolto quanti mi aiutano a crescere, come persona e come cristiana.



Ascolto la radio in macchina (e a casa mentre dovrei studiare..). Le canzoni che al momento stanno formando la mia colonna sonora?

"Avrò cura di te" (F. Battiato), perchè mi fa venire i brividi...
"Favola" (Modà), perchè sogno ancora il principe azzurro sul cavallo bianco, e perchè è la dichiarazione d’amore più bella..
"Com’è straordinaria la vita" (Dolcenera), colonna sonora dell’estate più bella..
"Il cerchio della vita" (Ivana Spagna), colonna sonora della convivenza..



"Il mondo che vorrei" (Laura Pausini), colonna sonora dell’estate "Ma che senso ha ascoltare e non cambiare?"
"Sogna, ragazzo, sogna" (R. Vecchioni), perchè non bisogna mai smettere di sognare..
"Ma che razza di Dio c’è nel cielo" (R. Vecchioni), perchè l’ho sentita e la sento tanto mia..



"Padre nostro"(ORO), perchè è molto bella; l’ho sentita e la sento mia..
"Diventerai una star"
(Finley), perchè c’è un ricordo dietro..
"Mi fido di te" (Jovanotti), perchè la vertigine non è paura di cadere, ma voglia di volare..
"La leva calcistica del ’68" (De Gregori), perchè un giocatore si vede dal coraggio, dall’altruismo e dalla fantasia..
"Ho imparato a sognare" dei Negrita, perchè ormai che ho imparato a sognare non smetterò...
"E adesso ammazzateci tutti" di Pino Barilla, perchè, costi quello che costi, voglio lottare per quello in cui credo!!



"Quando ti senti sola" degli ORO, perchè se me la canta Lui mi fa venire i brividi tanta è la Sua dolcezza nei miei confronti!
"PA come Padre" di padre Luca M. Zecchetto, perchè nella semplicità di una sillaba racconta tutta la storia di Gesù di Nazareth..
"Uno siamo noi" di Spoladore, perche "non siamo soli mai"!
"Altissimo" di Spoladore, perchè preghiera stupenda e perchè nasconde un bellissimo ricordo...
"Preghiera della sera" di Spoladore, perchè mi fa venire i brividi, mi commuove, e anche io voglio "essere fuoco"...
"La dura legge del gol" di 883, perchè quando giochiamo Noi è proprio uno spettacolo!
"Amore incontenibile" degli Studio3, perchè sogno l’amore..
"Fango" di Jovanotti, perchè "io lo so che non sono solo anche quando solo" e la mia passione può far crescere un progetto...
"A te" di Jovanotti, perchè è poesia..
"Sei nell’anima"di Gianna Nannini, perchè la tenerezza non fa più paura..



Il cd della mia orchestra: "NOTE PER TE"

..il resto mi verrà..


ABBIGLIAMENTO del GIORNO



"La moda va e viene, lo stile è per sempre." (Y.S. Laurent)

normale, basta che sia comodo..jeans e maglietta colorata

ORA VORREI TANTO...



prendere la macchina, la bici, un cavallo bianco..insomma qualsiasi mezzo di trasporto.. e fuggire via, lontano da tutto e da tutti, starmene un po’ da sola, contemplare le meraviglie della natura e immergermi nei miei pensieri.

Ho voglia di: amare, suonare,correre, anzi fuggire via, gridare, non sentirmi mai più sola




STO STUDIANDO...



Fino a metà agosto vacanzaaa!! E poi la degna fine di Arte Moderna, Metodi fisici e chimici di analisi dei Beni Culturali e Storia dell’Arte Fiamminga

OGGI IL MIO UMORE E'...

Dipende dalla giornata, dal momento, da quello che succede..



Ho tanti pensieri nella testa, ma posso arrivare alla soluzione, ce la posso fare!!
Renato direbbe che ..(meglio omettere)..mah..forse, però, comincio a dargli ragione!




ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


1) essere tradita dalla persona a cui piu\' tenevi,sentirti usata e poi derisa alle spalle...
2) vedere tradita la mia fiducia
3) sentire delle parole a cui poi non corrispondo i fatti, sentirsi illudere e precipitare poi improvvisamente in una terribile realtà
4) essere continuamente giudicati da persone che nemmeno ti conoscono
5) la nostalgia feroce che ti fa mancare il fiato
6) doversi alzare da sotto il piumone alle 7 di mattina in pieno inverno
7) Svegliarmi alla mattina e dover pensare a cosa mettermi da vestire

MERAVIGLIE


1) Essere davanti al mare da sola e riuscire ad ascoltare quello che lui ha da dirti.

Le stelle.

Svegliarsi alla mattina e vedere che fuori c' è il sole.

Cantare con le amiche una canzone a squarciagola.

Prendersi una rivincita.

camminare a testa alta
2) ...Essere se stessi,nella situazione più difficile come in quella più banale... e notare che in ogni circostanza le persone che valgono davvero,che ci stimano e apprezzano per ciò che realmente siamo sono sempre li... accanto a noi..pronti ad accoglierci con un sorriso.
3) vedere i germogli della primavera,albe e tramonti...
4) un bambino e un pezzo di pane, due cose semplici: mettetele assieme, guardate un bimbo che morde un pezzo di pane: la semplicità è meraviglia
5) rendersi conto che nonostante tutto quello che gli altri ti hanno fatto di male, non riesci proprio ad essere un bastardo
6) Sentire che per qualcuno tu conti davvero
7) mettere le mani attorno ad una tazza di cioccolata calda con panna in pieno inverno


"Noi abbiam capito tutto è un po’ come nel calcio. E’ la dura legge del gol gli altri segneranno però che spettacolo quando giochiamo noi, non molliamo mai. Loro stanno chiusi ma cosa importa chi vincerà perché in fondo lo squadrone siamo noi lo squadrone siamo noi" (883)


Questo è lo slogan della mia vita, e questa sono io...





...mi piaccio: complimenti!!



"...c’è che ormai che ho imparato a sognare, non smetterò"!






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domenica 21 ottobre 2007 - ore 11:13


Il mio caricabatterie
(categoria: " Pensieri ")


Per caricare il telefonino, o qualsiasi marchingegno elettronico, usiamo quella spina che da una parte si attacca al muro e dall’altra al nostro oggetto, giusto? Ma...per caricare, o meglio ri-caricare, la nostra vita? Me lo sono chiesto in questi giorni, o meglio, me ne sono accorta in questi giorni. Bilancio di una settimana (da mercoledì a mercoledì inoltrato): orrendo, pessimo, da dimenticare. Poi, venerdì sera, l’illuminazione! Sono andata, insieme alla mia orchestra, a suonare a Montegrotto e a ricevere il Premio per la Musica che l’Associazione Romeo e Giulietta (o qualcosa del genere) ci ha assegnato. Era già qualche giorno che aspettavo questo concerto, un po’ perchè mi ero messa a studiare seriamente le mie parti e quindi non vedevo l’ora di metterle a frutto, ma soprattutto perchè sapevo che mi avrebbe fatto bene. Suonare mi dà tranquillità, mi dà pace, soprattutto in orchestra mi dà una carica immensa! Ricordo benissimo la fine del concerto di presentazione del nostro cd, il 6 giugno: ero stata caricata a dovere dalla prof, dalle mie compagne e dall’agitazione, e sono uscita ancora più carica, euforica forse, sentivo che potevo "spaccare il mondo". Era una sensazione bellissima, durata un sacco di giorni. Ecco: l’arpa è il mio caricabatterie!




Ma non l’unico.. Eh sì..come dimenticare quello splendido titolo del Venerdì di Assisi: "Che tipo di benzina usi?"..sottinteso "la preghiera". Sì! Alla Messa della domenica non ci posso rinunciare, è un appuntamento fondamentale nella mia settimana incasinata, come pure quella del Giovedì, che faccio di tutto per non saltare. Sono un momento di stacco durante la settimana, un momento per fermarmi, per pregare insieme ai mei amici, inginocchiati sotto quel crocifisso di città che tanto amiamo. La mia preghiera è quella semplice, giovane, vivace che ho imparato a tenere viva e a cui ho imparato ad affidarmi, per dire grazie, per fare dono delle miei gioie e urlare i miei dolori, per supplicare aiuto e chiedere pace per il mio animo troppo volte inquieto in questo periodo. Questo è l’altro mio caricabatterie: "Gesù di Nazareth, il grande rompi" (T. Lasconi).





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sabato 13 ottobre 2007 - ore 19:48


Dottore, che sintomi ha la felicità?
(categoria: " Riflessioni ")


In questi giorni, che il mio prof di matematica del Liceo avrebbe chiamato "pausa di riflessione autunnale", tra le altre cose ho riascoltato "Mi fido di te" di Jovanotti, canzone ascoltata e riascoltata, a gruppo, ad Assisi, a catechismo; e così mi sono chiesta anche io " che sintomi ha la felicità? ".

Un proverbio cinese diceva:
"Se vuoi essere felice per un’ora, schiaccia un pisolino.
Se vuoi essere felice per un giorno, coltiva il tuo hobby preferito.
Se invece vuoi essere felice per tutta la vita, aiuta gli altri ad essere felici".


Sull’enciclopedia virtuale il termine "felicità" viene definito come "condizione di benessere dell’uomo. Un insieme di emozioni e sensazioni del corpo e dell’intelletto che procurano benessere e gioia in un momento più o meno lungo della nostra vita".
A catechismo, la "felicità" è stata univocamente definita "emozione positiva", o, meglio, "emozione utile".
Chalet Emilie disse: "La nostra felicità non dipende soltanto dalle nostre gioie attuali, ma anche dalle nostre speranze e dai nostri ricordi. Il presente si arricchisce del passato e del futuro".



Secondo me, la felicità non è una cosa semplice da spiegare. Ma proverò lo stesso a rendervi partecipi delle mie riflessioni.
Innanzitutto, che cos’è: è un’emozione, ma di quelle forti, intense, particolari. Felicità è quella sensazione di euforia, di carica e calma interiore, quando senti che potresti urlare come nella pubblicità "sto bene, sto bene, sto benissimo!!", oppure "potrei spaccare il mondo!". Felicità per me è potersi sedere sull’erba, o sulla spiaggia ancora umida, e contemplare il tramonto o la nascita del sole; è riuscire a suonare un bel concerto davanti a 500 persone e sentirmi dire "trasmettete grandi emozioni"; è il sorriso di un amico o di un bambino, è un sorriso fuori ma soprattutto dentro; è una telefonata, una lettera, un regalo o un fatto che arriva inaspettato, è una parola o un’azione dettata dal cuore, è la realizzazione di sè. Felicità è essere contenti di quello che si è e che si ha, delle piccole e semplici cose con cui costruiamo la nostra vita, è fare e vedere gli altri felici. Felicità è cuore, sono colori caldi. Felicità grande per me è stata una richiesta inaspettata venuta dopo un anno di fatica e di duro lavoro, e credo che la felicità faticata sia quella che si gusta doppiamente.
"La felicità non va inseguita -disse Sergio Bambaren-,è un fiore da cogliere ogni giorno, perchè è sempre accanto a noi". E’ come una farfalla tra le mani: se la stringi troppo muore, se la lasci se ne va: devi accarezzarla dolcemente..



Oggi trovato questa poesia, e devo dire che mi è piaciuta un sacco. Si intitola "E crescendo impari":

" E crescendo impari che la felicità non è quella delle grandi cose.
Non e’ quella che si insegue a vent’anni, quando, come gladiatori si combatte il mondo per uscirne vittoriosi...
La felicità non e’ quella che affannosamente si insegue credendo che l’amore sia tutto o niente,...
non e’ quella delle emozioni forti che fanno il "botto" e che esplodono fuori con tuoni spettacolari...,
la felicità non è quella di grattacieli da scalare, di sfide da vincere mettendosi continuamente alla prova.
Crescendo impari che la felicità è fatta di cose piccole ma preziose....
...e impari che il profumo del caffè al mattino è un piccolo rituale di felicità, che bastano le note di una canzone, le sensazioni di un libro dai colori che scaldano il cuore, che bastano gli aromi di una cucina, la poesia dei pittori della felicità, che basta il muso del tuo gatto o del tuo cane per sentire una felicità lieve.
E impari che la felicità e’ fatta di emozioni in punta di piedi, di piccole esplosioni che in sordina allargano il cuore, che le stelle ti possono commuovere e il sole far brillare gli occhi,
e impari che un campo di girasoli sa illuminarti il volto, che il profumo della primavera ti sveglia dall’inverno, e che sederti a leggere all’ombra di un albero rilassa e libera i pensieri.

E impari che l’amore è fatto di sensazioni delicate, di piccole scintille allo stomaco, di presenze vicine anche se lontane, e impari che il tempo si dilata e che quei 5 minuti sono preziosi e lunghi più di tante ore,
e impari che basta chiudere gli occhi, accendere i sensi, sfornellare in cucina, leggere una poesia, scrivere su un libro o guardare una foto per annullare il tempo e le distanze ed essere con chi ami.

E impari che sentire una voce al telefono, ricevere un messaggio inaspettato, sono piccolo attimi felici.
E impari ad avere, nel cassetto e nel cuore, sogni piccoli ma preziosi.

E impari che tenere in braccio un bimbo è una deliziosa felicità.
E impari che i regali più grandi sono quelli che parlano delle persone che ami...
E impari che c’è felicità anche in quella urgenza di scrivere su un foglio i tuoi pensieri, che c’è qualcosa di amaramente felice anche nella malinconia.

E impari che nonostante le tue difese,
nonostante il tuo volere o il tuo destino,
in ogni gabbiano che vola c’è nel cuore un piccolo grande Jonathan Livingston.
E impari quanto sia bella e grandiosa la semplicità.
"
(Anonimo)


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martedì 2 ottobre 2007 - ore 20:14


Guarda, forse accanto a te c’è un angelo...
(categoria: " Pensieri ")


Per chi non lo sapesse, oggi, 2 Ottobre, è la festa degli Angeli Custodi (don Lino lo ha detto domenica sera..dovete stare attenti agli avvisi!!!).
A me piace molto questa festa, mi piace credere negli angeli custodi, al mio angelo custode; alla sua presenza silenziosa ma costante, a suo leggero camminare (o svolazzare) inotrno e vicino a me, al suo starmi accanto. Per l’angelo custode è proprio questo: qualcuno a cui sono stata affidata, che da lassù mi protegge e veglia su di me, che dovunque io vada e qualunque cosa io faccia mi segue e cerca, a suo modo, di darmi una mano. Sulla maglietta di Fiorucci (ve la ricordate?) c’erano due angioletti e c’era scritto "Guarda, forse accanto a te c’è un angelo"..e se chiudo gli occhi provo a immaginarmelo il mio Angelo, ormai, a furia di corrermi dietro, avrà il fiatone!
Penso che mi piacerebbe un sacco incontrarlo, avrei tante domande da fargli: come ti chiami, sei solo mio o proteggi altre persone, da quando sono nata o vi siete dati il cambio, cosa pensi di me, cosa pensi guardando quello che faccio e ascoltando quello che dico, che consigli puoi darmi..

Tutte le sere io prego il mio angelo custode, perchè continui a posarsi sul mio cuscino e a seguirmi nelle mie incasinatissime giornate. "Angelo di Dio, che sei cusotde mio, veglia su me, io dormirò (o mi alzerò, a seconda del momento della giornata) con te". E ringrazio anche altri due angeli che vegliano sulla mia giovane vita, Nic e la Francy, perchè mi ricordano che, nonostante tutto, la vita è straordinaria, ed è una storia fantastica.

Grazie, Angeli, grazie per la vostra presenza silenziosa, per i consigli che silenziosamente cercate di farci capire, per quelle volte che date una pacca sulla spalla per consolarci o ci mettete una mano sulla testa quando le cose non vanno bene. Grazie perchè ci siete sempre accanto, qualunque cosa succeda e qualunque cosa facciamo.



...e Buona Festa!


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venerdì 28 settembre 2007 - ore 12:26


Uno siamo noi
(categoria: " Vita Quotidiana ")


E’ vero, è un po’ che non scrivo, ma lo spunto buono l’ho avuto solo poco fa. Ho scoperto di volere un bene dell’anima a tante persone, i miei amici e amiche. Cioè, gli ho sempre voluto tanto bene, ma in questo momento sento di volergliene ancora di più. Perchè sono speciali, sono quelle persone che ci sono sempre, che si battono anche per te e con te. Vi ringrazio tutti, dal primo all’ultimo..e vi dedico il canto che abbiamo fatto ieri sera (devo dire che comincia a piacermi parecchio!). Grazie! Vi voglio bene!!

Uno è il giorno che dura la vita
Mille albe e tramonti per il giorno che vivi
Uno è il fuoco di miliardi di stelle
Unico il coro delle onde dei mari
Uno è l’amore di milioni di abbracci
Milioni di pianti e Uno è il dolore
Uno è il tempo esiste sol il presente
Uno è la vita la vita che hai

Uno siamo noi
E non siamo soli mai
Uno siamo noi siamo noi
Imparare ad amare è il nostro destino
Metti tutta la forza che hai
Vivi tutto l’amore che puoi.


Solo il male divide e ci fa dubitare
Non ci sono nemici ci son solo infelici
Infelici da amare e basta anche un sorriso
Uno è il sogno Uno le nostre mani
Molto è nascosto ma nulla è per caso
Tutto è diverso ma nulla è diviso
Uno è il respiro che riempie la vita
Uno o nessuno è il nostro destino.




IO + TE = NOI




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venerdì 21 settembre 2007 - ore 10:11


Ho ricevuto quello di cui avevo bisogno!
(categoria: " Pensieri ")


Ho chiesto la forza...
E Dio mi ha dato le Difficoltà per rendermi forte.
Ho chiesto la Saggezza...
E Dio mi ha dato Problemi da risolvere.
Ho chiesto la Prosperità...
E Dio mi ha dato Cervello e Muscoli per lavorare
Ho chiesto il Coraggio...
E Dio mi ha dato Pericoli da superare
Ho chiesto Amore...
E Dio mi ha dato gente bisognosa da aiutare.
Ho chiesto Favori...
E Dio mi ha dato Opportunità.
Non ho ricevuto niente di quanto volevo...
Ho ricevuto tutto quello di cui avevo bisogno!




A volte "la lotta" (lo sforzo necessario per superare le difficoltà) è esattamente quello di cui abbiamo bisogno nelle nostre vite. Se Dio ci permettesse di attraversare le nostre vite senza alcun ostacolo, ci "azzopperebbe". Non saremmo mai forti quanto potremmo...



Non potremmo mai volare!


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lunedì 10 settembre 2007 - ore 12:41


Grazie al mio giocatore preferito: quello innamorato di Dio!
(categoria: " Pensieri ")


Ogni volta che entro in patronato, solitamente diretta nella nostra amata e incasinata Sala Giovanissimi, getto lo sguardo lì in fondo, vicino alla cucina, per vedere quella porta gialla, nella speranza di trovarla aperta, e, magari, mettere la testa dentro, controllare se ci sono nuove foto appese alla parete, e salutare quel volto amico che lavora anche per me..
Oggi tornerò in Sala Giovanissimi, a sistemare la confusione che abbiamo creato in questi giorni di grest, in questi ultimi giorni assieme, anche oggi getterò lo sguardo su quella porta gialla…forse ancora per oggi sarà aperta o illuminata, ma so che durerà ancora poco, o meglio, il volto che vi troverò dentro sarà diverso, e, forse, sarà il caso che mi ci abitui…




Purtroppo le lacrime, caro don Marco, non si possono scrivere, spesso le parole si sprecano e un semplice grazie può diventare banale.
Forse, anzi ne sono sicura, la Messa di ieri sera è stato il più bel regalo che tu potessi farci, che noi potessimo farti, pregando insieme con te e per te, che potessimo fare a noi stessi, per invocare l’aiuto di quel Dio che ci fa impazzire, che ci fa innamorare, che ci ha giocato uno strano scherzo.




Il mio GRAZIE viene dal profondo del cuore. Perché mi hai insegnato e aiutato a guardare il mondo con occhi diversi, a vivere sempre nuove sfide con entusiasmo e voglia di mettersi in gioco, ad avere la voglia di pregare, insieme a te e ai miei amici, e a farlo con il sorriso.
Ti ricorderò così, come un ragazzo dal carattere a volte un po’ scontroso ed esuberante, gran lavoratore e immancabile perfezionista, con quella canzone di De Gregori onnipresente e quella frase splendida che disse Roberto Baggio e che hai fatto entrare nelle nostre menti e nei nostri cuori. Un ragazzo con una marcia in più, troppo spesso criticato e lasciato solo, ma che ha sempre saputo rialzarsi e provare a ripartire, a ricominciare. Un ragazzo che mi ha fatto vivere esperienze indimenticabili: Foza, Assisi, Vallechiara, Cima Bianca, convivenze, Fraternità, la gioia del fare e del sentirsi comunità, la fatica e la soddisfazione grande del catechista e dell’animatore, quel sentirsi appagati, soddisfatti e immensamente contenti dopo tanto lavoro che si chiama “madrina”.
Un ragazzo diventato prete per inseguire il sogno della santità; un prete, il primo forse nella mia giovane storia di ragazza, che ho sentito e visto parlare di Dio, celebrare una Messa o tenere una lectio divina, agitandosi e saltando per la cappellina fino a sudare, ma soprattutto, con il sorriso sulle labbra, sul volto, nel cuore; un prete che mi ha trasmesso l’amore per quel Dio che lo ha stregato e di cui si è follemente innamorato, il valore, l’importanza e la bellezza della preghiera.
Grazie, perché quella volta, tre anni fa, hai insistito; perché da quel momento non hai smesso di “rompermi le palle”, a parole, a fatti, ma soprattutto al telefono e in bici facendomi correre da un capo all’altro del quartiere e della città per te. Grazie per tutte le volte che con me hai sorriso, hai pianto o mi hai fatto piangere, di gioia, di stupore, di commozione o di tristezza; grazie per le emozioni forti che ho provato e che tengo strette nel cuore. Grazie per i volti che mi hai fatto incontrare e le esperienze che mi hai fatto gustare fino in fondo.
GRAZIE, DON MARCO!

Penso che il modo migliore, forse, per dirti grazie sia quello di continuare a fare quello che ho fatto un questi mille giorni passati insieme. E allora, te lo prometto: io ci sarò, continuerò il lavoro intrapreso, continuerò a far crescere quei piccoli semi che hai piantato e a costruire quello che abbiamo iniziato, continuerò a sognare, perché ho scoperto che sognare è troppo bello.. “C’è che ormai che ho imparato e sognare, non smetterò” (Negrita).
So che mi mancherai molto. Io non ti dimenticherò e ti assicuro la mia giovane e semplice preghiera!
Sei in gamba, don, continua così, perché “I rigori li sbagliano soltanto quelli che hanno il coraggio di batterli” (R. Baggio). “Vola solo chi osa farlo” (L. Sepulveda). In bocca al lupo, don!





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domenica 9 settembre 2007 - ore 14:38


"Vola solo chi osa farlo"
(categoria: " Pensieri ")


E così è finita anche la settimana di grest. Descrivere quello che è stata, che ha rappresentato per me e, penso, per tutti noi, sarebbe molto lungo..e difficile.. Vedo cosa posso fare..



Titolo: "Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare" (tratto dal libro di Sepulveda)
Protagonisti: 30 animatori, 1 prete e circa 140 tra bambini e ragazzi
Insegnamenti: tanti, la fiducia, il valore della vita e l’importanza di prendersi cura di essa, la diversità come ricchezza. Quello fondamentale? "Vola solo chi osa farlo" .
Avvenimenti: la visita alla caserma dei Vigili del Fuoco e i bambini in visibilio, i miei ragazzi di prima superiore che cominciano a fare gli animatori, le scenette a volte un po’ rivisitate e con qualche colpo di scena di troppo (!!!, so che pochi capiranno), una nottata di poco sonno e tante grida, una bella Messa..
Emozioni: paura solo iniziale, stanchezza, fatica, gioia, grande soddisfazione, stupore, energia e impegno, un po’ di tristezza...



Ringraziamenti: alle cuoche perchè ci sono sempre con la loro grande disponibilità e generosità, simpatia e sorriso; a tutti quelli che sono stati dietro questa settimana.
Soprattutto grazie a tutti gli animatori, piccoli e grandi (nella foto sopra in veste di "pompieri" di Sacra Famiglia!), che hanno collaborato per preparare e portare avanti questo grest davvero bello e intenso: grazie, perchè senza di voi non ce l’avrei fatta e se fosse mancato anche uno solo di voi il grest non sarebbe stato lo stesso; grazie perchè, nonostante momenti di difficoltà, abbiamo dimosrato che se si lavora in squadra il capolavoro è assicurato! GRAZIE!! Grazie, ovviamente, anche a DON MARCO, perchè per lui è stato sicuramente difficile starci accanto in quest’ultima settimana e perchè è davvero in gamba (come sempre!), grazie!



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domenica 2 settembre 2007 - ore 15:36



(categoria: " Vita Quotidiana ")


"Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare"


Liberamente tratto da una storia di Luis Sepulveda...



GREST di
SACRA FAMIGLIA
3-9 SETTEMBRE


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sabato 25 agosto 2007 - ore 19:32


Un gatto, un poeta, una gabbiana
(categoria: " Vita Quotidiana ")


"Erano davanti a un edificio alto. Sollevò li occhi e riconobbe il campanile di San Michele illuminato da vari riflettori. I fasci di luce colpivano in pieno la sua struttura slanciata rivestita di lastre di rame che il tempo, la pioggia e i venti avevano coperto di una patina verde. (...) Fecero un giro e si intrufolarono da una piccola porta laterale che l’umano aprì con l’aiuto di un coltello a serramanico. Poi tirò fuori di tasca una torcia e, guidati dal suo sottile fascio di luce, iniziarono a salire una scala a chiocciola che sembrava interminabile.
<Ho paura> stridette Fortunata.
<Ma vuoi volare, vero?> miagolò Zorba. (...)
<Guarda, si vede il bazar di Harry. I nostri amici sono laggiù> miagolò Zorba.
<Ho paura! Mamma!> stridette Fortunata.
Zorba saltò sulla balaustra che girava attorno al campanile. In basso le auto sembravano insetti dagli occhi brillanti. L’umano prese la gabbiana tra le mani.
<No! Ho paura! Zorba! Zorba!> stridette Fortunata beccando le mani dell’umano.
<Aspetta, posala sulla balaustra> miagolò Zorba.
<Non avevo intenzione di buttarla giù> disse l’umano.
<Ora volerai, Fortunata. Respira. Senti la pioggia. E’ acqua. Nella tua vita avrai molti motivi per essere felice, uno di questi si chiama acqua, un altro si chiama vento, un altro ancora si chiama sole e arriva sempre come una ricompensa dopo la pioggia. Senti la pioggia. Apri le ali> miagolò Zorba.
La gabbianella spiegò le ali. I riflettori la inondavano di luce e la pioggia le copriva di perle le piume. L’umano e il gatto la videro sollevare la testa con gli occhi chiusi.
<La pioggia. L’acqua. Mi piace!> stridette.
<Ora volerai> miagolò Zorba.
<Ti voglio bene. Sei un gatto molto buono> stridette Fortunata avvicinandosi al bordo della balaustra.
<Ora volerai. Il cielo sarà tutto tuo> miagolò Zorba.
<Non ti dimenticherò mai> (...)
Fortunata scomparve alla vista, e l’umano e il gatto temettero il peggio. Era caduta giù come un sasso. Col fiato sospeso si affacciarono alla balaustra, e allora videro che batteva le ali sorvolando il parcheggio, e poi seguirono il suo volo in alto, molto più in alto della banderuola dorata che corona la singolare bellezza di San Michele. (...)
<Volo! Zorba! So volare!> strideva euforica dal vasto cielo grigio.
L’umano accarezzò il dorso del gatto.
<Bene, gatto. Ci siamo riusciti> disse sospirando.
<Sì, sull’orlo del baratro ha capito la cosa più importante> miagolò Zorba.
<Ah sì? E cosa ha capito?> chiede l’umano.
<Che VOLA SOLO CHI OSA FARLO> miagolò Zorba.
<Immagino che adesso tu preferisca rimanere solo. Ti aspetto giù> lo salutò l’umano.
Zorba rimase a contemplarla finchè non seppe se erano gocce di pioggia o lacrime ad annebbiare i suoi occhi gialli di gatto nero grande e grosso, di gatto nobile, di gatto del porto."




(da "Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare" di Luis Sepulveda)


Questa è una storia bellissima, perchè racchiude molti temi e spunti di riflessione: la fiducia, l’importanza della vita e del prendersi cura di essa, la diversità e del rispetto del diversità come possibilità di arricchimento per chi ci sta intorno, il coraggio di fare delle scelte scelte coraggiose e di "buttarsi", di osare, nella nostra vita.
Questa storia sarà la nostra settimana di grest a Sacra Famiglia, ci passerranno tante persone, bambini, ragazzi, animatori, preti, genitori..e spero possa essere di arricchimento per tutti.
A chi ci si è già immerso e a chi ci si immergerà: buon lavoro e buona settimana di grest con tutto il cuore! Ripartiamo!!
Insieme, perchè "Insieme effetto magico", con grinta e con coraggio perchè "Vola solo chi osa farlo"!!


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sabato 18 agosto 2007 - ore 11:13


Troppo bello!
(categoria: " Vita Quotidiana ")


E’ stato subito amore a prima vista!
Questo è il famoso "Bacio" di F. Hayez, dipinto nel 1859, che raffigura il bacio di due giovani in abiti medievali.



Il bacio raduna in sé le principali caratteristiche del romanticismo italiano. La prima cosa da notare è la scelta dell’artista di celare i volti dei giovani, che conferisce importanza all’azione; altri particolari fondamentali per la comprensione del quadro sono il piede sinistro del giovane, che, appoggiato su di un gradino, indica precarietà, e le ombre che si possono scorgere dietro al muro, nella parte sinistra del quadro. Nell’opera si esalta l’amore individuale e quello per la patria. Infatti il quadro è una chiara allusione all’esilio. Viene rappresentata una fuga che appare inevitabile, anche perché il giovane si sente osservato da qualcuno nell’oscurità. Questa opera ha anche un significato storico, perché rappresenta un ideale abbraccio (un’alleanza) tra l’Italia e la Francia: infatti osservando bene l’opera si nota che il ragazzo è vestito con i colori italiani (rosso bianco e verde), e la veste blu della ragazza, unita con il bianco e rosso del ragazzo, rappresenta la Francia.

E’ proprio tanto bello...e poi...è così romantico!!
Sembrano tanto i protagonisti della canzone "Favola" dei Modà..!!




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