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i giorni linkati sono quelli che contengono interventi )


giovedì 9 febbraio 2006
ore 19:32
(categoria: "Vita Quotidiana")



FORMULA 1
L’ex ferrarista Gerhard Berger acquista il 50% della Toro Rosso (ex Minardi).





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giovedì 9 febbraio 2006
ore 00:32
(categoria: "Vita Quotidiana")



Tutto pronto per le Olimpiadi di Torino. Il Presidente della Repubblica ha voluto lanciare un appello "La pace animi lo spirito dei giochi".
Pericolo no-global..... si attende un corteo dei disobbedienti che si sono mobilitati sul web per mandare in tilt il sito della Coca-Cola (sponsor ufficiale dei giochi).




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lunedì 6 febbraio 2006
ore 23:05
(categoria: "Vita Quotidiana")



Alla ricerca di un uomo focoso: sembra dai sondaggi che le donne desiderino appunto un amante sempre-pronto, quando giungono al massimo del loro risveglio sessuale, intorno ai quarant’anni, allorché ammettono di apprezzare di più la passione rispetto a quando avevano vent’anni. Ma attenzione alla cosiddetta focosità maschile.

Bisogna saper distinguere perché a incidere profondamente nelle relazioni affettive e sentimentali dei partners non è soltanto la scarsa sensibilità erotica dell’uomo che spesso si accompagna all’impotenza ma anche, a breve o lungo termine, la condizione opposta, ossia l’ipererotismo maschile che prende il nome di “satiriasi”.

E’ uno stato patologico in eccesso: l’uomo, in preda ad una esagerazione morbosa dell’impulso erotico, viene preso da improvviso e irrefrenabile orgasmo sessuale in seguito ad una condizione di sovreccitazione neuropsichica non dominabile. Esso non solo può incidere negativamente sull’armonia di coppia, ma può anche danneggiare le condizioni di salute. E’ noto infatti che le eccessive e troppo frequenti pratiche sessuali sono dannose all’organismo, soprattutto a quello dell’uomo che deve sostenere la parte più faticosa dell’atto sessuale: è soprattutto il sistema nervoso che ne risente, ma tutto l’organismo va incontro, a lungo andare, ad un indebolimento delle forze e a un esaurimento nervoso.

L’ipereccitazione sessuale dell’uomo ha per lo più il suo fondamento nella costituzione individuale ed è spesso difficile discernere i fattori che vi contribuiscono (fattori endocrini, nervosi, psichici, tossici ed eventualmente fattori derivanti da processi patologici).

In certi casi il fenomeno è dovuto ad un tono eccessivo del centro nervoso sessuale posto nel diencefalo (cioè in quella porzione dell’encefalo che è situata al di sotto degli emisferi cerebrali); in altri, ad uno stato di iperfunzione delle stesse ghiandole genitali (ipergonadismo) o dell’ipofisi (iperpituitarismo), in altri ancora ad un tono eccessivo dei centri nervosi midollari che presiedono ai fenomeni sessuali (erezione, eiaculazione). Nelle forme più gravi, il disturbo può essere imputabile alla presenza di un tumore dell’ipofisi, del testicolo, delle ghiandole surrenali o dell’epifisi. Nelle forme più lievi che fortunatamente sono le più diffuse, esso è dovuto semplicemente a uno stato persistente di sovreccitazione psichica. Per cui è bene che le quarantenni vogliose di fare buon sesso col cosiddetto amante sempre-pronto, imparino a distinguere per non andare incontro a situazioni pesanti.

L’ipereccitazione sessuale maschile può avere gradi e variazioni diversi, ma essa condiziona ampiamente, in ogni caso, il comportamento dell’individuo. Essa è favorita da stimoli sensoriali esterni che risvegliano e mantengono lo stato di eccitamento; per esempio la vista di un soggetto o di un oggetto atto a suscitare lo stimolo sessuale. Si può osservare in taluni casi il comparire di fenomeni sessuali precedenti il rapporto, per esempio l’eiaculazione precoce.

Non è raro poi che l’ipererotismo maschile sia caratterizzato da un’insoddisfazione successiva all’atto sessuale, per cui l’individuo, mai sazio, è teso alla ricerca di nuovi contatti in uno stato di vero e proprio parossismo sessuale.

L’ipererotismo maschile può colpire soggetti ancora molto giovani e anche bambini e addirittura vecchi e vegliardi. Tende però ad accentuarsi in epoche particolari: è frequente, per esempio, nell’uomo come nella donna, l’esaltazione dell’erotismo nell’epoca preclimaterica e climaterica. Va sempre tempestivamente curato per le conseguenze dannose che comporta per tutto l’organismo.

La terapia è diversa a seconda dei casi: se il disturbo è dovuto alla presenza di un tumore, non c’è che l’operazione. Quando è in gioco uno stato di semplice iperfunzione ghiandolare (dei testicoli, dell’ipofisi, delle ghiandole surrenali) è indicato l’impiego di ormoni estrogeni. In altri casi l’indirizzo terapeutico deve essere rivolto a ridurre l’ipertono corticale o diencefalico o neurovegetativo. Sono indicati allora i sedativi corticali, gli antispastici, i tranquillanti, i rilassanti. Gioverà rivolgere la cura sempre anche alla componente psichica.

La psicoterapia assumerà un ruolo di primaria importanza nei casi in cui l’analisi accurata della condizione psichica del paziente e del suo comportamento metta in luce l’esistenza di un conflitto emotivo conscio o inconscio.

Nella maggior parte dei casi di ipererotismo maschile basta la semplice psicoterapia a ripristinare la normalità dell’impulso erotico: ossia un’attività sessuale regolata dal buon senso e dalle condizioni di salute, oltre che dal naturale desiderio:il piacere sessuale deve essere graduato e distribuito saggiamente nel tempo per essere fisicamente e psichicamente più benefico, secondo i sessuologi

Cosa ne pensi?


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lunedì 6 febbraio 2006
ore 22:55
(categoria: "Vita Quotidiana")



Il sonno è indispensabile per il benessere psico-fisico dell’uomo.

Un adeguato riposo restituisce all’individuo l’equilibrio e lo slancio necessari per affrontare le attività della giornata. Purtroppo non sempre il sonno è rassicurante.

Le notti agitate o insonni si ripercuotono sulla condizione fisica ed emotiva dell’individuo: spossatezza, confusione, irritabilità, difficoltà di concentrazione.

Quanto occorre dormire per star bene?

La durata del sonno è strettamente correlata alle esigenze fisiologiche dell’individuo, anche se con l’avanzare dell’età queste esigenze si modificano a tal punto da richiedere tempi più ridotti da dedicare al sonno. I disturbi del sonno sono molteplici e possono manifestarsi anche in età infantile.

Il pavor notturno, ad esempio, colpisce principalmente i bambini i quali, durante la notte, si svegliano all’improvviso in preda al panico. Con la rassicurazione dei genitori, i bimbi riprendono il sonno e non ricordano nulla al loro risveglio. Spesso il pavor notturno rappresenta una reazione emotiva associata ad un particolare evento che ha scosso il bambino.

Negli adulti, per indicare tale disturbo, si utilizza il termine “incubo”. Un disturbo minore del sonno è il sonnambulismo: il soggetto che dorme improvvisamente si alza, cammina, compie diverse azioni dimostrando di riuscire a percepire, almeno in parte, la realtà esterna.

Una caratteristica di questo disturbo è che il sonnambulo al risveglio non ricorda nulla di quanto avvenuto. Pur se si manifesta in età infantile, il sonnambulismo colpisce anche gli adulti, e si ricollega in particolare a situazioni di stress e di forte ansia.

Un disturbo universalmente noto è l’insonnia, la difficoltà a prendere sonno malgrado la stanchezza e il bisogno fisiologico di dormire. L’insonnia sembra aumentare con l’età e colpisce in particolar modo le donne. Si parla di insonnia iniziale quando alle difficoltà di addormentamento dell’individuo segue un sonno quantitativamente prolungato e soggettivamente soddisfacente.

L’insonnia, nella sua forma breve, può ricondursi ad eventi di rilevanza emotiva, come ad esempio un lutto o una separazione. Diversa è invece l’insonnia cronica che rappresenta un disturbo persistente di intensità tale da incidere sui livelli di prestazione dell’individuo e sul suo stato di benessere.

Una forma di insonnia è anche lo svegliarsi troppo presto la mattina e non sentirsi riposati. Il dormire poco, infatti, non necessariamente costituisce insonnia: vi sono persone che riposano poche ore per notte ma si sentono soddisfatte e pronte ad affrontare la giornata.

Gli interventi per il trattamento dell’insonnia, e dei disturbi del sonno in generale, possono essere molteplici. Le insonnie primarie, vale a dire quelle non riconducibili ad una chiara patologia psichiatrica od internistica, sono scarsamente passibili di un trattamento risolutivo, a causa della difficoltà, e spesso dell’impossibilità, di individuarne le cause sottostanti. Nonostante la prevalenza dell’intervento farmacologico, risultati confortanti possono essere ottenuti con terapie psicologiche, medicina alternativa e, soprattutto, con il miglioramento del proprio stile di vita.

Lo stato psicologico ed emotivo dell’individuo influenza indubbiamente la qualità del riposo. Diventa pertanto irrinunciabile perseguire il rilassamento mentale, ricorrendo, se necessario, anche alla consultazione medica specialistica.

Ma è di pari utilità adottare regole di vita salutari che favoriscano il riposo e, in generale, il proprio benessere psico-fisico: seguire una sana alimentazione, praticare attività fisica, apprendere tecniche di rilassamento. Anche il dormire bene richiede piccoli sacrifici!



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domenica 5 febbraio 2006
ore 14:42
(categoria: "Vita Quotidiana")



Famiglie e coppie di fatto. Il prossimo 6 febbraio la giunta pugliese del presidente Vendola approverà in via definitiva la nuova legge sulla famiglia. Titolo della proposta: Sistema integrato di servizi per la dignità ed il benessere delle donne e degli uomini di Puglia. Si tratta della prima legge regionale in Italia che estende i diritti finora previsti solo per la famiglia in senso tradizionale a ogni altro tipo di unione. Il che significa assistenza sociale a chiunque si definisca coppia, famiglia, unione. Finora solo singoli comuni, per esempio quelli toscani, avevano introdotto dei registri per le unioni di fatto.

La legge sulla famiglia della Regione Puglia garantirà, se sarà approvata, assistenza e sostegno a tutti. Parliamo di eterosessuali e omosessuali, di famiglie plurime o monoparentali, italiane e straniere.

«Spero che quella del 6 febbraio sia una data conclusiva. Il dibattito su questo disegno di legge dura ormai da troppo tempo e la Puglia ha bisogno di cambiamento». L’assessore alla Solidarietà della Regione Puglia, Elena Gentile (Ds), autrice della proposta che conferma il carattere sperimentale dell’amministrazione Vendola, si dice fiduciosa sull’esito che avrà la questione.

«Oggi il dibattito politico si sta avvitando su questioni terminologiche –ha commentato l’assessore alla Solidarietà all’Unità on line. - Noi parliamo di famiglie non perché pretendiamo che la Chiesa riconosca le unioni di fatto. Non è un ambito che ci riguarda e non vogliamo mettere in discussione l’ideologia cattolica. Ognuno deve fare il suo mestiere e il nostro è quello di ridurre la marginalità e le problematiche sociali. Quindi non ci interessa che la famiglia sia costituita da un uomo e una donna sposati legalmente; per noi anche una coppia che sceglie di convivere è una famiglia, un uomo solo o una donna sola sono famiglia, due anziani dello stesso sesso che scelgono di vivere insieme la vecchiaia sono una famiglia, figli orfani o, perché no?, coppie straniere regolari che vivono e lavorano nelle nostre città, sono famiglie. Per noi tutte queste unioni meritano uguali opportunità».

Così, dopo le polemiche che nelle ultime settimane hanno travolto l’articolo 22 del testo presentato in giunta da Elena Gentile, dove si dava la definizione di famiglia, giovedì il presidente Vendola rilancia e avverte: «Andremo avanti perché non si possono considerare cittadini di serie B tutti coloro che fanno scelte di vita non tradizionali».

La Puglia sceglie così una strada che l’Unione si è impegnata a intraprendere se vincerà le prossime elezioni. Nelle ultime settimane, però, non sono mancate le polemiche. Prima quelle della Cei pugliese (Conferenza episcopale italiana) per la quale la legge è solo un primo passo verso i Pacs; poi quelle giunte dalla Margherita, alleata di governo, contraria alla parificazione tra coppie di fatto e famiglie tradizionali, anche se si parla solo di accesso al diritto alla casa e all’assistenzia in generale per tutti.

L’alzata di scudi dell’alleato di centro ha imposto, quindi, una revisione del disegno di legge, perchè fosse chiaro nel testo che la famiglia tradizionale è comunque distinta dalle altre unioni. Nei giorni scorsi l’assessore Gentile ha, quindi, riproposto l’articolo 22 (in cui si da la definizione di famiglia) con una nuova formula con cui si legalizza l’estensione dei servizi sociali previsti per le famiglie alle coppie di fatto etero e omosessuali ma in modo più soft.

Nella prima formula dell’articolo, infatti, il nucleo familiare era presentato «quale insieme di persone legate rispettivamente da vincoli di matrimonio, affinità, adozione, tutela e da altri vincoli affettivi». Dopo una lunga trattativa la Margherita è riuscita ad ottenere che si distinguesse la famiglia al «singolare» dagli altri nuclei legati da parentela.

Arriva così la versione definitiva dell’articolo 22 che a questo punto dovrebbe mettere d’accordo un pò tutti. «La nostra non è la legge sui Pacs –spiega la Gentile- è una sorta di Testo Unico che mette insieme diverse politiche sociali e poi non dimentichiamoci che esiste un decreto legge del 1989 (232/89) che riconosce già le famiglie anagrafiche».

Estensione dei diritti a tutti e approccio laico della classe politica, è ciò che rivendica oggi la giunta Vendola nei confronti dei richiami morali della Cei e di una parte della politica.

«Io mi auguro che i vescovi pugliesi capiscano lo spirito di questa legge. Quanto alla cittadinanza sono certa che approverà quanto stiamo per fare. E poi –aggiunge l’assessore- la mia proposta nasce da un percorso di ascolto tra la gente. Per questo andiamo avanti».

Dignità e diritti approdano così in Puglia con largo anticipo rispetto al resto d’Italia.

Cosa cambierà? Un esempio per tutti: le politiche per l’accesso alla casa. Oggi molti sono esclusi dall’opportunità di avere un alloggio pubblico perché semplici conviventi o magari coppie immigrate o omosessuali. «Ci rendiamo conto di quanto sia ingiusto escludere unioni dal diritto alla casa? E poi pensiamo per esempio all’immigrazione: con questa legge una famiglia straniera potrà alloggiare nell’edilizia pubblica insieme alle famiglie del posto. Quale modo migliore per respingere al mittente la politica dei ghetti e favorire così anche l’integrazione».


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domenica 5 febbraio 2006
ore 03:26
(categoria: "Vita Quotidiana")



Tra gli assassini seriali americani può vantare un numero di vittime di tutto rispetto. La statistica costantemente aggiornata stima in almeno 4460 i corpi lasciati senza vita dopo “l’intenso incontro” con lei. Niente coltelli, mannaie o asce, tantomeno armi da fuoco: la killer sembra detestare la vista del sangue ed evita accuratamente ogni inutile spargimento del liquido cremisi.
Niente stragi di gruppo o massacri di massa: nonostante l’elevata quantità di morti, uccide sempre con scrupolosa metodicità una sola persona alla volta.
Il suo modus operandi è sempre lo stesso: il predestinato viene portato a forza davanti a lei, viene fatto accomodare e solo allora lei entra in azione con il suo macabro rito.
Ad uccidere è sempre lei, ma altri, molti altri, sono i mandanti: si può dire che, come un sicario, agisca come assassina su commissione.
Chi sono le vittime? Giovani ed adulti perlopiù, ma spesso anche anziani. Neri, soprattutto neri, perché sceglie i bianchi solo quando proprio non ne può fare a meno. Rifiuta, per qualche forma di classismo al contrario, i benestanti, per non parlare dei ricchi che non ha mai incontrato. Il top per lei è un negro povero in canna. Ultimamente sembra ancor più disponibile ad incarichi particolarmente complessi. Non ci ha pensato due volte a dare il benservito a minorati mentali e, è notizia di pochi giorni fa, ha accettato di mandare all’altro mondo un povero vecchio semiparalizzato e ormai cieco. Visto com’era conciato avrà pensato di fargli un favore.
D’altronde, se è sulla breccia da così tanto tempo, qualche ragione ci sarà, e tra queste c’è sicuramente l’assoluta mancanza di scrupoli e la ferrea perseveranza nel portare a termine il suo lavoro. Rigorosa ed efficiente come una tedesca e puntuale e precisa come una svizzera.
Il primo a spegnersi si chiamava William Kemmler e morì tra atroci spasmi il lontano 6 agosto del 1890. In brevissimo tempo molti altri seguirono la stessa sorte: ancora inesperta e alle prima armi, pare che soprattutto all’inizio i poveracci abbiano sofferto a lungo prima di tirare l’ultimo respiro. Col tempo, ha preso la mano, perché l’ideale di perfezione in lei la spinge ad evitare inutili sofferenze alle sue vittime. Lei fa quel che fa perché va fatto, senza provare sadico gusto nel togliere la vita. Eppure, ancor oggi, capita di leggere di morti che prima di spirare tra le sue braccia hanno dovuto soffrire e tremare in convulsioni per decine di minuti.
Quel che più colpisce noi, lontani dagli Stati Uniti per cultura e sensibilità, non è solo che questa feroce assassina possa continuare imperterrita la sua feroce azione, ma l’alone di rispetto e devozione che la circonda.
Un sito ne racconta le gesta di gioventù: a New York tra il 1890 e il 1963 lasciò senza vita 695 corpi (tra cui 9 donne); in Ohio dove era conosciuta come “la vecchia Sparky”, oltre 300 cadaveri più o meno nello stesso lasso di tempo; in Indiana, ribattezzata “la vecchia Betsy”, si è lasciata alle spalle 60 corpi esanimi in una cinquantina di anni. Nel corso del tempo ha cambiato più volte il suo aspetto, con operazioni di lifting che le hanno permesso di mantenersi giovane e di raggiungere così la veneranda età di 116 anni.
Ma non aspettatevi che vada in pensione: i suoi concittadini non lo permetterebbero mai. La sedia elettrica continuerà ad uccidere con metodica e spietata regolarità.


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sabato 4 febbraio 2006
ore 12:40
(categoria: "Vita Quotidiana")



“L’uso delle droghe, che in alcuni ambienti sono così diffuse da essere considerate cose normali; l’assunzione di stimolanti nella pratica sportiva; le ubriacature e le sfide in auto o in moto e altri comportamenti analoghi non sono semplicemente gesti di sprezzo della morte, un gioco tanto infantile quanto incosciente. No, essi dicono soprattutto indifferenza per la vita e i suoi valori: scarso amore per se stessi e per gli altri. Questo vale per tutti, ma in modo speciale per i giovani, tra cui non manca chi sembra ricercare la libertà e la felicità con espressioni esasperate o estreme.
Una società che tollera una simile deriva e non si interroga sulle cause e sui rimedi, o che la considera una malattia passeggera da prendere alla leggera, da cui si guarisce crescendo, non si rende conto della reale posta in gioco: chi da giovane non rispetta la vita, propria e altrui, difficilmente la rispetterà da adulto. E’ nostro dovere perciò aiutare quei giovani che si trovano in particolare disagio e difficoltà a ritrovare la speranza e l’amore alla vita, a guardare con fiducia e serenità a progetti di matrimonio e famiglia, a servire la cultura della vita e non quella della morte”.
E’ un passo- forse il più forte – del messaggio scritto dai nostri vescovi in occasione della Giornata per la Vita. Quest’anno è il ventottesimo appuntamento per la Chiesa italiana, perché tutto è partito da quell’anno infausto nel quale fu approvata la legge sull’aborto; a questo proposito vi si legge: “… resta grave nel nostro Paese il problema della soppressione diretta di vite innocenti tramite l’aborto, dietro al quale spesso ci sono gravi drammi umani ma a cui, a volte, si ricorre con leggerezza. Davanti alla piaga dell’aborto tutti siamo chiamati a fare ogni sforzo per aiutare le donne ad accogliere la vita”.
Come il papa nella sua lettera enciclica, anche i vescovi sono partiti da una frase del vangelo: “ In principio era il Verbo, il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio. In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini (Gv. 1,1.4). Un brano di finissima poesia e, insieme, di una concretezza solare.
Infatti commentano i vescovi: “ La Vita precede il creato e l’uomo: l’uomo – e con lui ogni realtà vivente – è reso partecipe della vita per un gesto di amore libero e gratuito di Dio. Ogni uomo è riflesso del Verbo di Dio”.

Il messaggio, che è breve e conciso, è di una logica disarmante: “La vita umana viene prima di tutte le istituzioni: lo Stato, le maggioranze, le strutture sociali e politiche; precede anche la scienza con le sue acquisizioni”.
Il nono e ultimo capoverso è costituito da due righe appena: “ Se nel cuore cerchi la libertà e aspiri alla felicità, rispetta la vita, sempre e a ogni costo”.


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sabato 4 febbraio 2006
ore 09:31
(categoria: "Vita Quotidiana")



Il Sig. Berlusconi che lancia accuse solo quando va in TV mentre quando va dai giudici fa dire che quello che dichiarera’ non ha alcun rilievo penale, ha affermato (in TV) che le COOP sono legate alla Camorra. Questa frase detta da una persona dal cui curriculum si puo’ estrarre il seguente brevissimo frammento fa estremamente ridere per pochissimi secondi e poi pero’ fa preoccupare parecchio. Perche’ non si capisce come ci sia ancora un elettore (che non lavori in politica) che voglia votarlo!

Mafia (concorso esterno in associazione mafiosa e riciclaggio di denaro sporco)
Indagini archiviate a Palermo su richiesta della Procura per scadenza dei termini massimi concessi per indagare.

Bombe del 1992 e del 1993 (concorso in strage)
Le inchieste delle Procure di Firenze e Caltanissetta sui presunti "mandanti a volto coperto" delle stragi del 1992 (Falcone e Borsellino) e del 1993 (Milano, Firenze e Roma) sono state archiviate per scadenza dei termini d’indagine. A Firenze, il 14 novembre 1998, il gip Giuseppe Soresina ha però rilevato come Berlusconi e Dell’Utri abbiano "intrattenuto rapporti non meramente episodici con i soggetti criminali cui è riferibile il programma stragista realizzato". Cioè con il clan corleonese che da vent’anni guida Cosa Nostra, con centinaia di omicidi e una mezza dozzina di stragi. Aggiunge il giudice fiorentino che esiste "una obiettiva convergenza degli interessi politici di Cosa Nostra rispetto ad alcune qualificate linee programmatiche della nuova formazione [Forza Italia]: articolo 41 bis, legislazione sui collaboratori di giustizia, recupero del garantismo processuale asseritamente trascurato dalla legislazione dei primi anni 90". Poi aggiunge che, nel corso delle indagini, addirittura "l’ipotesi iniziale [di un coinvolgi- mento di Berlusconi e dell’Utri nelle stragi] ha mantenuto e semmai incrementato la sua plausibilità". Ma purtroppo è scaduto "il termine massimo delle indagini preliminarI prima di poter raccogliere ulteriori elementi. Il gip di Caltanissetta Giovanni Battista Tona ha scritto: "Gli atti del fascicolo hanno ampiamente dimostrato la sussistenza di varie possibilità di contatto tra uomini appartenenti a Cosa Nostra ed esponenti e gruppi societari controllati in vario modo dagli odierni indagati [Berlusconi e Dell’Utri]. Ciò di per sé legittima l’ipotesi che, in considera- zione del prestigio di Berlusconi e Dell’Utri, essi possano essere stati individuati dagli uomini dell’organizzazione quali eventuali nuovi interlocutorI. Ma "la friabilità del quadro indiziario impone l’archiviazione". C’è, infine, la sentenza della Corte di Assise di Appello di Caltanissetta, che il 23 giugno 2001 ha condannato 37 boss mafiosi per la strage di Capaci: nel 14 capitolo intitolato esplicitamente "I contatti tra Salvatore Riina e gli on. Dell’Utri e BerlusconI, si legge che è provato che la mafia intrecciò con i due "un rapporto fruttuoso quanto meno sotto il profilo economico". Talmente fruttuoso che poi, nel 1992, "il progetto politico di Cosa Nostra sul versante istituzionale mirava a realizzare nuovi equilibri e nuove alleanze con nuovi referenti della politica e dell’economia". Cioè a "indurre nella trattativa lo Stato ovvero a consentire un ricambio politico che, attraverso nuovi rapporti, assicurasse come nel passato le complicità di cui Cosa Nostra aveva beneficiato".


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venerdì 3 febbraio 2006
ore 20:20
(categoria: "Vita Quotidiana")



Il sesso
cerca la tormenta,
chiaro che dopo si spaventa.
Perché il sesso
non trova mai la soluzione,
è un insicuro irrazionale.
Si, perché l’amore
è forte come il vento,
ma dopo che ci sei stato a letto
cambia atteggiamento.


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venerdì 3 febbraio 2006
ore 00:10
(categoria: "Vita Quotidiana")



Secondo gli esperti dell’Università de L’Aquila, la Toscana è in testa nel consumo del maggior numero di farmaci contro l’impotenza maschile. Seguono a ruota l’Emilia Romagna e il Lazio mentre i fanalini di coda sono la Basilicata, il Molise e la Calabria. Il consumatore tipico è un uomo sposato nel 75% dei casi, è diplomato o laureato, rispettivamente nel 38% e nel 20% dei casi, non pratica sport nell’81% dei casi e fuma nel 48% dei casi.



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