spazio di infiniti ritotni e slanci caratteriali e impressionistici...tutto il più eternamente coplicato che c’è
"NON MI CONFONDERE CON NIENTE E NESSUNO E VEDRAI CHE NIENTE E NESSUNO TI CONFONDERA’"
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mercoledì 14 luglio 2010 - ore 19:37
(categoria: " Vita Quotidiana ")

Tra un questionario e l’altro non mi rimane molto tempo per elucubrare chissaché, in attesa che spss mi risucchi il cervello ogni tanto vipereggio.
"Orsù, non siate egoisti, donate l’otto per mille e tutti i vostri averi alla Chiesa cattolica. Ne ha un estremo bisogno, e poi è bello fare qualcosa per chi pensa soprattutto al bene dei bambini (i bambini, i bambini! Chi pensa ai bambiniii):
ANSA – ‘Perizia, elettrosmog Radio Vaticana causò tumori – Studio su morti tra anni ‘80 e 2003. Lo studio suggerisce che vi sia stata una associazione importante, coerente e significativa tra esposizione residenziale alle strutture di Radio Vaticana ed eccesso di rischio di malattia per leucemia e linfomi nei bambini, e che le strutture di MariTele, in modo limitato e additivo, abbiano plausibilmente contribuito all’incremento di quel rischio. Il direttore di Radio Vaticana, Padre Lombardi: stupore, non è provato (perchè il creazionismo invece, ndL)’
Nessuna comunicazione da parte del Papa, probabilmente ancora scosso dall’eliminazione della Germania dalla Coppa del Mondo."
Fonte: Le vipere
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PERMALINK
mercoledì 7 luglio 2010 - ore 17:42
(categoria: " Vita Quotidiana ")

Sto diventando carne da macello in scatola, confenzione cinismo, terzo scaffale tra i pelati ed i tonni.
Reparto Illibrodell’inquietudine e laNausea...geneticamente ereditati.
Oggi un’aspirante matricola mi ha detto che voleva iscriversi a Psicologia Criminale, carnedamacello ha fatto solo una leggera smorfia. Sono stanca, eternal stanca. Io, davvero, non so te dove le trovi, tutta quell’insalata di parole per condire i tuoi sentimenti catalogati, davvero non lo...non so se hai una fame d’amore così grande da farti parlare ad ogni ora del giorno e della notte o se semplicemente non hai un cazzo da fare. boh...
p.s.: i tuoi video fanno davvero schifo.
Change your heart
Look around you
Change your heart
It will astound you
I need your lovin’
Like the sunshine
Everybody’s gotta learn sometime
Everybody’s gotta learn sometime
Everybody’s gotta learn sometime
Change your heart
Look around you
Change your heart
Will astound you
I need your lovin’
Like the sunshine
Everybody’s gotta learn sometime
Everybody’s gotta learn sometime
Everybody’s gotta learn sometime
I need your lovin’
Like the sunshine
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PERMALINK
mercoledì 30 giugno 2010 - ore 11:17
Mi consigliate un buon oculista? Grazie
(categoria: " Vita Quotidiana ")

la vita è breve
liberarti da ogni pensiero
non è forse ciò
che hai sempre sognato
ho un amore immenso io
lo porterò via con me
lo lascerò in un prato verde
o lo nascondo in fondo alla statale
fra la sventura e il nulla
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PERMALINK
lunedì 28 giugno 2010 - ore 09:44
Anche i fisici sono yeah.
(categoria: " Vita Quotidiana ")
" Il paradosso del gatto di Schrödinger è un esperimento mentale ideato da Erwin Schrödinger allo scopo di dimostrare come quella che era l’interpretazione classica della meccanica quantistica (l’Interpretazione di Copenaghen) risulta essere incompleta quando deve descrivere sistemi fisici in cui il livello subatomico interagisce con il livello macroscopico.
« Si possono anche costruire casi del tutto burleschi. Si rinchiuda un gatto in una scatola d’acciaio insieme con la seguente macchina infernale (che occorre proteggere dalla possibilità d’essere afferrata direttamente dal gatto): in un contatore Geiger si trova una minuscola porzione di sostanza radioattiva, così poca che nel corso di un’ora forse uno dei suoi atomi si disintegra, ma anche in modo parimenti verosimile nessuno; se ciò succede, allora il contatore lo segnala e aziona un relais di un martelletto che rompe una fiala con del cianuro. Dopo avere lasciato indisturbato questo intero sistema per un’ora, si direbbe che il gatto è ancora vivo se nel frattempo nessun atomo si fosse disintegrato. La prima disintegrazione atomica lo avrebbe avvelenato. La funzione Ψ dell’intero sistema porta ad affermare che in essa il gatto vivo e il gatto morto non sono stati puri, ma miscelati con uguale peso.[1] »
Dopo un certo periodo di tempo, quindi, il gatto ha la stessa probabilità di essere morto quanto l’atomo di essere decaduto. Visto che fino al momento dell’osservazione l’atomo esiste nei due stati sovrapposti, il gatto resta sia vivo sia morto fino a quando non si apre la scatola, ossia non si compie un’osservazione.
In pratica, una particella elementare possiede la capacità di collocarsi in diverse posizioni contemporaneamente, e anche di esser dotata di quantità d’energia diverse al medesimo istante. Per quanto "assurde" al nostro modo di pensare, queste strane proprietà della materia e dell’energia corrispondono alla realtà del mondo dei quanti. Le particelle subatomiche sono "delocalizzate" nello spazio e nel moto, per cui - fra un esperimento e l’altro - si comportano come se stessero in più luoghi contemporaneamente. Ma, paradosso nel paradosso, ogni qualvolta una particella delocalizzata venga osservata con un esperimento che - per propria natura - modifica indispensabilmente il livello energetico, la quantità di moto e pure la posizione della particella in esame, essa verrà certamente trovata nella posizione cercata e dotata di quel determinato livello energetico.
Ritornando al caso del gatto, fino a quando l’atomo non si disintegra (e questo evento dipende unicamente dalla natura dell’atomo radioattivo scelto, quindi è un evento unicamente probabilistico), emettendo la particella che aziona il marchingegno letale, il gatto è sicuramente vivo. Viceversa, al decadimento dell’atomo, il gatto va certamente incontro alla morte. Pertanto, se non si apre il contenitore in cui alloggiano il gatto e il marchingegno letale, non si potrà determinare quale destino abbia avuto il gatto: di conseguenza, il gatto può - al contempo - esser considerato sia vivo sia morto. Solo aprendo il contenitore (quindi, compiendo l’esperimento) si reperirà un gatto vivo o morto. Il paradosso, solo apparente, sta proprio qui: finché non si compie l’osservazione, il gatto può esser descritto indifferentemente come vivo o come morto, in quanto è soltanto l’osservazione diretta che, alterando i parametri basali del sistema, attribuirà al gatto (al sistema medesimo) uno stato determinato e "coerente" con la nostra consueta realtà."
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PERMALINK
sabato 26 giugno 2010 - ore 17:59
Gatto, oh gatto, un post te lo dovevo dedicare pure io. Domani penserò ad Ustica
(categoria: " Vita Quotidiana ")

Pare che se non hai un gatto, non posti di gatti, non ritrai un qualsiasi felino gattospecie non appartieni alle ragazze yeah. Sofisticate come i gatti, lunatiche come le palle di peli, aggraziate, ma non sempre, come cotale specie animale. I gatti, le ragazze yeah ce lhanno dappertutto dai vestitini di Zara alla collanina, agli orecchini gattostilizzati.
Io lo vorrei un gatto. Finto inselvatichito, lunatico, da poter lanciare quando mi incazzo come in Colazione da Tiffany...ahimè però qualcosa mi separa da cotanto desiderio à la mode. Per me che sono allergica ai gatti mi si sono aperte le porte della dissonanza cognitiva e del ripudio. Non sono ragazza yeah ed in più mi piacciono i cani. Pessima. De gattibus non disputandum est.
Zara mi fai un vestitino con i cagnolini?
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venerdì 25 giugno 2010 - ore 14:24
Non è un paese per giovani
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Non m’interesso di calcio. Ho guardato ieri la partita e ho visto solo la perfetta assonanza della disfatta sul campo verde con il nostro paese, il quadro circense dei "vecchi" e dei signori attaccati alle poltrone dei loro giochetti magici in cui non compaiono conigli da prestigiosi cilindri, ma solo mirabilanti privilegi personali.

"Egregio Presidente della Figc Giancarlo Abete,
non torno sull’analisi della disfatta azzurra più grave della storia della nazionale. Se è assodato che quanto avvenuto in Sudafrica è peggio della Corea 1966 - il che è tutto dire - vorrei sapere semplicemente quali saranno le conseguenze di quanto avvenuto. Perché non mi è chiaro. Il commissario tecnico Marcello Lippi infatti non ha nemmeno bisogno di dimettersi perché tanto è arrivato al Mondiale alla scadenza del mandato, tanto che lei ha già messo ufficialmente sotto contratto il suo successore Cesare Prandelli addirittura prima della partenza per il Sudafrica. Buona parte dei giocatori che hanno contribuito a questa disfatta non devono nemmeno dire addio alla nazionale per sopraggiunti limiti di età. Insomma in un paese che si rispetti al termine di storie del genere c’è sempre qualcuno che deve rassegnare le dimissioni. E credo fortemente che questo sia sua preciso dovere, quale responsabile della più disastrosa spedizione azzurra della storia.
Ho saputo che lei stamani terrà una conferenza stampa prima di tornare in Italia, e non essendo in Sudafrica non ho possibilità di alzare il dito e di parlarle di persona. Cerco pertanto di spiegarmi via Repubblica.it.
A evitare una situazione tipo quella di ieri in cui il commissario tecnico Marcello Lippi ha cominciato dicendo "Mi assumo tutte le responsabilità", così da evitare le due o tremila domande che davvero, e non solo formalmente, lo inchiodassero alle sue responsabilità - ricordo sempre l’arrogante e maleducato "Io non debbo spiegazioni a nessuno" - vorrei almeno fare una mozione di servizio. Lei secondo me deve cominciare così: "Mi assumo tutte le responsabilità di Sudafrica 2010 (che da oggi, nell’immaginario collettivo a simulare il senso di una disfatta, prenderà il posto di Corea 1966 ndr) e pertanto ho deciso di rassegnare le dimissioni quale presidente della Federcalcio".
Dopo, stia tranquillo, parliamo di tutto il resto.
Cordiali saluti,
Fabrizio Bocca
PS: Come volevasi dimostrare. Ecco la prima agenzia sul tema proveniente dal Sudafrica alle 11,42.
Calcio/mondiali: abete, non mi pongo problema dimissioni =
(Asca) - roma, 25 giu - giancarlo abete non si dimetterà dalla carica di presidente della federcalcio.
"Quello delle mie dimissioni è problema che non si pone perchè l’individuazione del commissario tecnico è una scelta legittima del presidente federale".
"Non sono una persona attaccata alla poltrona - ha puntualizzato abete -. Ma, fermo restando il rispetto per il coni e per le istituzioni, io rispondo in primis alla mia coscienza, che è il mio punto di riferimento. Il problema principale adesso è far ripartire il sistema calcio".
E Vittorio Zucconi.
"Un giornalista cinese seduto accanto a me, sciaguratamente per lui tifoso nostro, picchiava pugni e parolacce incomprensibili a ogni strafalcione azzurro, prima di inseguirmi a chiedermi per il suo registratore digitale "Why? Why?" Perché lItalia si vuole male e si vuol far male, amico mio, noi siamo spesso i peggiori nemici di noi stessi. E ora chiudete gli occhi, se siete giovani, e cercate di imprimervi nella memoria la Nazionale più ignobile della storia del pallone che vi ha regalato questa Super Corea.
Volevano farsi un nome, i ragazzi dellAnonima Pallone, spezzare il cerchio della solitudine che li circondava dallo sbarco nel mezzo del nulla dove erano in ritorno. Ci sono riusciti magnificamente. Portami via dal Sudafrica, mamma, voglio uscire. "
Da Repubblica
(25 giugno 2010)
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mercoledì 23 giugno 2010 - ore 23:17
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Quando immaginavo di potermi rilassare sulle fondamenta dell’io ho fatto tutto quel che potevo, il mio prof che fa?
Rade al suolo tutto per farmi ripartire e puntare più in alto:
"Ma tu sei attrezzata per essere più forte.
Quindi forza e vai dritta alla meta"
bah.
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martedì 22 giugno 2010 - ore 18:29
Che una camera a sud ce lho.
(categoria: " Vita Quotidiana ")
fuori, sì viviamo fuori
ma fuori davvero
ci fa paura di andare
fuori dagli uomini
fuori dal cielo
fuori non riesco neanche
a immaginarlo vero
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venerdì 18 giugno 2010 - ore 17:15
(categoria: " Vita Quotidiana ")

Quanti e quanti sì
ha gridato lei
quanti non lo sai
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PERMALINK
venerdì 18 giugno 2010 - ore 11:47
Non sai far altro che urlare.
(categoria: " Vita Quotidiana ")
This is not a good day to call me
because i can not spare some sympathy
my own feeling is mostly unclear
and when im talking to you im not here
i dont think ill ever be ready for you .jpg)
Amarti m’affatica mi svuota dentro
Qualcosa che assomiglia a ridere nel pianto
Amarti m’affatica mi da’ malinconia
Che vuoi farci è la vita
E’ la vita, la mia
Amami ancora fallo dolcemente
Un anno un mese un’ora perdutamente
Amarti mi consola le notti bianche
Qualcosa che riempie vecchie storie fumanti
Amarti mi consola mi da’ allegria
Che vuoi farci è la vita
E’ la vita, la mia
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