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"NON MI CONFONDERE CON NIENTE E NESSUNO E VEDRAI CHE NIENTE E NESSUNO TI CONFONDERA’"
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venerdì 26 marzo 2010 - ore 16:34
Affittasi quadrupla a genitori e figli.
(categoria: " Vita Quotidiana ")

Abbiam dormito in quattro,
in una stanza minuscola,
come d’estate, quando eravamo piccoli,
al mare.
Adesso mi sento sola, la casa mi sembra vuota,
con una lavatrice nuova che ti avverte,
con una musichina da videogioco,
quando ha finito il programma.
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domenica 21 marzo 2010 - ore 18:58
(categoria: " Vita Quotidiana ")
In omaggio al concerto di ieri sera.

"La morale che
Ci vuoi mettere.
Che morale c’è?
Vuoti a perdere.
Tempo al tempo,
Senza crescere."
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sabato 20 marzo 2010 - ore 18:38
(categoria: " Vita Quotidiana ")

Perchè affidarsi al caso aleatorio dellestro narrante di uno qualsiasi, di un oroscopo non proprio qualsiasi.
-Labitudine.
Da quando avevo dodici anni lo leggo; esattamente da quando la repubblica, non quella Italiana, la nazione di carta per intenderci, è entrata nel mio raggio visivo attirando la mia attenzione. Sia chiaro, non leggevo gli articoli, né lamaca di Serra, mi aveva semplicemente sedotta la rivista patinata che davano in allegato una volta, se non sbaglio, di martedì, e quindi, da buon adolescente femmina, giù per le ultime pagine, servizio di moda inaccessibile, e infine, lui, loroscopo.
-Non mi ha mai detto cosa dovessi fare.
La differenza sostanziale con gli altri oroscopi è che non mi diceva in maniera becera che cosa mi sarebbe accaduto, non ero sino a quel punto stupida, ma si limitava a raccontare in maniera alle volte ostica qualche stato danimo, facendomi pensare di essere molto più complessa di quello che ero, e a consigliarmi qualche canzone ogni tanto...dopo un decennio una volta sono arrivati anche a consigliare al mio segno gli Smiths...
-Lesigenza che qualcuno alle volte ne sappia più di te su di te.
Ogni tanto la confusione è si tanta, che mi pare di ritrovarci un filo in quelloroscopo.
Quarantaquattro scorpioni in fila per tre con il resto di due pare sia la probabilità.
Concludo con quello di questo sabato dove dovrei vederci un rimprovero ed un suggerimento...ma tanto è solo un oroscopo e farò come sempre finta di niente.
"Non guasterebbe la digestione riuscire a esprimere nobili, profondi pensieri con qualche parola in più, invece di mandare segnali misteriosi, cifrati, impulsi magneticomedianici che solo pochi riescono a cogliere. Quando arriva il mondo, abbiate la cortesia di riceverlo con un breve discorso di saluto e accoglienza, accompagnato magari da un sorriso aperto e - se non insostenibile- da un abbraccio (DAI; SU; NON ESAGERIAMO), una stretta di mano.
Alcuni, non tutti, hanno uno stile di relazioni pubbliche che nemmeno un monaco tibetano esperto di lettura dei più profondi strati dellanima capirebbe"
uhm...
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mercoledì 17 marzo 2010 - ore 16:59
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Ieri ho chiesto a mio padre se avesse un’amante e dei cinesi hanno citofonato quindici volte mentro ero sotto la doccia. La seconda infomazione è evidentemente irrilevante, (a meno che tu non sia uno di quei cinesi), se non fosse per la sua funzione prettamente distraente nei confronti della prima frase. Un pò come proferir notizia di aver intercettato le telefonate tra berlusconi ed i vertici rai e del clamoroso esordio a Roma di Hello Kitty. TG1 docet, ed io imparo molto velocemente.
Sto facendo dei pasticci caro mio universo, come un buco nero.
tg1 ed hello kitty
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lunedì 15 marzo 2010 - ore 18:59
Si salvi chi può.
(categoria: " Vita Quotidiana ")
“‘No’ disse Giacomorto. ‘Io sono vuoto. Ho soltanto gesti, riflessi, abitudini. Io voglio riempirmi. Ecco perché psicanalizzo la gente. Ma la mia botte è come la botte delle Danaidi. Non riesco ad assimilare. Io prendo dalla gente pensieri, complessi, esitazioni, e non mi resta niente. Non assimilo; oppure assimilo troppo bene... ma fa lo stesso. Sì, certo, dentro di me conservo parole, contenitori, etichette; conosco i termini che servono a classificare le passioni, le emozioni, ma io non le sento’”.
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giovedì 11 marzo 2010 - ore 14:42
(categoria: " Vita Quotidiana ")

Cambiare relatore dopo un anno.
Cambiare, dopo tutto.
“Non è la specie più forte a sopravvivere, né la più intelligente, ma quella più pronta al cambiamento”
(Darwin, Lorigine della specie, 1859)
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mercoledì 10 marzo 2010 - ore 22:08
(categoria: " Vita Quotidiana ")

Ho una discreta vita di merda, e quindi?
Adesso che devo fare?
Non è vittimismo, eh, sia chiaro.
Sono consapevole, me ne rendo conto,
è solo una presa di posizione da grillo parlante,
ho una vita di merda.
Adesso bisognerebbe trovare lo scarico, però.
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martedì 9 marzo 2010 - ore 15:23
come i cani che non mollano l’osso.
(categoria: " Vita Quotidiana ")

Spazzata via dal vento.
La diapositiva in cui non ci sono dovrebbe dirti molto.
In quello spazio bianco non mi sono inventata nulla,
mi sono messa solo in discussione.

"Non ci vediamo che da sempre
e questa ti pare una buona ragione
per sporgere le labbra come un fischio
e poi guardare altrove
senza però fischiare
cominci a capire chi siamo:
i nostri emissari venuti a discutere
molti punti difficoltosi
ho stravisto per te
non so chi
non so che
resta lo stile delle agitate vigilie
e il tumulto
che da te sortì
detto così
so solo che mi sfuggì
qualche sussulto
e tu nonostante ciò solleciti
mesta, calma e onesta e un po’ scolastica
potremmo per miracolo inciampare
con la stessa disinvoltura ed eleganza
con la quale sprofondano i piroscafi in mare
con tutte le luci accese
e si direbbe che a bordo c’era un ballo
luccicando le stesse
vaghe spine
indigeste
degli estri scritti
tra i fitti immensi nerastri"
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martedì 9 marzo 2010 - ore 09:04
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Avrei bisogno anche io di un «decreto interpretativo» che mi chiarisse, finalmente, perché ho sempre pagato le tasse. Perché passo con il verde e mi fermo con il rosso. Perché pago di tasca mia viaggi, case, automobili, alberghi. Perché non ho un corista vaticano di fiducia che mi fornisca il listino aggiornato delle mignotte o dei mignotti. Perché se un tribunale mi convoca (ai giornalisti capita) non ho legittimi impedimenti da opporre. Perché pago un garage per metterci la macchina invece di lasciarla sul marciapiede in divieto di sosta come la metà dei miei vicini di casa. Perché considero ovvio rilasciare fattura se nei negozi devo insistere per avere la ricevuta fiscale. Perché devo spiegare a chi mi chiede sbalordito «ma le serve la ricevuta?» che non è che serva a me, serve alla legge. Perché non ho mai dovuto condonare un fico secco. Perché non ho mai avuto capitali all’ estero. Perché non ho un sottobanco, non ho sottofondi, non ho sottintesi, e se mi intercettano il peggio che possono dire è che sparo cazzate al telefono. Io – insieme a qualche altro milione di italiani – sono l’ incarnazione di un’ anomalia. Rappresento l’ inspiegabile. Dunque avrei bisogno di un decreto interpretativo ad personam che chiarisse perché sono così imbecille da credere ancora nelle leggi e nello Stato.
MICHELE SERRA
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lunedì 8 marzo 2010 - ore 10:10
L’Associazione degli Egoisti
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Ultimamente mi ritrovo in parole di altri, mi siedo a tavola e le discussioni sono le medesime: la nave affonda, sappiamo tutto ciò di quello che c’è da sapere, sul perchè stia affondando, su cosa si potrebbe strutturalmente fare, ma rimaniamo seduti a darci ragione. Un topo fa più collettività andando nelle stive ad avvertire l’imminente catastrofe, annegheranno ugualmente forse, il punto non è quello.
Ah, p.s.: un giorno poi mi spiegherete il gusto segaiolo che provate nel parlare ad un gruppo, una folla, tre amici, non importa, in codice, cioè dando quei due, tre riferimenti che sapete benissimo che verranno colti solo da un terzo degli ascoltatori, cos’è? provate piacere solo nel momento in cui quel terzo verrà a dirti di chi fosse quella citazione?...ah, no, il massimo del piacere sarà nel sentirvi totalmente incompresi.
Eefje De Coninck
Spesso si ritiene Stirner un asociale, un cantore dell’individuo in lotta contro tutto e tutti (vedi ad esempio G. Woodcock). In realtà Stirner riconosce la socialità innata nell’uomo ed il bisogno dell’uomo di vivere con gli altri "la condizione originaria dell’uomo non è l’isolamento o la solitudine, ma la vita sociale". Ma Stirner considera positivo l’associarsi per libera scelta, mentre considera in modo negativo quelle società basate sulla costrizione, l’abitudine, società rigida e sacrali.
Per Stirner è normale e legittimo che nell’atto di associarsi si rinunci ad alcune libertà, ciò che Stirner non accetta è la limitazione della propria individualità cosa che si ritrova nello Stato e nella società rigida.
La differenza tra Stato ed Associazione non sta quindi nella limitazione della libertà, ma nel differente rapporto che si instaura tra l’individuo e le suddette forme sociali.
"L’una è una astrazione che esige la nostra adorazione in spirito e in verità, l’altra è una mia opera e una mia creazione" "Lo Stato soffoca l’individuo e lo possiede, mentre in una associazione è lui a possederla, In breve la società è sacra, l’associazione ti appartiene, la società si serve di te, mentre sei tu che ti servi dell’associazione". Rispondendo ai suoi critici Stirner ha risposto anche a coloro che, in tempi successivi, hanno frainteso il suo pensiero: l’Egoismo" Stirneriano ha poco o nulla a che vedere con le attuali teorie "neo-liberiste" o dei fautori del cosiddetto "anarco-capitalismo" "Nella concorrenza certamente ciascuno è solo. Ma quando forse un giorno la concorrenza scomparirà, perché si riconoscerà che l’azione comune è più profittevole dell’isolamento, non accadrà allora che ognuno sarà ugualmente egoista e alla ricerca del proprio utile?"
Secondo Stirner colui che non pensa ad altro che a sé è "un uomo che non conosce e non sa apprezzare nessuna delle gioie provenienti dall’interesse e dalla stima che si ha per gli altri". Stirner ha poi precisato che la sua polemica non è verso l’amore o l’altruismo ma verso "l’amore santo, non al pensiero, ma al pensiero santo, non è contro i socialisti, ma verso i socialisti santi". Esclude poi categoricamente ogni forma di dipendenza e
schiavitù che nulla hanno a che vedere con la sua associazione degli egoisti. "Sono forse realmente degli egoisti coloro che sono associati in un organismo in cui uno è schiavo o servo di un altro?...gli schiavi non hanno ricercato questa società per egoismo, ma essi sono nel loro cuore egoista contro queste ’belle associazioni’ Queste non sono "associazioni di egoisti, ma società religiose", comunità "tenute in sano rispetto del diritto e della legge".
La Libertà Stirner nega ogni valore trascendente l’individuo. Per questo motivo "unico" tra gli anarchici, nega anche il valore più caro ai pensatori libertari, la libertà. Per Stirner l’ideale della libertà ripresenta la stessa assurdità di ogni assoluto. L’ideale di libertà è una nuova missione, quindi una nuova astrazione alienante, che si costituisce come estranea all’individuo. Se ciò avviene nasce una nuova religione, cioè una non libertà: non può quindi esistere una dottrina della libertà perché questa stabilirebbe cosa deve essere e cosa deve fare l’uomo e quindi finirebbe per uccidere la libera possibilità del singolo.
Per Stirner la libertà è quindi un’astrazione mentre l’originalità "vale a dire l’essenza e la sostanza di me stesso " costituisce l’individualità unica.
"Essere libero è una cosa che non voglio veramente volere perchè la libertà non posso farla, non posso crearla, posso solo desiderarla, aspirare ad essa che riamane un ideale, un fantasma. Ma mio rimango"
Ne deriva quindi che la lotta dell’Unico non è verso "la libertà" ma verso il possesso di se stesso, la difesa della propria unicità, ovvero il potere su se stesso.
"non si tratta di realizzare l’ideale della libertà, ma di avere la libertà, cioè di possederne la valenza operativa" (1)
La politica Stirner spiega che il partito è un altro esempio di società sacra dove il collettivo predomina sull’individuo "Che mi importa del partito? troverò sempre abbastanza persone disposte ad associarsi con me senza aver prestato giuramento alla mia bandiera"
Stirner traccia inoltre una differenza fondamentale tra Rivoluzione e Rivolta. "La rivoluzione ha come obiettivo delle nuove istituzioni. la rivolta ci porta a non lasciarci più amministrare, ma ad amministrarci da soli. La Rivolta non attende le meraviglie delle istituzioni future. Essa è una lotta contro ciò che esiste. una volta riuscita, ciò che esiste crolla da solo."
A differenza di altri pensatori l’importanza di Stirner non sta tanto nell’aver indicato alternative all’attuale società, ma nel suo monito contro ogni tipo di dogmatismo e concezione metafisica, nella sua appassionata difesa dell’individualità e dell’unicità di ogni singola persona, nella sua ostinata refrattarietà ad ogni tipo di concezione alienante e ad ogni tipo di impostura e in definitiva, di dominio.
Sull’altro lato rimane però incompiuta la sua riflessione; la sua negazione di qualsiasi cosa al di sopra del singolo lo portano ad una sorta di solipsismo e di autismo. Come ha scritto Daniel Guerin "Benchè sia sottinteso egli non giunge fino ad ammettere che il suo egoismo è ugualmente redditizio per la collettività. E’ solo per egoismo che egli consente ad associarsi agli altri. La sintesi Stirneriana dell’individuo e della società resta incompleta"
1) cit: N. Berti : "Una idea esagerata di libertà" ed Eleuthera 1996 Milano.
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