Frak e pantofole, con calzino turchese, ovviamente.
ORA VORREI TANTO...
Espatriare.
STO STUDIANDO...
Sostengo (nonché ne sono parte attiva) il comitato:
OGGI IL MIO UMORE E'...
non proprio la comune tristezza più una lieve malinconia ...ma di altre sensazioni la paura e il coraggio di dire: " io ho sempre tentato, io ho sempre tentato... "
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) Prediligere il parallelismo tra spigoli di oggetti vicini: es. libro vicino a bordo del tavolo, matita vicino a libro, scarpe appaiate e parallele (anche se é improprio)...
spazio di infiniti ritotni e slanci caratteriali e impressionistici...tutto il più eternamente coplicato che c’è "NON MI CONFONDERE CON NIENTE E NESSUNO E VEDRAI CHE NIENTE E NESSUNO TI CONFONDERA’"
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martedì 28 luglio 2009 - ore 18:15
(categoria: " Vita Quotidiana ")
"Quella notte ho dormito poi sulla panchina; si immagini quanto. Potevo andare in albergo se avessi proprio voluto; ma mi sentivo nel vestiario non del tutto pulito, e anzi di aspetto ancora un po’ trasandato. E mi ricordavo bene le idee che hanno gli albergatori. Altri abiti erano dentro alla borsa di tela, che però durante il nubifragio li aveva tinti tutti di blu e compressi, cosicché erano rovinati. E in sostanza dalla panchina ho seguito la luna che faceva il suo giro. Mi ero avvolto con dei giornali per non patire l’aria che si alza di notte, e ogni tanto aprendo gli occhi vedevo la luna che si era spostata, e facevo i calcoli per misurare quanto tempo era passato. Era una luna ancora sottile e crescente, ma luminosissima... E durante l’insonnia ho avuto il sospetto che quella luna fosse mossa da un meccanismo e tenuta su da una gru, per esempio con il braccio snodato; o ci fosse un cavo d’acciaio tirato per aria tra due tralicci nascosti, e la luna avesse un gancio e una rotella, fosse cioè una specie di teleferica."
Scrivere la tesi, trovare del materiale, spostarsi, prof in vacanza da giugno a settembre, biblioteche semi chiuse, trasporti in orari prefestivi. Andare, forse, a trovare la propria famiglia, 24 ore di viaggio tra andata e ritorno, per gentile concessione di trenitalia, neanche fossi dall’altra parte del globo...ma và, và. Grazie ferrovie dello stato per aver totalmente trascurato lalta velocità sulla linea adriatica, mi raccomando fa arrivare presto i managerini da milano a roma e viceversa, tanto oltre ad avere unitalia spaccata a metà tra nord e sud, ce ne serviva unaltra divisa tra est ed ovest. (Si, oggi, sono decisamente drammatica).
Qualcuno ieri voleva farmi salire su una trave d’equilibrio. Non era uno della polizia stradale con un nuovo servizio per testare il grado alcolico, non ero in una palestra per delle selezioni di ginnastica artistica, né a quelle dei parà brigata paracadutisti della folgore della terza età. Chissà dov’ero.
Me lo dice pure l’oroscopo.
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Tous les garsons et les filles de mon age se promanent dans la rue deux par deux tous les garsons et les filles de mon age savent bien ce que c’est d’atre heureux
et les yeux dans les yeux et la main dans la main ils s’en vont amoureux sans peur du lendemain oui mais moi, je vais seule par les rues, l’ame en peine oui mais moi, je vais seule, car personne ne m’aime
(Non cè cosa peggiore del sentirsi completamente fuori sincrono con tutto, con la stagione, con lo stato danimo delle persone che ti circondano, tu sei lì che ti stai gelando i sentimenti e da unaltra parte qualcuno trasuda buone emozioni. Come essere sempre fuori posto.)
Just like a sailor with his wounds being salted Come on I had a nightmare nothing could be put back together (My life, so light) ... Oh, would you calm me down?
The subject of public housing, its sudden eradication, and its significance to the history of race and class issues in the U.S., though fascinating, is beyond the reach of photography. – Paul D’Amato
Following a long-term project documenting the Hispanic community in south side Chicago, in 2003 Paul D’Amato began photographing three public housing projects from the city’s near west side: Rockwell Gardens, Henry Horner, and Cabrini-Green. Please Be Free Now, which takes its title from a piece of graffiti at the Henry Horner housing project, adopts a more formal approach than his previous series. The pictures include textural studies of shattered glass and burnt dollhouses, but the portfolio is dominated by pictures of the area’s residents. These portraits are taken from a close but not intimate middle distance and feature the direct gaze of subjects who seem open yet guarded. Their expressions register somewhere between resistance and resignation, as intense and complicated as their situation.
Non se famo riconoscere da tutti...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
I tre postulati della causalità degli stati cerebrali sul mentale oggi si riducono ad un’essenziale epifenomenismo: ne esiste solo uno, la non voglia in questo momento. In giro uomini in giacca e cravatta, e mi son detta, se loro vanno in giro così in aria di vacanza sotto decine e decine di gradi, allora i miei leggings non devono sortire cotanto stupore. Programmo una gita alla biennale, come molti del resto. Mi sento Alberto Sordi, e vi risparmio il mio personale parere sull’arte...alla fine mi sa che andrò lì ad ammirare la popolazione dei padiglioni, queste opere d’arte viventi che osservano attentamente un buco nella parete. Buco artistico. Mi sto documentando però, per cercare di evitarmi la rottura di coglioni di installazioni incomprensibilie trascendentali, e ragazzine dello iuav in estatica conteplazione.