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OGGI IL MIO UMORE E'...

non proprio la comune tristezza
più una lieve malinconia
...ma di altre sensazioni
la paura e il coraggio di dire: " io ho sempre tentato,
io ho sempre tentato... "



















ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







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1) Prediligere il parallelismo tra spigoli di oggetti vicini: es. libro vicino a bordo del tavolo, matita vicino a libro, scarpe appaiate e parallele (anche se é improprio)...


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mercoledì 27 maggio 2009 - ore 11:50


Le righe verticali. No, non ci ho fatto ancora l’abitudine.
(categoria: " Vita Quotidiana ")






L’abitudine. Pare sia l’economia del sistema nervoso per evitare crisi finanziare di funzioni cognitive implicate in digestioni complicate di emozioni, cose fuori luogo, carestie di abbracci.


"Nella storia della filosofia, sul fenomeno dell’abitudine, si possono individuare, due diverse tendenze. La prima (teoria meccanicistica), che si ritrova già negli atomisti antichi e, in una forma più precisa, in Cartesio e nella sua scuola, spiega fisiologicamente l’abitudine, riducendola a un puro fenomeno fisico e meccanico.

L’altra (teoria vitalistica), che si può far risalire ad Aristotele ed è rappresentata da Gottfried Leibniz, Maine de Biran, Felix Ravaisson-Mollien, Emile Boutroux, Henri Bergson e, in genere, da spiritualisti e idealisti, evidenzia la spontaneità originaria degli atti che, ripetuti a più riprese, costituiscono il formarsi dell’abitudine, ossia la disposizione meccanica a riprodurli. Secondo questo concetto, il fenomeno dell’abitudine è stato assunto dagli spiritualisti vitalisti (Ravaisson, Boutroux, Bergson) come modello per dimostrare che lo spirito può diventare natura, la spontaneità trasformarsi meccanismo.

Nel campo etico-pedagogico assume rilievo, grazie ad Aristotele, l’abitudine in senso positivo, come mezzo di un divenire morale; al contrario Jean-Jacques Rousseau e Immanuel Kant la relegarono come mera negazione della libera iniziativa, della spontaneità dello spirito.

La psicologia e la pedagogia contemporanee, di solito, classificano l’abitudine come un meccanismo psicologico che permette all’individuo di adattarsi al mondo e ai cambiamenti ambientali, contribuendo alla formazione del carattere, creando nuovi bisogni, ma anche nuove attitudini."

E capita che ci si abitui sempre tutto un pò...a non vederti, a vederti poco, al caldo di ieri, all’università, all’insoddisfazione...a scrivere banalità soprattutto per nascondere messaggi imbottigliati.


buon compleanno fratellino. in anticipo.



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venerdì 22 maggio 2009 - ore 14:38


I’m tristan
(categoria: " Vita Quotidiana ")




I am the tragedy
And the heroine
I am lost And I am rescuing

The storm is come
And I am following

My name is Tristan
And I am alive

Forever young
I come from God knows where
’Cos now I’m here
Without a hope or care

I am trouble
And I am troubled too

My name is Tristan
And I am alive

Sorrow by name
And sorrow by nature
Working for joy
On overtime

Stuck on a line
Of misadventure
I fear no crime

I am the victim
And the murderer
You speak of love
But I’ve never heard of her

I am fucked
And I am fucking too

My name is Tristan
And I am alive






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venerdì 22 maggio 2009 - ore 13:54



(categoria: " Vita Quotidiana ")




property of C.



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giovedì 21 maggio 2009 - ore 09:02


"io non dormo...mai."
(categoria: " Vita Quotidiana ")




L’alba, la barba, la curva della gola,
rasoiate che sono orli di gonna.
La luce ha ancora sonno ma si da’
un tono da ostetrica che è urgente.
Apre gli occhi sul mondo partoriente
ed è a disposizione
l’alba, la barba, presa con le buone.
Offrire la gola al tocco leggero, l’alba
la lanolina candida
gli uccelli appostatissimi nell’aria,
come i chiodi senza quadri, alle pareti;
ed è ancora mattina.
I pesci pesci pesci i pori pori,
cosa succederà alla ragazza,
vede i pori
con le corna come i tori;
le corna curve sono due ferventi trafficanti a
bassa voce
sotto la croce, sotto la croce,
nel loro dialetto antico,
nel loro diletto pratico,
che la vogliono fare bollire,
che la vogliono suonare,
appesa al campanile.
Che la vogliono ricoprire di cioccolata,
che la vogliono servire in bocca,
ad una bocca sterminata di forno:
che cosa le tocca,
sentire che cosa.
Allora ricordarsi di fare delle pose
delle fotografie:
che possono sempre servire,
e non se ne parli più.
Gesù, Gesù
che non se ne parli più
Gesù, Gesù
ed è ancora mattina,
tutti sono pronti a bere qualcosa;
e poi si riprende fiato,
per fare le bolle acustiche.
Che la vogliono olio e limone;
che la vogliono aggiustare:
entriamo in un portone...
Che la vogliono un po’ scoperta
per accertare;
che la vogliono nell’ascensore,
per implorarla da che piano a che piano,
acquetta, fuochino;
la gloria all’ottavo.
Che la vogliono ricoprire di cioccolata,
che la vogliono servire in bocca,
ad una bocca sterminata di forno:
che cosa le tocca,
sentire che cosa.



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domenica 17 maggio 2009 - ore 14:30



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Gloomy Sunday
Dreaming, I was only dreaming
I wake and I find you asleep
In the deep of my heart here
Darling I hope
That my dream never haunted you
My heart is telling you
How much I wanted you
Gloomy Sunday






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venerdì 15 maggio 2009 - ore 08:58



(categoria: " Vita Quotidiana ")



Dasha Riabchenko

Lei è un’altra fotografa proveniente dall’est, ha la discrezione di un
disinnescatore di bombe nel fotografare, anche quando si tratta di servizi di moda.


Giornata di nuvole basse che ti intrappolano i ricordi...




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giovedì 14 maggio 2009 - ore 11:15


La COSA pubblica.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


"Quello che emerge oggi, attraverso il paravento delle curve e della bellezza femminile è la sfrontatezza e la mancanza di ritegno del potere che offende la credibilità di tutte le donne (...). Qualcuno ha scritto che tutto questo è a sostegno dell’imperatore. Condivido, quello che emerge dai giornali è un ciarpame senza pudore."
(Ansa, 28 Aprile)


TERRY RICHARDSON

Non avrei mai immaginato di trascrivere qualcosa di simile...non credo sia a solo sostegno dell’imperatore... la repubblica ha in sé il significato di cosa pubblica, prima che qualcuno se ne dimenticasse. E l’imperatore è l’italia, o meglio anche gli italiani ai quali non sembra dispiacere il paravento delle curve nella selezione ,mai come adesso innaturale, verso occupazioni di rilievo e di potere...basti guardare le formiche nel loro piccolo che non si incazzano più ma godono come dei provetti rocco all’interno dell’università...non è un caso direi che l’assistente del mio relatore sia una bella donna, ma non si recrimina niente contro quell’aggettivo se non fosse per il fatto che là dove la moltitudine rende difficile l’inserimento si auspicherebbero altri parametri di scelta, e se siamo in un contesto di ricerca universitaria, spererei l’antiquato metro di misura, cioè il merito.
Il resto sono considerazioni personali prima che di una donna, di un essere umano che vede polarizzare il genere maschile verso l’ancestrale bisogno di conquistare piacere fottere, ed il genere femminile a sostenere tale necessità...le proprietarie di vari myspace ne sono la testimonianza e la battute dei maschetti assecondano quei culi tatuati fotografati sulla credenza della nonna.


"Altre volte però mi faccio aggredire dallo sconforto, penso che siamo soltanto modeste sorprese dell’uovo Kinder, immobili, carini, muti ogni volta che apriamo bocca, perfettamente inutili..."

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martedì 12 maggio 2009 - ore 18:12



(categoria: " Vita Quotidiana ")


I will never bother you
I will never promise too
I will never follow you
I will never bother you

Never speak a word again
I will crawl away for good
I will move away from here
You won?t be afraid of fear

No thought was put into this
I always knew it would come to this
Things have never been so swell
I have never failed to fail

Pain, pain, pain
You know you’re right
You know you’re right
You know you’re right








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lunedì 11 maggio 2009 - ore 16:45



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Non avrei mai voluto incontrare alcune persone per la sola proprietà di non riuscire ad avere a che fare con i necessari lati d’ombra, dove non si sta al fresco, no, ci si vede di meno e basta. O non ci si vede affatto. E la fiducia è solo un collirio inutile.







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domenica 10 maggio 2009 - ore 17:48



(categoria: " Vita Quotidiana ")


(aspettando giugno.)





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