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STO LEGGENDO

"Per me, ciccino mio"





HO VISTO

la vergine suicida.

i soliti finto artisti pervertiti del cazzo.






STO ASCOLTANDO









ABBIGLIAMENTO del GIORNO

Frak e pantofole, con calzino turchese, ovviamente.





ORA VORREI TANTO...

Espatriare.

STO STUDIANDO...

Sostengo (nonché ne sono parte attiva) il comitato:



OGGI IL MIO UMORE E'...

non proprio la comune tristezza
più una lieve malinconia
...ma di altre sensazioni
la paura e il coraggio di dire: " io ho sempre tentato,
io ho sempre tentato... "



















ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


1) Prediligere il parallelismo tra spigoli di oggetti vicini: es. libro vicino a bordo del tavolo, matita vicino a libro, scarpe appaiate e parallele (anche se é improprio)...


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venerdì 8 maggio 2009 - ore 18:34



(categoria: " Vita Quotidiana ")




Katarina Sopcic

La cosa che più mi spaventa non è quando
mi incazzo...ma quando non lo faccio più.

I look at the world and I notice it’s turning
While my guitar gently weeps
With every mistake we must surely be learning
Still my guitar gently weeps



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giovedì 7 maggio 2009 - ore 13:58



(categoria: " Vita Quotidiana ")






(Celestini...mi dispiace solo essermi persa il tuo spettacolo quella sera allo sherwood.)

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martedì 5 maggio 2009 - ore 19:23



(categoria: " Vita Quotidiana ")





Non c’è proprio niente da fare.
Non ho imparato niente con gli anni.
Le esperienze.
Niente.
Ingurgitata, fagocitata l’esperienza possibile e la ragione.
Sono ritornata quell’animale femmina con un cervello
senza scatola cranica disperso nel corpo.
Ci si perde dopo tutto.



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lunedì 4 maggio 2009 - ore 20:58



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Si fa poco, meno di nulla.
Però all’appello milioni di "artisti" sotto la cupola del santo.
Quasi sei anni fa, quando approdai qui mi sembrava tutto abbastanza ridicolo, questa città era il regno delle associazioni, dei musicisti, degli artisti, e dei dj...o di chi si definiva tale senza poi fare nulla. Dopo i suddetti anni di permesso di soggiorno la mia idea non è cambiata, i musicisti e i dj e gli artisti sono come i funghi.
Qualcuno buono c’è. E succede ogni tanto anche qualcosa, di piccolo per carità, ma succede. Una domenica, la prima, al mese in Piazza Capitaniato.
Ieri ho scoperto lei. Mi piace. Fungo buono direi.


Silvia Lazzarin



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venerdì 1 maggio 2009 - ore 09:31


300409
(categoria: " Vita Quotidiana ")




Uno dei concerti più "belli" di quest’anno.





(adesso me ne vado a nanna.)

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giovedì 30 aprile 2009 - ore 09:44



(categoria: " Vita Quotidiana ")




Lo continuavo a chiamare "sopravvivenza", sopravvivenza degli stati mentali. Il paragrafo mi si è sempre imposto così con buona pace dell’autore. Sono mattine primitive, con la luce fioca di una tristezza tra le righe, inespressa ma presente all’appello come la prima della classe. Aspetto giugno come fosse natale. Intanto fuori le incomprensioni sbocciano ed è inevitabile leggere sopravvivenza. E invece il titolo di quel saggio è SOPRAVVENIENZA: uno stato mentale sopravviene ad un evento fisico, non sopravvive, almeno non sopravvive e basta.
"Concetto introdotto da Edward Moore nell’ambito dell’etica, utilizzato successivamente da Donald Davidson e da Jaegwon Kim per render conto della relazione tra mente e fenomeni nervosi. Secondo tale concetto non può aversi una modificazione di una data proprietà (X) nei fenomeni di livello superiore (A) senza che ci sia anche una modificazione in una qualche proprietà (Y) nei fenomeni di livello inferiore (B).
Secondo i sostenitori della sopravvenienza, le proprietà mentali sopravvengono su quelle fisiche: due persone diverse (che hanno menti differenti) devono avere cervelli diversi; ma anche a due diversi stati mentali (in uno stesso individuo) devono corrispondere processi differneti a livello nervoso."
Così mi ritrovo a studiare cose intangibili e alienanti, cerco appiglio e immagino che ad alcune persone non sopravviene nulla alle volte, mi riesce difficile pensare che all’evento fisico del pdl ci sia la sopravvenienza di uno stato mentale...vabbè...quanto vorrei essere lontana anni luce da qui, giù nella casa con le porte celesti con la sopravvenienza dell’odore del caffè quarta.




(Property@Yvette Inufio)

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mercoledì 29 aprile 2009 - ore 14:30


"destroy everything you touch today , destroy me this way."
(categoria: " Vita Quotidiana ")




when everything is quiet

the ringing in our ears will be awfully

violent

and then there will be silence

then there will be silence





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mercoledì 29 aprile 2009 - ore 10:34



(categoria: " Vita Quotidiana ")



MironaBside


Prima del mare, della terra e del cielo, che tutto copre,
unico era il volto della natura in tutto l’universo,
quello che è detto Caos, mole informe e confusa,
non più che materia inerte, una congerie di germi
differenti di cose mal combinate fra loro.
...
E per quanto lì ci fossero terra, mare ed aria,
malferma era la prima, non navigabile l’onda,
l’aria priva di luce: niente aveva forma stabile,
ogni cosa s’opponeva all’altra, perché in un corpo solo
il freddo lottava col caldo, l’umido col secco,
il molle col duro, il peso con l’assenza di peso.

Libro Primo, Le metamorfosi di Ovidio

Teatro Verdi
Giovedì 30 aprile,
uno spettacolo di Frédéric Flamand
per la compagnia di danza francese di Marsiglia.

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lunedì 27 aprile 2009 - ore 10:20



(categoria: " Vita Quotidiana ")




Per chi aveva scambiato codesto blog per un salottino dove combinare appuntamenti, per chi leggendolo avvertiva un senso irresistibile di liberazione delle proprie frustrazioni, per chi se ne sta accucciato da ospite a leggere personali coglionate per poi spiattellarmele via messaggio, per chi ha la presunzione di capire sempre e comunque tutto...
Ecco cosa intendo con questo piccolo spazio:

"Qui i paesani mi hanno accolto umanamente, spiegandomi che, del resto, si tratta di una loro tradizione e che fanno così con tutti. Il giorno lo passo "dando volta", leggicchio, ristudio per la terza volta il greco, fumo la pipa, faccio venir notte; ogni volta indignandomi che, con tante invenzioni solenni, il genio italico non abbia ancora escogitato una droga che propini il letargo a volontà, nel mio caso per tre anni. Per tre anni! Studiare è una parola; non si può niente che valga in questa incertezza di vita, se non assaporare in tutte le sue qualità e quantità più luride la noia, il tedio, la seccaggine, la sgonfia, lo spleen e il mal di pancia. Esercito il più squallido dei passatempi. Acchiappo le mosche, traduco dal greco, mi astengo dal guardare il mare, giro i campi, fumo, tengo lo zibaldone"
C. P.




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mercoledì 22 aprile 2009 - ore 13:34



(categoria: " Vita Quotidiana ")


(niente supporti visivi oggi)
(non ho tempo per rielaborare, virgoletto e basta, ahimé)

..."ma soprattutto perché questa volta vorrei invitarvi a progredire all’indietro. Quindi l’idea che io non sappia cosa dire deve assolutamente prendere possesso delle vostre menti. E allora, mentre voi pensate male di me, io penserò un po’ al gambero.
Il gambero, infatti, va avanti all’indietro. Non ho mai saputo perché, ma ho scoperto che in rete molte persone se lo sono chiesto. Ecco alcune risposte piuttosto interessanti.
Il gambero cammina all’indietro…

• Perché si chiama Pietro
•Perché così nessuno può dirgli
• “Vieni avanti, cretino”.
•Perché no?
•Siamo una società libera.
• Non discriminiamo il gambero.
•Perché gli ho tirato un cartone.

Ebbene, come le seppie e i polipi, il gambero si muove in virtù di una propulsione ad acqua, che pompa grazie a valvole poste sul ventre: più brevemente, siccome spinge dalla pancia, procede a ritroso. Il punto però è un altro: come la vede il gambero? Sente di retrocedere oppure no? Io direi di no, perché mica se ne sta con la testa girata, come quando si parcheggia. Il problema
del gambero è solo un nostro problema.
Ma chi decide qual è il dietro e quale il davanti? Del gambero viola, ad esempio, si dice che abbia gli occhi sulla “corazza”. Ma allora questa corazza sta davanti o dietro? Davvero le opzioni si escludono a vicenda, al punto che una cosa o è davanti o è dietro? Che tedio, che tedio. E tutto per un gambero.
È difficile capire perché a questa nostra civiltà siano sempre piaciuti i giochi a somma zero, che non dicono
nulla di quel che realmente ci accade.
...
Sulla necessità di
...Degredire, o progredire all’indietro, ma come fanno i gamberi, che non sono in retromarcia, perché non girano mai la testa.


Edoardo Lucatti.
http://www.finzionimagazine.it


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