spazio di infiniti ritotni e slanci caratteriali e impressionistici...tutto il più eternamente coplicato che c’è
"NON MI CONFONDERE CON NIENTE E NESSUNO E VEDRAI CHE NIENTE E NESSUNO TI CONFONDERA’"
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giovedì 22 marzo 2007 - ore 11:09
Buon dì..be careful
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Risveglio con paturnie e pois...
...attenti che le tris_tezze me le mangio a colazione, io.
Per comporre una canzone commovente
devi pensare a chi ti fa vibrare il cuore
io l’ho scritta ed e’ davvero sorprendente
pur non essendo una canzone d’amore.
Dante s’ispiro’ a Beatrice
chi sara’ la nostra ispiratrice?
Mah!!
Una zebra a pois
me l’ha data tempo fa
uno strano maraja
vecchio amico di papà
una zebra a pois
beh, che c’è!
a pois, a pois, a pois!
Una zebra a pois
è una grande novità
assomiglia a un sofà
non a strisce ma a pois
una zebra a pois
beh, che c’è?
a pois, a pois, a pois!
La chiederanno certo alla televisione
e le vorranno dedicare una canzone
credo questa qua!.
Una zebra a pois
fortunato chi ce l’ha!
Poverina, lei non sa
d’esser piena di pois.
Una zebra a pois beh, che c’è?
A pois, a pois, a pois!
Pois, pois, pois, pois!
Pois, pois, pois, pois!
Pois, pois, pois, pois!
Abracadabra è bella la mia zebra!
Pois, pois, pois, pois!
Pois, pois, pois, pois!
pois, pois, pois, pois!
Ora vi canto la canzon
una zebra a pois
fontunato chi ce l’ha!
Poverina, lei non sa
d’esser piena di pois.
Una zebra a pois
beh, che c’e’!
a pois, a pois, a pois!
Una zebra
una zebra
a pois
è tutto qua!
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PERMALINK
mercoledì 21 marzo 2007 - ore 10:09
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Momentaneamente...ho i vizi dell’età adulta e l’incoscienza di un nano (non quelli da giardino)
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PERMALINK
martedì 20 marzo 2007 - ore 10:49
(categoria: " Vita Quotidiana ")

"Non è che la vita vada come tu te la immagini. Fa la sua strada. E tu la tua. Io non è che volevo essere felice, questo no. Volevo... salvarmi, ecco: salvarmi. Ma ho capito tardi da che parte bisognava andare: dalla parte dei desideri. Uno si aspetta che siano altre cose a salvare la gente: il dovere, lonestà, essere buoni, essere giusti. No. Sono i desideri che salvano. Sono lunica cosa vera. Tu stai con loro, e ti salverai. Però troppo tardi lho capito. Se le dai tempo, alla vita, lei si rigira in un modo strano, inesorabile: e tu ti accorgi che a quel punto non puoi desiderare qualcosa senza farti del male. E lì che salta tutto, non cè verso di scappare, più ti agiti più si ingarbuglia la rete, più ti ribelli più ti ferisci. Non se ne esce. Quando era troppo tardi, io ho iniziato a desiderare. Con tutta la forza che avevo. Mi sono fatta tanto di quel male che tu non puoi nemmeno immaginare. "
Specchio di pioggia e asfalto
ci naviga dentro il cielo
grigio bianco
acqua e cielo
ma tu sei una goccia che non cade
e ritarda la mia guarigione
come ultima frase da terminare
Piccole navi col motore spento
aspettano un segno dal faro
così lontano
specchio di pioggia e asfalto
oggi il mio viso è più leggero
senza pianto
solo acqua e cielo
ma tu sei una goccia che non cade
e rimanda la mia guarigione
come un rumore sospeso che
non esplode
ancora navi col motore spento
aspettano un segno dal faro
così lontano
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PERMALINK
lunedì 19 marzo 2007 - ore 15:28
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Marciapiede sconnesso, il passo un po’ incerto, probabilmente scivolo e l’andatura si aggiusta sui lati, vicino al muro, c’è sempre troppa gente a quest’ora e poi basta con la gente e i discorsi da tragitto solitario che la gente sono io, o anche io dunque silenzio, nessuna voce in capitolo su questo fronte, guarda ci avrei giurato di vedere quegli occhi alzando lo sguardo da terra, quasi un ben venuto, si un ben tornata sulla terra, ma ritorno subito soprappensiero, com’era la canzone?, c’è almeno una strada che si fa soprappensiero, si credo che sia più di una strada in ogni caso, passo guardo vetrina ultimo grido ultima moda, manichini vestiti, male per lo più, ma sono manichini e non recrimino responsabilità, ma diamine lo scorso sabato e gli altri ancora alla fiera della vanità, locali locali, indumenti indumenti, ecco arriva un altro zum zum, dicevo vestiti, non prendere freddo e non esporti mai, mi raccomando tieniti le tue incertezze il tuo quieto vivere, la tua grossolana culla di eventi e parla parla ancora di musica, riempiti la bocca di note altrui, le tue lasciale alle mie intuizioni e non confessarti mai né ai preti e né alle amanti, questo monologo ha preso il senso delle accuse forse e non mi piace che poi cos’ho da recriminare? se non mie adempienze, in fondo ti collochi nel vuoto semantico del coraggio e tra le braccia di mille sorrisi che ti hanno sedotto, e io con i miei perché e miei per come poi non faccio mica spazio anzi te lo tolgo, e finisco per parlare ascoltandoti, ti dico tutto quello che non ti voglio dire semplicemente abbassando il tono della voce, banchetto della lega al solito angolo mi distoglie, ma è breve, il verde idiota no intrattiene più di tanto i miei pensieri, oltrepasso la piazza, tanto vuoto e musica nelle orecchie, vediamo se associo il passo al ritmo e riprendo il marciapiede, bici parcheggiata male, con lucchetto, chissà perché ultimamente faccio sempre attenzione a questo particolare, marciapiede ancora angolo vicolo di quotidiana intimità, marciapiede mi siedo sul bordo, mi riposo un po’...chissà che non arrivi spiderman...e vai con un altro zum zum.
On candystripe legs the spiderman comes
Softly through the shadow of the evening sun
Stealing past the windows of the blissfully dead
Looking for the victim shivering in bed
Searching out fear in the gathering gloom and
Suddenly!
A movement in the corner of the room!
And there is nothing I can do
When I realise with fright
That the spiderman is having me for dinner tonight!
Quietly he laughs and shaking his head
Creeps closer now
Closer to the foot of the bed
And softer than shadow and quicker than flies
His arms are all around me and his tongue in my eyes
"Be still be calm be quiet now my precious boy
Don’t struggle like that or I will only love you more
For it’s much too late to get away or turn on the light
The spiderman is having you for dinner tonight"
And I feel like I’m being eaten
By a thousand million shivering furry holes
And I know that in the morning I will wake up
In the shivering cold
And the spiderman is always hungry...
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PERMALINK
giovedì 15 marzo 2007 - ore 18:40
"Theres so much to do"to see, to say, to dance...
(categoria: " Vita Quotidiana ")

...thinking of you.
(Che poi le foto le ho fatte...che non si dica...sono solo un pò artisticosfocate, e non si capisce, tutto qua, ma io rivedendole so perfettamente cosa ho fotografato...si, cioè, si dai

)
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PERMALINK
venerdì 9 marzo 2007 - ore 11:42
Buon fine settimana...come on, baby, now
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Well, shake it up, baby, now (shake it up, baby)
Twist and shout (twist and shout)
Come on, come on, come on, come on, baby, now (come on, baby)
Come and work it all out (work it all out)
Well, you work it all out, now (work it all out)
You know, you look so good (look so good)
You know, you got me going, now (got me going)
Just like I knew you would (like I knew you would)
Well, shake it up, baby, now (shake it up, baby)
Twist and shout (twist and shout)
Come on, come on, come on, come on, baby, now (come on, baby)
Come and work it all out (work it all out)
Well, you twist, little girl (twist, little girl)
You know, you twist so fine (twist so fine)
Come on and twist a little closer, now (twist a little closer)
And let me know that youre mine (let me know youre mine)
Well, shake it up, baby, now (shake it up, baby)
Twist and shout (twist and shout)
Come on, come on, come on, come on, baby, now (come on, baby)
Come and work it all out (work it all out)
Well, you twist, little girl (twist, little girl)
You know, you twist so fine (twist so fine)
Come on and twist a little closer, now (twist a little closer)
And let me know that youre mine (let me know youre mine)
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giovedì 8 marzo 2007 - ore 11:23
"Stranger than Kindness"
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Le lettere, le più importanti le scrisse senza un nome o destinatario. Monologhi incerti, lasciati in mezzo alla gente.
Una cadde addosso a lui, un passante a braccetto con il proprio destino, violentemente e senza una minima certezza, se non quella del fenomeno che in sé racchiudeva, giusto un chicco di grandine freddo e pungente, tenacemente preciso.
Era un pugno di carta, e aperto il palmo di quel foglio lesse piano, fermandosi appena dopo l’incrocio, dall’altra parte della strada di un suo concetto.
-Lettera al fidanzato che non ho-, c’era scritto, calligrafia poco chiara, ma volutamente leggibile.
-Ragazzo che non ho, ti elenco le cose che ti ho evitato:
l’insicurezza del primo appuntamento e il cellulare spento, le corse per arrivare puntuale e l’attesa, il fremito nelle gambe e il non sapere più che fare, la mia insicurezza, e i giri di parole che ti avrebbero lasciato senza fiato, la musica ad alto volume, quella musica così cupa che ti avrebbe rattristato, e ancora le paranoie dietro un tuo abbraccio sottile, e le file davanti ad un mucchio di vestiti, le paure di non piacerti e quelle di piacerti troppo e sentirmi soffocata, le uscite con gli amici che non avresti mai sopportato, e i film, quei film lunghi e senza dialoghi, complicati grazie ai quali ti saresti solo addormentato, le sere davanti ad un bicchiere di vino e il mio silenzio tra le dita,e ancora i passi rapidi di quando sono arrabbiata. I vestiti lasciati per terra senza grazia o fiducia, e un’ostilità celata, le mie scarpe che fanno rumore e quelle che non ne fanno mai abbastanza per farti avvertire la mia presenza.
La testa che mi gira quando sono ubriaca e il senso delle cose che si vanifica nella tua assenza, il mascara un po’ sbiadito, bagnato da lacrime che non so trattenere, il viso stanco, e il tempo che non ti avrei saputo donare. Le gite con i tuoi amici e il mio sguardo altrove, le mie lunghe camminate, e le risate istantanee quasi senza senso, io ti ho evitato le lunghe litigate, la solitudine del deserto provocato dall’invidia o da un tradimento. Le domande vuote lasciate ad asciugare e l’improvvisa mia telefonata per dirti che mi saresti mancato.
L’elenco potrebbe continuare ma è un’impresa inutile come catalogare le gocce del mare, inutile perché il dolore più grande non te l’ho evitato…-
I found her on a night of fire and noise
Wild bells rang in a wild sky
I knew from that moment on
I’ll love her till the day that I died
And I kissed away a thousand tears
My lady of the Various Sorrows
Some begged, some borowed, some stolen
Some kept safe for tomorrow
On and endless night, silver star spangled
The bells from the chapel went jingle-jangle
Do you love me? Do you love me?
Do you love me? Do you love me?
Do you love me? Do you love me?
Do you love me? Like I love you?
She was given to me to put things right
And I stacked all my accomplishments beside her
Still I seemed so obselete and small
I found God and all His devils inside her
In my bed she cast the blizzard out
A mock sun blazed upon her head
So completely filled with light she was
Her shadow fanged and hairy and mad
Our love-lines grew hopelessly tangled
And the bells from the chapel went jingle-jangle
Do you love me? Do you love me?
Do you love me? Do you love me?
Do you love me? Do you love me?
Do you love me? Like I love you?
She had a heartful of love and devotion
She had a mindful of tyranny and terror
Well, I try, I do, I really try
But I just err, baby, I do, I error
So come find me, my darling one
I’m down to the grounds, the very dregs
Ah, here she comes, blocking the sun
Blood running down the inside of her legs
The moon in the sky is battered and mangled
bAnd the bells from the chapel go jingle-jangle
Do you love me? Do you love me?
Do you love me? Do you love me?
Do you love me? Do you love me?
Do you love me? Like I love you?
All things move toward their end
I knew before I met her that I would lose her
I swear I made every effort to be good to her
I made every effort not to abuse her
Crazy bracelets on her wrists and her ankles
And the bells from the chapel go jingle-jangle
Do you love me? Do you love me?
Do you love me? Do you love me?
Do you love me? Do you love me?
Do you love me?
Like I love you?
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PERMALINK
mercoledì 7 marzo 2007 - ore 14:09
(categoria: " Vita Quotidiana ")
"Oggi giorno di pioggia ma la gente si muove,
io sono figlio della pioggia."
...cose da Autarkeia...
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PERMALINK
martedì 6 marzo 2007 - ore 11:55
Alle 18 ci sarà il Giudizio Universale
(categoria: " Vita Quotidiana ")
"PADOVA. Più di 80 telecamere a sorvegliare la città. Un sistema intelligente di segnalazione delle situazioni sospette."
"All’orario annunciato, la città viene sferzata da un tremendo diluvio (che la voce misteriosa sia già passata alla fase delle sanzioni?) dopo di che, con grande solennità, il Giudizio comincia per concludersi però altrettanto misteriosamente di quanto si è annunciato. Tornato il sole, la gente si precipita al ballo del Duca e ben presto tutto viene dimenticato, al suono di una ironica Ninna nanna."
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PERMALINK
lunedì 5 marzo 2007 - ore 14:15
Be careful...it’s monday
(categoria: " Vita Quotidiana ")
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