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"Per me, ciccino mio"





HO VISTO

la vergine suicida.

i soliti finto artisti pervertiti del cazzo.






STO ASCOLTANDO









ABBIGLIAMENTO del GIORNO

Frak e pantofole, con calzino turchese, ovviamente.





ORA VORREI TANTO...

Espatriare.

STO STUDIANDO...

Sostengo (nonché ne sono parte attiva) il comitato:



OGGI IL MIO UMORE E'...

non proprio la comune tristezza
più una lieve malinconia
...ma di altre sensazioni
la paura e il coraggio di dire: " io ho sempre tentato,
io ho sempre tentato... "



















ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


1) Prediligere il parallelismo tra spigoli di oggetti vicini: es. libro vicino a bordo del tavolo, matita vicino a libro, scarpe appaiate e parallele (anche se é improprio)...


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giovedì 25 novembre 2010 - ore 19:41



(categoria: " Vita Quotidiana ")




"In tutte le epoche l’umanità ha cercato di svelare il significato della vita, nella convinzione che se si potesse dare una direzione e un senso al nostro agire, e a tutto il resto, grandi forze umane verrebbero liberate. A questo grande interrogativo sono state date nei millenni le risposte più diverse. I sostenitori di una teoria guardavano con orrore ai sostenitori di un’altra, convinti che un punto di vista differente avrebbe incanalato tutte le energie del genere umano nella direzione sbagliata, portandoci in un vicolo cieco. Appunto studiando la storia delle enormi mostruosità create da false credenze, i filosofi si sono resi conto delle fantastiche potenzialità degli esseri umani.

Il sogno dell’umanità è trovare il canale giusto. Qual è il significato di tutto quanto? Cosa possiamo dire, oggi, intorno al mistero dell’esistenza? Se teniamo conto di tutto, non solo di quanto sapevano gli antichi, ma anche di quello che loro ignoravano e noi abbiamo scoperto, allora credo che l’unica risposta onesta sia: nulla. Ma credo anche che con questa ammissione abbiamo probabilmente fatto un passo nella direzione giusta.

Ammettere di non sapere, e mantenere sempre l’atteggiamento di chi non sa quale direzione è necessario prendere, ci dà modo di variare, di riflettere, di scoprire cose nuove e di avanzare nella conoscenza di noi stessi, per riuscire a fare quello che veramente vogliamo, anche quando non sappiamo cosa vogliamo."







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martedì 23 novembre 2010 - ore 08:44


Lo sconosciuto
(categoria: " Vita Quotidiana ")




Avere un uomo in casa e non saperlo.
Senza nessuna figura retorica.
P.s: è inutile che lo fai uscire alle cinque di mattina, tanto vale che lo fai rimanere per colazione almeno non mi svegli.

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venerdì 19 novembre 2010 - ore 13:13



(categoria: " Vita Quotidiana ")


"In pratica il dottore chiede se fumo. Rispondo si. Cioè, dico, ho smesso. Da quanto, mi chiede. Un mese. Quindi "fuma", scrive.
E questi episodi, quando si sono verificati, quante volte? Chiede.
Lo dico."


"La conclusione è che vista l’età, il mio esser fumatore, i sintomi descritti, la ricorrenza di questi, le probabilità che io abbia la malattia brutta sono molto alti.
Quanto alti?
Alti.
Quindi? Chiedo.
Quindi deve fare questo esame.
Questo esame faccio e per avere il risultato devo aspettare due settimane. Poi le settimane diventano tre ed io ogni sera, andando a letto, penso che stavolta ci siamo. Che questa volta il male mi ha beccato e immagino dodici coniglioni neri che mi portano via e rimpiango ogni secondo di questa vita e chiedo scusa al passato tutto.
Invece no (lo dico subito poi continuo a raccontare, che non voglio mica fare la suspence su questa cosa) i risultati sono arrivati ieri e la risposta è negativa. Quella malattia lì, non ce l’ho.
Sono sempre fortunato.

Però ho avuto proprio paura. Anche per questo non ho risposto alle lettere di chi mi scriveva per progetti futuri. M’ero convinto che non avrei visto i cani in giardino a settembre. Chiedo scusa a tutti per avere avuto tanta paura. Scusa sopratutto a chi (nella storia dell’uomo) ha fatto gli stessi esami ed è stato meno fortunato di me.
E scusa a chi mi è stato vicino in queste settimane e s’è ritrovato ad avere a che fare con una specie di cadavere prematuro.
Grazie a chi ha pregato Joe Pesci per me.

Ma veniamo alle cose dei vivi.
La paura fa fare autoritratti, perchè si ragiona su quel che si è, su cosa si è fatto e su cosa si doveva fare. La paura genera anche un sacco di buoni propositi, che svaniscono all’istante appena la paura s’è sconfitta. Se si è un disegnatore (o lo si era) questi processi si esplicano in disegni."




Questo è bene. Non disegnavo per disegnare da un sacco di tempo. Ci sono voluti i coniglioni neri per ridarmi la voglia. Il risultato è nullo, ma poco importa. l’importante è aver rimesso la mano sul foglio.



"Di autoritratti me ne sono fatti un po’, non voglio metterli tutti perchè sono brutti. Voglio mostrarvi invece la conclusione del percorso.
Quando si comincia a farsi autoritratti si finisce con l’avvicinarsi alla verità. Quindi quello che trovate qui, è l’ultimo disegno. Quello definitivo. Quello dove indosso la cravatta."




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venerdì 19 novembre 2010 - ore 12:09



(categoria: " Vita Quotidiana ")





Should I kill myself, or have a cup of coffee?

A. Camus

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lunedì 15 novembre 2010 - ore 20:08



(categoria: " Vita Quotidiana ")




Del mio nuovo lavoro la cosa che, l’unica, mi fa andare avanti è la variabilità dello stadio di deterioramento che il cervello può assumere; la curiosità di come i neuroni si plasmano finendo per influenzare e minare gravemente ogni singola azione, pensiero quotidiano tra i più semplici e scontati...un nonno oggi per esempio mi ha dimostrato che si possono avere delle discrete capacità attentive e di calcolo pur avendo una memoria completamente disintegrata tanto da dovergli ripetere ventimila volte lo scopo del compito che eseguiva...dal canto mio alle volte mi scompenso, e perdo pezzi, altre invece mi sento come una bambina alla quale è stata data la possibilità di scoperchiare, guardandoci dentro, il vaso di Pandora.


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sabato 13 novembre 2010 - ore 16:06



(categoria: " Vita Quotidiana ")




Chiedere un poco di più ci consola
forse vivere sempre di più
ci farebbe superare queste poche ore
sento la nostalgia
di quei riti privatissimi
che ora non celebri più
dentro me contro te
temo la compagnia
di quei fuochi debolissim
che ora non scaldano più
solo me solo me
ma una scia di pura gioventù
che forse ho rovinato
dove và? dove cade?
io vorrei continuare a pretendere
il meglio di questo tuo giovane cuore
ma non so imparare ad evitare
il segnale di questo mio folle dolore
ma una scia di pura gioventù
che forse ho rovinato
ma una scia di pura gioventù
che non ho meritato
dove và? dove cade?
io vorrei continuare a pretendere
il meglio di questo tuo giovane cuore
ma non so imparare ad evitare
il segnale di questo mio folle dolore






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sabato 13 novembre 2010 - ore 15:26



(categoria: " Vita Quotidiana ")




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giovedì 11 novembre 2010 - ore 09:54



(categoria: " Vita Quotidiana ")






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lunedì 8 novembre 2010 - ore 16:04



(categoria: " Vita Quotidiana ")




Revolution? Change? What I really want, with all my heart, is for the atonic clouds to stop greyly lathering the sky. What I want is to see the blue emerge, a truth that is clear and sure because it is nothing and wants nothing.

Fernando Pessoa, The Book of Disquiet

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lunedì 8 novembre 2010 - ore 09:03



(categoria: " Vita Quotidiana ")






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