Frak e pantofole, con calzino turchese, ovviamente.
ORA VORREI TANTO...
Espatriare.
STO STUDIANDO...
Sostengo (nonché ne sono parte attiva) il comitato:
OGGI IL MIO UMORE E'...
non proprio la comune tristezza più una lieve malinconia ...ma di altre sensazioni la paura e il coraggio di dire: " io ho sempre tentato, io ho sempre tentato... "
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) Prediligere il parallelismo tra spigoli di oggetti vicini: es. libro vicino a bordo del tavolo, matita vicino a libro, scarpe appaiate e parallele (anche se é improprio)...
spazio di infiniti ritotni e slanci caratteriali e impressionistici...tutto il più eternamente coplicato che c’è "NON MI CONFONDERE CON NIENTE E NESSUNO E VEDRAI CHE NIENTE E NESSUNO TI CONFONDERA’"
(questo BLOG è stato visitato 27950 volte) ULTIMI 10 VISITATORI:
ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite
[ ELENCO ULTIMI COMMENTI RICEVUTI ]
mercoledì 3 novembre 2010 - ore 00:56
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Il protagonista Harry Haller è un intellettuale sulla cinquantina che, in un manoscritto abbandonato prima della sua misteriosa scomparsa, descrive il disagio della sua "duplice" natura: lumanità, cioè lamore per larte e il divino, la nobiltà danimo e di pensiero, e la bestialità (il "lupo"), alla ricerca dei piaceri selvaggi.
Questo suo carattere, ombroso e irrequieto gli rende difficile se non impossibile socializzare e lo porta ad odiare e disprezzare la vanità e la superficialità del mondo borghese. Lisolamento sociale e lincapacità di godersi la vita lo avvicinano sempre più al suicidio, ma proprio nel momento più drammatico conosce, in una trattoria dei sobborghi, Erminia, donna seducente che lo conduce, poco a poco, ad una conversione ai piaceri della vita moderna facendogli recuperare il tempo perduto.
Il finale del racconto, in un "teatro magico" vede Haller, ormai convinto di aver recuperato la capacità di amare, che uccide con una pugnalata al cuore la persona amata. Esegue così lultimo desiderio della sua amata Erminia ma, nel "teatro magico", il delitto di cui Haller si è macchiato gli costa la condanna alla vita eterna, con lo scherno dei grandi del passato che sedendogli accanto lo invitano a comprendere una volta per tutte lumorismo della vita per imparare a ridere senza dar peso eccessivo ai sentimenti.
Nel romanzo si sviluppa uno dei temi preferiti di Hesse, cioè la ricerca dellinteriorità attraverso la contemplazione dei tanti, spesso contraddittori aspetti dellio, rappresentata sia dalla preoccupazione di Haller per lincoerenza del proprio animo, sia dalla metafora finale del "teatrino magico".
Ecco...tu pensavi di non esser questo personaggio?? Difatti non lo sei...sei comune e mortale merda genetica: come tuo padre.
Cosa sono le nuvole?
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Oggi ha chiamato il Sig.re Pinko pallo. Ha chiamato ripetutamente, perchè voleva parlare con l’emerito responsabile signor capo, che della manovalanza pratica dell’ufficio lun ven non si fida. La questione di stato, ovviamente riguardava la figlia...che avrà avuto due anni? cinque? dieci? facciamo anche quindici? NO. Ventitrè anni di subordinazione al padre...praticamente, tale dott.re padre voleva essere rassicurato su quel senso di colpa, che avverte in maniera costante, per non aver acconsentito alla figlia di venire a frequentare le lezioni universitarie regolarmente a padova, non per mancanza di denaro, bensì di fiducia...perchè ’sa com’è, vorrei tenere sotto controllo mia figlia e preferirei venisse a dare solo gli esami’...bamboccioni si diventa. Stay tuned. Nel frattempo continuo a fare ricerche sul ruolo degli ormoni nella demenza...e vorrei davvero trovare la tracciabilità biologica di essa nella quotidianità delle persone che incontro.
Ragionevolmente amici fragili
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Quel che viene chiamato cinismo quando dall’alto di niente non sono permesse le lamentele. I reclami, forse qualche volta, le rivoluzioni, quelle sarebbero ben accette, ma nessuno ci arriva mai. Io sono così, dispenser cinico di soluzioni pratiche: dopo esser affogata nell’esistenzialismo per circa un decennio, adesso nella definizione di onniscente immanentismo di una diciassettene consanguinea ci pesco il nesso pragmatico del "sei come una mamma, spacchi i coglioni da quando sono nata, ma mi va bene così"...snocciolo assiomi applicabili alla vita quoitidiana del non trovare più tempo, quel tempo perduto lasciato a casa di Proust, e traccio linee rette di soluzioni che nemmeno nella critica della ragion pura. Ho discusso una tesi per la quale volevano abbastanza numeri da affibiare a rappresentazioni mentali, numeri che non ho avuto perchè, presidente esimio presidente!, parliamo di processi cognitivi non di pecore saltellanti buone per condirci il sonno. Pur tuttavia, c’ero, piegata ed ingobbita gesticolante come un fisico entusiasta di novant’anni, ero lì serena, compiaciuta e veloce. Pratici e amorevolmente esistenzialisti ci si diventa, per contrarietà, per ovvietà e per necessità.
In foto, l’adolescenza esistenzialista: anche Misia ha avuto 18 anni...e i capelli lunghi
Si ritorna allinizio, finendo.
(categoria: " Vita Quotidiana ")
«è come se, ogni volta che si verifica una frattura o una scissione in ciò che è abitualmente percepito come normale, le nostre menti cicatriz-zassero la ferita e rimodellassero dall’interno ciò che era al di fuori. Tale processo ci rassi-cura e ci conforta; restituisce un senso di continuità nel gruppo e nell’individuo minacciato dalla discontinuità e dall’insensatezza. È questo il motivo per cui, quando studiamo una rappresentazione, dovremmo tentare di scorpire la caratteristica inconsueta che l’ha moti-vata e ciò che essa ha assorbito. Ma è particolarmente importante che venga osservato lo sviluppo di tale caratteristica, proprio nel momento in cui essa emerge nella sfera sociale» (Farr, Moscovici 1989: 49).
Santi Walter e Richard e Serge preservatemi dal fare brutte figure.
Prontuario per la prossima settimana: nelleventualità dovessero sorgere domande inattese...
Forse è questo che tu non vorresti riuscire a capire: che favorevole è come essere contro e in mezzo cè una zona di silenzio difficile anche un po recalcitrante dove un parere vale quello che vale è lombra trasparente o niente che traspare silenziosamente tutti tra sé e sé pensano le stesse cose. Dici che non capisci e questo ti convince a non capire però non ci riesci non ti sai trattenere e ti dispiace ti dispiaci tu. Avendo voglia tempo e la serata adatta tutto è dimostrabile soprattutto il contrario con unabile manipolazione dello scenario.