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momo, 3x anni
spritzino di Padova / Little Bucarest (Arcella)
CHE FACCIO? quello che non c'è
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STO ASCOLTANDO



ABBIGLIAMENTO del GIORNO



ORA VORREI TANTO...



STO STUDIANDO...



OGGI IL MIO UMORE E'...




ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


1) Sicapunk con la maglietta di Neffa!
2) Sicapunk che ascolta i POOH

MERAVIGLIE


1) il gin lemon
2) atmosfera ovattata post-balla
3) poter stare in silenzio senza il bisogno di spiegarne il significato...
4) gli stranimali
5) la voce di eddie vedder ed i pearl jam
6) la mozzarella e i derivati del maiale (per gli amici pig)
7) "tears of the dragon" di bruce dickinson ascoltata di notte in cuffia al buio con la finestra appena aperta e una birretta in mano.. qualcuno ha da accendere?
8) lo stroh-rum di momo!!!!


OGNI GIOVEDI 15-1630 SU RADIO SHERWOOD


5 GIUGNO DJSET @ MAGNOLIA - MI AMI FESTIVAL (MI)
DAL 18 GIUGNO AL 17 LUGLIO SHERWOOD FESTIVAL
19 GIUGNO DJSET @ BIG BOY
25 GIUGNO DJSET @ BANALE
26 GIUGNO DJSET @ WHATEVER (TRIESTE)
3 LUGLIO DJSET CON DENTE @ SHERWOOD FESTIVAL

DAL 25 MAGGIO, OGNI MARTEDI E VENERDI
@ BANALE COLONIA ESTIVA - PADOVA

RESIDENT @ NEW AGE, BANALE, WAH WAH CLUB, SHERWOOD
ESTRAGON AFRAID EVENTS

FANPAGE (Facebook): Momostock

BOOKING: momo@allagrandissima.com




il mio MySpace:



<<IF YOU DON’T LIKE MY FIRE
THEN DON’T COME AROUND
CAUSE I’M GONNA BURN ONE DOWN
>>
Ben Harper

WEB: www.allagrandissima.com
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MYSPACE: www.myspace.com/momostock
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mercoledì 14 marzo 2007 - ore 12:19


Messaggi ricevuti
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Supponiamo che AD una persona non stia passando un emerito, a casa a riposo, visite a parte.
Supponiamo che DA una persona dell’ambiente musicale che stimi ti arrivi un messaggio di stima proprio in quel campo.

Avevano detto che sarebbe stato un anno di grandi soddisfazioni. Qualcuna ne arriva. E, soprattutto, comincio, vagamente, ad essere sempre più spesso soddisfatto di me.
Tra le conquiste che potevo fare, questa è una delle più importanti.


Tanti auguri alla mia amichetta LFP, che si vergogna a diventare 30enne, ma li porta ancora bene. Cervello a parte, si intende. Cento di queste lap dance in metropolitana. Mi spiace solo che, tra antibiotici per i denti e simili non sarò al top come l’anno scorso. Mi mancherà l’alzare la bandiera bianca alle due di notte. Mi mancherà anche il Pachuca staff riunito per l’ultima volta a casa sua, l’anno scorso. Mi mancherà la sua faccia da club degli orsetti quando le regalammo "Il tempo delle mele" in cofanetto.

Ma sarà bello, dopo cena, vedervi all’Unwound. Good vibes are waitin’

MY NAME IS POTATO - RITA PAVONE



Ehi tu!
Me??
Si tu!
ahhh. Me?
Tu sei la patata...
I’m not a "Patata" I’m a Potato!
...Oggi rinomata...
Yeah, i’m rinomata!
L’accento un po straniero..
dell’america un impero
Yeah! I’m an american potato!
Tuuuuu...
non sei un animale
Non mangi la carne
nè erba nè uova
tu vivi soltanto di erba sola...
tuuuu....
sei la patata
se ti parlo
la tua voce
mi risponde stranamente con accento straniero
my name is potato


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martedì 13 marzo 2007 - ore 20:55


Mi mancherai
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Quando t’ho visto lì, appoggiato, pieno di sangue, ammetto che mi hai fatto pena. Come su un vassoio, consapevole della nostra inevitabile separazione. Ero strafatto, per una volta posso ammetterlo. Benzodiazepine, adrenalina e chissà quali altre sostanze. Eppure ti sentivo, sentivo le tue mute grida per non andartene.

Ottavo 38, dente del giudizio inferiore sinistro, è finita. Da più di 24 ore.

Grazie al santo Aulin, che ho incontrato solo una volta. Grazie all’amoxicillina, che ormai prenderò "a scopo precauzionale" anche per pisciare, del resto è una vita che "vado a Zimox".

Grazie alla dottoressa meravigliosa (anche per gli occhi) che mi ha tolto il dente alla clinica universitaria. E non era la "droga". Mi spiego: mi hanno fatto quattro anestesie. Più un calmante (EN, appunto) in gocce, perché ero nervoso. E grazie al suo collega chitarrista con il quale l’attesa è stata meno pesante, parlando di amplificatori e "seicorde" mentre gli intrugli facevano effetto.

Ebbene sì, sono una fighetta quando sono su quella poltrona.
Grazie a chi si è fatto vivo, sapendo che per me era un ostacolo pesante. Diventato un traguardo importante nei pochi secondi in cui mi sono reso conto che lui, consumato, da gettare era lì, sul "piatto". Volevo portarmelo a casa, sperando nella formica dei denti.

La convalescenza, comunque, è fantastica. Ho finito la prima serie di Nip/Tuck, e pure la prima di The Shield. E ho un favoloso dvd di Little Miss Sunshine visto dapprima dormendo, poi divorato con vera "fame". E ho pure il Macbook tempestato di post-it. Dev’essere colpa della "k" (nel nome?).

YATTA - HAPPA TAI



G R Double-E N Leaves
G R Double-E N Leaves

It’s so easy! Happy-go-lucky!
We are the world! We did it!
Hyuu! Hyuu! Hyuu! Hyuu! Osu! Osu! Osu! Osu! (Ai!)
Yatta! Yatta!
Daigaku gohgaku
Yatta! Yatta!
Shachoh shuunin
Happa ichimai areba ii. Ikite iru kara lucky da!

Yatta! Yatta!
Tohsen kakujitsu
Yatta! Yatta!
Nihon daihyoh
Yannaru kurai kenkoh da.
Everybody say yatta!

Nippon kyuukyuu (demo)
Ashita wa wonderful
Ijiwaru saretemo futon haireba
Guu guu guu guu! Pass pass pass pass (Ohayo--!)

Yatta! Yatta!
Kuujikan suimin
Yatta! Yatta!
Neoki de jump
Donna ii koto aru daroh ikite ita kara lucky da!

Yatta! Yatta!
Kimi ga kawareba
Yatta! Yatta!
Sekai mo kawaru
Marugoshi dakara saikoh da massugu tattara kimochi ii--!

O-mizu nondara umee! (Yatta!)
Hi ni atattara attakee! (Yatta!)
Koshi kara warattara omoshiree! (Yatta! Yatta!)
Inu-katte mitara kawaii! (Yatta!)

Surechigai-zama hohoemi kureta
Nido to aenaku-tatte ii kimi ga ita kara lucky da!

Heisei fukyoh seiji fushin
Reset sae surya saikoh da! Minna iru kara tanoshii--!

Yatta! Yatta!
Daigaku kyohshitsu
Yatta! Yatta!
Movie star
Happa ichimai areba ii. Minna issho da happy da!

Yatta! Yatta!
Iki wo sueru
Yatta! Yatta!
Iki wo hakeru
Yannaru gurai kenkoh da! Everybody say yatta!


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domenica 11 marzo 2007 - ore 18:52


Get fresh for the weekend
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Repetita iuvant? Amo il Wah Wah. Amo il Tag. E se fossi Fausto Leali potrei continuare a dire Io amo per ore ed ore, ma non è il caso. E’bello anche sapere di avere certi impegni a rubarti il sonno. Tipo il compleanno del tuo eroe personale, per esempio. Che ti fa dimenticare persino che il Milan abbia perso. Che cazzo me ne frega, quando "il mio vecchio" sta bene e mi ha portato ad abbuffarmi di cibo, vino e respirare storia?

La primavera continua, ed urla con tutta la sua forza.
Stasera Kill The Vultures all’Unwound.

CORDUROY - PEARL JAM



The waiting drove me mad... you’re finally here and I’m a mess
I take your entrance back... can’t let you roam inside my head
I don’t want to take what you can give...
I would rather starve than eat your bread...
I would rather run but I can’t walk...
Guess I’ll lie alone just like before...
I’ll take the varmint’s path... oh, and I must refuse your test
A-push me and I will resist... this behavior’s not unique
I don’t want to hear from those who know...
They can buy, but can’t put on my clothes...
I don’t want to limp for them to walk...
Never would have known of me before...
I don’t want to be held in your debt...
I’ll pay it off in blood, let I be wed...
I’m already cut up and half dead...
I’ll end up alone like I began...
Everything has chains... absolutely nothing’s changed
"Take my hand, not my picture," spelled my T-shirt
I don’t want to take what you can give...
I would rather starve than eat your breast...
All the things that others want for me...
Can’t buy what I want because it’s free...
Can’t buy what I want because it’s free...
Can’t be what you want because I’m...
Why ain’t it sposed to be just fun
Oh, to live and die, let it be done
I figure I’ll be damned, all alone like I began...
It’s your move now...
I thought you were a friend, but I guess I, I guess I hate you..


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sabato 10 marzo 2007 - ore 15:51


E insomma
(categoria: " Vita Quotidiana ")


La serata tra fratelli mi mancava. Decisamente, parecchio... ma l’attesa è stata premiata. Ed il bottiglione di vodka redbull mi ricordava "vagamente" Benicassim.

Dopo una festaperitivo giapponese, bello il New Age, bravi i Klaxons, anche se si poteva fare meglio, ottimo l’ElettoBugo, buone le bibite, miliardi di persone conosciute, belle facce riviste.. e pure il giro finale all’Unwound degno di nota, as usual.

Stasera "i miei ragazzi" suonano al Tag, Wah Wah night. All’Unwound, invece, notte reggae.

E io non capisco perché questa mattina, frugando nella tasca, abbia trovato questo...

Non lasciate MAI morire un germoglio di soia. Mai.

E tra poco, Patty Time.

Riprendere (in)sane abitudini è bello. Quasi un’altra vita.
Bentornate, maniche corte. Bentornati, sorrisi.

1979 - SMASHING PUMPKINS



Shakedown 1979, cool kids never have the time
On a live wire right up off the street
You and I should meet
Junebug skipping like a stone
With the headlights pointed at the dawn
We were sure wed never see an end to it all
And I dont even care to shake these zipper blues
And we dont know
Just where our bones will rest
To dust I guess
Forgotten and absorbed into the earth below
Double cross the vacant and the bored
Theyre not sure just what we have in the store
Morphine city slippin dues down to see
That we dont even care as restless as we are
We feel the pull in the land of a thousand guilts
And poured cement, lamented and assured
To the lights and towns below
Faster than the speed of sound
Faster than we thought wed go, beneath the sound of hope
Justine never knew the rules,
Hung down with the freaks and the ghouls
No apologies ever need be made, I know you better than you fake it
To see that we dont care to shake these zipper blues
And we dont know just where our bones will rest
To dust I guess
Forgotten and absorbed into the earth below
The street heats the urgency of sound
As you can see theres no one around


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venerdì 9 marzo 2007 - ore 14:03


Dunque, dunque, dunque (auguri, sbrisa!)
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Oggi grosse crisi esistenziali, per non pensare all’appuntamento odontoiatrico di lunedì.
Ad esempio, questa sera, troppi appuntamenti di un certo livello, parafrasando l’indiescepolo di Vigonza:

1) Il gruppo di D_r_a_k_e al Lowenbrau del Cineplex
2) I Supernova allo Store House di Noventa Padovana
3) I Soviet Ladies e "me fradeo" MadeInPop all’Unwound, dove comunque finirò la mia serata
4) I Klaxons al New Age. Anche se l’accredito c’è e non c’è, un po’come la voglia di andare lì.
(last but not least) 5) la festa del "Renato" al Badia

Per il resto, è ufficialmente arrivata la primavera. Ne sono certo, anche se non sono né un Giuliacci od un Bernacca. E noto che è primavera un po’per tutti. E per tutte.

Vorrei spendere una parola seria, non come Michael Jackson quando parla dei bambini da salvare. Potrà non fregarne nulla a nessuno, è vero, ma questa pagina è mia. Le facce che vedo ogni sera che vado in un certo locale di Curtarolo sono tra le più belle, oneste e pulite che abbia visto, in tanti anni di vagabondaggio per tavoli da birra, sedie da concerto, cucine, parcheggi, banconi.
E’ bello sapere di prendere la macchina e tornare con il sorriso ancora sulla faccia. Il Greenwich val bene una tangenziale.

ATLANTIS TO INTERZONE - KLAXONS



Good thieves of burning cars encirle poisend rivers minds and hearts.
Horses want to dance but find their wings are damaged : water damaged
Gold is selling well but hurry mighty ocean rising fast
A big man with a Plan has got a storm a coming :

From Atlantis to INterzone
You start at the end and you end on your own.
From Atlantis to INterzone
You start at the edge and you end on the throne.

Yer dead man half alive who hangs from helping numbers 1.2.5.
His ears pricked with their knife hears that the east are coming west are coming
From Gravity’s Rainbow ; the axis here is still unknown
The children’s faces glow.
The wasteland guides them : wasteland guides them


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giovedì 8 marzo 2007 - ore 14:32


Quando il dj si diverte
(categoria: " Musica e Canzoni ")


Mettere dischi ieri è stato estremamente divertente. E gratificante. Quanto poi al reading di Mancassola e al gruppo che suonava, tanto di cappello.

Ma il momento che ho gradito di più è stato mettere un disco che non suonavo da una lontana domenica pomeriggio, preascolto del Le Palais, 1995.
Perché, ogni tanto, anche il dj se la gode. "New Jersey" era un album straordinario. Un buon motivo per mandare mio padre da "Dischi Arcella" a comprarmi il vinile di corsa. Avevo 10 anni e l’influenza, ma in tv, dopo aver visto il video di "Bad Medicine" e l’esibizione a "1 2 3 Jovanotti", c’era la rivoluzione.

Una rivoluzione, per me, tanto efficace quanto lenta. Vivere a 33 giri.

BORN TO BE MY BABY - BON JOVI



Rainy night and the worked all day
We both got jobs caus theres bills to play
We got something they cant take away
Our love, our lives

Close the door, leave the cold outside
I dont need nothing when Im by your side
We got something thatll never die
Our dreams, our pride

My heart beats like a drum (all night)
Flesh to flesh, one to one (and its alright)
And Ill never let go cause
Theres something I know deep inside

You were born to be my baby
And baby, I was made to be your man

We got something to believe in
Even if we dont know where we stand
Only God would know the reasons
But I bet he must have had a plan
Cause you were born to be my baby
And baby, I was made to be your man

Light a candle, blow the world away
Table for two on a tv tray
It aint fancy, baby thats ok
Our time, our way

So hold me close better hand on tight
Buckle up, baby, its a bumpy ride
Were two kids hitching down the road of life
Our world, our flight

If we stand side by side (all night)
Theres a chance well get by (and its alright)
And Ill know that youll be live
In my heart till the day I die

Cause you were born to be my baby
And baby, I was made to be your man

We got something to believe in
Even if we dont know where we stand
Only God would know the reasons
But I bet he must have had a plan
Cause you were born to be my baby
And baby, I was made to be your man


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mercoledì 7 marzo 2007 - ore 10:38


Les jeux sont faits
(categoria: " Musica e Canzoni ")


Cristicchi diventa matto per il suo premio. Una bella dose di buonismo, gastroprotetto dal fatto che il signore in questione, prima di scrivere perle di denuncia sociale come "Vorrei cantare come Biagio Antonacci", lavorava a contatto con i pazzi. Quello che poco si dice è che la canzone, musicalmente, è indecente. Ma tutte le signore conosceranno il titolo e, quasi perfettamente, l’armonia del sostitutivo ta-na-na-nna ta-na-na-nna ta-na-na, oltre all’importante verso mi chiamo Antonio. Insomma, il pezzo fa cagare ma la farà da padrone, poco ma sicuro. Per almeno venti giorni, per poi scomparire nell’oblio. Cristicchi andrà in tournee con Biagio Antonacci, come già successe un paio d’anni fa, a cantare le sue canzoncine, poi inizierà a guadagnare gettoni di presenza nei rotocalchi pomeridiani delle televisioni, durante i quali sosterrà la nuova tesi secondo la quale Sanremo non serve a un cazzo ma sua mamma è molto contenta del risultato.
A poco serve dire che i "suoi" concerti saranno deserti. Mica si diventa cantanti con fiori e specchi sul palco dell’Ariston. Ti regalerò una rosa è già un must per i pakistani ai semafori.

Albano, secondo una nota trapelata ufficiosamente da un’importante agenzia giornalistica, avrebbe ammesso di essere nervoso, MOLTO nervoso, per il risultato insoddisfacente. Il primo gradino sul podio spetta a me, che sono basso ed ho sposato Romina, avrebbe detto il supremo Dio della musica italiana. Il podio, quello strano luogo dell’immaginazione collettiva dove, di solito, si gioca ad "alta" attendendo di fare un bukkake di spumante e champagnino.
Niente paura, però: Albano ha già deciso di dimenticare e di voler vivere, come la sua canzone, Nel perdono. Sagge pugliesi parole. Con la "o" accentata strana.

Il terzo classificato, tale Piero Mazzocchetti, continuerà per mesi a chiedersi come mai la gente, quando lo vede, gli dica grazie, non mi serve niente. L’Istat ha infatti appurato che nell’ultima settimana una delle frasi più pronunciate in Italia sia stata chi cazzo è Piero Mazzocchetti?
Le fonti festivaliere lo danno come grande star in Germania. Alfonso Signorini non proferisce parola a riguardo. Ma Ambrogio, famoso punkabbestia, sostiene si tratti di uno dei famosi gelatai italiani in Germania, categoria lavorativa inventata appositamente per popolare pagine altrimenti spoglie dei giornali di annunci gratuiti a primavera.
La stagione del gelato, disse Francuzzo, viene e va. Un po’come la canzone Schiavo d’amore, incentrata su feticismo, sottomissione, sfruttamento. Le prime parole di un certo Piero alla Hunziker sarebbero state "quanto vuoi?".

Ma il vero banco di prova delle canzoni di Sanremo è nella Padova che vive, lavora, produce e consuma. Il campione di persone scelte dagli istituti di sondaggi, infatti, vive nelle aree di maggior consumo e respiro musicale.
1) i bar di Padova alle otto e mezza
Quando la città è rincoglionita dal sonno arretrato, dagli spritz della cena precedente, dal PM10 e dal traffico reso ancora più invivibile dai vigili
2) il banco affettati del Famila
Una buona metà dei premi Nobel degli ultimi 10 anni ha iniziato le sue teorie ordinando un paio di etti di cotto e parlando delle mezze stagioni con il primo che capita. Tagliato grosso, mi raccomando
3) Il bus di linea 4 all’ora di punta in direzione Bragni
Da sempre, il melting pot. Altro che via Anelli. Urla, strepiti, scoregge, donne partorienti, lavoratori precari, equilibrio precario, denti cariati, procarioti. Altro che chiacchere

Se sarà Sanremo a continuare a rappresentarci ci sarà un quarto elemento per sfotterci. Oltre alla pizza, gli spaghetti e il mandolino.

Stasera Unwound.

NOBODY BUT ME - HUMAN BEINZ



Nobody can do
The shing-a-ling
Like I do

Nobody can do
the skate
Like I do

Nobody can do
The boogaloo
Like I do

Nobody can do
the philly
Like I do

Well don’t you know I’m gonna skate
I’m doin’, ain’t nobody doin’
But me baby
Nobody but me

Yes i gonna philly, I’m doin’
Ain’t nobody doin’
But me baby
Nobody but me

Well let me tell you nobody
Nobody but me
Well let me tell you
Nobody, nobody, nobody...


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martedì 6 marzo 2007 - ore 15:33


Milano da bere
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Al contrario, oserei dire, Milano astemia, un po’come Bologna violenta, Roma capoccia, Monno infame, Youssou Ndour.
Mi piace partire per Milano, perché riserva sempre un sacco di sorprese. Per esempio sai sempre che se parti presto, pensando "beh, faccio un giro in Duomo e a Porta Romana, per ingannare l’attesa", capiterà che arrivi giusto in tempo per fare una fuga a tempo di record, andata e ritorno per Malpensa. Ma poi ci sono alcune certezze e sorprese, tipo Romina che ti sorride prima con gli occhi, Barto come sempre splendido sia in terra "straniera" che a casa, i compagni di viaggio e, last but not least, Alessia che arriva al Rainbow dalla porta di servizio, mentre mi trasformavo in periscopio per scorgere taxi in arrivo.

Perla1 della serata: la milanese che non vorresti mai conoscere. "Sì, perché prima convivevo, ora sto da sola. Ho un pausa LOFT pausa a Piazzale Lodi"
Perla2 della serata: gli stronzi del Mc Drive milanese dove siamo capitati. Ovverosia come fare di tutto per perdere la licenza di franchising dalla casa madre. Giuro farò l’impossibile. Galeotto fu un McToast. Degni di nota i The Cooper Temple Clause, Club11 in versione "ironmen" che affrontano la manciata di minuti di palco concessa loro con classe.

E ora, dal Dave Letterman show, i cinque migliori modi per vedere un bambino
5 Iscriversi all’associazione padri separati, eventualmente cambiando sesso
4 Diventare dipendenti di Prenatal
3 Mangiarsi le unghie e temere il peggio
2 Fondare una nuova Neverland
1 Decidere le sorti del pianeta tutto "io" che mi appartenga

BLIND PILOTS - THE COOPER TEMPLE CLAUSE



I hope you never change
I hope you never go
I hope you always keep
Our little secrets though
But how’d we get here
At this height
And what’s this talk of
Dead weight

I know we always drink
But we don’t always fight
The landing lights are on
But we’re just out of sight
Cos this thing’s mobile
There’s still wheels
And I’m not done yet
So hang on

You came along to change the grade
To raise the bar I’d made of late
You came along to raise the stakes
To tend to me and my mistakes
I can’t pretend that I could be
The man you said you saw in me
But hang around and I’ll try and land this thing

Noone came
Noone saw
Someone pass the manual

And soon I’ll go away
I’ll see you at the door
So go put David on
Read about the war
We’re just blind pilots
In strange planes
Back seat drivers
In dead cars

You came along to change the grade
To raise the bar I’d made of late
You came along to raise the stakes
To tend to me and my mistakes
I can’t pretend that I could be
The man you said you saw in me
But hang around and I’ll try and land this thing
Yeah I made a list of all the things
That I could change how I could win
I can’t and I refuse to say
The wheels have slowly come away
I pray to God my soul to keep
Cos I could never stand the heat
But hang around and I’ll try and land this thing

Noone came
Noone saw
Someone pass the manual


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lunedì 5 marzo 2007 - ore 14:49


Rispetto
(categoria: " Musica e Canzoni ")


Per chi propone musica propria, suonata con dedizione e.. devozione, con tanta tecnica e molte "ore di volo" alla spalle. Anche quando il genere non è quello che si preferisce. Quando certi passaggi di una canzone che senti la prima volta ti sembrano "nuovi" ed interessanti, non importa sia free jazz, "indie", grunge o nu-liscio.

Ieri sera, alle dieci, è stato un bel colpo al cuore vedere la strada davanti all’Unwound piena di gente, è stato ancora più bello vedere un locale pieno che non aveva tempo nemmeno per uscire a fumare una sigaretta durante il live.

Di domenica sera. Con un biglietto di dieci euro, che per la tirchieria del padovano medio, in questo periodo, è una cosa notevole. Senza canzonette, senza marchette. Con l’apertura di Bologna Violenta, un "pazzo" genio musicale che ha fatto uno show degno di nota. Zu davvero meravigliosi. Finito il concerto, l’amaro in bocca solo perché speravo durasse ancora di più.

E la piacevole esperienza di sentire suonare uno dei Fugazi con gli Zu, a inizio concerto, mi ha riportato la mente a 12 anni fa. Quando in una tenda di un campeggio del Cavallino il T.N.T. group dell’Arcella riceveva un dono, l’ascolto, appunto, dei Fugazi. Tutto merito di Gianluca "Muzzu", colui che, musicalmente, è sempre stato millenni avanti. Il mio vero "battesimo indie", proseguito nei mesi più freddi con le selezioni "brit" di Tezzon.

Brividi ieri, da restare a bocca aperta. Ed ora, chiusa la valigetta del lavoro, terminati gli impegni del giorno, arriva un impegno ben più invitante: Club11 + The Cooper Temple Clause al Rainbow. Milano aspettami, sto arrivando.

THE ONLY ONE I KNOW - THE CHARLATANS



The only one I know
Has come to take me away
The only one I know
Is mine when she stitches me

The only one I see
Has found and aching in me
The only one I see
Has turned her tongue into me

Everyone has been burned before
Everybody knows the pain
Everyone has been burned before
Everybody knows the pain

The only one I know
Never cries, never opens her eyes
The only one I know
Wide awake and then she’s away

The only one I see
Is mine when she walks down our street
The only one I see
Has carved her way into me


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domenica 4 marzo 2007 - ore 17:09


MestrePadovaCurtaroloPadovaMestrePadova
(categoria: " Vita Quotidiana ")



Si diceva di lui ’politropo’, secondo il De Mauro "versatile, astuto, scaltro". In letteratura, dove invece si tende ad essere meno reali e più fantasiosi, significa "che conserva il ricordo di molti viaggi", la DiMech al liceo sosteneva volesse dire "di molti luoghi".
Vorrei fare una media delle tre definizioni. Perché così astuto, forse, non lo sono, ma Q.B.
Di ricordi ne conservo molti, spesso confusi. Di luoghi, di sicuro, ne vedo tanti.
Ho sempre preferito Paoli a Dalla, per cui Itaca non è nemmeno il mio pezzo.
Però una serata in cui Sky Show prevedeva l’anticipo del compleanno del ’Bortoetto’ in diretta per gli abbonati meritava. Quindi, a poche ore dal mio saluto alle lande mestrine, con poco tempo di riposo alle spalle, è normale che la macchina conduca al Greenwich. Un po’meno normale mettermi a cantare, con la gola ridotta persino peggio del solito.
E tra eclissi, parcheggi, birre e Tokyo arriva anche il momento di raggiungere i fratellini alla loro notte RockScene all’Unwound. E tra i "motti" del cazzo di una bambina che può usarli a briscola con maggior successo, i saluti a persone che non vedi da parecchio, il per fortuna onnipresente in queste occasioni Barto e chi trova queste scritte aggressive tra un Bianconi e un lavoro arriva l’ora anche di passare a salutare altri amici. Ed era naturale "chiudere" su quel terrazzo (grazie, Nico!), con le belle facce da Wah Wah. E il mio "bar" preferito, of course.

Giusto per, stasera gli Zu faranno un concerto della madonna all’Unwound. E’già scritto nei libri di storia, direbbe Luca. E domani? Milano? Uhm.
Per il momento avrei voglia di questa.


Ah. Gli Zumma Zumma spaccano. Mi spiace solo non sia una novità, non è una scoperta di cui prendere i meriti.

LESSONS IN LOVE - LEVEL42



Im not proud, I was wrong
And the truth is hard to take
I felt sure we had enough
But our love went overboard
Lifeboat lies lost at sea
Ive been trying to reach your shore
Waves of doubt keep drowning me

All the dreams that we were building
We never fulfilled them
Could be better, should be better
For lessons in love

For restless eyes egos burn
And the mold is hard to break
Now weve waded in too deep
And love is overboard
Heavy hearts token words
All the hopes I ever had
Fade like footprints in the sand

All the homes that we were building
We never lived in
Could be better, should be better
Lessons in love
If we lose the time before us
The future will ignore us
We should use it, we could use it, yeah
Lessons in love
Lost without love

Lessons in love
When will you ever learn
Lessons in love
When theres nowhere left to turn
Lessons in love
Dont let your spirit burn
Lessons in love
Ill wait till you return

All the dreams that we were building
We never lived them
We could lose it, we should use it
(lessons in love) lessons in love
All the homes that we were building
We never lived in
Could be better (could be better), should be better
Lessons in love
If we lose the time before us
The future will ignore us
We should use it, we could use it (good God)
Lessons in love


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