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momo, 3x anni
spritzino di Padova / Little Bucarest (Arcella)
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ORA VORREI TANTO...



STO STUDIANDO...



OGGI IL MIO UMORE E'...




ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


1) Sicapunk con la maglietta di Neffa!
2) Sicapunk che ascolta i POOH

MERAVIGLIE


1) il gin lemon
2) atmosfera ovattata post-balla
3) poter stare in silenzio senza il bisogno di spiegarne il significato...
4) gli stranimali
5) la voce di eddie vedder ed i pearl jam
6) la mozzarella e i derivati del maiale (per gli amici pig)
7) "tears of the dragon" di bruce dickinson ascoltata di notte in cuffia al buio con la finestra appena aperta e una birretta in mano.. qualcuno ha da accendere?
8) lo stroh-rum di momo!!!!


OGNI GIOVEDI 15-1630 SU RADIO SHERWOOD


5 GIUGNO DJSET @ MAGNOLIA - MI AMI FESTIVAL (MI)
DAL 18 GIUGNO AL 17 LUGLIO SHERWOOD FESTIVAL
19 GIUGNO DJSET @ BIG BOY
25 GIUGNO DJSET @ BANALE
26 GIUGNO DJSET @ WHATEVER (TRIESTE)
3 LUGLIO DJSET CON DENTE @ SHERWOOD FESTIVAL

DAL 25 MAGGIO, OGNI MARTEDI E VENERDI
@ BANALE COLONIA ESTIVA - PADOVA

RESIDENT @ NEW AGE, BANALE, WAH WAH CLUB, SHERWOOD
ESTRAGON AFRAID EVENTS

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THEN DON’T COME AROUND
CAUSE I’M GONNA BURN ONE DOWN
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venerdì 24 febbraio 2006 - ore 11:31


Goran Bregovic live in Venezia
(categoria: " Vita Quotidiana ")


2003: Vinicio Capossela. In pullman da Perarolo con gli amici, attendendo l’arrivo di Giulita direttamente a Venezia. Bacari su bacari, Sica che manda in fdsm il Peocco, ci accorgiamo che tra di noi cresce la gramigna che, dopo essersi inventata una carriera da concertista da infante, finge per una intera sera di essere sbronza. La abbandoniamo e ci godiamo la fredda notte veneziana.
2005: In macchina, in tre per gli Ska J, raggiunti poi da altri. Tanti drink, un volume ridicolo, backstage, siamo noi a mandare Furio, sottovoce. Nottata veneziana tra le birre.
2006: Il mio compagno di viaggio è Alberto "SoundPark", uno dei "fradèi", quindi una sicurezza. Arriviamo a Marghera tra una telefonata e l’altra, mi dice passiamo a casa di una mia amica, saliamo e.. la conosco. Prendiamo l’autobus, e siamo gli unici a fare il biglietto. Inizio Albe alla "Vecia Carbonera", il mio bacaro preferito, e tra grissini all’affettato, gamberetti in salsa Thai ed altre tartine scende il primo Teroldego. Fuori dal bacaro c’è metà piazza delle Erbe in trasferta. Piazza San Marco, ovviamente, è sempre la stessa. Ma c’è più volume, finalmente, e molta più gente. Troviamo Licia con i suoi amici, l’amica è compaesana del fratellino. Il decreto sulle olimpiadi non esiste a carnevale, e si vede. E si sente. Tra l’altro, abbiamo già seccato una boccia di rosso ed una di bianco. Le note di Ederlezi arrivano durante la pausa "ricambio idrico", quelle di Kalashnikov fanno saltare tutta la piazza, il pogo è spettacolare. Riusciamo a sbranare una pizza famiglia in Campo S. Margherita in 5 minuti, quando la chimica non è un’opinione. E, miracolo, andiamo a casa presto, provati e contenti, ricordandoci di via Durando per un altro miracolo. Senza nemmeno fermarci ad Arino.
Strano sorridere ancora, "gita" dopo "gita", per quel rumore di fondo di acqua, così diverso dal suono che rende uguale ogni città per le strade.
Strano ripassare vicino alle "Botte" ed essere sempre attirati da quel posto come da una calamita.

RUNNING UP THAT HILL - KATE BUSH
It doesn’t hurt me.
Do you want to feel how it feels?
Do you want to know, know that it doesn’t hurt me?
Do you want to hear about the deal that I’m making?
You, it’s you and me.

And if I only could,
I’d make a deal with God,
And I’d get him to swap our places,
Be running up that road,
Be running up that hill,
Be running up that building.
Say, If I only could, oh...

You don’t want to hurt me,
But see how deep the bullet lies.
Unaware I’m tearing you asunder.
Ooh, there is thunder in our hearts.

Is there so much hate for the ones we love?
Tell me, we both matter, don’t we?
You, it’s you and me.
It’s you and me won’t be unhappy.

And if I only could,
I’d make a deal with God,
And I’d get him to swap our places,
Be running up that road,
Be running up that hill,
Be running up that building,
Say, if I only could, oh...

You,
It’s you and me,
It’s you and me won’t be unhappy.

"C’mon, baby, c’mon darling,
Let me steal this moment from you now.
C’mon, angel, c’mon, c’mon, darling,
Let’s exchange the experience, oh..."

And if I only could,
I’d make a deal with God,
And I’d get him to swap our places,
Be running up that road,
Be running up that hill,
With no problems.

"If I only could, I’d be running up that hill.
If I only could, I’d be running up that hill."


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giovedì 23 febbraio 2006 - ore 12:30


Candles lit the room brightly at night
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Una delle cose che più adoro di questa "vita" sono gli sms mentre stai prendendo sonno, quelli che arrivano o quelli che inizi a scrivere sapendo che non partiranno mai. E finiscono, così come tante altre cose, in una sottospecie d’agenda che leggo solo io. Anche per il gusto di rileggerli, decontestualizzati, qualche anno dopo, facendo "controlli incrociati" con l’agenda vera per cercare di ricordare a cosa fossero legati.. e lasciandomi sempre un sorriso, dolce o amaro che sia. Sempre meglio, comunque, di quando partono cose di cui poi ti penti.
Kolar e poi DNA... Grazie a chi si è ubriacato in compagnia e faceva fatica ad andare (hail the doctor), grazie alle donne prima in cerca di un cavalcavia, poi bloccate loro malgrado sull’autostrada per "Urbino", grazie a Roby, alla mia compagna di merende (semo ’ncora qua), ai miei fratellini in consolle, agli amici che non mancano mai, alle Martine pervenute, alla Birmania, alla Barracuda crew, alla "beyond backroom" ed al suo appoggio perfetto.. Nel frattempo, qualcuno, mi dicono, è rimasto nella Fattoria. Venerdì festa Erasmus al DNA, sabato Afterhours al Gate52.
Stasera.. ci sarebbe Goran Bregovic a Venezia in Piazza San Marco, ad un anno dal concerto degli Ska-J. Ma qualcuno ne ha le forze?
E, a chiosa di tutto, una canzone che sembra una bambola di porcellana.

COME VORREI - AFTERHOURS
strichinina
se è una bambina
avrà una vita
da cellula impazzita

come accarezzo la noia che fa
quando un capriccio diventa realtà
edda come vorrei
edda come vorrei
perché tutto questo volere
non diventa energia
e non ci spazza via

strichinina
se è una bambina
congelata
anima arrangiata

come accarezzo la noia che fa
quando un capriccio diventa realtà
edda come vorrei
edda come vorrei
perché tutto questo volere
non diventa energia
e non ci spazza via


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mercoledì 22 febbraio 2006 - ore 12:41


3 x 3
(categoria: " Pensieri ")


1

Un album che non toglierò dall’autoradio fino alla fine della settimana. "Riscoperto" per l’ennesima volta dopo tanti anni d’ascolto. Uno dei più interessanti album italiani degli anni ’90, nonché uno dei migliori del gruppo. Tra l’altro, credo sia in "nice price".. un dovere morale verso se stessi e verso la musica procurarselo.
2

Stasera terzo atto, con happy hour annesso. Giusto per scaldare i motori per la settimana. Sono annunciate presenze interessanti, e la musica è una garanzia nelle due sale. L’ingresso è libero.. siateci!
3

Ricordo una disputa sul mio abuso del termine "finché" in luogo di "mentre". Ora sembra tu non ricordi l’italiano.. e non c’entra l’essere in Marocco. Che peccato, Selvi.

AMATEUR - NADA SURF
You made me feel like I’m ok, I could be happy
Now I can sit, not run away stupidly laughing
Wipe out all self-pity, it’s slowing me down
Turn off feeling pretty, dressing up dressing down.

I walk around the city out of my way, looking for something
I’ve got all that I need to save my day, so why’m I running?

You said I should get professional help, it always makes me cry.
I know I’m just an amateur, but i’ve gotta try.

I had a birthday party and it was packed, got friends who love me
We hung a disco ball up and watched the lights, they were so lovely

You said I should get professional help, it always makes me cry.
I know I’m just an amateur, but i’ve gotta try.

When exactly are we? I get the decades mixed up.
I like the streets when they’re empty, I can make the rest up.

I can make the rest up.
I can make the rest up.

I walk around the city out of my way, looking for something
I’ve got all that I need to save my day, so why’m I running?

You said I should get professional help, it always makes me cry.
I know I’m just an amateur, but i’ve gotta try.

Every day is new year’s eve, every night is the last night.
Every day is new year’s eve, every time is the last time

You said I should get professional help, it always makes me cry.
I know I’m just an amateur, but i’ve gotta try.


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martedì 21 febbraio 2006 - ore 11:23


Torino 2006
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Panem et circenses, disse Giovenale, famoso fornaio con la passione del curling. L’Italia ha le olimpiadi invernali, evviva! Grazie all’indotto delle olimpiadi l’Italia diventerà un posto stimato da tutti, tornerà la democrazia, ricercata più o meno da quando fu inventata, le donne non avranno più mal di testa, Eros Ramazzotti e Max Pezzali scriveranno canzoni decenti e la chiesa smetterà di fare politica.
Medaglie e turismo (temporaneo) a parte, l’unico merito delle Olimpiadi, al momento, è di avere introdotto un nuovo vocabolo, curling, appunto, nei dialoghi degli italiani al bar e, di conseguenza, nei programmi comici. Per sei o sette mesi si riderà solo del curling, il cui inno pochi sanno essere "(Ti tirano le) Pietre" di Antoine.
Eppure era tutto pronto, tutto perfetto.
La prima richiesta dell’Avvocato, voglio un sacco di neve, è stata esaudita in pieno. La famiglia Giuliacci e gli eredi Escobar si sono infatti riuniti a tavolino, con piatti caldi, planisfero ed immagini satellitari e, dopo ore di discussione ed un paio d’overdosi, hanno trovato la strategia vincente. L’effetto collaterale è un’altissima inflazione prevista in Colombia per i prossimi mesi, con la paura di una guerra civile, ma a Torino sono tutti - tanto - contenti. L’altra richiesta dell’Avvocato, però, è stata bocciata. Pare che fottere gli operai non fosse uno sport ammissibile, secondo il comitato olimpico, già convinto che il termine curling possa sottintendere una deviazione sessuale persino più deprecabile del petting. Il Folletto fantasma (inteso come "famoso aspirapolvere") dovrà accontentarsi del fatto che tutti i turisti paghino alla cassa integrazione.
I Subsonica vivono una lotta interiore pesante: donano l’inno all’organizzazione ma dicono "no alla TAV", proprio loro che in una canzone lodarono il tavor.
La regione Piemonte ha già messo in vendita in tutto il mondo nuovi modelli del castello di Greyskull, rinnovato grazie alle forme della mole Antonelliana, ed ha costruito il villaggio olimpico sulla forma della casa a fetta di polenta. Gli atleti in sovrappeso hanno creduto di trovarsi sequestrati come in Munich.
I tossici del parco del Valentino sono stati incaricati di sputare nel laghetto ad esso antistante, per garantire una pista di prova per il pattinaggio sul ghiaccio. Anche i pusher dei Murazzi sono in prima linea al bar del Gianka, attendendo l’arrivo dei turisti per vendere loro souvenir che rendano queste olimpiadi memorabili.
I no global hanno fondato nuove boy band dal look simile a quello di Man Lo del Grande Fratello. Il ricavato della loro compilation verrà devoluto alla fondazione Il bob è un diritto (ma fa anche delle curve).
E per i più esigenti... no, mi spiace. Il giochino degli orecchini che spariscono non è stato approvato dal comitato. Ci si può giocare solo nel ghetto di Padova.

CUORE DI PUTTANA - SANTO NIENTE
Cuore di puttana è un gomito infernale,
È un senso unico e nessuno sa quale.
Cuore di puttana è una vela aperta al vento,
è un rapace che ghermisce un serpentello,
è un treno che si tuffa in una galleria:
cuore di puttana si è fermata ed è fuggita via.
Cuore di puttana è una consolazione,
è sesso fatto con l’immaginazione.
Cuore di puttana è una somma persa al gioco,
è un cin-cin con un bicchiere vuoto
è rabbia che diventa isterica allegria,
cuore di puttana si è fermata ed è fuggita via.
Fra uomini stranieri, fra gente sradicata cuore di puttana
Ricorda che ti ho amata.
Fra uomini stranieri, fra gente sradicata cuore di puttana.


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lunedì 20 febbraio 2006 - ore 13:17


Addio Luca
(categoria: " Vita Quotidiana ")




Ciao Maratoneta. Ti ho sentito tanto parlare, a modo tuo. Ho cercato di sostenere le tue battaglie, facendole anche mie. Ti ho visto lottare, con lo sguardo fermo, con la tua bella donna accanto, in una sala dell’Ergife, come dal tuo sito e dai microfoni della "nostra" radio. Ti ammiro e continuerò a farlo. Siamo in tanti a volerti bene e a sperare che la tua malattia non fermi più nessuno nella sua corsa, mica tutti riescono a continuare a correre come hai fatto tu. Ora userai le gambe e la voce di chi le ha ancora.

“Se tu fossi qui davanti a me, non potresti sentire la mia voce. Nove anni fa sono stato colpito dalla sclerosi laterale amiotrofica. È una malattia neuromuscolare oggi incurabile, che rende chi ne è colpito paralitico e incapace di parlare con la propria voce. Oggi, grazie alla scienza, posso di nuovo comunicare. Impiego mediamente 30 secondi per scrivere una parola, che poi verrà letta dal sintetizzatore vocale del computer grazie al quale posso parlare, esprimermi. In una parola, vivere. Le parole per me sono divenute una risorsa scarsa. Devo distillarle una per una, come una cosa preziosa. Eppure, ce ne sono mille che vorrei urlare. Per dare a migliaia di persone come me una speranza. Perché la ricerca che potrebbe salvarci non si fermi. C’era un tempo per i miracoli della fede. C’è un tempo per i miracoli della scienza. Un giorno il mio medico potrà, lo spero, dirmi: "Prova ad alzarti, perché forse cammini". Il fatto è che non ho molto tempo, non abbiamo molto tempo. E, tra una lacrima e un sorriso, le nostre dure esistenze non hanno bisogno degli anatemi dei fondamentalisti religiosi, ma del silenzio della libertà. Le nostre esistenze hanno bisogno di libertà per la ricerca scientifica. Ma non possono aspettare. Non possono aspettare le scuse di uno dei prossimi papi"
Luca Coscioni

L’UOMO COL MEGAFONO - DANIELE SILVESTRI
L’uomo col megafono parlava parlava parlava di cose importanti, purtroppo i passanti, passando distratti, a tratti soltanto sembravano ascoltare il suo monologo, ma l’uomo col megafono credeva nei propri argomenti e per questo andava avanti, ignorando i continui commenti di chi lo prendeva per matto... però il fatto è che lui... soffriva... lui soffriva... davvero

L’uomo col megafono cercava, sperava, tentava di bucare il cemento e gridava nel vento parole di avvertimento e di lotta, ma intanto la voce era rotta e la tosse allungava i silenzi, sembrava che fosse questione di pochi momenti, ma invece di nuovo la voce tornava, la voce tornava...

Compagni! Amici! Uniamo le voci! Giustizia! Progresso! Adesso! Adesso!

L’uomo e il suo megafono sembravano staccati dal mondo, lui così magro, profondo e ridicolo insieme, lo sguardo di un uomo a cui preme davvero qualcosa, e che grida un tormento reale, non per un esaurimento privato e banale, ma proprio per l’odio e l’amore, che danno colore e calore, colore e calore ma lui... soffriva... lui soffriva... davvero

Compagni! Amici! Uniamo le voci! Giustizia! Progresso! Adesso! Adesso!


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lunedì 20 febbraio 2006 - ore 10:32


Film generazionali e gnocchi
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ho visto nascere decine di BradPoveri, negli scorsi anni. Ho sentito, e pronunciato plasmata a cavallo-modo, una specie di regolamento ripetuto a cantilena da un sacco di gente. Ragazzini che volevano fondare un fai clè, anziani ridursi a brandelli per le strade in lotte improvvisate..
E poi, dopo anni, ho visto Fai Clè. Un film nel complesso carino, un’idea decisamente innovativa, pensando a quando è stato fatto. Peccato averlo visto ora, dopo tanti wannabe in questi anni. Lascia quindi un po’di amaro in bocca, come sempre quando le aspettative sono altissime.
Sensazione valida per il cinema, ma non per il Capitello, dove finalmente sono riuscito a tornare con della bella gente. Abiti uguali che si macchiano di vino grazie a un momo maldestro, chi vuole solo funghi e chi non ne vuole, un antipasto veneto spolverato più velocemente del primo litro di vino, gnocchi in tutte le salse (ed in tutte le forme), ma qualcuno ha ancora fame.. Ed arriva una tagliata spettacolare, un dolce con crema di mascarpone e fragole, un sorbetto, un immancabile Brancamenta. E un conto che avrei ritenuto impossibile in quel posto, non avendolo mai frequentato con persone che mangiano come me Alzarsi da tavola alle quattro per dirigersi @ fairy*’s per un caffè ed un intermezzo ammoniacato. Fare il ragazzino tutto il giorno, ogni tanto, fa bene. Mentre la mia attività onirica mi stupisce sempre più, un po’come il gatto di un amico che è decisamente convinto di essere un cane.

WHERE IS MY MIND - PIXIES
Ooooooh - stop

With your feet in the air and your head on the ground
Try this trick and spin it, yeah
Your head will collapse
But there’s nothing in it
And you’ll ask yourself

Where is my mind
Where is my mind
Where is my mind

Way out in the water
See it swimmin’

I was swimmin’ in the Carribean
Animals were hiding behind the rock
Except the little fish
But they told me, he swears
Tryin’ to talk to me to me to me

Where is my mind
Where is my mind
Where is my mind

Way out in the water
See it swimmin’ ?

With your feet in the air and your head on the ground
Try this trick and spin it, yeah
Your head will collapse
If there’s nothing in it
And you’ll ask yourself

Where is my mind
Where is my mind
Where is my mind

Ooooh
With your feet in the air and your head on the ground
Ooooh
Try this trick and spin it, yeah
Ooooh
Ooooh


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domenica 19 febbraio 2006 - ore 11:49


Se vuoi cambiare regole posso cambiarle sopra te
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Sarebbe impossibile mettere su carta le emozioni derivanti da un concerto degli Afterhours. Quando poi vai al concerto con persone con gusti musicali molto simili ai tuoi, durante quelle ore basta guardarsi per capirsi, quando vorresti dire a un’altra persona cazzo, ma senti cosa stanno facendo? ed invece bastano gli occhi lucidi, le mani alzate, un caldo infernale nelle prime tre file, un Manuel Agnelli che sta cantando, vede tutto il pubblico cantare, fa una smorfia tra lo stupore e la gelosia verso i suoi pezzi, si gira e continua a suonare, lasciando cantare gli altri.
Un microinfarto ad ogni pezzo, una scaletta dominata dall’ultimo album nella sua versione inglese (senza pensare alla pronuncia), ma non senza perle che arrivano dirette dal passato di quello che, per i miei gusti, è il miglior gruppo italiano. La sinfonia dei topi (che apre il concerto), Germi, Rapace, 1.9.9.6., Male di Miele (e con la Smells like teen spirit italiana viene giù il deposito), una come sempre commovente Voglio una pelle splendida, Veleno, Come vorrei, Non si esce vivi dagli anni ’80, Cose semplici e banali, la sempre più "importante" per me Quello che non c’è, una Bye Bye Bombay da lacrime agli occhi.. mentre un foglio viene estratto da Manuel per recitare Ritorno a casa.. ed altri pezzi, tanti, tanta musica, la pelle d’oca che si sfiora in tutta la sala, inizialmente fredda. E tanta nebbia, da Pordenone alla casa dove concludere la serata con the gift from the earth, perché un locale avrebbe falsato, cambiato quella sensazione meravigliosa che un concerto così può lasciare addosso.
E che resta sulla pelle e nel cervello anche la mattina dopo.

RITORNO A CASA - AFTERHOURS
Sono nella casa dove abitavo da bambino
Riconosco ogni oggetto, la disposizione dei mobili, i colori
La luce era diversa negli anni settanta, ho riconosciuto anche quella
Ho aperto tutti i cassetti per essere sicuro che in tutti questi anni
nessuno abbia toccato la mia roba
C’è un’intera brigata dell’esercito britannico li dentro, rosa
Sono ancora intenti a schierarsi per fronteggiare l’attacco imminente
Ma l’attacco non avverrà mai

Il divertimento per me era disporre i soldatini
come se dovessero affrontare un ingaggio particolare,
e poi, senza che nulla avvenisse, cambiare la disposizione
Sono ancora lì come li avevo lasciati venticinque anni fa
L’ufficiale ha il braccio teso davanti a se mentre sta per prendere la mira
la testa piegata verso l’alto mi guada implorante: "Vado?".
Ho richiuso il cassetto

Ho setacciato tutta la stanza in cerca di quello che avevo lasciato
Ho trovato tutto meccanicamente
come se non avessi bisogno di ricordarne la posizione
Devo aver fatto un bel casino perchè mia madre è entrata
Giovane e bellissima
Rideva
Mi ha preso in giro
Una strana calma, una calma enorme
Non so cos’è
Ma non ho mai pianto tanto come al risveglio

Ho rifatto il percorso che mi portava dalla scuola alla casa dei miei
La prima volta dpo venticinque anni
C’è una sensazione che non ho mai più provato
Non abito più lì da sempre
Ho avuto una vita. Altrove

E’ solo una stupida villetta con uno sputo di giardino,
ma sarà la prima cosa che comprerò
Quando sarò ricco


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sabato 18 febbraio 2006 - ore 15:12


Hai paura del buio?
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Metti un compleanno. Metti un menu pizza a 12 euro che diventa da 15. E la tua compagna di merende al caffè aggiunge un amaro. Il menù diventa da 24. Non credo mangeremo più la pizza al Mitikò, ma vedere un leso che ballava la danza del ventre non aveva prezzo.. come anche coprire di insulti le famose "sorel-lese-e"
Grande notte al DNA, con il compleanno di una magicpie che, conosciuta ormai sette anni fa, mantiene la testa sulle spalle (per un anno), tra pezzi anni ’80 nella backroom, indieanate nella main room, involtini in outer space, "la guerra è finita" featuring fairy*, camicie azzardate, torta di tortauguri, burn baby burn, non-smoking chiara, disco2000, the fallen.. E Alfio che ti guarda con uno dei suoi due occhi mentre ti serve un tramezzino con pancetta di cemento armato è uno spettacolo vietato ai minori.
Questa sera Afterhours a Pordenone. E poi.. boh! Per non perdere qualche sana abitudine, come del resto quella di aprire lo sportello del cd e mettere una canzone che ti fa impazzire

UNTITLED (from LIVE ON TWO LEGS) - PEARL JAM
Got a car. I got some gas.
Oh, let’s get out of here. Get out of here fast.
Ah, everyone’s confused so I stay in my room.
If I go, I don’t want to go alone.
I hope you got this message. Oh, your not home.
I could be there in ten minutes, or so.
Oh, I got my things.
We’ll make it up as we go along.
Oh, with you I could never be alone.
Never be alone.


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venerdì 17 febbraio 2006 - ore 10:31


Dottore
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Dottore, dottore del buso ecc. ecc.
Complimenti a Paolo "Tetsuja", amico e baldo barista del fu Pachuca per il suo 110 per il quale, come si vede, i festeggiamenti erano iniziati già la notte dell’ultimo dell’anno, in quel di Piazza Dam ad Amsterdam.

Grazie al DNA per un’altra serata nella quale la domanda ricorrente diventa riuscirò a scendere le scale?
Stasera a qualche ora, ovviamente, si torna lì per la RockScene di Mist e Kais, non prima di una pizza per un leso pugliese e, forse, di un giro per Albignasego e dintorni.

In compenso
Domani sera, sabato 18 febbraio, al Deposito Giordani (Pordenone)
AFTERHOURS IN CONCERTO
Tour ufficiale di "Ballads for little hyenas"


L’ESTATE - AFTERHOURS
Ogni goccia di saliva che c’è in te
ho cercato di sentirla mia
la tua bocca cieca che mi aspetta
sento che ha ragionevolmente fretta

Questa estate che ci cola tra le gambe
dici che leccarla ti da un senso
sai è curioso
perchè anch’io sento lo stesso
è perchè io e te non ci crediamo che è successo

Ho il tuo profumo di sudore su di me
ma ho ancora un senso per me stesso?
e succhiando il tuo respiro ti ho sentita sussultare
la realtà che rientra proprio adesso


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giovedì 16 febbraio 2006 - ore 16:11


QWERTYUIOP
(categoria: " Vita Quotidiana ")


La mia vita è cambiata a cinque anni. Mio padre portò a casa un commodore 64, e nulla fu più lo stesso. A cominciare dall’alfabeto: mi avevano insegnato l’ABC. La macchina per scrivere era poco più che un giocattolo, ma stavo imparando ad usare un vero computer, come quelli che vedevo nei film e nel telefilm I ragazzi del computer. Il mio computer parlava QWERTY. La sua tastiera era QWERTY. Anni dopo, avrebbe visualizzato forse filmati di QWERTYn Tarantino, ma io non capivo perché. Mio padre, per non dirmi "è così e basta", mi spiegò che era una non si sa ben quale convenzione. Così imparai a memoria la disposizione dei tasti, al punto di aver bisogno di un traduttore o di un suggeritore per non sbagliare quando, più tardi, la maestra mi avrebbe chiesto l’alfabeto.
Più avanti imparai ad usare le gommose e multifunzione (che piccole Fruit Joy) tastiere Sinclair e, come ultimo step, la 88 tasti (come il nome di un vecchio tecnico di Radio DJ) dello storico PC IBM. Ogni anno la vita per me cambiava, i tasti passavano a 101 o 102, per poi diventare 105 all’arrivo di Windows 95, ma quella disposizione rimaneva la medesima. Esistevano lettere, numeri, tasti cursore e tasti funzione. Una costante, una sicurezza in un mondo in cui cadevano muri ovunque, ma a casa mia c’era sempre bisogno di un muraro per mettere a posto il bagno.
Poi arrivò il signor Logitech.
Il signor Logitech è uno svizzero che prova un assurdo feticismo per i topi. Ogni anno, infatti, disegna almeno 20 nuovi modelli di mouse, dalle variazioni pressoché inesistenti ed inutili, ed è riuscito dove solo l’esimio professor Trabucchi prima di lui trionfò: trovare il modo per fottere gli utenti con un semplice restyling periodico delle sue opere. Il mouse con la palla, la palla al posto del mouse, il mouse senza palle (ottico), il mouse al laser. Il prossimo passo sarà il mouse a fissione nucleare.
Ma c’avesse lasciato in pace almeno per le tastiere.
Dodici milioni di tastiere diverse. Il tastierino staccato, il tastierino unito. I tasti cursore a diamante, quelli a croce. La rassicurante disposizione di "home", "pagina su", "pagina giù": sconvolta. Il tasto "canc" diventa grande mezzo metro.
E poi, i tasti funzione. Così chiamati perché aventi, appunto, una funzione. F1 l’aiuto, F2 la modifica e così via. No, al signor Logitech non basta. F2 deve avviare Word. F3 deve avviare Excel.
Con F4 ti arriva una hostess del servizio Escort più vicino a casa, pronta a tutto tranne i baci in bocca (per quelli bisogna premere insieme Alt, premendo Control c’è, ovviamente, un preservativo in omaggio).
Con F5 puoi vedere un filmato del tuo concepimento, rimesso in scena da una pornoattrice sottopagata e Chuck Norris. Con F6 decidi chi fare uscire dalla casa del Grande Fratello. Con F7 stampi il test del DNA di tuo figlio.. e così via.
Sei così arretrato da voler utilizzare i cari, vecchi tasti funzione? Devi premere "F lock". Ma pensa un po’. Facendo sempre attenzione a non premere F12, utile in caso di stipsi per mandare a cagare i progettisti Logitech.

COMMON PEOPLE - PULP
She came from Greece she had a thirst for knowledge,
she studied sculpture at Saint Martin’s College,
that’s where I,
caught her eye.
She told me that her Dad was loaded,
I said "In that case I’ll have a rum and coca-cola."
She said "Fine."
and in thirty seconds time she said,

"I want to live like common people,
I want to do whatever common people do,
I want to sleep with common people,
I want to sleep with common people,
like you."

Well what else could I do -
I said "I’ll see what I can do."
I took her to a supermarket,
I don’t know why but I had to start it somewhere,
so it started there.
I said pretend you’ve got no money,
she just laughed and said,
"Oh you’re so funny."
I said "yeah?
Well I can’t see anyone else smiling in here.
Are you sure you want to live like common people,
you want to see whatever common people see,
you want to sleep with common people,
you want to sleep with common people,
like me."
But she didn’t understand,
she just smiled and held my hand.
Rent a flat above a shop,
cut your hair and get a job.
Smoke some fags and play some pool,
pretend you never went to school.
But still you’ll never get it right,
cos when you’re laid in bed at night,
watching roaches climb the wall,
if you call your Dad he could stop it all.

You’ll never live like common people,
you’ll never do what common people do,
you’ll never fail like common people,
you’ll never watch your life slide out of view,
and dance and drink and screw,
because there’s nothing else to do.

Sing along with the common people,
sing along and it might just get you through,
laugh along with the common people,
laugh along even though they’re laughing at you,
and the stupid things that you do.
Because you think that poor is cool.


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