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"A day of dappled seaborne clouds."

The phrase and the day and the scene harmonised in a chord. Words. Was it their colours? He allowed them to glow and fade, hue after hue: sunrise gold, the russet and green of apple orchards, azure of waves, the greyfringed fleece of clouds. No, it was not their colours: it was the poise and balance of the period itself. Did he then love the rhythmic rise and fall of words better than their associations of legend and colour? Or was it that, being as weak of sight as he was shy of mind, he drew less pleasure from the reflection of the glowing sensible world through the prism of a language manycoloured and richly storied than from the contemplation of an inner world of individual emotions mirrored perfectly in a lucid supple periodic prose?

(J. Joyce, "A portrait of the Artist as a Young Man")


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venerdì 16 giugno 2006 - ore 23:24


Versi Liberi
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Il mondo ideale è il posto in cui vivremmo
Se smettessimo di pensarlo un’utopia.
I sogni son ciò che realizzeremmo
Se il grigiore della vita non scolorisse la magia.
E se d’Icaro avessi le piumate ali
Lanciato sulla brezza dell’oceano dorato dal sole
E m’avessero avvertito che la cera si scioglie col calore
Tuttavia salirei deciso verso l’astro luminoso
E continuerei a cercarlo con la mano protesa
Nella splendida illusione di poterlo toccare
Fino all’istante in cui, perdute l’ale
Comincerei a piombare a picco verso l’Oblio
Sorridendo, consapevole di aver davvero vissuto.
E se Prometeo non avesse già rubato
Il sacro Fuoco, facendo aprire gli occhi all’Uomo
Coraggioso andrei a sottrarre al geloso Cielo
La scintilla che dall’ombra dell’ignoranza
Salverebbe i miei amati fratelli.
E, una volta incatenato e torturato,
Mentre l’aquila pasteggia delle mie carni
Con una smorfia urlerei verso le nuvole:
"E’ tutto qui ciò che potete fare
Per punir chi v’ha umiliati sottraendovi
Ciò che impediva ai mortali di vedere
La vostra grigia meschinità e impotenza?"


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venerdì 9 giugno 2006 - ore 22:05


Bonsai
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Mentre mi guardo Polonia-Ecuador sul canale cinese CCTV-5 in streaming (grazie alla rai che paga milioni di euro per far venire John Travolta e Orlando Bloom a Sanremo e poi non si compra nemmeno tutte le partite del mondiale) ho il tempo di aggiornare un pochino questo blog, che negli ultimi mesi s’è abbruttito per eccesso di trascuratezza.
Novità importanti non ce ne sono; ultimamente ho passato molto tempo a riorganizzare tutto quello che ho scritto in questi anni, cercando di fare una cernita tra la spazzatura totale (molta) e quello che un giorno potrebbe far parte di un libro pubblicato (il mio sogno sin dal periodo del liceo).
Parecchie cose mi hanno riportato alla mente situazioni e persone importanti, assieme ad emozioni che credevo di aver rimosso del tutto e che stanno invece ancora nel mio cuore. Tante mi hanno fatto sorridere, non so se un sorriso amaro per la consapevolezza della perduta innocenza della prima giovinezza, o un sorriso melancolico derivato dall’acquisita saggezza per le cose della vita; probabilmente un misto delle due cose.
Joseph Conrad diceva che a un certo punto, nella vita, si inizia a scorgere una "linea d’ombra"sul proprio cammino. La linea d’ombra rappresenta quel limite che, una volta varcato, sancisce insindacabilmente il passaggio dalla giovinezza all’età matura; tutto considerato, credo proprio che questa linea si stia definendo davanti a me, e che presto mi si parerà innanzi e mi costringerà a varcarla, lasciandomela alle spalle per sempre.
Ma lasciando perdere la filosofia delle cose tristi, due passioni sbocciate in me di recente hanno contribuito a tenere la mia mente occupata e ad allontanare i pensieri.
La prima è la passione per la stenografia. E’ una cosa nata così, per caso; mi incuriosiva già da quando avevo letto che Charles Dickens l’aveva imparata sin da giovanissimo (del resto chi lavorava nei tribunali inglesi in quel periodo doveva conoscerla) e che anche il grande Ernest Hemingway, in qualità di reporter internazionale, l’aveva utilizzata. Ho trovato un sito da cui era possibile scaricare un corso di Teeline (la tecnica stenografica tuttora insegnata nelle scuole di giornalismo britanniche; un esame di teeline è un prerequisito per ottenere la laurea in giornalismo) e mi sono messo a provare. All’inizio sembrava difficile, ma in realtà è utile, bello e divertente. Ok, sarà una cosa superata nel 2006, ma a me piace e continuerò a esercitarmi fino a quando non riuscirò ad essere abbastanza veloce da poter scrivere alla velocità alla quale si parla (circa 80 parole al minuto).
L’altra passione è un bellissimo, fantastico bonsai di melo che è apprso in casa qualche giorno fa. Ho sempre desiderato coltivare un bonsai; appena l’ho visto me ne sono innamorato subito (intanto è finito il primo tempo, vantaggio dell’Ecuador con gol di Tenorio al 24’; il video dopo qualche minuto di buffering si vede fluido e con ottima definizione, peccato per la telecronaca in cinese che non è il massimo) e sono andato su Internet a cercarmi tutte le informazioni per curarlo al meglio. Oggi sono andato a comprarmi l’antiparassitario specifico e il concime; ogni giorno lo innaffio con cura e controllo l’esposizione alla luce solare. Appena posso metterò una foto; intanto chiudo qui perchè sto allungando il post oltre il necessario. Mo mi guardo il secondo tempo, e poi a nanna che domani mattina si studia...

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lunedì 29 maggio 2006 - ore 22:41



(categoria: " Vita Quotidiana ")


...Hay momentos en que el alma se desborda como un vaso de mirra que ya no basta a contener el perfume; instantes en que flotan los objetos que hieren nuestros ojos, y con ellos flota la imaginación. El espíritu se desata de la materia y huye, huye a través del vacío a sumergirse en las ondas de luz, entre las que vacilan los lejanos horizontes.

La mente no se halla en la tierra ni en el cielo. Recorre un espacio sin límites ni fondo, océano de voluptuosidad indefinible, en el que empapa sus alas para remontarse a las regiones en donde habita el amor.

Las ideas vagan confusas, como esas concepciones sin forma ni color que se ciernen en el cerebro del poeta; como esas sombras, hijas del delirio, que nos llaman al pasar y huyen, nos brindan amor y se desvanecen entre nuestros brazos...

(Gustavo Adolfo Bécquer, "El Caudillo de las Manos Rojas", in "Leyendas)


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mercoledì 5 aprile 2006 - ore 17:44


Evvai!!!
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Finalmente è finita la sessione di esami...3 su 3 andati!!!
E adesso mi godo un aprile di relax e sport all’aria aperta!
Ya-hoo!!!


Turandot
Ecco! È l’ora! È l’ora della prova!

Calaf
Non la temo!

Turandot
Ah! Calaf, davanti al popolo con me!

Calaf
Hai vinto tu!

La folla
Diecimila anni al nostro Imperatore!

Turandot
Padre augusto, conosco il nome dello straniero!
Il suo nome è… Amor!

La folla
Amor! O sole! Vita! Eternità!
Luce del mondo e amore!
Ride e canta nel sole l’infinità nostra felicità!
Gloria a te! Gloria a te! Gloria!



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martedì 21 marzo 2006 - ore 20:29


Suprema determinazione
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Il principe Calaf ha deciso di suonare il gong e di sottoporsi ai tre enigmi di Turandot. Se non risponderà in maniera corretta, verrà ucciso. L’imperatore, stanco di sacrificare alla superbia della figlia le vite dei migliori giovani del mondo, cerca di convincere Calaf a ritirarsi, ma per tre volte la risposta del giovane è sempre la stessa. Puccini in questa scena della Turandot trasforma la musica in simbolo: il vibrare deciso delle note nel petto della secca risposta di Calaf, per tre volte, diviene l’emblema supremo della determinazione.

"
L’Imperatore:
Un giuramento atroce mi constringe
a tener fede al fosco patto.
E il santo scettro ch’io stringo gronda di sangue.
Basta sangue! Giovine, va’!

Calaf:
Figlio del Cielo, io chiedo d’affrontar la prova!

L’Imperatore:
Fa ch’io possa morir senza portare
il peso della tua giovine vita!

Calaf:
Figlio del Cielo, io chiedo d’affrontar la prova!

L’Imperatore:
Non voler che s’empia ancor d’orror la Reggia, il mondo...

Calaf:
Figlio del Cielo, io chiedo d’affrontar la prova!

L’Imperatore:
Straniero, ebbro di morte!
E sia! Si compia il tuo destino!
"



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domenica 19 marzo 2006 - ore 19:16


E spiritu, in versis
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Mi persi nel vento che soffiava tra i capelli
D’una ragazza sparsi, il cui nome non sapevo;
Il raggio stetti ad ammirar divino che scendea
Sul suo volto da uno squarcio nel grigior del cielo.

Si fermò poi la brezza per un istante eterno
E forse con ella il tempo stesso capriccioso;
Mi vidi rigido nel repentino sussulto
Che trasmise il baleno alle membra mie fiaccate.

Il tiepido rossore del sol di primavera
Che dolcemente scalda le gote intorpidite;
Il pallido colore della tremula fiamma
Che illumina il viandate nelle notti senza stelle.

Il sordo rumore di campane sull’oceano
Mentre la nave solcava quella bianca spuma
Udii sonar, e fu vertigine sulla torre
Che dominavo senza avervi messo piede mai.

Mi narrava la musa venti versi dispersi
Nei venti che la chioma facevan sussultare
Divina di quell’esser fatato, portentoso
Che stava nel silenzio immerso, e che sognava.

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sabato 11 marzo 2006 - ore 19:05



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Non sono che i brandelli dell’uomo che ero
Troppe lacrime amare piovono su di me
Sono lontano da casa
E sto affrontando tutto questo
Da troppo tempo.

Sento che nessuno mi ha mai detto la verità
Riguardo al diventare grande, e che terribile lotta sarebbe stata
Nel mio stato di confusione
Ho guardato al passato per trovare
Il punto in cui qualcosa è andato storto...

Troppo amore ti ucciderà
Se non riesci a deciderti
Diviso tra l’amante
E l’amore che ti lasci alle spalle
Sei destinato al disastro
Perchè non hai mai interpretato i segni
Troppo amore ti ucciderà
Ogni volta.

Non sono che l’ombra dell’uomo che ero
E sembra non ci sia via d’uscita per me
Ero solito mettervi di buon umore
Ora tutto ciò che faccio è portarvi giù di morale.

Come sarebbe se foste al posto mio
Non capite che è impossibile fare una scelta
Non è possibile trovare un senso in questo
In ogni modo sono destinato a perdere...

Troppo amore ti ucciderà
Tanto vero quanto no
Risucchierà l’energia che c’è in te
Facendoti pregare,urlare e strisciare
E il dolore ti renderà pazzo
Sei la vittima del tuo crimine
Troppo amore ti ucciderà
Ogni volta.

Troppo amore ti ucciderà
Trasformerà la tua vita in una bugia
Si, troppo amore ti ucciderà
E non capirai perchè
Daresti la tua vita, venderesti la tua anima
Ma ecco che di nuovo
Troppo amore ti ucciderà
Alla fine, alla fine....



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martedì 21 febbraio 2006 - ore 18:43



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Estoy contino en lágrimas bañado,
rompiendo siempre el aire con sospiros,
y más me duele el no osar deciros
que he llegado por vos a tal estado;

que viéndome do estoy y en lo que he andado
por el camino estrecho de seguiros,
si me quiero tornar para hüiros,
desmayo, viendo atrás lo que he dejado;

y si quiero subir a la alta cumbre,
a cada paso espántanme en la vía
ejemplos tristes de los que han caído;

sobre todo, me falta ya la lumbre
de la esperanza, con que andar solía
por la oscura región de vuestro olvido.

(Garcilaso, soneto XXXVIII)

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sabato 11 febbraio 2006 - ore 13:56



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Miii che bella giornata!!! Un pomeriggio di basket non me lo leva nessuno!
E stasera al Taliercio a Mestre a vedere Aldo, Giovanni e Giacomo dal vivo...non vedo l’ora!!!

Ieri sono anche iniziate le olimpiadi di Torino...bella cerimonia, per me i momenti più toccanti sono stati "Imagine" arrangiata e cantata da Peter Gabriel, e l’aria della Turandot "Nessun Dorma" eseguita dal grande Luciano.

Nessun dorma, nessun dorma...
Tu pure, o principessa, nella tua fredda stanza
Guardi le stelle
Che tremano d’amore e di speranza...

Ma il mio mistero è chiuso in me!
Il nome mio nessun saprà, no, no
Sulla tua bocca lo dirò
Quando la luce splenderà!

Ed il mio bacio scioglierà il silenzio
Che ti fa mia.

(Il nome suo nessun saprà
E noi dovrem, ahimè, morir, morir!)

Dilegua, o notte! Tramontate, stelle!
Tramontate stelle...
All’alba vincerò!
Vincerò! Vincerò!



Se queste parole per qualcuno non hanno senso, si legga la trama della Turandot di Puccini...per me è un testo bellissimo, molto poetico, e di una forza davvero magica.


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martedì 24 gennaio 2006 - ore 17:04


Fantasmi dal passato
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ma che ci vieni a fare da me? Davvero ti serve il mio aiuto? Sei sicura che non potevi rivolgerti a qualcun’altro? Non sai che forse potrebbe farmi ancora male? Del resto che ti importa...non ti è mai importato forse...

I watch the western sky
The sun is sinking
The geese are flying south
It sets me thinking

I did not miss you much
I did not suffer
What did not kill me
Just made me tougher

I feel the winter come
His icy sinews,
Now in the firelight
The case continues

Another night in court
The same old trial
The same old questions asked
The same denial

The shadows closing round
Like jury members
I look for answers in
The fire’s embers

Why was I missing then
That whole December?
I give my usual line,
I don’t remember

Another winter comes
His icy fingers creep
Into these bones of mine
These memories never sleep
And all these differences
A cloak I borrow
We kept our distances
Why should it follow
I must have loved you?

What is the force that binds the stars?
I wore this mask to hide my scars
What is the power that moves the tide?
Never could find a place to hide

What moves the earth around the sun?
What could I do but run and run and run?
Afraid to love, afraid to fail
A mast without a sail

The moon’s a fingernail
And slowly sinking
Another day begins
And now I’m thinking

That this indifference
Was my invention
When everything I did
Sought your attention

You were my compass star
You were my measure
You were a pirate’s map
Of buried treasure

If this was all correct
The last thing I’d expect
The prosecution rests
It’s time that I confessed
I must have loved you
I must have loved you...



Queste parole di Sting sembrano scritte apposta per me...

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