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![]() Nelson, 29 anni spritzina di Padova CHE FACCIO? Penso Sono sistemato [ SONO OFFLINE ] [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ] STO LEGGENDO HO VISTO STO ASCOLTANDO ![]() ![]() ![]() ABBIGLIAMENTO del GIORNO ORA VORREI TANTO... Andare ad un concerto dei Rammstein in Germania. STO STUDIANDO... Non si finisce mai di studiare, né di imparare. OGGI IL MIO UMORE E'... ![]() ![]() ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... PARANOIE 1) Dimenticare 2) Essere disprezzato in quello che ritieni ti renda speciale. 3) dare l'anima per aiutare gli altri e prendersela sempre in quel posto!!!!!!!! 4) la vita è come una lavagna..dove lasperanzascrive la realtà cancella.. MERAVIGLIE 1) il sesso 2) ... l'instabilità del caso ... sapere che vivere nn è una teoria matematica e in ogni attimo tutto può essere rivoluzionato anche da una semplice frase... BLOG che SEGUO: CIRCUITS Kissa Politik miky32 dux vampiretta ordine bionda87 isapio bstardario Apollo13 bevirosso Seriusseb B_b guzzissimo marrabbio anna1982 SAEUDO alemaledit Mc fly USAlex biankaneve : Tafy Il 2000mo: EmmaBovary Il 3000mo: GOLDRAKE BOOKMARKS UTENTI ONLINE: |
lunedì 9 ottobre 2006 - ore 20:29 Voglio lavorare solo nei campi. Sono stufa di dover avere a che fare con gente saccente, superba e maleducata. LEGGI I COMMENTI (5) - PERMALINK lunedì 9 ottobre 2006 - ore 15:08 Gb, terrorista "salvo" con burqa Ricercato si finge donna islamica Si è travestito da donna musulmana, con tanto di burqa: così uno dei principali sospettati in unimportante indagine antiterrorismo è riuscito a evitare per diversi giorni la cattura. Il fatto che un latitante sia riuscito a scappare dalla polizia usando lo stratagemma del burqa, che copre il viso, ha contribuito ad alimentare la polemica sulluso del velo islamico già sostenuta dallex ministro degli Esteri Straw. Foto segnaletiche e informative sulla vera identità del sospettato erano state trasmesse a porti e aeroporti per impedirgli di lasciare la Gran Bretagna, ma inutilmente. Luomo alla fine è stato successivamente arrestato e ora è uno degli oltre novanta detenuti nelle carceri del Paese in attesa di processo per reati di terrorismo. E la prima volta che un caso del genere si verifica in Gran Bretagna. La tattica, travestirsi da donna con il burqa, è stata invece utilizzata frequentemente dai combattenti islamici - kamikaze compresi - in Iraq e in Afghanistan. Anche Abu Musab al Zarqawi, lex leader di al Qaida in Iraq, lha sfruttata varie volte. "Preferisco parlarci guardandole in faccia", ha detto nei giorni scorsi Straw alludendo alle donne musulmane, "meglio dunque se si tolgono il velo". In un articolo pubblicato da un quotidiano locale di Blackburn, il distretto dove lex capo del Foreign Office è stato eletto, Straw ha inoltre riconosciuto di aver chiesto spesso alle signore di religione islamica che gli chiedono un colloquio di togliersi il velo. Il leader della Camera dei Comuni ha spiegato che questa sua richiesta va avanti da oltre un anno e spesso le donne non hanno fatto rimostranze. "Durante le visite è sempre presente un membro femminile del mio staff", ha chiarito Straw, "e la mia esortazione non ha mai voluto essere una pretesa. Ritengo solamente che si comunichi meglio". Lex ministro degli Esteri ha inoltre evidenziato che il velo intero "rende più difficile migliorare i rapporti tra le due comunità" e può essere ritenuto "un segno visibile di separazione e differenza". LEGGI I COMMENTI (2) - PERMALINK domenica 8 ottobre 2006 - ore 13:30 "LItalia sfrutta gli immigrati" Amato denuncia le colpe del Paese "Quasi tutti sono sfruttati. Ma ricordiamoci che tanti sono sfruttati anche da italiani". In un’intervista al Corriere della Sera, il ministro dell’Interno, Giuliano Amato, denuncia le condizioni degli immigrati nel nostro Paese, attribuendo colpe agli italiani che alimentano il lavoro nero, affittano una casa a più extracomunitari e vanno con le prostitute. "Non ho nessuna obiezione a prendermela con i clienti", dice Amato. Nel suo duro intervento, Amato parla dei ragazzini che lavano i vetri ai semafori "e lo fanno timidamente" e di quanti "lo fanno in modo aggressivo", ma ricorda che "quasi tutti sono sfruttati. E tanti sono sfruttati anche da italiani". "Buona parte della nostra edilizia - continua il ministro - vive di lavoro nero immigrato. Costano molto meno. Si denuncia la loro presenza nel cantiere solo quando hanno un incidente, per evitare guai. E sono i più fortunati. Altri ricevono una somma cash purché spariscano". Se Amato giustifica gli italiani che si lamentano dei reati compiuti dagli stranieri in Italia, allo stesso tempo condanna i nostri connazionali che stanno dietro a numerose piaghe esistenti nella nostra società: " Non c’è un bianco e un nero. Non ci siamo solo noi italiani virtuosi, disturbati nella nostra vita quotidiana da persone che sgradevolmente si sono inserite. Ci sono anche diversi di noi che di questa sgradevolezza fanno la fonte del proprio reddito. Il principale incentivo all’immigrazione clandestina non sono i semafori ma il lavoro nero". Sulle polemiche che spesso sorgono nei quartieri più degradati, le parole di Amato hanno il sapore di una vera denuncia:"Questi fenomeni li crea l’ingordigia di alcuni proprietari di immobili i quali all’affitto di una famiglia preferiscono sei studenti o ancora meglio sedici immigrati che vengono messi a centimetri quadrati, realizzando un profitto fuori di misura. Via Anelli, a Padova, è figlia di questo". Il ministro non usa mezzi termini neanche contro chi va con le prostitute: "Non ho alcuna obiezione a prendersela con i clienti". "Quando si cita la privacy - spiega il ministro - a difesa di uno squallido maschio che gira per la Salaria alla ricerca di ragazze dalle quali ottenere a pagamento ciò che non sa ottenere altrimenti, beh, della sua privacy mi interessa ben poco". L’intervento del ministro avviene a pochi giorni dalla ultimazione del disegno di legge di riforma della legge Bossi-Fini. "Vorrei che su un tema epocale come questo le forze politiche avessero delle linee guida condivise. Spero che vinca la ragione ma temo che lo sfruttamento dell’emotività e le pregiudiziali ideologiche possano prevalere. Il mio progetto - continua il ministro - dovrà aiutarci a tenere distinti con maggior rigore gli immigrati regolari da quelli clandestini e dovrà evitare ai primi le inutili vessazioni alle quali l’attuale legge in più casi li assoggetta". Commento con le parole di una ragazza madre "non extracomunitaria" e disoccupata: Mi sono rivolta all’inps pensando di aver diritto a qualche indennità, invece, con mio rammarico ho scoperto di non aver sufficiente anzianità contributiva per colpa dello stage...sono andata via con il mio pancione e una fila di extracomunitari che andavano a ritirare i loro assegni...che dire? Sono diventata mamma da 2 mesi e ormai comincio a rassegnarmi all’idea che dovremo barcamenarci con un solo stipendio e un mutuo da pagare, una casa troppo piccola e un’utilitaria troppo vecchia. Con un bimbo e alla "veneranda" età di 32 anni sono tagliata fuori dal mercato. Le agenzie interinali? un grande bluff, del resto loro stesse si avvalgono di stagisti non retribuiti e lavoratori precari. W l’Italia! Aggiungo altro commento da parte di un’altra ragazza disoccupata e arrabbiata: le ragazze (perchè in genere sono tutte ragazze) che ci accolgono nelle agenzie interinali sono laureate, e ci scannerizzano da quando mettiamo la mano sulla porta fino a quando non la richiudiamo alle nostre spalle, controllano se salutiamo quando entriamo, se portiamo jeans o pantaloni di lino, se abbiamo la gonna troppo corta o troppo lunga, se abbiamo le spalle coperte o una scollatura esagerata, se quando ci parlano le guardiamo negli occhi o ci soffermiamo a guardare la loro bocca, se giochiamo con qualcosa che abbiamo in mano etc...e 90 volte su 100 veniamo scartate, magari anche solo perchè teniamo le spalle basse. queste cose me le ha dette una ragazza che ha fatto 5 mesi di stage in un’agenzia e sinceramente le credo, però mi sono chiesta come mai noi no, e tutti gli extracomunitari che puzzano, non parlano una parola di italiano, masticano la gomma mentre parlano etc (badiamo non sono razzista, solo un po’ scocciata) a loro lo trovano il lavoro! e cavolo se glielo trovano! e se per caso lo perdono pronti dopo 5 giorni a trovarne un altro e noi a casa perchè quel dannato giorno che siamo passate di li avevamo la canottiera al posto della camicia! e con questo non dico altro perchè ho già parlato troppo...scusate lo sfogo... nena 17/08/2006 LEGGI I COMMENTI (3) - PERMALINK sabato 7 ottobre 2006 - ore 14:53 Battaglia di Lepanto: lezione di storia per la vita di oggi La battaglia del 1571 Le ragioni storiche dello scontro Dopo che il 31 maggio 1453 Maometto II aveva conquistato la città di Costantinopoli e con essa il millenario Impero cristiano d’Oriente, i turchi ottomani ritenevano imminente il giorno del loro dominio universale. Nel 1521 si erano impadroniti di Belgrado; nel 1526 avevano conquistato l’Ungheria ed erano arrivati fino alle porte di Vienna. In Italia avevano invaso e saccheggiato tutte le coste del meridione. Tripoli era già stata tolta agli spagnoli, l’isola di Chio ai genovesi, Rodi ai cavalieri che la possedevano e la stessa isola di Malta, nuova sede dei cavalieri, sarebbe caduta nelle mani turche se Jean de La Valette, Gran Maestro dell’Ordine non l’avesse difesa e salvata con eroico valore. Nel febbraio 1570 era giunto a Venezia un ambasciatore turco con un ultimatum della Sublime Porta: o la cessione al sultano dell’isola di Cipro o la guerra. Venezia aveva rifiutato con sdegno. Ma dopo undici mesi di assedio il 1 agosto 1571, nell’isola di Cipro era caduta la città di Famagosta. Il patto di resa garantiva la vita ai difensori superstiti, ma quando il comandante turco era penetrato a Famagosta aveva fatto scorticare vivo il comandante della piazza cristiana Marcantonio Bragadin. Il corpo era stato squartato, la pelle di Bragadin era stata quindi riempita di paglia, rivestita con la sua uniforme e trascinata per la città. Il terrore regnava nel Mediterraneo, l’antico Mare nostrum. La sorte dei cristiani di Cipro era quella che l’Islam sembrava preparare ai cristiani di tutta Europa. Sulla cattedra di Pietro sedeva un teologo domenicano, Michele Ghislieri, salito al pontificato all’inizio del 1566 con il nome di Pio V. Egli valutò la gravità del pericolo e comprese che solo una guerra preventiva avrebbe salvato l’Occidente. Con parole gravi e commosse esortò le potenze cristiane ad unirsi contro gli aggressori e di questa difesa della cristianià fece l’asse del suo breve pontificato. Non tutti, però, risposero all’appello. L’espansione dei turchi si sviluppava anche grazie alla complicità decisiva di paesi cristiani, come la Francia, che in nome della realpolitik, oggi diremmo dei suoi interessi geopolitici, incoraggiava e finanziava i turchi per indebolire il suo tradizionale nemico: la casa imperiale d’Austria. Tuttavia grazie alle preghiere e alle insistenze del pontefice, il 25 luglio del 1570, la Spagna, Venezia e il Papa conclusero l’alleanza contro i turchi. Subito dopo aderirono il duca di Savoia, la Repubblica di Genova e quella di Lucca, il granduca di Toscana, i duchi di Mantova, Parma, Urbino, Ferrara, l’Ordine sovrano di Malta. Si trattava di una prefigurazione dell’unità italiana su basi cristiane, la prima coalizione politica e militare italiana nella storia. Alla testa della Lega Cristiana fu posto un giovane di 25 anni: don Giovanni d’Austria, figlio naturale di Carlo V e dunque fratellastro del re di Spagna Filippo II. La flotta pontificia, costituita grazie all’aiuto decisivo dei cavalieri di Santo Stefano, era comandata da Marcantonio Colonna, duca di Paliano, a cui il Papa affidò la bandiera della Chiesa. La Santa Lega fu ufficialmente proclamata a Roma nella basilica di San Pietro. Lasciata Messina, dove si era concentrata alla fine di agosto, dopo venti giorni di navigazione con rotta verso levante, la flotta cristiana attaccò il nemico alle undici di mattina di quella domenica 7 ottobre dell’anno 1571. Lo svolgimento della battaglia All’alba del 7 ottobre 1571 una gigantesca flotta ottomana, la più numerosa mai schierata nel Mediterraneo, avanzava lentamente, con il vento di scirocco in poppa. Circa 270 galee e una quantità indescrivibile di legni minori formavano un semicerchio, una enorme e minacciosa mezzaluna che occupava tutte le acque che dalle coste montagnose dell’Albania, a nord, arrivano alle secche della Morea, a sud. Al centro della mezzaluna che avanzava, sulla nave ammiraglia, chiamata la Sultana, sventolava uno stendardo verde, venuto dalla Mecca, che recava ricamato in oro per 28.900 volte il nome di Allah. Di fronte, in formazione a croce, era schierata la flotta cristiana, sulla cui ammiraglia, comandata da don Giovanni d’Austria, garriva un enorme stendardo blu con la raffigurazione del Cristo in Croce. La battaglia durò cinque ore e si decise al centro dello schieramento, dove le navi ammiraglie si speronarono l’un l’altra formando un campo di battaglia galleggiante in cui si susseguirono attacchi e contrattacchi finchè il reggimento scelto degli archibugieri di Sardegna riuscì a sferrare l’attacco decisivo. Alì Pascià fu colpito a morte e sulla Sultana fu ammainata la Mezzaluna e issato il vessillo cristiano. Si coprirono di valore tra gli altri i Colonna e gli Orsini, sette della stessa famiglia, il conte Francesco di Savoia che cadde in battaglia, il ventitreenne Alessandro Farnese, destinato a divenire uno dei maggiori condottieri del secolo, Giulio Carafa che, preso prigioniero si liberò e si impadronì del brigantino nemico, ed i veneziani tutti che pagarono il maggior tributo di sangue. Il provveditore veneziano Agostino Barbarigo che comandava l’ala sinistra dello schieramento cristiano, si batté, fino a che non gli mancarono le forze, con una freccia infitta nell’occhio sinistro. Sulla sua ammiraglia, Sebastiano Venier, combatté a capo scoperto e in pantofole perché, risponde a chi gliene chiede il motivo, fanno migliore presa sulla coperta. Ha settantacinque anni e imbraccia la balestra, aiutato da un marinaio per il caricamento dell’arma, un’operazione che era ormai superiore alle sue forze. Sopraffatto dal numero viene soccorso dalle galee di Giovanni Loredan e Caterino Malipiero, che trovano la morte nella lotta. Al termine della battaglia la Lega aveva perso più di 7.000 uomini, di cui 4.800 veneziani, 2.000 spagnoli, 800 pontifici, e circa 20.000 feriti; i turchi, contarono più di 25.000 perdite e 3.000 prigionieri. Il nome di Lepanto era entrato nella storia. Per la prima volta dopo un secolo il Mediterraneo tornò libero. A partire da questo giorno iniziò il declino dell’impero ottomano. Nel pomeriggio del 7 ottobre, Pio V che aveva moltiplicato le preghiere a Colei che sempre aveva soccorso i cristiani nelle ore drammatiche della cristianità, stava esaminando i conti con alcuni prelati. D’improvviso fu visto levarsi, avvicinarsi alla finestra fissando lo sguardo come estatico e poi, ritornando verso i prelati esclamare: "Non occupiamoci più di affari, ma andiamo a ringraziare Iddio. La flotta cristiana ha ottenuto vittoria". Il Pontefice attribuì il trionfo di Lepanto all’intercessione della Vergine e volle che nelle Litanie lauretane si aggiungesse l’invocazione Auxilium christianorum. Anche il Senato Veneziano che non era composto da donnicciole, ma da uomini fieri e rotti a sfidare i più gravi pericoli in mare e in terra, volle attribuire alla Santissima Vergine il merito principale della vittoria e sul quadro fatto dipingere nella sala delle sue adunanze fece scrivere queste parole: "Non virtus, non arma, non duces, sed Maria Rosarii, victores nos fecit" (non il valore, non le armi, non i condottieri, ma la Madonna del Rosario ci ha fatto vincitori). tratto da Centro Culturale Lepanto (www.lepanto.org). LEGGI I COMMENTI (3) - PERMALINK venerdì 6 ottobre 2006 - ore 18:28 Questo Paese si dovrebbe vergognare "Lavoro" dal forum di padovanet Sono laureata da quasi 4 anni e, ahimé, sono ancora senza lavoro, o meglio senza un contratto a tempo indeterminato, alla "bella" età di 32 anni. Dopo uno stage e ben quattro contratti a tempo determinato nei più svariati settori, dai famigerati call center, alla grande distribuzione e da ultimo una piccola azienda a conduzione familiare mi sono ritrovata a casa e incinta! Durante la gravidanza ho cercato lo stesso qualche lavoretto accontentandomi ovviamente di contratti atipici e per un periodo limitato (max 3 mesi) senza nessuna pretesa, semplicemente per raccimolare qualche soldo in più. Risultato: ho fatto tabula rasa intorno a me perché essere incinta mi ha fatto sentire una sorta di appestata e un pericolo per le aziende... Mi sono rivolta all’inps pensando di aver diritto a qualche indennità, invece, con mio rammarico ho scoperto di non aver sufficiente anzianità contributiva per colpa dello stage...sono andata via con il mio pancione e una fila di extracomunitari che andavano a ritirare i loro assegni...che dire? Sono diventata mamma da 2 mesi e ormai comincio a rassegnarmi all’idea che dovremo barcamenarci con un solo stipendio e un mutuo da pagare, una casa troppo piccola e un’utilitaria troppo vecchia. Con un bimbo e alla "veneranda" età di 32 anni sono tagliata fuori dal mercato. Le agenzie interinali? un grande bluff, del resto loro stesse si avvalgono di stagisti non retribuiti e lavoratori precari. W l’Italia! Laura [04/10/2006] LEGGI I COMMENTI (1) - PERMALINK giovedì 5 ottobre 2006 - ore 13:56 DIROTTATORE inviato da Osservatore alle 10:01 AM del 5/10/2006 Il turco che ha dirottato laereo che è finito a Brindisi è un dritto! Avendo chiesto asilo politio allAlbania e non avendolo ottenuto ora tenta di ottenerlo in Italia inventando frottole. Solo che i politici albanesi sono seri e non concedono asilo politico al primo venuto mentre i politici italiani, soliti buonisti, glielo concederannno magnanimamente. Comunque sia, in Italia basta dire che sei omosessuale e te lo concedono subito, grazie al ministro Ferrero (rifondazione). ![]() Dal forum di jumpy LEGGI I COMMENTI (2) - PERMALINK mercoledì 4 ottobre 2006 - ore 11:43 Immigrati: la percentuale di insoddisfazione sale fino al 78 per cento fra i giovani laureati che vivono da noi. Stranieri: il 60% scontento del suo lavoro. Ancora scarse opportunità di carriera: una ricerca presentata alla Caritro il Trentino 14/07/2006 TRENTO. Gli immigrati in Trentino hanno ancora scarse opportunità di fare carriera: oltre il 60% è poco, o per nulla, soddisfatto del lavoro che svolge e la percentuale arriva fino al 78% per quanto riguarda i laureati. Questo è quanto emerge dalla ricerca, presentata ieri mattina alla Fondazione Caritro di via Calepina, del progetto PONTEST - Una rete per l’inserimento degli immigrati, con l’obbiettivo di facilitare la loro integrazione professionale e sociale. I risultati dell’inchiesta evidenziano il divario tra competenze possedute dagli immigrati e lavori effettivamente svolti, a causa della discriminazione che genera spesso esclusione e auto-segregazione. Le competenze apprese nel Paese d’origine sono svalutate nel mercato del lavoro trentino. dove la richiesta di manodopera è di livello basso e genera così una situazione di sotto impiego che si percuote sulle reali possibilità di accesso alle professioni più qualificate. La ricerca conferma che gli stranieri hanno un elevato livello di scolarizzazione: quasi due terzi è in possesso di un diploma, di una laurea e solo il16% non ha proseguito gli studi dopo la scuola dell’obbligo. Le donne sono nettamente più istruite degli uomini, visto che il 30% (contro il 12% del sesso opposto) ha un titolo di studio non inferiore alla laurea. Le donne segnalano maggiormente l’importanza di svolgere un lavoro che piace, in cui si può trovare soddisfazione personale oltre che economica. Indicativo è il fatto che un terzo degli intervistati vorrebbe cambiare lavoro. Per quanto riguarda le prospettive future, il 41% vorrebbe restare in Italia, mentre il 27% desidera tornare nel proprio Paese d’origine. Attualmente risiedono nella Provincia di Trento circa 27.000 stranieri e le autorizzazioni all’ingresso dall’estero rappresentano una dimensione preponderante del mercato del lavoro immigrato: quelle concesse nel 2004 sono state quasi 14.000, con un incremento di quasi il 10% rispetto all’anno precedente. Le nazionalità più presenti sono quelle marocchina, albanese e rumena, ma ci sono anche molte persone provenienti dall’Ucraina, Moldavia e Paesi dell’ex Jugoslavia. Ma io mi chiedo: a chi importa dell’insoddisfazione di coloro che non sono immigrati? LEGGI I COMMENTI (4) - PERMALINK mercoledì 4 ottobre 2006 - ore 10:25 Aereo dirottato... In Pakistan fatwa su Benedetto XVI Nonostante il ridimensionamento dell’episodio di Brindisi, la Santa Sede non riesce a nascondere timori per il viaggio di Benedetto XVI, in programma a fine novembre. "Un gesto violento che potrebbe essere imitato", ha detto il cardinale Laghi. LEGGI I COMMENTI (1) - PERMALINK martedì 3 ottobre 2006 - ore 15:39 Pillola Di Saggezza......hehehe Un fattore comprò uno stallone da monta, un esemplare stupendo! Lo pagò una fortuna ma dopo un mese il cavallo si ammalò. Così il fattore, disperato, chiamò il veterinario: - Beh... il suo cavallo ha un virus, deve prendere queste medicine per tre giorni, dopo il terzo giorno vengo a controllare. Se non si sarà ripreso dovremo abbatterlo! Il porco lì vicino ascoltò tutta la conversazione. Dopo il primo giorno di medicinali era tutto come prima! Il porco si avvicinò al cavallo e gli disse: - Forza amico, alzati! Il secondo giorno la stessa cosa, il cavallo non reagiva. - Dai amico, alzati, altrimenti dovrai morire! - lo avvisò il porco. Il terzo giorno gli diedero la medicina ma... niente! Il veterinario arrivò e disse: - Purtroppo non abbiamo scelta, dobbiamo abbatterlo perché molto probabilmente ha un virus e potrebbe contagiare gli altri cavalli! Il porco sentendo questo, si precipitò ad avvisare il cavallo: - Forza vecchio mio, il veterinario è arrivato, forza alzati, ora o mai più! Alzati subito, dai!!! Il cavallo con un sussulto, si alzò e cominciò a correre! - Miracolo... dobbiamo festeggiare! - gridò il fattore - Facciamo una festa! AMMAZZIAMO IL PORCO! Morale della storia: Fatti sempre i cazzi tuoi! LEGGI I COMMENTI (3) - PERMALINK lunedì 2 ottobre 2006 - ore 23:25 Pensiero del giorno: Politik non commenta più il mio blog, cosa sarà successo? LEGGI I COMMENTI (2) - PERMALINK > > > MESSAGGI PRECEDENTI |
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