"Son maestro di follia, vivo la mia vita sulla fune che separa la prigione della mente dalla fantasia. Il mio futuro è nel presente ed ogni giorno allegramente io cammino sul confine immaginario dell’orizzonte mentre voi, signori spettatori, mi guardate dalla strada, cuori appesi ad un sospiro per paura che io cada. Ma il mio equilibrio è in cielo come i sogni dei poeti, mai potrei viver come voi che avete sempre la certezza della terra sotto i piedi.
..e ringrazio chi ha disegnato questa vita mia perché mi ha fatto battere nel petto il cuore di un equilibrista."
"..Detesto queste mani intrise di sangue. Detesto ciò che i miei occhi hanno visto.
Fino alle mie ginocchia nella melma e nel fango. Quanto fa male purificarsi.
Ero sempre nei miei pensieri, ma mai al mio fianco. Corri - ma se andrai via dovrai per sempre nasconderti. Così, se devi correre, fallo per un rimedio."
“E quando il mio sguardo si levò verso il mondo infinito alla ricerca dell’occhio divino, il mondo mi fissò con un’orbita vuota e sfondata, e l’eternità giaceva sul caos e lo rodeva e rimasticava se stessa.”
<<Il dolore è un oscuro mare profondo nel quale affogherei, se non guidassi con sicurezza la mia piccola imbarcazione diretto verso un sole che non sorgerà mai.>>
- Lestat de Lioncourt-
"E amerò il rumore del vento nel grano..."
"Sono una stella del firmamento che osserva il mondo, disprezza il mondo e si consuma del proprio ardore.
Io sono il mare di notte in tempesta, il mare urlante che accumula nuovi peccati e agli antichi rende mercede.
Sono dal vostro mondo esiliato di superbia educato, dalla superbia frodato, io sono il re senza corona.
Sono la passione senza parole senza pietre nel focolare, senz’arma nella guerra, è la mia stessa forza che mi ammala."
"L’amore è l’arte più difficile. E scrivere, danzare, comporre, dipingere sono la stessa cosa che amare. Funambolismi. La cosa più difficile è avanzare senza cadere."
"Red as the veins, she likes to swim in floating so gently, through this human misery"
“Camminerai dimenticando, ti fermerai sognando”
* Shadow of the Moon *
Will it hurt?
HO VISTO
Foglie sfidare il vento..
La libertà negli occhi di un lupo..
Il sole tramontare quarantatrè volte..
The seed of a Lunacy..
Dolcettiih!!!
The Perfect Element..
Troppi spettri tra le pieghe delle cose...
E una marea di film!
Faccio spesso indigestione di cinema...dal muto ai giorni nostri.
Registi assolutamente geniali?
David Lynch (Mulholland drive, Lost highway, The elephant man, Eraserhead, Wild at heart, Blue Velvet, The Straight Story, Twin Peaks, Dune, Inland Empire)
Tim Burton (Victor, Nightmare before Christmas, the corpse bride, Ed wood, Edward Scissorhands, Beetlejuice, Mars Attacks, Big Fish, Charlie and the chocolate factory, The Legend of Sleepy Hollow, Batman, Planet of the apes, Sweeney Todd)
Lars Von Trier (Le onde del destino, Dancer in the dark, Dogville, Antichrist, Melancholia)
Darren Aronofsky (Requiem for a dream, The fountain, Black Swan)
Ma qui ci sta bene un elenco più o meno random e pessimamente aggiornato (quando me ne ricordo):
Interview with the vampire, Bram Stoker’s Dracula, Murnau’s Nosferatu, Shadow of the Vampire, W. Herzog’s Nosferatu, The addiction, The hunger, Queen of the damned, The crow, Adele H di Truffaut, Suspiria Profondo rosso e Phenomena di Darione, L’aldilà di Fulci, La casa dalle finestre che ridono, Shining, Dogville, The Matrix, The others, Prendimi l’anima, Legends of the Fall, The lord of the rings, Dead poets society, A Clockwork orange, Pulp fiction, Kill Bill, In the mood for love, Viaggio in Italia, Citizen Kane, Novecento, Rapsodia satanica, Poeti dall’inferno, The Devil’s Advocate, La leggenda del pianista sull’oceano, The Green Mile, Lady Hawk, Psycho, Rear Window, The Birds, Braveheart, The Passion of Christ, Dead man, Highlander, The Princess Bride, The Ninth Gate, Jack the Ripper, The phantom of the opera, Fear and loathing in Las Vegas, House of 1000 corpses, They live, The Bridges of Madison County, The hours, Fried Green Tomatoes, V for vendetta, Neverending story, Indiana Jones, Frankenstein junior, Army of Darkness, Splatters, Non ci resta che piangere, The Hitchhiker’s Guide to the Galaxy, 300, The prestige, Il giardino delle vergini suicide, Requiem for a dream, La bussola d’oro, Dellamorte Dellamore, Into the wild, I am legend, Magnolia, Il tredicesimo guerriero, Let the right one in, District 9, Inception, Shutter Island, ecc... (in aggiornamento)
Sentenced, Moonspell, Type O Negative, Katatonia, Nightwish, Charon, Poisonblack, Pain of Salvation, Nine Inch Nails, Death, Muse, Apocalyptica, Entwine, Dark tranquillity, Blind Guardian, In flames, Paradise Lost, My dying bride, After Forever, Him, Cradle of filth, Dimmu Borgir, Rhapsody, Therion, Tristania, To die for, The 69 eyes, Theatre des vampires, Lacuna Coil, Novembre, Tiamat, Placebo, Dream Theater, Death Dies, Bleed in vain, White skull, Lacrimosa, Depeche Mode, The cure, Bauhaus, Joy Division, Tool, Faith no more, Fantomas, Slipknot, Verdena, Subsonica, Battiato, De Andre’, Beethoven, Rackmaninov, Liszt, ...etc...
E’ Inutile che vi dipingiate di colori che non vi appartengono. Basta una pioggia leggera per lavare via la vernice.
Le mie radici sono nere.
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
ORA VORREI TANTO...
"..e ho corso in mezzo ai prati bianchi di luna per strappare ancora un giorno alla mia ingenuità"
"Era una musica selvaggia e indomita, echeggiava tra le colline e riempiva le valli. Provai uno strano brivido lungo la schiena...Non era una sensazione di paura, ma una specie di fremito, come se avessi dei peli sul dorso e qualcuno li stesse accarezzando." A. Orton
la mia stella: "When dusk falls and obscures the sky, you’re the shine of the Northern Star"
"Strange are the ways of the Wolfhearted..."
STO STUDIANDO...
Tutto ciò che ha a che fare con l’Arte! dalla poesia alla letteratura, alla musica, e alle arti plastiche e figurative in senso stretto! Come si può non votare la propria vita a qualcosa di così sublime e immortale? Ma soprattutto…non potrei fare a meno del costante bisogno di scrivere, ossessionata dal terrore che tutto si perda, e che ogni cosa che mi sembra tanto preziosa io non trovi il modo di esprimerla, di renderla importante per me o per qualcun altro... Così...lascio che i pensieri attraversino la mia anima e il mio corpo, scorrendo attraverso le mie vene, come sangue che si tramuta nell’inchiostro che scivola libero sul foglio..come un’emorragia inarrestabile.
"Maledetti, trafitti dalla passione, l’amore ci sopravvive, l’arte ci rende immortali." - J. W. Goethe -
...Siamo storie da raccontare...
...memorie da custodire...
...errori da ricordare...
“Sto diventando sempre meno definito col passare dei giorni. Scomparendo. Beh, potresti dire che sto perdendo la concentrazione, andando alla deriva nell’astratto per quanto riguarda il modo in cui vedo me stesso.
A volte credo di poter vedere direttamente attraverso di me. A volte posso vedere direttamente attraverso di me.
Meno preoccupato riguardo l’adeguarmi al mondo. Il tuo mondo, cioè. Perché non importa più davvero, no, non importa più davvero. Nulla di questo importa più davvero.
Si sono solo, ma dopotutto lo sono sempre stato, per quanto indietro io possa ricordare. Credo che forse sia perché tu non eri mai davvero reale, tanto per cominciare. Io ti ho creato solo per farmi del male.
Ti ho creato solo per farmi del male. Ed ha funzionato. Sì.
Non c’é nessun te. Ci sono solo io. Non c’é nessun fottuto te. Ci sono solo io.
Solamente.
Il più piccolo puntino attirò il mio occhio e si rivelò una piaga. E io avevo questa sensazione bizzarra, come se sapessi che era qualcosa di sbagliato. Ma non riuscivo a lasciarlo stare, continuavo a tormentare la piaga. Era una porta che tentava di sigillarsi, ma io mi ci sono arrampicato attraverso.
Ora sono in un qualche luogo in cui non dovrei essere, e posso vedere cose che so che non dovrei vedere.
E ora so il perché, ora, ora so perché le cose non sono belle dentro.
Only.”
OGGI IL MIO UMORE E'...
Instabile...
"You cannot kill what you did not create. All I’ve got... all I’ve got is insane!"
"Ieri ho passeggiato per le strade come una qualsiasi persona. Ho guardato le vetrine spensieratamente e non ho incontrato amici con i quali parlare. D’improvviso mi sono sentito triste, mortalmente triste, così triste che mi è parso di non poter vivere un altro giorno ancora, e non perché potessi morire o uccidermi, ma solo perché sarebbe stato impossibile vivere il giorno dopo, e questo è tutto.
Fumo, sogno, adagiato sulla poltrona. Mi duole vivere in una situazione di disagio. Debbono esserci isole verso il sud delle cose dove soffrire è qualcosa di più dolce, dove vivere costa meno al pensiero, e dove è possibile chiudere gli occhi e addormentarsi al sole e svegliarsi senza dover pensare a responsabilità sociali né al giorno del mese o della settimana che è oggi.
Do asilo dentro di me come a un nemico che temo d’offendere, un cuore eccessivamente spontaneo che sente tutto ciò che sogno come se fosse reale; che accompagna col piede la melodia delle canzoni che il mio pensiero canta, tristi canzoni, come le strade strette quando piove."
- F. Pessoa -
"Una volta aveva foreste e montagne che erano solo sue, e lo ascoltavano. Una volta voleva correre attraverso giorni d’estate catturando ricordi per gli anni a venire. Ora sta vestendo questo nudo pavimento con la sua carne e il suo sangue, e il tempo passa. Il suo traffico di dolore potrebbe averlo solo guidato a trattare con le conseguenze, per qualche cambiamento, mentre il tempo scorre.
Io sono il bambino risvegliato (indugiando, arrampicandomi, avvinghiandomi, afferrando, bramando, lacerando, ferendo, cadendo) Io, il figlio ribelle di un lago di montagna. (di gelide lacrime liquefatte, della silenziosa Terra) (di una sbiadita palpebra, di un vento senza ali) (di una tempesta senza occhi, di Dei caduti, che hanno perso la propria strada)
Mi do alle fiamme per creare l’elemento perfetto."
- Daniel Gildenlöw -
... Live that you might find the answers You can’t know before you live...
Love and life will give you chances. From your flaws learn to forgive.
"Forse sono l’uomo con le leggendarie quattro mani Per toccare, per curare, implorare e strangolare. Ma io non so chi sono, e tu ancora non sai chi sono..." F. R.
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martedì 9 ottobre 2012 - ore 22:37
mistakes
(categoria: " Vita Quotidiana ")
She pours herself another glass of wine. Tells herself yet another time she’s fine.
But earlier today she lost an hour. A gaping hole just like. Inside her. Inside her.
Whenever a plane is passing by. Or migrating birds fill up the sky. Something is stirring deep inside. She doesn’t know why but. Softly she cries. Softly she cries.
She wears that smile another day in life. For all we know another perfect wife. But sometimes she’s just gazing into nowhere.
An empty face just like. She’s not there. She’s not there.
Whenever a plane is passing by. Or migrating birds fill up the sky. Something is aching deep inside.
She doesn’t know why but. Softly she cries. Softly she cries.
Somewhere inside her there’s a child. Longing to break away and fly. But she is just letting life pass by.
Whenever a plane is passing by. Or migrating birds fill up the sky. Something is breaking deep inside.
She doesn’t know why but. She starts to cry. She starts to cry. Softly she cries. She starts to cry.
La cosa più difficile in assoluto è accettare sé stessi, perchè a volte il perdono è semplicemente fuori discussione.
Quante cose ci illudiamo di conoscere? Quante volte ho pensato a me stessa con la sicurezza di avere alcuni punti fermi inattaccabili? Quante volte invece poi sono caduta?
Nulla si conosce davvero. Non tutto può esser risolto. Non sempre le soluzioni sono come le vorremmo.
Chiacchiericcio free
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Nonostante la mia testa sia un ottimo posto nel quale dialogare con me stessa, ogni tanto la condizione borderline non è così soddisfacente come si pensa. No, non sto delirando, però avevo voglia di scrivere un po’ di cose senza metterci troppi nessi logici. A dirla tutta penso che essere oltre il “border” sia anche peggio. Uhm.
A parte il fatto che sono appena finite le urla isteriche qui dietro dai preti, e che sono sempre più convinta che abito in un covo di matti, oggi mi riconfermo strega e veggente. Niente televendite però, sia chiaro. La consuetudine di vedere i miei sogni avverarsi l’avevo già collaudata (quasi mai sogni in senso di “cose fighe”, purtroppo) ma oggi confermo. Oltre l’aver sognato di finire in mezzo ad una rissa mentre cercavo di raggiungere il parco per correre (ok, potevo anche cercar scuse migliori per ammettere che oggi proprio non avevo voglia di andare a sputare un polmone), ho sognato che il mio cuginetto mi veniva a trovare qui a casa e spaventava il mio Betta Splendens (il “pescio”, per i profani) che di conseguenza saltava fuori dall’acquario suicidandosi.
Ora, per fortuna (fortuna?!!) sono attualmente disoccupata (e la coda di 150 persone al colloquio per l’Alì non promette rosee vedute riguardo al futuro), quindi stamattina ero a casa a far le faccende di casa come una brava casalinga in età da pensione. Ecco, se non fossi stata a casa si sarebbe sfiorata la tragedia, che poi in realtà si è sfiorata comunque.
La necessaria premessa per comprendere la scena è che ieri sera ci siam guardati Alien (esaltati dopo la visione di Prometheus al cinema), quindi quando son passata davanti alla porta della cucina e ho visto una cosa informe e viscida a terra ho preso un colpo. In preda al panico ero già pronta a fare una strage di quella cosa orripilante che lì per lì avevo classificato come possibile essere alieno, o eventualmente creatura amebica invertebrata non meglio definibile. Cioè…se solo avessi avuto più sangue freddo l’avrei spiaccicato. Dio vuole che in quel momento mi ha chiamato l’uomo e ho avuto modo di calmarmi e temporeggiare. Non ho comunque perso tempo e ho rovesciato una bacinella sopra l’amorfo cadavere per evitare che scappasse nel mentre.
Quando sono tornata ad analizzare la scena ero decisamente più calma, per sdrammatizzare mi son rivolta a Crimson (Carmine per gli amici) dicendogli qualcosa tipo “però potresti essere un animale un po’ più coraggioso ed aiutarmi in certe situazioni!” (sì, quando si sta tanto tempo da soli si parla anche con gli animali. Sì, anche con i pesci, diamine…blblbllbbblll). Mhh…dicevo, mi son girata verso Carmine e Carmine non c’era.
Nel giro di tipo due secondi ho realizzato il tutto, e mi è presa una battarella che neanche a ottant’anni. Sì, il corpo informe era quello di Carmine che in un eroico tentativo di volo ha sperimentato il suicidio. Nonostante la battarella e l’annessa tremarella sono riuscita a tirarlo su e a rimetterlo in acqua…io non so cosa cavolo gli fosse successo, ma lì a terra era diventato quasi nero…faceva davvero impressione. Però, forte del mio accuratissimo studio (su wikipedia..*coff*) sui Betta, sapevo che possono respirare l’ossigeno dell’aria, quindi avevo ancora una speranza. E in effetti rimesso in acqua si è lentamente ripreso, e con le pinne tutte rovinate ha cominciato a sguazzare come niente fosse. Io ho perso due o tre anni di vita. Sta cosa mi ha messo una tristezza assurda, e pensare che ero a tanto così dal trucidarlo! >.<
Ora, non è detto che sopravviva, lo potrò dire con certezza entro qualche giorno, però per adesso sembra stare benone. Attualmente l’acquario ha un coperchio altamente trash, ma ci sto lavorando. Il problema è che sto pescio è stato segnato fin dal suo arrivo con nomi portatori di sfighe immani…ovvio che poi fa una brutta fine. Cioè, parliamone: Crimson per via dei Sentenced, e Carmine come il personaggio che in ogni Gears of War crepa. Se sopravvive a tutto ciò è davvero un mostro.
Bene, grazie al mio mancato dono della sintesi ho scritto un papiro su un pesce, però ero sicura di avere anche qualcos’altro da raccontare. Ah sì! Volevo lamentarmi, ovvio! Quei caproni dell’università hanno messo fuori il diario di tutte le discussioni eccetto gli orari per storia dell’arte. No, grazie eh! La gente aspetta dettagli per prendersi ore al lavoro, io devo prenotare il posto e la torta, e questi se tutto va bene pubblicheranno gli orari due giorni prima. Il mio odio per l’università e quanto annesso e connesso è ormai incalcolabile. Tra l’altro ci sarà in commissione proprio l’unica prof di cui ho seriamente paura. Evviva! L’ho detto all’inizio che era una bella giornata, giusto?
Ma pensiamo alle cose positive. Per esempio? Beh…per esempio che farò una cosa trashissima da vera bimbaminchia! Cioè andrò a farmi truccare da Clio e penso che ci sarà seriamente da ridere. Io già rido perché mi sono iscritta così a cazzo, e senza saperlo l’ho fatto proprio nell’istante in cui aprivano le iscrizioni, ed è pieno di gente che rosika perché era in piedi dalla sera prima e non ce l’ha fatta. Magari dovrei vendere la mia prenotazione? Naaah…ste cose vanno fatte, c’è sempre da ridere.
Che altro dire? Sto pensando seriamente di prendere un gatto. Kim mi manca da morire e io senza animali non so stare. Animali pelosi, intendo.. *manda bacetti a Carmine* Altro che border, qua siamo in alto mare.
Torno a studiarmi tutte le possibili e immaginabili informazioni che trovo sulle riviste del fascismo perché io sarò pronta a tutto. Sissignore.
Tutto fa un po’ male
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Settembre è già alle spalle e io non ho ancora visto la nebbia. Mi alzo presto la mattina e mi affaccio alla finestra solo per chiudere gli occhi e immaginarmi casa mia.
L’orizzonte è lontano e la nebbia sale dai campi rendendo la visuale sfuocata. È un mondo che non c’è, un limbo che non ha nome, una terra di nessuno sospesa tra sogno e realtà. È una coltre leggera di fumo che rende meno buia la notte ma non ti lascia vedere dove stai andando.
Mi manca, a volte, la strada che sembra non aver termine; mi manca il silenzio della notte, la sensazione di essere irrimediabilmente distante da tutto. Sono tornata a casa di rado ultimamente. Sento la mancanza di Kim, dei miei genitori. Ma purtroppo manca anche il tempo, e con quello non si può certo scendere a compromessi. E mi sento smarrita senza la nebbia in autunno. Sarà assurdo, ma qui non arriva.
Ieri sono stata a casa. Ogni tanto, quando torno, mi impongo di sistemare qualcosa che ho lasciato in sospeso. Perché ormai è passato un sacco di tempo e sembra tutto normale, ma quando ho deciso di andar via l’ho fatto all’improvviso. Non se lo aspettava nessuno, e non c’è stato nemmeno il tempo di mettere un punto alla fine di ogni frase.
Non accendevo il pc fisso da…da? Non lo so da quanto, il fatto è che è rimasto tutto com’era prima che me ne andassi. Il tempo si è fermato ad un giorno imprecisato di un anno e mezzo fa, e sul desktop è pieno di documenti temporanei che non ho più cancellato, di files lasciati in sospeso, di icone di programmi che non ho usato più.
Sembrerà una stupidaggine, ma mi ha lasciato un senso stranissimo addosso. Smanettare qualche minuto su quel computer è stato come rivedere me stessa prima che tutto cambiasse. La mia vita era quasi tutta lì, per il resto c’era solo un enorme baratro. Quel baratro che ho dovuto saltare a piedi uniti per poterne uscire davvero.
Non sono sicura di aver ancora trovato il modo di fare la pace con me stessa, così come non so ancora se sono in grado di giudicarmi per quella che ero, di affermare con certezza che era tutto sbagliato. La distanza che adesso mi separa da quel periodo della mia vita è netta, ad osservarmi con il senno di poi non ritrovo oggi quasi nulla di quel che ero. Ma quanti anni ho passato così? Quanto è stata strana la mia vita? Quanto mi ha dato come persona quel contesto? E le persone che lì ho conosciuto? Alcune di queste sono ancora tra le persone più importanti della mia vita. Eppure continuo a sentirmi addosso quel sentore di terribilmente sbagliato e non riesco a capire in quanta parte riguardi soltanto me.
È un discorso difficile, mi rendo conto di non essere ancora in grado di avere una visione d’insieme, distaccata abbastanza da poter analizzare la situazione con obiettività. Lascio tutto in un cassetto e mi riservo di riaprirlo ogni tanto, solo per cercarvi delle risposte che non trovo mai.
Fisso lo schermo e mi sembra un vortice pronto ad inghiottirmi di nuovo. Mi vien voglia di ritrovare me stessa, di potermi osservare adesso per com’ero prima, di capire se nonostante tutto ero felice…se ero...migliore? Rileggo me stessa ed è tutto ancora più strano. Non so più distinguere il bene dal male, mentre cresce in me il dubbio atroce che non fosse poi tutto sbagliato. Uno o due passi falsi…che se li avessi potuti evitare sarebbe stato tutto diverso.
Ma lo so che non è così, so che tutto è stato necessario, so che prima o poi sarei dovuta uscirne e va bene che sia andata così. Anche se sono stata estrema fino al limite del possibile, anche se ho distrutto tutto in pochi attimi e senza pietà per nessuno, me per prima.
“Lo capiremo prima o poi, che non c’è modo di rinascere senza peccare. Ma tu hai voglia di rinascere, o è solo che non sai come finire?”
A volte cerco di ripensarci, di ripercorrere le tappe, di analizzare la situazione per intero. Ma è tutto inutile, lo è sempre stato. Avrei voglia di tornare là, di osservarmi dall’esterno, di trovare una ragione. Avrei voglia di trovare le risposte che non avrò mai. E la cosa più stupida è che so benissimo che nemmeno mi importa più, che non cambierebbe nulla per il mio presente. Credo sia colpa di quella voglia latente di trovare un perdono. Di assolvermi dai miei peccati. Ma ogni volta va a finire sempre nello stesso modo: le domande restano, e di giustificazioni ne posso trovare a centinaia, ma il perdono, quello non arriva mai. Cosa farei se potessi chiederti “perché”? Cosa farei se mi accorgessi che qualsiasi risposta è inutile?
Così mi sembra tutto senza senso: quel cd con l’iniziale che ogni volta vorrei buttar via, i quadri nelle stanze abbandonate, i versi delle canzoni che fanno ancora piangere. E sembrano venire da un’altra epoca gli occhi scuri di Kim che mi fissano con dolcezza, il silenzio dei campi, il rumore dell’erba sotto i passi svelti, l’altalena che oscilla senza nessuno seduto sopra.
Non riesco a tracciare un confine tra presente e passato, anche se so vedere esattamente tutte le differenze tra i due. Così, tutto quel che non posso più portare con me lo lascio in un limbo indefinito, che scompare come i campi al mattino coperti di nebbia.
E fa sempre un certo effetto mettermi in macchina con il buio sapendo di avere un sacco di strada davanti a me, con la pioggia che accorcia la visuale, la radio che parte al massimo volume, e quella solitudine perfetta che una volta tanto amavo.
Ripenso a quando solo così riuscivo a piangere, a liberare il cuore, ad urlare. Adesso invece lascio cantare Trent, come facevo quando avevo perso anche la speranza e la voglia di gridare. E lui urla a squarciagola tutto quello che ho vissuto, tutto quello che ho provato sulla mia pelle, tutto quello che forse avrei preferito non sapere.
La musica è un caos informe che riesce a dare forma ai disastri dell’anima, e mentre lui grida che ormai “ci siamo dentro insieme”, che “nessuno ci può fermare”, io ripenso a quando ho visto la tua mano spingermi verso il burrone, a quando il frastuono svanisce lentamente e in un sussurro tutto il mondo cade a pezzi. “Without you everything falls apart…. Without you, it’s not as much fun to pick up the pieces.”
Ma io i pezzi li ho raccolti, ho camminato sopra i cocci che si sgretolano producendo quel rumore assordante che scandisce il ritmo di “The fragile”. Ero là anch’io, prima di qualsiasi altra cosa, io ero come te. Io ero come me. Io non mi sarei mai lasciata distruggere.
Dev’essere la pioggia che mi rende incline alla malinconia. O forse quest’avvicinarmi ad una fine che mi costringe a ripensare tante cose. All’avvicinarsi di ogni termine di una fase della propria vita i conti devono esser fatti, e le fratture ancora aperte sono sempre le stesse. Semplicemente, non fanno più male.
Ma non è vero che il tempo sistema le cose, il tempo sa solo cancellare le tracce di coloro che non passano più sulla mia strada. E cosa farei se il tempo si annullasse in un istante riportandomi davanti tutto quel che ho cercato di dimenticare? Del tempo non ci si può fidare: è un così abile traditore travestito da sapiente.
Cosa farei se dovessi ritrovarmi di fronte la vita che avevo un tempo? Cosa farò? Non basteranno un abito meraviglioso o dei tacchi troppo alti a farmi sentire diversa da com’ero, nella stessa situazione, qualche anno fa. Non sarà niente l’angoscia, la paura di affrontare una commissione, di sbagliare qualcosa. Non me ne frega più nulla da troppo tempo. Ho finito solo perché avevo un debito, non l’ho fatto per me stessa. Ho odiato ogni notte insonne, ogni attacco di panico, ogni passo fatto dentro quei luoghi che ormai per me non erano altro che lapidi in rovina di un passato perduto.
Ma non sapevo che la prova più dura sarebbe stata un’altra. Sì, io ho paura. Temo il tuo fantasma, temo la mia ombra.
“..beh, forse fa un po’ male forse fa un po’ male ma tutto fa un po’ male tutto fa tutto fa un po’ male…”
Avevo così tante foto arretrate che temevo di non darci più il giro! Sono successe tremila cose e ovviamente tutte insieme, ma io, a parte il piccolissimo dettaglio che crollo di sonno prima delle dieci di sera, posso eroicamente dire di avere ancora energia da vendere per fare tutto. Certo, non ci credo nemmeno io.
Vediamo, da cosa partire? Ah sì, finalmente l’epopea infinita giunge al termine. A quanto pare avrò presto tra le mani l’agognato foglio di carta della laurea specialistica, e mi divertirò a trovare nuovi fantasiosi modi di utilizzarlo per non ammettere la sua inutilità.
Il super rush di primavera-estate ha dato i suoi frutti, e la prof, tornata da due mesi in America, ha finalmente messo fine all’angosciante attesa. Si è trattato solo di altre due settimane di inferno per fare le ultime correzioni e star dentro con i tempi strettissimi della fottuta burocrazia universitaria, ma ormai il gioco è fatto.
Stampare le millemila copie della tesi è stato, se dio vuole, l’ultimo salasso universitario della mia esistenza. Ora mancano solo i dovuti festeggiamenti. Che poi c’è poco da festeggiare: era anche ora, no?
Tralasciando discorsi tetri e depressivi a proposito della desolata situazione lavorativa, e del fondo Svezia che si fa sempre più improbabile, preferirei aggiornare il blog con altre cazzate più divertenti.
Per esempio, Crimson, per gli amici Carmine, è un pesce che dà mille soddisfazioni. Se non fosse che ha limitate capacità fisiche e poca autostima, sono certa che potrebbe conquistare il mondo.
Sono abbastanza convinta che nasconda un’intelligenza soprannaturale, come i delfini della guida galattica per autostoppisti. Ma dato che siamo già a settembre, e nonostante le previsioni maya il mondo non sta per finire, credo che non lo sapremo a breve, forse mai.
Per riequilibrare la fauna casalinga abbiamo preso però anche una pianta carnivora: Overkill. Peccato che sia assolutamente inefficace. Incapace persino di farsi imboccare. Carmine vince, l’ho sempre saputo.
Per il resto che è successo ultimamente? Amiche che si laureano, amici che si sposano, feste e sagre in giro, foto come piovessero, e tanto di quello stress accumulato che mi sta esplodendo un orecchio. Però ormai va tutto scemando…la tesi è stampata, e il rogo della mia rivistadimmerda è alle porte.
Ah, ho iniziato a correre. Io, l’incarnazione atavica dell’Antisport fin dall’alba dei tempi. Il fatto è che questi 5-6 chiletti in più presi nell’ultimo anno cominciano proprio a pesare, e con la vecchiaia che incombe meglio correre ai ripari. Che di mangiare meno proprio non se ne parla. Se non esistessero i dolci che senso avrebbe vivere? Per ora sono a quota due sere di corsa, ma sono ottimista eh.
Che altro? Ah sì, miracolosamente sono riuscita a prendere in mano il mio ambizioso (e inutile) progetto di scrittura. Come mi ero ripromessa: “finita l’università non ci son santi, bisogna scrivere”. Le idee sono davvero tante e la traccia del romanzo dovrebbe essere sufficientemente accattivante. A meno di trovare un lavoro di venti ore al giorno e non avere più una vita, giuro che ce la farò.
Mmmh…con gli aggiornamenti in stile telegramma dovrei aver finito.
Ricordate che farsi l’hennè in casa è un modo pratico e veloce per vestire cyber punk con il minimo della spesa.
Brintaal Celtic Folk
(categoria: " Vita Quotidiana ")
- Soltanto gli uccelli addomesticati hanno un posto dove stare. Quelli selvatici volano. -
“Quindi, ancora una volta, un nuovo anno cancellerà il nostro dolore.
Fede per pochi e riti che ci daranno coraggio, che ci renderanno nuovi. Ridiamo e festeggiamo per un felice anno nuovo. Felice?
Le candele si consumano e nelloscurità il futuro ci circonda.
Sorridiamo - consapevoli Ma non parliamo mai delle maschere che indossiamo. Ciechi!
Mettendo gli specchi sottosopra, non faremo cadere la polvere a terra.
Nascondere le ferite non cancellerà il dolore. Il sonno non ti renderà pieno di nuovo.
Cambia nellintimo ...bevi la pioggia...
Vestendoci nelle nostre parole. Fa male guardare lo sporco e le storture che abbiamo dentro.
Un ultimo bicchiere, un sapore salato delle nostre promesse. Dico addio e striscio fuori dal mio guscio.
Sono sveglio! Vedo gli errori che commetto. Nascondere le ferite non eliminerà il dolore.
Il sonno non ti renderà pieno di nuovo. Cambia nellintimo...
Oggi ho trovato un seme di speranza. Il raccolto lascia un suolo di vergogna. Mi spoglio e affronto il domani. Coraggioso, cammino per incontrare le mie colpe.
Cercherò la mia casa lontano da questi confini. Correrò per incontrarmi con il passato. Una Soluzione per una nuova vita. Questa volta so che durerà.
E io...Cambierò nellintimo. Bevo la pioggia. Scopro le ferite per curare il dolore.”
Sleeping in the clouds
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Il navigatore non segna più niente, c’è solo un immenso e indefinito verde. Ma le stradine salgono, si inerpicano verso una cima che le nuvole ancora nascondono. Il freddo è sempre più pungente e l’aria è così cristallina che sembra di respirare per la prima volta.
La macchina slitta per via della recente pioggia sulle strade sterrate, ma sale e arriva a forare le nuvole, per mostrare che più in alto c’è un cielo limpido sempre più a portata di mano.
Un passo in più verso il paradiso, che costringe per una volta a non bramare il cielo ma piuttosto a guardare giù, verso le nuvole soffici e candide che nascondono come un sottile velo tutto quel che rimane al di là.
Non ci sono più strade, né città né persone. Solo un enorme bosco silenzioso e il respiro della natura che pervade ogni cosa.
E non c’è cellulare che prenda, non c’è comodità che rimpiangeresti, non c’è nessuna voglia di rivedere quel che è rimasto di sotto.
La notte è buia e silenziosa, pura e incontaminata come deve averla creata dio in un giorno ormai troppo lontano. E l’alba è un miracolo che bussa dolcemente alla finestra per illuminare il risveglio.
Il paradiso non è poi così lontano dove la natura conserva ancora la sua magnificenza.
“Possiamo vedere il nostro passato e ciò che avverrà, nel fuoco. Così, come noi e il nostro tempo, queste fiamme sono nate esclusivamente nella completa e improvvisa distruzione di ciò che le circonda.
Da esse, il fuoco stesso è condannato ad essere distrutto. Esigendo, meraviglioso e assai letale, esso si consuma in sé fino alla morte...
Più vado in alto - più mi trovo vicino al sole Più sono le cose che imparo, meno sono le cose che conosco di sicuro.
Per ogni macchina che abbandono, ne trovo una più grande Per ogni passo che compio, divento sempre più saggio.
Ma mi sta bruciando...
Pellegrino, dove stai andando? Pellegrino, le tue strade diventano desolate. Pellegrino, vero alla tua conoscenza.
Ma quale sarà il prezzo che pagherai per il Graal che stai cercando?
Benché queste strade sembrano interminabili e la vita fuori portata le strade che ho abbandonato sarebbe stato meglio non percorrerle.
Se solo fossi stato più forte Se solo avessi osato guardare Magari adesso non dovrei andare così lontano
Ma non voglio ancora arrendermi...
Pellegrino, dove stai andando?
Pellegrino, le tue strade diventano desolate. Pellegrino, questa quiete è la tua chiamata ...si chiudono le tende... Pellegrino, dove stai andando?
E chi decide il prezzo per la risposta che cerchi?”
(Pain of Salvation – Pilgrim)
Io brindo all’amore, alla semplicità, a voi che unite le vostre vite senza timore, a tutto quello di cui non vi importa, non ci importa, non è necessario.
Siamo ognuno sulla propria strada. Siamo liberi. Non saremo mai soli.
- Quelle come noi guardano avanti, anche se il cuore rimane sempre qualche passo indietro. -
“You´re the light at the end of the tunnel The beacon fire in the dark The glimmer of hope and truly the meaning of my life
I say this with all of my heart:
You are the only one for me Year to year, in words and deed In all this chaos the trace of clarity You are the only one I see My first and last, my all and everything You are the One
When dusk falls and obscures the sky You´re the shine of the Northern Star No dead of night can fade the brilliance of your light
You are the only one for me Year to year, in words and deed In all this chaos the trace of clarity You are the only one I see My first and last, my all and everything You are the One
You are the only one In the heart of winter the comfort of the sun You are the One.”
Sei la stella più luminosa, l’unico punto sempre fermo in un deserto di buoni propositi traditi.
Sei la luce alla fine e all’inizio del tunnel, quella che c’era, c’è sempre stata e ci sarà.
Sei il conforto del sole quando manca il calore, il sorriso che arriva quando è più difficile sperare.
Siamo la polvere dei sogni che un tempo abbiamo avuto. Ma la stella del nord è sempre alta e luminosa nel cielo. Tutto si trasforma, noi siamo quel che abbiamo ereditato. Noi siamo noi, e…aika multaa mistot.
“Le migliori amicizie hanno dei terreni inesplorati che non si dissodano mai.”
Un sollievo di vento
(categoria: " Vita Quotidiana ")
"Tu sei quel respiro che mi toglie ancora il fiato...il solo nome che mi viene, come cerco le parole..."
Navigo tra flutti tranquilli e docili maree, accarezzando le onde senza infrangerle, illuminandomi del sole che dal suo riflesso sull’acqua mi sorride.
Cerco ombre rassicuranti in cui trovare riparo, e spingo i pensieri verso il cielo, dove possono esser catturati da ali di gabbiano.
Pettino i miei capelli con quel sollievo di vento che gonfia le vele stanche, e che danzando sulle onde increspa il mare. Sussurro alla brezza leggera di aiutarmi ad andare.
Tempeste lontane di tanto in tanto oscurano il cielo, talvolta sospinte da venti di bufera si avvicinano pericolosamente al cuore.
Intransigenza che cresce e incessante fluire: la marea altalenante culla i sogni che nessuno potrà esaudire.
Un solo porto sicuro aspetta sempre al di là del mio vagare, su bianche coste d’avorio protese verso il mare.
Spiagge cosparse dell’oro di un tramonto che si trasforma in alba attendono per riposare l’anima stanca.
Sono le isole fortunate che non hanno sito, la voce di qualcuno che mi parla ma che se ascolto tace.
Sono la terra alla fine del mondo che mi appartiene. Il mio mare in tasca che non cesserà mai di gridare.
“…noi ci perdemmo dentro il rosso di un tramonto, fino a gridare i nostri nomi contro il vento. ..è troppo bello per essere vero.
Amore mio, ma che gli hai fatto tu a quest’aria che respiro? E come fai a starmi dentro ogni pensiero? Ma che cos’hai tu di diverso dalla gente?
Di fronte a te che sei per me così importante tutto l’amore che io posso è proprio niente.
Sul mondo che girò danzando un’altra ora sparimmo stretti in fondo all’ombra della sera. Stavamo lì e ci mancavamo già da allora.
Io e te, con tutto l’amore che posso, l’amore che posso…”