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![]() Nico, 31 anni spritzino di Padova CHE FACCIO? Lavoratore Sono single [ SONO OFFLINE ] [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ] STO LEGGENDO HO VISTO STO ASCOLTANDO ABBIGLIAMENTO del GIORNO ORA VORREI TANTO... STO STUDIANDO... OGGI IL MIO UMORE E'... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... PARANOIE Nessuna scelta effettuata MERAVIGLIE Nessuna scelta effettuata BLOG che SEGUO: BOOKMARKS Nessun link inserito: Invita l'utente a segnalare i suoi siti preferiti! UTENTI ONLINE: |
mercoledì 25 gennaio 2006 - ore 07:57 VIRGINIA All’unica donna di cui mi innamoro ogni giorno come se fosse il primo. (25/01/1882 – 28/03/1941) LEGGI I COMMENTI (2) - PERMALINK martedì 24 gennaio 2006 - ore 18:57 ESTETICA #1 L’aria è design. ![]() LEGGI I COMMENTI (1) - PERMALINK lunedì 23 gennaio 2006 - ore 19:00 TOPEXAN Sono io, credo. C’è tanta gente, sicuro. La mia presenza è un intestino che si rovescia sul pavimento. Sento: [Blog-blog-blog-blog-…] Deflagrazione. Impudicizia. Non ho rimedi per la vergogna genetica. Troverò mai per me un modo di pormi che non sia zoppo o visibilmente congegnato? COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK venerdì 20 gennaio 2006 - ore 20:30 GLAMOUR Gesù è famoso. ![]() LEGGI I COMMENTI (1) - PERMALINK venerdì 20 gennaio 2006 - ore 13:28 PRIORITA’ Che io sia chi dico di essere non ha importanza. A meno che non sia la sola cosa importante. ![]() LEGGI I COMMENTI (1) - PERMALINK venerdì 20 gennaio 2006 - ore 08:20 INVITO AL PORTICO DIPINTO Zenone lo stoico morì ammazzato. Si narra che, un giorno, una pistola si fece da lui impugnare e gli sparò alla testa. Che grande cosa fare di necessità virtù! ![]() LEGGI I COMMENTI (1) - PERMALINK giovedì 19 gennaio 2006 - ore 20:29 FRATTURE COSMOLOGICHE Dicono che i Pitagorici si siano sciolti quando hanno scoperto i numeri irrazionali. Ci sarà mai qualcuno che metterà sotto radice quadrata il Midex? ![]() COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK martedì 17 gennaio 2006 - ore 20:12 "...ALS HOREN DER STIMME DES FREUNDES, DEN JEDES DASEIN BEI SICH TRAGT" Amo i momenti in cui non ci sono pretese... Maniche corte, passeggiate, cinema all’aperto ai Giardini dell’Arena. Estate 2003: con la tua macchina tornavamo regolari da Sottomarina. Io guardavo la campagna tra il mare dallo specchietto e la città dal parabrezza. Tu guidavi e ascoltavamo De Andrè, convinti che il caldo non se ne sarebbe mai andato. Non c’era fretta nell’andata o nel ritorno. Non c’era attesa nello stare sulla riva in piedi: solo riposo, ascolto e una birra a metà pomeriggio. Sono stati momenti che non hanno chiesto altro che di essere com’erano: la carta dei chewingum la dialettica trascendentale l’estetica dell’avanguardia le maschere africane del marocchino vicino al bar dei bagni Clodia. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK domenica 15 gennaio 2006 - ore 15:59 ISOTTA FRASCHINI: SE CI PARCHEGGI SOPRA, L’ERBA NON CRESCE La velocità è la descrizione di uno stato. In formule, la velocità si rappresenta così: v = s / t , dove “s” è lo spazio e “t” il tempo. L’ideale della velocità, l’andare-veloce, è definibile come l’attraversamento di uno spazio infinito in un tempo nullo. In formule: v (ideale) = s (infinito) / t (nullo) (ovvero infinito / zero). La velocità, dunque, nel suo ideale andare-veloce, si rappresenta con un’uguaglianza impossibile (impossibile dividere qualcosa per zero), la quale si può tradurre anche in s (infinito) = v (ideale) * t (nullo) = 0 (“zero”) ovvero in una formula che afferma la “nullità dell’infinito”. Tale contraddizione logica si ritrova anche nel concreto. Proviamo per esempio a figurarci di stare seduti dentro un’auto ideale che viaggia lungo una strada senza inizio né fine: man mano che la velocità tende ad infinito, abbiamo sempre di più la percezione di essere in un quadro di Balla, fino a quando anche noi e la macchina risultiamo schiacciati in un punto geometrico senza dimensione, né forma, né colore, né peso ecc… Il nulla, insomma. L’andare-veloce-fisico rende contemporaneo lo spazio infinito e le cose vengono così “compresse” che l’andare-veloce trapassa nello stare-fermi. Ma non è forse questa la prima legge della meccanica con cui Galilei ha rivoluzionato la fisica? Il principio di inerzia afferma che un corpo in stato di quiete (zero) o di moto rettilineo uniforme (anche infinito) tende a permanere in quello stato finché non interviene una forza ad alterarlo. Detto altrimenti: lo stare fermi e l’essere in moto rettilineo uniforme sono dal punto di vista fisico la stessa cosa, così come, tornando al nostro esempio, il tendere a velocità infinita dell’auto è esattamente un tendere a nulla. Ora, se la meccanica si fonda anche sulla scoperta di Galilei, che abbiamo dimostrato avere conseguenze contraddittorie, credo che possiamo tranquillamente affermare che, come anche il buon vecchio Kant constatava a malincuore, l’incapacità di una legge fisica di spiegare la crescita di un filo d’erba (figuriamoci di una persona), dipenda sostanzialmente dall’incoerenza del modello. Tra le conseguenze del precedente ragionamento: - L’uomo-macchina ipotizzato dai successori di Cartesio, che fumavano pornografia in salotti pieni di drappi e cognac, è zoppo alla partenza. Non riusciremo mai a caricare la nostra vita come un orologio né a cronometrare le nostre passioni (Spinoza). - L’ingegneria della coscienza, che alcuni prodi interessati non si stancano di inseguire e promuovere, è una grande farsa che toglie solo braccia all’agricoltura e lascia a spasso i criminali. - La causa finale, per quanto ciò disturbi l’andar di corpo efficiente dei nostri tecnici, è ancora la più valida per spiegare il comportamento umano. Il colonnello Rossi della caserma Piave di Padova, gestore di uomini e non di formalità, affermava a favore del motore immobile di Aristotele che “tira di più un pelo di figa che un carro di buoi”. Non possiamo non essere d’accordo. ![]() COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK mercoledì 11 gennaio 2006 - ore 19:03 LAVASTOVIGLIE Lavare i piatti mentre sei a passeggio: che meraviglia la Contemporaneità! ![]() LEGGI I COMMENTI (1) - PERMALINK > > > MESSAGGI PRECEDENTI |
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