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![]() Nico, 31 anni spritzino di Padova CHE FACCIO? Lavoratore Sono single [ SONO OFFLINE ] [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ] STO LEGGENDO HO VISTO STO ASCOLTANDO ABBIGLIAMENTO del GIORNO ORA VORREI TANTO... STO STUDIANDO... OGGI IL MIO UMORE E'... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... PARANOIE Nessuna scelta effettuata MERAVIGLIE Nessuna scelta effettuata BLOG che SEGUO: BOOKMARKS Nessun link inserito: Invita l'utente a segnalare i suoi siti preferiti! UTENTI ONLINE: |
venerdì 30 marzo 2007 - ore 11:55 NICOMACHEA – Ore 12 (caldo estivo) Mi alzo-seduto, sul bordo del letto. Stropiccio anche i pensieri e fetalemente consolo il mio egoismo. Come un bigiomattino sono impastato, impiastrato nel caldo. I gomiti scivolano sulle ginocchia, senza appigli per restare, e i piedi soli esultano a contatto nudo con il pavimento. Se avessi un fratello, sarei meno solo, ne sono convinto. Con decisione cieca mi alzo del tutto, accomodazione disturbata, innanzitutto per pisciare. Deambulante. Sono undici ore che non piscio. Schianto la fronte sulla cassetta dello scarico e mi libero a caso. Be-nun-di-ciore. Ancora più a caso chiudo gli occhi - sono solo e abbandonato, sono solo e abbandonato, sono solo e abbandonato... Undici e uno, l’acqua prende la rincorsa. Undici e unomezzo, inizio a svegliarmi davvero, spettatore di un’igienica magia moderna che riporta al trasparente e profumato. Apro il rubinetto del lavabo. Allo specchio la mia faccia chiede scusa per il caos decente e il disordine subito. Magari fosse così anche per il cuore, mi dico, svuotare e buttare - svuotare e buttare. Ma così non è, e quando mi infilo sotto il fresco con la testa, uno scrupolo interiore mi scuote. Bahm! Da un rimorso mattutino di ghirlande, si fa strada la mano divina che mi accarezza gioviale e proclama “Io ti reclamo, nel nome del padre assente per amanti, del figlio pietromaso e dello spirito franco!”, per quanto tutta la mia religione, lo confesso, si esaurisca nel sapone per lavarsene le mani. Neutro cinque e cinque. E vorrei approfondire l’argomento, certo, ringraziare per queste attenzioni, leggere la Bibbia e Tertulliano, Eckhart e Dionigi, ma le cinque vie sono per me perennemente sbarrate: raccolgo al massimo aforismi su sentieri di montagna, ne faccio coiti prezzolati e rovino in basso in una veneta bestemmia, da oratorio. Che cosa resterà di me, del mio transito terrestre? Forse questo asciugamano, un fondo di vaniglia artificiale, pastiglie per il cuore. ![]() COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK venerdì 30 marzo 2007 - ore 08:59 NICOMACHEA – Preludio al risveglio #2 Ma sono sul serio un depresso? Sogno di Scipione, sogno vagabondo e ammanettato. Nella retta dalla depressione all’ansia, passando per la fede in bianco e i saturnali, da che parte tendo? Concordo con il doppio movimento, certo, specie se il divertimento è farsi un vizio, ma non mi chiedere di parlarci, in questo momento ho ancora sonno: mi trovo in quello stato premoderno di dolce iperuranio, vagheggiato, simile al vaporoso lacrimar-che-vien guardando i fuochi d’artificio. Se mi scoprissi, se mi scoprissi, … finirebbe tutto… ![]() COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK giovedì 29 marzo 2007 - ore 11:26 NICOMACHEA – Preludio al risveglio #1 Inizia la sera. Mi sbrago sempre tardi e mi addormento inquieto, tra pensieri che si accavallano, si spostano e si incassano. Un’iperidrosi noetica implacabile. Provo a fare il gioco delle tre carte per addormentarmi, ma le carte diventano troppe, e finisce che mi trovo a sognare sensazioni perché sono più facili da ricordare. Il mio sentire è oltrecoscienza. Stanotte, ad esempio, ho sognato una sensazione malvagia. Ero in camera che sfogliavo una nuova antologia di poeti minori, l’ultimo tentativo di pensare ormai fallito. Ma la prefazione era una presa di posizione contro certo storicismo del primo ‘900, una biecanoia avvolgente, senza nemmeno l’aspetto polemico di una bega da giornale. Così mi sono messo a letto dove sto ancora, filo sospeso, ed è lì che Lei è venuta, tagliente quanto impossibile da circoscrivere. Un’evidenza intestinale. Mi ha stretto e mi ha fatto svegliare, con cigolio di puleggia, come un volto famigliare che chiedesse: “Posso farti più male? Posso farti più male? Posso farti più male?” E sentivo male, sognavo male, intanto che qualcuno mi calava giù in un pozzo, come corda. ![]() COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK mercoledì 28 marzo 2007 - ore 19:20 QUINTESSENZA DEL SAVOIR VIVRE Cristo perdonò una puttana, ma aveva tre ottime ragioni: 1. Era il figlio di Dio. 2. Non l’amava. 3. Aveva un piano. ![]() LEGGI I COMMENTI (1) - PERMALINK mercoledì 28 marzo 2007 - ore 10:32 MILLESIME I ricordi stretti in sacche di vernice se ne andranno di una lenta e fredda agonia, che è la mia. Mi hai riservato la pietà che si ha per la monnezza, compresi i guanti di nitrile per gettarmi il cuore nel mucchio degli avanzi. Hai fatto a pezzi ogni pezzo – pezzo per pezzo, un pezzo alla volta. Ed è tutto così accatastato, sconvolto, formalmente insensato, che potrei sguazzarci dentro sderenato e attonito per sempre. Ho preso e ho perso. Ho spinto e ho spanto. Versare Creed sui graffi che hai lasciato è un incenso vergine che accolgo come come un cielo sfaccettato di atti di grazia e pene d’amore. L’opera al nero è compiuta, mia sposa dannata, e cavarti gli occhi a forza di botte e di boh! sarebbe solo un placebo sterile per il mio orgoglio stracciato. Non ho rimpianti, today, ma non ho nemmeno rimedi. ![]() “You are beautiful and you are alone” [Nico - Afraid] COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK martedì 27 marzo 2007 - ore 11:22 DEASAPPER IN BARBARA Defecata e in gloria dei, mi smerdi l’anima a palate e pretendi chiavi in mano, esclusive e who you are. Ti permetti di non chiedere permesso ed entri. Senza chiedere permesso - entri. Sottendi alle intenzioni un congresso carnale che ha da farsi. Conseguenze che dipendono dai miei forse. Premesse che non si possono mutare, come le giornate che allungandosi si allungano e colgono in flagrante le carenze dei tuoi trucchi. Mi vuoi troppo. Mi vuoti tutto. E’ una situazione in essere da troppo tempo. Agognate sere ho speso eccependo multiple rincorse ai momenti antichi, esorcizzando il vero a favore di un destino in bianco che credevo nostro. Che idota sono stato! Ora che ritorto annaspo e annego alla mercè di pochi bricioli alle suole, ripenso alle parole amiche che mi giunsero per caso un pomeriggio-Novecento: “Fratello, ricordati che devi morire!” E come il fare che s’ha da fare, semplicemente mi alzo e in controluce me ne vado. ![]() Immagine by Siriasun COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK lunedì 26 marzo 2007 - ore 12:31 NEW WAVE L’onomatopea della tua mente fiappa fa tà tà tà come le morte stagioni, lavorare stanca, le Superga vecchie. Il paradiso è un’essenza maldistribuita di piaceri, dove stiamo - esistenze infrante - a inghiottire grande e dipanare sete da un passato in fiore. Intrisi di entropia e routine a due, le lancette ci misurano il tempo, ci sturano dentro, ci cavano vita. Sarà abitudine o fiacchezza a questa vecchia poltrona e sfondata, ma ho bisogno d’aria e di molestia sbronza per ritrovar me stesso, parlar del più e del meno con un pescatore per ore ed ore e finalmente scrollarmi via l’opacità che mi avvilisce come una lirica abusata. ![]() Immagine by Siriasun COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK martedì 20 marzo 2007 - ore 16:08 PORTICO SUL MARE si dilatano i pensieri in fasci di emozioni quei calzini apPesi al sole Lei riposa e ignora tutto ![]() Immagine by Siriasun COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK mercoledì 28 febbraio 2007 - ore 16:54 IDEALMENTE INSIEME La nostra rêverie madreperlata, disincantata, come un oceano a velo racchiuso e candido tra noi, che ne siamo sovrani e custodi. Mi prendo cura, ci diamo pena, siamo felici, ti prendi cura. Sappiamo che l’amore è cosa semplice, anche da dirsi: “Io ti amo” e questo è quanto. Poi c’è la poesia, certo, ma le persone semplici si accontentano di una grezza consapevolezza reciproca e lasciano lambiccamenti, scontentezze e assestamenti a chi ne ha il tempo. A noi basta questo: un “Io ti amo” al momento che serve, e non conta quando, ma quando. Ci saranno nevicate e paste al forno, cambi di guardaroba e decisioni, ma al confine di tutto e al centro di tutto sempre noi, anime dischiuse e confidenti a dirci semplicemente “Ti amo”. ![]() COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK martedì 27 febbraio 2007 - ore 15:07 FIGLI DI ANNIBALE “La colpa è di questo mondo dove i padri fanno troppi milioni. Così invece di partire da riva come tutte le bestie, i figli già si trovano nell’acqua profonda quando ancora non sanno nuotare. E allora bevono.” (da Pavese C., Il diavolo sulle colline) ![]() COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK > > > MESSAGGI PRECEDENTI |
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