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Paris@nite
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"Cose di Cosa Nostra" di Giovanni Falcone
HO VISTO
Un sacco di gente...il bello di riprendere le lezioni
STO ASCOLTANDO
Il mitico Liga
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Casual, MOLTO casual..
ORA VORREI TANTO...
..avere già finito..
IN QS PERIODO STO STUDIANDO...
Aspetto ancora un pò..
OGGI IL MIO UMORE E'...
Sonno..
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...

PARANOIE
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| Non ho mai avuto in passato la pazienza di tenere un diario, e a dir la verità mi hanno sempre fatto un po pena le persone che invece ci riuscivano, e giuro, a parlare non è linvidia..ma negli anni mi sono resa conto che a volte si rende necessario mettere per iscritto i pensieri, le riflessioni, anche se si tratta di (presunte) stupidaggini, anche se hai trovato il modo di condividerle con qualcuno...voglio che questa sia loccasione per mettere alla prova la mia costanza, e perchè questo sito è diventato il riferimento per tanti miei amici..perchè sono lontana da loro, ed è un modo per sentirli e sentirmi meno distante..perchè padova mi è spesso andata troppo stretta, ma anche se Parigi è favolosa le mancano certe splendide persone che fanno della mia piccola città un posto unico...perchè i prossimi 6 mesi saranno determinanti, e voglio conservarne traccia..perchè si.
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giovedì 9 dicembre 2004
ore 13:15 (categoria:
"Pensieri")
I'm coming back..

..charlotte sta x tornare...preparatevi...scusa il furto Jighen..
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I COMMENTI (5)
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sabato 4 dicembre 2004
ore 12:27 (categoria:
"Poesia")
Per sssun
"Se qualcuno ama un fiore, di cui esiste un solo esemplare in milioni e milioni di stelle, questo basta a farlo felice quando lo guarda. E lui si dice: <Il mio fiore e' la' in qualche luogo.>.."
mi manchi stellina mia..

perdonate il tema costante..
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I COMMENTI (1)
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venerdì 3 dicembre 2004
ore 12:04 (categoria:
"Poesia")
Piccolo Principe
XXI
 In quel momento apparve la volpe. "Buon giorno", disse la volpe. "Buon giorno", rispose gentilmente il piccolo principe, voltandosi: ma non vide nessuno. "Sono qui", disse la voce, "sotto al melo..." "Chi sei?" domando' il piccolo principe, "sei molto carino..." "Sono una volpe", disse la volpe. "Vieni a giocare con me", le propose il piccolo principe, sono cosi' triste..." "Non posso giocare con te", disse la volpe, "non sono addomestica". "Ah! scusa", fece il piccolo principe. Ma dopo un momento di riflessione soggiunse: "Che cosa vuol dire <addomesticare>?" "Non sei di queste parti, tu", disse la volpe, "che cosa cerchi?" "Cerco gli uomini", disse il piccolo principe. "Che cosa vuol dire <addomesticare>?" "Gli uomini" disse la volpe, "hanno dei fucili e cacciano. E' molto noioso! Allevano anche delle galline. E' il loro solo interesse. Tu cerchi delle galline?" "No", disse il piccolo principe. "Cerco degli amici. Che cosa vuol dire "<addomesticare>?" "E' una cosa da molto dimenticata. Vuol dire <creare dei legami>..." "Creare dei legami?" "Certo", disse la volpe. "Tu, fino ad ora, per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi. Ma se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno l'uno dell'altro. Tu sarai per me unico al mondo, e io saro' per te unica al mondo". "Comincio a capire" disse il piccolo principe. "C'e' un fiore... credo che mi abbia addomesticato..." "E' possibile", disse la volpe. "Capita di tutto sulla Terra..." "Oh! non e' sulla Terra", disse il piccolo principe. La volpe sembro' perplessa: "Su un altro pianeta?" "Si". "Ci sono dei cacciatori su questo pianeta?" "No". "Questo mi interessa. E delle galline?" "No". "Non c'e' niente di perfetto", sospiro' la volpe. Ma la volpe ritorno' alla sua idea: "La mia vita e' monotona. Io do la caccia alle galline, e gli uomini danno la caccia a me. Tutte le galline si assomigliano, e tutti gli uomini si assomigliano. E io mi annoio percio'. Ma se tu mi addomestichi, la mia vita sara' illuminata. Conoscero' un rumore di passi che sara' diverso da tutti gli altri. Gli altri passi mi fanno nascondere sotto terra. Il tuo, mi fara' uscire dalla tana, come una musica. E poi, guarda! Vedi, laggiu' in fondo, dei campi di grano? Io non mangio il pane e il grano, per me e' inutile. I campi di grano non mi ricordano nulla. E questo e' triste! Ma tu hai dei capelli color dell'oro. Allora sara' meraviglioso quando mi avrai addomesticato. Il grano, che e' dorato, mi fara' pensare a te. E amero' il rumore del vento nel grano..." La volpe tacque e guardo' a lungo il piccolo principe: "Per favore... addomesticami", disse. "Volentieri", disse il piccolo principe, "ma non ho molto tempo, pero'. Ho da scoprire degli amici, e da conoscere molte cose". "Non ci conoscono che le cose che si addomesticano", disse la volpe. "Gli uomini non hanno piu' tempo per conoscere nulla. Comprano dai mercanti le cose gia' fatte. Ma siccome non esistono mercanti di amici, gli uomini non hanno piu' amici. Se tu vuoi un amico addomesticami!" "Che cosa bisogna fare?" domando' il piccolo principe. "Bisogna essere molto pazienti", rispose la volpe. "In principio tu ti sederai un po' lontano da me, cosi', nell'erba. Io ti guardero' con la coda dell'occhio e tu non dirai nulla. Le parole sono una fonte di malintesi. Ma ogni giorno tu potrai sederti un po' piu' vicino..." Il piccolo principe ritorno' l'indomani. "Sarebbe stato meglio ritornare alla stessa ora", disse la volpe. "Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi alle quattro, dalle tre io comincero' ad essere felice. Col passare dell'ora aumentera' la mia felicita'. Quando saranno le quattro, incomincero' ad agitarmi e ad inquietarmi; scopriro' il prezzo della felicita'! Ma se tu vieni non si sa quando, io non sapro' mai a che ora prepararmi il cuore... Ci vogliono i riti". "Che cos'e' un rito?" disse il piccolo principe. "Anche questa e' una cosa da tempo dimenticata", disse la volpe. "E' quello che fa un giorno diverso dagli altri giorni, un'ora dalle altre ore. C'e' un rito, per esempio, presso i miei cacciatori. Il giovedi ballano con le ragazze del villaggio. Allora il giovedi e' un giorno meraviglioso! Io mi spingo sino alla vigna. Se i cacciatori ballassero in un giorno qualsiasi, i giorni si assomiglierebbero tutti, e non avrei mai vacanza". Cosi' il piccolo principe addomestico' la volpe. E quando l'ora della partenza fu vicina: "Ah!" disse la volpe, "... piangero'". "La colpa e' tua", disse il piccolo principe, "io, non ti volevo far del male, ma tu hai voluto che ti addomesticassi..." "E' vero", disse la volpe. "Ma piangerai!" disse il piccolo principe. "E' certo", disse la volpe. "Ma allora che ci guadagni?" "Ci guadagno", disse la volpe, "il colore del grano". Poi soggiunse: "Va' a rivedere le rose. Capirai che la tua e' unica al mondo. Quando ritornerai a dirmi addio, ti regalero' un segreto". Il piccolo principe se ne ando' a rivedere le rose. "Voi non siete per niente simili alla mia rosa, voi non siete ancora niente", disse. "Nessuno vi ha addomesticato, e voi non avete addomesticato nessuno. Voi siete come era la mia volpe. Non era che una volpe uguale a centomila altre. Ma ne ho fatto il mio amico ed ora e' per me unica al mondo". E le rose erano a disagio. "Voi siete belle, ma siete vuote", disse ancora. "Non si puo' morire per voi. Certamente, un qualsiasi passante crederebbe che la mia rosa vi rassomigli, ma lei, lei sola, e' piu' importante di tutte voi, perche' e' lei che ho innaffiata. Perche' e' lei che ho messa sotto la campana di vetro. Perche' e' lei che ho riparata col paravento. Perche' su di lei ho uccisi i bruchi (salvo i due o tre per le farfalle). Perche' e' lei che ho ascoltato lamentarsi o vantarsi, o anche qualche volta tacere. Perche' e' la mia rosa". E ritorno' dalla volpe. "Addio", disse. "Addio", disse la volpe. "Ecco il mio segreto. E' molto semplice: non si vede bene che col cuore. L'essenziale e' invisibile agli occhi". "L'essenziale e' invisibile agli occhi", ripete' il piccolo principe, per ricordarselo. "E' il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa cosi' importante". "E' il tempo che ho perduto per la mia rosa..." sussurro' il piccolo principe per ricordarselo. "Gli uomini hanno dimenticato questa verita'. Ma tu non la devi dimenticare. Tu diventi responsabile per sempre di quello che hai addomesticato. Tu sei responsabile della tua rosa..." "Io sono responsabile della mia rosa..." ripete' il piccolo principe per ricordarselo.
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mercoledì 1 dicembre 2004
ore 12:14 (categoria:
"Riflessioni")
1° dicembre: Giornata mondiale della lotta contro l’Aids.
"Aids: un problema mondiale…l’Italia taglia i fondi
L’Italia non onorerà gli impegni presi ad Evian e non finanzierà il Fondo Globale per la Lotta all’ Aids, la Tubercolosi e la Malaria. Lo ha comunicato il direttore generale per la Cooperazione allo sviluppo del ministero degli affari esteri, Giuseppe Deodato.
Dura la replica di Ermete Realacci, presidente onorario di Legambiente sul taglio di 180 milioni di euro destinati al Fondo tramite il Decreto taglia-spese. “Il mancato finanziamento - spiega il Realacci - avrà un effetto pessimo sulla reputazione del nostro paese, ma pregiudicherà anche le attività del Fondo: gli Usa si sono impegnati a stanziare 547mln per il 2004, a patto però che questa cifra non superi l’ammontare complessivo dei versamenti. Senza i soldi italiani, a questa cifra potrebbero così mancare una quarantina di milioni di dollari”.
Il Fondo – prosegue il presidente ambientalista - grazie agli stanziamenti promessi dagli stati aderenti, ha previsto di sottoporre a cure, nei prossimi 5 anni, 1,6 milioni di malati di aids, di effettuare 15 milioni di trattamenti anti-Tbc, di distribuire 145 milioni di trattamenti farmaceutici anti-malaria. Tutto questo, a causa del dietrofront dell’Italia, viene messo in dubbio”." (da google.it) in che paese siamo finiti?!? mi sa che resto qui...
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giovedì 25 novembre 2004
ore 18:43 (categoria:
"Riflessioni")
A tutte le donne
Queste che seguono sono le tipologie di uomo che siamo riuscite a catalogare. Siamo certe che ne esistano ancora delle altre, pertanto attendiamo i tuoi contributi!
uomo-intellettuale: quello che fa l'intelligente, un po' goffo, imbranato, scopa benino ma non fa mai niente che sia un po' interessante.
uomo-zecca: disperato, di solito brutto o grasso o comunque complessato che non vale molto come divertimento ma ti fa sentire importante, anche perchè al suo fianco tu ti senti una top model!
uomo-piattola: quello "dove vai, con chi vai, non ti vestire cosi". Fa il geloso ma alla fine non gliene frega un cazzo di te. E' tutta una scena per sembrare innamorato.
uomo-sentimento: dolce, ti fa cosi' tenerezza che non riesci neanche a scopartelo e quindi preferisci lasciarlo e prenderti un cane.
uomo-mistero: quello che quando sta zitto sembra pensi ai problemi dell'universo ed invece si sta scaccolando.
uomo-amico: ovvero quello che ti capisce, corre ogni volta che hai un problema, è l'uomo che ti lascia piangere sulla sua spalla mentre con la mano ti palpeggia una tetta!
uomo-suicidio: triste, solo, sfortunato, ha una famiglia di merda, è povero, il mondo si è accanito contro di lui... ma appena ti giri (scusa l'espressione) te lo ficca nel c***!
uomo-letargo: quello che sogna, pensa di fare mille cose, ti fa volare nel suo universo, magari scopa anche benino, ma alla fine e' sempre seduto al suo ca**o di pc a farsi seghette sul sito di play boy...
uomo-papà: quello che sfrutta il complesso di Edipo per scoparti. Lui è maturo, vissuto, vuole aiutarti a superare le difficoltà della vita, vuole proteggere una persona ingenua come te. Alla fine scopri che non è in grado di farsi due spaghetti e che porta i vestiti dalla mamma per farseli lavare.
uomo-Raul Bova: bello, da copertina, ci vai a letto, solo se sei bella anche tu altrimenti scordalo. Se, ed è un occasione che può capitarti una volta sola nella vita, dovessi riuscire a portartelo a letto, ti trovarai a far sesso davanti uno specchio, con lui che si pettina con una mano. Vuoto come la mente di Alessia Mertz. Ansima tipo attore-porno e, troppo impegnato ad autoamarsi, non si impegna nelll'atto sessuale.
uomo-camaleonte: quello che e`come tu lo vuoi... all'inizio ti fa tante domande sulla tua visione della vita, sul tuo uomo ideale, poi ti accorgi dei cambiamenti appuntamento dopo appuntamento. A questo punto se tu hai mentito dall'inizio puoi farti due risate se invece sei stata sincera stai nel suo letto distrutta dal capire, dopo il suo primo orgasmo, che quel lui non esiste... tipini pericolosi ma facilmente riconoscibili dalla vaghezza iniziale e dai troppi "hai ragione tu..."
uomo-vongola: per chi ama il rischio e la curiosità. Se riesci a far aprire la vongola potresti trovare una sorpresa! Devi armarti di pazienza e forza d'animo. Di solito è una persona chiusa e timida, è altrimenti detto
uomo-gratta e vinci. La maggior parte delle volte rimani delusa ma, raramente, può capitare di trovare un tesoro. Consigliato alle ottimiste!
uomo-perfezione: ti vuole sinceramente bene, si preoccupa per te, si diverte con te, è intelligente, gentile, generoso, non fa mai tardi agli appuntamenti, si ricorda delle ricorrenze ed è gay!
tendo a precisare che queste verità non sono frutto del mio genio...ma accidenti se ne esistono di esseri cosi'!!!!!!!!
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lunedì 22 novembre 2004
ore 15:59 (categoria:
"Riflessioni")
Neruda
Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marcia, chi non rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla con chi non conosce. Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni, proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti all'errore e ai sentimenti. Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi e` infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l'incertezza per inseguire un sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati. Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso. Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante. Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce. Evitiamo la morte in piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare. Soltanto l'ardente pazienza portera` al raggiungimento di una splendida felicita`.
Pablo Neruda
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venerdì 12 novembre 2004
ore 14:17 (categoria:
"Pensieri")
Paris at winter
L'inverno ormai è arrivato a Parigi. Gli alberi hanno cambiato colore, tingendo di rosso e d'arancione le bellissime rive della senna. Il vento si fa sempre piu' dispettoso e gioca con le foglie che strappa dai rami, con i capelli della gente, irriverente, come un bambino dispettoso..amo profondamente questa città. Amo la poesia di un pomeriggio sui boulevards, di una mattina fredda e umida sulla collina di Montmartre, amo la sua arte e la gente che ne vive, con poco o tanto successo, con piu' o meno talento. Amo i suoi bagni di follla, il caos delle ore di punta, le stupidaggini che arrivano a venderti per strada. Amo il metro' e le migliaia di storie che sa raccontare, questa marea di facce e di vite che si mescolano inconsciamente ad ogni stazione, in ogni treno, in ogni vagone. Amo il fatto che puo' capitare che ti si sieda accanto un super manager in carriera o una donnona di colore o un ragazzino con lo skate. Amo le sue mille culture, le sue mille religioni, il non stupirsi di vedere volti e incarnati tanto diversi. Amo la sua musica, che risuona ovunque, negli angoli delle strade, sotto il portone di un palazzo ottocentesco, nei labirinti della metropolitana. Amo il fatto che è grandissima, ma non spaesante,e qui mi sento a casa. Amo la magia speciale che sa scatenare questa città, e che si ritrova solo negli occhi di due innamorati. Amo chi si ama a Parigi, chi si bacia davanti ad una statua del Canova nel museo piu' famoso del mondo, e chi lo fa all'angolo di un vicolo qualunque. Amo tutto di questa città, anche la sua povertà, sbattuta in faccia al mondo dal popolo dei clochards, e quanti sono. Dio se ne valeva la pena...
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lunedì 8 novembre 2004
ore 14:27 (categoria:
"Poesia")
V spiego perchè questo nic
PARIS AT NIGHT(J.Prévert) Trois allumettes enlumées une à une dans la nuit. La première pour voir ton visage tout entier La deuxième pour voir tes yeux La dernière pour voir ta bouche Et l'obscurité entière pour me rappeller de tout ça En te serrant dans mes bras.
(Tre fiammiferi accesi uno ad uno nella notte Il primo per vederti il viso tutto intero Il secondo per vedere i tuoi occhi L'ultimo per vedere la tua bocca E l'oscurità intera per ricordarmi di tutto questo Mentre ti stringo tra le mie braccia)
LES ENFANTS QUI S' AIMENT(J.Prévert)
Les enfants qui s'aiment s'embrassent debout Contre les portes de la nuit Et les passants qui passent les désignent du doigt Mais les enfants qui s'aiment Ne sont là pour personne Et c'est seulement leur ombre Qui tremble dans la nuit Excitant la rage des passants Leur rage, leur mépris, leurs rires et leur envie Les enfants qui s'aiment ne sont là pour personne Ils sont ailleurs bien plus loin que la nuit Bien plus haut que le jour Dans l'éblouissante clarté de leur premier amour
questa ve la lascio intuire..
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giovedì 21 ottobre 2004
ore 18:12 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Arrivano i primi malanni
Non l'avrei mai creduto possibile, eppure è successo..i sono presa un super raffreddore+tosse, ho avuto un po' di febbre, ed è meglio che non la misuri piu', cosi' la mia convinzione di stare bene(ooooooh) non rischia di essere scalfita. sono ridotta davvero male..confesso, e dio sa quanto mi costi e la vergogna che provo, che l'altro giorno l'ho preso..ebbene si, accidenti, l'Oki mi ha vinta,non sapevo che fare, cosa dire, giuro io non volevo ma la mia gola gridava "prendilo prendilo", e io ho tentato di resistere ma non ce l 'ho fatta, sono debole...perdonatemi, giuro, non lo faro' mai piu'!!!!! e voi, nemici dell' O*i, non odiatemi, non umiliatemi, non infierite...l'altro giorno sono persino caduta dalle scale..un livido nero dal polso al gomito + relativa abrasione e una chiappa (la sx) contusa..poteva andarmi peggio!! maledetti calzini e maledetti scalini...sono proprio un disastro..
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mercoledì 13 ottobre 2004
ore 13:04 (categoria:
"Riflessioni")
Sono qui da 10 giorni e mi sembra che siano secoli...e davvero, padova non è mai sembrata cosi' distante. sabato mi sono trasferita nella mia nuova casetta, ho finalmente svuotato le valigie, e adesso la mia nuova cameretta è davvero mia. ho appeso le foto di miei amici..dio quanto mi mancano..ma va bene cosi', era previsto, messo in conto. sono un po' preoccupata invece per la convivenza..tuttook, per carità, ma il mio non è un carattere facile, e a volte so essere davvero insopportabile..in piu' una delle mie conqui non fa che parlare di quanto le machino le sue amiche, di quanto si trvi bene con loro, e io non reggo davvero il confronto(questa è una mia affermazione). non posso nulla contro le sue nostalgie, e certo, tenendola a distanza con il mio modo di farenon faccio che accentuare la cosa..che devo fare?
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