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domenica 25 novembre 2007 - ore 01:11



(categoria: " Vita Quotidiana ")


....accendere una candela e perdere l’equilibrio...cadendo in apnea.

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martedì 13 novembre 2007 - ore 19:53


felicità
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ci sfiora spesso
Colpisce raramente
Non mira bene....

E’ forse la malinconia,
quella strana sensazione che a volte ci prende,
se ne riempie l’anima,
ci lasciamo accarezzare, senza riuscire nemmeno a parlare.
Vorremmo farlo con qualcuno,
lo sentiamo, ma infondo lo chiediamo solo a noi stessi.
Sembra quasi la felicità,
quei momenti dove niente è tutto,
ci sentiamo pieni, ma ci accorgiamo che il resto non conta,
ci sentiamo soli,
ascoltiamo le nostre parole per non doverle dirle a nessuno,
ma chi ci vuole bene veramente riesce a sentirle,
i nostri silenzi nascondono quei sentimenti che fanno rumore,
e il loro frastuono da fastidio alle orecchie del cuore.




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lunedì 12 novembre 2007 - ore 23:53


...PER TE....
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Per tutta la mia vita, per tutta l’esistenza
Una maschera ho portato, ho indossato l’irruenza

Per azioni non ben scelte, parole non pensate
Ho indossato la vergogna per vederle perdonate

Ho indossato la paura in decisioni che mai o preso
Ho indossato il pentimento non baciando il tuo sorriso

La piú pesanti orgoglio e onore per le gioie non volute
La piú fragile il dolore quando non sono piú tornate

E fra tutte quell’amore che per deboli credevo
E mi trovo a viver solo e con un triste appellativo.


Tutto si fa ricordo:
come la foglia del ramo
che vola lontano,
il viso di un bambino
che sorride birichino,
il mare che tocca il cielo
la luna che si fa desiderio
il sole che illumina il pensiero
due mani che si cercano
nell’incanto della sera;
un giorno di pioggia
profumi, odori, sensazioni,
musica, emozioni ,
lacrime che rigano il viso.

Il ricordo
e’ sempre dentro e
il pensiero s’adagia
nell’immagine riflessa
di attimo felice...


Gocce di sangue
scorrono disordinatamente
sul foglio bianco,dando vita
a parole rosse vive.
Lacrime argentee
sgorgano inarrestabili,
fioccano su pagine candide
partorendo vocaboli animati,
disegnando versi immutabili.
Cuore,anima,
passione,sofferenza,
manifestatevi al mio cuore,
aiutate
il mio pennino arcobaleno
a favoleggiare
ogni attimo vissuto,
perchè la magia
che essi procurano,
emigrano su lastra marmorea
che ingorda
si gremisce di tracce,
dichiarazione di un insito
atipico e inalterato
al peso del tempo.

......................
"Spio dalla fessura della porta del tuo cuore
ascolto ed attendo che tu mi chieda d’entrare,
sarà allora, dopo aver varcatone la soglia,
che chiuderò la porta
buttando la chiave
nell’abisso della mia coscienza
e perdermi in te."
...questo pensai quando ti conobbi....


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domenica 4 novembre 2007 - ore 18:53



(categoria: " Vita Quotidiana ")


la notte fredda
il sangue freme
nei ricordi impetuosi
nel pianto che brucia
afferra
la sinfonia
dei colori d’autunno
guardando
lo spazio infinito
di orizzonti lontani
inciampando
contro il pensiero
nascosto
dentro l’animo
anelanti ricordi
fortemente affiorano
ferite mai rimarginate
vetri infranti
segnando il tempo
battito
di sogni
timidi ostacolano
il mio pindarico volo
verso il sentiero felice
inoltrandomi
in un mare di silenzio
quasi assaporando
il grido del mio dolore
nel cercare
un sorriso
cancellando
l’aspra ruota del tempo
che la divora

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domenica 4 novembre 2007 - ore 18:34



(categoria: " Vita Quotidiana ")


il silenzio,
niente parole...
l’orgoglio?
l’odio?
o la stanchezza?
e quella
una malattia
o ubriachezza?
e quello il non-credere?
l’impossibilita’ di mettere
i tuoi pensieri nei vestiti delle parole?
nessuno vuole
prendere il tuo modo?
odi
tutti
o la verita’?
dove va?
ti da
un appoggio
la tristezza e disrispetto?
il vetro
della vita
l’hai spezzato
con le dita
del malumore?
non conosci l’amore?
solo il rumore
del cervello
ti promette le stelle
di qualcosa che non esiste?
sei ancora lontano e triste...
ma si’ che sia
un’altra via,
solo devi saper come prenderla,
si vende
tutto, ma non si vende
la verita’ e giustizia,
mica
si troverebbe i denari
per pagarli:
non prova-
hanno provato molti,-
invano

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domenica 4 novembre 2007 - ore 18:32



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Parto dal fondo
parto dalla foce

nel ripercorrere rivoli a ritroso
come chi ha sete di sorgente
di lontananze disperse dalle mani,
del tempo che scivola
assieme a ogni goccia
sbattuta e srotolata contro i sassi

parto dalle parole morte, dalle ombre
che non possono stingere i ricordi
di lacrime che all’acqua si fondevano
in un sorso che mi dissetasse

prima che
mi sgretolassi in gocce
sulla pelle inappagata
di carezze .

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venerdì 2 novembre 2007 - ore 19:16



(categoria: " Vita Quotidiana ")


I rumorosi silenzi
mi tormentano
fanno rumore.

La luce degli occhi
mi ferisce
mi spegne.

I gesti fermi
mi bloccano
mi ostacolano.

Vorrei gridare in silenzio
senza ferirmi.


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martedì 23 ottobre 2007 - ore 20:05



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Stelle d’appiglio
Penso sempre
di vedere
sotto il cielo
illuminato
qualche stella
più brillante
che possa essere
d’appiglio
per le mie
scorribande
notturnali
che mi portano
a vedere
tutti quanti
quei colori
che descrivono.




LIVIDO OBLIQUO


Tracanno l’incanto
che liquefa il silenzio
atteso-sospeso-esteso
in paralisi d’estasi
morbida,
tra chiome folte d’oriente
perduto in mare di loto.
Fremendo gemme fortuite
tra demoni spettri ed anime vuote
in corsa pazza
scivolo
zuppa
d’ozio perenne
con tra le gambe la luna
che spezza notti curve
in dannazione sublime.


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lunedì 22 ottobre 2007 - ore 21:11



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Insorge il giorno,
d’ogni foglia cangiante
s’ode il rugoso
assopire al preludio
d’una morte apparente.


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giovedì 11 ottobre 2007 - ore 23:40



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Bruciare completamente
La vita
La gabbia
I dolori

Sono nessuno
All’ordine del giorno
Tutto è sciocco
Nascerò il giorno della mia morte.

Questa giornata che dapprima
sembrava spenta ora m’avvolge
in un rilassamento spirituale che soccombe
a quella rabbia che da sempre mi porto dentro
e m’abbandono alla malinconia
che piano piano scende sull’anima
come pioggerellina che inzuppa.

Vivo ed intenso turbamento s’avventa
sul mio fragile equilibrio e sfilano davanti
brani, ricordi, spezzoni portati su ali di libellule,
l’ansia s’accumula come frana che sta per cadere.

Serve a qualcosa recuperare ostinatamente
quelle gioie ormai svanite e dissolte
come nebbia al sole e quell’ossessivo pensiero
che sbatte e ribatte sulla corteccia del cervello
come goccia che scava la dura pietra.

Affogo nel silenzio dove lettere, sillabe diventano
sofferenza, chi può ormai raddrizzare la falce
di sorella Morte e fermare la caduta dei granelli
di sabbia dentro alla clessidra troppe volte
girata e rigirata.

Non te ne andare disperato e folle Amore
anche se sei nell’altra dimensione,
filo d’aquilone ormai spezzato per sempre,
basta così poco,
lo sai anche tu quanto mi costa tenerti in Vita,
il macerarsi della materia,
la flagellazione
il cruento sacrificio da immolare sull’ara
degli dei mai sazi di carne umana,
l’attesa che non verrà mai colmata,
rumori che prendono coscienza,
grida roche di ciechi pipistrelli che passano radenti
a colpire a caso,
la nudità della nottata,
danze di salici piangenti senza più lacrime.

il buio da penetrare e galleggiare senza
la tua presenza,
allungo la mano ma è soltanto il vento
che si lamenta.

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