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Non sono Sergio, ma sono di Rio... e quindi non sono italiano. Tornato dall'Italia... il bel paese mi piace ancora di più! Il mio sito: http://www.rioitalia.com.br LINK
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sabato 11 ottobre 2003
ore 21:38 (categoria:
"Sport")
Evvai!




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sabato 11 ottobre 2003
ore 19:43 (categoria:
"Vita Quotidiana")
miiiiiiiiiiiiiiiiii
piove ancora!!!
ma va*******
LINK
alza il volume!
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sabato 11 ottobre 2003
ore 18:35 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Tutta la mia città

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I COMMENTI (2)
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sabato 11 ottobre 2003
ore 17:29 (categoria:
"Riflessioni")
Perchè?
Perchè nn si deve mettere viagra nel minestrone?
la risposta la trovi nei commenti!
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I COMMENTI (1)
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sabato 11 ottobre 2003
ore 16:16 (categoria:
"Musica e Canzoni")
Canzone del giorno

Ziggy Marley & The Melody Makers
Tomorrow People
Tomorrow people, where is your past? Tomorrow people, how long will you last? Tomorrow people, where is your past? Tomorrow people, how long will you last?
Today you say you deyah Tomorrow you say you're gone But you're gone so long If there is no love in your heart - so sorry Then there is no hope for you - true, true
Tomorrow people, where is your past? Tomorrow people, how long will you last? Tomorrow people, where is your past? Tomorrow people, how long will you last?
So you're in the air But you still don't have a thing to spare You're flying high While we're on the low o-o-oh
Tomorrow people, where is your past? Tomorrow people, how long will you last? Tell me now Tomorrow people, where is your past? No where Tomorrow people, how long will you last? Ten years!
Stop tellin' me the same story Today you say you deyah Tomorrow you say you're gone and you're not coming back If there is no love in your heart oh now There will never be hope for you
Tomorrow people, where is your past? Tomorrow people, how long will you last? Ten years! Tomorrow people, where is your past? Tomorrow people, tomorrow people, come on Tomorrow people, tomorrow people, come on Tomorrow people, tomorrow people, no soon come Tomorrow people, tomorrow people, soon come Tomorrow people, tomorrow people, today is here
If you don't know your past, you don't know your future Everyone Don't know your past, don't know your future everyman Don't know your past, don't know your future, come on Don't know your past, don't know your future
How many nations How many people did that one catch How many nations did that one catch Don't know past, don't know your future Don't know past, don't know your future
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sabato 11 ottobre 2003
ore 15:48 (categoria:
"Vita Quotidiana")
UFFA!
ma proprio nel fine settimana deve piovere!
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sabato 11 ottobre 2003
ore 14:23 (categoria:
"Riflessioni")
Cazzarola
Sabrina quando presentavi MTV Brasil nn eri così bella, ma adesso che sei cresciuta... complimenti alla mamma!

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sabato 11 ottobre 2003
ore 14:05 (categoria:
"Vita Quotidiana")
du palle!
Che palle sta pioggia!!!
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sabato 11 ottobre 2003
ore 02:26 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Il bambino col pallone
di Stefano Benni
Il giardino della signora Somaruga
Tutti i bambini calciatori, una volta, nella notte, hanno avuto l'incubo di cadere nel giardino della signora Somaruga. Da esso nessun pallone è mai uscito vivo. La signora Somaruga ha costruito, negli anni, una macchina mangiapalloni perfetta. Vedasi la recinzione, calcolata abbastanza bassa da far passare un rimbalzo medio, e irta di terribili spunzoni. Nel giardino, esclusivamente piante grasse: giganteschi cactus spinosi che la signora Somaruga disponeva abilmente a scacchiera, in modo che il pallone avesse ben poche vie di scampo. E poi le aiuole, circondate da pietruzze perfettamente appuntite. E le rose della signora Somaruga: cespugli che erano perfette macchine da guerra: duemila spine per fiore. Un pallone, ripetiamo, aveva ben poche possibilità di uscire vivo di lì. Malgrado tutte le attenzioni dei bambini calciatori, veniva sempre, nella partita, il momento del rimbalzo anomalo, dello spigolo ribelle; e allora, mentre il pallone, come stregato, si avviava verso il recinto spinoso, un nooooooo angoscioso prorompeva dai nostri petti, «no, dalla Somaruga no!». A volte il pallone urtava la rete e tornava in strada. Allora lo abbracciavamo, lo baciavamo, qualcuno gli chiedeva anche se voleva un cognac. Lo scampato pericolo ci rendeva felici per un po' di tempo. Ahimè, per poco tempo. Il giardino stregato attendeva paziente la sua vittima. Un colpo di testa appena un po' alto, il portiere che respinge storto di pugno, un rimbalzo, un urlo, e il pallone piombava nel giardino maledetto. Ci arrampicavamo sul muro, di corsa. E lo vedevamo agonizzante, sgonfiarsi su un cactus o su un sasso-killer. I nostri occhi si riempivano di lacrime. La signora Somaruga usciva subito in vestaglia con un ghigno crudele, prendeva il mezzo palloncino sgonfio e ce lo rimandava sempre con le stesse orrende parole di scherzo «to', facci un cappellino», prorompendo in una risata diabolica. Poi faceva una carezza al cactus dicendogli «bravo, Antonio» e scompariva nella sua casa urlando «andate a giocare in un'altra strada». Cosa, come sapete, impossibile: in ogni strada della città c'era infatti un giardino della signora Somaruga. Dai più semplici, con un solo cespuglio di rose, a quelli complessi, come appunto quello testé descritto per mantenere il quale la Somaruga importava ogni mese piante tropicali e rose speciali tedesche. Si dice avesse anche, in salotto, una plancia di comando con la posizione di tutte le armi offensive, e che appena il pallone varcava il recinto, suonasse un segnale d'allarme, così la strega poteva correre alla finestra e vedere il delitto. Un mio amico, tale Berardini, giura che nel giardino della signora Somaruga di via Ranzani c'erano due cactus semoventi che la signora spostava con carrelli telecomandati per poter forare il pallone al volo. Nessuno, nessuno poteva sfuggire alla maledizione. Finché una volta...
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sabato 11 ottobre 2003
ore 01:23 (categoria:
"Vita Quotidiana")
ciao...
blog.
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