Hai mai visto la terra dalla luna?
non c’è migliore nella morte.
c’è solo la nera luce della speranza
o della pace,
meglio l’accecante luce della follia
in una mattina conservata in un cappuccino.

Nella vendetta e nell’amore la donna è più barbarica dell’uomo.
(F.W. Nietzsche)
"Date alle donne occasioni adeguate ed esse possono fare tutto."
(Oscar Wilde)
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lunedì 14 novembre 2005 - ore 12:12
(categoria: " Vita Quotidiana ")
STANCO D’AMORE
Hermann Hesse
Nei rami s’addormenta cullando
il vento stanco. La mia mano
lascia un fiore rosso sangue
morire lacerato sotto un sole rovente.
Ho già visto fiorire e morire
molti fiori;
vengono e vanno gioie e dolori,
e custodirli nessuno può.
Anch’io ho sparso
nella vita il mio sangue;
non so però, se mi dispiace,
so solo, che sono stanco.
abbastanza negativa
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domenica 13 novembre 2005 - ore 17:42
(categoria: " Vita Quotidiana ")
FELICITA RAGGIUNTA, SI CAMMINA
Eugenio Montale
Felicità raggiunta, si cammina
per te sul fil di lama.
Agli occhi sei barlume che vacilla,
al piede, teso ghiaccio che sincrina;
e dunque non ti tocchi chi più tama.
Se giungi sulle anime invase
di tristezza e le schiari, il tuo mattino
e dolce e turbatore come i nidi delle cimase.
Ma nulla paga il pianto del bambino
a cui fugge il pallone tra le case
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sabato 12 novembre 2005 - ore 20:35
(categoria: " Vita Quotidiana ")
NON RECIDERE FORBICE QUEL VOLTO
Eugenio Montale
Non recidere, forbice, quel volto,
solo nella memoria che si sfolla,
non far del grande suo viso in ascolto
la mia nebbia di sempre.
Un freddo cala... Duro il colpo svetta.
E lacacia ferita da sé scrolla
il guscio di cicala
nella prima belletta di Novembre.
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venerdì 11 novembre 2005 - ore 14:53
S. Martino
(categoria: " Vita Quotidiana ")
IL VINO TRISTE
Cesare Pavese
La fatica è sedersi senza farsi notare.
Tutto il resto poi viene da sé. Tre sorsate
e ritorna la voglia di pensarci da solo.
Si spalanca uno sfondo di lontani ronzii,
ogni cosa si sperde, e diventa un miracolo
esser nato e guardare il bicchiere. Il lavoro
(l’uomo solo non può non pensare al lavoro)
ridiventa l’antico destino che è bello soffrire
per poterci pensare. Poi gli occhi si fissano
a mezz’aria, dolenti, come fossero ciechi.
Se quest’uomo si rialza e va a casa a dormire,
pare un cieco che ha perso la strada. Chiunque
può sbucare da un angolo e pestarlo di colpi.
Può sbucare una donna e distendersi in strada,
bella e giovane, sotto un altr’uomo, gemendo
come un tempo una donna gemeva con lui.
Ma quest’uomo non vede. Va a casa a dormire
e la vita non è che un ronzio di silenzio.
A spogliarlo, quest’uomo, si trovano membra sfinite
e del pelo brutale, qua e là. Chi direbbe
che in quest’uomo trascorrono tiepide vene
dove un tempo la vita bruciava? Nessuno
crederebbe che un tempo una donna abbia fatto carezze
su quel corpo e baciato quel corpo, che trema,
e bagnato di lacrime, adesso che l’uomo
giunto a casa a dormire, non riesce, ma geme.
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giovedì 10 novembre 2005 - ore 15:11
...nn si finisce mai d essere giovani
(categoria: " Vita Quotidiana ")
PUDORE
Antonia Pozzi
Se qualcuna delle mie povere parole
ti piace
e tu me lo dici
sia pur solo con gli occhi
io mi spalanco
in un riso beato
ma tremo
come una mamma piccola giovane
che perfino arrossisce
se un passante le dice
che il suo bambino e’ bello.
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mercoledì 9 novembre 2005 - ore 11:30
(categoria: " Vita Quotidiana ")
NUOVE STANZE
Eugenio Montale
Poi che gli ultimi fili di tabacco
al tuo gesto si spengono nel piatto
di cristallo, al soffitto lenta sale
la spirale del fumo
che gli alfieri e i cavalli degli scacchi
guardano stupefatti; e nuovi anelli
la seguono, più mobili di quelli
delle tua dita.
La morgana che in cielo liberava
torri e ponti è sparita
al primo soffio; sapre la finestra
non vista e il fumo sagita. Là in fondo,
altro stormo si muove: una tregenda
duomini che non sa questo tuo incenso,
nella scacchiera di cui puoi tu sola
comporre il senso.
Il mio dubbio dun tempo era se forse
tu stessa ignori il giuoco che si svolge
sul quadrato e ora è nembo alle tue porte:
follìa di morte non si placa a poco
prezzo, se poco è il lampo del tuo sguardo
ma domanda altri fuochi, oltre le fitte
cortine che per te fomenta il dio
del caso, quando assiste.
Oggi so ciò che vuoi; batte il suo fioco
tocco la Martinella ed impaura
le sagome davorio in una luce
spettrale di nevaio. Ma resiste
e vince il premio della solitaria
veglia chi può con te allo specchio ustorio
che accieca le pedine opporre i tuoi
occhi dacciaio.
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martedì 8 novembre 2005 - ore 12:11
(categoria: " Vita Quotidiana ")
POCO IMPORTA DA DOVE LA BREZZA...
Fernando Pessoa
Poco importa da dove la brezza
trae laroma che in essa viene.
Il cuore non ha bisogno
di sapere cosè il bene.
A me basti a questora
la melodia che culla.
Che importa se, lusingando,
le forze dellanima spegne?
Chi sono, perché il mondo si perda
dietro quel che penso sognando?
Se mi avvolge la melodia
solo il suo avvolgermi io vivo...

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lunedì 7 novembre 2005 - ore 16:49
(categoria: " Vita Quotidiana ")
IO SONO VERTICALE
Sylvia Plath
Ma preferirei essere orizzontale.
Non sono un albero con radici nel suolo
succhiante minerali e amore materno
così da poter brillare di foglie a ogni marzo,
né sono la beltà di unaiuola
ultradipinta che susciti grida di meraviglia,
senza sapere che presto dovrò perdere i miei petali.
Confronto a me, un albero è immortale
e la cima di un fiore, non alta, ma più clamorosa:
delluno la lunga vita, dellaltra mi manca laudacia.
Stasera, allinfinitesimo lume delle stelle,
alberi e fiori hanno sparso i loro freddi profumi.
Ci passo in mezzo ma nessuno di loro ne fa caso.
A volte io penso che mentre dormo
forse assomiglio a loro nel modo più perfetto -
con i miei pensieri andati in nebbia.
Stare sdraiata è per me più naturale.
Allora il cielo ed io siamo in aperto colloquio,
e sarò utile il giorno che resto sdraiata per sempre:
finalmente gli alberi mi toccheranno, i fiori avranno tempo per me.
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domenica 6 novembre 2005 - ore 14:02
questa nn potevo fare a meno d metterla
(categoria: " Vita Quotidiana ")
AGONIA
Giuseppe Ungaretti
Morire come le allodole assetate
sul miraggio
O come la quaglia
passato il mare
nei primi cespugli
perché di volare
non ha più voglia
Ma non vivere di lamento
come un cardellino accecato
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domenica 6 novembre 2005 - ore 13:54
...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
nn mi ricordo se l’ho già messa
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