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shaula, 32 anni
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HO VISTO

I miei angeli custodi





STO ASCOLTANDO

Il mio cane che abbaia, abbaia, abbaia, abbaia, abbaia...



.. senza dimenticare Grace Papaia.


ABBIGLIAMENTO del GIORNO

Come un’adolescente in crisi di identità.



so anche essere così sportychic o trendychic, come dice la mia consulente d’immagine...



e poi sciatta, soprattutto sciatta... E maldestra, e mi macchio sempre...



... oppure faccio porcherie come questa...



... o quest’altra...



Diciamo che non ho una mia identità. Ma ho una mia moda..



ORA VORREI TANTO...




STO STUDIANDO...

Un modo per limitare il mio pericoloso autolesionismo

OGGI IL MIO UMORE E'...

Arranco... ma con stile.


ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


1) Dimenticare

MERAVIGLIE


1) ... l'instabilità del caso ... sapere che vivere nn è una teoria matematica e in ogni attimo tutto può essere rivoluzionato anche da una semplice frase...



********************


Stà bèa stèa fin doman finchè no rìva el sol
Sciàra sto scuro e el me cuor orbo e pien de doeor
Stà bèa stèa fin doman finchè no riva el sol
Stea dell’universo
Dime che no a ga perso a strada
Dime che in scarsea ga sempre
Un toco del me cuor
Un toco del me amor




***********************

C’è un attimo da fermare:
chi lo riconosce è felice.

***********************




"ARRANCARE: il lento, faticoso, deprimente ma determinato procedere di un uomo che non ha più niente nella vita tranne l’impulso di semplicemente continuare la lotta".



Per chi è arrivato tardi (ovvero dopo il 2007) su questo blog spieghiamo cosa sono gli Shaulismi. Parte tutto da Shaula, che è una stella della costellazione dello Scorpione. E io – chi mi conosce lo sa – sono una pesci ascendente scorpione. E poi il nome era bellissimo, suona come pieno di cristalli e profuma di autunno. Questo è il preambolo
Gli ismi sono le mie filosofie e i miei stili, e ogni post è un ismo. Ci sono ismi per ogni cosa. In particolare però, quando si tratta di me, di pensieri parole opere e omissioni, allora si chiamano Shaulismi.
Non è difficile, ma chi non sa non può sapere. E adesso sa.




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sabato 2 ottobre 2004 - ore 16:10


Trasferta con riserva
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Concertino niente male ieri sera al City Hall in quel di Padova.
Ci sono i Beehive e non posso perdermi anche questo pezzo di storia, questo fondamento della vita patavina!

Trasferta minacciosa per la nostra eroina che aveva appena avuto una disputa per nulla amichevole con il padrone dell’universo gran signore della demenza, ovvero mio padre.
Ma non ne parliamo! Ci sono mille cose belle di cui disquisire perché rovinarsi il fegato a rimuginare inutilmente su una questione persa in partenza pur avendo ragione?!

Si parte da Treviso alle 9.30 io e il mio best friend, poi dalla Sporty e poi a prendere su gli altri. E poi si vola verso il City Hall. Vengo quindi immediatamente accolta da grida ingiuriose del tipo: torna a casa dalle tue piantagioni di radicchio! Sospiro di sollievo: è un buon segno, qualcuno mi ha riconosciuta, e io ho riconosciuto lui. Nessun Ciao, nessun come stai, e un collegamento che da me punta dritto e solo al radicchio. C’è Momo.

Dopo un paio di minuti durante i quali mi sono dilungata con la spiegazione della mia vacanza americana appena entrata e placcata da Calimero, Fabio e RossoFuoco, vado a prendere una biera e via la giacca. Si inizia a ballare!
Qualcuno più scatenato, qualcuno più vecchio, qualcuno più malconcio, qualcuno più fotografo. Qualcun più innamorato, qualcuno più solitario. Qualcuno di più nudo, qualcuno di più vestito, qualcuno di più accaldato, qualcuno di più spaccato. Qualcuno che ride, qualcuno che si siede, qualcuno che ti guarda male, qualcuno che ti sorride. Qualcuno che beve e qualcuno che deve guidare.
E qualcuno che cerca di tirarti su il morale, e qualcuno che lo fa senza saperlo.
Tra un qualcuno e l’altro il locale era pieno. Inutile, se ci sono i Beehive al City Hall devi prenotare un lustro prima.

VOTI
Voto 10: al cartellino della chitarra nuova di Zilvio
Voto 9: alla frangia della Chobin che è dritta e non è una leggenda metropolitana
Voto 8: a Jijotdl con la fascia da capitan Harlock
Voto 7: a Lopez che come un cicerone mi portava in giro a conoscere il grande popolo di spritz, ma che mi faceva picchiare le pulzelle sulla testa e io non volevo perché io sono dei buoni
Voto 6: a me che non sono riuscita a fare la foto per la Cia ma in compenso ho fatto il trenino
Voto 5: a quelli che non si sono divertiti perché sono vecchi e non volevano ballare
Voto 4: alla Vale e a Marco che limonavano a due centimetri dalla mia faccia senza pensare minimamente alla mia infausta situazione sentimentale e amorosa e al trauma che mi provocavano
Voto 3: a occhi di gatto - solo perché siamo in tre pure io la Miss e la Lau
Voto 2: alla macchina di Maury che faceva un rumore osceno e mi stavano un po’ girando
Voto 1: a Marcoski che mi ha mentito dicendomi che il City Hall era suo invece è di Vasco
Voto 0: a Memole assente ingiustificata

Inoltre non metto voto ma vorrei tanto a EmmaBovary che mi ha detto che scrivo molto bene!
Ah le soddisfazioni della vita! Ogni tanto fa bene sentirsi dire cose così!

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venerdì 1 ottobre 2004 - ore 10:10


Velociraptor
(categoria: " Vita Quotidiana ")


A Treviso nella circonvallazione esterna hanno piazzato un miliardo e mezzo di autovelox. Lo scorso week end, in sole 22 ore, hanno messo 500 multe per eccesso di velocità. Trovi volanti della polizia e pattuglie e vigili e controllori di parchimetri e palette alzate ovunque. E se dico ovunque sappiate che è ovunque.
Treviso sotto assedio. Non si può fare niente. Controllano tutto. E le automobili sono le prime vittime.

Tra un po’ a uno che compra la macchina nuova gli si chiederà “quante multe fai con un litro”.
Ridiamoci sopra, che prima o poi ci infioppano tutti.
Uno dietro l’altro.
Dietro l’altro.


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giovedì 30 settembre 2004 - ore 19:49


come cambiano velocemente le cose...
(categoria: " Riflessioni ")


Mia nonna mi vede dopo la vacanza per la prima volta e mi intrattiene con i suoi interessanti commenti sulla MIA vacanza, della quale sembra sapere tutto a priori. Ma non voglio farmi mandare a male con questa storia, non di nuovo. Mi ha esaurita abbastanza stamattina. Riporto solo i tratti salienti. “A me hanno detto che gli americani sono tutti uguali con i capelli a spazzola” “Multietnica? Che schifo i missiotti. No i me xe mai piassi” “Ma gli indiani rossi li hai visti? Quelli con le penne?” “No le foto non me le mostrare mi sono dimenticata gli occhiali a casa. Sapevo che avevi le foto ma li ho dimenticati perché sono un po’ agitata per le due Simone.”
Comunque sia mia nonna passa. Sta un paio d’ore, e a volte fa davvero ridere.
Non fanno ridere invece altre novità che mi hanno traumatizzata. Uno torna da dieci giorni in America e trova il Grande Fratello che impera in tv, con 2 coppie sposate e meno male che si sono accoppiati tra loro, una cicciona e un paio di bagasce inconcepibili, più Campioni che attira pubblico come la partita d’addio di Roberto Baggio e il proprio titolare a Uomini e Donne con Maria De Filippi. Lo sapevo che ci doveva andare, me lo aveva detto pure lui. Ma una cosa è che te lo dicono che andrà. Un’altra è che ti arriva un sms a NY con scritto c’è Piero a Uomini e Donne e lo hanno intervistato.

Il bar della biblioteca è cambiato, mi hanno spostato i tavolini e le panche. Incontro per caso quelli che una volta erano i ragazzini del paese e hanno i piercing ovunque, le scarpe di Prada e mi chiedono se ci troviamo al bar, senza ritegno né rispetto per l’età. Mia madre fa shopping. Inzaghi ricomincia a segnare. Il mio fratellino si fa crescere i capelli. L’altro fratello risponde alle mie domande. Mi fanno lo sconto da Sportissimo. Flavia Vento fa politica. Un essere umano maschile ha cercato di abbordarmi. Ho la taglia 46. Le veline di Striscia fanno cagare. I cani devono avere il passaporto. Vengo umiliata e insultata gratuitamente da un perfetto sconosciuto in piazza Duomo davanti a duecento persone perché butto a terra la cicca finita.

Non mi posso allontanare un attimo che il mondo smette di girare come dovrebbe. Non posso prendermi ferie dieci giorni che rivoluzionano l’esistenza del pianeta. Tra un po’ scoprirò che il mare non è più salato e che a TV non ci sono più fighe di legno. Ma figurati.

Bisogna che mi trovo un degno sostituto se non voglio rinunciare alle ferie in eterno.




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martedì 28 settembre 2004 - ore 23:23


Odissea, ulissi e itaca.
(categoria: " Viaggi ")


Odissea al JFK. New York ore 14.45. La nostra vacanza è finita. Mesti e a testa bassa andiamo in aeroporto a prendere il nostro volo per Madrid, da cui poi partiremo alla volta di Venezia, terminal 8, siamo in perfetto orario. Ci concediamo anche il lusso di una ulteriore sigaretta prima di entrare dalle porte a vetri e notare.. una fila infinita. Domande senza risposta ma non ci pensiamo, ci concentriamo sul viaggio. Dopo un’ora e passa di coda una solenne maestosa e semi incomprensibile voce al microfono ci avvisa con cortesia ed educazione – potevano anche dirmelo bestemmiando l’effetto era quello – che il nostro volo è stato cancellato. Cancellato? Si. Non esiste più. Doveva partire alle 18, invece partirà alle 5 di mattina. Se tutto va bene. E poi la coincidenza in Spagna? Inesistente.
Siamo come Tom Hanks, the Terminal, giusto al JFK.
Odissea, siamo cinque Ulissi. Siamo degli apolidi, dei dimenticati. Ce l’ho lo spazzolino da denti? E una maglia di ricambio? Rimarremo qui dei giorni interi, avremo sete e fame e ci lanceranno i tozzi di pane da un carrello in corsa – cavolo ai maschi crescerà la barba che fa molto sopravvissuto e a me no.
Panico totale. Io poi che mi faccio dei viaggi mentali da schizzata inizio a fantasticare cose improponibili. La gente inizia a mormorare. Quelli davanti a noi parlando con gli addetti si fanno consigliare un alloggio temporaneo. Quelli dietro vogliono andarsene direttamente, quelli che sanno. Gli altri saltano la fila e vengono da noi a chiedere preoccupati. Per tornare disperati dalle famiglie e dagli amici.
Arriva il nostro turno: andiamo al check in. Terrore nei nostri volti. Ma li la botta di culo che non ci aspettavamo ma che in fin dei conti un po’ ci spettava: giusto 5 posti su un volo diretto della Delta per Venezia, non saremo seduti vicini ma non si può chiedere troppo alla fortuna e al destino. L’aereo parte un’ora dopo quello che sarebbe dovuto essere il nostro. E si arriva in Italia prima, senza scali. E noi senza parole.

Italia ore 10.45 di stamattina. Qui è tutto piccolo. Le case piccole. I palazzi piccoli. I panini piccoli. Le torte piccole. I parchi piccoli. Le macchine piccole. Le borse piccole. Le strade piccole. I negozi piccoli. I semafori piccoli. La posta piccola, la stazione piccola, il municipio piccolo, lo stadio piccolo.

Come si saluta New York? Quando te ne vai, c’è qualcosa che puoi dire di conforme e di sensato che sia un saluto vero compreso e condiviso? Come si saluta una città come NY quando stai andando via e dal treno per l’aeroporto vedi lo Skyline e l’Empire che svetta imperioso e sai che è l’ultima volta? Si dice solo ciao o le si da del Lei? Cosa le dici a questa città che lascia secchi? Che toglie il respiro? Che angoscia, che spaventa, che intimidisce, sbalordisce, stordisce, entusiasma..

Sono grafomane. Maury dice che è una specie di turbe psichica, che questo mio aver sempre da scrivere è grafomania. Giravo per le strade con un libricino in mano, e la penna, e ci scrivevo sopra dove stavo, a che ora e con chi. E pensieri, e riflessioni, e domande e risposte. E tutte quelle cose che dovevano restare impresse in eterno da qualche parte. Scrivevo sempre. Al bar senza ungere i fogli di hamburger, per strada al volo, in metro con i ragazzi che mi reppavano in faccia, al ristorante tra i sorrisi stupiti dei camerieri, in aeroporto nelle sale d’aspetto mentre tutti volevano solo partire. O arrivare. E io a scrivere, a non perdere un istante, a fissare tutto, a scivolare con l’inchiostro sulla carta, su fazzoletti, su biglietti usati, perché ogni posto è buono se ti viene da scrivere e non hai il tuo quaderno e l’idea è buona. Io sono grafomane. Scrivo anche senza penna, muovo solo le dita come se ce l’avessi una penna in mano, ma non c’è. Faccio finta. Che a volte è bello lo stesso. Che a volte fissa pure quello un’idea che funziona. Basta scrivere. Se non scrivo ogni giorno io impazzisco. E allora scrivo.

La prima cosa che noti è il cielo. Io quando vedo un aereo che passa sopra di me mi domando dove sta andando, e chi c’è su e cosa fa. E poi guardo la scia. Anche il mio aereo per l’America ha lasciato la scia. Chissà se qualcuno si è domandato dove stavamo andando. O se qualche bambino ha vinto la gara delle scie con la nostra perché è arrivato a 5 e gli altri a 4. Ma i piloti fanno come gli autisti dell’autobus che si salutano quando si incontrano? Si fanno le doppie frecce magari, perché non è che si incontrano proprio, si vedono da lontano e non ti accorgi di una mano alzata che saluta. O di uno che si toglie il cappello e sorride. Dall’aereo se passi sopra la campagna sembra tutta una coperta di patchwork, con i riquadri colorati diversi, punteggiati di alberi, cuciti di fiumi e siepi, e rigati di aratri.

La seconda cosa che noti sono i grattacieli. New York fa perdere il senso delle proporzioni. Sembra tutto vicino e poi è distante. E quando pensi sia lontano è vicino. Vedi l’Empire da lontano, credi sia un attimo. Ma è a venti blocchi, e c’è da camminare. Ma è così grande che non ti rendi conto che è grande anche da lontano, è il più grande. Il più alto. Ma non il più bello, il più bello è il Wolworth, quello del fallito, ma personaggio perché se uno si indebita fino alle mutande per costruire un grattacielo che è una meraviglia è un personaggio. Sfigato e poco portato per economia e matematica, ma personaggio. Perché poi è davvero bello.

La terza cosa che noti è l’America. Gli americani hanno tutto più. Il più grande, il più bello, il più buono, il più strano, il più piccolo, il più elevato. E la più alta. L’acqua del WC è alta. Tipo arriva tre volte tanto la nostra europea. Mi viene in mente quella puntata dei Simpsons che Bart chiama in Australia per sapere da che parte gira l’acqua del loro cesso. Ma non dice che è così alta. L’acqua del water.

La quarta cosa che noti sono i giapponesi. Ovunque. Naturalizzati, turisti o solo di passaggio, del Greenwich o di Wall Street o della 5th. Stesse facce. Stesso modo di camminare, col bacino in avanti e i passi piccoli. Colonizzatori di ostelli, occupatori di divani e docce, mangiatori di pesce crudo di frodo, facce da domande e da fotografie, chic e alla moda, ultra tecnologici e digitali, e spesso solitari. Sol levante forever.

La quinta cosa che noti sono i negozi. Mai visto tanti bei negozi tutti insieme. Mai in vita mia. Love perenne. Continuo. Faccia a punto esclamativo, senza fiato, vetrine e interni, tutto. Un paradiso. Ma come mi vestirei li è tutta un’altra cosa. Li puoi osare colori forme tessuti e abbinamenti, tirare fuori creatività e ingegno anche solo per legare un maglioncino. Ma poi tornando in patria tutto quello che hai creato viene distrutto perché l’Italia non è pronta. Aspetterò. Magari intanto faccio i corsi di sostegno.

Poi c’è NY vista di notte dall’Empire. E li puoi solo vederla. A raccontare non rende.

Ma non si può scrivere 10 giorni così. non so nemmeno se ho voglia di farlo. Non so se voglio tenerlo solo per me o condividerlo. Perché NY è stata mia per 10 giorni. L’ho imparata bene. L’ho amata perché la ami quando la conosci. Ami quei posti in cui ti senti te stesso alla grande anche a mille mila chilometri da casa, anche in mezzo a gente che ti chiede di ripetere come se il tuo inglese fosse una specie di cimbro dell’est Europa.
La vacanza finisce quando cominci a dire “ti ricordi”. Maury. ti ricordi? Cuda, ti ricordi? Gianpa, Iccri, vi ricordate?
Ciao melone. Torno presto. Per il WTC nuovo vengo a trovarti di sicuro..
magari Itaca è li. kisses


e un bacino a Miu..


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domenica 26 settembre 2004 - ore 01:19


in direttissima 4
(categoria: " Viaggi ")


ho fatto quasi tutti i regaetti!!!
dopo 3 ore di shopping ho quasi finito!!!

manca solo il secondo regalino per il mio fratellino meraviglioso... a lui due perche e' piu buono..

sto aspettando che torni la Cuda, perche sono chiusa fuori..
mi sono dimenticata le chiavi e le ha lei!!!

i maschi sono alla festa di Jason in New Jersey, io e la Cu erEvamo troppo stanchissime e poi avevamo un po' di cose da fare e da vedere..
dopotutto non sono a casa da sola a treviso.. sono a NY!!

che figata.. sono a NY..
e voi noooooo!!!!

aspetto le chiavette, poi vado a docciarmi [le giappe sembrano essere fuori. dico questo perche non sono ne in bagno ne al computer - monopolio nipponico] e poi fuori. voglio nutrirmi di cheesecake stasera, ha le calorie di un pranzo di nozze.

amo la cheesecake. io la amo!!!
voglio vivere di cheesecake!!!

saluti e baci

ps - se sono nella grande mela..
allora sono in un melone?

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sabato 25 settembre 2004 - ore 00:29


in direttissima 3
(categoria: " Viaggi ")


waiting for the shower.
again.
queste giappe non mi piacciono poi molto.
restie alla comunicazione e al dialogo.

c'e' il giappo invece, quello con la faccia da sfigato, che non si stacca dal divano. divano, internet, divano, dormire (sul divano), mangiare (sul divano), internet, divano.

e' da stamattina che ha la valigia pronta e non parte. l'hanno gia cancellato dalla lavagna presenti e non parte. ma quando te ne vai? una presenza inquietante. mi spaventa. seriamente.
mi sa che aspetta di portarsi via il divano quando nessuno se ne accorge!

sono stata al Museum of Moving Images, spettacolareeeeeeeee!!
ho fatto la doppiatrice, ho scelto colonne sonore, ho modificato facce al compiuter, ho costruito una storia, ho fatto a pugni con un robot interattivo e ho pure vinto!

voglio vivere li!!!!

ho anche comprato i fotogrammi del film che ho fatto io, ballando come una cretina davanti alla telecamera..
sono troppo avantiiiii!!!!

-coro - lascialo dire a noi!!

giornata spaziale.. manca cosi poco tempo e ho ancora cosi tante cose da fare..

stasera si mangia thai.. se le giappine si muovono con la doccia che devo entrare io. dopo una giornata cosi so un po' di cagnone.

ciao friends!!

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giovedì 23 settembre 2004 - ore 00:10


in direttissima 2
(categoria: " Viaggi ")


come sempre bagno occupato e io aspetto fuori..
appena finito giro di shopping da macy's e bloomingdale's con la cuda, mentre i maschietti erano in giro per conto loro. istruttivo.
credo che lo shopping sia il mio destino!

adesso devo aspettare il mio turno, le ragazze giapponesi si chiudono dentro sempre, sempre e sempre quando si docciano, ma cazzo ci sono 2 docce li dentro!!! e io intanto che faccio? ma questo e' rispetto?? siamo in un ostello cazzo, siamo in 16, di cui 8 ragazze..

XE LONGAAAAAAAAAA!!!
mi fanno troppo incazzare!!!
loro e quella pudicizia spaccamaroni!!!

insomma si aspetta.. e mi faccio un giretto su spritz..

non saprei da cosa partire per raccontare quello che succede qui, nella mela big, devo avere un po' piu tempo.
ma a tutti gli amici di treviso e non che chiedono mie notizie basti sapere che va benissimo, alla stragrande, mi vesto come meglio preferisco con abbinamenti che non stanno ne in cielo ne in terra ma mi piaccio da morire, compro porcherie, ingurgito schifezze, cammino dai 10 ai 12 km al giorno secondo calcoli approssimativi, ma non sono abbastanza per smaltire le calorie in eccesso , che ingerisco tra cheescake (la mia nuova preferita! ), blueberry muffin (speciali! ) e hot dog (con cipolla ovvio! ) a qualsiasi ora del giorno e della notte.

con gli altri poi tutto a posto, piccole incomprensioni tralasciabili e ovvie, non si puo accontentare 5 persone contemporaneamente.. ce lo aspettavamo e gestiamo la cosa abbastanza bene..

vado dalla cu che e' distrutta in camera.. oggi abbiamo un po esagerato!
ma me la godo tutta new york!!!


markoski, non sto davanti al computer PER aggiornare.. ma perche almeno mi faccio viva e soprattutto faccio qualcosa mentre ASPETTO TUTTIIIIIII!!!

[e non sai che lunghi anche i maschietti a prepararsi!!! ]

huges and kisses

[aggiornamento - una giappa e' uscita, non faccio tempo a prendere l'asciugamano e subito dentro l'altra.. sara piu lunga del previsto.. ]

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lunedì 20 settembre 2004 - ore 01:02


in direttissima
(categoria: " Viaggi ")


indovinate chi ha internet in ostello con la connessione super veloce???

siamo appena tornati da un giro delirante per mezza manhattan.. ma che figataaaaa!!!
qui e meraviglioso, a parte che questa tastiera non ha i tasti al posto giusto. perche il posto giusto e quello che dico io.
pieno di giappi l ostello ma mi rassegno, e gestito da sam e hiroshi mi pare pure normale.

fare il blog in inglese e troppo, per ora posso fare solo in italiano.

ora devo lasciare la postazione al giappo qui dietro, sta bestemmiando nella sua lingua, lo capisco dal sangue nei suoi piccoli occhi a mandorla.

ciao zente! appena riesco e se non sono in giro a NEW YORK vi aggiorno sulla situazione!

huge and kisses

ps: cali.. quando sono stata a ground zero pensierino anche per te.. avevo promesso..

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venerdì 17 settembre 2004 - ore 13:57


new york
(categoria: " Viaggi ")


Siamo pronti. Cioè siamo pronti fin la, è un’emozione che non ti fa essere pronto del tutto, ed è giusto così.. intanto siamo pronti a pensare che tra poco partiamo. Siamo pronti a farci venire l’ansia, a farci prendere dall’angoscia. A sbiancare durante il volo. A stringerci le maniche delle giacche durante l’atterraggio. Siamo pronti a prendere della valeriana per sfatare il mito delle 40 ore no stop che teoricamente ci aspettano, siamo pronti a guardarci in faccia e sperare di non litigare, siamo pronti a camminare ore e ore, siamo pronti a trovarci persi e sperduti in una Mela enorme, siamo pronti a sfoggiare il nostro inglese con 5 accenti e 5 vocabolari differenti. Siamo pronti a musei che tolgono il respiro.
Siamo pronti ad un ostello giapponese. Siamo pronti a guardare in alto e non vedere la fine dei grattacieli, siamo pronti a pensare a Treviso e moltiplicarla per mille.

Siamo pronti ad essere 5 italiani a New York, siamo pronti a tornare con 10 chili in più perché li si mangeranno porcherie da mattina a sera, siamo pronti a schifarci del caffè che saremo costretti a bere perché trovare un espresso sarà pressoché impossibile. Siamo pronti a perderci in un reticolo di strade che pare fatto con le squadre, in un parco grande come Treviso, in una metropolitana lunga come le nostre linee ferroviarie, in negozi grandi come centri commerciali. Siamo pronti a spendere tutto quello che abbiamo guadagnato in questi anni da studenti lavoratori nel nostro viaggio.
Nella città dei miei sogni.

10 giorni.. Me li farò bastare.

ciao a tutti.. ci sentiamo il 28!

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mercoledì 15 settembre 2004 - ore 19:20


tanti canguri
(categoria: " Vita Quotidiana ")


oggi giro per il centro a sganciare volantini del Bulli che domani sera riapre. e io sono li a lavorare.. sono pure contenta!
la mia seconda casa, prima della biblio e dopo casa mia!

e dopo tale giro, 3 giri di spritz con dany e fede per festeggiare il compleanno della fede da ciano..

un giro lo ha offerto Maurizio, era il barista di prima.. e io una volta, tipo 10 anni fa abitavo li di fianco. ed ero innamorata di lui..
pazzamente.. adesso ha 45 anni, io 23.. un po' di conti e torno in me!

quando si sposò avevo piu o meno 10 anni e giurai che non mi sarei mai sposata..

forse ho giurato troppo!

ma il discorso è un altro..



tanti canguri Fede!!
dai che ti iscriviamo a un corso di taekwondo come ti piacie a te!!

buon compleanno.. mille baci!

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