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Stà bèa stèa fin doman finchè no rìva el sol
Sciàra sto scuro e el me cuor orbo e pien de doeor
Stà bèa stèa fin doman finchè no riva el sol
Stea dell’universo
Dime che no a ga perso a strada
Dime che in scarsea ga sempre
Un toco del me cuor
Un toco del me amor

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C’è un attimo da fermare:
chi lo riconosce è felice.
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"ARRANCARE: il lento, faticoso, deprimente ma determinato procedere di un uomo che non ha più niente nella vita tranne l’impulso di semplicemente continuare la lotta".

Per chi è arrivato tardi (ovvero dopo il 2007) su questo blog spieghiamo cosa sono gli Shaulismi. Parte tutto da Shaula, che è una stella della costellazione dello Scorpione. E io – chi mi conosce lo sa – sono una pesci ascendente scorpione. E poi il nome era bellissimo, suona come pieno di cristalli e profuma di autunno. Questo è il preambolo
Gli ismi sono le mie filosofie e i miei stili, e ogni post è un ismo. Ci sono ismi per ogni cosa. In particolare però, quando si tratta di me, di pensieri parole opere e omissioni, allora si chiamano Shaulismi.
Non è difficile, ma chi non sa non può sapere. E adesso sa.
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mercoledì 18 febbraio 2004 - ore 13:33
gli occhi
(categoria: " Pensieri ")
Ho fatto una scoperta. Mi sono resa conto di questa cosa, che è mia da sempre, ma che non si capisce finché non ci pensi bene, finche non ti ci metti davanti la guardi e dici è vero.
Io ho paura degli occhi della gente, e dei miei ancora di più. Gli occhi comunicano cose che non si possono spiegare, gli occhi sono uno specchio spesso involontario di quello che proviamo e siamo. mi sono resa conto che gli occhi della gente io li evito, sottilmente, con un sorriso, senza odio, senza rancori né nulla. Mi fanno paura perché parlano, gli occhi li ascolti, a volte li leggi perché resta tutto li fermo a farsi guardare. Le persone spesso credono di avercela fatta, ma gli occhi ti fregano. Io gli occhi della gente li leggo troppo, e vorrei non saperlo fare. Così li evito, elimino il problema. Sono un’insicura di nascita, gli occhi della gente sanno fare male. Sono belli, sono dolci. A volte fa bene guardarci dentro, capisci cosa c’è e cosa puoi trovare. Ma non ce la faccio sempre, spesso scappo. Quando succede mi vergogno, a volte sembra anche un segno di poco rispetto. Ma non posso, è più forte di me. I miei occhi poi.. ci sono giorni in cui non posso indirizzarli. Decidono di non chiudersi, decidono di non aprirsi, decidono la direzione, e io li inebetita, a tentare di non rovinare tutto, di non sembrare sgarbata. Chiaro non lo faccio con tutti, ma solo con alcune persone, e non è detto che mi siano più vicine, o io provi per loro qualche particolare sentimento di odio o amore. Non so cosa possano avere, ma fuggo. Gli occhi sono l’arma più potente che abbiamo, bisogna saperli usare. I miei non conoscono la bugia, non riescono a mentire, i miei occhi non sanno cosa sia e dicono quello che io magari cercavo di nascondere. Bisogna stare attenti agli occhi. Custodiscono segreti che nessuno dovrebbe sapere.
Negli occhi della gente si vede quello che vedranno, non che hanno visto dice Lui
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lunedì 16 febbraio 2004 - ore 13:11
carri mascherati
(categoria: " Pensieri ")
a me i carri mascherati fanno davvero schifo. non li riesco a guardare. mi annoiano, e mi irritano. strano ma è così, mi irritano i carri mascherati. sono solo cartapesta e ruote, ma li odio. sono enormi e coloratissimi. e c'è già la laura-tatiana.
mi piace il carnevale, ma non i carri mascherati. adoro mettermi in maschera ma non andare a vedere i carri mascherati.
odio anche il circo. mi piace fare la pagliaccia, sono una buffona lo so. ma odio il circo. ribrezzo. aberrante. non mi piace. anzi lo odio.
il circo e i carri mascherati.
e anche claudia pandolfi, nek, charles bronson, l'ossobuco, l'aglio nel sugo che me lo trovo sempre io lo mangio per sbaglio e mi viene da sboccare.
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domenica 15 febbraio 2004 - ore 14:09
ciao marco
(categoria: " Riflessioni ")
io dylan dog lo leggo spesso. mi piace un sacco, lo leggo con interesse e attenzione perchè anche se è solo un fumetto, dice delle cose che è da restarci secchi.
una volta ho letto
"siamo tutti immortali, almeno finchè c'è qualcuno che si ricorda di noi" e pensavo a questa cosa dell'immortalità nel cuore.
ieri se ne è andato il pirata, l'amico di tutti, quello che quando vai in giro in bici con gli amici e uno va troppo forte gli dici "oh non sei mica pantani!!".
siamo stati tutti pantani una volta, chi per le orecchie, chi per la pelata, chi per la bandana gialla, chi perchè cadeva dalla bici, chi perchè andava fortissimo, chi perchè.. perchè.. perchè.
ciao marco, immortale per sempre.
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sabato 14 febbraio 2004 - ore 13:29
abbasso san vale-coso
(categoria: " Amore & Eros ")
Allora, chi non lo festeggia ha quel mezzo secondo di paranoia. Chi lo festeggia ha pure lui un momento, anche uno solo, di paranoia. Lo leviamo o no sto
san Vale-coso? Se lo festeggi sei uno sfigato perché se ami qualcuno lo devi amare tutti i giorni, e devi dirglielo sempre. Se non lo festeggi sei uno sfigato, un escluso, un plebeo di questa elitaria società che ammette solo fidanzati o innamorati. “No no, voi siete soli, andate da un’altra parte qui si festeggia san Valentino, lo dico per voi”. Cosaaa??? Però, a pensarci bene, non c’è modo di sfuggire a questo
14 febbraio. Arriva, è un comune giorno dell’anno, dopo tot giorni torna, infausto e deleterio. Metterlo il 29? Ogni quattro anni secondo me rende meglio, te lo godi di più no? Cambiamo calendario, mettiamo Valentino al posto di Oswald (secondo il poco credibile calendario omaggio degli artigiani) e tutti vissero felici e contenti. non mi pare male come idea..
Ma il bello, lo strabello di febbraio, il giorno più bello di febbraio l’hanno inventato per denigrare il 50% della popolazione attiva italiana. Per esorcizzare la tristezza, la solitudine, e per limitare i momenti di paranoia della festa degli innamorati, qualcuno ha avuto la brillante idea di istituire a neanche 24 ore di distanza (allo scoccare della mezzanotte successiva proprio che li possino) l’aberrante festa dei single,
san Faustino, che per quanto mi riguarda, oltre ad essere angosciante, logorante, inutile e priva di logica, non fa che aumentare la mia depressione e mi umilia terribilmente: della serie dai poveri derelitti vi inventiamo una festa. E non ci si scambia nemmeno i regali! Che festa è? A sto punto fate le cose fatte bene! Un bel guantone da boxe, niente cuori, o se no un bel picche, che xe el suo.. Una cosa del genere. Sono single dalla notte dei tempi, voi eravate all’asilo l’ultima volta che sono uscita con un ragazzo, sto relativamente bene, la mia libertà mi piace, sono indipendente, tranquilla, esco con gli amici, potrei flirtare con chiunque senza preoccupazioni e indossare maglie scollatissime rovina-famiglie. Sono una single abbastanza serena, ma non vedo motivo di vantarmene e addirittura festeggiare!! Il giorno prima tutti i miei amici ammogliati escono a cena, si scambiano i regaetti e fiori.. e io il giorno dopo cosa faccio, mi ubriaco da sola come una rediviva suffragetta o con qualche amica inneggiando al potere delle donne libere, esaltando la mia solitudine e brindando alla mia castità obbligata? La mia società, che mi ama e pensa a me, mi ha creato una festa. Perché? Perché mi fa questo? Credevo fossimo amiche! E per di più, per prendermi ulteriormente per il culo, una festa senza regali.
Volevo fare una proposta al mondo intero: aboliamo san vale-coso finché non ho un moroso anch’io? Dai che vi costa, tutti l’avete festeggiato almeno una volta, io no.. sfiga vuole che non sia rimasta fidanzata così a lungo da poter festeggiare. Uffa.. non volete proprio vedermi contenta?
Solo chi ha odiato san valentino quanto me poi lo può amare. Solo chi ha provato l’ansia di serate in famiglia con il babbo che rilegge il giornale della settimana scorsa e la mamma che ti guarda con gli occhi compassionevoli e pietosi perché sei solo e nessuno ti regala le rose può parlare. A me poi piacciono le margherite..
Io quindi lo amerò alla follia. Lo so che è una festicciola del cazzo, ma dai me la merito una volta! Una sola, una sola per favore!
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venerdì 13 febbraio 2004 - ore 13:23
quando si dice sognare a occhi aperti..
(categoria: " Accadde Domani ")
Un giorno, un giorno in cui avrò un po’ di soldi mesi da parte, un giorno quando me lo potrò permettere come sfizio, come una cosa che avrei sempre voluto fare ma non mi è stato mai possibile, un giorno aprirò un bar tutto mio. Lo vorrei in una zona tranquilla e poco trafficata, magari vicino a degli alberi, o un parco, o dei giardini. Da fuori sembrerebbe un bar normale, intimo e raccolto, ma dentro.. dentro sarebbe un mondo a parte. Tavoli, divani, poltrone, sedie, amache, tappeti, cuscini ovunque. La cosa si mette così: insomma, tu entri con i tuoi libri, ti siedi dove ti piace, ordini da bere e leggi.. mentre tu leggi io ti porto quello che hai chiesto, un tè caldo, un punch, una birra, un bicchiere di vino, un cognac, quello che vuoi mi faccio dare la licenza per gli alcolici. Silenzio, musica rilassante in sottofondo, un juke box a monetine, con i titoli che vuoi tu. Sarebbe il posto in cui ritirarsi a leggere un giornale, un racconto, un libro, un romanzo, i temi in classe dei ragazzini di seconda B, gli appunti del prof di glottologia. In serenità, ci si presterebbe i libri, perché in un posto così ti fidi della gente, e ci si scambierebbe le opinioni su questo o quell’autore. Ci sarebbe una bacheca, cerco tal libro lo vorrei leggere chi me lo presta? E se la lettura di quel preciso pezzo fosse stata straordinaria, si lascerebbe il libro sul tavolo, con una dedica, per qualcuno che lo volesse leggere, non dimenticato, ma regalato a chi voglia condividere la bellezza. Perché la bellezza che c’è nei libri non la trovi spesso, la bellezza della prima pagina, fino all’ultima, quando ti dispiace che sia finito. E poi alle pareti del locale ci sarebbero infiniti scaffali di libri, e librerie, è mobiletti in legno, in metallo, incavati nel muro, simili a cristalliere, li a tenere insieme tutto quel crogiolo di culture e di argomenti e di lettere e vite e sogni.. mamma che bello sarebbe! All’ingresso per tutto il corridoio le frasi dei libri che mi hanno fatto amare la lettura e a volte anche la letteratura, e sulle pareti vuote, disegni e dipinti di chi vuole farlo un po’ suo, il mio baretto di periferia. Che d’estate si va a leggere sotto un albero a sentirsi un po’ alice e un po’ piccole donne, e d’inverno si arriva presto a prendere il posto vicino al camino.. che sogno il mio bar. Ma sarebbe il posto più bello del mondo..
Entrando, la prima frase che leggi è quella di Salinger, del giovane Holden:
Quelli che mi lasciano proprio senza fiato sono i libri che quando li hai finiti di leggere e tutto quel che segue vorresti che l’autore fosse un tuo amico per la pelle e poterlo chiamare al telefono tutte le volte che ti gira.Vengano signori vengano, il circo è qua.
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giovedì 12 febbraio 2004 - ore 20:24
aperitivo
(categoria: " Pensieri ")
l'aperitivo fa male. soprattutto se ti trovi nella morsa, stretta fra un compleanno, un ultimo esame all'università, un amico tornato dalla sicilia dopo un mese e uno che parte per l'irlanda. sono preoccupata per il mio fegato. e per la mia prossima cirrosi.
vorrei precisare una cosa: prima avevo studiato un sacco, pomeriggio produttivo cazzo. e adesso la mia testa si fa i trip a vedere blog. ottimo.
..e per concludere in bellezza stasera mi guardo il grande fratello, a sperare che non esca patrik e poi tuffo in Mai dire g.f che è il giusto coronamento di una serata catodica.
kiss
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mercoledì 11 febbraio 2004 - ore 20:08
perfetto!
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Siamo tutti, chi più chi meno, alla ricerca del partner perfetto. Ma quali sono le condizioni, i parametri, le caratteristiche fondamentali – detta in modo molto scientifico – che portano a vedere in qualcuno la perfezione? A volte ci basiamo su un ipotetico ideale. Sento ragazze dire “a me piacciono i mori con gli occhi chiari”, “mi piacciono le spalle larghe”, “voglio un uomo alto magro biondo occhi verdi bel sorriso e mani curate”. Gli uomini, attenzione, fanno altrettanto. Ce ne sono a bizzeffe di ideali, ed è giusto che sia cosi. Quindi questo è uno dei parametri. Vediamo gli altri.
A volte si cerca la copia identica del partner precedente. Nella dolcezza del ricordo ci perdiamo, e vediamo la perfezione solo nel nostro ex amore.
Altro tipo: quelli che cercano l’esatto opposto del precedente partner. “maledetto me ne ha fatte troppe il prossimo deve essere così..” Stereotipi a manetta.
Ci sono quelli che cercano la copia del genitore, e giustamente quelli che rifiutano la possibilità di avere una seconda madre o un secondo padre fra le lenzuola.
Ci sono quelli che cercano un compagno della stessa specie. Ok, l’ho detto in modo troppo cortese. Quelli che prima di uscirci insieme sono già andati a informarsi sul conto in banca, o se hai la casa al mare, o se hai la borsa di gucci.
Ogni tanto incontri quelli che “grazie a dio mi è capitato tra le mani questo se no resto zitella a vita” che sono quelli che si accontentano nella disperazione di non trovare mai nessun altro che voglia uscire con loro.
Alcuni cercano il personaggio di spicco, per brillare di luce riflessa. “a me piacciono quelle che quando ci entri in un locale tutti si girano a guardarvi”. Li riconosci, sono quelli che al bar guardano più l’ingresso che l’accompagnatore.
Ci sono quelli che “tutti tranne mio moroso”, che significa mi piacciono tutti finché non è una cosa seria.
Ma il mondo è bello perché è vario no? Tutti alla ricerca della metà della mela. Bella questa cosa, io poi, l’eterna romantica, su queste piccole illusioni ci campo. Guai a chi me le toglie.
Chiaramente vale per entrambi i sessi, non ho voluto stare a specificare a/o per tutti i casi.
Poi c’è il mio caso e quello di molti altri, ovvero quelli che non credono nella perfezione, che non hanno uno stereotipo fisso. Io ad esempio cerco la non perfezione, la capacità di sorprendere, di stupire, di emozionare. E non-perfezione anche esteticamente, non riesco ad innamorarmi di uomini detti genericamente comunemente popolarmente belli, non mi viene. Ma il paradosso è qui gente, perché quella è la mia perfezione. Chi crede di non avere un ideale, cerca qualcosa che non sia un ideale, cioè qualcosa che per lu ipur non essendolo lo sia, cioè “il mio ideale è il non-ideale perfetto in tutte le sue forme”.. santo cielo, mi sto incartando. Il discorso è chiaro no? Chiarissimo direi..
Assurdo, ma assolutamente realistico.
La ricerca della perfezione. Illusione, fantasia, utopia o sogno che magari, un giorno, se el signor vol, si avvera? È questo maledetto san valentino che mi porta a sti ragionamenti del pitto!
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martedì 10 febbraio 2004 - ore 19:47
3000
(categoria: " Accadde Domani ")
in mia assenza, il mio blog ha toccato quota 3000 visitatori. beax vince "nulla" perchè non avevo messo nulla in palio, ma mi fa piacere e si merita un sorrisoooo!!!

..ma devo ancora capire perchè ho 3017 visitatori.. sono una vippppssss!!!
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domenica 8 febbraio 2004 - ore 15:29
(categoria: " Vita Quotidiana ")
2936 ospiti nel mio blog.
ma sono così simpatica???

che figata.. quasi 3000. no go paroe!!
domanda: ma chi visita il mio blog per cosa lo fa?

- sono simpatica
- scrivo cose interessanti
- vuole farsi i cazzi miei
- si fa i cazzi un po di tutti
- si interessa alla mia vita sociale
- vuole capirmi meglio
- si è innamorato di me
- mi odia e vuole ridere di me
- servo da tramite per altri blog
- ha letto shaula su qualche altro blog
- vuole capire che cosa diavolo mi passa per la testa
- ho visitato il suo blog e si è chiesto "e questa chi è?"
- non gli passava niente
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domenica 8 febbraio 2004 - ore 12:37
bulliepupe
(categoria: " Lavoro ")
era una settimana che la mari mi chiamava: vieni sabato vieni sabato ti prego sono nella m**da vieni sabato ti prego vieni sabato.
e sabato fu. sono andata a lavorare.
sono l'unica ragazza d'italia che non mente per andare in discoteca ma mente per andare a lavorare. vedi un po' te.
fatto apertura con vicky e gianna, e fataità go fatto tutto mi. addirittura poi mi sono venute a dire "è la prima volta che finiamo così in anticipo!" e ho sorriso con un eh già!
ma la risposta adatta sarebbe stata "vedi ti se avete questa anda quando fate apertura da sole..". mi sono limitata per la pace comune.
serata difficile, 165 persone a cena, dopo almeno il doppio credo. o forse si spostavano così rapidamente da sembrare mille. bellissimo l'addio al celibato di francesco, vestito da maialino con tanto di orecchie e naso.
alle 2 però ho staccato, avevo detto al papi che ero fuori a cena.. se sa che sono andata a lavorare mi uccide!!!
che vita ragassi.. che vita!!!
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