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silverwax, 27 anni spritzina di PD CHE FACCIO? matricola: 22 Sono sistemato [ SONO OFFLINE ] [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ]
STO LEGGENDO HO VISTO ![]() bellissimo!!! STO ASCOLTANDO ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ABBIGLIAMENTO del GIORNO ...pantofole.... ![]() ![]() ORA VORREI TANTO... -un contratto! -Nutella STO STUDIANDO... ![]() e OGGI IL MIO UMORE E'... indolenzito... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO...
PARANOIE 1) scoprire di appartenere,seppur alla lontana,alla famiglia berlusconi....oh my god....sudo freddo al solo pensiero. MERAVIGLIE 1) Amare spensieratamente quel ragazzo cosi`speciale che ti ha invaso il cuore 2) svegliarsi accanto alla persona che si ama 3) Amare,fondersi con la propria anima gemella facendo l'amore fino a quando si ha a malapena la forza di respirare,addormentandosi così nel più tenero degli abbracci. 4) il vento... 5) Essere tra le braccia della persona che si ama...sentirsi protetti...sapendo che qualsiasi cosa capiti al mondo...niente potrebbe allontanarci...aver totale fiducia in quella persona...non aver paranoie sul fatto di essere traditi o meno...vivere alla giornata e sentirsi amati e apprezzati... 6) Saper inseguire i prorpi SOGNI,costi quel che costi, e non soffrirne nè pentirsene... 7) sapere e notare che i tuooi genitori hanno stima di te econfidano in tutto quello che fai... comprese le stupidaggini! |
![]() Voglio che sappia una cosa. Tu sai com’è questo: se guardo la luna di cristallo, il ramo rosso del lento autunno alla mia finestra, se tocco vicino al fuoco l’impalpabile cenere o il rugoso corpo della legna, tutto mi conduce a te, come se ciò che esiste, aromi, luce, metalli, fossero piccole navi che vanno verso le tue isole che m’attendono. Orbene, se a poco a poco cessi di amarmi cesserò d’amarti a poco a poco. Se d’improvviso mi dimentichi, non cercarmi, ché già ti avrò dimenticata. Se consideri lungo e pazzo il vento di bandiere che passa per la mia vita e ti decidi a lasciarmi alla riva del cuore in cui affondo le radici, pensa che in quel giorno, in quell’ora, leverò in alto le braccia e le mie radici usciranno a cercare altra terra. Ma se ogni giorno, ogni ora senti che a me sei destinata con dolcezza implacabile. Se ogni giorno sale alle tue labbra un fiore a cercarmi, ahi, amor mio, ahi mia, in me tutto quel fuoco si ripete, in me nulla si spegne nè si oblia, il mio amore si nutre del tuo amore, amata, e finché tu vivrai starà tra le tue braccia senza uscir dalle mie. P.N. ![]() flickr
giovedì 1 giugno 2006 - ore 17:43 da stasera... trailer merita di essere visto solo per lui.... LEGGI I COMMENTI (2) - PERMALINK mercoledì 31 maggio 2006 - ore 20:51 generazione 70-80.... Lo scopo di questa missiva è quello di rendere giustizia a una generazione, quella di noi nati a cavallo tra anni 70 ed 80 (anno più, anno meno), quelli che vedono la casa acquistata allora dai nostri genitori valere oggi 20 o 30 volte tanto, e che pagheranno la propria fino ai 50 anni. Noi non abbiamo fatto la Guerra, né abbiamo visto lo sbarco sulla luna, non abbiamo vissuto gli anni di piombo, né abbiamo votato il referendum per l’aborto e la nostra memoria storica comincia coi Mondiali di Italia ’90. Per non aver vissuto direttamente il ’68 ci dicono che non abbiamo ideali, mentre ne sappiamo di politica più di quanto credono e più di quanto sapranno mai i nostri fratelli minori e discendenti. Babbo Natale non sempre ci portava ciò che chiedevamo, però ci sentivamo dire, e lo sentiamo ancora, che abbiamo avuto tutto, nonostante quelli che sono venuti dopo di noi sì che hanno avuto tutto, e nessuno glielo dice. Siamo l’ultima generazione che ha imparato a giocare con le biglie, a saltare la corda, a giocare a lupo, a un-due-tre-stella, e allo stesso tempo i primi ad aver giocato coi videogiochi, ad essere andati ai parchi di divertimento o aver visto i cartoni animati a colori. Abbiamo indossato pantaloni a campana, a sigaretta, a zampa di elefante e con la cucitura storta; la nostra prima tuta è stata blu con bande bianche sulle maniche e le nostre prime scarpe da ginnastica di marca le abbiamo avute dopo i 10 anni. Andavamo a scuola quando il 31 ottobre era la vigilia dei Santi e non Halloween, quando ancora si veniva bocciati, siamo stati gli ultimi a fare la Maturità e i pionieri del 3+2. Siamo stati etichettati come Generazione X e abbiamo dovuto sorbirci Sentieri e i Visitors, Twin Peaks e Beverly Hills (ti piacquero allora, vai a rivederli adesso, vedrai che delusione). Abbiamo pianto per Candy-Candy, ci siamo innamorate dei fratelli di Georgie, abbiamo riso con Spank, ballato con Heather Parisi, cantato con Cristina D’Avena e imparato la mitologia greca con Pollon. Siamo una generazione che ha visto Maradona fare campagne contro la droga. Siamo i primi ad essere entrati nel mondo del lavoro come Co.Co.Co. e quelli per cui non gli costa niente licenziarci. Ci ricordano sempre fatti accaduti prima che nascessimo, come se non avessimo vissuto nessun avvenimento storico. Abbiamo imparato che cos’è il terrorismo, abbiamo visto cadere il muro di Berlino, e Clinton avere relazioni improprie con la segretaria nella Stanza Ovale; siamo state le più giovani vittime di Cernobyl; quelli della nostra generazione l’hanno fatta la guerra (Kosovo, Afghanistan, Iraq, ecc.); abbiamo gridato NO NATO, fuori le basi dall’Italia, senza sapere molto bene cosa significasse, per poi capirlo di colpo un 11 di settembre. Abbiamo imparato a programmare un videoregistratore prima di chiunque altro, abbiamo giocato a Pac-Man, odiamo Bill Gates e credevamo che internet sarebbe stato un mondo libero. Siamo la generazione di Bim Bum Bam, di Clementina-e-il-Piccolo-Mugnaio-Bianco e del Drive-in. Siamo la generazione che andò al cinema a vedere i film di Bud Spencer e Terence Hill. Quelli cresciuti ascoltando gli Europe e Nik Kamen, e gli ultimi a usare dei gettoni del telefono. Ci siamo emozionati con Superman, ET o Alla Ricerca dell’Arca Perduta. Bevevamo il Billy e mangiavamo le Big Bubble, ma neanche le Hubba Bubba erano male; al supermercato le cassiere ci davano le caramelline di zucchero come resto. Siamo la generazione di Crystal Ball ("con Crystal Ball ci puoi giocare"), delle sorprese del Mulino Bianco, dei mattoncini Lego a forma di mattoncino, dei Puffi, i Voltrons, Magnum P.I., Holly e Benji, Mimì Ayuara, l’Incredibile Hulk, Poochie, Yattaman, Iridella, He-Man, Lamù, Creamy, Kiss Me Licia, i Barbapapà, i Mini-Pony, le Micro-Machine, Big Jim e la casa di Barbie di cartone ma con l’ascensore. La generazione che ancora si chiede se Mila e Shiro alla fine vanno insieme. La generazione che non ricorda l’Italia Mondiale ’82, e che ci viene un riso smorzato quando ci vogliono dare a bere che l’Italia di quest’anno è la favorita. L’ultima generazione a vedere il proprio padre caricare il portapacchi della macchina all’inverosimile per andare in vacanza 15 giorni. L’ultima generazione degli spinelli. Guardandoci indietro è difficile credere che siamo ancora vivi: viaggiavamo in macchina senza cinture, senza seggiolini speciali e senza air-bag; facevamo viaggi di 10-12 ore e non soffrivamo di sindrome da classe turista. Non avevamo porte con protezioni, armadi o flaconi di medicinali con chiusure a prova di bambino. Andavamo in bicicletta senza casco né protezioni per le ginocchia o i gomiti. Le altalene erano di ferro con gli spigoli vivi e il gioco delle penitenze era bestiale. Non c’erano i cellulari. Andavamo a scuola carichi di libri e quaderni, tutti infilati in una cartella che raramente aveva gli spallacci imbottiti, e tanto meno le rotelle!! Magiavamo dolci e bevevamo bibite, ma non eravamo obesi. Al limite uno era grasso e fine. Ci attaccavamo alla stessa bottiglia per bere e nessuno si è mai infettato. Ci trasmettevamo solo i pidocchi a scuola,cosa che le nostre madri sistemavamo lavandoci la testa con l’aceto. Non avevamo Playstation, Nintendo 64, videogiochi, 99 canali televisivi, dolby-surround, cellulari, computer e Internet, però ce la spassavamo tirandoci gavettoni e rotolandoci per terra tirando su di tutto; bevevamo l’acqua direttamente dalle fontane dei parchi, acqua non imbottigliata, che bevono anche i cani! E le ragazze si intortavano inseguendole per toccar loro il sedere e giocando al gioco della bottiglia o a quello della verità, non in una chat dicendo Abbiamo avuto libertà, fallimenti, successi e responsabilità e abbiamo imparato a crescere con tutto ciò.Tu sei uno di nostri? Congratulazioni! LEGGI I COMMENTI (8) - PERMALINK mercoledì 31 maggio 2006 - ore 12:37 anticipiamo... Gold lions gonna tell me where the light is, Gold lions gonna tell me where the light is, Take our hands out of control, Take our hands out of control Now, tell me what you saw, Tell me what you saw, There was a crowd of seeds, Inside, outside, I must have done a dozen each It was the height I threw, the weight, The shell was crushing you, Ive been around a few Tell me what you saw, Ill tell you what to... Ooh ooh, ooh ooh, ooh ooh, ohh ohh Ooh ooh, ooh ooh, ooh ooh, ohh ohh Gold lions gonna tell me where the light is, Gold lions gonna tell me where the light is, Take our hands out of control, Take our hands out of control Outside, Inside, This is the moon without a tide, Well build a fire in your eyes, Well build a fire when the covers getting brighter, Cold desire, makes the moon without a tide Tell me what you saw, Ill tell you what to... Ooh ooh, ooh ooh, ooh ooh, ohh ohh Ooh ooh, ooh ooh, ooh ooh, ohh ohh Ooh ooh, ooh ooh, ooh ooh, ohh ohh Ooh ooh, ooh ooh, ooh ooh, ohh ohh LEGGI I COMMENTI (2) - PERMALINK mercoledì 31 maggio 2006 - ore 12:05 ...posta mattutina.... Stamani mi sveglio, faccio colazione, accendo internet, controllo la posta e trovo questo... Vuoi vedere come si scrive il tuo nome in russo? grazie blue LEGGI I COMMENTI (4) - PERMALINK mercoledì 31 maggio 2006 - ore 11:15 ....per la felicità dei miei vicini.... cantare a squarciagola.... LEGGI I COMMENTI (3) - PERMALINK lunedì 29 maggio 2006 - ore 16:38 !!!!!!!!!!!!!!!!! ![]() LEGGI I COMMENTI (3) - PERMALINK lunedì 29 maggio 2006 - ore 15:29 Ma come si fa a prendere in giro così una persona che ...TI AMA!!! e perchè ultimamente ne scopro sempre più spesso di elementi del genere!!! mi fanno così schifo.... LEGGI I COMMENTI (8) - PERMALINK mercoledì 24 maggio 2006 - ore 19:47 bella giornatina..... LEGGI I COMMENTI (2) - PERMALINK lunedì 22 maggio 2006 - ore 10:17 LEGGI I COMMENTI (2) - PERMALINK lunedì 15 maggio 2006 - ore 15:01 IMPORTANTE!!! Allora, finalmente ho l’occasione di sfruttare questo blog per una causa che mi sta veramente a cuore... si tratta di aiutare un’amica (la mia migliore amica!!!)ad avverare un sogno o per lo meno ad avvicinarsi in modo significativo!!! Quindi invito tutti a partecipare a questo spettacolo: ![]() THE SIMPLE COMPANY presenta RHAPSODY IN BLUE coreografia di Elena Borgatti Padova, Piccolo Teatro Don Bosco Via Asolo, 2 ingresso libero 29 maggio 2006, ore 21 "Non avevo alcun piano prestabilito, nessuna intelaiatura cui adattare la mia musica. All’inizio Rhapsody in Blue fu per me un desiderio, non la realizzazione di un piano preciso. Stavo lavorando da alcuni mesi, quando dovetti abbandonare ogni cosa e presentarmi a Boston per la prima della mia commedia musicale Sweet little devil. Ero in treno, altalenato dal battito delle ruote, da quel caratteristico rumore ritmato che spesso stimola la fantasia dei compositori (molte volte infatti io sento la musica nel cuore stesso del rumore), quando d’un tratto sentii – vidi addirittura sulla carta – lo schema completo della Rhapsody in Blue dall’inizio alla fine. Lì per lì non mi vennero in mente temi nuovi ma presi a lavorare sul materiale che già urgeva in me, cercando di definire la struttura della composizione nascente come un tutto armonico. La udii come una specie di fantasia iridescente, come una visione di caleidoscopio musicale, che scaturisse dal nostro paese, da quel crogiuolo di razze e di costumi, da quella incomparabile follia metropolitana che è la sintesi dell’America. Quando giunsi a Boston, lo schema generale della composizione mi appariva già chiaro, distinto nella sua sostanza. Il tema centrale mi si presentò all’improvviso, come spesso mi accade: ero a casa di un amico, subito dopo il mio ritorno da Gotham. È noto che le mie composizioni, nella quasi totalità, nascono di getto dal mio subcosciente e quanto sto per dire lo conferma. Mettermi senza tante cerimonie al pianoforte durante i ricevimenti ai quali partecipo è una delle mie debolezze; trovandomi, dunque, davanti a una tastiera senza neppure lontanamente pensare alla Rhapsody, scoprii all’improvviso che stavo suonando un tema che mi ossessionava da tempo e che cercava di concretizzarsi in melodia. Non appena le mie mani riuscirono ad esprimerlo mi resi conto che avevo trovato un nuovo tema. Una settimana dopo il ritorno da Boston avevo già ultimato la parte più importante della Rhapsody in Blue". (George Gershwin) LEGGI I COMMENTI (1) - PERMALINK > > > MESSAGGI PRECEDENTI |
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