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ABBIGLIAMENTO del GIORNO

...pantofole....

ORA VORREI TANTO...

-un contratto!
-Nutella


STO STUDIANDO...


e


OGGI IL MIO UMORE E'...

indolenzito...

ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


1) scoprire di appartenere,seppur alla lontana,alla famiglia berlusconi....oh my god....sudo freddo al solo pensiero.

MERAVIGLIE


1) Amare spensieratamente quel ragazzo cosi`speciale che ti ha invaso il cuore
2) svegliarsi accanto alla persona che si ama
3) Amare,fondersi con la propria anima gemella facendo l'amore fino a quando si ha a malapena la forza di respirare,addormentandosi così nel più tenero degli abbracci.
4) il vento...
5) Essere tra le braccia della persona che si ama...sentirsi protetti...sapendo che qualsiasi cosa capiti al mondo...niente potrebbe allontanarci...aver totale fiducia in quella persona...non aver paranoie sul fatto di essere traditi o meno...vivere alla giornata e sentirsi amati e apprezzati...
6) Saper inseguire i prorpi SOGNI,costi quel che costi, e non soffrirne nè pentirsene...
7) sapere e notare che i tuooi genitori hanno stima di te econfidano in tutto quello che fai... comprese le stupidaggini!




Voglio che sappia
una cosa.

Tu sai com’è questo:
se guardo
la luna di cristallo, il ramo rosso
del lento autunno alla mia finestra,
se tocco
vicino al fuoco
l’impalpabile cenere
o il rugoso corpo della legna,
tutto mi conduce a te,
come se ciò che esiste,
aromi, luce, metalli,
fossero piccole navi che vanno
verso le tue isole che m’attendono.

Orbene,
se a poco a poco cessi di amarmi
cesserò d’amarti a poco a poco.
Se d’improvviso
mi dimentichi,
non cercarmi,
ché già ti avrò dimenticata.

Se consideri lungo e pazzo
il vento di bandiere
che passa per la mia vita
e ti decidi
a lasciarmi alla riva
del cuore in cui affondo le radici,
pensa
che in quel giorno,
in quell’ora,
leverò in alto le braccia
e le mie radici usciranno
a cercare altra terra.

Ma
se ogni giorno,
ogni ora
senti che a me sei destinata
con dolcezza implacabile.
Se ogni giorno sale
alle tue labbra un fiore a cercarmi,
ahi, amor mio, ahi mia,
in me tutto quel fuoco si ripete,
in me nulla si spegne nè si oblia,
il mio amore si nutre del tuo amore, amata,
e finché tu vivrai starà tra le tue braccia
senza uscir dalle mie.


P.N.





pure io ce l’ho il mio...
flickr





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lunedì 15 maggio 2006 - ore 13:43



(categoria: " Vita Quotidiana ")


...Ultimamente va così....
mi esprimo a testi di canzoni.....
e immagini..



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lunedì 15 maggio 2006 - ore 12:56



(categoria: " Musica e Canzoni ")


I’ve got another confession to make
I’m your fool
Everyone’s got their chains to break
Holdin’ you

Were you born to resist or be abused?
Is someone getting the best, the best, the best, the best of you?
Is someone getting the best, the best, the best, the best of you?
Are you gone and onto someone new?

I needed somewhere to hang my head
Without your noose
You gave me something that I didn’t have
But had no use
I was too weak to give in
Too strong to lose
My heart is under arrest again
But I break loose
My head is giving me life or death
But I can’t choose
I swear I’ll never give in
I refuse

Is someone getting the best, the best, the best, the best of you?
Is someone getting the best, the best, the best, the best of you?
Has someone taken your faith?
Its real, the pain you feel
Your trust, you must
Confess

Is someone getting the best, the best, the best, the best of you?


Has someone taken your faith?
Its real, the pain you feel
The life, the love
You’d die to heal
The hope that start
The broken hearts
Your trust, you must
Confess

Is someone getting the best, the best, the best, the best of you?
Is someone getting the best, the best, the best, the best of you?

I’ve got another confession my friend
I’m no fool
I’m getting tired of starting again
Somewhere new

Were you born to resist or be abused?
I swear I’ll never give in
I refuse

Is someone getting the best, the best, the best, the best of you?
Is someone getting the best, the best, the best, the best of you?
Has someone taken your faith?
Its real, the pain you feel
Your trust, you must
Confess
Is someone getting the best, the best, the best, the best of you?


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giovedì 4 maggio 2006 - ore 13:03



(categoria: " Musica e Canzoni ")


So those are my dreams
And these are my eyes
Stand tall like a man
Head a strong like a horse

When it’s all mixed up
Better break it down
In the world of secrets
In the world of sound

It’s in the way you’re always hiding from the light
See for yourself you have been sitting on a time bomb
No revolution maybe someone somewhere else
Could show you something new about you and your inner song
And all the love and all the love in the world
Won’t stop the rain from falling
Waste seeping underground
I want to break it down

Break it down again

So these are my schemes
And these are my plans
Hot tips for the boys
Fresh news from the force

When it’s all mixed up
Better break it down
In the world of silence
In the world of sound

" no sleep for dreaming" say the architects of life
Big bouncing babies, bread and butter can I have a slice
They make no mention of the beauty of decay
Blue, yellow, pink umbrella save it for a rainy day
And all the love and all the love in the world
Won’t stop the rain from falling
Waste seeping underground
I want to break it down

Horsin’ around
Pray to power
Play to the crowd with your big hit sound
And they won’t simmer won’t simmer, won’t simmer down
Play to the crowd
Play to the crowd
Play yeah yeah

It’s in the way you’re always hiding from the light
Fast off to heaven just like moses on a motorbike
No revolution maybe someone somewhere else
Could show you something new to help you
With the ups and downs
I want to break it down
Break it down again

Break it down again
No more sleepy dreaming
No more building up
It is time to dissolve
Break it down it again
No more sleepy dreaming


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martedì 2 maggio 2006 - ore 18:57


...just a perfect day....
(categoria: " Accadde Domani ")




14:08 Berlusconi si è dimesso
"Il presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, ha ricevuto questa mattina il presidente del Consiglio dei ministri, onorevole dottor Silvio Berlusconi, il quale ha rassegnato le dimissioni del gabinetto da lui presieduto. Il presidente della Repubblica ha invitato il presidente del Consiglio a rimanere in carica per il disbrigo degli affari correnti". E’ il testo del comunicato letto al termine del colloquio tra Berlusconi e Ciampi dal Segretario generale della presidenza della Repubblica, Gaetano Gifuni.


13:59 Berlusconi lascia il Quirinale
E’ durato circa mezz’ora il colloquio tra Carlo Azeglio Ciampi e Silvio Berlusconi, al Quirinale per rassegnare le dimissioni. Lasciando il Palazzo, il premier uscente ha trovato una piccola folla formata da scolaresche e curiosi. Applausi, alcuni dei quali ironici e accompagnati dall’affermazione "A casa, a casa".

ROMA - L’appuntamento era davanti alla Camera. Da un lato i fedelissimi azzurri, dall’altro le bandiere rosse e i megafoni. Destra contro sinistra; applausi contro fischi. E’ finita la legislatura; il governo si è dimesso; Berlusconi ha lasciato. All’uscita dalla Camera, dopo il colloquio con il "comunista" Bertinotti, il Cavaliere ha attraversato la folla, come faceva una volta. E non sono state solo ovazioni. Da un gruppetto di cento contestatori che l’aveva atteso per quasi un’ora, si sono alzati cori da stadio: "A casa, a casa", gridavano nel megafono sventolando bandiere rosse e pugni chiusi. "Era ora! Meno male", e giù a cantare "Una mattina, mi sono alzato..." Sono volate anche qualche pallottole di carta, ma è stata solo "un’ingenua manifestazione di contestazione", come l’ha definita qualche agenzia di stampa.

La risposta azzurra è giunta subito dal gruppo che, in piazza, non era da meno per numero e per orgoglio politico. Come è usanza nella curva sud romanista per incitare il proprio capitano, dai giovani di Forza Italia il coro è partito all’unisono: "Un presidente; c’è solo un presidente".

Così l’Italia ha salutato Berlusconi, alla Camera come al Senato. L’Italia divisa in due, quella che ha vinto e quella costretta dal voto a lasciare. "Sarà contenta?!", ha detto l’ex premier all’inviata de l’Unità. "Sì, presidente" è stata la risposta sorridente della cronista.

Tra le forche caudine sono stati costretti a scendere anche i ministri dimissionari. Dopo il consiglio a Palazzo Chigi, l’ultimo, uno a uno sono usciti dalla porta principale tra due ali di manifestanti, tra urla e fischi. Apparentemente insensibile alla contestazione è apparso il ministro delle Comunicazioni Mario Landolfi che ha proseguito senza mostrare alcun interesse, mentre l’ex ministro della Giustizia Roberto Castelli non ce l’ha fatta proprio a tacere, e alla frase irriguardosa di un passante: "Castelli vai a casa te lo dice un coglione", l’onorevole leghista ha risposto: "Io una casa ce l’ho e non ho mai usato questa espressione". E’ vero: l’ha usata per primo Berlusconi.

L’ultima ad uscire è stato il ministro forzista Stefania Prestigiacomo che con un braccio alzato ha salutato la folla. Sembrava che la mano fosse chiusa a pugno come fanno gli operai rossi ed è stato subito imbarazzo e stupore ma poi lei ha precisato: "Era solo un ciao". D’altronde anche l’onorevole Santanchè che in un’occasione analoga, davanti a feroci contestatori, sembrò alzare l’indice al cielo, in seguito negò: "Non è vero", disse. "Voglio vedere le foto".

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giovedì 20 aprile 2006 - ore 11:00



(categoria: " Vita Quotidiana ")




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mercoledì 19 aprile 2006 - ore 14:38



(categoria: " Vita Quotidiana ")




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giovedì 13 aprile 2006 - ore 14:36



(categoria: " Vita Quotidiana ")





Saving private Prodi
Perché gli italiani all’estero non sono più quelli di un tempo



Se tradizione italiana vuole che dopo le elezioni anche il più minuscolo dei partiti ci venga a raccontare che "ha vinto", questa volta possiamo dire con certezza matematica che un partito ha vinto di certo. E questo partito siamo noi, gli Italiani che vivono fuori d’Italia. Con quel voto che ha sorpreso tutti, me compreso che pure dall’estero ho votato, la Sinistra italiana ha avuto la maggioranza al Senato, così garantendo che Silvio Berlusconi e la Destra non potranno, in ogni caso, più essere chiamati a guidare il governo, anche se una verifica delle schede rovesciasse, cosa tecnicamente assai improbabile, quella paper thin majority di voti conquistati da Romano Prodi e dalla Sinistra alla Camera.

Siamo stati noi, dall’estero, a "Save Private Prodi" e se questo sia stato un merito o un disastro dirà il futuro incerto di un’Italia che oggi di tutto ha bisogno altro che di un calvario Florida style, di schede "incinta" o "vergini" come si diceva durante la riconta Bush-Gore. La certezza è la scoperta, sbalorditiva per gli Italiani in Italia e un poco sorprendente anche per noi Italiani fuori d’Italia, che i luoghi comuni su di noi sono antiquati come i servizi delle tv che ancora vanno a cercare gli italiani nelle Little Italys dove non vivono più da tempo e ci allietano con processioni e sagre paesane alla Mario Puzo.

L’Italia oltre l’Italia non è più, e da tempo, quella che Mirko Tremaglia immaginava, sfilando nel giorno di Colombo lungo la Quinta Strada di Manhattan. L’idea che il nostro emigrato e le sue famiglie siano ancora lacrimevoli figure di nostalgici disposti a svenire alla vista dei tre colori e votare chiunque glieli agiti in faccia, si è dimostrata falsa, oppure, per dirla con Mark Twain, grandemente esagerata. L’Italia fuori dall’Italia è, piuttosto, una comunità più raffinata ed evoluta dell’Italia stessa in Italia, perché esposta al confronto con mondi, culture e media diversi. Ci sono tra noi, naturalmente, i nostalgici, i nazionalisti che confondono le apparenze con la sostanza, i prigionieri della guerra fredda, i "rimpiantisti" e hanno il diritto di essere e pensare quello che vogliono.

Ma c’è una nuova Italia, fatta di ricercatori universitari, di piccoli e grandi businessmen, di professionals, di pendolari della nazionalità, di donne che vivono nelle carriere o nelle loro famiglie la coscienza dei propri diritti di cittadine. Queste persone leggono i giornali tedeschi, inglesi, francesi, australiani, giapponesi e americani e per avere notizie dall’Italia si collegano molto più a siti Internet come repubblica. it (grazie a tutti voi che ci avete scritto per ringraziarci) che non alla voce del padrone di turno, a quella Rai International che li offende con una programmazione imbarazzante e paternalistica. Uno strumento così rozzo, antiquato e controproducente da mandare in diretta e poi in differita tutte, dico tutte!, le serate dello straziante Festival di Sanremo, ma incapace di proporre in diretta i dibattiti Prodi-Berlusconi. Quella Rai che posiziona Vespa e Porta a Porta negli orari migliori, sapendo di poter contare sul fido portiere, ma condanna Ballarò, considerata un empio nido di leninisti no global, alla diretta, dunque al primo pomeriggio sul mercato americano, quando gli ascolti sono minimi.

A questa Italia che non vive di sagre di San Gennaro e di sole partite di calcio dal campionato di serie A, delle imposte sulla casa a Milano o sulla garbage collection a Roma, dei Bot, che nessun Italiano all’estero possiede, della Tirsu, la tasse sulla spazzatura, nulla o pochissimo importa. E l’assenza di quel bombardamento televisivo "shock and awe" scatenato dalle reti private dell’ex presidente del Consiglio (suona bene, dirlo, l’ex presidente del Consiglio) non è arrivato nulla, se non di rimbalzo, attraverso i pochi e sempre sarcastici servizi dei grandi media internazionali che ormai trattavano "Don Coglioni", come titolò il Wall Street Journal, con dileggio e aperto disprezzo.

A loro, a noi che abbiamo votato due settimane prima del 9 aprile dunque abbiamo evitato l’assedio finale e spasmodico del Cavaliere "imbavagliato" e dunque ventriloquo visto che parlava comunque dappertutto e sempre, dell’Ici importa poco e quelle leve azionate dalla destra per restare in quota di volo non funzionano. Importa invece lo stato della cultura, della università che ha disseminato i nostri cervelli in giro per il mondo impoverendo l’Italia e arricchendo le nazioni che astutamente li accolgono spesso con belle borse di studio e non li trattano da precari o carne da cannone nella salumeria dei lauree. Importano l’immagine del nostro governo, la dignità di una nazione che vorrebbero, almeno, poter indicare ai propri figli o ai propri nipotini come qualcosa di cui essere orgogliosi per i successi concreti, per la sua civiltà politica, non per le "trasvolate di Balbo" o per la pacche di un Bush talmente impopolare negli Usa da essere ormai evitato come la peste dai suoi stessi colleghi repubblicani in vista delle elezioni 2006. Gente stanca dispiegare ai bambini come di debba tradurre "testicles" nella loro lingua, quando i media citano non un clown un po’ grossier, ma un Presidente del Consiglio.

Questi sono emigrati temporanei o definitivi che non hanno paura dei comunisti, ma hanno paura dei consolati, nei quali entrano tremando al pensiero dell’incubo burocratico che li aspetta per le pensioni, le eredità, le procure, i passaporti. Trattati troppo spesso non come ospiti graditi, come padroni di casa quali sono, ma come rompicoglioni (cito un altro nostro ex ministro, Scajola): i maltollerati da funzionari overworked and understaffed, dotati di attrezzature tecnologiche da Regno Sabaudo, con fondi tagliati da un governo che non esita a spendere centinaia di migliaia di euro per un’inutile missione elettorale di Berlusconi a Washington, ma non trova i soldi per un cancelliere, un computer, un impiegato di concetto, una linea telefonica in più.

Non credo che l’Italia fuori dall’Italia sia di sinistra. Il primo voto degli italiani all’estero è stato un voto contro il governo, qualsiasi governo gli fosse capitato tra le dita ed è patetico dire oggi che la destra ha perso perché si sono presentati con manciate di simboli mentre l’Unione era, almeno in Nord America, sola. Se la Destra si è sminuzzata è perché la sua arroganza, la sua certezza, erano totali e credevano di giocarsi tra di loro la partita.

Il voto è stato un grido di rabbia che tanti hanno accumulato contro chi li ha sempre ignorati, al massimo trattati con condiscendenza, con una visita pastorale tra marcette, coccarde, pizze e retorica da "mamma luntana". Se il povero ministro Tremaglia che si aspettava una messe di deputati e senatori di destra e passerà invece alla storia come l’artefice della strombatura di Berlusconi, è un segnale di quanto profonda sia la loro insoddisfazione per il Paese che hanno lasciato, per libera decisione o per necessità e nel quale molti di loro, medici, biologi, fisici, chimici, specialisti di informatica vorrebbero anche tornare, se non temessero di essere trattati da idioti.

Spero che un nuovo governo, quando ci sarà e qualunque esso sia, cambi questa legge elettorale pessima per tutti e francamente ridicola nella suddivisione di collegi che avrebbero, per la loro vastità oceanica e dispersione, spaventato anche italiani come Verazzano o Colombo.

Per adesso, mi accontento di osservare con immensa gioia che il paternalismo alla Mirko Tremaglia e alla sua Rai International è fallito miserevolmente perché non siamo quello credevano che fossimo. E’ toccato ancora una volta alla gente venuta dal mare il compito di salvare, se non la democrazia, almeno la faccia dell’Italia.


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mercoledì 12 aprile 2006 - ore 20:16



(categoria: " Vita Quotidiana ")


C’è chi si è sentito come dopo le Torri Gemelle.
C’è chi si è svegliato ogni mezz’ora per guardare i risultati.
C’è chi non voleva svegliarsi.
C’è chi non ci voleva credere.
C’è chi era giù come dopo le finali di coppa del mondo con il Brasile del 1994 e del 1970.
C’è chi ha preso il sonnifero per dormire.
C’è chi non si è più trattenuto e ha gridato forte, nella notte: “Forza Italia, quella vera!”.
C’è chi ha guardato il suo bambino e ha pianto.
C’è chi si è vergognato di essere italiano.
C’è chi si è vergognato per gli italiani.
C’è chi ha deciso di iscriversi anche lui alla mafia.
C’è chi ha pensato ai brogli e poi è andato a letto.
C’è chi voleva spaccare tutto.
C’è chi aveva rinnovato il passaporto e le valigie pronte.
C’è chi era sicuro della Campania.
C’è chi ha pregato.
C’è chi ha sperato negli italiani all’estero.
C’è chi si è stancato di sperare.
C’è chi si è sentito spaccato in due, come l’Italia.
C’è chi si è sentito già in Argentina.
C’è chi ha creduto di non pagare più l’Ici e le tasse sui rifiuti.
C’è chi ha pensato: “Adesso basta lo dico io!”.
C’è chi ha prenotato un volo low cost per un posto lontano.
C’è chi ha guardato dal suo letto il soffitto e ha deciso di non mollare, mai.

beppegrillo’sblog

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mercoledì 12 aprile 2006 - ore 19:41



(categoria: " Vita Quotidiana ")







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lunedì 10 aprile 2006 - ore 21:15



(categoria: " Vita Quotidiana ")


non riesco a capire....

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