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domenica 6 maggio 2007 - ore 14:02


Cafè Bangkok
(categoria: " Vita Quotidiana ")


ethnic food birraria snackeria oriental fusion





Novità assoluta della stagione. Il fascino esotico della Thailandia, gli interni Buddha Bar style e le sfiziose proposte fusion per un vero angolo d’Oriente a Padova. Fra originali arredi etnici, candele, luci soffuse, cuscini, narghilé, statue di divinità asiatiche e musica rilassante, l’atmosfera è davvero speciale, e le proposte del menu sono decisamente originali: fusion food con le succulente specialità thailandesi, per sperimentare una cucina esotica e ricca di gusto, ma anche panini al tegamino, taglieri di affettati, fritti, panini e piadine per i più tradizionalisti. Il tutto da abbinare a cocktail originali e classici, o a un’ottima birra alla spina. Se siete alla ricerca di un locale originale ed intrigante, non cercate oltre, e godetevi la magia dell’Oriente…



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venerdì 4 maggio 2007 - ore 02:06


Ed ora ho i balli latini nel sangue...
(categoria: " Vita Quotidiana ")



Definizione

Formulare una definizione della Salsa comporta non poche difficoltà, dal momento che essa non è riconducibile, né come forma musicale autonoma né come tecnica specifica di ballo, al progetto originale di un singolo musicista o coreografo (come avvenne invece, per esempio, per il Mambo, il Cha cha cha, il ritmo Pilòn, ecc.).

Il compito inoltre non è certo facilitato dal fatto che la Salsa è un movimento contemporaneo, in piena evoluzione, riguardo al quale non si sono ancora neppure sopite tutte le polemiche da parte degli addetti ai lavori, e dal fatto che sotto l’etichetta “Salsa” (un po’ come avviene per altri generi come: Pop, Rock, Jazz, ecc.) vengono comunemente classificate composizioni ed esecuzioni musicali estremamente differenziate (cosa vera anche per le tecniche salsere di ballo).

E’ ormai opinione pressoché consolidata che la salsa sia nata come movimento musicale trans-nazionale a cui non ha corrisposto lo sviluppo di uno specifico stile di ballo. I contributi che si sono mescolati fino a originare una nuova forma musicale, la salsa appunto, sono di varia provenienza: da Cuba arriva il Son (con i ritmi ad esso imparentati come Son montuno, guaracha, Changúi, Guajira, ecc.), che a partire dagli anni ’30 si era diffuso con grande successo in tutta l’area caraibica di influenza spagnola; ma anche il Mambo e il Cha-cha-cha, così popolari negli USA. e a New York in particolare, a partire dagli anni ’50, sono originari di Cuba, anche rivisitati in chiave yankee dalle grandi orchestre dell’epoca (da Perez Prado in avanti).

Da Puertorico arrivano Bomba, Plena e Aguinando, anche se la loro influenza non è così diretta e forse è più corretto dire che in origine il contributo dei musicisti portoricani è stato più importante per la nascita della Salsa che non l’eredità della musica popolare portoricana. Da Santo Domingo arriva il Merengue tradizionale, dalla Colombia la Cumbia, ma non bisogna sottovalutare il contributo americano ("They jazzed up the Son and called it Salsa", N. Orguìa), già evidente nel Bogaloo degli anni ’60, fatto essenzialmente di influenze jazzistiche (grandi orcheste della swing), del Boogie e del Rock’n’roll.

Per ritornare al tema della definizione di Salsa, sul piano strettamente musicale l’unico oggettivo ed incontrovertibile fattore comune ad ogni brano che venga di norma classificato come “Salsa” è la frase ritmica disposta su due battute in 4/4 (o l’equivalente in 2/4) imperniata sul giro di clave cubana (di Son o di Rumba, dos/tres o tres/dos).

Questa è la condizione necessaria ma non sufficiente perché si possa parlare di Salsa: infatti la stessa scansione ritmica in 8 tempi è tipica del Son e dei ritmi ad esso strettamente collegati, il che evidenzia chiaramente l’origine per così dire genetica della Salsa.

Così le differenze fra Son e Salsa vanno ricercate in elementi meno oggettivamente classificabili e identificabili (orchestrazione, arrangiamenti, timbrica), tant’é vero che in casi limite i confini possono diventare sfumati e sfociare nel campo dell’opinabile

Non per nulla alcuni musicisti della vecchia guardia non hanno mai accettato l’etichetta Salsa per la loro musica, definendola di volta in volta Guaracha (Celia Cruz), Son (Oscar D’Leon), Mambo (Tito Puente) anche quando alle nostre orecchie essa suonava in tutto e per tutto come salsa contemporanea.

Altro discorso, altrettante se non più complesso e controverso, è necessario fare per la Salsa come ballo; rimanendo all’essenziale, il fatto è che la musica Salsa non ha prodotto al contempo una tecnica di ballo specifica, così che ballerini di diversa estrazione hanno adattato a questa nuova forma musicale differenti stili di esecuzione: i portoricani residenti a New York hanno usato il Mambo newyorchese, ma i cubani, quando la Salsa è approdata sull’Isla grande, hanno trovato naturale ballarla con le figure del Casino. Altra storia ancora per paesi come Venezuela e Colombia, dove la Salsa è stata eseguita in modo più semplice e meno virtuosistico.

A tale proposito è allora necessario evidenziare il fattore comune che, al di là di ogni differenza stilistica, di impostazione, di gestualità, di scelta ritmica, identifichi il ballo chiamato “Salsa”: esso si ritrova nel marcare alternativamente con i piedi solo tre tempi per ogni battuta pur essendo la musica un ritmo quaternario (la variante dello step che sostituisce la pausa, presente in certe interpretazioni di Salsa cubana, venezuelana e colombiana, è in effetti una ribattuta ritmica che non costituisce un passo a sé stante); anche alcuni movimenti corporei di base che accompagnano i passi sono comuni a tutti gli stili (bacino che si solleva in opposizione alla gamba che balla, spalla che si solleva insieme alla gamba che balla, ecc.).

Interessante è rintracciare l’origine del passo base un-dos-tres comune in ogni interpretazione stilistica della Salsa, origine che va fatta risalire alla Contradanza, punto di partenza per l’evoluzione del ballo di coppia sia a Cuba che a Puertorico, in seguito evolutasi in Danza, DanzÓn, danzonete, ecc. .





Il termine “Salsa” ha sempre fatto parte del lessico musicale cubano, per indicare, con un’azzeccata immagine di derivazione gastronomica, che una certa musica aveva Sabor, era saporita, emanava gusto intenso, piccante e/o era il prodotto di una mezcla di vari ingredienti.

Sul piano discografico il primo riferimento a questo termine risale al Son di Ignacio Piňeiro “Echale salsita” (1929).

Negli anni ’50 e ’60 l’uso della parola Salsa con riferimenti musicali si intensificò (Israel Cachao Lopez, “Mas salsa que pescao”, 1954; Joe Cuba, “Salsa y Bembé”, 1962; Charlie Palmieri, “Salsa na mà”, 1963; Carlos Federico y su combo, “Llego la salsa”, 1966; ecc.).

Nel 1966, intanto, in Venezuela il Dj Danilo Escalona presentava un programma radiofonico di successo dal titolo “Con sabor, salsa y bembé”, e l’accostamento del termine “Salsa” alla musica latina in generale iniziò a diventare popolare.

I paesaggi dove si svolgono queste vicende non sono però quello cubani: a seguito della rivoluzione del 1959 e al successivo embargo imposto dagli Stati Uniti, Cuba rimase tagliata fuori dal panorama discografico-musicale internazionale anche se, ovviamente, molti protagonisti di quel periodo sono cubani, già stabilitisi all’estero in precedenza o emigrati dopo la rivoluzione.

E’ bene ricordare che in quegli anni negli Stati Uniti la commercializzazione di materiale musicale di produzione cubana era severamente proibita, mentre sull’altro fronte le difficoltà di introdurre a Cuba prodotti discografici stranieri e mantenere i contatti con i musicisti sul continente americano erano enormi.

Invece la località dove il concetto di “Salsa” iniziò a prendere corpo è New York, e probabilmente il giornalista-editore Izzy Zanabria, sulla rivista Latin New York, fu il primo ad usare coscientemente tale termine per riferirsi alla nuova sonorità che andava evolvendosi e prendendo forma.

In realtà si trattava di un movimento musicale estremamente eterogeneo, che si sviluppava a partire da contributi musicale cubani (Son, Son montuno, Guaguancò, Guaracha, ecc.), portoricani (Bomba, Plena, Aguinaldo), colombiani (Cumbia), dominicani (Merengue), americani (Mambo newyorchese, Latin jazz, generi a loro volta originati da precedenti contaminazioni fra ritmi tradizionali cubani e Swing e Be-bop yankee), animato da personaggi di origine ed estrazione assai variegate (alcuni nomi alla rinfusa: Eddie e Charlie Palmieri, Ray Barreto, Larry Harlow, Hèctor Lavoe, Celia Cruz, Tito Puente, Willie Colon, Cheo Feliciano, Johnny Pacheco, l’impresario Jerry Masucci, ecc.).

Ma si trattava soprattutto di un movimento con forti connotazioni di rivalsa socio-culturale: ”Salsa” era un’espressione di orgogliosa rivendicazione della propria identità da parte dei latini dei barrios della Grande Mela e delle grandi aree urbane americane, in fiera contrapposizione al Rock’n’roll, al Rhythm and blues, al Country and western, al Soul; “Salsa” significava sentirsi parte di una grande comunità che, forte delle proprie radici, voleva costruire una nuova dimensione di visibilità all’interno della società americana, in cui i latini dovevano affrontare diffidenza, marginalizzazione, pregiudizi, disadattamento, ghettizzazione.

Un’ulteriore sfaccettatura della questione è l’aspetto commerciale: un termine come “Salsa”, che poteva a pieno titolo rappresentare le varie forme artistiche del panorama latino con una parola universale e significativa, fu immediatamente accolto e sfruttato come etichetta di mercato dall’industria discografica, radiofonica ed editoriale americana: in fondo il pubblico di origine latina era un obiettivo ben appetibile ed in costante crescita.

Per concludere si può simbolicamente citare, a puro titolo di riferimento, una data ed un evento che rappresentano in qualche modo un punto di arrivo e di partenza di un’avventura chiamata “Salsa”: lo storico concerto della “Fania all stars” tenuto il 26 agosto 1971 al Cheetah New York immortalato nel film-documentario “Nuestra cosa latina”.









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giovedì 3 maggio 2007 - ore 00:53


Lido degli Estensi - Ferrara
(categoria: " Vita Quotidiana ")


...1 maggio IMPROVVISATO...


...in allegria verso il mare...




...e poi pranzo a base di pesce ...



Vivi un’emozione... vedi attraverso i miei occhi

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martedì 1 maggio 2007 - ore 01:41



(categoria: " Vita Quotidiana ")




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lunedì 30 aprile 2007 - ore 00:20


Festa sabato 28 Aprile
(categoria: " Vita Quotidiana ")



Sabato Notte Allo Showroom

Glamour, spettacolo, lusso e divertimento nella maison Blunotte a Padova.

Fuori le luci illuminano un cielo scuro. Dentro lo stile fa risplendere la notte, nel design ricercato e nelle ardite improvvisazioni di artisti e acrobati. La routine non è ammessa, la quotidianità viene bandita. Spazio ad una ricercatezza che, easy o formal, non segue i trend ma li crea. Un’allure misteriosa che fa subito “chic” e ravviva le notti con un tocco glam. E’ la Blunotte rhapsody, che segna il confine tra sogno e realtà. Ogni sabato il glamour si accende allo Showroom: luci e musica d’atmosfera, un’entrata fashion, hostess suadenti che accompagnano gli ospiti ai propri tavoli, una raffinata cena a base di specialità mediterranee, una pizza per una soluzione meno impegnativa ma sempre qualitativamente al top, e a seguire comincia la notte: sparkling all over, it’s the new star season! Ogni sabato, due situazioni musicali: in consolle Gianluca Viani, Marco Molina e Gianluca Piovesan, e il formidabile Vocal Show di Thorn...




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domenica 29 aprile 2007 - ore 22:36


24 Aprile - BUON COMPLEANNO
(categoria: " Vita Quotidiana ")




































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domenica 22 aprile 2007 - ore 23:47



(categoria: " Vita Quotidiana ")


ecco una piccola parentesi di venerdì 13 all a discoteca London

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domenica 22 aprile 2007 - ore 23:13


VULANDRA Festival 2007
(categoria: " Vita Quotidiana ")




Il Festival Internazionale degli Aquiloni "Vulandra 2007" si svolgerà dal 21 Aprile al 25 Aprile. Come ogni anno vi proponiamo un aquilone come tema del festival, speriamo possa piacervi e soprattutto che accogliate l’invito a fare un bellissimo volo collettivo.
Oltre a far pascolare gli aquiloni, quest’anno, su proposta di vari amici aquilonisti, vorremmo invitarvi ad un "revival" dei vecchi temi, quindi ricordatevi di mettere nelle vostre sacche: gli occhioni , i basket kites, le caricature, i circoflex, gli sverker.


Progetto dell’Anno: Mhuu!!! - Gruppo Aquilonisti Vulandra


I Nostri Aquiloni

La qualità che contraddistingue i componenti del Gruppo Vulandra è sicuramente la fantasia; ed infatti nelle loro creazioni c’è sempre la ricerca di qualcosa che colpisce e lasci il segno, qualcosa di originale, tratto pur sempre da ciò che già esiste ma modificato, personalizzato e questa ricerca ha dato come frutto moltissime creazioni che caratterizzano il club stesso, basti pensare all’Orchestra o al Disco Volante.
Tutti gli aquiloni sono progettati e costruiti dai componenti del club: nasce un’idea, si fanno degli schizzi su carta, si studiano le misure si fanno dei prototipi in cartene e poi si testano al campo per il volo e poi si parte a costruire, è un lavoro d’equipe che porta sempre a dei buoni risultati.
Fra le varie creazioni del gruppo possiamo ricordare il lungo treno di aquiloni, circa mille metri costruito nel 1988 per inaugurare il nuovo campo di volo presso il Parco Urbano, quasi un record per l’epoca.


  • Nel 1993 viene presentata una collezione di aquiloni dipinti intitolata “IMPARANDO A VOLARTE” costituita da 10 Edo di grandi dimensioni dipinti da artisti ferraresi. La mostra ebbe un notevole successo localmente e fu richiesta anche in altre città italiane.

  • Il 1994 è l’anno dell’”Orchestra”: l’”Orchestra” è attualmente composta dal pianoforte, tre violini, il contrabbasso, un violoncello, l’arpa, il trombone, i timpani, la fisarmonica e naturalmente dal direttore d’orchestra.

  • Il gruppo Vulandra ha costruito un gran numero di aquiloni di forme e tipologie diverse ma continua a crearne di nuovi, fra i più noti possiamo ricordare:

  • La squadriglia di aerei tridimensionali rappresentanti vari personaggi quali: Snoopy, Il Barone rosso, Paperino, Francesco Baracca, Batman, Dracula e il Kamikaze

  • Vari Cody, aquilone storico risalente al fine ‘800, tra i quali uno dall’apertura alare di metri 6

  • Varie piovre tridimensionali di lunghezze diverse

  • Un nuovo treno di losanghe coloratissime in spinnaker della lunghezza di metri 1000

  • Le scimitarre per combattimenti volanti

  • I Chula, aquiloni tradizionali della Thailandia della dimensione di 4 metri per 3 code escluse

  • Vulandrix, un mostro enorme composto da 6 aquiloni che gli permettono un movimento “terrificante”

  • MA - MI aquiloni che hanno “guadagnato” il premio “L’Aquilone d’oro” al Festival Internazionale di Urbino

  • Una serie di “Cravatte” volanti

  • Vari aquiloni acrobatici per non dimenticare che Vulandra è stato il primo team acrobatico italiano

  • Il Tetraedro (è difficile il nome ma anche lui non scherza nella costruzione)

  • Un "Disco volante" tridimensionale dal diametro di metri 10 per 4,5 di altezza con alcuni "marziani"

  • Maniche a vento di vario genere, e tanti altri...





...ecco la mia domenica ferrarese


...pensando ai dischi volanti , e se atterrassero?...vi presento un extraterrestre





...va bene, se insistete vi faccio vedere l’alieno...
..e poi una bella passeggiata nel parco ...




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mercoledì 11 aprile 2007 - ore 23:57


Giorno di Pasquetta
(categoria: " Vita Quotidiana ")



Monte di Malo e Schio (Vi)
che cosa si può fare nel giorno di Pasquetta se non ciò???





...senza dimenticare le persone a me care ...








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mercoledì 11 aprile 2007 - ore 23:43


Festa di Primavera
(categoria: " Vita Quotidiana ")




Festa di Primavera nel palazzo che ospita l’Accademia di Modena







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