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NICK: SoundPark
SESSO: m
ETA': 26
CITTA': Macondo d'estate, Almayer d'inverno
COSA COMBINO: tante cose, forse troppe...
STATUS: single

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STO LEGGENDO
Free Karma Food


HO VISTO
cluny.


STO ASCOLTANDO
Beirut, Sigur Ros, Taken By Trees, St.Vincent, Emma Pollock, Elvis Perkins, Grimoon...


ABBIGLIAMENTO
del GIORNO
tinta unica, han finito le strisce


ORA VORREI TANTO...
castelli di sabbia e piste multipiano per le biglie...


IN QS PERIODO STO STUDIANDO...
come diventare grande


OGGI IL MIO UMORE E'...
bendadio


ORA VORREI TANTO...


ORA VORREI TANTO...


ORA VORREI TANTO...




PARANOIE
Nessuna scelta effettuata

 


MERAVIGLIE

Nessuna scelta effettuata





www.soundparknights.it







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i giorni linkati sono quelli che contengono interventi )


giovedì 13 luglio 2006
ore 16:30
(categoria: "Vita Quotidiana")


Waiting for B...

Giorni intensi caldi veloci dopo le sbornie giustificate da Campioni del Mondo.
Martedi Benicassim e quasi non sembra vero.
Due ottime notizie.
Prima. Pare la nostra abitazione esista davvero... e sia pure figa.
Seconda. Email di ieri dall’Ufficio stampa del Festival... Caro amico, la tua richiesta di accredito è stata accettata. Potrai ritirare il tuo accredito presso la Oficina de Acreditaciones, nell’area del recinto del Festival.
Tradotto, vado a fare il reporter, o presunto tale, come già successo nel 2003.
Un lusso.
Grazie RockOn.it, grazie Cangia.
La cosa bella è che le birre al bar dei giornalisti costano meno e già mi vedo a far mille giri per dissetare i miei cari amici.
Per chi ha voglia o non ha niente da fare (giustificati quelli alle prese con trasferte torinesi e friulane) domani sera c’è una festa abbastanza grande.

Giardino Estivo Baita al Lago a Castelfranco Veneto (TV).
Come l’anno scorso BEACH PARTY organizzato dalla discoteca VINILE.
Cosa è successo: 2700 persone, mia festa di laurea con special guest mio fratello Guera, anche se non ci conoscevamo ancora. E’ stato bello saperlo tanti mesi dopo. Ma soprattutto quella è stata la volta in cui ho visto l’alba abbracciato alla tavoletta del water.
Cosa accadrà: sinceramente non lo so. Il programma prevede tre situazioni musicali, una rock con SoundPark + 3Maniacs + Dj del Vinile, una Elettronica con ospite Andy dei Bluvertigo ed una terza di revival italiano. Tra le varie cose Herman Medrano live, percussionisti vari, le Sick Girls che non ho capito se cantano, si spogliano o fanno entrambe le cose, giocolieri e mangiafuoco, alcool a go go (provate l’Ice Canyon se ne avete coraggio), varie ed eventuali. Tutto bellissimo. Se piove state a casa, festa rinviata al venerdi dopo. Noi saremo a Benicassim. Maramao.



THE STROKES "The modern age"

Up on a hill, here’s where we begin
This little story, long time ago
Stop to pretend, stop pretending
It seems this game is simply never ending

Ah in the sun, sun having fun it’s in my blood
I just can’t help it, don’t want you here right now
Let me go
Let me go go go go go go go go

Leaving just in time, stayed there for a while
Rolling in the ocean, trying to catch her eye
Work hard and say it’s easy, do it just to please me
Tomorrow will be different, so I’ll pretend I’m leaving

I feel so different now, we tried to deviate
We should learn to stay
My vision’s clearer now but I’m not afraid
Flying overseas, no time to feel the breeze
I took too many varieties

Ah in the sun, sun having fun it’s in my blood
I just can’t help it, don’t want you here right now
Let me go
Let me go go go go go go go go

Leaving just in time, stayed there for a while
Rolling in the ocean, trying to catch her eye
Work hard and say it’s easy, do it just to please me
Tomorrow will be different, so I’ll pretend I’m leaving


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mercoledì 12 luglio 2006
ore 11:59
(categoria: "Università / Scuola")


Noi siamo scienziati

Copio e incollo, da un link in homepage sul sito di LA REPUBBLICA

Ragazzi miei, scienziati della comunicazione immaginari

Cari maturandi (maturati),

pare abbiano bocciato poco le commissioni quest’anno. Adesso sarete pronti a pensare all’iscrizione universitaria. Se non è cambiato qualcosa in questo paese, molti fra voi sceglieranno le varie facoltà e corsi di laurea in Scienze della comunicazione. Di certo saranno, quelli che prenderanno questa strada, molti di più di coloro che andaranno a economia e commercio, a giurisprudenza e moltissimi di più di quelli che sceglieranno matematica, fisica e altre scienze "dure". Vorrei dirvi: non fatelo. Ho qualche motivo valido per dirlo.

Lavoro da molti anni al crocevia tra giornalismo e tecnologia, tra internet e giornali, sulla linea di confine dei media "mainstream" con i nuovi. E le nuove iniziative essendo da sempre una delle poche porte che immettono nel mondo del lavoro, è ovvio che facciano scattare l’immaginazione, l’interesse, l’ambizione di persone che proprio nel mondo dei media, alla fine della fiera, vogliono entrare. Perché uno per quale motivo dovrebbe mai laurearsi in SdC, se non per entrare nel mondo dei media? Ripeto: non fatelo. Eccone i motivi.

Ma prima ovviamente spazziamo il campo dalle personalizzazioni. Racconto qui la spremuta delle mie esperienze con molti di voi, incontri avuti in questi anni, decine e decine di incontri e colloqui avuti in questi anni, centinaia di tesi viste, spesso anche sacrificando i sabati. Ho incontrato spesso gente seria e motivata, a volte molto preparata, sempre ben disposta a cambiare. Ma altrettanto regolarmente col piombo nelle ali. Quello dell’ambiente di studio nel quale si muovono.

Quel corso di laurea non solo non vi darà la preparazione necessaria a lavorare nei media, per i quali credo non esistano (e forse è una fortuna) vere e proprie istituzioni che possano preparare fino in fondo. Quel corso però non vi darà nemmeno le mitiche "basi" che dovrebbero poi essere necessarie per - facciamo qualche esempio - un master in marketing, un corso di giornalismo, un profilo manageriale. Perché? Non lo so, posso dirvi che è così e in che modo è così.

Ho incontrato studenti vogliosi di scrivere una tesi su internet, ho consigliato loro una bibliografia. Obiezione: "Mi scusi, ma questi sono libri in inglese". E allora? Questo lavoro si fa con l’inglese per l’80%? "Io non so l’inglese". Non si potrebbe avere qualcosa in italiano? No non si potrebbe.

Ho incontrato ragazzi che... volevano fare una tesi su internet. Ha fatto delle ricerche su Google? "Sì, eccole". E capivi parlando che la ricerca su Google non era stata fatta, o che era stata fatta senza quel "raffinamento" che è il frutto di mille e mille volte che devi lambiccarti su un problema ed imparare a sgrossarlo, a renderlo sottile e lucido come un sasso consumato dal mare. Niente di tutto questo.

Ho incontrato studenti che... "la media ponderata ...". Scusi, ha famigliarità con la statistica? "No, ecco veramente, se potesse evitare certi concetti". La media ponderata? Un concetto?

Ho incontrato studenti che... la domanda e l’offerta. "Sa, non ho tanta dimestichezza con l’economia". Ah no? Peccato.

Ho incontrato studenti che... l’osservatore partecipante. Un largo sorriso: "Ho studiato queste cose al corso di metodi e tecniche della ricerca", Bene, allora dicevo... "No scusi, però questo non mi serve per il mio lavoro". Come, non ti serve? La metodologia della ricerca non ti serve?

Allo stesso tempo però fioccavano domande sul "rapporto tra giornalismo tradizionale e giornalismo on line". Oppure, secondo lei, "come saranno influenzate le fonti del giornalismo alla luce di internet?". Il birignao appeso tra un servizio del tg e un po’ di babbling sociologico.

Ma ignorare il "contenuto" può essere perfino perdonabile (puoi sempre recuperare, leggendo), a fronte della mancanza "criminale" (perché frutto di un comportamento che danneggia gli studenti) di una mentalità rivolta al metodo. Come selezionare gli obiettivi di una ricerca, quali sono gli strumenti da adottare, l’attitudine a leggere prima di andare da un disgraziato che lavora e che ti dedica un’ora del suo tempo.

E certo, perché, per utilizzare "l’esperto" esterno, che lavora in un’azienda, devi aver fatto prima un lavoro. Banalmente: devi sapere a cosa ti servirà, cosa vuoi chiedergli, cosa non puoi chiedergli. Insomma l’esperto è una fonte, non quello che "ti fa" la tesi o ti dà gli elementi base che avrebbe dovuto darti l’insegnante, prima che il lavoro vero e proprio cominciasse. Nessuno, cari studenti, vi addestrerà all’ uso delle fonti. E invece: "Il professore mi ha consigliato di parlare con lei". Immagino.

Se è possibile dirlo in modo un po’ più terra terra i professori che avrete, il personale insegnante che vi seguirà, l’ambiente nel quale vivrete non lavorerà, se lavorerà, per voi. Voi sarete soli , e solo la vostra iniziativa personale, il vostro saperci fare potrà togliervi da questo stato di abbandono. Con una ricaduta gravissima: che questa formazione da autodidatti di facoltà, affidati al proprio saperci fare, crea una cultura retorica, avvocatizia, che supera i problemi della propria preparazione sostituendo al lavoro umile e tosto la "manovra politica", fondata su chiacchiera e trucchetti, per aggiudicarsi oggi una buona tesi e domani un posto in cattedra. E’ la selezione più ingiusta e violenta che possa esistere: quella basata sulla furbizia.

Ma questo film l’abbiamo visto. Ho più di mezzo secolo, ma questo è lo spettacolo delle università meridionali (e non solo) nelle quali si è diventati per lungo tempo docenti per meriti di combriccola accademica e / o di partito. "Scienze".... della comunicazione?

Ragazzi miei, scappate, scappate a gambe levate. O toccherà ad altri soggetti sopperire con i propri mezzi alle carenze della vostra preparazione: a voi in primo luogo che vi troverete a prendere le vostre lezioni nei cinema parrocchiali dismessi dai preti, poi alla vostra famiglia che dovrà sborsare tanti soldi, e a chi vi riceverà in un luogo di lavoro e che dovrà dedicare al vostro perfezionamento tempo e risorse proprie e dell’azienda (problema secondario, tuttavia, con quella laurea in una azienda non vi ci prendono).

E’ come se in ospedale i pazienti si curassero da soli o venissero curati dai famigliari invece che dai medici.

Scappate, ragazzi: verso una facoltà seria, una di scienze "dure", una che vi faccia "fare il mazzo" sui libri e che bocci senza pietà agli esami o meglio che vi faccia spendere tanto tempo in sessioni di lavoro comune, con i i professori e gli altri studenti, con tanto lavoro finalizzato al metodo e in uno spirito di gruppo.

O perlomeno, se non ve la sentite, una dove almeno vi insegnino l’inglese, la statistica e un po’ di economia. E’ un po’ di metodo.

Ma scappate.


Io rispondo per le rime... ma son troppo educato ed allora come al solito lo faccio in musica...


WE ARE SCIENTISTS "The Great Esacpe"

I’m making my escape
Making my escape
Tell myself that everything’s in shape
Everything’s in shape
But me

How long can this take?
How long can this take?
Tell myself that everything is great
Everything is great
Well, how’m I doin’?

I got a great idea
I’m gonna wait right here
I got a great idea
I’m gonna wait right here
While everything is adding up, up, up
Everything is adding up, up, up

Breakin’ both my hands
Breakin’ both my hands
Tellin’ me to take it like a man
Take it like a man
I can’t

I don’t understand
I don’t understand
Please repeat whatever you just said
Nothin’s makin’ sense
Well, how’m I doin’?

They’re breakin’ both my hands
They’re breakin’ both my hands
They’re tellin’ me to take it like a man
Take it like a man
Well fuck that

I don’t understand
Said I don’t understand
Said please repeat whatever you just said
Cause nothin’s makin’ sense
Well, how’m I doin’?


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lunedì 10 luglio 2006
ore 15:20
(categoria: "Vita Quotidiana")


Il cielo sopra Berlino

Proprio come il film. Da anni, si sa, il mio preferito. E quello di ieri era un cielo stupendo, un crepuscolo fatto di sogni e speranze che si è tramutato in gloria e lacrime di gioia.
Wings of desire, il titolo originale del film. Le ali del desiderio, e noi di desideri ne avevamo tanti, accumulati in anni ed anni. Un film che parla di angeli… e di tante altre cose. I nostri angeli ieri sera volavano più in alto di tutti e ci hanno amorevolmente vegliato. E questo meraviglioso film di Wim Wenders da oggi forse lo chiameremo CAMPIONI DEL MONDO!



L’attesa era forte, immensa. Il pomeriggio stavo steso in Prato della Valle, sdraiato ed inebetito dal caldo, gli occhi in alto e le mani sull’erba, a tastare quello che poteva essere il teatro della nostra festa. Anche se non ci pensavo troppo.
Come per la già storica semifinale scegliamo Sherwood come location deputata al main event, anche se abbiamo tirato la monetina all’ultimo secondo, dopo essere andato a recuperare i fratelli sani (dopo sapienti travasi di vino) e quelli meno sani (ma tremendamente rockandroll).
Già non c’è più posto alle 7, sotto il tendone fa caldo e sale la tensione, sediamo in mezzo ai Club 11 e tutt’intorno tante facce conosciute. Da distante cenno d’intesa con Davide e Roby, vecchi compagni di facoltà e di mille discussioni calcistiche durante anni universitari al’insegna del fancazzismo.
Parte all’improvviso una canzone che sa di meraviglia e che forse involontariamente evoca quello che sarebbe potuto accadere di lì a poco… Tonight Tonight firmata Smashing Pumpkins. Brividi
E poi arriva Ale e dopo ancora il cugico con Marco. Ci siamo tutti. Pronti via per l’apnea. E ciò che sta in mezzo non va raccontato, lo sanno tutti e tutti l’hanno vissuto tragicomicamente per conto proprio.



Il resto è irrealtà. Abbracci ed urla, lacrime e vino che scende copioso, canti improbabili, inno d’Italia in loop. Avevamo un appuntamento con la storia e ce la stiamo portando in giro a braccetto con stile impeccabile.
Ci si rotola sulla magica collina di Sherwood, si fa il pieno di bottiglie e si parte. Prato della Valle raggiunto tra il delirio, fattosi via via più concreto. Abbracciamo gli altri amici, siamo tutti ebbri, di gioia e di alcol, in quantità sparse ed indefinite.
Non potevo non farmi un giretto dentro la fontana, affido i miei tesori allo zaino di Alessia e vado ad abbracciare un po’ di gente dentro l’acqua. Tutto bello, quasi perfetto.
Arriva anche mio fratello, per gli ultimi spiccioli di gioia da buttare fuori. Quasi non ce ne accorgiamo ma si è fatto tardi e dietro di noi avevamo già una discreta quantità di ore adrenalinche.
Si prova a dormire ma sembra un’impresa, stamattina occhi che non si aprono e testa che gira ancora un pochino… ma mai risveglio fu più dolce. Resta qualcosa di indelebile.









SMASHING PUMPKINS "Tonight Tonight"

Time is never time at all
You can never ever leave without leaving a piece of youth
And our lives are forever changed
We will never be the same
The more you change the less you feel
Believe, believe in me, believe
That life can change, that you’re not stuck in vain
We’re not the same, we’re different tonight
Tonight, so bright
Tonight
And you know you’re never sure
But your sure you could be right
If you held yourself up to the light
And the embers never fade in your city by the lake
The place where you were born
Believe, believe in me, believe
In the resolute urgency of now
And if you believe there’s not a chance tonight
Tonight, so bright
Tonight
We’ll crucify the insincere tonight
We’ll make things right, we’ll feel it all tonight
We’ll find a way to offer up the night tonight
The indescribable moments of your life tonight
The impossible is possible tonight
Believe in me as I believe in you, tonight


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venerdì 7 luglio 2006
ore 16:38
(categoria: "Vita Quotidiana")


Le temps, la France, la fête... et le souvenir de Sophie

CAPITOLO UNO. LE TEMPS.
Ho la concezione distorta del tempo che passa, con l’alternarsi dei mesi, delle stagioni, degli anni, nonché dei Mondiali di calcio, regolari ogni quattro anni: una delle poche certezze della vita. Almeno per ora.
Mi sto perdendo come al solito in inutili ma gradevoli recherche proustiane sul tempo perduto. E tanto per cambiare c’è già di mezzo la Francia.
Piace la pioggia d’estate e la luce di stamane che sembrava inverno. Dopo che proprio quest’inverno per velocità, intensità e fragore di eventi, emozioni, sentimenti è sembrato come una lunga ed interminabile stagione estiva.
Dopo è venuta una primavera obliqua, distorta e dolcissima che sembrava per il clima una sorta di inverno prolungato… mentre ora tocca ad un’estate che non è arrivata per fortuna nemmeno a metà del suo corso, prima torrida ed ora un po’ annacquata, piena di concerti, festival, infradito e notti troppo lunghe. Con qualche evento clamoroso in vista.
La settimana scorsa mi sono scappate un po’ di date, eventi, casualità… e per una volta tanto non me ne sono accorto ma me le hanno fatte notare.
Un anno fa diventavo dottore in bla bla bla della Comunicazione con una tesi su qualche cosa che nemmeno la mia commissione conosceva. Il tutto in una giornata piovosa come questa, dove io mi aggiravo per il Bo, frastornato dalle botte e dal Tavernello (e con lo stomaco ingolfato per una banana con la senape) con un misero tanga addosso. Una scena che è diventata storia, ma da non tramandare ai posteri di certo. L’anno prima alla stessa ora, questo si sa, ero appena tornato dall’erasmus.
L’illuminazione qualche sera fa, riguardando per l’ennesima volta i gol alla Germania in un loop quasi inebetito. Parte una canzone a caso. Pretty Noose dei Soundgarden, Che tempi! Dieci anni fa, dieci. La prima volta che ho messo piede al Vinile, era la chiusra stagionale ed il locale era strapieno. Avevo appena sedici anni e mia mamma mi aveva fatto la miracolosa concessione di salire sulla Fiat Tipo di mio cugino ed andare in quel luogo di perdizione che mi avrebbe cambiato la vita per sempre. Una tracklist memorabile in un crescendo di emozioni, la pista strapiena… apertura Nirvana, poi Rage (against the machine, of course...), Red Hot, Beastie Boys, Beck, Dog Eat Dog, Downset, Soundgarden, Smashing Pumpkins, Faith No More, Stone Temple Pilots, Alice in Chains, Pearl Jam, Sonic Youth, Elastica, Breeders... all’infinito… io ero un bambino con gli occhi che gli luccicavano di vita!

CAPITOLO DUE. LA FRANCE.
In questo clima surreale domenica arriva la partita della vita, una finale mondiale contro i cugini francesi, un match emotivamente particolare per me e per chi ha avuto a che fare con la Francia e con i francesi.
Amo la Francia, soprattutto la capitale in certi suo angoli, e tutta la costa Ovest, visitata da Biarritz al sud fino a Mont Saint Michel. Sono rimasto incantato da Avignone tanti anni fa come più tardi da alcuni posti surreali della Bretagna, primo fra tutti un’isola sperduta che si chiama Belle Ile. Per non parlare della mia tanto amata Nantes.
Ho svariati amici francesi, con loro ho condiviso cose inenarrabili e seppur non li vedo da tempo, siamo ancora legati. Amo le baguette e le patatine sopra il kebab (sembra una prerogativa francese), come vado matto per le galette bretoni, il sidro e per quel loro accento così kitsch. La cosa più affascinante della nazione transalpina è però il loro inimitabile metissage di culture e razze che, aldilà di tutti problemi che stanno nascendo tra banlieue e altro, ti fa davvero sentire a volte davvero meravigliosamente al centro del mondo.
Allo stesso modo detesto una parte di questa Francia, troppo provinciale e sciovinista, perennemente un gradino sopra ai loro confinanti italiani. Quante volte ho sentito che ci davano dei dragueurs (traduciamolo con “provoloni”), dei cascatori e dei mafiosi, roba leggera insomma. E troppe volte hanno evocato la Finale dell’Europeo di sei anni fa. Così, aggratis! Beh, non dovevano farlo. Una volta magari si, ma cento no.
Domenica sarà bellissimo. Italia contro Francia. Ancora incertezza sulla location da dove seguire la partita: Sherwood, Portello o Prato della Valle… boh…
E mi chiedo dove guarderà la partita Sophie. Chi è Sophie? Storia troppo lunga, storia di troppi anni fa. Storia da poterci scrivere un libro sopra. Ragazzina francese di Amiens, quasi una principessa. Forse il primo amore della mia vita. Ora dispersa nel mondo ed irraggiungibile, anche se io le ho provate tutte. Chiedete stasera direttamente al dj Pearl, che mi ha aiutato ed assecondato in una delle avventure più cinematografiche della mia vita.

CAPITOLO TRE. LA FETE.
Notizie dal jet set padovano. SoundPark ritorna a giocare musica in coppia. E’ tornato il cuginetto dall’esilio di Francia (ma guarda un po’ che coincidenze!) ed ora siamo pronti a fare il doppio dei danni che solitamente facevo da solo.
Dopo il warm up della Notte Bianca, stasera festa di Spritz.it al Badia.
Nel frattempo ieri sera grande festa chez Gas & Daniela. Giusto per tenersi in forma.
Dj set in appartamento a otto mani SoundPark (x2), Kais e Ramones.77, special guest doctor Antonello from Cambridge University, che lusso!














SMASHING PUMPKINS "Rocket"

Bleed in your own light
Dream of your own life
I miss me
I miss everything I’ll never be
And on, and on

I torch my soul to show
The world that I am pure
Deep inside my heart
No more lies

A crown of horns
An image formed deformed
The mark I’ve borne
A mark of scorn to you

Consume my love, devour my hate
Only powers my escape
The moon is out the, stars invite
I think i’ll leave tonight

So soon I’ll find myself alone
To relax and fade away
Do you know what’s coming down
Do you know I couldn’t stay free?

I shall be free
I shall be free
I shall be free
I shall be free
I shall be free free
Free of those voices inside me
I shall be free
I shall be free


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mercoledì 5 luglio 2006
ore 12:41
(categoria: "Vita Quotidiana")


Untitled

Fiero di essere italiano. E come potebbe essere altrimenti. Ieri un pezzo di storia, un po’ di epica adrenalina. Originale la cornice di Sherwood per vedere la gara. Ora non so dove andare per la finalissima.
Terza finale mondiale della mia vita.
La prima volta avevo due anni e giravo con mamma in passeggino per le strade deserte del paese. Mi è stato riferito che non apparivo molto interessato all’evento.
La seconda dodici anni fa, giusto dopo gli esami di terza media. Calci di rigori fatali. Li ero un tantino più coinvolto, nonché serenamente irritato. Anche se non centra niente… quel giorno ascoltai per la prima volta i Rage Against The Machine.
La terza finale domenica. E non ho fretta che arrivi. E’ dolcissima l’attesa, intanto ci siamo.

Se vale il detto "fortunato nel gioco, sfortunato in amore", io non mi sposo più. E per ora va anche bene così.
In pochi mesi, milionesimo scudetto alla Juve. E che ci mandino pure in C2. Vaffanculo, dal cuore.
Benetton Treviso campione d’Italia, con squadra rinnovata e giovanissima, ed il suo “Mago” Bargnani prima storica scelta assoluta dei Draft NBA.
San Martino di Lupari (!!!) terzo in Italia, campionato di basket femminile Under 16.
Dimenticavo, a Gennaio campione d’Italia con il Veneto al torneo delle Regioni. Sempre basket.
Ed ora, Italia in Finale Mondiale.

Io e il mio collega Davide (che conduce “Sport alla rovescia” su Radio Sherwood) ci siamo visti ieri sera a fine partita. E ci siamo detti che abbiamo sbagliato tutto.
La scorsa estate avevamo concepito un libro a quattro mani su Del Piero (il titolo poteva essere “ Le parabole di Alex”), io scrivevo da juventino, Davide da romanista anti bianconero. Abbiamo scritto tre capitoli… e mille altre cose erano in testa. Poi ci siamo arenati, troppi lavori, troppe cose. E fondamentalmente perché sono un cazzone.
Però lo sapevamo, un libro su Del Piero in un anno così. Dove lui vive una seconda giovinezza, o meglio, una discreta maturità calcistica, rivince lo scudetto con un sacco di gol, scoppiano tutti gli scandali ma lui resta la bandiera della Juve e segna pure un gol inutile ma bellissimo in una partita memorabile come quella di ieri.
Inutile, come tutti questi appunti di cronaca. Fuffa, come la chiamerebbe un celeberrimo professore di Scienze della Comunicazione.
Aspettiamo Domenica.
Comunque vada c’è sempre Benicassim.


THE POSTAL SERVICE "such great heights"

I am thinking it’s a sign that the freckles
In our eyes are mirror images and when
We kiss they’re perfectly aligned
And I have to speculate that God himself
Did make us into corresponding shapes like
Puzzle pieces from the clay
And true, it may seem like a stretch, but
Its thoughts like this that catch my troubled
Head when you’re away when I am missing you to death
When you are out there on the road for
Several weeks of shows and when you scan
The radio, I hope this song will guide you home

They will see us waving from such great
Heights, ’come down now,’ they’ll say
But everything looks perfect from far away,
’come down now,’ but we’ll stay...

I tried my best to leave this all on your
Machine but the persistent beat it sounded
Thin upon listening
That frankly will not fly. you will hear
The shrillest highs and lowest lows with
The windows down when this is guiding you home


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venerdì 30 giugno 2006
ore 15:19
(categoria: "Vita Quotidiana")


Nuit blanche

Lo sapete già. Domani sera Notte Bianca a Padova. Non so cosa succederà di preciso ma credo che ci sarà da divertirsi.

Dalle 20 alle 23 in Piazza Insurrezione dj set SoundPark with Kais & Maby.

Prima e dopo, ad orari imprecisati, al Parco Fistomba (organizza il Banale) ci saranno addirittura due SoundPark, si festeggia il ritorno del cousin parisien!

Nei tempi di pausa ci sposteremo goffamente con passo irregolare nel flusso irregolare della gente.

Buona festa.


VIVE LA FETE “Nuit Blanche”

Hier soir c’etait une fête
C’etait tellement fantastique
Maintenant pour être honnête
C’est dur pour la physique
J’ai toujours le problème
Je ne veux jamais arrêter
C’est magnifique quand-même
Surtout pendant l’été

On a beaucoup des fêtes
Avec des invités
Ils ne pensent jamais’arrête’!
Ils veulent toujours continuer
Après c’est tellement grave
Les gens, le regretter
C’est comme les marécages
Lentement tu avances

Tous les jour des fêtes!
Oui, c’est excentrique
Je dis ’Vive La Fête’!
Pour être héroïque

Mais qu’est-ce que nous faisons?
Tout le monde est fatigué
C’etait très amusant
Et les gens, ils veulent rester
Ils n’aiment pas le potage
Ils n’aiment pas le café
Ils ne pensent jamais ’arrête’!
Ils veulent toujours continuer

Après c’est tellement grave
Les gens le regretter
C’est comme les marécages
Lentement t’vas avancer

Et moi j’ai pris ma tête
Dans mes mains, et j’ai pensé
Pourquoi j’ai fait cette fête?
Pour toutes des invitées

Tous les jour des fêtes!
Oui, c’est excentrique
Je dis ’Vive La Fête’!



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giovedì 29 giugno 2006
ore 14:24
(categoria: "Vita Quotidiana")


Cani con le mani, Sherwood e la nostalgia Erasmus

Tanti cani ( con le mani , citazione Northpole) a Sherwood, a fare colore e pure casino. Cani che passano e che con nonchalance ti rubano le infradito e se ne scappano via. Bello scoprire di avere amici esileranti che riescono a farti piegare dal ridere per le proprie disgrazie.
Digerita la settimana cestistica Sherwood diventa per il primo anno appuntamento fisso serale e più ci si va, più creano assuefazione e dipendenza, oramai abbiamo assaporato tutte le varie delizie culinarie, guardato partite, chiaccherato a lungo, bevuto come squali, oltre naturalmente all’infinito chill out della magica collina.
E dulcis in fundo, sabato scorso abbiamo pure sparso note piacevoli qua e la, in un potentissmo dj set a 8 mani, dove c’è stato uno dei dancefloor più belli dell’ultima stagione. Esperienza da ripetere.
Fine giugno è sempre sentimentalmente deflagrante, due anni orsono di questi tempi tornavo sconvolto dal mio erasmus (lo so, sono ripetitivo). Fa strano pensare che domani qualcuno torna a casa (proprio il 30 giugno) dal proprio erasmus francese… per non parlare di sabato mattina, quando il mio cuginetto (l’altra metà di SoundPark) tornerà più sconvolto di quanto lo ero io, dopo 9 mesi di spassosa vita parigina. Speriamo la Notte Bianca riesca a consolarlo un pochino, altrimenti abbonderemo con alcool ed affini.
E come non bastasse ieri Sherwood si trasforma in una piccola Francia (a proposito, chapeau per Zizou) con i Louise Attaque in concerto.





Je voudrais que tu te rammènes devant,
Que tu sois là de temps en temps
Et je voudrais que tu te rappelles
Notre amour est éternel
et pas artificiel


Meravigliosi, intensi, vivissimi. Hanno suonato davanti ad una folla che per metà era francese e per l’altra metà aveva fatto l’erasmus in Francia (ho scoperto di non essere l’unico nostalgico!).
Tra una canzone e l’altra ho avuto un leggero disappunto nello sconforto di non poter più rivivere quei giorni meravigliosi passati a Nantes, così mi è scappato dal nulla un sonoro “maremma troja!” che ha suscitato più di qualche risata. Fortuna che tra un po’ si prende l’aereo e si va in Spagna.

Ora spazio a qualche ricordo e ad una lacrimuccia… scatti a caso tratti da un semplice pomeriggio di giugno passato in parco con i propri amici a cazzeggiare comme d’habitude , proprio due anni fa di questi tempi, lì nel Nord Ovest francese, a pochi passi dalla Bretagna.















THE VINES "Winning days"

The winning days are gone
Because I know just where I’m seeing
Was giving as I know
I can’t hear
Cause underneath there’s gold
Ill need to get around to find it
When I wanna go
I can dream
I’ve been trying
All my time

I’m just seeing it right
Cause it could be the light that’s over me
So I just wanna let it be

The winning days are gone
Because I know just where I’m seeing
Was giving as I know
I can’t hear

Cause underneath there’s gold
I’ll need to get around to find it
When I wanna go
I can dream
I’ve been trying
All my time

I’m just seeing it right
Cause it could be the light that’s over me
So I just wanna let it be

Get up and go outside
It can help your mind too
Get up don’t hide away

Cause I know where there’s gold
I didn’t know when I was flying
I’m sinking like a stone
I can dream
I’ve been trying...



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lunedì 26 giugno 2006
ore 14:02
(categoria: "Vita Quotidiana")


Meraviglie

Una settimana di apnea spesa in viaggi continui tra Padova e Verona, le soste in autogrill, il caldo soffocante, la tensione e la meraviglia, oltre alle serate di decompressione a Sherwood. Sei partite in sei giorni, sei splendide battaglie sportive. E mille persone attorno. In palestra e fuori.
Qui di seguito (dal Gazzettino di oggi) in poche parole la cronaca del torneo, per chi non lo capisse abbiamo fatto una cosa dell’altro mondo, una squadra di un piccolo paese arriva TERZA IN ITALIA... in pochi ci davano tra le prime otto, siamo invece arrivati ad un soffio dal vincere uno SCUDETTO. Siamo ancora piacevolmente sotto shock.


Cadette. Alter Ego terzo in Italia
(g.pell.) Storica impresa per il basket padovano giovanile, e in particolare femminile, da parte delle cadette under 16 (nate 1990) dell’Alter Ego San Martino di Lupari che si sono classificate terze alle finali nazionali disputate nei giorni scorsi a Verona. Per la società del presidente Francesco Cordiano si è trattata della terza partecipazione consecutiva ad una finale. La formazione allenata da Alberto Antonello dopo aver chiuso al secondo posto il proprio girone battendo Parma nella gara d’esordio (81-60), venendo sconfitta da Como (69-53) ed aggiudicandosi la gara decisiva contro Caserta (65-56), nei quarti di finale ha avuto la meglio per 63-47 sulla "corazzata" Reyer Venezia campione d’Italia in carica da due anni ed imbattuta fino a quel momento in questa stagione (tra l’altro, vantando 4-0 negli scontri diretti). Giunte in semifinale, le "lupette" si sono arrese per un solo punto, 63-62, al Casalecchio di Reno ma rifacendosi poi, sempre di un punto, nella finale di consolazione contro Udine, vinta per 51-50.


Aldilà di queste righe di cronaca immaginatevi il resto. L’emozione ed il sudore, l’incredulità di arrivare così in alto, con un pallone che in semifinale all’ultimo secondo esce beffardo e ci nega la possibilità di battere quelli che il giorno dopo sono diventati i Campioni d’Italia. Va bene lo stesso.
Ho guidato una squadra di giocatrici incredibili ed immense per forza d’animo e voglia di fare. Nessuna sconfitta mi è mai pesata, sono pesate soltanto le loro lacrime alla fine della semifinale... e non riuscire a trovare le parole giuste per consolarle.
Ho guidato un gruppo di "bimbe" (come le chiamo io) che tra qualche anno saranno già "donne"... ho cercato di insegnare loro qualcosa e forse alla fine ho imparato più io da loro, quattordici magnifiche gladiatrici che con la palla in mano han fatto poesia e che portano i nomi di Anna, Giada, Mary, Carlotta, Gloria, Valentina, Giorgia, Veronica, Chiara, Nausicaa, Irene, Alessia, Lucia, Elena. Thank u girls!!!



RADIOHEAD "Lucky"

I’m on a roll,
I’m on a roll,
this time,
I feel my luck could change
Kill me Sarah,
kill me again with love,
it’s gonna be a glorious day
Pull me out of the aircrash,
pull me out of the wreck,
cause I’m your superhero
We are standing on the edge
The head of state is calling my name but I,
I don’t have time for you
It’s gonna be a glorius day,
I feel my luck could change
Pull me out of the aircrash,
pull me out of the wreck,
cause I’m your superhero
We are standing on the edge,
we are standing on the edge
We are standing on the edge



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lunedì 19 giugno 2006
ore 02:04
(categoria: "Vita Quotidiana")


All day and all of the night

Sono al limite delle forze. Tanto oramai questa situazione è una costante. Festa in piscina venerdi sera, festa al mare sabato, festa al Greenwich fino a poco fa. Tutto stupendo, senza distinzione. Di certo la gita a Marina di Ravenna ha lasciato il segno. Finalmente riabbracciamo fairy*, oltre a fare un serio warm up in vista di Benicassim, la formazione viaggia che è una meraviglia.
Ma soprattutto da domani mi gioco un bel pezzo di stagione, forse l’ultima grande esperienza sportiva della mia personale carriera, incrociate le dita per me, che è una cosa piuttiosto importante! Vi terrò informati... e sabato prossimo si festeggia comunque, main event a Radio Sherwood. Di seguito, i dettagli della mia settimana sportiva.



THE KINKS "All day and all of the night"

I’m not content to be with you in the daytime
Girl I want to be with you all of the time
The only time I feel alright is by your side
Girl I want to be with you all of the time
All day and all of the night
All day and all of the night
All day and all of the night

I believe that you and me last forever
Oh yea, all day and nighttime yours, leave me never
The only time I feel alright is by your side
Girl I want to be with you all of the time
All day and all of the night
All day and all of the night
Oh, come on...

I believe that you and me last forever
Oh yea, all day and nighttime yours, leave me never
The only time I feel alright is by your side
Girl I want to be with you all of the time
All day and all of the night
All day and all of the night time
All day and all of the night


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giovedì 15 giugno 2006
ore 12:53
(categoria: "Vita Quotidiana")


Strange currencies

Il 2006 sembra l’anno dei weekend lunghi (uno è durato una settimana!) e tanto per gradire si è cominciato deliziosamente ieri con un mercoledi universitario, da quanto tempo non ne facevo uno così, in giro a far danni con una compagna di corso (!!!). Scienze della Comunicazione rules! Per non parlare degli altri colleghi ritrovati al Blu… e di quel posto silente e surreale a metà tra la Scozia e la (ex) Jugoslavia ( kalshnìkov, kalashnìkov… ), a quattro passi da Bilbao…

Venerdi confermato il Beach Party organizzato dal Vinile, cambio di location comunque, non più però alle piscine di Poggiana ma nella lussuosa cornice del Pigalle a Belvedere. Dovrebbe essere una cosetta carina.

Sabato gita a Ravenna con fratelli e cugine e finalmente riabbracciamo la fatina! Partita dell’Italia, concerti e dj set sulla spiaggia… spettacolo! Aspettando Fatboy Slim il 6 agosto in Piazza Faro a Jesolo, quello si che è un happening imperdibile!

Domenica sera per chiudere in bellezza insolito dj set al Greenwich di Curtarolo, ennesima buona scusa per fare tardi. Lunedi sarò lucidissimo…

Altra buona notizia, in un momento così così per i locali padovani.
Riapre il Soundgarden… ed è un piacere, viste le tre estati spese lì in consolle (e le sette precedenti tra pista e bancone del bar!).
Naturalmente non al solito posto, visto che quello è stato abbattuto ma bensì al Cavallino, in un luogo che per tante estati ha ospitato il Magic Bus estivo, ovvero il Puta’s, una delle situazioni più belle in ci si possa ritrovare. Ed anche qui i ricordi si sprecano. Beata giovinezza…


R.E.M. "Strange Currencies"

I don’t know why you’re mean to me
When I call on the telephone
And I don’t know what you mean to me
But I want to turn you on, turn you up, figure you out, I want to take you on

These words, "You will be mine"
These words, "You will be mine" all the time

The fool might be my middle name
But I’d be foolish not to say
I’m going to make whatever it takes,
Ring you up, call you down, sign your name, secret love,
Make it rhyme, take you in, and make you mine

These words, "You will be mine"
These words, "You will be mine" all the time, oh
I tripped and fell. Did I fall?
What I want to feel, I want to feel it now

You know with love come strange currencies
And here is my appeal:

I need a chance, a second chance, a third chance, a fourth chance,
A word, a signal, a nod, a little breath
Just to fool myself, to catch myself, to make it real, real

These words, "You will be mine"
These words, "You will be mine" all the time, oh

These words, "You will be mine"
These words, they haunt me, hunt me down, catch in my throat, make me pray,
Say, love’s confined, oh




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