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SoundPark
SESSO:
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ETA': 26
CITTA': Macondo d'estate, Almayer d'inverno
COSA COMBINO: tante cose, forse troppe...
STATUS: single
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martedì 13 giugno 2006
ore 16:15 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Venerdi 16 Giugno
Per chi non ha nulla da fare... una festa interessante...
BEACH PARTY VENERDI 16 GIUGNO 2006 dalle ore 21,30 alle ore 05,00 @ PUTAS - Piscine di Poggiana Riese Pio X (TV) - via Masaccio 19 ALL STARS GO TO THE BEACH! PISCINA APERTA TUTTA LA NOTTE
+ Dj Set + SoundPark (Banale), Nick & Pearl (Vinile), Gasu & Max (Dynamint), Loris Camerini (Phonotic) Play: Oldies/Funky/Rock/Reggae/Surf /Chill out/House + Extra + DRINKing >> Frozen Cocktails + Beer + Hot Shot € 2 Dal vivo Fire players & video project Surf & Skate a cura di Mix Max Animazione Hawaiana Per tutti simpatico gadget dellevento!
FESTA GARANTITA ANCHE IN CASO DI MALTEMPO (In caso di maltempo la festa si farà allinterno in una struttura di 600mt2) PREVENDITA EURO 10 CON DRINK - NO PREVENDITA EURO 15 CON DRINK
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lunedì 12 giugno 2006
ore 12:17 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Glitter mood
A modo mio. Locali vuoti che restano vuoti, locali vuoti che un po’ si riempiono. Scintille rockandroll. Rum & pera, a ripetizione. Cene scroccate. Mesi di lavoro gratificati da mille sorrisi. Musiche sbilenche, proprio come piacciono a me. Passi di tango sul morbido. La torre degli Asinelli ed i ricordi di Francia. Pioggia di brillantini e la rivoluzione russa. Il tempo che va alla rovescia. Finalmente l’Italia ai mondiali. C’est pas ma faute!
LOUISE ATTAQUE “Je t’emmene au vent”
Allez viens, j’t’emmène au vent, je t’emmène au dessus des gens, et je voudrais que tu te rappelles, notre amour est éternel et pas artificiel je voudrais que tu te ramènes devant, que tu sois là de temps en temps et je voudrais que tu te rappelles notre amour est éternel je voudrais que tu m’appelles plus souvent, que tu prennes parfois les devants et je voudrais que tu te rappelles notre amour est éternel et pas artificiel je voudrais que tu sois celle que j’entends allez viens j’t’emmène au dessus des gens, et je voudrais que tu te rappelles, notre amour est éternel, artificiel...
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mercoledì 7 giugno 2006
ore 12:39 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Io in generale non ce la faccio!
Tranquilli, non è un grido dallarme. Era solo una frase scritta sul frigorifero di un surreale appartamentino in centro dove son stato ieri sera. E mi faceva un sacco ridere, sia la frase che l’appartamento… che la vita in generale! Quest’anno a Padova è stato praticamente un secondo erasmus. Prima o poi dovrà pur finire… Stasera mille appuntamenti estivi, tra i concerti al Fistomba e i Giardini di Mirò a Mira, io sarò al Curtarock a djsettare tra e dopo i concerti di Transisters e OJM, così tanto per sgranchire le ossa in vista del weekend. A proposito, sabato sera il Banale è ancora aperto. Sede invernale comunque, visto il tempo che cè fuori ci va anche bene! Ma soprattutto venerdi sera fuga dalla città e appuntamento speciale nella casa madre di SoundPark, ovvero lo storico VINILE di Rosà (VI).

Programma della serata… apertivo da Kais che suona nella splendida cornice del Monte Crocetta a Bassano del Grappa, poi tutti al Vinile, ingresso gratuito e shots a un euro! In consolle il resident dj Nick + SoundPark + Mist (+ Kais quando arriva…). Rock and roll!!! Siete tutti invitati!
Intanto carrellata di foto del festone di sabato scorso al Wah Wah…
Sfilza di djs… mancano il sottoscritto e Martini Bros… in quel frangente si vede che ero poco lucido...








E poi tanta festa…

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DANDY WARHOLS "Get off"
Yeah like it or not Like a ball and a chain All I want to do is get off I feel it for a minute babe Hot diggity dog, I love god all the same But all i wanna do is get off I feel it, I feel it, I feel it babe! Baby, come on yeah If you have a hard time gettin there, maybe youre gone If you find, you find yourself forget yourself Yeah maybe I fought once thought I was saved But all I wanna do is get off and feel it for a minute like the real thing baby I guess, I already forgot, what I thought I would say But all i wanna do is get off I feel it, I feel it, I feel it babe! Baby, come on yeah If you have a hard time gettin there, maybe youre gone If you find, you find yourself, forget yourself Hey, come on yeah If you have a hard time gettin there, maybe youre gone If you find, you find yourself forget yourself And like it or not Like a ball and a chain All I wanna do is get off And feel it for a minute like the real thing baby, oh yes I already forgot, what I thought I would say But all I wanna do is get off I feel it, I feel it, I feel it babe! Baby, come on yeah If you have a hard time gettin there maybe youre gone If you find, you find yourself, forget yourself Hey, Come on yeah, If you have a hard time gettin there maybe youre gone If you find yourself forget yourself. Hey!
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lunedì 5 giugno 2006
ore 14:51 (categoria:
"Vita Quotidiana")
CompleKais
E’ finito il tour de force: Vicenza Est-Padova Portello-Mogliano o giù di li-Loria. Ancora vivo dopo il carico di musica e di bevande annesse. Devo mettere a posto tutti i cd. E’ un gran casino. Serata regale quella di sabato, mille auguri ancora a KAIS, festeggiato di turno ed ideatore di una festa lussuosa! Sembrava quasi il party di fine anno scolastico, tutti felici per la fine delle lezioni e l’inizio dell’estate, dopo una lunga ed intensa (e a tratti memorabile) stagione invernale passata assieme. Tutti presenti (o quasi) ma soprattutto tutti promossi! I bambini vestiti di tutto punto, una bella sfilza di giacche e spillette.. a parte i capoclasse Momo e Guera che giustamente avevano il compito di controllare che tutto si svolgesse secondo norma, e cioè che i bicchieri in mano (rigorosamente a sinistra) fossero costantemente colmi di felicità (con o senza ghiaccio, a seconda dei gusti). Un applauso allo scolaretto Liuk con una cravatta griffata Rakes. Le bambine invece stilosissime tra vestitini, pois e stivaletti. Una di loro si è pure dilettata sul palco a fare rockandroll! Un raduno commovente, a tratti teatrali, baci, abbracci e sorrisi in quantità smisurate, danze furibonde sino alla prime luci dell’alba. C’era tutta la parte buona di Padova, una folta (ed immancabile) rappresentanza di scienziati della comunicazione, un po’ di band nostrane (Club 11 of course , ma anche Ojm, Transisters e Supernova), invitati speciali dall’alta padovana mia terra natale, un po’ di Mestre, un po’ di Treviso e la Planet Pop crew direttamente da quel di Oderzo. Oltre naturalmente ad una quantità/qualità decisamente alta di dj. Piccole considerazioni a proposito. Grande Kais a realizzare una line up del genere, quasi perfetta direi, mancavano al’appello solo tre personaggi, assenti comunque giustificatissimi, ovvero il festeggiato (regola non scritta, chi festeggia non suona ma beve... e torna a casa piegato!), il mio maestro Checco Merdez (felicemente lost in Venice ) ed il mio inimitabile collega Maby. Comunque sia i nove personaggi che dalle 11 alle 5 inoltrate si sono alternati perfettamente uno dopo l’altro mi hanno dato qualcosa su cui riflettere: la quantità mastodontica di musica presente fisicamente in quel posto nello stesso istante, le variegate ed innumerevoli esperienze musicali degli stessi e la bellezza sconfinata insita nella diversità di stili, sentimenti e mood che si sono avvicendati in pista. Ho sentito nove (facciamo otto...) persone diverse letteralmente "suonare" un po’ della loro musica. E a loro ne sono grato. Quando son salito io mi tremavano le mani... e quando ho finito, dopo soli quaranta minuti (io che mi son fatto anche le 5 ore non stop di Banale) avevo il fiatone. Ed ero combattuto tra la voglia di continuare all’infinito ed il desiderio di scendere di un metro ed abbracciare i miei amici. C’è una cosa che accade lì sopra, mentre un dj butta musica tra la gente, io la chiamo LA SCOSSA , difficile da spiegare, ed infatti non lo faccio, è comunque una cosa che accade di rado, uno o due (forse tre) volte all’anno. Sabato son rimasto fulminato! Perdonatemi la ridondanza delle metafore, ma quando ci vuole ci vuole. A chiudere, un abbraccio a Kais e a tutti gli amici presenti, oltre ad una speciale playlist... un pezzo per ogni dj, quello che più mi è rimasto dentro. Sembravo distratto talvolta ma li ho ascoltati tutti. Prometto anche un reportage fotografico della serata, tempo qualche giorno... ora via con la musica...
DAUNT - The Kinks "All day & all of the night" RAMONES77 - Blondie "One way or another" MIKE RHESS - Metric "Dead disco (remixed version)" SIRBILLY - Libertines "Time for heroes" SOUNDPARK - ero altrove... MARTINI BROS - Soulwax "Conversation intercom" GIOVANNI CALMONTE - Club11 "We need more people" MIST - Arctic Monkeys "The view from the afternoon" GIONATA - Violent Femmes "Blister in the sun"
Intanto un assaggio, il festeggiato (che fa il timido e si nasconde) e le tre compagne di classe... che stile!
ARCADE FIRE "Neighborhood #1 (Tunnels)
And if the snow buries my, my neighborhood. And if my parents are crying then I’ll dig a tunnel from my window to yours, yeah a tunnel from my window to yours. You climb out the chimney and meet me in the middle, the middle of town. And since there’s no one else around, we let our hair grow long and forget all we used to know, then our skin gets thicker from living out in the snow.
You change all the lead sleepin’ in my head, as the day grows dim I hear you sing a golden hymn.
Then we tried to name our babies, but we forgot all the names that, the names we used to know. But sometimes, we remember our bedrooms, and our parent’s bedrooms, and the bedrooms of our friends. Then we think of our parents, well what ever happened to them?!
You change all the lead sleepin’ in my head to gold, as the day grows dim, I hear you sing a golden hymn, the song I’ve been trying to say.
Purify the colors, purify my mind. Purify the colors, purify my mind, and spread the ashes of the colors over this heart of mine!
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giovedì 1 giugno 2006
ore 14:54 (categoria:
"Vita Quotidiana")
L’ultima cena
Simpaticamente ribattezzata come L’ultima cena, tanto che alcuni partecipanti si sono messi in posa plastica nel tentativo mal riuscito di farmi indovinare il titolo dell’omonimo quadro. Come da tradizione il Banale organizza un cenone all’inizio e alla fine della stagione, dove padroni, gestori, baristi/e, DJ, PR, tesseristi (si dice cosi?) e buttafuori si trovano seduti alla stessa tavolata per banchettare lautamente e prendersi in giro l’un l’altro. Oramai è una grande famiglia, e da più di tre anni ne faccio parte, anche se mi sembra come se sia passato solo qualche mese da quando son lì. Vabbè… non mi metto a filosofeggiare sulla relatività del tempo. Non sono un filosofo. Anzi, a suo modo, lo siamo tutti. Basta bere un pochino. Come ormai si sa in giro, pare proprio che il Banale estivo non apra per questa stagione, con tutte le conseguenze del caso. I motivi non si possono dire, o meglio, diciamo che è perché la gente talvolta impazzisce… tutto qua. Io sta cosa però la considero un delitto, un attentato alla storia e alla poesia. Il Banale Estivo è e resterà per me (e per qualche migliaio di persone tra Padova e dintorni) come IL POSTO per eccellenza. Unico ed inimitabile. Dove la gente arriva che il locale non è ancora ufficialmente aperto e comincia a bere su qualche tavolino disperso nel parchetto, dove sembra vuoto ed un attimo dopo non riesci più a camminare, dove la scintilla in pista scocca quando meno te lo aspetti, dove i dj suonano dentro un gabbione con una luce surreale e le zanzare tigre in libera uscita, dove le caipiroska si consumano in quantità industriale, dove a metà serata in pista non c’è più posto, dove (se non sei il dj) aspetti ore per poter bere, dove la consolle viene chiusa durante l’ultima canzone (eccetera eccetera…), dove la gente resta in pista anche senza musica a cantare noi non siamo stanchi! e a battere mani e piedi sul legno del dancefloor, dove prima che venga pagato il personale che lavora, arriva l’alba e arriva pure il mattino, dove… un sacco di cose insomma! Ci sarà un po’ di gente senza lavoro per quest’estate, dispiace per tutti… ed un po’ di gente pure senza divertimento, ci saranno comunque alternative e surrogati ma non sarà la stessa cosa. Ci sarà meno poesia nell’aria e probabilmente si farà di meno all’amore… e questo è un vero peccato! Dopo tre estati furenti e furiose a lavorare (o a far finta di) lì, mi stavo pregustando anche la quarta. Poco male, i piani sono stati rivisti e corretti ed ecco pronte alternative di tutto rispetto ( Checco I love you!). Intanto tutto pronto per Benicassim, a parte che non abbiamo un letto per quattro notti… dei dettagli però non sono mai preoccupato! Intanto sabato ci sarà da ridere e da divertirsi, compeKais al Wah Wah di Mogliano, dieci dj pronti a creare il clima giusto per la Grande Festa... siete tutti invitati, nessuno escluso, tanto paga il festeggiato! Buona estate a tutti, poca filosofia e tanto amore!
STONE ROSES "I wanna be adored"
I don’t have to sell my soul he’s already in me I don’t need to sell my soul he’s already in me
I wanna be adored I wanna be adored
I don’t have to sell my soul he’s already in me
I don’t need to sell my soul he’s already in me
I wanna be adored I wanna be adored
Adored
I wanna be adored You adore me You adore me You adore me I wanna I wanna I wanna be adored
wanna I wanna I wanna be adored
I wanna I wanna I wanna be adored
I wanna I wanna I gotta be adored
I wanna be adored
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lunedì 29 maggio 2006
ore 02:47 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Here am I in my little bubble
La macchina dei dj è sempre sporca, avevo sentito dire una volta. Solo che la mia era così sporca che a mia mamma ha fatto un po’ schifo ed ha deciso di tenersela per lavarla; così abbiamo fatto cambio vettura un’altra volta ed io sono ritornato con la mia amata Peugeot blu, che fa fatica ad andare avanti ma un po’ di mesi di corse dovrebbe ancora reggerli, son finiti i bei tempi in cui con lei si corrazzava per la Spagna! Così assieme a lei è ritornata pure la musica in macchina ma soprattutto il profumo di liquirizia ogni qual volta accendo il riscaldamento. Per ritrovare un pochino del nostro feeling perduto abbiamo deciso di partire, sotto un romantico tramonto, per una piccola gita in terra modenese, sfecciando tra autostrade e campagne sperdute e per arrivare ad un concerto appena iniziato, “seconda canzone, comunque suonano due ore” mi ha detto un cortese buttafuori. Meraviglia percorrere il corridoio e sentire i Belle and Sebastian che sembra stiano suonando in camera loro, ma piano piano per non disturbare i vicini; loro sono un’arte vivente, non so come si possa essere in così tanti sopra un palco e non riuscire a fare il benché minimo casino. Quando sento pronunciare il termine low-fi penso davvero sempre e solo a loro. Colour my life with the chaos of trouble Cause anythings better than posh isolation 1 missed the bus You were laid on your back With the boy from the arab strap
Il Vox di Nonantola era pieno e caldo come al solito ma molto molto composto, bastava girarsi da qualche pare e si vedevano sguardi sognanti, timidi balletti ed una sfilza di sorrisi senza precedenti; sul palco in effetti c’era una delle band che a mio parere ha più di tutte questo soffice e lieve effetto ammaliante. E al bancone del bar non c’era nessuno, se non due bariste che sembravano aspettarmi con la birra già pronta… e vista la serata deliziosa ho deciso di cenare con tre Ceres. Come direbbe il mio caro amico tedesco Wolfgang: mmm… beaucoup de vitamines! Uno show passato via senza accorgersene, in cui ho ripensato a questo irripetibile anno di perpezie e meraviglie sparse. Capita di questi tempi, con i primi veri calori sulla pelle e l’estate alle porte, periodo di esami e di ultime interrogazioni, e poi si tiran le somme e si contano i morti, in senso ironico. E’ cosi strano dopo tanti anni passati dentro al sistema scolastico, per la prima ed unica volta non avere qualcosa da portare a termine o avere qualche voto da ricevere. Ho quasi voglia di una seconda laurea, anche se sono bene che qualcuno potrebbe prendermi per pazzo. Comunque sia, stan succedendo cose stupende, in mezzo ai mille punti interrogativi di un’estate imminente e che si preannuncia decisamente vivace, almeno quanto basta.
La gioia è una bolla, tesoro ci gonfia di ebbra ingenuità poi scoppia e si perde dovunque nel tempo


COLDPLAY "High speed"
Can anybody fly this thing? Before my head explodes, Before my head starts to ring Weve been living life inside a bubble, Weve been living life inside a bubble Confidence in you, Is confidence in me, Is confidence in high speed Can anybody stop this thing? Before my head explodes, Before my head starts to ring Weve been living life inside a bubble, Weve been living life inside a bubble Confidence in you, Is confidence in me, Is confidence in high speed In high speed In high speed, you want, High speed, you want, High speed, you want
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sabato 20 maggio 2006
ore 22:49 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Like Dylan in the movies
Semplicemente un saluto a tutti. Vado solo via qualche giorno a vivere la mia ultima grande esperienza sportiva, almeno per un pezzo. Ad ospitarmi ci penserà la terra torinese, più precisamente Collegno. Dopo tanti anni spesi in palestra ed in giro per lItalia, per fortuna o purtroppo, è giunto il tempo di pensare ad altro. Comunque sia sono stati anni spassosi, tra mille allenamenti e partite, tornei, sudore, incazzature, grandi vittorie, tante cene di squadra e troppi sorrisi gioiosi. Ed ho avuto lonore di stare vicino a persone che mi hanno dato tantissimo a livello umano. Avevo lillusione di potermi un po rilassare lontano dai tanti impegni di casa, invece mi sa che saranno giorni intensi e comunque pieni di sana e pura adrenalina sportiva. E poi al ritorno mercoledi sera giusto in tempo una doccia e poi subito dj set, Rickys Pub ad Abbazia Pisani... e poi giovedi felice ritorno al Vox di Nonantola per i grandi Belle And Sebastian, e venerdi degna chiusura di stagione per il DNA... e di nuovo al lavoro sabato per una delle ultime calde nights al Banale estivo (incrociando le dita di mani e piedi per quello invernale!). Riposarsi... unaltra volta...
DE GREGORI "Pezzi di vetro" Luomo che cammina sui pezzi di vetro dicono ha due anime e un sesso di ramo duro in cuore e una luna e dei fuochi alle spalle mentre balla e balla, sotto langolo retto di una stella. Niente a che vedere col circo, nè acrobati nè mangiatori di fuoco, piuttosto un santo a piedi nudi, quando vedi che non si taglia, già lo sai. Ti potresti innamorare di lui, forse sei già innamorata di lui, cosa importa se ha ventanni e nelle pieghe della mano, una linea che gira e lui risponde serio "è mia"; sottindente la vita. E la fine del discorso la conosci già, era acqua corrente un pò di tempo fà che ora si è fermata qua. Non conosce paura luomo che salta e vince sui vetri e spezza bottiglie e ride e sorride, perchè ferirsi non è impossibile, morire meno che mai e poi mai.
Insieme visitata è la notte che dicono ha due anime e un letto e un tetto di capanna utile e dolce come ombrello teso tra la terra e il cielo. Lui ti offre la sua ultima carta, il suo ultimo prezioso tentativo di stupire, quando dice "È quattro giorni che ti amo, ti prego, non andare via, non lasciarmi ferito". E non hai capito ancora come mai, mi hai lasciato in un minuto tutto quel che hai. Però stai bene dove stai. Però stai bene dove stai
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mercoledì 17 maggio 2006
ore 12:59 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Ruby Tuesday in Bologna
La famiglia è sacra. Bologna è magica. E Benicassim sarà... nonostante tutto. Bye bye Bilbao. Speriamo.
AFTERHOURS "Voglio una pelle splendida"
stringimi madre ho molto peccato ma la vita è un suicidio lamore un rogo e voglio un pensiero superficiale che renda la pelle splendida
senza un finale che faccia male coi cuori sporchi e le mani lavate a salvarmi vieni a salvarmi salvami bacia il colpevole se dice la verità ma si...
passo le notti nero e cristallo a sceglier le carte che giocherei a maledire certe domande che forse era meglio non farsi mai
e voglio un pensiero superficiale che renda la pelle splendida a salvarmi vieni a salvarmi salvami bacia il colpevole se dice la verità ma si...
voglio un pensiero superficiale che renda la pelle splendida a salvarmi vieni a salvarmi salvami bacia il colpevole se dice la verità ma si...
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lunedì 15 maggio 2006
ore 03:31 (categoria:
"Riflessioni")
Io non so parlar d’amore
Ora tarda e mal di testa folgorante. Ma se non scrivo adesso non scrivo più. Un post su questo weekend, comiciato una settimana fa (!!!) con i dEUS e finito solo ora. Un post dedicato e a miei amici e soprattutto all’amore, ma l’Amore in senso lato, l’Amore un po’ alla francese (non L’ Amour à trois degli Stereo Total, quello è un po’ più complesso), dove je t’aime vuol dire “ti amo” e je t’aime bien vuol dire “mi piaci”. Amo tante cose e me ne piacciono altrettante. Ora non sto qui a sottilizzare. E’ scoppiata la primavera, e stanno accadendo cose bellissime, dopo un inverno intenso (pure troppo), dove la nostra canzone era Love is a number , anche perché nel delirio totale dei sentimenti sembrava proprio di giocare al lotto.
I’ve just left the house I’m through making out With my dreams Well I feel left out I’m through making out: Love is a number.
Ed è l’Amore che va di moda, sebbene con diverse sfumature. Conosco due band, più o meno conosciute, con due tra i nomi più folgoranti mai sentiti, I love you but I’ve chosen darkness , oppure il ben più eloquente Ti amo abbastanza. Spettacolo. Come le sere passate con i miei più cari amici.
Venerdi speso fuori regione tra Nonantola e Cento, con il terzo concerto in cinque giorni. Dopo dEUS e Calexico ora gli Arctic Monkeys. Cambiano gruppi e locations ma restano sempre fedeli i compagni di viaggio. Sorrisi, fantasia e tanta musica. Con il pensiero a Milano, dove il resto della combriccola saltellava allegramente al Plastic. Salti e sudore in mezzo alla bolgia come in adolscenza con gli Iron Maiden, un concerto tirato tirato, i whisky cola senza ghiaccio, un dj set after show mozzafiato, gli Arctic incontrati proprio sul dancefloor. Momo, thanks for the pics!


Ma soprattutto i fuori programma a Cento e dintorni. Troppo felice vedere un amico rivivere all’improvviso pezzi di vita vissuta. E’ capitato anche a me tornando a Nantes, è capitato ad altri tornando dove avevano lasciato pezzi di cuore. Capiterà ancora per fortuna. Finchè ci sarà l’Amore, per le cose, le emozioni e le persone. Felice tanto di essere stato accanto ad amici che vivevano un giorno importante anche per il loro futuro prossimo e non solo.
Sabato rilassato fino a sera, a smaltire gioie ed allucinazioni della nottata precedente, e poi a gozzovigliare in una delle tante sagre di quartiere tra pappardelle, vino buono e facce divertite (e il carrello dei dolci quando arriva?) per poi ficcarsi al Banale, che altro non sta aspettando che la stagione estiva (udite udite, sabato 10 giugno!!! Ma il sabato prima mi raccomando, c’è il compleKais!!!) e che rimane vuoto fino all’una. Ma che in tre/quattro mosse riesce ad animarsi come al solito e a cavalcare sino a fine serata. Un posto così intenso faticherò a trovarlo altrove.
Io e il mo caro collega Maby in sta stagione invernale agli sgoccioli di Amore ne abbiamo messo tanto di sicuro. Per la musica e per il divertimento altrui. Potremmo anche valere un soldo bucato come dj, ma almeno questo concedetecelo.
Domenica di decompressione, tra corse improbabili in parco dietro casa - I’m half the man I used to be –, immersioni in vasche piene di latte (non chiedetemi altro…), e la vittoria più insipida della mia vita. Sono cresciuto vivendo di sport. Da tanto (troppo) tempo vivo delle emozioni per un pallone che entra o esce da un canestro. E tra una settimana vivrò la mia ultima (forse) grande esperienza sportiva. E come (quasi) tutti sono cresciuto con una fede calcistica. La mia si chiama Juventus, a partire da quando alla fine del 1985 vidi da bambino quella squadra in cima al mondo, con una maglietta a righe bianconere e nell’occasione senza sponsor. Lì ci giocava un poeta francese. Si chiamava Platini. Niente a che vedre con Rimbaud o Mallarmè. Lui più che altro era uno scapigliato, un po’ indie, un po’ low fi. Direi molto Belle and Sebastian... ma con l’accento transalpino. O anche no.
E da li ho imparato ad amare lo sport, con quei colori, con quella poesia, con anni passati a vincere un cazzo, con Ian Rush e Rui Barros, con i primi trofei vinti grazie ai gol di Galia. Con una Champions League finalmente nostra. Con troppe finali meravigliosamente perse. E con tante cose ancora. Non sono mai andato allo stadio e nemmeno mi interessa troppo. Ma la Juve resta. E ne ho piene le palle perché orami hanno tolto la poesia. Tenetevi dieci, anche venti scudetti. Mandateci in serie B o in serie C ma io continuerò ad amare questa squadra. Si è esagerato. Su tutti i fronti. Dirigenti bianconeri, giornalismo sportivo, avversari. Ridatemi la poesia!
Ed ora concludo. Stamattina all’alba, dopo una lunga sosta da Alfio, dopo chiaccherate sparse e assonnate con gli amici e con tanti pensieri lievi in testa, son salito in macchina e guidando verso casa una canzone mi si accomodata in testa ed è stata un po’ come quando John Belushi in versione Blues Brothers ha visto la Luce. Eccovela qua, dedicata a tutti voi. Quelli che andranno a Benicassim, e quelli che andranno a San Francisco, ma anche a quelli che rimarranno a casa. Agli juventini, milanisti, interisti, leccesi, palermitani e longobardesi… a gestori irascibili ed incontrollabili, ad Alfio, a bariste gentili, ad amici, quelli vicini e a quelli più lontani, a mio cugino a Parigi, anche se non vuole più tornarsene a casa. Un po’ a tutti insomma. Bonne nuit
CHARLATANS "Love is the key"
I found you I turned you in to America I believe in you Telling you The kind of mind Running wild I will do it with you I will do it without you
Oh my, my, my come on dry your eyes Theres only one kind of mind who truly satisfies Love is the key I will sacrifice my soul to free you from misery
Love is the key
Come feed me Come feed me with your attitude Your lucky creature A lady The kind of mind Can truly satisfy I will do it with you I will do it without you
Oh my, my, my come on dry your eyes Theres only one kind of mind who truly satisfies Love is the key I will sacrifice my soul to free you from misery
Love is the key
I can feel with you Like a wandering star a hungry will get you One kind of mind Will truly satisfy Your lucky creature you! Miss you
I found you I turned you in to a miracle I believe in you Telling you
Oh my, my, my come on dry your eyes Theres only one kind of mind who truly satisfies Love is the key I will sacrifice my soul to free you from misery
Love is the key
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giovedì 11 maggio 2006
ore 14:44 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Bang bang youre dead!
Sto perdendo un po i conti... ma poco importa. Mentre mio cugino si sta godendo la lucida follia degli ultimi mesi di erasmus (una delle sensazioni più belle in vita!) noi lo aspettiamo girovagando dove capita, sempre pronti a goderci qualche spettacolo. Oramai tra concerti, festival, festini e dj set vari, lagenda di appuntamenti è piena sino a fine luglio. Siamo una generazione mondana. Questanno praticamente mi son fatto il secondo erasmus. Altro che Parigi. Ieri sera ancora emozioni con Calexico e Iron Wine al New Age tra lampi, tuoni e saette , riti e rituali pre e post concerto, con fratellini che arrivano con me ed altri che arrivano con più calma (per una volta sei tu a fare il ritardatario e non sempre io! ) e assieme pure ai due angeli custodi che mi hanno vegliato per i nove mesi pirotecnici passati lontano da casa due anni fa. Senza respiro anche domani, addirittura gli Arctic Monkeys al Vox, è già stato annunciato il sold out... e credo farà abbastanza caldo... Dimenticavo che cè pure stasera, esordio personale al Factory, dopo il concerto dei Catarrhal Noise (?!)... fa un po ridere, il terzo locale in via Bernina dove suono... la prossima volta voglio una festa al Mappaluna!!!
DIRTY PRETTY THINGS "bang bang youre dead
I knew all along That I was right at the start bout the seeds of the weeds That grew in your heart Self satisfaction for the factions Who formed to tear us apart Well I gave you the Midas touch Oh you turned round and scratched out my heart
Oh what did you expect? Oh tell me what did you expect? To lay it on my head So is it all upon my head?
Bang bang youre dead Oh Im so easily lead Bang bang youre dead Put all the rumours to bed Bang bang youre dead
I knew all along But I was loathe to believe There was nothing but spite Fury and lies Of the words that you weave An illusion to a conclusion And oh its oh so tawdry When you put it to bed Kick it in the head Oh wont they just let it be
Bang bang youre dead Always so easily lead Bang bang youre dead Put all the rumours to bed Bang bang youre dead
Oh what did you expect? Oh tell me what did you expect? To lay it on my head So is it all upon my head?
Bang bang youre dead Always so easily lead Bang bang youre dead Put all the rumours to bed Bang bang youre dead Bang bang bang bang youre dead
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