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NICK: SoundPark
SESSO: m
ETA': 26
CITTA': Macondo d'estate, Almayer d'inverno
COSA COMBINO: tante cose, forse troppe...
STATUS: single

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HO VISTO
cluny.


STO ASCOLTANDO
Beirut, Sigur Ros, Taken By Trees, St.Vincent, Emma Pollock, Elvis Perkins, Grimoon...


ABBIGLIAMENTO
del GIORNO
tinta unica, han finito le strisce


ORA VORREI TANTO...
castelli di sabbia e piste multipiano per le biglie...


IN QS PERIODO STO STUDIANDO...
come diventare grande


OGGI IL MIO UMORE E'...
bendadio


ORA VORREI TANTO...


ORA VORREI TANTO...


ORA VORREI TANTO...




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mercoledì 10 maggio 2006
ore 11:32
(categoria: "Vita Quotidiana")


I bet you look good on the dancefloor

Ieri sera dovevo tornare a casa presto. Ero stanco ed un po’ me lo ero promesso. Niente di più falso.
La VFC Connection colpisce ancora. Grazie Kais e grazie cugina Fra (and thank u Maby for the soundtrack).
Il prosecco è molto indie. Che bello.
enoncessadigirarelamiatestainmezzoalmare
Stasera ancora New Age, Calexico all’opera.


RADIOHEAD "Just"

can’t get the stink off,
he’s been hanging around for days.
comes like a comet,
suckered you but not your friends.
one day he’ll get to you,
teach you how to be a holy cow.

don’t get my sympathy hanging out the 15th floor.
you’ve changed the locks 3 times,
he still comes reeling through the door.
and soon he’ll get to you,
teach you how to get to purest hell.

you do it to yourself you do
and that’s what really hurts is
you do it to yourself just you,
you and no-one else
you do it to yourself.


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martedì 9 maggio 2006
ore 03:01
(categoria: "Musica e Canzoni")


Put the freaks up front

Tra mille concerti visti, vissuti e goduti questo aveva un sapore tutto speciale. Ne vorrei ancora tanto. E pazienza se non sono usciti per gli ultimi quattro pezzi. Conto di andarmeli a prendere in Spagna tra due mesi e mezzo. Giornata stupenda e come al solito compagni di viaggio stupendi. New Age pieno, carini i gruppi spalla, tanti amici in giro, fa piacere fra gli altri rivedere pure i Northpole, altro pezzo di cuore.
Lunga vita ai dEUS. Via con la carrellata.
Ah, Tom Barman è un genio...
















Canzone del giorno, velatamente autobiografica. Niente dEUS però, lasciamoli riposare, li ho già scomodati abbastanza.

NOTWIST "Pilot"

He’s living next the rails.
He can tell you things of different
cars and trains.
Now he’s trying the whole day
to switch off time by causing train-delay

Could be enough
if only he’s the pilot once a day.

Not a word to compensate.
Not a sentence to describe this
desperate state.
Not a picture to compare.
We step into a room of opaque air.

Could be enough
if only we are pilots once a day




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venerdì 5 maggio 2006
ore 14:34
(categoria: "Musica e Canzoni")


for half a second I thought I was dreaming

Ennesima catarsi collettiva. E da un po’ di anni che aspetto i dEUS. Un pezzo della mia gioventù domenica sera in concerto. Qua e la un po’ di stralci di vita vissuta...

1998 Suds & Soda
La si ballava al Vinile, all’epoca sempre pieno strapieno, un posto inimitabile per stile ed atmosfera, soprattutto una volta. Quel piccolo club segnava davvero ciò che era veramente figo; il dancefloor era piccolo, caldo e movimentato. E questa era una canzone che faceva i fuochi d’artificio!

And there’s always something in the air
but sometimes,
suds & soda mix OK with beer
can I
can I break your sentiment?



settembre 1999 Jigsaw You
Lieve, con quel giro di basso fatato e quasi impalpabile. Mi resta fissa nella testa l’immagine del paesaggio che appariva distorto, guardandolo attraverso il vetro appannato e pieno di pioggia della Clio Rossa del mio amico Pearl. Si era di ritorno dalla mia prima e unica Oktoberfest. Il giorno dopo cominciavo l’università. Ignaro di tutto quello che poi mi sarebbe successo.

Fifty six Falcon, across the old laundry, I tasted
jigsaw you. How I hate to see this wasted
I’m thinkin’ of
a parallel
These lines won’t cut
but all it takes
is finding some... way to weld.
Some way to weld



dicembre 1999 Hotellounge
Quasi Natale, correvo in giro con la vecchia e compianta Uno grigia, dove il mangia cassette mangiava per davvero le cassette! E di cassette ce n’erano sempre due, Marlene Kuntz "Il Vile", prevalentemente sul lato B e proprio i dEUS "Worst Case Scenario".
Era l’ultima volta con i capelli rasati. Quanto freddo. E il cuore che fa bum bum per questa canzone. Anche oggi, ma per altri motivi.

Cause it’s so hard
to keep the dream alive
And if it all comes down to this
how will...



agosto 2000 Right as rain
Sempre in giro per l’Europa, stavolta a Digione, sempre in Clio Rossa, sempre col Pearl. Stavamo lasciando il campeggio, diretti verso Parigi, tristemente salutavamo le amiche olandesi sotto il sole cocente di mezzogiorno. Nell’autoradio girava questa canzone crepuscolare. Emozioni variegate.
La cosa bella è che il giorno dopo si sarebbe ripetuta la stessa scena alla stessa ora con gli stessi protagonisti. Non chiedetemi il perchè.

Tombstone and the damage done
how beautiful the poetry
how beautiful the prose
This is where the story ends
and this is where it goes
It just turned into an alibi for a song



agosto 2001 The magic hour
L’ora magica. Quella del tramonto, ma non proprio. E’ quando non è più giorno, ma non è ancora notte. In macchina (un’altra volta!), cambiano i luoghi, i compagni di viaggio, e appunto la machina, stavolta la Clio l’abbiamo lasciata a casa. Eravamo in superstrada sopra ad una collina, a pochi chilometri da Aguadulce, nel sud della Spagna e sulle spalle portavamo il peso di giorni intensi di viaggio e divertimento. Girando lo sguardo a sinistra, giù in basso, la spiaggia ed un mare mirabile ed irripetibile.
Ed il giorno prima ad Alicante avevo conosciuto una certa Laura, che faceva la mia stessa facoltà proprio a Padova e che il mese dopo mi avrebbe presentato la sua coinquilina e compagna di corso... una certa Alessia...

I had a plan, was all made up,
as good it was then the magic hour seemed to be fading.
’Cause lady and I we could not stop
as cool as a sigh, as murderous as something you say.



dicembre 2001 Sister dew
Ancora al Vinile. Stavolta facevo il dj, ed era giusto la fine della prima SoundPark night ufficiale della storia, ballavo in pista questo gioiello con Alessandra, e giusto qualche mese prima proprio questa canzone era l’apertura di una compilation in una cassettina, regalata a lei che partiva per l’Erasmus.

All around us there were people screaming
For half a second I thought I was dreaming
my baby looked at me her eyes were beaming,
I walked away.



Mi fermo qui. Sarei ancora più prolisso ed un po’ troppo hornbyano...

In più, documento fotografico... la famosa Clio che quella volta ci ha portato fino ad Amsterdam...



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martedì 2 maggio 2006
ore 14:03
(categoria: "Vita Quotidiana")


Like spinning plates

Raccolgo i cocci di un weekend lungo, frantumato sparsamente in testa. Cerco di farne un mucchietto. L’ordine temporale è un optional. Di questi tempi siamo tutti un po’ postmoderni.

Vincenzo e i Villani sono esileranti, le magliette e le spillette tanto stilose, ho poche virtù ma tanti vizi, balli in pista che non finiscono mai, dj set al Banale che non finiscono mai, toccata e fuga al Pachuca (ohhh i ricordi!), una colazione lieve, dolce e soffusa, pranzi in autogrill, cene disperse in mezzo alle colline. Palloni che entrano e palloni che escono, braccia al cielo e cinque alti, ragazzine che corrono, allenatori che si incazzano, pubblico che applaude. Vicecampioni regionali. Delirio pre estivo da troppi concerti (ho perso il conto). Dormire ad orari improbabili. Canzoni che ti si adagiano in testa. Cugini e cugine. Parole non dette e parole di troppo. Sospiri.
Playlist di inizio maggio, dieci come al solito. Cercherò di fare sintesi come il miglior Paolo Ziliani.

SHOUT OUT LOUDS "very loud"
un bacio dato a chi se ne va via per un po’...

RACONTEURS "steady as she goes"
suona tanto bene sul dancefloor

DIRTY PRETTY THINGS "bang bang you’re dead"
come sopra... e vorrei un po’ di Londra

dEUS "the ideal crash"
li aspetto, li voglio, tanti anni tutti in una sera

THE CHALETS "no style"
no style, questo è stile, stilosissimi!

MORRISEY "you have killed me"
si si canzone che uccide, benicassim coming soon

PORTISHEAD "ballade de melody nelson"
una tra le loro mille perle... però qui c’è pure un bel po’ di french touch

SCISMA "l’equlibrio"
trascendendo l’aria... quei tempi, che tempi...

BLUR "sing"
lirismo brit pop, ancora Londra!!!

RADIOHEAD "like spinning plates"
in versione live, rigorosamente... da lacrime e urla

Why do we play these foolish games?
Only consolations
You feed me to the lions
I didn’t need at all

And this just feels like spinning plates
I’m living in cloud cuckoo land
And this just feels like spinning plates
My body is floating down the muddy river





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giovedì 27 aprile 2006
ore 03:29
(categoria: "Vita Quotidiana")


Mettete i fiori nei vostri cannoni

porcaputtana. proprio un bel casino postare a ste ore di notte, dopo una giornata al solito pienapienapiena. tutte belle cose per fortuna, a partire da un delizioso pranzo in ottima compagnia...
proprio vero, cito una frase scritta da qualcun altro poco fa... Serate del genere, dovrebbero non finire mai.
salvo andarsene a letto ad una certa ora, perchè proprio non si sta più in piedi.
comunque, gita infrasettimanale a bologna. i partecipanti (in ordine di provvisorio piazzamento in campionato): uno juventino, un milanista ed un interista (da stasera tutti fuori dall’europa...). al covo un concerto da applausi, a dir poco, Architecture in Helsinki, otto ragazzi australiani, sbilenchi ed obliqui, tanto semplici quanto sperimentali, un po’ folk ed un po’ no... come dire degli anarco freak , e cito al volo un’altra cosa che ho letto su di loro e che mi ha fatto un sacco sorridere... mettono i fiori dentro i loro cannoni...
un concerto che è volato, un viaggio che non è pesato, una cena da ricordare ... e da ripetere al più presto, ma soprattutto l’amicizia che regna sovrana!
ora penso già ai prossimi appuntamenti mondani. tanti concerti. voglioideus!!!
qui di seguito una rapida carrellata del festone dell’altra sera... giusto per confondere un po’ le cose.
più sotto ancora la canzone del momento, piccola perla... ascoltata per telefono giovedi sera dal vivo, addirittura da santiago de compostela... tra qualche mese ce la godremo direttamente a benicassim.
nel frattempo, bonne nuit à tout le monde...
















NADA SURF "Inside of love"

watching terrible tv
it kills all thought
getting spacier than
an astronaut
making out with people
i hardly know or like
i can’t believe what i do
late at night
i wanna know what it’s like
on the inside of love
i’m standing at the gates
i see the beauty above
only when we get to see
the aerial view
will the patterns show
we all know what to do
i know the last page so well
i can’t see the first
so i just don’t start
it’s getting worse
i can’t find my way in
i try again and again
i’m on the outside of love
always under or above
must be a different view
to be a me with a you
of course i’ll be alright
i just had a bad night


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lunedì 24 aprile 2006
ore 14:12
(categoria: "Vita Quotidiana")


Ventiquattro aprile

E stasera chissà. Dicono saremo in tanti e pare che anche il tempo ci sorrida. Io spero solo sia festa...
Oggi, 24 Aprile. E’ una data particolare, perchè più o meno involontariamente mi vengono in mente strane coincidenze.
Dieci anni fa precisi. Capello lungo, l’apparecchio per i denti, giubbetto militare, non propriamente un fiore.
Ero appena tornato da una gita scolastica ad Arezzo e Sansepolcro con tanto di notte in bianco, deliri notturni e giochi strani negli armadi... come da copione per una scolaresca di seconda superiore. Una volta a casa il tempo di disfare la valigia e passa mio cugino con la sua indimenticabile Ritmo bianca e poi via al Kabarà, una discoteca di quelle grezzissime che però nell’occasione ospitava la festa di tutte le scuole di Cittadella. Nella sala più piccola del locale c’era tale dj Mike (o dj Red, a seconda della stagione). Delirio.
Fu la mia prima serata rock, o serata alternativa che dir si voglia, la prima volta insomma che in una discoteca sentivo musica rock, quella che ascoltavo d’abitudine in camera mia. Fu un deflagrare continuo di Rage Against the Machine, Red Hot Chili Peppers (quelli veri, vecchi e sporchi), Nirvana, Smashing Pumpkins, Stone Temple Pilots, Pearl Jam, Beastie Boys, Downset, Dog eat Dog... che tempi, che energia! Per la prima volta avevo passato 48 ore filate di lucidissima follia, avevo cominciato a scoprire un po’ di più come girava il mondo. Di lì in poi mille altre storie di musica, concerti, clubs e serate elettriche... pochi mesi dopo mettevo piede al Vinile, e poco dopo ancora a Jesolo al Soundgarden, e col tempo nell’indimenticabile Puta’s del Cavallino, e al Magic Bus, un giorno arrivò il Banale (e non avrei mai pensato che sarebbe stato un così lungo amore)... e poi diventammo dj per caso e girovaghi del divertimento, quasi fosse un circo continuo... e poi Camden, ed il Razzmatazz di Barcellona, il Paradiso di Amsterdam ed il Floride di Nantes... troppe storie da raccontare, fermiamoci qui.
Anzi, una sola me la concedo. Sempre il 24 Aprile, ma di quattro anni fa.
Vinile a Rosà, Donna L e Solaria in concerto. Fu la prima SoundPark night che fece il tutto esaurito, con il padrone del locale all’ingresso a bloccare la gente che non poteva entrare. Tra un concerto e l’altro suonai per sbaglio Nutshell , prima si levò un brusio tra la folla distratta e poi un applauso. Il grande Layne Staley, leader degli Alice in Chains, era stato trovato morto giusto quattro giorni prima.
Fu uno dei primi istanti in cui mi accorsi dell’immaginario immenso che la muisca è in grado di costruire e di tutti i sentimenti che riesce a smuovere. Pelle d’oca.
Ora basta per davvero con le parole. Fatevi belli, ci si vede stasera.




ALICE IN CHAINS "Nutshell"

We chase misprinted lies
We face the path of time
And yet I fight, and yet I fight
This battle all alone
No one to cry to
No place to call home

My gift of self is raped
My privacy is raked
And yet I find, yet I find
Repeating in my head
If I can’t be my own
I’d feel better dead



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venerdì 21 aprile 2006
ore 14:10
(categoria: "Musica e Canzoni")


Stasera

WAH WAH LIVE a Mestre
dalle 22 alle 4
Ospiti sul palco del TaG ci saranno i
NIMM
indierock da Portogruaro

a seguire due dj si sfideranno a colpi di mortaio...



Poi domani al Banale, poi domenica al Vizio di Castelfranco, poi lunedi al Badia, poi martedi... buonanotte... e mercoledi? Infadels al New Age o Architecture in Helsinki a Bologna? Boh...
Buon weekend a tutti, siate felici e divertitevi, più o meno coscienziosamente...


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giovedì 20 aprile 2006
ore 13:56
(categoria: "Vita Quotidiana")


Addirittura...

Non sapevo se postarlo o meno, poi va ben l’ho fatto, ma prendetela con le pinze...
Estratto dal Corriere del Veneto di martedi scorso... dall’articolo "Total Request Live, in maggio Mtv sbarca a Padova"...

Questa è Mtv, una realtà mondiale: "La sua crescita vertiginosa ha contribuito a creare una sorta di linguaggio universale per l’interà gioventù, - spiega il dottor Alberto Antonello, studioso padovano di tendenze giovanili, con un’esperienza a Mtv Uk - plasmato sull’effetto senza frontiere della musica e mediato dal più potente mezzo della nostra epoca, la tv"

Comunque sia, abbandoniamo i toni aulici ed accademici, per arrivare a quelli bucolici... lunedi prossimo al Badia superfestone di Spritz.it, dobbiamo fare un sacco di casino, mi raccomando!


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martedì 18 aprile 2006
ore 00:53
(categoria: "Vita Quotidiana")


Magicomondo

Weekend lungo lunghissimo. Il tempo è un treno che passa. Ciuf ciuf, sta correndo un po’ troppo. Ma non posso certo lamentarmi di tanto splendore. I sorrisi degli amici, musiche variegate dappertutto e la pancia decisamente piena. Oltre al pensiero dell’estate e delle nostre avventure. Quasi impossibile star dietro allo scorrere degli eventi. Ci provo sparsamente.
Il primo squarcio di luce del fine settimana me l’hanno regalato i Pornopilots, che energia in soli venti minuti, can’t stop my rock and roll anymore !!! Contento di aver visto finalmente gli Iena! Sabato nel primo pomeriggio ho messo a posto i cd, le cuffie nel sacchetto rosso e via... prima puntata al Rivolta per il festival, un po’ di belle cose qua e la e poi si scappa per la solita serata al Banale, piena di siparietti divertenti, mio fratello Momo mi ha fregato tre volte in un’ora (record?). Domenica risveglio sbilenco, pranzo di pasqua in un centro città surreale con un delizioso sushi e poi ancora Rivolta. Dodici ore filate in quel posto sono travianti ma piuttosto spassose!!! Vino Barbarano come piovesse, patatine a go go, tanta gente, tanti gruppi su più palchi, mille volti felici. La testa che scoppia di cose. Minchia quando è partita Kalashnikov nel cortiletto d’entrata è successo il finimondo, che momento catartico, sembrava di stare un film di Kusturica!
Finale di serata coi fiocchi, io e Checco in consolle a sparare un pezzo a testa fino a mattina, è una di quelle rare volte in cui avviene la scossa, un processo di empatia tutto particolare tra il dj, la musica, il pubblico e l’ambiente. Non penso abbiamo sbagliato di un millimetro, affermazione pretenziosa, ma accade davvero raramente. Epica Suds & Soda come chiusura. Tutti a casa.
Gran finale poi con la special edition del Momostock versione pasquetta, abbuffata di carne e vino buon ma soprattutto il calore degli amici e ed il tepore di una primavera avvenente.
Distensioni notturne con i Gotan Project, un po’ di tango per risciaquare la testa.


ARCADE FIRE Neighborhood #1 (Tunnels)

And if the snow buries my,
my neighborhood.
And if my parents are crying
then I’ll dig a tunnel
from my window to yours,
yeah a tunnel from my window to yours.
You climb out the chimney
and meet me in the middle,
the middle of town.
And since there’s no one else around,
we let our hair grow long
and forget all we used to know,
then our skin gets thicker
from living out in the snow.

You change all the lead
sleepin’ in my head,
as the day grows dim
I hear you sing a golden hymn.

Then we tried to name our babies,
but we forgot all the names that,
the names we used to know.
But sometimes, we remember our bedrooms,
and our parent’s bedrooms,
and the bedrooms of our friends.
Then we think of our parents,
well what ever happened to them?!

You change all the lead
sleepin’ in my head to gold,
as the day grows dim,
I hear you sing a golden hymn,
the song I’ve been trying to say.

Purify the colors, purify my mind.
Purify the colors, purify my mind,
and spread the ashes of the colors
over this heart of mine!


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giovedì 13 aprile 2006
ore 15:08
(categoria: "Vita Quotidiana")


Lieve

Ieri ero in un paesino disperso della provincia trevigiana.
Sotto un tendone con luci soffuse circa centocinquanta persone.
Sopra un piccolo palco addobbato Cristiano Godano dei Marlene Kuntz, invitato per l’occasione a parlare, dialogare, divagare.
Sapevo bene che sarebbero state smosse un sacco di cose, e così è stato.
Il pubblico era tutto rapito, l’atmosfera da salotto, ricordi e suggestioni a go-go, sul palco Cristiano era spalleggiato Ricky Bizzarro dei Radiofiera (il moderatore della serata), nel frattempo i due trincavano del buon raboso, tra il pubblico la stessa dinamica. In un preciso istante ho avuto una netta sensazione: tutti ciucchi, sopra e sotto il palco.
In quel momento ho deciso che potevo anche degnarmi di parlare. Mi hanno dato il microfono e Godano mi ha salutato, aggiungendo “a proposito di poeti, eccone un altro” . Non sono un poeta, ma in quel momento volevo tirarmela tantissimo.
Mi son messo a parlare al microfono ed in un lampo di lucidità improvviso mi sono accorto che stavo parlando troppo, così ho smesso. Volevo dire solo due cose, delle quali mi sono puntualmente dimenticato, divagando benissimo su altre.
Ceduto il microfono, è partito un applauso e il tipo dietro di me mi ha battuto la spalla… non so cosa ho detto di strano, sarà che in clima elettorale siamo tutti più sensibili.
Serata fina ad ore tarde tra bicchieri di rosso, strette di mano e baci della buonanotte.
Questa è Lieve.

Forse, davvero, ci piace, si ci piace di più
oltrepassare in volo, in volo più in là

Meglio del perdersi in fondo all’immobile
Meglio del sentirsi forti nel labile.

Forse, sicuro, è il bene più radioso che c’è
Lieve svenire per sempre persi dentro di noi

Meglio del perdersi in fondo all’immobile
Meglio del sentirsi forti nel labile.

Forse, davvero, ci piace, si ci piace di più


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