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Spruatz
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yepaaaahhhhh!
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ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...

PARANOIE
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MERAVIGLIE
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mercoledì 14 luglio 2004
ore 08:50 (categoria:
"Musica e Canzoni")
Per caso ieri sera sono andato a vedere la Piccola Bottega Baltazar al Pedrocchi. Sono rimasto folgorato. Era parecchio che non mi emozionavo durante un concerto. Tra l'altro i musicisti hanno potuto usufruire del pianoforte a coda che fa parte della dotazione dell'antico caffè. Il pianoforte a coda ha il potere di farmi andar via con i pensieri. Bravissimi questi ragazzi, se avete l'occasione di andarli a sentire non perdetela, ne rimarrete estasiati. Il genere della loro musica è un folk cantautorale. I testi sono molto godibili, ironici e profondi. Diamo ossigeno a questi artisti di nicchia che troppe volte vengono ignorati 
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martedì 13 luglio 2004
ore 14:13 (categoria:
"Riflessioni")
Tutte a me...
maliss, durante una delle frequenti ciacolate che ci facciamo, mi ha fatto venire in mente una cosa che è successa ieri. Però parto un po’ dal distante. Sono sempre stato convinto che in una precedente e molto recente vita ero un militare SS; me lo rivelano tanti particolari della mia vita, io adesso sto rivivendo per purificare la mia anima da tutte le malvagità che ho commesso. Ammetto di essere un tantino omòfobo e non vedo di buon occhio gli zingari e i venditori ambulanti. Però me ne capitano di tutti i colori con i suddetti soggetti e alla fine mi ritrovo che le persone più simpatiche e che stimo pure, sono proprio loro. Ieri ad esempio mi sono fermato a fare la spesa e mentre girovagavo per le corsie col mio carrello (non trovo mai nulla al primo colpo…) mi sento battere una spalla ehi Steff, anche tu qui, fare spesa come me?, era un collega del Marocco. Aveva un sacco di robe in mano e non aveva nè cestino, né carrello… allora che fa? Ne approfitta e li carica sul mio. Della serie, ha caricato un robot da cucina, un aggeggio infernale per fare i popcorn, n-mila litri di birra, succhi, bibite (ma i musulmani non si astengono dall’alcool…?) pane, uova, frutta, verdura, insomma chea mona de so mare non riuscivo più a piroettare per le corsie. Mi sembrava di essere uno sherpa nepalese. Il bello è che la mia spesa non ci stava più e lui facendo finta da pomi, continuava ad aggiungere. L’avrei strozzato! Però in fondo è un bravo ragazzo… Sul più bello che sto scegliendo i formaggi sento un saluto con voce un po’, diciamo… strana… quasi alterata… mi giro e chi è? Una nota trans padovana che allieta gli avventori di un ristorante con la sua voce gaudiosa(!), melodiosa(!!) e intonata(!!!) dedicandosi al karaoke. Mi saluta cordialmente e mi invita all’ultima serata del locale prima della pausa estiva. La gente intanto inizia a guardarmi; lei (o lui a seconda del lato dal quale la guardate) è insieme a due personaggi da raccomandazione. Uno è calvo con i capelli lunghi dietro, raccolti in un codino e sta scegliendo il formaggio insieme ad un altro busone. Impossibile non notare l’allegra compagnia e io in quell’istante sono con loro… Il mio collega nel mentre inizia a scrutarci con fare sospetto e appena si allontanano attacca che era quelo? quelo omo o dona? Io avere dubio sissì, dubio, su di me o su di loro? Stamattina al lavoro il bastardo ha già raccontato tutto. Da oggi mi guardano in maniera un po’ diversa. Il problema è che c’è anche un operaio turco e i turchi si sa come sono… A I U T O!!!!!
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lunedì 12 luglio 2004
ore 09:57 (categoria:
"Riflessioni")
Già è lunedì, già si è dormito poco, già ho una fame terribile, già mi hanno scassato i maroni in venticinque, poi guardo fuori e... ditemi che non è un incubo... mi sembra di essere a ottobre. La temperatura e la pioggia me lo fanno ricordare in maniera assurda. Che tristezza  L'estate 2004 non è ancora iniziata
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venerdì 9 luglio 2004
ore 14:32 (categoria:
"Pensieri")
Riaffiorano i ricordi 2
 Prima stavo ciacolando con la sgnaruz e mi è riaffiorato un altro ricordo della scuola di vela… ci è venuto da ridere e allora ho deciso di raccontarlo. La skipper-maestra furiosa decide di salpare dalla rada alle cinque del mattino, pazza pensiamo noi, però poi veniamo a sapere che lei adora navigare quando sta albeggiando. Ma dico io, saranno anche cazzi tuoi, perché ci devi mettere in mezzo? Che io mi sono svegliato alle cinque solo quella volta che stavo per pisciarmi addosso a letto! Invece no, il comandate è lei e allora si salpa a quell’ora. Io, la sgna e la giulietta ce ne sbattiamo; chi gli zebedei (io), chi le tette (la sgna) e chi le palle degli occhi (la giulietta). Io dormo praticamente abbracciato al motore, un fantomatico Volvo Penta tre cilindri che emette un rumorino di sottofondo che alla Fincantieri avrebbero già chiamato i sindacalisti. Si perché si va a motore in quanto al mattino presto è molto improbabile trovare vento. Ma io sono più stanco del Volvo Penta e lo ignoro accuratamente. Poi verso le nove decido di alzarmi, lavicchiarmi un po’ ed espletare in cesso di prua (quello largo…) come vuole il nostro signore, cioè senza fretta e con un buon libro (non avevo i depliant dell’Auchan da leggere…). Son lì bello e rilassato godendo fisicamente e mentalmente, quando sento all’improvviso che si spegne il motore. Lì per lì faccio due pensieri, il primo è che finalmente c’è vento e allora s’inizia a veleggiare, però devo muovermi nella mia operazione altrimenti mi troverò piegato di lato e il compito diventerà difficile e scomodo da portare a termine, il secondo è che ci sono venuti di nuovo a trovare i delfini e lì mi dispiace perché lo spettacolo è unico ed emozionante. Sento un po’ di vociare, cavolo, sono i delfini, stavolta me li perdo, ci saranno altre occasioni spero. Finisco con calma, mi lavo, mi stiro, metto il libro sottobraccio ed esco. Questa è la scena che mi si presenta agli occhi. In sottocoperta sembra sia esplosa una molotov, c’è casino dappertutto, un fumo e un odore pazzeschi. La sgna e la giulietta con gli occhi a mezz’asta frutto di un risveglio un po’ traumatico sono davanti alla scaletta d’uscita che non c’è più. Io dico che puzza! E che fumo!, la skipper si gira, strabuzza gli occhi guardandomi e mi urla (con la sua marcata erre moscia) e tu dov’evi? Non hai sentito l’ovdine di abbandonave il sottocopevta?. Ma scusa… siamo in otto, non un gran numero, cazzo, fai la conta di quanti siamo, non penso sia difficile, dove pensavi fossi? a comprare il pane? Robe che mi tocca fare la fine del topo per una sana ca..ta! Com’è finita? Nella vita di ogni giorno la skipper donna è biologa marina, lo skipper uomo è un sociologo, la sgna istruisce i lavoratori, la giulietta beve e commercia la preziosa birra, toto studia la mia ignoranza da mattina a sera, la valè lotta contro l’inquinamento e io? Io mi sono sporcato di olio e grasso facendo però ripartire il malefico Volvo Penta (sgna abbi pietà di me…) mentre il resto dell’equipaggio faceva lo struscio a Saint Tropez.
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venerdì 9 luglio 2004
ore 10:41 (categoria:
"Riflessioni")
Che libri leggi?
Ma a voi non danno noia gli “emissari” del Club degli Editori che si mettono davanti alla Mondadori o al Canton del Gallo? Vi giuro che non li sopporto più! Mi vedono praticamente ogni giorno che parcheggio la moto lì davanti e sempre mi fanno la stessa domanda “Scusi, che libri legge?” e poi giù che vogliono farti la tessera. Che libri leggo? Una volta gli ho detto che leggo solamente i depliants degli ipermercati mentre espleto i miei bisogni fisiologici. Mi hanno guardato male… Che c’è di strano? Io leggo quelli, c’è chi sceglie di fare le parole crociate, chi s’impara a memoria le istruzioni della lavatrice e chi, in assenza improvvisa del libro e quindi con mancata ispirazione, si arrabatta a leggere le modalità d’uso del Vernel (diventano dei geni del bucato!). Ogni tanto telefono a Toto, con somma soddisfazione del medesimo quando glielo rivelo. Insomma, mi hanno proprio rotto i cocomeri! Devo escogitare qualcosa, ma cosa?
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mercoledì 7 luglio 2004
ore 14:34 (categoria:
"Riflessioni")
Ne parlo in punta di piedi perché ho già notato che entrare in certi argomenti solleva un polverone mostruoso… lunedì sono andato ad una conferenza che trattava la reincarnazione. Eravamo in molti e la stanzetta quasi non ci conteneva tutti. La relatrice mi ha fatto un’ottima impressione e la serata mi ha dato sicuramente molte conferme di ciò che pensavo. Ebbene, qui non c’entra il fatto di credere o non credere alla reincarnazione. Io non mi ritengo uno che crede. Mi ritengo uno che gode del fatto di sapere che ho già vissuto tante vite e che tante ne vivrò ancora. Io le mie esperienze le ho fatte e per questo sono andato alla conferenza, per capirci di più. Da lunedì sono ancora più felice di sapere quello che sono, quello che sono stato e quello che sarò. Troppo bello!
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mercoledì 7 luglio 2004
ore 12:11 (categoria:
"Riflessioni")
La nostra madre terra
Prendo spunto da una cosa che mi capita praticamente tutti i giorni e cioè l’alterco quotidiano con il camionaro di turno. Arrivano in azienda a caricare la merce e si fermano davanti alla finestra del mio ufficio per ritirare il documento di trasporto. Fanno tutta la trafila tenendo sempre il camiaccio acceso. E via di gran, gran, gran, gran, gran che già quello mi da fastidio però il problema più grave è che tutti i loro stramaledetti fumi di scarico entrano dentro l’ufficio. E’ una cosa insopportabile, come quando arranchi per la salita di Teolo in bicicletta e nell’attimo di sputare un polmone dalla fatica lo sputi realmente perché la corriera ti sorpassa nascondendoti in una nuvola di fumo nero. Lo so, morirò di questa cosa è una mia fissa. Allora esco fuori e chiedo gentilmente di spegnere il cabinato e il camionaro mi dice che tanto va subito via. Ma zio chen, xe da un quarto d’ora che te me infumeghi!!!! Se penso che quel camion resta acceso dalle sette della mattina alle otto di sera ininterrottamente e se faccio il conto che di camiacci in giro per strada che ne sono n-mila, per non parlare che in azienda da me è un andirivieni di questi bestioni… povero nostro mondo, ti facciamo un male incredibile in nome della produttività. Mi torna in mente una canzone degli Estra del sempre lucido Giulio “Estremo” Casale, ve la riporto perché merita, parla della nostra madre terra. Ma noi che facciamo per lei? Io poco e voi?
SURRISCALDANDO MIA MADRE
(G. Casale - E. Bassan/G. Casale/N. Ghedin/A. Salvadori)
Lei vibra, lei vira Delitto quasi geniale...
Delitto in prima mondiale, deliro ignobile
Lei muta, lei suda Debutta l'uomo finale...
Surriscaldando mia madre, lucrando fino a che... Surriscaldando e sfiancando lei Lucrando fino a che, lucrando fino a che...muore Hai strane idee Hai strane idee
Sei madre, sei pane Ci potrai mai perdonare?
Lei giace, lei tace Debutta l'uomo finale
Surriscaldando mia madre, lucrando fino a che... Surriscaldando e sfiancando lei Lucrando fino a che, lucrando fino a che...muore Hai strane idee Hai strane idee Hai strane idee Hai strane idee Idee, idee? Idee? Idee
Io la trovo bellissima
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lunedì 5 luglio 2004
ore 14:00 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Ho passato un magico uicchend! Era da moltissimo che non vedevo l’alba, credo fosse l’agosto dell’anno scorso quando guidavo la macchina in compagnia di tre donne addormentate per le strade bastarde della Croazia. Lì è stato un incubo, sabato è stato uno spettacolo. Da dove inizio? Dal fatto che dopo una vita che non suonavo dal vivo mi è stata data la possibilità di farlo? Che avevo una voglia pazzesca di suonare? Il posto era bellissimo, in campagna, gli ombrelloni, i tavoli e noi sotto ad un cedro del Libano di almeno sessant’anni. Veramente una magica atmosfera. Poi c’era un catering favoloso, una quantità indefinita di abbeveraggio e molte ma molte donne… Che dire, abbiamo suonato abbastanza bene e ricevuto molti complimenti, credo sinceri. Il più bello? Quello dell’aretino, come spesso d’altronde, i tuoi due compagni sono bravissimi, ma tu sei l’anima di questo gruppo, che bello mi ha capito fino in fondo, è proprio quello che voglio trasmettere. Poi sono iniziate le danze, ‘na meravillia! Non ho mai visto una festa alla quale tutti, ma proprio tutti, sono usciti ubriacati. Ad un certo punto mi sono trovato in mezzo a tre donne che continuavano a strusciarsi su di me, per cinque minuti mi sono sentito Ricky Martin, una bella sensazione ve l’assicuro. Memorabile la sgna che scarta i pacchettini dei regali. Ha ricevuto anche una cosa che io credevo fosse uno spinnaker ed in realtà era un reggiseno… Alle quattro ero fatto come un caco, ho aspettato un po’ nella speranza che mi passasse poi ho preso la minimacchina e me ne sono tornato a casa. All’altezza di Limena avevo gli occhi come un lemure in calore e una crepa che mi attraversava da capo a piedi. In quel momento avrei baciato alla francese anche la Linda (noto transex che allieta le notti padovane ndr) pur di avere un letto in istantanea. Invece con il coraggio che ha contraddistinto Messner a scalare quattordici ottomila e la stessa forza di volontà (…) di Veronica Lario per sposarsi (e trombarsi aaaarghhh) il nostro caro Silviotto, sono arrivato a casa zigzagando in mezzo a un turbine di merli (i bastardi fischiatori che ci svegliano al mattino…). Salvo e mezzo sano, ma con il sorriso stampato in faccia.

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venerdì 2 luglio 2004
ore 12:12 (categoria:
"Fotografia e arte..")
Pare che a settembre si riuscirà a prendere questa patente della barca. Speriamo bene, intanto me la rido...
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giovedì 1 luglio 2004
ore 16:31 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Mia nipote
La mia adorabile nipote (ovviamente per me è la più bella del mondo) un giorno viene a casa da scuola e segretamente mi racconta di aver trovato un bigliettino nella tasca del giubbetto. Sai zio, ho trovato questo bigliettino in tasca che dice “quando vedo i tuoi bellissimi occhi, il mio cuore scoppia dall’emozione e mi piacerebbe conoscerti ma non ho il coraggio di parlarti” e poi il nome del tipo. Premetto che all’epoca faceva la terza media. Al momento sto per scoppiare a ridere, ma forse non è il caso. Mi piace troppo questo suo fidarsi di me. Allora le dico ”Simpatico questo qui, non ha coraggio di venirti a conoscere e allora passa a te l’incarico. Ma almeno hai capito chi è?” e lei Scherzi? So benissimo chi è! E’ il più figo della scuola, tutte gli muoiono dietro!. Cavolo, mi sento lusingato da questa cosa, mia sorella e soprattutto mio cognato lo sarebbero un po’ meno , però io sono fiero di quella ragazzina e allora? cosa pensi? e lei cosa penso? Penso che in un momento di mona ha sbagliato giubbetto!. Cosa devo dire, forse che un po’ mi assomiglia?
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