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Un cappello pieno di ciliege di Oriana Fallaci

HO VISTO

tante cose, ma ne vedrò ancora molte...

STO ASCOLTANDO

l’assordante rumore del silenzio

ABBIGLIAMENTO del GIORNO

abbigliamento del giorno? noooooo

ORA VORREI TANTO...

entrare in un acquario e capire come ci si sente ad essere un pesce rosso

STO STUDIANDO...

al primo anno di Psicologia Clinica

OGGI IL MIO UMORE E'...

...altalenante come al solito...

ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


1) quanta cioccolata posso mangiare oggi per non essere depressa domani??

MERAVIGLIE


1) guardare negl'occhi una persona a cui vuoi bene e capire tutto al volo senza bisogno di parole...
2) mettere le mani attorno ad una tazza di cioccolata calda con panna in pieno inverno


Parlare di sè stessi è come parlare dei propri prodotti... Voi credete a tutta la pubblicità che vedete?!?!?!
[M.J.W.]


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domenica 20 maggio 2012 - ore 18:47


dobbiamo bere ancora insieme tu ed io, ma dove sei stanotte amore mio?
(categoria: " Vita Quotidiana ")


I tuoi quattro assi,
bada bene,
di un colore solo
li puoi nascondere o giocare con chi vuoi.

[De Gregori]


Prendi un fiammifero per accendere tutte le parole -mie e tue-. Fanne cenere e falle volare via: lontano -da te e da me-.
Lascia che restiamo, per una volta, senza voce e senza bugie.
Senza promesse da non saper mantenere.


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sabato 19 maggio 2012 - ore 20:52


apri l’ombrello che piove.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Chiedo scusa e permesso per quelle parole che vorrei sentire.
Per quelle frasi dalle punte arrontodate -chenessunosifacciamalemiraccomando-.
Per quelle frasi con le protezioni agli spigoli -chequalcosachetoccac’èsempre-.
Per quelle frasi liquide ma col boccaglio in bocca -chenonsisamaicheunoc’affoghidentro-.

Chiedo scusa e permesso.
Perchè a volte anticipo.
Perchè a volte non aspetto.
Perchè a volte non dò il tempo.



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sabato 19 maggio 2012 - ore 15:46


Erano ragazzini che andavano a scuola.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


L’impegno dello Stato nella lotta alla criminalità organizzata è emotivo, episodico, fluttuante. Motivato solo dall’impressione suscitata da un dato crimine o dall’effetto che una particolare iniziativa governativa può suscitare sull’opinione pubblica.
[Giovanni Falcone]


E chi consolerà il pianto dei genitori le cui figlie saltano in aria mentre sono a scuola?
Chi pagherà per questo?
Saranno tante le parole di circostanza che usciranno dalle bocche di giornalisti insensibili, guidati unicamente dalla ricerca di un dolore da show, di una mercificazione della sofferenza, di primi piani con lacrime e urla e possibilmente di riprese con vista sul morto.
Saranno troppi i visi dispiaciuti di politici coinvolti in processi a carattere mafioso che si sprecheranno in false e preconfezionate partecipazioni di vicinanza alle famiglie.
Saranno rumorosamente carichi di vergogna e infamia i silenzi di chi sa e non parlerà.
Saranno carichi di maledizioni i giorni di chi, indirettamente o meno, ha partecipato ad un gesto così vile e orrendo.
Saranno umiliate e sporche le coscienze di quelli che si arricchiranno con questo avvenimento.
Saranno soldi sprecato quelli degli stipendi di chi non si adopererà per sfruttare il proprio potere e le proprie conoscenze e, seppur nell’ignavia, favorirà questo genere di crimini.
Saranno dimenticati i volti dei ragazzini coinvolti.

Il nostro Paese, in un modo o nell’altro, sa sempre come ricordarci che i giovani non valgono niente, che i giovani possono benissimo diventare carne al macello.
Ci son sempre cose più importanti a cui pensare.

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venerdì 18 maggio 2012 - ore 20:25


impronte digitali su chiavi arruginite
(categoria: " Vita Quotidiana ")


L’interrogativo ha la forma
di una chiave che entra
nelle porte dei dubbi più sinceri
e ti trascina dentro come un buco nero
Sai -- quale fermata
Sai -- se è già passata
Sei -- passeggero di un destino che non ti appartiene ma

[Marta sui tubi]


Sono talmente disordinata che son riuscita a perdermi anche la chiave del destino. Oddio, sarebbe più corretto dire che l’ho buttata nel cesso tirando pure lo sciacquone, ma era meno poetico.
Mancano 9 giorni all’iscrizione e non sono sicura di molte cose. Anzitutto se mi fanno entrare o meno. Poi se trovo un posto per dormire. Se sono davvero convinta di voler partire sola. Se mi prenderà la paranoia timidoide e non riuscirò a parlare con nessuno. Se sentirò la mancanza, tra le tante cose, di casa. Se vorrò rimanere lì. Se è vero che serve sapere qualche parola di tedesco pure per ordinare un caffè. Se non sia da sfigati passere due settimane così.

Non bastavano più i cuscini a mettere ordine nella mia stanza perciò ho preso tante scatole e ci ho messo dentro tutto. Dovrei far così anche per la testa: dividere i pensieri e le reminescenze in compartimenti stagni e non aprire nulla se non strettamente necessario.

Il mio corpo come una collezione di impronte digitali che non si possono cancellare. E alcune proprio le vorrei togliere.
E alcune di vedono poco poco, quasi non si vedono.
E’ il controluce che mi frega.
Se vuoi, non guardarmi attraverso. Se puoi, non guardarmi attraverso.


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venerdì 18 maggio 2012 - ore 12:18


Parlami d’amore. E ascolterò.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Il frutto del peccato una donna l’ha mangiato,
adesso io vorrei un pezzo di torta.

[Giorgia]


Mi lascio sedurre dalla penna del Benni. Un genere di amore che non abbandona mai. In teoria.

Tutti quei "per sempre", tutti quei "mai", tutti quei ninnoli verbali che illudono, ma confortano.
Ne abbiamo bisogno tutti prima o poi. Chi più chi meno.


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giovedì 17 maggio 2012 - ore 15:16


one year ago
(categoria: " Vita Quotidiana ")



Tutto passa. Tranne ciò che resta.

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mercoledì 16 maggio 2012 - ore 20:43


se tu ti proponessi di recitare te
(categoria: " Vita Quotidiana ")



Tra le tante cose che non so fare, spicca il non saper rompere un uovo con creanza. (In compenso rompere le palle mi riesce sempre molto bene).
Un paio di occhi verdi mi chiedono se sono soddisfatta di dove sono ora.
Una testa di ricci neri mi chiede cosa voglio, cosa voglio veramente.
Un cranio pelato mi chiede a che gusto lo voglio il gelato, se in cono o in coppetta.

Domande che in effetti non sono nemmeno troppo male.

Una cosa è certa: tra le cose che mancano, non manco più io.

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mercoledì 16 maggio 2012 - ore 20:27


forse alla fine di questa triste storia qualcuno troverà il coraggio
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Sally ha patito troppo,
Sally ha già visto che cosa ti può crollare addosso
Sally è già stata punita
per ogni sua distrazione o debolezza,
per ogni candida carezza data per non sentire l’amarezza.

[Vasco Rossi]

Basta spostare di un millimetro il coperchio del vaso di Pandora per combinare un bel casino.
Flash: immagini, sensazioni, ricordi. Che era meglio non tirare fuori più.
Quando finirò di pagare questo conto così salato?

Inaccettabile. S. l’ha definita così.
E sono ancora qui a chiedermi se non sia una mia esagerazione. Se si possa cercare un qualche brandello di giustificazione che faccia rientrare il tutto in una bolla di "normalità".
O se avrei potuto fare o essere qualcosa diverso per evitarlo. Qual è la mia percentuale di colpevolezza o partecipazione?

La paura è una cagna bastarda -detto fra noi s’intende-.


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martedì 15 maggio 2012 - ore 21:26


Non farlo nel mio nome.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Colazione con M.
Siamo invecchiate. Guardiamo l’orologio perchè abbiamo i minuti contati come sempre (manco fossimo madri in carriera con la necessità di destreggiarsi tra ufficio, nido, casa e volontariato), parliamo della str*******ne degli uomini, degli esami da dare, della gente che si sposa (e in tono acido anche delle loro possibilità di divorzio), degli amici, delle storie che ci hanno incattivito.

Siamo invecchiate. A casa come va? Tua sorella come sta? E tuo fratello? E tu?

Siamo invecchiate. Tutto bene. Lei sta bene. Lui sta bene. Soliti malanni di stagione, un po’ d’otite. Tanto sonno, non recupero più come una volta le notti brave.

Siamo invecchiate. Sono invecchiati i nostri ideali.
Forse il plurale è sbagliato.
Non eravamo noi quelle che non si sarebbero mai fatte mantenere da nessuno?!
Non eravamo quelle che "l’autonomia prima di tutto"?!
Cos’è questa storia del club?! Cosa sono queste feste?! Cosa sono questi party?!

Non di soli ideali vivono le donne. Ma anche di tutto ciò che esce dal portafoglio del maschio altolocato.

Sono la solita idealista di m***a. Sono la solita sfigata di m***a che ci crede ancora.

E io penso ai vestiti, alle macchine, alle cene, ai cocktail, si cappellini
Al contocorrente che perde degli uomini che sanno dire in cifre cos’hanno da offrire
Alle donne che sanno farsi comprare senza farlo pesare.

[Lo stato sociale]


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lunedì 14 maggio 2012 - ore 21:25


these boots are made for walking, and that’s just what they’ll do
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Quanto odio i festeggiamenti di capodanno....tutti vogliono disperatamente divertirsi, cercando di festeggiare in qualche misera patetica maniera! Festeggiare che cosa?.... Un altro passo verso la tomba?
Ecco perchè non lo dirò mai abbastanza...qualunque amore riusciate a dare e ad avere...qualunque felicità riusciate a rubacchiare o a procurare; qualunque temporanea elargizione di grazia......Basta che Funzioni...!

[Dal film "Basta che funzioni"]


Basta che funzioni.
E funzionare, ha sempre funzionato.
Troppe parole che allontanano dai centri delle questioni.
Troppe parole che allontanano e basta.
Senza accorgersi che "basta che funzioni".

[Soffiare soffioni in faccia ad una persona allergica non vi renderà più simpatici. Ma la scena continuerà a farvi ridere per giorni].

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