entrare in un acquario e capire come ci si sente ad essere un pesce rosso
STO STUDIANDO...
al primo anno di Psicologia Clinica
OGGI IL MIO UMORE E'...
...altalenante come al solito...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) quanta cioccolata posso mangiare oggi per non essere depressa domani??
MERAVIGLIE
1) guardare negl'occhi una persona a cui vuoi bene e capire tutto al volo senza bisogno di parole... 2) mettere le mani attorno ad una tazza di cioccolata calda con panna in pieno inverno
Parlare di sè stessi è come parlare dei propri prodotti... Voi credete a tutta la pubblicità che vedete?!?!?! [M.J.W.]
(questo BLOG è stato visitato 12148 volte) ULTIMI 10 VISITATORI:
ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite
[ ELENCO ULTIMI COMMENTI RICEVUTI ]
lunedì 14 maggio 2012 - ore 21:09
automatico psicopatico aromatico (al caffè)
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Un attimo prima avevo il mondo sotto ai piedi. Un attimo dopo lavevo sotto tutto il corpo. [Sì, sono inciampata di nuovo].
Passare un pomeriggio con di fronte "Il manuale della diagnosi differenziale" non aiuta. Soprattutto se il momento giustifica e rende gradito e necessario un piccolo -enorme, a dire la verità- esame di coscienza.
Ci sono tanti motivi per sentire freddo ora. Ce ne sono ancora di più per non tirare su quella coperta.
E. se ne andrà dal paiesello. Prenderà la sua laurea, troverà un c***o di lavoro e si allontanerà da qui. E. che non si sente mai abbastanza e non sa stare a suo agio nemmeno 5 minuti. Proprio lei sarà quella che se ne andrà e, guardando indietro, sentirà ancora male. Ma non lo rifarà.
Sarà quella che chiuderà il giro.
E quella mano sempre troppo uguale che non sai evitare. [Ligabue]
e quella mano sempre troppo uguale che non sai evitare.
(categoria: " Vita Quotidiana ")
dove la paura sia di fare male non di farsi male o farselo fare o lasciare stare [Lo stato sociale]
Vorrei dire che è tornata la stessa Stellarosa che è partita. Vorrei dire che due giorni in montagna non cambiano niente e nessuno. Vorrei dire che sono riuscita a non pensare e a non pensarci. Vorrei dire di aver lasciato esclusi dal bagaglio certi pesi. Vorrei dire di non aver sentito bruciare certe nostalgie. Vorrei dire. Ma non ho più boccca per parlare.
O era amore, o somigliava bene!
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Non sapevo se quello era lamore, ma non avrei voluto essere in nessun altro posto. [Stefano Benni]
(non esiste volta in cui non mi commuova guardando questo video).
So solo quello che mi basta a stento per non sprecare i battiti del cuore perchè sapere, sappilo è un tormento. E sempre chi più sa che ha più dolore. [Patrizia Valduga]
Non desidero poi nulla di così complicato.
PAROLE RICORRENTI: non abbastanza/troppo semplice/complicato efficace/inefficace tutto/niente io/tu tu/io
Cado spesso. Tanto spesso. Veramente troppo spesso. Quando ci penso seriamente mi chiedo se non sia qualche problema vestibolare la causa di questo mio continuo inciampare. Quando ci penso meno seriamente mi piace usare come spiegazione il fatto di non aver mai trovato il mio equilibrio. Una perenne e fastidiosa sensazione di precarietà. Come non potessi fare più di 10 passi senza ricordarmi che sono nel posto sbagliato al momento sbagliato. A onor del vero occasioni in cui mi sia sentita "al posto giusto" non sono mancate. Ma si è trattato di momenti, massimo ore di equilibrio, di stabilità. Poi tutto scappa, tutto fugge.
[In allegato una statua di Stellarosa che finge di essere sdraiata per fare la fi*a e non perchè è giust’appena stramazzata al suolo.]
PS: F. una pseudo cantante del paisello, dal dubbio e discusso talento artistico, ma dal sicuro appetito di fama, si autodefinisce "la principessa del rock". Ne deduco che "la stalliera del rock", epiteto certamente più adeguato, fosse già occupato.
sarà un bel souvenir, sarà lo specchio di riflessi chiari e riflessi scuri.
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Cè un senso di ingratitudine che sfiora tutti prima o poi. E il soffio sottile e quanto mai subdolo e corrosivo che ci porta a sorvolare tante questioni importanti, a dare per scontate tante cose che non lo sono. Troppi gesti che potenzialmente avrebbe in esse il seme della meraviglia sono trascurate perchè, guarda caso, cè sempre qualcosa di più importante da fare, da portare a termine in fretta. E così non diventa più magico il risveglio al fianco della persona che amiamo, i baci diventano distratti, le conversazioni si spengono bruscamente per il telegiornale da seguire, si rimanda una risata, un racconto, un sospiro, un gemito. Crediamo sempre di avere un tempo infinito davanti. E procastiniamo, procastiniamo, procastiniamo. E qualche volta accade che la morte di qualcuno o qualcosa ci stravolga. Paradossalmente conosciamo molto meglio questevento, il cui solo nome basta a incutere timore, del vocabolo suo opposto: Vita. Tanto il primo rappresenta qualcosa di definitivo, stabile, immutabile e irrimidiabile, tanto il secondo si presta a tutti gli aggettivi contrari. Lintensità con cui ci disperiamo per la perdita di una persona cara non è la stessa con cui ringraziamo coloro che riescono a salvarsi. Veniariamo più la morte che la vita. E così rimproveriamo i bambini di non correre o gridare nei cimiteri. E così inculchiamo nelle giovane menti il bisogno di rispettare chi ora non cè più. E che magari, quando ancora cera, è stato più e più volte ignorato perchè qualcosa di più "urgente" richiamava lattenzione.
Andata e ritorno classe 3, ma almeno è possibile.
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Ti ho pensato sai, stasera, ti ho pensato poi, la sfiga, mi ha telefonato lei per prima non ho saputo dir di no lo sai che storia c’era. [Vasco Rossi]
Facile come bere un bicchiere d’acqua. Bè, non direi proprio. Mi faccio accompagnare al posto assegnato. Chissenefrega se è scomodo e non è propriamente quello che avrei scelto. Qui mi ci han messa e qui trovo modo di lasciarmi andare: ho un sacco di fantasia, di cuoricini e di stelline per abbellire anche il buco più piccolo e farlo diventare il mio piccolo buco speciale.
MAMMA: essere che riesce a fare previsioni corrette in virtù di qualche potere che tutt’ora rimane sconosciuto. Sa se è o meno il caso di uscire con l’ombrello, se ci si può fidare e andare in bici, o se è più sicuro prendere l’auto. Sa valutare la presenza o assenza della febbre semplicemente poggiando le labbra sulla fronte del malato di turno. Sa quando c’è qualcosa che non va e, troppo spesso, si limita a preoccuparsi in silenzio. Sa se i figli sono rientrati o meno. Verifica poche volte: in cuor suo sente se sono o meno a casa. Sa come risollevare il morale col piatto giusto, con un piccolo regalo, con una piccola accortezza. Sa fare il tè più buono del mondo, che come viene a lei non viene mai. Sa indovinare -quasi sempre- taglie e gusti nei vestiti. Sa leggere gli sguardi e sa se le si nasconde qualcosa. Sa sempre se i suo figli mangiano abbastanza.
[E ieri, sebbene non le avessi detto della cicca in giardino con la schiena scoperta, sapeva che stavo male perchè avevo preso freddo. Quella donna ne sa sempre una più di me.]
La vendetta è un piatto che va gustato freddo, freddissimo.
(categoria: " Vita Quotidiana ")
E io penso ai vestiti, alle macchine, alle cene, ai cocktail, ai cappellini. Al contocorrente che perde degli uomini che sanno dire in cifre cos’hanno da offrire. Alle donne che sanno farsi comprare senza farlo pesare. [Lo Stato Sociale]
Incontro A. in stazione. Per poco non gli vado addosso perchè come al solito sto pensando ad altro, ho la testa per conto mio. Mi chiede se possiamo fare la strada assieme. Uso come scusa il panino da prendere. Non funziona: mi accompagna pure lì. Camminiamo quindi fianco a fianco. Avrei preferito restarmene un altro po’ con me e basta, per pensare alle mie cose, per prendermi il tempo e il gusto di godermi la solita Padova caotica prima di iniziare la giornata. Comunque mio malgrado va così. Parliamo. Parlo più io: manca la voglia di ascoltarlo e sento il bisogno di riempire i vuoti di eventuali silenzi. Indaga su di me e non indago su di lui. Non mi impegno nemmeno a dissimulare la mia mancanza di interesse nei suoi confronti. (M. e C. avevano proprio ragione quando dicevano che non so perdonare).
E mi chiedo se abbia rimpianti, rimorsi o qualcosa del genere. Per com’è andata. Per come l’ha fatta andare. Ci son treni che non ripassano. E io sono fra quelli.
A non voler mai tornare sui propri passi, si cammina sempre su terreni nuovi. Cè quasi da considerarlo un pregio.
di essere TROPPO o NIENTE
(categoria: " Vita Quotidiana ")
La cosa più importante non te la dico adesso: ho addosso lo sgomento, di essere troppo o niente! [Max Gazzè]
Mi lascio andare lentamente, sciogliendomi tra parole che pian piano son sempre più dolci e soffuse. Sono stata rimproverata per la mia diffidenza. A mia discolpa posso dire di non essere sempre stata così. Non tutte le difese cadono con la stessa velocità. Per qualcuna ci vuole più tempo. Però è vero che sono troppo sulle mie. Troppo pronta ad attaccare. Troppo portata a sentire prima che ascoltare.
Oggi non ho ferite da leccare. Solo un fottuto mal di testa da guarire. E un cuoricino da far baciare.