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stellarosa, 22 anni
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Un cappello pieno di ciliege di Oriana Fallaci

HO VISTO

tante cose, ma ne vedrò ancora molte...

STO ASCOLTANDO

l’assordante rumore del silenzio

ABBIGLIAMENTO del GIORNO

abbigliamento del giorno? noooooo

ORA VORREI TANTO...

entrare in un acquario e capire come ci si sente ad essere un pesce rosso

STO STUDIANDO...

al primo anno di Psicologia Clinica

OGGI IL MIO UMORE E'...

...altalenante come al solito...

ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


1) quanta cioccolata posso mangiare oggi per non essere depressa domani??

MERAVIGLIE


1) guardare negl'occhi una persona a cui vuoi bene e capire tutto al volo senza bisogno di parole...
2) mettere le mani attorno ad una tazza di cioccolata calda con panna in pieno inverno


Parlare di sè stessi è come parlare dei propri prodotti... Voi credete a tutta la pubblicità che vedete?!?!?!
[M.J.W.]


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domenica 6 maggio 2012 - ore 20:47


Toccami lì, proprio sul cuore. Lì.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Il mio nome, dillo piano
Lo vorrei sentire sussurrare adesso
Che ti sono vicino
La tua voce mi arriva
Suona come un’onda che mi porta al mare
Ma che cosa di più

[Biagio Antonacci]


Lo so, sto proprio a pezzi (come la C.) se ascolto Antonacci. Ne sono perfettamente consapevole.
Eppure, eppure c’è questo groppo che non scende e che non sale.
5 lettere bloccate a livello dello sterno. Più nella parte sinistra direi.

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domenica 6 maggio 2012 - ore 15:10


non è paura di cadere, ma voglia di volare
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Quando sono diventata così meschina da invidiare la felicità degli altri?
Non ero mai andata a quella sagra sola. Mi ci ha spedito mia madre, forse perchè reagissi un po’, mi liberassi del peso dei ricordi.
Ho rivisto visi conosciuti.
Alcuni non mi hanno salutato o lo hanno fatto male. Forse perchè sanno tutto di me, o almeno ne sanno la loro versione, che -diciamolo pure- è molto più vivace e pepata dell realtà. Mannaggia a loro che non si accorgono di quanto sia in fin dei conti banale e noiosa.
Altri mi hanno salutata per interesse, per chiedermi favori, per farsi un po’ di c***i miei.
Altri ancora non mi hanno proprio vista. Ma io ho visto loro. C’era D. che finalmente ha trovato una morosa da portare a spasso felice. C’era E. che trascinava un moroso praticamente al guinzaglio. C’erano coppie anziane che si tenevano per mano e coppie più giovani che si stringevano sotto lo stesso ombrello.
In effetti pioveva.
E non mi son bagnata.
Sotto l’ombrello piccolo ci stavo larga, addirittura avanza spazio. Avrei preferito girare con una spalla fradicia a braccetto di qualcuno. Comunque nel frattempo pensavo.
Pensavo ad A. che si è sposata ieri e ha appena modificato lo status su fb. Pensavo alle foto in cui è taggata con l’abito bianco. Pensavo alla luce dei suoi occhi. Pensavo a quanto male devo essere presa se, invece di rallegrarmi, ho provato quell’invidia acida e subdola che ultimamente sento così spesso.
Poi pensavo, pensavo ancora.
Pensavo ai soldi spesi per leccarmi le ferite. Un nuovo completino intimo. Una nuova collana. Nuovi orecchini e braccialetto. Abbinamenti.
Pensavo che mi sono spogliata ancora. Con i vestiti addosso, mi sono spogliata nuovamente. Degli ultimi residui di difesa che rimanevano.
Spara a quell’anima che dicono non ho.


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sabato 5 maggio 2012 - ore 13:55


CoNsApEvOlEzZa
(categoria: " Vita Quotidiana ")



Che di donne come me, lascia stare, non ce n’è.

[Per fortuna]


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venerdì 4 maggio 2012 - ore 21:08


potevo essere più onesta: potevo dirglielo della foresta
(categoria: " Vita Quotidiana ")


E’ una questione di qualità
o una formalità
non ricordo più bene: una formalità
come decidere di radersi i capelli
di eliminare il caffè, le sigarette
di farla finita con qualcuno o qualcosa.
[CCCP]


-No è che io sto aspettando il principe azzurro, quello vero, che si prenda cura di me e mi faccia essere SEMPRE felice e contenta. Insomma il Grande Amore della mia vita, quello che mi salverà dalla mediocrità della vita...
-No, io no. Per salvarmi mi basto sola.
[E’ solo quando mi abbraccia in quel modo che non ne sono più sicura]


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venerdì 4 maggio 2012 - ore 20:07


Senza serietà. O forse no.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Come rovinare una bella giornata:
1) Tornare a casa per cena.
2) Non è necessario alcun punto due.

Comunque, nel caso vediate passare per le vie di Padova una tizia mora, bassa, tarchiata e con lo zulo enorme, trattela con gentilezza: sono io

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giovedì 3 maggio 2012 - ore 20:43


chi rompe paga e i cocci sono suoi
(categoria: " Vita Quotidiana ")



Non ho una sigaretta da fumare, nè un c***o di qualcuno con cui piangere un po’.
E’ un puzzle in cui non lascio a nessuno gestire tutti i pezzi: alcuni li tengo solo ed unicamente per me. Non per dispetto, ma perchè certi mali vanno tenuti interi: a dividerli non ne può uscire nulla di buono.
E quando racconto, col mio tono sempre ironico, sembra che esageri. Non che sminuisca: che esageri.
Ci siam passati tutti. Cosa vuoi che sia. Dai vedrai che non è niente.
Se stessimo zitti solo la metà delle volte in cui non sappiamo cosa dire, buona parte dei discorsi fatti col c**o non irriterebbero animi già alquanto rabbiosi.

Anche se non lo dico nemmeno a me, sono giorni che sono in attesa. E i pensieri corrono veloci a un anno fa, a una stazione notturna e a una Cappuccetto Rosso non ancora cresciuta abbastanza.

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giovedì 3 maggio 2012 - ore 19:34


Onora il padre e la madre.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Qualunque cosa tu farai non combinerai mai niente di buono.
[A.M.]


Ho rimandato per un po’ di ore il fare i conti con questa frase uscita inappropriata e ingiusta dalla bocca di chi, almeno per consuetudine, avrebbe potuto tacere. Che tanto una volta in più o una in meno, cosa cambia?
Ho il cuore gonfio. La testa che scoppia. Un groppo in gola.
Chissà se è una frase con un fondo di verità.
La mia sola presenza scatena questo genere di considerazioni. Probabilmente qualcosa di vero c’è quando mi dice che ho un brutto carattere, sebbene on mi riconosca nei tratti in cui mi dipinge, casomai in quelli opposti.
E’ l’ennesima conferma che A. non sa chi sono. Che A. non mi conosce. Che il mio esistere genera in A. talmente tanto disprezzo che, qualunque mia azione -o non azione-, è comunque cosa sbagliata.
Che quello di A. rimane l’unico sguardo che non sarò mai in grado di sostenere. Nessun altro uomo riuscirà a farmi abbassare gli occhi per prima.


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martedì 1 maggio 2012 - ore 20:26


almeno sapere cosa non è.
(categoria: " Vita Quotidiana ")



Scricchiolano i passi incerti che non sanno prendere direzione alcuna.
Si stropicciano gli occhi che si stancano di guardare senza vedere.

R. ha avuto un mese fa la seconda figlia.
A. si sposa domenica.
Hanno entrambe la mia età.

Mi ha sempre fatto sorridere Sex&TheCity.
Ora meno: inizio a chiedermi se a 30 anni continuerò a girovagare con G. da una festa all’altra, alla ricerca di chissà cosa, senza lasciare mai il numero, senza lasciare mai un bacio.

In un mondo pieno di così tanti profumi, sono così pochi quelli che fanno sentire "a casa".
L’odore che vorrei respirare non è qui.
Casa è un odore? Casa è un abbraccio? Casa è una sensazione?
Di certo casa non è qui.


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lunedì 30 aprile 2012 - ore 19:31


(fi)darsi
(categoria: " Vita Quotidiana ")


E’ un titolo degno di Fabio Volo.
[NB per me: potrei scrivere un libro inutile, farcirlo con frasi mielose e fare un sacco di soldi]
In ogni caso oggi non sono in vena di serietà. (O più probabilmente lo sono troppo).
Ho in testa più casino del solito. Tra pensieri che non ho voglia di ascoltare, viaggi da fare, treni su cui salire, bocche da baciare, cose da dire, scuse da chiedere, complimenti da accettare, voglie e desideri da soddisfare.


[In allegato i nuovi pesciolini di Stellarosa. Come direbbe l’amico Saeudo, godono di un gran panorama!]

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lunedì 30 aprile 2012 - ore 19:18


Hear me when I come, baby
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ho lo zulo grosso.
Tra un po’ non passerò più per le porte.
(Momento di depressione).
Morirò sola e il gatto mi mangerà la faccia.

[In allegato una foto degli slip di Stellarosa. Da qualche settimana le stanno stretti.]

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