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stellarosa, 22 anni
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Un cappello pieno di ciliege di Oriana Fallaci

HO VISTO

tante cose, ma ne vedrò ancora molte...

STO ASCOLTANDO

l’assordante rumore del silenzio

ABBIGLIAMENTO del GIORNO

abbigliamento del giorno? noooooo

ORA VORREI TANTO...

entrare in un acquario e capire come ci si sente ad essere un pesce rosso

STO STUDIANDO...

al primo anno di Psicologia Clinica

OGGI IL MIO UMORE E'...

...altalenante come al solito...

ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


1) quanta cioccolata posso mangiare oggi per non essere depressa domani??

MERAVIGLIE


1) guardare negl'occhi una persona a cui vuoi bene e capire tutto al volo senza bisogno di parole...
2) mettere le mani attorno ad una tazza di cioccolata calda con panna in pieno inverno


Parlare di sè stessi è come parlare dei propri prodotti... Voi credete a tutta la pubblicità che vedete?!?!?!
[M.J.W.]


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giovedì 2 febbraio 2012 - ore 20:16


il breve e inevitabile epilogo [Carmen Consoli]
(categoria: " Vita Quotidiana ")


E così veniamo avanti
simili in tutto a quelli di ieri
aggrappati a un’immagine
condannata a descriverci

dimmi, non è così?
e poi ci ritroviamo
divisi da nuove alleanze

più nulla da nascondere
solo più accorti
nel mostrare i punti
dove la vita ristagna,

le cattive abitudini
quasi sempre appagate
e ci sediamo
in un camerino affollato
in un treno che parte
continuamente sospesi
tra questo corpo e la scena

le nostre ore canoniche

le nostre ore contate

ancora troppo presto
per organizzare il proprio sgargiante declino
ma non abbastanza da non averne un’idea


io non ti cerco
io non ti aspetto
ma non ti dimentico

[Massimo Volume]


L’effetto tunnel è un effetto quanto-meccanico che permette una transizione ad uno stato impedita dalla meccanica classica.
Nella meccanica classica, la legge di conservazione dell’energia impone che una particella non possa superare un ostacolo (barriera) se non ha l’energia necessaria per farlo. Questo corrisponde al fatto intuitivo che, per far risalire un dislivello ad un corpo, è necessario imprimergli una certa velocità, ovvero cedergli dell’energia.
La meccanica quantistica, invece, prevede che una particella abbia una probabilità, piccola ma finita, di attraversare spontaneamente una barriera arbitrariamente alta.

[Da Wikipedia]

Preferisco sia una questione quantistica piuttosto che meccanica: l’energia sufficiente non manca. E’ solo improbabile che superi la barriera.
Ma c’è. Eccome se c’è.

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giovedì 2 febbraio 2012 - ore 13:30


Io non sono nato nello stato sociale [Lo stato sociale]
(categoria: " Vita Quotidiana ")


I giovani devono abituarsi all’idea che il posto fisso non lo avranno. Che monotonia il posto fisso, è bello cambiare.
[Mario Monti]


Quand’è che abbiamo accettato di farci prendere per il c**o con così tanta indifferenza?
Un paio di occhi verdi e una birra in mano mi raccontano le stesse paure, le stesse frustrazioni. La consapevolezza di sapere qual è la strada, ma anche quanto sia irrealistico intraprenderla.
Perchè se sei figlio di nessuno, e non hai conoscenze in giro, i sogni di gloria li metti nel cassetto ancor prima di aver messi alla prova.
Che fare i conti con la realtà è tutta un’altra cosa.
Il motto è "metti da parte quello che sei, scegli la via più pratica, la meno peggio e limitati a sopravvivere come uno dei tanti".


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mercoledì 1 febbraio 2012 - ore 21:14


sei tossico sempre di cose che non sono tue [Ligabue]
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Volontà sei rimasta
tristemente invalida.
Non ti credo, stai mentendo,
goffamente, ma imperterrita.

E cerco di orientarmi
tra il buio e il disordine,
tra vorticosi indugi
e strisciante viltà.

[Carmen Consoli]


E questo freddo non me lo toglie nessuno.

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mercoledì 1 febbraio 2012 - ore 21:11


casa mia è piena di cose piccole che si perdono facilmente [Lo Stato Sociale]
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Fortunatamente ho sempre il difetto
di prendermi poco sul serio
e faccio volentieri a meno
del tuo sesso pratico e del successo
triste, annoiata e asciutta
io sarei la tua venere storpia
sarei un’inutile preda...
vedrai, vedrai che alla fine
uno squallido grazie lo avrai, lo avrai
quel sorriso di circostanza
vedrai, vedrai

[Carmen Consoli]


I panni che vorrei non dover lavare.
Il lupo e Capuccetto Rosso.
E perdo ancora tempo.
E’ irrilevante il perchè, il per cosa, il per come,
C’è ancora qualche macchia qua e là.

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martedì 31 gennaio 2012 - ore 20:52


L’istinto mi spinge a un sole che mi asciuga a un metro dalla grandine [Ligabue]
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Approssimativa come la bellezza di una p*****a di strada.

Quante volte ve lo devo dire! La vita non è perfetta, le vite nei film sono perfette, belle o brutte, ma perfette, nei film non ci sono tempi morti, la vita è piena di tempi morti, nei film sai sempre come va a finire, nella vita non lo sai mai.
[Da "Radiofreccia]

Non credo al lieto fine. Semplicemente perchè, come diceva Primo Levi, "non è dato all’uomo di vivere gioie incontaminate". La perfezione non esiste. Se non nei film, o al massimo nei libri.
Leggo Kafka per aumentarmi la consapevolezza dell’intrinseca, naturale e inevitabile solitudine insita nella condizione umana.
Ho mandato in vacca la sessione di esami. O la sessione di esami ha mandato in vacca me. Punti di vista.
Cara L. con Ligabue:
E ogni tanto ciotole piene che poi
non brontoli lo stomaco
briciole ed avanzi di ieri per noi.

Che sapore hanno le lacrime che non piangi?

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lunedì 30 gennaio 2012 - ore 20:04


quando farsi una ragione vorrà dire vivere [Ligabue]
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Forse non siamo noi a cambiare con il tempo.
E ’ il tempo a cambiare noi.




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lunedì 30 gennaio 2012 - ore 19:50


Gli abbracci spezzati [Almodovar]
(categoria: " Vita Quotidiana ")


E così a volte provo un’oppressione terribile al petto, e mi sembra che tutto diventi intollerabile. E’ come se non sapessi io stessa qual è il mio posto nel mondo.
E se mi accadesse di nuovo di dare improvvisamente in escandescenze, cosa farei? Se dentro di me si anidasse un desiderio di distruzione come in Yamazoe? Se dopo aver avuto un bambino diventassi violenta? Se come quella volta io non fossi più in grado di fermarmi? Se facessi o dicessi qualcosa di terribile a Yuchan?

[Banana Yoshimoto]


Ogni tanto faccio ancora i conti con le tue parole.
La violenza di certe critiche non mi lascia indifferente nemmeno ora.
Magari avevi ragione.
Magari aveva ragione anche lei.
Avevate entrambi l’innata precisione di ficcarmi le dita proprio dove faceva più male.
Quando mi sforzo di proiettarmi in un futuro che vada al di là di qualche quarto d’ora, le domande sono sempre le stesse. E’ che ora ho qualche risposta positiva, almeno ogni tanto.
E’ vero: non so perdonare. Oltre certi livelli, dopotutto, non so perdonare.


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domenica 29 gennaio 2012 - ore 22:20


sonocometumivuoi/nonsonocometumivuoi
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Quando ti dico come sono non ti sto mettendo in guardia: mi sto semplicemente assicurando di darti la versione di me più aggiornata, voglio evitarti sorprese sgradite, voglio che tu sappia con chi hai a che fare. Lo chiamerei consenso informato, se fossi una terapia, ma sono una persona e allora lo chiamo, ciao, sono Chiara, mi vedi? Bene, quello che vedi è tutto quello che c’è da vedere.
Quando ti dico come sono non lo faccio per vantarmi di essere sincera: mi sto semplicemente assicurando che tu abbia la possibilità di scegliere, ti sto dando il diritto di recesso anche se non sono in vendita. Lo chiamerei contratto, se fossi un bene d’acquisto, ma sono una persona e allora lo chiamo, ciao, sono Chiara, mi senti? Bene, tutto quello che devi sapere è nella mia voce.
Quando ti dico come sono non lo faccio perché tu mi dica come sei: lo so già – la presunzione fa parte del pacchetto – e se ho deciso di dirti come sono è perché sto accettando i tuoi difetti nello stesso modo in cui accetto i miei.
Ho paura degli orologi che segnano le 9 e 11 minuti (come in questo momento) ma non ho paura del tempo, sono tanto paziente quanto esigente, mi interessa solo una cosa: che tu ci sia quando dici di esserci, e che tu ci sia del tutto, che tu non ci sia quando dici di non esserci e che tu non ci sia del tutto. Mi piacciono le sfumature, soprattutto quelle del viola, ma non conosco sfumature quando si tratta di dare e di prendere. Se mi vuoi offrire da bere sappi che non basterà una bottiglia, se mi vuoi baciare sappi che non mi basteranno le tue labbra sulle mie, se mi vuoi prendere prendimi oppure lasciami andare, se mi vuoi offendere dimostrami che mi sono sbagliata su di te, se ti vuoi arrendere dimmelo, non aspettare che sia io a farlo per entrambi – non ho bandiere bianche nel mio armadio, non sono previste dalla mia costituzione fisica che è robusta come i miei polsi e le mie spalle, forti ma non abbastanza da sopportare il peso morto della tua coscienza sporca – non assolvo né risolvo, non devolvo il mio percorso alla tua causa – hai la mappa, gambe lunghe, corri pure, non ti inseguo, non ti insegno perché so che questa cosa non si impara che da soli.

[Anonima]


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domenica 29 gennaio 2012 - ore 13:53


ba-ba-ba bambolina ba-ba-ba barracuda ba-ba-ba ma dolcissima
(categoria: " Vita Quotidiana ")


A fare i conti di nuovo con l’esasperante certezza di non essere Beatrice.
Sbaglio sistematicamente qualcosa.
Un po’ di conformismo non farebbe male.
Vorrei stare dall’altra parte. Per una volta. Per una volta almeno.
Voglio stare nel giusto.
Il primo caffè della giornata non ha lo stesso sapore se lo prendi dopo pranzo.

Mi confondo nell’aria.
Mi confondo nell’acqua.
Mi confonfo lontano da te.

[Lo stato sociale]


[In allegato la foto della carta d’identità di Stellarosa]

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sabato 28 gennaio 2012 - ore 13:43


L’amore ai tempi dell’Ikea
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Che ci faccio qui?
Ammiro la tua collezione di scatole di cartone.
No, non lo voglio il tuo numero:
siamo apposto così,
se serve ripasso da qui.
Non ti amo però,
forse ti cercherò
quando avrò bisogno di una scatola:
casa mia è piena di cose piccole
che si perdono facilmente
[Lo stato sociale]


E allora prendiamoci per mano e facciamo finta di nulla.
Nel nostro avere niente, ci sembrerà in realtà di avere tutto.
E poco importerà che a decidere le nostre destinazioni sarà il costo del carburante, il fatto di non poterci permettere l’abbigliamento adatto, o i soldi della pizza da usare per pagare l’abbonamento del treno.
Nel nostro avere niente ci sembrerà in realtà di avere tutto.
Un mini-appartamento che avrà le parvenze di un castello, la doccia al posto della vasca per fingere un’attenzione e una sensibilità alle questioni ambientali che oscura un ben più pratica oculatezza di tipo economico.
Nel nostro avere niente, ci sembrerà in realtà di avere tutto.
E si andrà avanti così, un lavoro precario dopo l’altro, un’ambizione calpestata dopo l’altra, un-figlio-forse-due, e poi il giro di boa dei 40, la disillusione, il desiderio di riscatto, la paura nemmeno così accennata di non aver scelto correttamente, il fondo pensionistico, l’assuefazione alla pubblicità e il bisogno di bisogni che in realtà non abbiamo.
Nel nostro avere niente, ci sembrerà in realtà di avere tutto.
Ma sono programmi a lungo termine che nella situazione attuale non vale la pena di fare. Anche l’amore, come il lavoro, gli affitti, le rate della macchina, è a tempo determinato.

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