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Un cappello pieno di ciliege di Oriana Fallaci

HO VISTO

tante cose, ma ne vedrò ancora molte...

STO ASCOLTANDO

l’assordante rumore del silenzio

ABBIGLIAMENTO del GIORNO

abbigliamento del giorno? noooooo

ORA VORREI TANTO...

entrare in un acquario e capire come ci si sente ad essere un pesce rosso

STO STUDIANDO...

al primo anno di Psicologia Clinica

OGGI IL MIO UMORE E'...

...altalenante come al solito...

ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


1) quanta cioccolata posso mangiare oggi per non essere depressa domani??

MERAVIGLIE


1) guardare negl'occhi una persona a cui vuoi bene e capire tutto al volo senza bisogno di parole...
2) mettere le mani attorno ad una tazza di cioccolata calda con panna in pieno inverno


Parlare di sè stessi è come parlare dei propri prodotti... Voi credete a tutta la pubblicità che vedete?!?!?!
[M.J.W.]


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venerdì 15 luglio 2011 - ore 20:02



(categoria: " Vita Quotidiana ")


...sono emersa per respirare...


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giovedì 14 luglio 2011 - ore 20:26



(categoria: " Vita Quotidiana ")


...mai canzone fu più azzeccata...
Gli occhi fanno quel che possono
niente meno e niente più
tutto quello che non vedono
è perchè non vuoi vederlo tu

cosa vuoi che sia
passa tutto quanto
solo un po’ di tempo e ci riderai su
cosa vuoi che sia
ci sei solo dentro
pagati il tuo conto e pensaci tu


è la vita in cui abiti
niente meno e niente più
sembra un posto in cui si scivola
ma queste cose le sai meglio tu

cosa vuoi che sia
passa tutto quanto
solo un po’ di tempo e ci riderai su
cosa vuoi che sia
ci sei solo dentro
pagati il tuo conto e pensaci tu

chi ama meno è meno fragile
tutti dicono così
ma gli occhi fanno quel che devono
solo tu puoi non accorgerti


e il mondo che ti dice
’tu pensa alla salute’
e c’è chi pensa a quello
a cui non pensi tu


e il mondo che ti dice
’tu pensa alla salute’
e c’è chi pensa a quello
a cui non pensi tu

cosa vuoi che sia
passa tutto quanto
solo un po’ di tempo e ci riderai su
cosa vuoi che sia
ci sei solo dentro
pagati il tuo conto e pensaci tu

e il mondo che ti dice
’tu pensa alla salute’

e il mondo che ti dice
’tu pensa alla salute’

[Ligabue]

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mercoledì 13 luglio 2011 - ore 10:13



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ci sono mari e ci sono colline che
voglio rivedere;
ci sono amici che aspettano ancora
me per giocare insieme.

[E. Ramazzotti]

L’enjambement è la figura retorica che preferisco.
Perchè è chiara e facile da distringuere: non ti ci puoi sbagliare.
E anche perchè va a capo all’improvviso.
Costringe a una pausa imprevista.
Costringe a riflettere sul senso di quelle parole. Quelle che vengono prima e quelle che vengono dopo.
Una volta ho litigato con un’insegnante per una poesia di Bequér.
Lei sosteneva che l’enjambement servisse ad unire.
Io insistevo che l’autore voleva separare il profumo del fiore dal nome dell’amata. Perchè il fiore non era degno del paragone con la sua bella. Perchè il fiore non era abbastanza per pretendere di starle vicino.
Io sostenevo l’importanza di quell’ampio respiro che crea attesa.
Lei parlava di leggerezza, scorribilità del testo.
Poi ho parlato dell’amore. Di quella pausa che rende ancora più marcata la distanza tra l’oggetto reale e quello idealizzato.
Poi lei mi ha mandato al posto.
8 e mezzo.
"Non perchè condivido o hai ragione, ma perchè sai argomentare."
Sono sempre stata più brava nella teoria che nella pratica.
Perchè le parole le puoi girare e rigirare come frittatine. I fatti no.
Accidenti, i fatti no.




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martedì 12 luglio 2011 - ore 21:40



(categoria: " Vita Quotidiana ")




"Come non ha senso? Mi piaci, ti bacio."
Fa tutto facile Giorgio: mi piaci, ti bacio.
Logico, no? E invece no!
Non è logico, perchè io non riesco a non mettermi nei panni di tutti, nei panni del vecchio dell’autobus che si vuole sedere, nei panni di mia madre che vuole sapere con chi esce sia figlia, nei panni della ragazza di Giorgio, quella con gli occhi in superficie.


"Tanto tu sei forte, tu le capisci queste cose" diceva lui.
Sì, io sono forte... sono di granito... le capisco queste cose.
Io, che mi metto nei panni di tutti, nei miei no, i mei li lascio nell’armadio, tra la polvere.

[Giulia Carcasi]

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martedì 12 luglio 2011 - ore 21:27



(categoria: " Vita Quotidiana ")


-Quando l’ho conosciuta, lei usciva con un altro.
Prima di vederla quel giorno, non la conoscevo ancora.
E quando l’ho vista mi son detto "quant’è bella, quant’è bella questa ragazza".
E indossava una gonna bianca. Che le stava benissimo.
Ecco, a me quella gonna bianca mi è rimasta dentro. E non son più riuscito a togliermela dalla testa.
E’ per questo che mi riprometto sempre di prenderle una gonna bianca.
Per rivederla così.
Per ricordarla così.
-Wow.

[Dialogo tra Stellarosa e un ragazzo che ama la sua donna]

L’amore sarà anche un concetto abusato.
Sarà un concetto farcito di tutto e niente.
Sarà un concetto facile e ormai quasi banale.
Sarà.
Ma io di fronte a certe dichiarizioni, anche se non rivolte a me, mi tolgo tanto di cappello.
E allora mi dico che l’amore esiste.
E allora mi dico che l’amore fa bene.
E allora mi dico che è vero che l’amore è fonte di ispirazione.
E che vorrei anche io una gonna bianca.
Per farmi ricordare da te così. Per sentirti parlare di me così.


...e io me lo ricordo ancora quel maglione azzurro un pò orrendo che indossavi...
...e tu la ricordi la mia maglietta rosa? Quella a cui volevi tagliare il collo alto?...
Quanto tempo è passato da quel bacio?
Tu quel maglione ogni tanto lo metti ancora.
Io in quella maglietta non ci entro più.
E la nostra storia è un pò una storia di vestiti troppo stretti, che non stanno più. Anche se vorremmo farceli stare a forza.


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lunedì 11 luglio 2011 - ore 22:18



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Iris tra le tue poesie
Ho trovato qualcosa che parla di me
Le hai scritte tutte col blu
Su pezzi di carta trovati qua e là
Dimmi dove, dimmi come
E con che cosa ascoltavi la mia vita
Quando non stavo con te
E che sapori e che umori
Che dolori e che profumi respiravi
Quando non stavi con me

[B. Antonacci]


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lunedì 11 luglio 2011 - ore 20:40



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Caro Walter,
com’è? Come stai? Come il tempo di là?
E’ troppo che non ti passo a trovare.
E’ troppo che mi sento in colpa che non vengo mai.
Ma lo sai come sono: te l’ho detto mille volte che io col marmo non ci so parlare.
Ma sabato ci sarò.
Promesso.
E con i capelli freschi di parrucchiere.
Che sabato non è mica un giorno a caso.
Perchè sabato a Campovolo c’è il concerto di Ligabue.
Quella deficiente è la solita. Con tre frasi buttate là sa sempre come farsi odiare al modo giusto. Come ferirmi al modo giusto.
Che ci trovavi? Me lo sono chiesta così tante volte.
E all’inizio mi hai pure chiesto cosa ne pensavo. Tu che l’hai detto a me per prima. E io mi son guardata bene dall’essere brutale: eri così felice, così pieno, così innamorato... Potevo forse essere caustica?
Ti ho detto la verità comunque. Ma edulcolorata. Che sì, era una brava ragazza, ma pesante. Pesante e appiccicosa. E anche se lo pensavo non ho detto "stupida". Non volevo offendere te.
In ogni caso lei lo sa. Lei lo sa e tu no.
-ovvio che non lo sai d’altronde. Come potresti? Te sei là, io qua.-
Dicevo, lei lo sa. E ci ha tenuto a farmelo capire.
O forse sperava non capissi che sapeva già qualcosa. Forse sperava parlassi, mi aprissi con lei. Forse sperava di essere la prima ad aver qualche notizia di uno dei gossip più succosi degli ultimi anni.
Ma sì, non è cambiato nulla in questo paesino. Tutti continuano a sapere tutto di tutti e a parlare alle spalle di tutti. Lingue a sonagli capaci di sputare anche nella bocca dei propri fratelli.
Non occorre che aggiunga altro. Hai già capito, vero? O lo hai capito dallo sguardo? Dal viso rassegnato? Dal colorito spento?
E’ in questi momenti che ti vorrei qui. Adesso sarebbe importante la tua amicizia. Vorrei che non mi guardassi stupito e sconvolto. Vorrei che prendessi in mano la situazione. Vorrei rispondere alle tue domande. Quelle con cui ti facevi una panoramica della situazione. Vorrei il tuo parere. Vorrei sapere cosa ne pensi.
Per il resto ci sono un casino di cose su cui dovrei aggiornarti.
F ha avuto una bambina: Giorgia.
R. sta per avere un bambino, Francesco, ed è tonda tonda, ma splendida come non l’ho mai vista.
C. è uscita dalla mia vita. Per non tornarci più credo.
V. è sempre la solita. E si, ammetto che brucio di invidia. Perchè lei si laurea a luglio. Perchè lei c’ha un fidanzato che l’adora. Perchè lei è bella. Perchè lei è magra. E io no. E io no. E io no E io no. Però sono contenta della sua felicità. E anche della spensieratezza e leggerezza che sempre la caratterizzano. Lei è la libertà fatta persona. E un pò le invidio anche questo.
E. ha comprato la macchina nuova. Non è riuscito a entrare all’università e come la volpe che non arriva all’uva dice che è più contento così, che ora lavora e guadagna un lauto stipendio. E’ sempre il solito sborone. Gli ho fatto i complimenti per l’auto. Gli ho chiesto di farmi provare i sedili in pelle. Gli ho dato la soddisfazione. Gli ho gonfiato l’ego per renderlo felice. Basta poco. C’ha ancora la ragazza, sai? Forse lo giudico sempre troppo negativamente. Con lei è davvero un’altra persona. Forse te mi diresti pure di rivalutarlo, di ammorbidirmi un pò.
R. è scomparso. Dopo la brutta storia, non s’è più fatto vedere. Meglio così del resto.
F. è cambiato. Non è più quello con cui siamo cresciuti assieme. E’ cinico, duro, crudo. Su di me è capace dello stesso carisma di sempre, ma... Non è più lui. Non gliene frega più niente di quello che eravamo. E forse nemmeno di quello che siamo.
B. a volte viene in mensa coi miei amici. Gli manchi. Anche se non sa dare nome a quello che prova, gli manchi. Eri un Amico per lui. Come lo eri per me.
I tuoi tirano avanti. Tua madre vuole che le parli di te. E io faccio fatica. Tanta. Vorrei tenerti tutto per me. Ti condivido col contagocce.
Ho paura che mi scappi fuori.
Il suono della tua voce diventa un ricordo sempre più debole. E non vorrei svegliarmi un giorno e non ricordare più che mi dicevi che le stelline sono a forma di Elena.
Ho paura di perderti un’altra volta, capisci?
Come vedi sono sempre la stessa. Sempre a tormentarmi di dubbi, di domande. Sempre con il desiderio di andare oltre. Non sono cambiata. Anche se ho uno sguardo diverso.
Sono sempre la solita ebete che non si risparmia le battute idiote. Appena visto l’inizio del pancione di R. -e tu la conosci R.- le ho suggerito di smettere di bere birra che le era aumentata la pancia. E soprattutto le ho chiesto con aria ingenua "com’era successo". E ti giuro che ci è mancato poco che iniziasse una lezione sulle api e sui fiori. Ti saresti piegato in due dalle risate a sentirmelo raccontare. E io con te.
Prima di chiudere ho due emozioni da regalarti un’altra volta:

-estate 2004 quella settimana a Spello in camposcuola.
E l’andata in corriera a tenerci per mano. E non c’è stato altro.
Ma ricordo ancora l’emozione. E il tuo coraggio a 15 anni a dire ad alta voce a chi ci prendeva in giro che la mia mano era "morbida e delicata" e per quello la tenevi.

-estate 2007 il camposcuola a Roma in comunità Sant’Egidio.
Con me non ancora 18enne che avevo fatto l’amore per la prima volta pochi giorni prima. E non lo sapeva nessuno. E quei giorni sono stati così speciali per me anche per quello. Per quel momento di passaggio in cui vi avevo anticipato quasi tutti. E all’epoca non l’ho detto a nessuno, nemmeno a te. Ma te lo dico ora.
E ti dico anche che mi ricordo dell’ultima sera. Di tutta la vodka che abbiam fatto fuori. Della mia nausea. E di te che mi hai tenuta abbracciata tutta la serata per proteggermi gli occhi dalle luci stroboscopiche. Non ho dimenticato nemmeno quel gesto.


E non ho dimenticato che quando avevo bisogno te c’eri sempre.
Non eri cosa da poco te.
Torna solo un attimo. Sono un attimo ti prego. Solo un attimo ancora. Dimmi che va tutto bene. Fatti dire che ti voglio bene. Fatti dire che...

PS: ho conosciuto una persona straordinaria! E questa è tra le cose più importanti accadute degli ultimi mesi.
E’ un rapporto nuovo, profondo, forte, basato sulla fiducia e sul rispetto. E’ un rapporto che mi sta tirando fuori dalla mia insicurezza, dalla mia fragilità. Un po’ per volta almeno.
E questa persona è davvero eccezionale. C’è sempre. Anche solo con una parola. Ma c’è sempre. Ed ha una frase giusta per ogni momento.
E si fida di me. E le piace parlare con me! E’ un rapporto alla pari finalmente!
Ti prometto due cose:
Che a mio modo te la farò conoscere. Ti piacerà.
Che a mio modo le farò conoscere te. Le piacerai.
Ne sono sicura: sareste andati d’accordo.


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domenica 10 luglio 2011 - ore 21:28



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Alle volte mi vengono in mente delle cose con cui non sono affatto d’accordo.
[Woody Allen]



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domenica 10 luglio 2011 - ore 12:15



(categoria: " Vita Quotidiana ")



Chi entra nel deserto non può tornare indietro. Quando non si può tornare indietro, bisogna solo preoccuparsi del modo migliore per avanzare.
[P. Coelho]

Tu che ami e
Tu che non lo rinfacci mai.

[B. Antonacci]

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domenica 10 luglio 2011 - ore 10:49



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ma l’amore che cos’è?
E’ un concetto che vuol dire tutto e niente.
Dall’amore scontato dell’uomo innamorato
all’amore in senso lato per la gente

[Caparezza]
Domenica mattina caustica e farabutta.
E sto sempre a lamentarmi. E chissà se ne verrò fuori.
Non avrei mai creduto di poter aver paura della fine degli esami. L’ho sempre vista come una liberazione. Com’è che ora inizia ad assumere i colori dell’angoscia più profonda?
Poi quale sarà il mio scopo? Poi cosa farò durante il giorno? Poi come potrò non pensare?
Pensieri funesti che rannuvolano anche questa bella giornata di sole. Che tra l’altro: se non posso andare al mare io, spero che venga giù il diluvio così non ci può andare nessun altro. (Questa è proprio acidità gratuita, neh?)
Che brutta persona che sono. Brutta. Bruttissima. E con le sopracciglia da sistemare.


[In allegato una foto di Stellarosa]

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