STO LEGGENDO
Un cappello pieno di ciliege di Oriana Fallaci
HO VISTO
tante cose, ma ne vedrò ancora molte...
STO ASCOLTANDO
l’assordante rumore del silenzio
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
abbigliamento del giorno? noooooo
ORA VORREI TANTO...
entrare in un acquario e capire come ci si sente ad essere un pesce rosso
STO STUDIANDO...
al primo anno di Psicologia Clinica
OGGI IL MIO UMORE E'...
...altalenante come al solito...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) quanta cioccolata posso mangiare oggi per non essere depressa domani??
MERAVIGLIE
1) guardare negl'occhi una persona a cui vuoi bene e capire tutto al volo senza bisogno di parole...
2) mettere le mani attorno ad una tazza di cioccolata calda con panna in pieno inverno
Parlare di sè stessi è come parlare dei propri prodotti... Voi credete a tutta la pubblicità che vedete?!?!?!

[M.J.W.]
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[ ELENCO ULTIMI COMMENTI RICEVUTI ]
sabato 9 luglio 2011 - ore 13:10
(categoria: " Vita Quotidiana ")
THIS
IS
NOT
ENOUGH [t.A.t.U] Otra vez hecho’ comida para do.
Otra vez me ha parecido oir tu voz.
Per dirla con Bebe insomma.
La parola magica è sempre la stessa: SIM SALA BIM mia cara principessa.
Per dirla con Jovanotti insomma.
So che non basta, so che non basta niente, so che non basterà mai.
Per dirla con Ligabue insomma.
Le brave ragazze vanno in Paradiso.
Le cattive ragazze vanno dappertutto.
...
...
...
[Io vado a studiare che martedì c’ho un esame
]
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PERMALINK
sabato 9 luglio 2011 - ore 09:58
(categoria: " Vita Quotidiana ")
e cè unaltra rissa
un rito, una messa
che puzza un bel pò di routine
o è solo un bisogno una specie di impegno
che prendi con non si sa chi
e una ha lasciato il suo peggio in bottega
si mette un ombretto che inquieta
ma è rosso allegria
e ci sono anchio
qui la notte picchia bene
su chi molla e su chi tiene
qui la notte picchia forte
gatti svelti vite storte
e tutto è perfetto
e il mondo è in affitto
e il cielo non smetterà mai
e in faccia hai il riflesso
di un teleservizio
su missili, bombe e cowboy
e in faccia chai tutti
i pregi e i difetti
che sono in parte condanna
e un pò compagnia
e ci sono anchio
qui la notte picchia bene
su chi molla e su chi tiene
qui la notte picchia forte
gatti svelti vite storte. [Luciano Ligabue]
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PERMALINK
venerdì 8 luglio 2011 - ore 21:33
andata-solo-andata-senza-ritorno
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Gente che parte.
Gente che torna.
Gente che ride.
Gente che si innervosisce.
Gente che guarda.
Gente che ignora.
Gente che si muove.
Gente che corre.
Gente che aspetta. E io parto.
Parto ma non torno.
E dò al tempo un’altra consistenza. E dò al tempo una nuova plasticità.
Sempre nel posto sbagliato.
Tranne la testa. Quella è al posto giusto.
Sono le lacrime e i sorrisi che mi fregano. Non hanno casa, nè luoghi di riferimento.
Un pò quello che aspiro per me. Saltare fuori all’improvviso. E stupire.
Nel bene e nel male.
Con le ombre e con le luci.
Con il dolce e con il salato.
E fare male e fare bene.
E chiudere gli occhi.
E respirare a fondo.
E rallentare il battito.
Rallentare il battito.
Il battito.
Battito.
.
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PERMALINK
venerdì 8 luglio 2011 - ore 20:26
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Moi je suis l’air et toi le vent
Tu es la vague moi le naufrage
prendre la voleé imaginer
prendre l’amour, ne plus penser du tout
Vie de magie, vie de folie
tout est un rêve, une utopie
reste avec moi, n’y pensons pas
cette nuit sera nôtre quand le sera cette vie?
à moi de jouer je lance les dés
Mon petit garçon
pour toute la vie garçon
je reçois ton amour
donne-moi tes caresses toujours
Mon petit garçon
quelle est ta réponse
je cours après le temps
pour toi cette chanson ci garçon [YuYu]
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PERMALINK
giovedì 7 luglio 2011 - ore 21:37
sms
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Stellarosa:
Ho appena chiesto scusa ad una finestra per esserle andata addosso o.O Lupo:
Questo denota la tua grande sensibilità, ma anche la tua recondita pazzia
[Come farei senza di te lupone?]
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PERMALINK
giovedì 7 luglio 2011 - ore 21:18
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Ho detto veramente io quelle parole? Sono uscite davvero dalla mia bocca?
Il solito cliché confermato: parlare con gli estranei disinibisce e rende più propensi alle confidenze.
Banale.
Scontato.
Forse pure monotono.
Sarà. Ma intanto io quella frase l’ho detta.
Molto prima che mi rendessi conto di cosa stavo effettivamente dicendo.
Molto dopo aver silenziosamente pensato tutto questo da chissà quanti giorni.
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PERMALINK
giovedì 7 luglio 2011 - ore 11:43
(categoria: " Vita Quotidiana ")
C’è un equilibrio cosmico nelle cose.
Soppraffatto dalla legge di murphy però.
Il che comporta che se tu stai male per una cosa... A tutti gli altri quella cosa andrà bene. E tu ti sentirai la sfigata di turno.
Certo che sorbirsi il conto alla rovescia continuo di una mia compagna di corso che si sposa a maggio 2012 può essere irritante. Specie se si rivolge al futuro marito con l’appellativo di "SUGHETTO".
No, dico. "SUGHETTO".
Va ben tutto.
Ma "SUGHETTO" proprio no.
"SUGHETTO" no.
Che schifo.
Mondo infame.
Mal di pancia crudele.
Gambe stanche.
Mal di testa fotonico.
Palle girate.
Desiderio di essere dovunque ma non qui.
Anche se...
Anche se...
Si vabbè.
Prendiamo sta cacchio di pastiglia e chiudiamola qui.
[In allegato le cellule di Schwann]
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PERMALINK
mercoledì 6 luglio 2011 - ore 21:21
(categoria: " Vita Quotidiana ")
E mi sorprendo a piangere
mi faccio quasi pena
sono arrivata oltre ogni limite [Carmen Consoli]
A far certe domande bisognerebbe anche prendersi la responsabilità di accettare determinate risposte.
Questo è uno di quei momenti in cui mi prenderei a sberle da sola.
Umore isterico-paranoide tendente al mal di pancia. E al pianto. E al riso schizofrenico. E allodio. E ad un atteggiamento aggressivo auto ed etero rivolto.
Perchè non basta che gli ormoni mi facciano impazzire quando li studio.
Dovrebbero mettere una legge che vieti di far esami a studentesse con il premestruo.
Sarebbe sicuramente un mondo migliore. Un mondo più giusto.
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PERMALINK
mercoledì 6 luglio 2011 - ore 20:54
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Il silenzio imbarazzato di chi sa di non tornare
la lasciò senza parole.
Della porta che si chiuse
non sentì neanche il rumore
tanto forte era il suono del suo rancore.
Per guardarsi nello specchio
mise labito migliore
perché fosse più elegante il suo dolore.
Da quello che le ha sputato addosso
perché non ha detto
perché non ha fatto
ora si sente soffocare.
Quando si comincia a recriminare
è il momento in cui si sta per sparire.
Mimosa
bella
riposa
che il sogno
ti dona [Niccolò Fabi]
...shhhhhhhhh...
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PERMALINK
martedì 5 luglio 2011 - ore 21:45
(categoria: " Vita Quotidiana ")
-E mi farete le coccole prima di andare a dormire? Perchè io prima di andare a dormire voglio le coccole!
-Seee a 50 anni ancora hai bisogno delle coccole. Ma dai...
-Ma smettila! Non ne ho 50, ne ho solo 48!
[Ridono] [Dialogo tra M.E. e sua madre]
Non manco mai di stupirmi che M.E. ha 48 anni: potrebbe essere mia madre.
Mi faccio sempre trarre in inganno dalla sindrome di Down. Da questi eterni bambini cristallizzati in un’intelligenza che non supera mai quella di un bambino di 10-12 anni con un normale sviluppo.
M.E. ha un carattere forte, deciso, sicuro. Sa quello che vuole. Sa il fatto suo.
E’ vanitosa da morire: tiene moltissimo al suo aspetto, agli abbinamenti di colore, alle collane, ai braccialetti e ai capelli sempre in ordine. Mai visto un caschetto rosso così perennemente perfetto e sempre fresco di tinta.
Ha una mamma ormai anziana che l’ha tirata su rendendola il più possibile autonoma e,soprattutto, il più possibile orgogliosa della sua automia. M.E. infatti lavora. Nella mensa dell’ospedale. Certo, a orario ridotto, ma lo stipendio che le danno lo merita fino all’ultimo centesimo: non le viene -giustamente- regalato nulla, nonostante la sua sindrome.
Le piace lavorare. Ci va anche se ha una marea di ferie arretrate. Ci va anche se ha appena subito un’operazione delicata e quella gamba dovrebbe stare ferma un altro pò. Ci va perchè ci vuole andare. E sua madre, per farla rallentare un attimo, ha anticipato la settimana di ferie in montagna. Così almeno, anche se forzatamente, un pò riesce a farla stare ferma.
M.E. poi verrà al mare col gruppo di disabili in cui faccio anche io parte come volontaria. E’ entusiasta: al gruppo sta bene e si diverte. E, non sarà carino, ma bisogna ammetterlo: al gruppo si sente una "quasi" volontaria. D’altronde lei è autonoma al 100%: sa cucinare, sa pulire, sa tenersi pulita. E questo, rispetto agli altri ragazzi disabili, la mette in una posizione di superorità. Di cui lei è pienamente consapevole, di cui lei si vanta discretamente con noi volontari, ma che non fa mai pesare agli altri. E in questo sta la sua grandiosità.
E’ dolcissimo sentirla parlare, discutere, litigare e scherzare con la mamma. Che non perde mai la pazienza, che si impone con fermezza quando serve, ma che mantiene sempre un atteggiamento comprensivo e accogliente nei confronti della figlia.
E sì che non dev’essere stato facile 50 anni fa scoprire di aver messo al mondo un figlio con questo disturbo. Doveva esserci ancora una mentalità che riteneva che questo genere di cose fosse una sorta di "punizione divina". Doveva esserci ancora la tendenza nelle famiglie a tenere "nascosti" e quindi segregati in casa questi figli.
Questa mamma è stata diversa. Non a caso è una dei genitori dei nostri ragazzi che più stimo all’interno del gruppo. E’ stata una donna forte, attiva, all’avanguardia, che non si è mai vergognata della figlia e l’ha cresciuta nel rispetto e nell’amore.
Nel rispetto e nell’amore. Che non son mica due cose scontate in queste situazioni.
Ma non mancano le amarezze. Perchè questa madre ci guarda con occhi delusi informandoci che l’INPS per la terza o quarta volta ha chiesto di fare il controllo dello stato disabilità. E noi con lei ci chiediamo "Che cosa ci sarai mai da verificare? Se uno nasce con la Trisomia 21 non è scontato che rimarrà a vita con la Trisomia 21?".
Perchè non c’è niente di perfetto. Anche una famiglia che è riuscita a integrare la disabilità nella normalità, nel quotidiano, si scontra con la solita burocrazia che non guarda in faccia a niente e a nessuno. Nemmeno alle cose ovvie.
E domattina questa mamma -che per la cronaca ha più di 70 anni- prenderà la sua auto, percorrerà tot km di strada, farà tot minuti di fila, esibirà tot fogli e firme e confermerà quello che già si sapeva: che sua figlia ha la sindrome di Down e che da questa non si guarisce.
E domattina, nello stesso momento, qualche cieco con la patente andrà a lavorare sereno, beato e al culmine della salute. Contento di godere di uno stipendio e di una pensione di invalidità. Che non gli spetta.
Ma tanto si sa che i controlli non si fanno dove serve.
Ma tanto si sa che a molti va liscia.
Ma tanto si sa che il mondo fa schifo.
E allora perdonatemi se mi vergogno. Se mi vien da vomitare quando sento di intere famiglie che truffano lo Stato e usufruiscono di invalidità che non spettano loro. Perchè privano chi ne ha davvero bisogno di un sostentamento. Perchè godono di un diritto che non spetta loro e che nuoce a qualcun’altro che ne resta sprovvisto.
L’Italia è il paese dei Furbi. Degli Arraffa-Arraffa. Dei Basta-Che-Son-Contento-Io-Degli-Altri-Non-Mi-Interessa.
Ma si va avanti lo stesso.
Son solo soldi direte voi.
Perchè forse non sapete quant’è difficile raccogliere finanziamenti per portare questi ragazzi una settimana al mare.
Non sapete quente domeniche abbiamo passato sotto il sole a vendere torte, biscotti e lavoretti.
Non sapete quanti sforzi per non far pesare troppo quest’esperienza alle famiglie.
E c’è chi ladra comunque. Non sapendo -o sapendolo benissimo dannazione- i danni che fa.
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