STO LEGGENDO
Un cappello pieno di ciliege di Oriana Fallaci
HO VISTO
tante cose, ma ne vedrò ancora molte...
STO ASCOLTANDO
l’assordante rumore del silenzio
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
abbigliamento del giorno? noooooo
ORA VORREI TANTO...
entrare in un acquario e capire come ci si sente ad essere un pesce rosso
STO STUDIANDO...
al primo anno di Psicologia Clinica
OGGI IL MIO UMORE E'...
...altalenante come al solito...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) quanta cioccolata posso mangiare oggi per non essere depressa domani??
MERAVIGLIE
1) guardare negl'occhi una persona a cui vuoi bene e capire tutto al volo senza bisogno di parole...
2) mettere le mani attorno ad una tazza di cioccolata calda con panna in pieno inverno
Parlare di sè stessi è come parlare dei propri prodotti... Voi credete a tutta la pubblicità che vedete?!?!?!

[M.J.W.]
(questo BLOG è stato visitato 12149 volte)
ULTIMI 10 VISITATORI:
ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite
[ ELENCO ULTIMI COMMENTI RICEVUTI ]
martedì 28 giugno 2011 - ore 21:10
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Dio.
Cristo.
Gesù.
E non sto nominando invano.
No. Nemmeno questa volta.
Nomino per un motivo serio, io.
Mi chiedevo doveri. Dove sei.
Non SE sei. Niente massimi sistemi per questa volta.
Dimmi solo dove sei.
Quando la madre di un giovane morto a 19 anni fissa dritta negli occhi la sua amica per dirle che "Walter non cè più".
Quando a due anni di distanza quella madre fissa di nuovo quellamica negli occhi per chiederle di raccontarle comera suo figlio.
Quando quellamica tira fuori a brandelli pezzi di amicizia che fanno ancora male. E si strappa il cuore. Per rattoppare quello di una madre svuotata.
Quando quellamica ti implora di lasciarla parlare senza lacrime. Di non far venire fuori quanto è ancora fragile di fronte allargomento. Quanto le costi pronunciare quel nome e quegli episodi.
Quando quellamica ti chiede di non farlo per lei, ma almeno per la madre del suo amico. Per risparmiarle un ulteriore sofferenza.
Ecco vedi.
Ecco dimmi.
Dove sei? Quando sei? Come sei?
Ho limpressione che tu ti prenda tutti i meriti.
Ma quelli sono bravi ad averceli tutti.
Sono le colpe che non tutti sanno sopportare.
TU da che parte stai?
E dimmi dove sei. Dimmi solo questo.
Ingoio parolacce che non posso dire. Ma che vorrei tanto.
Sono arrabbiata. E non immagini quanto.
Perchè non lo immagino nemmeno io. Quanto sono arrabbiata.
Di nuovo: dimmi dove accidenti sei.
Dimmelo. Dimmelo.
Sono più di 20 anni che aspetto. Credo di averne maturato in fin dei conti il diritto.
COMMENTA (0 commenti presenti)
-
PERMALINK
lunedì 27 giugno 2011 - ore 22:41
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Barnabè e Julie, a quindici anni, nel buio abissale.
"Ha colto la tua cigliegina?"
Mi è scappata. E non è neppure mia. Metafora delicata di Jèrèmy la sera in cui Clara ci ha lasciati per il letto di Clarence.
Risata di Julie.
"Mettiamola così. Ma la verità storica mi costringe ad ammettere che sono stata piuttosto io a far sbocciare il suo tulipano."
Quando si fanno certe domane, ci si espone a certe risposte.
Silenzio.
"Non fare quella faccia, Benjamin. Non dimenticare: buio completo; non mi ha mai vista nuda!"
E’ proprio questo che mi sconvolge. Ritrovarsi al buio con tua madre nuda fra le braccia e non cedere alla tentazione di accedere un fiammifero... se vuoi il mio parere, non dev’essere mica tanto a posto questo Barnabè... [Daniel Pennac]
COMMENTA (0 commenti presenti)
-
PERMALINK
lunedì 27 giugno 2011 - ore 21:49
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Alcuni ti diranno che tua nonna è una p*****a. Lasciali dire, è la loro bassezza a parlare. Tua nonna è una vergine perpetua, la cosa è ben diversa. Un’eternità in ognuno dei suoi amori, tutto qua, e noi siamo la somma di quegli istanti eterni.
Dai quali lei esce vergine come prima. [Daniel Pennac]
COMMENTA (0 commenti presenti)
-
PERMALINK
domenica 26 giugno 2011 - ore 14:17
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Assolato pomeriggio di fine giugno.
Ennesima domenica passata a casa a studiare.
E pensieri che non girano. O che girano troppo.
Aspettando con ansia l’ora della biciclettata in campagna. Che almeno mi tira un pò fuori da questo niente che sta diventando pericolosamente tutto. Tutto questo tempo a chiedermi
Cos’è che non mi lascia in pace
Tutti questi anni a chiedermi
Se vado veramente bene
Così
Come sono
Così Ho passato gran parte della mia esistenza a sentirmi fuori posto. A sentirmi incompleta. A sentirmi inadeguata. A sentirmi "non abbastanza".
Ho subito il fascino di persone troppo sicure di sè. O forse ho scambiato l’egoismo per sicurezza.
E così mi sono trovata a pendere da diverse labbra. Capaci di fare uscire tanto letame, ma ahimè anche qualche fiore.
E così mi sono trovata a raccogliere con orgoglio quei fiori immondi. Convinta di non poter meritare niente di meglio. Forse non riusciro’ a darti il meglio
piu’ volte hai trovato i miei sforzi inutili
forse non riusciro’ a darti il meglio
piu’ volte hai trovato i miei gesti ridicoli Che tanto io non sono niente di speciale. Che tanto io non valgo nulla. Che tanto io non sono mai a livello degli altri.
Sempre a correre dietro a chi scappava.
Sempre a consolare lacrime altrui.
Sempre presente.
Sempre figlia, amica, confidente, amante, bastone a cui appoggiarsi. Questo è sempre stato un modo
Per fermare il tempo
E la velocità
I passi svelti della gente
La disattenzione
Le parole dette
Senza umiltà
Senza cuore così
Solo per far rumore
Ho aspettato a lungo
Qualcosa che non c’è
Invece di guardare
Il sole sorgere Ho aspettato a lungo la mia contropartita, fiduciosa che i rapporti in cui mettevo tanto impegno fossero "alla pari". Più che "fiduciosa", è più giusto il termine "illusa".
E anche di fronte alle evidenze, via sempre pronta a giustificare tutto e tutti. Sempre in prima linea per gli altri.
Che tanto io ho le spalle forti. Che tanto io so farcela anche da sola. come se non bastasse
l’aver rinunciato a me stessa
come se non bastasse
tutta la forza del mio amore...
e non ho fatto altro che sentirmi sbagliata
ed ho cambiato tutto di me
perche’ non ero abbastanza
ed ho capito soltanto adesso che avevi...paura E mai nessuno che non si sia lamentato che non ero "perfetta". Mai nessuno che non si sia sentito in dovere di sottlinearmelo con malignità.
E allora vai, Stellarosa, cambia un’altra volta te stessa: adattati di nuovo, assumi le vesti e le identità che gli altri vogliono farti indossare.
Che tanto nemmeno tu sai chi sei.
Che tanto nemmeno tu sai dove vai.
Che tanto lo sai che ti è sempre mancato qualcosa. E che quel qualcosa non sei mai riuscita a trovarlo. E miracolosamente non
Ho smesso di sognare
E miracolosamente
Non riesco a non sperare
E se c’è un segreto
E’ fare tutto come
Se vedessi solo il sole fragile calma
di chi non sente
il muto logorarsi delle sue forze
segretamente arrendersi
alla speranza
arrendersi
alla speranza
nella tua vita
manchi solo tu Nella mia vita è sempre mancata una cosa.
Una cosa scontata.
Ovvia.
Fors’anche banale.
Nella mia vita mancavo Io. Mancavo solo Io.
E adesso che mi sono ritrovata, non ho intenzione alcuna di lasciarmi scappare. [Elisa] [Carmen Consoli]
LEGGI I COMMENTI (5)
-
PERMALINK
sabato 25 giugno 2011 - ore 14:15
(categoria: " Vita Quotidiana ")
L’amore con l’amore si paga
l’amore con l’amore si paga
l’amore con l’amore si paga
l’amore con l’amore.
Ho lacrime da donna
cosmetiche e severe
e lacrime da uomo
profonde e non meno sincere.
E continuo a bussare alla porta di Dio
e continuo a bussare alla porta di Dio
a passo di cane alla porta di Dio
a passo di cane alla porta di Dio.
Chi non ha scarpe non ha ragione mai
chi non ha scarpe non ha padroni
rispondo io chi non ha scarpe non ha scarpe allora
chi non ha scarpe non ha scarpe.
Vengo a vedere per l’ultima volta
il mio grande amore
vengo a trovare per l’ultima volta
il mio compositore
cuore di latta che non hai fatto che guai
cuore meschino che non hai fatto che guai.
Col mio sguardo diritto
e i miei occhi speciali
come una vedova di vent’anni che vuole sapere
una pu****a di trent’anni che vuole vedere
all’estremo limite del vero
all’estremo limite del vero c’è.
Che l’amore con l’amore si paga
che l’amore con l’amore si paga
l’amore con l’amore si paga
l’amore con l’amore. [Fiorella Mannoia]
Non riesco a togliermi dalla mente la faccia ISA della casseria mentre mi chiedeva se avevo solo quello da pagare. Ironica. Sarcastica. Acida.
E mi è toccato tenermi tra i denti la risposta che mi è salita spontanea: che sì oggi pranzo da sola. Più sola di -titolo di uno dei libri di Marquez (che tra l’altro non ho nemmeno letto)-.
Ma gliel’ho fatta pagare a mio modo quel commento al vetriolo. Pagare letteralmente. Con tante monetine. Piccoline e rosse.
Mai mettersi contro una laureanda col cuore arrabbiato di sabato mattina. Mai, mai davvero.
LEGGI I COMMENTI (2)
-
PERMALINK
sabato 25 giugno 2011 - ore 13:33
(categoria: " Vita Quotidiana ")
no...cioè...e la soddisfazione di sorpassare un porsche con la Seicento dove la mettiamo?!
(da notare che porsche è minuscolo e Seicento è maiuscolo) Dopo questa inutile parentesi...
Voi lo sapevate che al supermercato vendono le fette di torta confenzionate singolarmente? Una cosa spocchiosissima in effetti.
(ricotta e gocce di cioccolato...la mia preferita) Quando domani la bilancia implorerà perdono. Saprò a chi far riferimento.
Nel frattempo il gatto scambia la voce della Mannoia per quella di mia madre. E guarda confuso prima me e poi il pc. Povero bisogna capirlo.
Prima l’ho anche visto impegnato in un’azione degna di un Aristogatto: invece di infilare il musetto nella ciotola... il mio gatto ci infila la zampa, incastra il cibo tra le unghie e poi si porta il tutto alla bocca... C’è di che stare sconvolti a vita con questo gatto.
Mi sogno i sognatori che sognano la primavera
o qualche altra primavera da aspettare ancora
fra un bicchiere di neve
e un caffè come si deve
quest’inverno passerà
E se l’amore che avevo non sa più il mio nome
E se l’amore che avevo non sa più il mio nome
Come i treni a vapore come i treni a vapore
di stazione in stazione e di porta in porta
e di pioggia in pioggia
di dolore in dolore
il dolore passerà [Fiorella Mannoia]
LEGGI I COMMENTI (2)
-
PERMALINK
venerdì 24 giugno 2011 - ore 11:49
(categoria: " Vita Quotidiana ")
C’è che non mi lascia la sensazione di essere al posto sbagliato.
O quanto meno di non essere dove vorrei.
casa non è un luogo.casa sono le relazioni che costruiamo.e quelle.non hanno confini.
[Norin]E’ che nemmeno se me le metto in bella vista sull’armadio riesco a farmi entrare le cose in testa facilmente.
Non sono una testa de coccio mica per niente d’altronde.
LEGGI I COMMENTI (2)
-
PERMALINK
martedì 21 giugno 2011 - ore 19:55
(categoria: " Vita Quotidiana ")
E qualcosa rimane, tra le pagine chiare e le pagine scure
e cancello il tuo nome dalla mia facciata
e confondo i miei alibi, e le tue ragioni
i miei alibi e le tue ragioni...
Chi mi ha fatto le carte, mi ha chiamato vincente
ma uno zingaro è un trucco
e il futuro invadente fosse stato un pò più giovane
l’avrei distrutto con la fantasia, l’avrei stracciato con la fantasia... [De Gregori]
e così ho ripreso a fumare, a darmi da fare
è andata come doveva, come poteva
quante briciole restano dietro di noi
o brindiamo alla nostra
o brindiamo a chi vuoi [Parafrasando Ligabue]
LEGGI I COMMENTI (2)
-
PERMALINK
> > > MESSAGGI PRECEDENTI