entrare in un acquario e capire come ci si sente ad essere un pesce rosso
STO STUDIANDO...
al primo anno di Psicologia Clinica
OGGI IL MIO UMORE E'...
...altalenante come al solito...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) quanta cioccolata posso mangiare oggi per non essere depressa domani??
MERAVIGLIE
1) guardare negl'occhi una persona a cui vuoi bene e capire tutto al volo senza bisogno di parole... 2) mettere le mani attorno ad una tazza di cioccolata calda con panna in pieno inverno
Parlare di sè stessi è come parlare dei propri prodotti... Voi credete a tutta la pubblicità che vedete?!?!?! [M.J.W.]
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mercoledì 25 maggio 2011 - ore 09:42
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Toca esa vieja canción Que un día bailé con mi nena, Llena ese vaso de ron Que la garganta me quema.
Rómpeme el corazón, Porque aunque beba no hay borrachera que ahogue mi pena, Música, humo y alcohol, Versos que apenas recuerda.
Dónde esta la camarera, Se tambalea y maldice la sangre que corre en sus venas; Pidió una explicación, Un no halló por respuesta.
Luces y risas y el viejo que grita que un día de estos se quita la vida. Y el día que muera ponedme una vela, ya nadie en la casa a cenar le espera. Ya terminó la canción; Se mataría por verla.
Ho digerito il boccone amaro e conosco perfettamente i tuoi scopi indegni come nessun’altra ho sepolto gli sciocchi idealismi infantili e adesso posso affermare di essere una donna con la D maiuscola di essere una donna mediamente isterica
D come dannata ingenua per quanto tempo ho subito i tuoi raggiri D come dannata ingenua per quanto tempo hai tramato alle mie spalle D come dannata ingenua per quanto tempo hai strisciato tra le mie lenzuola
Mentre mi chiedo come sarebbe se... Anche se so che non dovrei farlo perchè... Ma chiederselo è inevitabile e... Camminando, leggendo, studiando, mi accade che... Un’inattesa attesa che...
E’ una giornata di frasi a metà. Di spunti abbandonati lì prima di concludere. Di respiri non portati completamente in fondo. Di parole dette, ma non del tutto. Di pensieri non totalmente svelati.
Mi sono svegliata mentre addentavo laria convinta di avere un cono gelato in mano. Lultima volta che ho fatto un sogno simile mi sa che non ero ancora entrata alle elementari. Non so se sia più frustrante svegliarsi con lacquolina in bocca e la mano chiusa a stringere il niente, o la sensazione di stupidità che deriva dalladdentare a vuoto convinti che ci sia davvero del gelato lì davanti. Mah. Ciao Freud, ciao aggressività orale, grazie di entrare pure nei miei sogni!
Al buio. Macchina spenta dentro al garage. Stellarosa con la testa appoggiata al volante e le note di Sweet home Alabama. Che non la fanno sentire leggera come al solito. Non si può inganare lumore con una bella canzone. Sonno, stanchezza, un macigno al posto del cuore e pensieri confusi. E voglia di fumare. E voglia di sotterrarsi. E pensare a quello a cui non si ha voglia di pensare. E pensare a chi non si ha voglia di pensare. Lasciare entrare un pò di consapevolezza. Non tutta, non ancora. Sentirsi anche peggio. Chiedersi se cè quacosa di più fondo del fondo che si è toccato. Chiedersi comè che fa così male senza mai fare veramente bene. E poi trascinarsi verso il letto. Convicersi a prendere sonno. Una volta tanto. Dormire sogni densi e fastidiosi. Poi finalmente il mattino. Poi finalmente poter fare il sorriso che si aspettava. Poi un pò di speranza e un pò di colore.
Voglio sapere se puoi deludere l’altro per essere vero con te stesso. [Oriah Mountain Dreamer] E lo sapevo che questo brano non era saltato fuori -dopo essere stato sepolto due anni fra le mie mail- per nulla. Ho deluso una persona. Con consapevolezza e fermezza. Per non essere falsa con me stessa, per non fingere di essere chi non ero. Anche se di sicuro sarebbe stato più comodo, almeno in quel frangente. E così sono stata messa nel contenitore delle persone-con-visioni-particolari-delle-cose. Dove "particolari" sta per "sbagliate". Pazienza, credo che me ne farò una ragione. Con un pò di amarezza per aver constatato di nuovo che non è così scontato saper "ascoltare" opinioni differenti. Per lo meno non mi è così strano stare dalla parte "del torto". Come al solito se ti allontani di un passo dal senso comune è un attimo trovarsi additato come il peggior appestato del globo. E non importa quanto sottolinei che la tua è solo un’opinione e che non vuoi assolutamente avere la risposta ultima, la verità in mano. Alla fine rimani sempre con la condanna di "diverso" appiccicata addosso. Dovrei smetterla di impegolarmi in conversazioni così complicate all’ora di pranzo. O quanto meno dovrei evitare di aizzarmi il quasi intero tavolo contro.
Ci si mette pure la luna a rendermi irrequieta, incapace di stare ferma, incapace di prendere sonno. L’ho vista prima in macchina, mentre giocava a nascondersi fra le nuvole, luminosa e spettacolare. Prima notte di luna calante. Sembrava piena. Ecco appunto, "sembrava", ma non lo era. La perfezione mancava pure a lei in questa serata. Seduta sul pavimento, in pigiama, il computer sulle gambe, e un sorriso nervoso. Se solo avessi una sigaretta con cui ammazzare il tempo. Le riflessioni più belle, i ragionamenti migliori a quanto pare devono venirmi sempre e solo in nottate insonni... Mah. La linea di confine sembra sempre così netta quando la disegni con le parole. Poi nei fatti non è mai così veramente. Arriva sempre il momento in cui stare al di là o al di qua è assolutamente indifferente. Una sorta di terra di nessuno. Non è che sia poi così spiacevole nuotare in questo universo liquido. Sì, decisamente "liquido" è il termine più appropriato per questo agglomerato di sensazioni, emozioni, odori, parole, mani e cuori, per questa lava calda che scotta sì, ma senza far male. Potrei continuare l’intera notte a tentare di descrivere quello che mi passa per la testa. Ma non sono sicura di voler mettere dei confini, delle specie di argini a quello che sto provando. Preferisco rimanere un altro pò in balia di tutte queste sensazioni, continuando a pensare con le emozioni piuttosto che con le frasi. Poi, domani è un altro giorno. Poi, domani sarà più semplice pensare con le parole. Poi, domani non ci sarà questa luna beffarda che si prende gioco di me lasciandomi estasiata di fronte alla luce di un posto che non c’è. O più facilmente, di un posto che non ho.