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martedì 24 giugno 2008 - ore 19:36


Intelligenza
(categoria: " Vita Quotidiana ")


L’intelligenza è l’insieme innato di funzioni conoscitive, adattative e immaginative, generate dall’attività cerebrale dell’uomo e di alcuni animali. È anche definibile come la capacità di ragionare, apprendere, risolvere problemi, comprendere a fondo la realtà, le idee e il linguaggio. Sebbene molti considerino il concetto di intelligenza in un ambito più ampio, molte scuole di psicologia considerano l’intelligenza come distinta da tratti della personalità come il carattere, la creatività o la saggezza.

Indice

* 1 Valutazione dell’intelligenza
* 2 Gli studi differenziali sull’intelligenza
* 3 L’apporto cognitivista allo studio dell’intelligenza: il problem solving
* 4 La teoria delle intelligenze multiple
* 5 Intelligenza umana in confronto a quella animale
* 6 Note
* 7 Voci correlate
* 8 Collegamenti esterni

Valutazione dell’intelligenza [modifica]
Stubby
Questa sezione è solo un abbozzo. Se puoi, contribuisci ad ampliarla.

La principale utilità di disporre di modelli per la "misurazione" dell’intelligenza (psicometria) è pratica, e consiste nella possibilità di effettuare comparazioni tra individui diversi. È importante precisare che questa utilità viene meno qualora si considerino i risultati dei test d’intelligenza come giudizi oggettivi e validi anche al di là dell’ambito del particolare aspetto oggetto della misurazione. Ognuno di questi modelli infatti si sviluppa da una teoria di riferimento in tutti i casi parziale e relativa ad un aspetto particolare della complessa funzione psichica dell’intelligenza. I principali test di misura dell’intelligenza sono i seguenti:

* Stanford e Binet costruiscono un test con prove diverse che rappresentano dei campioni indicativi delle abilità richieste dall’apprendimento scolastico. Il test Stanford-Binet ne è l’erede contemporaneo. Concetto chiave è il quoziente intellettivo come rapporto tra età mentale ed età cronologica moltiplicato 100. Il valore 100 del quoziente intellettivo è considerato il valore medio della popolazione. Il test Stanford-Binet misura un solo fattore di intelligenza generale. Per ogni fascia di età si proponevano prove che il bambino normale avrebbe dovuto superare, incentrandosi su un’intelligenza di tipo scolastico. Questo test non ha validità per individui più grandi di 13 - 14 anni.
* Il Wechsler Adult Intelligence Scale (WAIS), riprende i tipi di compito dello Stanford-Binet, nonché il concetto di quoziente intellettivo, e li ricostruisce per gli adulti. Le voci dei singoli sub-test sono scalate e hanno difficoltà progressiva. Il WAIS non misura il solo fattore di intelligenza generale, ma comprende una serie di dimensioni, coerenti al loro interno per tipologia di prove, che compongono il test: prove verbali (cultura generale, comprensione, analogie, memoria di cifre, ragionamento aritmetico), le prove di performance (riordinamento di figura, completamento di figura, disegno di cubi, ricostruzione di figura, associazione di simboli o numeri).
* Per entrambi questi test (Stanford-Binet e WAIS) è chiara l’importanza del livello di scolarizzazione, quindi una potenziale distorsione se applicati ad altre tipologie di educazione, o a persone non scolarizzate. Questa caratteristica ha richiesto la progettazione di una tipologia di test "culture free", non influenzati dalla cultura del soggetto, il più noto è quello delle matrici progressive di Raven, matrici numeriche da completare. Studi su questo test comunque dimostrano che esso non misura in modo adeguato i soggetti molto più intelligenti della norma, mentre è più adatto per soggetti ritardati.

Gli studi differenziali sull’intelligenza [modifica]

A partire dal diffondersi di strumenti validi ed attendibili per la misura dell’intelligenza, si è successivamente focalizzata l’attenzione sulle differenze individuali legate alla funzione intellettiva. L’intelligenza infatti è stato un significativo campo di discussione tra coloro che ne identificano le cause all’aspetto genetico e coloro che invece assegnano una maggiore importanza ai fattori ambientali.

Gli studi differenziali sull’intelligenza evidenziano una forte correlazione tra QI (quoziente intellettivo) di gemelli monoovulari. Si evidenzia inoltre una fortissima incidenza dei fattori ambientali sullo sviluppo delle capacità cognitive (si pensi agli studi portati avanti sulla differenza di intelligenza tra bianchi e neri, ricondotti non a differenze cognitive, ma piuttosto al fattore interveniente del livello socio-demografico). La psicologia risolve la dialettica tra componenti innate e ambientali nello sviluppo dell’intelligenza evidenziando come la componente genetica sembra rappresentare una disponibilità, mentre la componente educativa rappresenta un fattore di innesco per tradurre un potenziale in una funzionalità effettiva. Per quanto riguarda l’avanzare dell’età, il rendimento su alcune scale del WAIS tende a diminuire, mentre ad altre rimane stabile o aumenta. Riprendendo la distinzione proposta da James Cattell tra intelligenza fluida e cristallizzata, caratteristiche legate all’intelligenza fluida (acquisizione nuovi stimoli ed autocorrezione) tendono a diminuire dopo i 60 anni, mentre l’intelligenza cristallizzata (uso ottimale del proprio patrimonio di strategie, conoscenze, competenze) aumenta in maniera costante per tutta la vita.

L’apporto cognitivista allo studio dell’intelligenza: il problem solving [modifica]

Il problem solving è un processo mentale volto a trovare un percorso che porta il cambiamento da una situazione iniziale ad una disposizione finale. La capacità di problem solving risulta legata al fattore cognitivo di intelligenza, essa infatti è spesso adoperato come misura empirica dell’intelligenza. Il pensiero logico misurato dal quoziente d’intelligenza infatti, all’interno dei processi di problem solving, è applicato alla risoluzione di uno specifico problema. Il problem solving come processo risulta allora maggiormente contestualizzato, cosa che aumenta il grado di successo nella risoluzione dei problemi, portando i soggetti ad ottenere prestazioni più elevate. Il pensiero logico contestualizzato, inoltre, porta ad una misura più attendibile, anche se meno generale dell’intelligenza.

Il problem solving rappresenta l’approccio cognitivista allo studio dell’intelligenza.

La definizione dell’intelligenza in termini di problem solving rappresenta il primo passo compiuto dagli psicologi da una visione dell’intelligenza di tipo scolastico a concetti più differenziati, come per esempio intelligenza fluida-cristallizzata (James Cattell), o intelligenza logica-creativa, e recentemente il concetti di intelligenze multiple (Howard Gardner) e intelligenza emotiva (Daniel Goleman). Dal punto di vista storico risulta importantissimo il contributo di Wertheimer. Max Wertheimer (1965) distingue una intelligenza logica, di tipo astratto, analitico, e una intelligenza creativa, orientata alla sintesi e alla costruzione del nuovo. La prima orientata ai problemi convergenti, la seconda orientata alla soluzione di problemi divergenti.


La teoria delle intelligenze multiple [modifica]

L’efficacia del test tradizionale di misurazione del QI è stata con il tempo fortemente ridimensionata.

Lo psicologo statunitense Howard Gardner distingue ben 7 tipi fondamentali di intelligenza, localizzati in parti differenti del cervello, di cui fa parte anche l’intelligenza logico-matematica (l’unica su cui era basato l’originale test di misurazione del QI). Ecco, qui di seguito, i 7 macro-gruppi intellettivi:

1. Intelligenza Linguistica: è l’intelligenza legata alla capacità di utilizzare un vocabolario chiaro ed efficace. Chi la possiede solitamente sa variare il suo registro linguistico in base alle necessità ed ha la tendenza a riflettere sul linguaggio. Un noto possessore di tale intelligenza era Thomas Eliot.
2. Intelligenza Logico-Matematica: coinvolge sia l’emisfero cerebrale sinistro, che ricorda i simboli matematici, che quello di destra, nel quale vengono elaborati i concetti. È l’intelligenza che riguarda il ragionamento deduttivo, la schematizzazione e le catene logiche. È l’intelligenza di Albert Einstein.
3. Intelligenza Spaziale: concerne la capacità di percepire forme ed oggetti nello spazio. Chi la possiede, normalmente, ha una sviluppata memoria per i dettagli ambientali, i luoghi ed i percorsi. Un suo "rappresentante" potrebbe essere Pablo Picasso.
4. Intelligenza Corporeo-Cinestesica: coinvolge il cervelletto, i gangli fondamentali, il talamo e vari altri punti del nostro cervello. Chi la possiede ha una padronanza del corpo che gli permette di ben coordinare i movimenti. Vedi Martha Graham.
5. Intelligenza Musicale: normalmente è localizzata nell’emisfero destro del cervello, ma le persone con cultura musicale elaborano la melodia in quello sinistro. È la capacità di riconoscere l’altezza dei suoni, le costruzioni armoniche e contrappuntistiche. Esempio: Wolfgang Amadeus Mozart.
6. Intelligenza Interpersonale o sociale: coinvolge tutto il cervello, ma principalmente i lobi pre-frontali. Riguarda la capacità di relazionarsi con gli altri e di creare empatia.
7. Intelligenza Intrapersonale: riguarda la capacità di comprendere le proprie emozioni e di incanalarle in forme che siano socialmente accettabili.

A questi tipi di intelligenza, Gardner ha aggiunto successivamente un’ottava intelligenza, quella naturalistica, connessa al riconoscimento e alla classificazione di oggetti naturali; ipotizzò inoltre la possibilità dell’esistenza di una nona intelligenza, l’intelligenza esistenziale, relativa alla capacità di riflettere sulle questioni fondamentali riguardanti l’esistenza e più in generale all’attitudine al ragionamento astratto fondato su categorie concettuali universali.

Sebbene queste capacità siano più o meno innate negli individui, non sono statiche e possono essere sviluppate mediante l’esercizio. Inoltre, esse possono anche "decadere" con il tempo.

Viene anche definita Intelligenza fluida quel tipo di intelligenza acquisita biologicamente.

Intelligenza umana in confronto a quella animale [modifica]

L’uomo non è molto più intelligente degli altri primati come gli scimpanzé o i gorilla, infatti bambini abbandonati in tenera età e cresciuti in luoghi selvaggi non riescono a sviluppare mai abilità tecniche che li differenziano dagli animali. La superiorità dell’uomo è dovuta soprattutto al suo continuo sviluppo culturale, cioè all’intelligenza collettiva veicolata dal linguaggio.[1]

Note [modifica]

1. ^ Questa teoria è tutta da dimostrare: non spiega, ad esempio, perché prendendo dei primati alla nascita ed applicando loro metodi educativi umani essi non sviluppino alcun aumento dell’intelligenza che li avvicini all’essere umano. Il linguaggio stesso è praticamente assente nei primati, se non in una forma estremamente primitiva non molto diversa da quella di altri mammiferi come cani o gatti: eppure tutti loro hanno una storia evolutiva molto più lunga di quella umana.


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martedì 24 giugno 2008 - ore 19:33


Percezione e sensazione
(categoria: " Vita Quotidiana ")


La parola percezione deriva dal latino perceptio, che indicava l’atto e l’effetto del percipere, cioè del percepire, del ricevere.

Come il verbo capere e altri vocaboli di significato simile, anche perceptio significava sia prendere fisicamente, concretamente, sia prendere con la mente, mentre per il suo discendente percezione il significato concreto è diventato più raro.

L’italiano percezione appartiene soprattutto al linguaggio della filosofia e della psicologia e indica un processo per cui le sensazioni provenienti dal mondo esterno, ricevute attraverso gli organi di senso, vengono elaborate dalla mente e riconosciute.

Strumento insostituibile per conoscere la realtà, la percezione è stata spesso al centro della riflessione dei filosofi.

Alcuni come David Hume, hanno identificato le percezioni più forti con le impressioni e quelle più deboli con le idee. Altri come George Berkeley, hanno addirittura sostenuto che il mondo non esiste al di fuori della percezione che noi ne abbiamo. Anche la differenza tra percezione e sensazione è sottile ed è stata molto discussa.

In generale si può dire che le sensazioni sono piuttosto reazioni passive, legate a stimoli esterni di tipo elementare: il caffè caldo che tocca la lingua ed il palato provoca una sensazione di piacere; se il caffè è bollente la sensazione sarà di dolore.

Le percezioni sono invece rappresentazioni più nette dipendenti dall’attività dell’intelletto, e riguardano oggetti complessi: di solito si ha la percezione di ciò che già si conosce del tutto o in parte.

Proprio perché si tratta di concetti così vicini e separati soltanto da lievi sfumature di significato, la confusione tra di loro è abbastanza comune.

Già Dante usava percezione nel senso di sensazione, e Carducci parlava di percezione storica del Medioevo, volendo dire comprensione storica.

Di regola, quindi, la percezione è vicina a processi mentali attivi come il ragionamento, i sentimenti e le emozioni.

L’eccezione che conferma la regola è rappresentata dalle cosiddette percezioni extrasensoriali, note anche con la sigla inglese ESP.

Si definiscono così in psicologia e parapsicologia le percezioni che si verificherebbero senza l’intervento dei sensi: si sentono parole che nessuno pronunzia, si vedono immagini mai viste prima senza averle davanti agli occhi.

Per chi ci crede, questo tipo di percezioni avviene in una condizione di totale passività da parte del soggetto ricevente, che a volte deve addirittura entrare in uno stato di incoscienza perché la comunicazione - chiamiamola così - funzioni.

Il rapporto tra percepire e percezione riguarda quasi soltanto il significato astratto.

Tuttavia anche se raro il significato di percezione si trova ancora in italiano, soprattutto nella lingua del diritto e della burocrazia.

Giuseppe Mazzini, protestando contro l’imposta sul macinato, si lamentava non solo della tassa ma del suo metodo di percezione, cioè del modo prepotente con cui gli esattori imponevano il pagamento.

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domenica 22 giugno 2008 - ore 02:31


Volareweb.com
(categoria: " Lavoro ")


La struttura di addestramento della Compagnia organizza corsi di addestramento finalizzati al conseguimento della Certificazione ENAC (brevetto) di Assistente di Volo.

I corsi, della durata di circa 8 mesi (2 mesi di formazione teorica in aula e 6 mesi di addestrmento operativo in volo sulle nostre rotte) sono interamente gratuiti e remunerati con borsa di studio e consentiranno l’accesso all’esame di certificazione.

Se sei interessato a partecipare alle selezioni e sei in possesso dei requisiti sotto elencati, invia una mail allegando curriculum e 2 foto (figura intera e primo piano) all’indirizzo:

ufficio.selezioni@volarespa.it

Il tuo cv resterà nel nostro data-base per 12 mesi e in caso di rispondenza ai requisiti di Compagnia verrai contattato via mail.

NB: saranno prese in considerazione esclusivamente le mail con il Rif. A/V-NC citato nell’oggetto e con un peso complessivo inferiore ai 3 Megabyte. Verranno inserite nel nostro data-base solo i curriculum completi di consenso al trattamento dei dati personali ai sensi del D.Lgs. 196/03.

REQUISITI DI ACCESSO
- età compresa tra i 20 e i 29 anni compiuti
- altezza min donne: cm 162; min uomini: 170 cm
- assenza di tatuaggi/piercing visibili
- diploma superiore
- ottimo inglese
- possesso di patente di guida cat.B
- ottime capacità natatorie
- aspetto gradevole e molto curato
- disponibilità al trasferimento in zona Malpensa

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mercoledì 18 giugno 2008 - ore 14:44


Assistente di Volo
(categoria: " Lavoro ")


L’attuale normativa prevede che per esercitare la professione di Assistente di Volo si debba possedere una certificazione. La certificazione si può ottenere frequentando i Corsi per Aspiranti Assistenti di Volo presso una compagnia aerea. Il corso di formazione consiste in una parte teorica, da svolgersi in aula, ed in una pratica, durante la quale si devono svolgere, come Allievo Assistente di Volo, almeno 100 ore di volo. Alla fine di questo corso si sostiente un esame ministeriale presso l’ENAC e, se l’esame viene superato, si ottiene la certificazione civilavia di assistente di volo .
Comunque l’ iter normale per accedere alla professione consiste nel partecipare alle selezioni per personale navigante in particolare quelle mirate alla ricerca di nuovi assistenti di volo che le varie Compagnie Aeree indicono ( e che potete trovare alla Home page di questo sito al punto E e pubblicate sul seguente blog : lavoroamalpensa.blogspot.com -).
Una volta superata la selezione la Compagnia stessa si preuccupera’ di far svolgere ai futuri assistenti di volo il corso sopra descritto per l’ accesso alla professione.

Altre opportunita’ da non scartare sono:


* l’ invio spontaneo di candidature tramite posta ordinaria ( solitamente corredate da 2 foto : una a figura intera e l’ altra a mezzo busto)all’ Ufficio del Personale o alla sede Linee Aeree;
* l’ invio spontaneo di candidature tramite posta elettronica ( ai siti delle Linee Aeree di interesse);
* la risposta alle selezioni di personale "aperte" ( pubblicate sui siti delle varie Linee Aeree.)



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mercoledì 18 giugno 2008 - ore 13:43


ALITALIA
(categoria: " Lavoro ")


DIVENTA ASSISTENTE DI VOLO
La forza dell’esperienza e della competenza
Siamo da 60 anni leader del trasporto aereo nel mercato italiano e tra i primi in Europa. Sin dall’inizio ci siamo spinti fuori dai nostri confini ed ancora oggi siamo gli unici in Italia a poter offrire ai nostri equipaggi l’esperienza di raggiungere numerose destinazioni nel mondo con aeromobili all’avanguardia avendo la possibilità di essere parte della prima alleanza mondiale nel trasporto aereo: Skyteam Alliance.
Esperienza, senso di responsabilità, qualità nel servizio al cliente, Centri di addestramento con tecnici competenti e simulatori all’avanguardia, sono altri aspetti chiave del lavorare in Alitalia come Assistenti di Volo.


La voglia di far bene le cose
Per noi l’Assistente di Volo è sinonimo prima di tutto di affidabilità ed impegno, di stile e cordialità. L’Assistente di Volo è anche colui che possiede spiccate capacità organizzative, tenacia, resistenza alla fatica e soprattutto la passione di lavorare per i clienti e per la loro soddisfazione. Con noi potrai fare un’ importante esperienza, di carattere internazionale, confrontandoti con professionalità aziendali di spicco e con culture e paesi diversi. Potrai sviluppare conoscenze e competenze utili in diversi campi e settori.

Cosa ricerchiamo nell’Assistente di Volo

* capacità organizzative, capacità di anticipare e risolvere i problemi, concretezza;
* capacità relazionali, cordialità, stile, capacità di condividere con altri compiti e responsabilità;
* motivazione al ruolo, tenacia, orientamento al risultato;
* autocontrollo, stabilità emotiva, capacità di gestire lo stress e la fatica;
* apertura mentale, disponibilità alla novità.

Ti ritrovi in queste caratteristiche?

* Età compresa fra 18 e 28 anni
* Statura minima: 1,65 donne 1,72 uomini
* Titolo studio: diploma scuola media superiore
* Lingue: italiano ed inglese ad un ottimo livello (inglese minimo liv. B1 scala CEF), preferibile conoscenza di una terza lingua
* Buone capacità natatorie
* Bella presenza
* Assenza di tatuaggi e/o piercing visibili
* Preferibile esperienza lavorativa maturata nel settore turistico o svolgimento di attività a contatto con il pubblico.

Se la risposta è si, allora invia il tuo CV a AssistentidiVolo@Alitalia.it,, specificando la statura, il peso, l’acuità visiva senza correttivi ed allegando 2 foto, una a figura intera e l’altra a mezzo busto. In mancanza di tali informazioni, la domanda non sarà presa in considerazione.

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mercoledì 18 giugno 2008 - ore 13:32



(categoria: " Vita Quotidiana ")



Curriculum AIR DOLOMITI
I dati sono stati registrati correttamente. Grazie per averci inviato il tuo CV. Codice di Riferimento N. : 200806-NSKF0MB3

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venerdì 13 giugno 2008 - ore 10:57



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Lavora con noi

Per le domande di assunzione, si dovranno:

* 1. Scaricare il modello Curriculum Vitae e l’Informativa-Consenso all’assunzione:
Modello Curriculum vitae
Informativa e Consenso per i candidati all’assunzione
* 2. Trattenere l’Informativa e Compilare il curriculum ed il consenso al trattamento dei dati personali.
* 3. Trasmettere il modello Curriculum Vitae ed il consenso al seguente indirizzo:

MANTOVABANCA 1896 Credito Cooperativo S.c.r.l.
C/A Ufficio Selezione Personale
Viale Della Vittoria, 1
46041 ASOLA (MN)

E-mail: personale@bcconline.it

Mantovabanca




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mercoledì 11 giugno 2008 - ore 12:06


OPSonline..............
(categoria: " Università / Scuola ")


Esame di stato in pratica. Impostazione del caso clinico

Stampa Segnala Preferiti Commenta




Data di inizio: 11 Giugno 2008
Numero max. partecipanti: 20
Quota di partecipazione: 120,00 euro
INDICE

Presentazione

Obiettivi formativi
Contenuti
Destinatari
Modalita di partecipazione
Aula e Totor




PRESENTAZIONE torna all’indice


Metodologie e strumenti per l’impostazione del caso clinico

"Leggere” i dati anamnestici emersi da un colloquio clinico, formulare ipotesi diagnostiche e indicare una terapia sono competenze richieste e necessarie per il superamento della seconda prova dell’esame di stato.

Spesso la difficoltà maggiore per un corretto svolgimento della prova consiste non tanto nell’apprendimento di contenuti teorici, quanto piuttosto nell’impostazione metodologica del caso clinico.

Il corso di formazione on line, organizzato da Obiettivo Psicologia srl e presentato di seguito vuole essere una risorsa utile per la preparazione teorica, ma soprattutto per l’impostazione metodologica del caso clinico.

I testi d’esame su cui il corso è basato sono Psichiatria psicodinamica di Glen O.Gabbard e il DSM IV.


OBIETTIVI FORMATIVI torna all’indice


Il corso ha la finalita’ di fornire una metodologia per l’impostazione del caso clinico, attraverso il raggiungimento dei seguenti obiettivi:

sviluppare una modalità di lettura dei dati anamnestici e del quadro sintomatico di un caso clinico;
sviluppare competenze per la formulazione di ipotesi diagnostiche e di trattamento;
favorire la discussione e il confronto con il tutor e con i partecipanti, nell’ottica di un apprendimento collaborativo.


CONTENUTI torna all’indice


Per il raggiungimento degli obiettivi preposti, il corso on line sarà articolato in 3 fasi operative:

1° fase: consiste nell’acquisizione di nozioni teoriche mirate, attraverso lo studio di dispense sui principali disturbi psicologici e acquisizione di una “metodologia di impostazione del caso clinico";
2° fase: prevede esercitazioni individuali su casi clinici “esempio”.
In seguito alla presentazione di casi clinici, verrà richiesto ai partecipanti la formulazione scritta di ipotesi diagnostiche e di intervento, in base alle nozioni teoriche acquisite dalle dispense e facendo uso della metodologia appresa;
3° fase: prevede la valutazione dei casi clinici svolti dai partecipanti, da parte di uno psicologo iscritto all’Albo; la pubblicazione delle valutazioni sul forum; la discussione collettiva sui punti “critici” delle prove svolte.


DESTINATARI torna all’indice


Il corso è rivolto sia a chi vuole approfondire le proprie conoscenze di base, sia a chi già possiede nozioni teoriche e ha la necessità di sperimentarle in pratica.


MODALITA DI PARTECIPAZIONE torna all’indice


Il corso dura due settimane e comprende, oltre alle lettura dei materiali, esercitazioni basate su casi con feedback del tutor.
Le attività del corso consistono in: lettura dei contenuti del corso, realizzazione delle esercitazioni, partecipazione al forum didattico moderato da tutor esperti.

Per poter partecipare al corso bisogna avere a disposizione un PC con accesso ad Internet.

Data di inizio corso: 11 Giugno 2008
Costo: 120.00 euro; per chi ha attiva l’opzione Liberamente è di 98.00 euro.


AULA E TUTOR torna all’indice


Autore: Obiettivo Psicologia srl
Tutor: dott.ssa Antonia Pappalardo






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martedì 10 giugno 2008 - ore 18:21


una casa di vetro
(categoria: " Accadde Domani ")




vorrei vivere qui

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lunedì 9 giugno 2008 - ore 13:54


Docente Emiliani Francesca (president)
(categoria: " Università / Scuola ")


Carla Brandolese Psicologa libero-professionista Dott.ssa Daniela Rossetti Psicologa libero-professionista..........................................

00870 - PSICOLOGIA SOCIALE
Anno Accademico 2007/2008

Numero di crediti 2

Conoscenze e abilità da conseguire
Programma/Contenuti
Testi/Bibliografia
Metodi didattici
Modalità di verifica dell’apprendimento
Strumenti a supporto della didattica
Orario di ricevimento
Conoscenze e abilità da conseguire
Acquisire conoscenze sullo sviluppo sociale del bambino

torna su
Programma/Contenuti
Argomenti / tematiche

Il corso si propone di affrontare le tematiche centrali dello sviluppo sociale del bambino.

I contenuti affrontati riguarderanno in particolare:

1- la costruzione delle prime relazioni sociali con particolare attenzione alle relazioni di attaccamento, ai processi di socializzazione in famiglia, alle relazioni tra coetanei;

2- lo sviluppo dell’identità personale e dell’identità etnica;

3- le forme di altruismo e aggressività fra i bambini nei contesti scolastici.



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Testi/Bibliografia
Testi di riferimento:



Schaffer. H.R. (1998), Lo sviluppo sociale; edizione italiana a cura di Anna Oliverio Ferraris. - Milano: R. Cortina. Cap- 3, 4, 5, 6 e 7.



Pianta, R. (2001), La relazione bambino-insegnante : aspetti evolutivi e clinici; edizione italiana a cura di Olga Liverta Sempio e Antonella M. Cortina: Milano

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Metodi didattici
Lezioni frontali

torna su
Modalità di verifica dell’apprendimento
Esame scritto



I risultati degli esami saranno pubblicati nel sito web del Dipartimento di Psicologia al seguente indirizzo:



http://www.psibo.unibo.it/did/risu.htm

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Strumenti a supporto della didattica
Proiezione di lucidi
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Orario di ricevimento
Giovedì dalle 9.30 alle 12.30 presso il Dipartimento di Psicologia, Viale Berti Pichat 5.

Nel periodo di lezione il ricevimento sarà dalle 9.00 alle 10.00 e dalle 12.15 alle 13.00 e sarà possible in altri giorni su appuntamento.



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