E so che puo’ sembrarti strano ma cerco le parole per spiegarti che effetto fa sapere che se la giornata non e’ stata bella posso contare sulla mia coccinella..
chi sente:
"now you are free. And we’ll see again. But not yet, not yet."
te:
"forgive my lips. They find joy... ..in the most unusual places."
vita:
"you know, I couldn’t have done nothing without you. Yo, Adrian, we did it. We did it."
la fantasia:
..they say when you meet the Love of your life time stops, and that’s true
l’occasione:
..credo che se esista un qualsiasi Dio, non sarebbe in nessuno di noi, né in te né in me, ma solo in questo piccolo spazio nel mezzo. Se c’è una qualsiasi magia in questo mondo, deve essere nel tentativo di capire qualcuno condividendo qualcosa. Lo so, è quasi impossibile riuscirci, ma, che importa in fondo? La risposta deve essere nel tentativo..
la forza interiore:
..mi rattrista non avere Kelly, ma sono grato che lei fosse con me su quell’isola..e adesso so cosa devo fare...devo continuare a respirare.. perchè domani il sole sorgerà, e chissà la marea cosa può portare..
the joy:
..I miss you, Jenny. If there’s anything you need, I won’t be far away.
STO ASCOLTANDO
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
voglio un nuovo flik flak..
ho il mio nuovo flick flack..! in stile primaverile... con le ragazze in bikini in una spiaggia esotica..
ORA VORREI TANTO...
...
..dove la posso trovare...?
mi sa che faccio un salto in America..
"babbo nataleeee..??!"
...e la mia francesina, madame Cotillard!!
**************************
lui
STO STUDIANDO...
OGGI IL MIO UMORE E'...
always.. however.. nothing gonna stop me now..
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) accontentarsi di sopravvivere 2) aspettare al semaforo..e quando diventa verde non riuscire a passare.. 3) portarsi il cell anke in gabinetto
MERAVIGLIE
1) stare con lei dopo aver fatto l'amore 2) Sentire che per qualcuno tu conti davvero 3) trovare soppressa e pan biscotto alla fine dell'allenamento
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martedì 23 maggio 2006 - ore 13:48
attacco allo Stato
(categoria: " Vita Quotidiana ")
da segnalare:
Nota del produttore: Pietro Valsecchi
"Il ritorno delle Brigate rosse in Italia, dopo 11 anni di silenzio da parte di questa organizzazione terroristica, è stato un fatto traumatico per l’intero Paese, oltre che ovviamente per i familiari delle vittime colpite: i professori d’Antona e Biagi, e poi il sovrintendente di polizia Petri. Proprio da quest’ultima morte gli investigatori hanno avuto in mano la chiave di volta per entrare nel cuore delle nuove Br, scoprire ciò che pareva invisibile e inafferrabile, e assestare dei colpi molto significativi al rinato terrorismo, anche se ancora non s’è concluso il vaglio processuale. Raccontare questa storia significa provare a raccontare un altro pezzo di storia d’Italia, certamente molto recente e quindi senza il distacco necessario dello storico, ma molto radicata nelle vicende del terrorismo italiano che hanno radici antiche, e quindi inseribile in un contesto più ampio. [...]Anche questa nuova sfida, lanciata dalle nuove Br nel ’99 con l’omicidio D’Antona, sembra essere stata vinta, ma c’è sempre il pericolo che qualcuno prima o poi la riproponga: anche per questo è importante tenere viva la memoria e prima ancora la cronaca e la rappresentazione di quello che è successo. In più, questo lavoro è anche un modo per rendere omaggio, di nuovo, alle vittime delle nuove Br: quelle designate, come D’Antona e Biagi e quelle “causali”, come Petri, la cui morte non è stata inutile ma anzi ha consentito agli investigatori che fino a quel momento andavano avanti per intuizioni e ipotesi, di avere a disposizione finalmente la possibilità di penetrare all’interno del gruppo terroristico".
ROMA, 20 MAGGIO 1999. Alle 8,30 del mattino, in via Salaria, viene ucciso il professor Massimo D’Antona, giuslavorista, consulente del ministro del Lavoro Antonio Bassolino. L’omicidio viene rivendicato dalle Brigate rosse. E’ il primo delitto firmato con quella sigla dopo undici anni di silenzio (l’ultima azione firmata Br risaliva all’aprile 1988, omicidio del senatore dc Roberto Ruffilli; a seguito di quell’attentato ci furono degli arresti tra l’88-89 che si pensava avessero sgominato l’organizzazione terroristica).
[...]
BOLOGNA, 19 MARZO 2002. Nel centro della città, in via Valdonica, alle otto di sera viene ucciso davanti al portone di casa dove stava rientrando in bicicletta il professor Marco Biagi, giuslavorista, consulente del ministro del Lavoro Roberto Maroni. Nell’anno precedente Biagi era stato messo sotto scorta in relazione agli attentati dei vari Nuclei, ma po la protezione gli era stata revocata (nonostante le sue proteste) in seguito alla crisi internazionale provocata dagli attentati dell’11 settembre.Le indagini sulle Br ripartono praticamente da zero, e alle Digos di Roma e Bologna viene affiancato un gruppo di lavoro di poliziotti provenienti da altri reparti dedicato solo a questa inchiesta.
[...]
TRENO ROMA-FIRENZE, 2 MARZO 2003. A seguito di un normale controllo da parte di una pattuglia della polizia ferroviaria vengono intercettati su un vagone del diretto Roma-Firenze un uomo e una donna che esibiscono documenti falsi. Quando l’ispettore della Polfer Emanuele Petri prende i documenti e chiama la centrale per un controllo, l’uomo lo afferra e gli punta una pistola alla gola, la donna intima agli altri poliziotti di gettare le armi. Si verifica una sparatoria nella quale muovono l’ispettore Petri e l’uomo che l’ha appena ucciso, colpito dagli spari di un altro poliziotto. La donna viene arrestata. L’uomo era Mario Galesi, la donna è Nadia Lioce, che si dichiara “prigioniera politica, militante delle Brigate rosse”.
[...]
ROMA-FIRENZE-PISA, 24 OTTOBRE 2003. Un blitz della polizia porta all’arresto di una decisa di persone, accusate di far parte delle nuove Br, identificate attraverso gli incroci delle telefonate e i documenti dei computer. Alcuni si dichiarano “prigionieri politici” o “militanti rivoluzionari”, altri non parlano, altri ancora si proclamano innocenti. Viene scoperta anche la <base> romana dove abitavano Lioce e Galesi, già svuotata dai loro complici all’indomani della sparatoria sul treno.
ROMA. 20 DICEMBRE 2003. In uno scantinato della periferia di Roma viene trovata una cantina piena di documenti , esplosivi, denotatori e altro materiale: è l’archivio-deposito delle nuove Br e, prima ancora, dei Ncc. Dal materiale trovato si capisce che Br, Ncc, Nipr, e Npr non sono altro che la stessa organizzazione, che utilizza sigle diverse a seconda dell’entità degli attentati compiuti.La casa dove abita la donna che ha affittato la cantina è vuota, abbandonata in tutta fretta: la donna viene arrestata tre giorni dopo in una villetta sul litorale romano, e si dichiara “militante rivoluzionaria”.
L’inchiesta sulle Br prosegue con le confessioni della “pentita” Cinzia Banelli, una delle persone arrestate nel blitz di ottobre, che confessa la partecipazione ai delitti D’Antona e Biagi e fornisce agli investigatori le password per leggere i documenti crepitati contenuti nei computer brigatisti, Quello che resta da scoprire, a parte eventuali altri brigatisti (tre sospettati di aver fatto parte della nuova banda armata, di cui ha parlato proprio la pentita, vengono arrestati nel giugno 2005) sono le armi utilizzate negli omicidi e nelle rapine di autofinanziamento compiute soprattutto in Toscana, tra il 1998 e il 2003.
cosa resterà del mio mondo fatto di una palla e di un eroe? [parte 2]
(categoria: " Vita Quotidiana ")
<<Tu non hai più bisogno di me. Devi solo seguitare a conoscere meglio te stesso, ogni giorno un pochino di più, trovare il vero gabbiano Fretcher Lynd. E’ lui, il tuo maestro. E’ lui, che tu devi capire. E in lui che tu devi esercitarti: a esser lui. >> (R. Bach)
Manchester, 28 maggio 2003, ore 23.15 circa: siamo alla svolta. Lui parte da centrocampo, prende la palla in mano, si presenta sul dischetto, guarda l’arbitro con gli occhi spalancati 3, 4 volte come a dirgli.."muoviti a fischiare che poi spacco tutto"..rincorsa, calcia freddamente, la palla entra in rete, e lui che scrive una pagina di storia. Me lo ricordo come fosse ieri. La mia ex, più o meno 3minuti dopo quel rigore, mi telefonò. Tentava di sfottere..era tutto il giorno che le ripetevo quella sera avremmo alzato noi la coppa. Poi aggiustando il tiro, cercava di tirarmi su il morale, e io come avrei potuto comportarmi!? Scontato, da coglione ovviamente, prenotando per lei un viaggio di sola andata destinazione quel paese..d’altronde..una milanista che tenta di consolarmi in una giornata del genere..? come a dire..crocifiggetemi..no, ero intrattabile. Questo per rendere l’idea di come sia legato alla mia squadra e di come ci tenessi a lei, dal momento che poi ho dovuto parecchio sudare per fare pace. Eppure, c’era una parte di me che in un certo senso era felice. E’ cresciuto quel ragazzino che non parlava nemmeno una parola di italiano. Partita dopo partita è riuscito a conquistare prima tutti i tifosi e poi quelli come me, che hanno apprezzato di lui la persona, in primo luogo. E’ strano come mi ritrovi qui a scrivere di un uomo che non gioca nella squadra per cui tifo, che non ricopre il mio ruolo nei campi da calcio, che proviene da un paese tradizionalmente "freddo", che può vantare una donna di una bellezza come poche, stimato e amato ovunque, forse poche cose in comune fino a questo punto, forse veramente ben si presta ad essere una sorta di divinità per quelli come me. Un personaggio sportivo come tanti, ricco, bello e famoso. Ma c’è qualcosa in più, che va oltre la solita vita del calciatore, e che lo rende un Uomo. Quel ragazzino venuto dall’est 7 anni fa è cresciuto. Timido e un po’ impacciato da subito, una valanga di gol però a confermare il suo talento già il primo anno, che non ha minimamente oscurato il suo carattere schivo e umile di fronte al pubblico. Ma non è stata sempre cosi. D’altronde, chi ha detto che questo sarebbe stato il comportamento corretto da tenere anche gli anni seguenti? Chi ha detto che il suo fare cosi educato sarebbe stato una sorta di freno a mano per gli anni a venire? E infatti nel tempo è riuscito a migliorarsi, ad elevarsi a capitano della sua squadra, leader in campo e fuori, come era giusto che fosse, pur mantenendo intatta la sua umiltà. Si è incazzato con l’allenatore, ha urlato ai compagni, si è assunto le sue responsabilità. E’ diventato il simbolo di una squadra. E poi eccolo..l’ultima giornata di campionato in mezzo ai suoi tifosi a San Siro, assistere alla partita dagli spalti e cantare con loro. No, non è una divinità, Sheva è semplicemente uno degli ultimi eroi, uno di quelli che ci raccontano storie di fatica e di umiltà, uno di quelli che parla sempre dei suoi compagni, quando gli fanno i complimenti per i suoi gol. Uno di noi
E cosi dopo la mia squadra, se ne va anche il giocatore che considero l’ultimo esempio in tutto e per tutto, tra i campi di gioco. Mi sono domandato cosa rimarrà del mio campionato l’anno prossimo, senza colori ai quali aggrapparsi tutta la settimana, senza quel numero 7 che corre da una parte all’altra del campo da calcio e segna gol meravigliosi.. Mi hanno rubato tutto da un momento all’altro. Non lo so, tanti dicono che questo è il calcio, bello o brutto, ci sono delle regole da rispettare e questa è una di quelle; tutto può cambiare così rapidamente da non lasciarci nemmeno il tempo per abituarsi al nuovo che verrà. Ed è giusto così. Perché così è anche nella vita. Il nostro compito è imparare in fretta, tenere il buono che ci è stato dato e scoprire che cosa riusciamo a combinare. Perché un giorno, nel nostro piccolo, anche noi potremo essere degli eroi per qualcuno.
Manchester..quella notte una parte di me, l’altra..con lui. Un campionato senza Sheva. Per vedere se siamo capaci di conoscere meglio noi stessi, anche senza la sua guida.
cosa resterà del mio mondo fatto di una palla e di un eroe? [parte 1]
(categoria: " Vita Quotidiana ")
È successo tutto velocemente, talmente rapida l’iniezione nelle mie vene da lasciarmi in una situazione di coma reversibile facendomi dimenticare tutto il resto che mi circonda e facendo passare l’Evento come una giornata di freddo polare in piena estate. Ma non è e non sarà mai cosi. Due eventi hanno scosso la mia vita.
Ero già pronto a fare 2-3 calcoli, quelli che avrebbero dovuto condurre al 29esimo scudetto, ero già pronto col dito al cellulare per far vedere che quest’anno ce l’eravamo meritato, tutto. Niente polemiche, niente favoritismi, un avvio di stagione alla grande che aveva messo il campionato nel caveau già alla fine del girone d’andata. Ero pronto. Tutto quello che mi rimaneva era tirare il fiato solo x altri 180 e poi 90 minuti..aspettando la mai tanto desiderata matematica. Non l’avessi mai fatto. Quando è scoppiato il caso, non mi sembrava nemmeno lontanamente di tale proporzione il fenomeno. Il marcio c’era sempre stato, e c’è ancora, solo che il fatto di farlo venire fuori le ultime giornate, sembrava proprio la classica manovra per destabilizzare l’ambiente, peraltro già in crisi profonda da un mesetto e mezzo a questa parte. Tutto tranquillo me ne sono partito, prima a Milano, poi a Bologna. Ho vissuto qualche giorno come un tot di anni fa, senza riferimenti temporali o "culturali" di qualsiasi genere. Al mio ritorno, niente era più come prima. La cosa che mi ha fatto e fa rabbia è questa sensazione di completa impotenza. Il mio mondo del pallone sembra quasi un diario, che ogni giorno si colora di emozioni, sentimenti, stati d’animo..magari legate a vecchie storie passate, magari non proprio felici, ma pur sempre a colori..ora tengo il mio diario in mano, sono solo un po’ prima della metà e le pagine sembrano tutte fotocopie in bianco e nero..nessuna faccia, nessun campo di calcio, nessun pallone..solo nero, perché l’unico bianco presente è quello che è dentro di me e che mi porta a sperare un giorno si potrà ancora parlare dello sport più bello al mondo, il cui scopo ultimo è quello di unirci tutti insieme, come una grande famiglia. Ecco, vorrei solo poter strappare tutte le pagine nere e saltare direttamente all’anno prossimo, tra due anni forse, tra dieci se necessario. Di certo sarà dura. Per tutti quelli che amano il calcio. Chi sbaglia paga, vale la legge del taglione come per Fiorentina, Napoli e Genoa d’accordissimo. Però alla fine non paga solo la maggioranza di tifosi italiani, ma in fondo, tutti.
Un campionato senza la juve..Per poter scrivere tra qualche anno un diario in mille colori.
like a rolling stone
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Certe volte mi pare di trasportare un masso in cima ad un monte..una punizione eterna come Sisifo..solo leggermente diversa perché nel mio caso non arrivo alla meta dove collocare questo masso, solo qualche metro più sotto..la cosa peggiore è quando diventa questione di centimetri la distanza tra me e quello che vorrei raggiungere, il dato di fatto è che è tale la maggior parte delle volte..c’è sempre qualcosa che mi impedisce di raggiungere ciò che vorrei. Cosi non ce la faccio a sostenere questo peso e il masso torna a rotolare giù, schiacciandomi quasi. Ogni volta devo iniziare daccapo. Vorrei tanto una volta riuscire ad arrivare in cima con questo masso; con tutte le mie forze poi lo spingerei giù dall’altra parte, e allora chissà, chissà cosa potrei raggiungere al di la. Non lo so, forse sto solo spingendo verso la cima un masso troppo pesante per me.
solo orizzonti neanche troppo lontani
(categoria: " Vita Quotidiana ")
E’ un periodo difficile, non ho nemmeno molta voglia di uscire..si c’è un po’ da preoccuparsi ma niente ricovero. Forse effettivamente qualcosa ke nn va c’è.. Insomma, la situazione calcistica è allo sbando, non c’è più l’allenatore, casini dentro e fuori dal campo, dirigenza assente e tutto questo, avendo conquistato matematicamente già a 3 giornate dal termine il terzo posto ovvero il pass x giocarci i playoff. L’aggettivo x descrivere la situazione attuale, forse..bè è il primo pensiero quindi è quello giusto, passatemelo..una merda. Spero di trovare energie x arrivare fino a fine maggio. Ecco..ogni tanto mi chiedo se mi verrà voglia di continuare anche l’anno seguente, soprattutto in momenti like this..la fortuna è che dopo 2 mesi di semi-attività estiva, non serve che mi venga la voglia, scopro che ce l’ho sempre avuta, solo a volte vuole giocare a nascondino. E alla fine il cerchio si chiude. Ora basta solo prendere questa situazione e replicarla a macchia dolio..tutti cerchi aperti.
Il resto è una gran voglia di staccare il mio biglietto.
In questo girotondo d’anime chi si volta è perso e resta qua io so per certo amico mi son voltato anch’io e per raggiungerti ho dovuto correre ma più mi guardo in giro e vedo che, c’è un mondo che va avanti anche se se tu non ci sei più se tu non ci sei più
e dimmi perché in questo girotondo d’ anime non c’è un posto per scrollarsi via di dosso quello che ci è stato detto e quello che ormai si sa e allora sai che c’è
c’è che c’è, c’è che prendo un treno che va a paradiso città e vi saluto a tutti e salto su prendo il treno e non ci penso più
un viaggio a senso solo senza ritorno se non in volo senza fermate nè confini solo orizzonti neanche troppo lontani io mi prenderò il mio posto e tu seduta lì al mio fianco mi dirai destinazione paradiso paradiso città.
buon sangue non mente
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Grazie a teo che ha lasciato il portafoglio nelle condizioni di partenza e ad un bus navetta che ci ha risparmiato 2km.. Finalmente ieri c’è stata la degustazione.. Ecco qui cosa si poteva assaporare al vinitaly.. (solo una parte di quello che abbiamo bevuto io e i miei amici..)
San Biagio Rosso di Montalcino Brunello di Montalcino Ugolaia (Brunello di Montalcino)
Tocai Friulano Tocai Friulano 50anni Ronco delle Acacie
Castello di Fonterutoli Castello di Meleto Castello di Tizzano Fattoria Viticcio Fontodi Le corti Corsini Ripanera