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ADVISED PLACEs:







immagina..















HO VISTO

E so che puo’ sembrarti strano ma cerco le parole per spiegarti che effetto fa sapere che se la giornata non e’ stata bella posso contare sulla mia coccinella..






chi sente:
"now you are free. And we’ll see again.
But not yet, not yet."





te:
"forgive my lips. They find joy...
..in the most unusual places."





vita:
"you know, I couldn’t have done nothing without you. Yo, Adrian, we did it.
We did it."






la fantasia:
..they say when you meet the Love of your life time stops, and that’s true





l’occasione:
..credo che se esista un qualsiasi Dio, non sarebbe in nessuno di noi, né in te né in me, ma solo in questo piccolo spazio nel mezzo. Se c’è una qualsiasi magia in questo mondo, deve essere nel tentativo di capire qualcuno condividendo qualcosa. Lo so, è quasi impossibile riuscirci, ma, che importa in fondo? La risposta deve essere nel tentativo..





la forza interiore:
..mi rattrista non avere Kelly, ma sono grato che lei fosse con me su quell’isola..e adesso so cosa devo fare...devo continuare a respirare.. perchè domani il sole sorgerà, e chissà la marea cosa può portare..





the joy:
..I miss you, Jenny. If there’s anything you need, I won’t be far away.




STO ASCOLTANDO



ABBIGLIAMENTO del GIORNO

voglio un nuovo flik flak..
ho il mio nuovo flick flack..! in stile primaverile... con le ragazze in bikini in una spiaggia esotica..



ORA VORREI TANTO...

...



..dove la posso trovare...?


mi sa che faccio un salto in America..





"babbo nataleeee..??!"






...e la mia francesina,
madame Cotillard!!




**************************


lui



STO STUDIANDO...



OGGI IL MIO UMORE E'...

always..
however..
nothing gonna stop me now..



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


1) accontentarsi di sopravvivere
2) aspettare al semaforo..e quando diventa verde non riuscire a passare..
3) portarsi il cell anke in gabinetto

MERAVIGLIE


1) stare con lei dopo aver fatto l'amore
2) Sentire che per qualcuno tu conti davvero
3) trovare soppressa e pan biscotto alla fine dell'allenamento


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on air 4/1/08:

davvero grande:
Eryka85



valido:
bifry


in volo ad ali spiegate:
clarice


guarda le stelle nel cielo con la bagi..:
bagigiola


la ragazza a metà tra il dolore e la felicità:
@si@


la vita non è facile
ma a volte basta
complice
e tutto è già più semplice..


la ragazza dei cioccolatini:
fiammetta


la ragazza ska:
angioletta


sono quasi sicuro faccia parte del sistema moggi..:
solo




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consciousness

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take a chance

believe

simplicity

alive and kicking

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entirety








"yes, I STILL can do it"

























..can you feel it?




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martedì 16 ottobre 2007 - ore 17:26


e.. raccontano
(categoria: " Vita Quotidiana ")



che lui si trasformò in albero e che fu per scelta sua che si fermò
e stava lì a guardare la terra partorire fiori nuovi...
così fu nido per conigli e colibrì,
il vento gl’insegnò i sapori di resina e di miele selvatico
e pioggia lo bagnò...
"la mia felicità" - diceva dentro se stesso -
"ecco... ecco... l’ho trovata ora che... ora che sto bene
e che ho tutto il tempo per me
non ho più bisogno di nessuno
ecco la bellezza della vita che cos’è..."




"ma un giorno passarono di lì due occhi di fanciulla
due occhi che avevano rubato al cielo un po’ della sua vernice.."
e sentì tremar la sua radice..
quanto smarrimento d’improvviso dentro sé
quello che solo un uomo senza donna sa che cos’è
e allungò i suoi rami per toccarla,
capì
che la felicità non è mai la metà di un infinito







ora
era insieme luna e sole
sasso e nuvola
era insieme riso e pianto
o soltanto
era un uomo che cominciava a vivere
era il canto che riempiva la sua grande, immensa solitudine
era quella parte vera che ogni favola d’amore
racchiude in sé per poterci credere



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sabato 29 settembre 2007 - ore 17:54


e.. cosi.. se ne va un altro pezzo dei miei ricordi
(categoria: " Vita Quotidiana ")


C’è stato un momento, una decina d’anni fa, in cui sembrava che un uomo potesse saltare in lungo 9 metri. Un volo che ancora sogniamo e che resterà il tassello mancante nella carriera di Ivan Pedroso che, sulla soglia dei 35 anni, ha deciso di dire addio all’atletica. Mike Powell è il recordman, Carl Lewis l’uomo dei quattro podi olimpici, ma il miglior lunghista degli anni Novanta è stato senza dubbio Ivan Pedroso.






A testimoniarlo ci sono i nove titoli mondiali (4 all’aperto e 5 indoor) vinti tra il 1993 e il 2001 e una regolarità impressionante che l’ha portato a superare gli 8.50 in otto stagioni. In un’atletica di “mostri”, Pedroso abbinava una tecnica perfetta, affinata lavorando con il suo coach di sempre, Milan Matos, a un fisico assolutamente normale (176 cm per 70 kg).

L’ultima esperienza olimpica, ad Atene, l’ha visto portare la bandiera cubana durante la cerimonia di apertura dei Giochi. E per chi conosce la storia a cinque cerchi dell’isola caraibica può capire quanto grande sia stato l’orgoglio per ricoprire un ruolo del genere. Ivan, in un’epoca in cui le defezioni sono state tante, è sempre stato additato come un modello. Quando Javier Sotomayor si ritira, tra infortuni e positività alla cocaina, Pedroso diventa il simbolo dell’atletica cubana.

La sua carriera resterà legata anche al suo 8.96 al Sestriere nel 1995. Sono passati 8 anni dal salto-fantasma di Evangelisti ai Mondiali di Roma, ma le cattive abitudini in Italia durano a lungo. Questa volta la misura è esatta, ma il record mondiale di Ivan (1 centimetro in più del primato di Powell, che dura tuttora) non viene mai omologato, perché un giudice si è posto davanti all’anemometro, falsando così la rilevazione del vento, che si presume superiore al consentito. La federazione cubana minaccia di non far gareggiare più in Italia i propri atleti, ma poi la situazione si ricompone e Pedroso resterà sempre molto legato al nostro Paese: a Padova realizza per quattro volte la sua miglior misura stagionale (8.63 nel 1997, 8.60 nel 1999, 8.30 nel 2002 e 8.31 nel 2003) e in molti ancora ricordano le sue scorribande notturne su una Vespa presa a prestito.


[la gazzetta dello sport, 29/9/07]



.........................





..e io ero li, allo stadio euganeo, seduto su una comoda poltrona in tribuna e felice con la persona che in quel momento era la più importante della mia vita.. quel giorno di inizio settembre di 5 anni fa.
E per la prima volta sentivo parlare di questo atleta semisconosciuto alla massa... che, cosa particolarissima, sapeva raccogliere il nostro entusiasmo facendoci battere ritmicamente e via via sempre più velocemente le mani accompagnandolo lungo tutti i quei 15 secondi in cui alzava le mani al cielo e ci dava lo spunto per cominciare a batterle, prendeva la rincorsa, correva, saltava e atterrava nella sabbia tra quello che era diventato un applauso scrosciante da parte di tutto il pubblico che ora con il fiato sospeso attendeva di capire, attraverso il punteggio finale dell’arbitro, quanto avesse contibuito a dare una mano a quel talentuoso e simpatico personaggio.




“Ecco il mio segreto. È molto semplice, non si vede bene che col cuore: l’essenziale è invisibile agli occhi”, avevo letto tempo fa in un libro speciale.
È proprio vero.
Ciò che mi rendeva felice quel giorno allo stadio non erano le persone in pista davanti a me, desiderose di fare bella figura difronte all’insolito pubblico padovano.
Tutti quegli atleti, e lui in particolare, erano attori in scena in un grande teatro all’aperto. E recitavano qualcosa a cui tutti potevano assistere. Un momento speciale da condividere.

Ciò che era essenziale invece, era alla mia destra,
aggrappata al mio braccio.
Invisibile agli occhi. Fine assoluto di ogni mio gesto.

E, magia,
stava guardando me.



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lunedì 17 settembre 2007 - ore 21:47


schiacciata (terza e ultima parte)
(categoria: " Vita Quotidiana ")





Guarda siamo soli in questa stanza
eppure c’è qualcuno che ci guarda
senti non ne senti di rumori
eppure c’è qualcosa che si muove
bacia quello che sa già di te
e spegni questa luce troppo forte
bello sto viaggiando a mille allora
con te in una stanza quasi rosa
Qui nessuno può dividere
quello che ha voluto Dio
qui nessuno può decidere per noi
accarezzami senza vergogna
ridi pure se ti và
e vedrai che prima o poi lo farai
fuori da qui
senza paura e con il sole senza
più occhi da evitare
senza paura e con il sole con
il coraggio di chi vuole

Guarda questo amore
si fa grande e ci fa stare stretti in questa stanza
allora fuori, rivestiamoci e poi fuori
e diamo luce a tutti i nostri sogni

sotto questo cielo azzurro coraggio
più nessuno toglierà
la mia mano dalla mano tua
vedrai
senza paura e con il sole
più occhi da evitare
senza paura e con il sole con
il coraggio di chi vuole







Sto per salire in macchina.
Una foglia del liquidambar volteggia sopra di me... si è appena staccata dall’albero nel giardino. Come ogni anno è il mio privilegiato e inconfondibile indizio dell’imminente arrivo dell’autunno.
Sembra anticipare a tutti noi che a breve faremo il cambio dei vestiti nell’armadio. Vestiti nuovi, pesanti, che accolgono l’eredità di quelli utilizzati nei cinque mesi precedenti.
Poso la borsa nel bagagliaio e salgo a bordo.
Oggi sono partito in anticipo. E comunque non è nel mio DNA arrivare in ritardo agli appuntamenti. Ho sistemato la felpa amaranto nella borsa, la felpa, non la classica magliettina manica corta... e questa è la conseguenza del fatto che qualche cosa sta cambiando.
Ti accorgi che qualcosa cambia quando le abitudini di tutti i giorni, quelle che consideri millenarie, ma anche solamente facenti parte della tua quotidianità, ti abbandonano e pure loro smettono di funzionare. Mi è accaduto qualche giorno fa... la secolare porta automatica del garage ha smesso di funzionare. Cosi. Come colpita da un attacco cardiaco. Senza dire nulla a nessuno. Senza dare un segnale, un preavviso, ci ha colto tutti impreparati. Oggi sembra sia in ottime condizioni perchè funziona di nuovo... ma a me non la fa... è caduta una volta, e questo non lo posso dimenticare.
Cosi. Come quella vagonata di messaggi quotidiani che scrivi a tutte le ore, da ogni angolo della stanza, in macchina, mentre bevi il caffè caldo la mattina, sotto le coperte, quando sei a lavoro, persino quando esci con un’altra persona la sera... ad un unico e solo destinatario finale. Che d’un tratto, senza un motivo concreto, non partono e non arrivano più. E anche qui, magari cerchi di riparare... magari hai la presunzione o più semplicemente la convinzione che quel destinatario abituale tornerà a colmare di messaggi il tuo cellulare.. ma, si diceva... una volta che qualcosa cade.. si è dimostrata debole...

Prendo la strada più lunga, kilometricamente parlando... perchè invece è quella che presenta minor traffico. Ed è quella che mi fa anche pensare un pò di più a me stesso senza preoccuparmi dell’idiota di turno che potrebbe tagliarmi la strada.
Come vola il tempo!
In questo periodo ci sta a pennello questa definizione, al contrario di qualche mese fa... quando ero via il tempo sembrava mi ostacolasse nel tentativo di ritornare qui.
Beh, me ne sono capitate da farne scorta anche per i mesi futuri. L’imprevedibilità regna incontrastata in quella che è la vita di tutti i giorni, soprattutto, posso dire, nella mia. Ho un nuovo lavoro. Sembra interessante, anzi redditizio prima di tutto dato che le opportunità precedenti hanno fatto la fine dei petali della margherita, anche per quella facceduola che si vuole sempre omettere, ma che poi è li, a farci scegliere, (quanti soldi prenderò? Sono tanti??)... questo lavoro o quell’altro, questo lavoro o quell’altro.... alla fine è rimasto un petalo interessante, ma che ho recuperato in extremis, dato che sono uno che ci pensa 395 volte prima di legarsi ad una cosa, figuriamoci ad uno stress continuo tutti i santi giorni chiamato lavoro.... altrimenti avrei dovuto gettare tutto il fusto e ricominciare con una margherita diversa.
Eppure, non è stato cosi.

E non è stato cosi neppure per quei pochi semi che avrebbero dovuto germogliare e invece si sono strozzati in terra, troppo arida per poter coltivare un rapporto a due.
Ho avuto a disposizione una cravatta, una di quelle già preparate, con il nodo già predisposto, perchè il più sembrava fatto... avrei dovuto solamente infilarla e tirare verso di me in modo da far combaciare quella cravatta con quel nome, con la mia giacca con il mio nome, in un tutt’uno elegantissimo che tutti avrebbero ammirato. Eppure qualcosa è andato storto. Se una lezione l’ho avuta da tutto ciò, dato che non si finisce mai di imparare... è che la prossima volta il nodo imparo a farmelo da solo, senza l’aiuto di una mano che lo faccia per me.
Perchè quando ho tirato per far funzionare il tutto come mi ero illuso, beh, mi sono inceppato, e non sono riuscito ad arrivare fino in fondo. Anzi, il nodo si è completamente sfladato.
Quel nodo è stato croce e delizia della mia estate 2007.

Croce perchè ho rischiato seriamente per la prima volta, dopo mesi e mesi spensierati senza cazzi vari, di soffrire e molto per una ragazza.. ragazza che un giorno mi diceva una cosa e misteriosamente il giorno dopo mi raccontava una storia diversa. Ora, senza nulla togliere al gentil sesso... quando una ragazza che ti piace riesce a tenerti in scacco con un atteggiamento del genere... beh, non hai molte vie di fuga, anzi, è come se ti trovassi davanti ad un giudice che ti sta sparando in faccia la tua sentenza di condanna senza nemmeno l’appello in secondo grado.. nn hai possibilità, facoltà o diritto di replica.. ti hanno costruito un bunker e ci vivi dentro.... insomma il migliore banco di prova per i tuoi nervi e la tua pazienza. Non ha eguali.
Delizia perchè... in questo evolvesi di pazzia che aveva radici piantate a febbraio, ho anche rischiato seriamente per la prima volta, dopo molto tempo di legarmi con questa stessa ragazza, non per come la vedeva lei probabilmente, ma per come la vedevo io.. si perchè, quando mi ci metto a pensare....e ripensare.. e a trovare del tempo impossibile per dare forma all’idea che ho in testa, fare qualcosa di "speciale, unico" per lei... che ha sempre l’obiettivo poco celato di strappare un sorriso al destinatario e più profondo di essere del tutto spontanea e priva di qualsiasi fine se non far stare bene.... me stesso e l’altra parte.... beh... allora capisco che questo segno di pazzia è sinonimo di affetto e voglia di provarci a costruire qualcosa di veramente importante insieme. E questo atteggiamento "pazzoide" lei è riuscita da subito a farlo riportare a galla, ancorato ad una boa in pieno oceano che portava il suo nome.. atteggiamento che ora ha cessato di infestare la quotidianità di questa povera donna ed è tornato negli abissi del mio essere. Chiuso a doppia mandata.
Allora, tornando al mio nodo, il mio appuntamento, in giacca e cravatta, era gia stato fissato prima della mia partenza, e in quell’occasione tutto era pronto, tutto sarebbe stato pronto.... tutto tranne il tempo.
Forse il nodo non è stato fatto come avrebbe dovuto essere fatto, forse la troppa fretta di vederlo sulla giacca, o forse, non erano molto più semplicemente adatti l’uno all’altra, giacca e cravatta.
Cosi quest’ultima rimane li, bella, pronta per essere inserita al collo di qualcuno e ad essere ammirata da tutti. E la giacca rimane li... bella, pronta a ricevere una cravatta che dia quel tocco di perfezione. Tutt’e due rimangono alla ricerca dell’altra, pur sapendo che sono eleganti, che sono "quasi" perfette anche prese singolarmente, senza il necessario bisogno di completarsi, ma comunque avvertendolo in maniera sempre più forte giorno dopo giorno.
E poi... alla fine di tutto ciò, è comparsa una ragazza dolcissima.

Bella, bionda, simpatica, intelligente, insomma tutto a parte il colore dei capelli che avrebbe potuto far girare la ruota. Ma la ruota non è mai girata. C’era una piccola falla che in pochi giorni ha divorato tutto... e la diga ha ceduto, a dir la verità, subito. Perchè sono cose che si sentono, non c’è bisogno di perdere tempo. Quando il buco cresce di dimensione giorno dopo giorno, devi seguire il tuo istinto, ovvero comportarti come l’acqua, catapultarti fuori da una situazione che non riesce a sostenerti. Da una vita che presenta falle e che perciò non va bene. Dal tentativo di aver trovato la chiave che consente l’accesso a quel giardino segreto, quando questa chiave entra ma non gira e non ti rimane che guardare quel giardino solo da spettatore. Questo, sempre per come la vedo io.
Il resto è storia quotidiana.

Quella della mia inseparabile golf blu elettrico che è stata promossa a pieni voti. Non abbiamo ancora preparato la lista nozze, ma siamo ufficilmente insieme, oggi più di ieri, grazie alla mia nuova attività, a gironzolare da una parte all’altra di padova.
Sarà poco, ma a me va benissimo cosi.
Proprio adesso mi sta portando a dare due calci alla palla, quella che avevo abbandonato e che ora ho ripreso... [...]
Sarà strano ma in una serata del genere, una serata fresca di fine estate, trovo tutto quello che mi rende felice. E non posso dire che non ho bisogno di nient’altro, perchè non è vero. Ma per il momento mi basta. Non sarà l’attesa infinita di qualcosa a farmi stare meno bene. O a vincolarmi a dare solo quando riceverò altrettanto.
Esistono una serie di persone che si meritano una parte di te perchè sono in gamba e vanno spronate se hanno bisogno.

Esiste un’unica persona che si prenderà tutto te stesso perchè è la più in gamba tra tutte e se lo merita.
Dimostrando con i fatti quanto ci tenga a te, prendendoti per mano. Senza pensare di non essere all’altezza, ma impegnandosi per migliorare insieme, e vivere ogni singolo momento intensamente, spensieratamente, come due persone che davanti all’altare sarebbero prima di tutto amici promessi eterni amanti. Questa persona esiste da qualche parte.
Quel giorno.. in cui la riconoscerai, ti guarderai allo specchio e non vedrai più ne giacca ne cravatta. Niente dighe, ne falle. Vedrai la tua complice scendere le scale e sorriderti.. che si trovi vicino a te o dall’altra parte del mondo. Tu vedrai solo e soltanto lei, dentro di te.

E allora quando guarderai l’oggetto più insignificante che ti circonda con aria interrogativa e subito dopo ti comparirà un sorriso... la tua mente si illuminerà, i tuoi occhi si accenderanno..

e tu starai già pensando alla prossima pazzia da fare per lei.



Niente va cosi.. perche doveva o non doveva andare.
Tutto va perchè ci siamo noi sotto, che decidiamo come fare andare la nostra vita. Decidiamo direzione, verso, e soprattutto, con chi vivere un momento della nostra esistenza.
Sarà più o meno lungo.
sarà più o meno accanto ad una persona speciale.

Oppure questo momento sarà stato semplicemente unico,
unico come la persona che avevamo preso per mano,
una mattina d’inverno,
durante un incontro casuale,
di una sciarpa azzurra e cappotto nero..


unica perchè
capace di colmarci.

:p







[...]proprio adesso mi sta portando a dare due calci alla palla, quella che avevo abbandonato e che ora ho ripreso... Credo che ognuno abbia la sua palla da prendere a calci, o a pugni o da tenere in mano.. solo che qualche volta fai goal allontanandola da te, qualche volta realizzi una schaicciata vincente eludendo il muro delle avversarie.... qualche volta la palla la porti con te e corri e corri, per sfuggire a tutti con lo scopo di tenerla bene stretta tra le tue mani oltre una linea bianca....
L’unica cosa che cambia è come otteniamo il risultato, ma alla fine, l’allenatore che ci urla che cazzo combiniamo in campo... le avversarie che provocano al di la della rete e noi che l’attraversiamo per prenderle a scazzottate..... l’urlo di gioia non appena facciamo meta e ci sentiamo più forti che mai.... chi può dire che questo “cambia”..........?

Per tutti è tempo di intraprendere o ricominciare qualcosa,
"senza paura e con il sole con
il coraggio di chi vuole"

per te..

buona schiacciata vincente a tutti.



[FINE]



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venerdì 7 settembre 2007 - ore 02:00


vestitino turchese (seguito..)
(categoria: " Vita Quotidiana ")





Ero agitato. Non capivo perchè ma ero più agitato del solito.
Credo sarebbe stato uno dei pochi casi in cui avrei acceso e fumato volentieri una sigaretta senza dopo pentirmene. Una sigaretta e nient’altro di diverso, perchè con altra dose di euforia avrei terminato la serata dentro un manicomio con la camicia di forza addosso... Ma la sigaretta sfortunatamente non l’avevo, cosi le mie povere mani avevano dovuto assistere impotenti al massacro che stavo compiendo sulla pelle nei dintorni delle unghie...
Il risultato di questo scempio era un dolore lacerante che soffocavo solo perchè avevo un pensiero fisso nella testa che non ne voleva sapere di cedere il passo a qualsiasi alta cosa in quel momento.
Avevo tanto aspettato quel giorno e finalmente era arrivato.
Le cose non erano andate benissimo nell’ultimo periodo, o almeno erano un pò cambiate da quando ci eravamo rivisti dopo molto tempo.
Valigia in mano, caldo che non risparmiava nemmeno chi in quel momento si trovava in casa con il condizionatore acceso nella sala adiacente lo split, l’avevo trovata come l’avevo lasciata. Bella. Stessi occhiali scuri in viso, stesso fisico capace di farti trattenere il respiro, stessa ingenuità che mi faceva sorridere e stesso immancabile senso dell’umorismo ogni volta in cui mi rendevo goffo in qualche comportamento, cosa che con lei riuscivo a sfornare con una certa continuità. Quello che era cambiato l’avrei scoperto solo nel corso di quei 3 giorni, vissuti, nemmeno per tutta la loro durata per giunta, accanto a lei. E soprattutto dopo di essi. Mi mancava la spontaneità dei gesti più semplici che faceva per me. Persino il tocco della sua mano era diventato meccanico quando si trattava di me. La comunicazione era diversa... non più battute sorridenti e senza scopo diverso da una semplice risata tra due persone che si vogliono bene, ma controllo, rigidità, formalità. Tutto passava attraverso un filtro chiamato distacco. Solo qualche settimana più tardi avrei avuto la conferma che tutto quello che dicevo era diventato motivo per offendersi o rispondere a muso duro. Già... era cambiata. E molto.
C’era una freddezza non dichiarata ma percepibile anche nel camminare accanto a lei. E questo lo potevo avvertire solo perchè qualche tempo prima avevamo provato lo stesso entusiasmo, la stessa intesa, la stessa felicità nel condividere anche solo un minuto di complicità assieme. Quanto avrei desiderato riportare indietro le lancette e rivivere quel minuto! ... l’avrei barattato volentieri con tutte quelle ore senza significato che stavamo trascorrendo alla ricerca di una risposta a cui non saremo mai riusciti a dare un “si”. Cosi, con mio grande sconforto avevo dovuto imparare a convivere con quella nuova situazione che mai avrei immaginato, con quel nuovo me stesso, con questa nuova ragazza che vestiva i panni di una estranea.. dovevo trattenermi, cercando con tutte le mie forze di tenere lontano da me un semplice suo gesto che mi avrebbe procurato più gioia di qualsiasi altro.
Ma poi quel tempo infelice sembrava passato. Erano passate settimane e di cose in comune ne avevamo fatta una certa scorta. E adesso mi stava aspettando, li, dentro casa. E stava aspettando me.
Mi sono sempre fatto una mia personale idea quando si tratta di andare a prendere una ragazza per uscirci assieme, con grandi o tenue speranze di successo fa lo stesso. Beh, quegli istanti in cui scende le scale e viene verso di te, ti guarda, bacio e abbraccio, fino al tuo sospiro... riescono a farti capire molte cose riguardo la serata che ti aspetta.... e riguardo all’atteggiamento iniziale da tenere. Ho sempre sognato la mia ragazza scendere le scale con il sorriso sulle labbra. Con due occhi che si riempiono di gioia non appena incrociano i miei. Che emanano desiderio e complicità allo stesso tempo. Vestita elegantemente, perchè è donna, e come tale nelle occasioni importanti deve essere bella, seduttrice, sensuale, eccitante, provocante; il vestito si può dire sta a lei come un padre sta al giorno della finale annuale della partita di basket del figlio. Se non c’è attenzione, se non c’è preparazione, segue a ruota uno scarso interesse, e questo indipendentemente dal carattere della persona in oggetto. L’attrazione si esplica seguendo un neanche tanto celato codice proprio, credo sia comune ad ogni essere umano dotato di cervello. Io sono a conoscenza di questo segreto di Pulcinella e mi vanto di avere un cervello...
E poi la immagino scendere le scale lentamente, senza fretta, quasi per farti consumare silenziosamente l’ultimo alito di fiammella ancora accesa di una attesa che ti sembrava non finire mai.
Quello che potevo vedere e non immaginare invece stava scendendo le scale davanti a me... e i miei occhi si erano dovuti arrendere al fascino che il suo corpo esibiva avvolto da un vestitino color turchese che le scendeva fino alle ginocchia. Un puntino d’azzurro non molto lontano da me avvolto da tenui raggi di sole che filtravano tra le nuvole bianche in cielo.
Era un serata a sorpresa. Non avevo svelato il mio progetto... perchè a me piacciono le sorprese. Il piano di battaglia era semplice tuttavia: la passavo a prendere alle 5 di sera, (dopo il 58esimo colloquio in 2 mesi, che probabilmente sarebbe stato il 59esimio insuccesso, dal momento che la mia prima scelta infruttuosa, oggi direi, consiste nel non aver voluto rimanere due mesi in più lontano da qui), via di corsa in macchina a verona, dove si sarebbe trovato il tesoro. Non segnalato su alcuna mappa ma indicato con una X tra le fila dei miei ricordi. Ricordi che mi portavano a qualche anno fa quando avevo trascorso proprio nel centro di quella X una giornata forse impareggiabile, accanto ad una persona...
davvero speciale.



[continua...]



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venerdì 31 agosto 2007 - ore 17:18


sciarpa azzurra cappotto nero :p
(categoria: " Vita Quotidiana ")




Forse è vero che di tanto in tanto non ci emozioniamo più come una volta.... come dovremo, leggendo una storia d’amore al suo massimo grado, nella sua forma più spontanea e incantata.
Forse è perchè abbiamo perso nel corso del tempo quella fiducia che faceva parte di noi, fiducia che tempo fa ci poteva far apparire noi stessi come i protagonisti di quella vicenda, ci trasportava in un sogno che sembrava cosi reale.
Fiducia che adesso è ridotta ad un cumulo di timore, preoccupazione, svogliatezza, indecisione... impotenza soprattutto direi, che insieme ci ancorano i piedi a terra come una tenaglia che non molla la presa.
Mi capita di pensare a chi o che cosa ci impedisce di sognare ad occhi aperti. Abbiamo ereditato dal bambino dentro di noi il dono più grande che ci potesse fare.. la curiosità. Ma lo vogliamo soffocare perchè ci fa male sentire che la nostra vita potrebbe essere migliore. E ci fa invidia l’idea che a qualcuno le cose stiano andando meglio di come stanno andando a noi. E ci fa rabbia sapere che forse la nostra vita non sarà mai cosi perfetta.
E chi la vuole una vita cosi come quella che ci raccontano in testi che più che romanzi, sembrano veri e propri trattati di fantascienza...?
Forse nessuno tra qualche anno ti verrà a dire "ehi, la sai una cosa? Ho una vita Perfetta. Mia moglie mi ama ancora alla follia, il lavoro mi rende strafelice, i soldi non mancano e siamo tutti in salute, aspettiamo un bambino". Forse sarà più facile sedersi di fronte ad un tavolo con un tuo vecchio amico con cui anni fa condividevi sogni e progetti, boccale di birra da mandare giù... e che questo raccogliendo tutte le sue forze ti dica: "la mia vita sta andando a rotoli. Dopo la separazione con Marta, ho avuto delle crisi depressive che mi hanno costretto ad assentarmi da lavoro per un pò. Il capo è sul punto di licenziarmi, e io non saprei dove sbattere la testa".
..è davvero quest’ultima la vita senza nessuna speranza a cui non possiamo fare altro che dire “si”... abbassando la testa?

Se ne vedono ogni giorno di cose strane. Che non hanno senso.
Forse sarà solo un’utopia provare un sentimento cosi forte come il vero amore per una persona, soprattutto a 26 anni compiuti, dopo il primo grande amore, quando di cose che non hanno senso se ne son viste parecchie ormai.
Quando la vita, nonostante la ancora giovane età, ci sembra di averla assaporata fino a rimanerne nauseati.
Quando ci sembra di aver saltato, ma di aver mancato l’ultima carrozza disponibile del nostro treno, che almeno un paio di binari per andare verso una qualche direzione ce li aveva.
Quando ci guardiamo attorno e una cosa che avrebbe senso l’avremmo anche vista, ma quasi sottovoce, senza nemmeno aver tentato di saltare questa volta, l’abbiamo lasciata partire.



Ho pensato ad una storia verosimile.
Non parla d’amore nella sua forma più pura.
Parla di due persone che si vogliono bene, ognuna a modo suo.
Ecco un pezzettino della mia storia.

una storia che ha senso.







Conosco una ragazza che è una stronza.
Sarà per il modo in cui ci siamo conosciuti. Per caso. Non era uno di quegli incontri in cui sai esattamente che cosa ti aspetta. L’incertezza la faceva da padrone, e questo spaziava dal luogo scelto per incontrarsi, al momento in cui ciò si sarebbe verificato... persino "il come" sarebbe stato sotto forma di punto interrogativo se non avessi ricevuto un messaggio di conferma dell’appuntamento qualche istante precedente.
Non era un incontro di quelli speciali, che annunci all’amico fidato, e a cui pensi giorno e notte.
Tutto sarebbe potuto sembrare normalissimo e da copione. Semplice, in sintonia con il tipo di ragazza, mi viene in mente solo ora..
Avevo due indizi. Mi arrivarono subito dopo il messaggio di conferma. “Sciarpa azzurra cappotto nero :p” Dietro quella “P” in realtà, non avevo ancora idea che cosa si nascondesse, le mie intuizioni erano abbastanza confuse... è più come dire... “Prego” per una qualche forma di grazie che io avevo espresso precedentemente... oppure.... “non appena mi vedi cosi conciata ti viene voglia di saltarmi addosso.. preparati” e qui, ogni volta che ci penso, mi ci scappa sempre un ; ) perchè non ci avrei impiegato molto tempo per dare una risposta al mio quesito.
Avevo appena attraversato la piazza, con calma, tanto avevamo tutto il tempo necessario per fare qualche giro e prendere un caffè insieme, dove più ci sarebbe piaciuto.
Era una giornata invernale, tardo invernale, e questo si notava dal sole che seppur tiepido, irradiava a sufficienza per risollevare il morale delle persone che si aggiravano curiose tra i negozi del centro.
E io avevo qualcosa da fare quel giorno oltre a soddisfare la mia curiosità e tentare di capire il perchè del mio sorriso, da quando il mio telefono sembrava impazzito e vibrava con frequenza pressochè continua e regolare da qualche giorno appena.
Dovevo guardare un regalino da fare ad una persona prima della partenza. Ora, quando si fa un regalo, le motivazioni possono essere molteplici. In questo caso direi cortesia e dovere insieme. Qualcuno mi verrebbe in soccorso e a proposito del destinatario del regalo direbbe “è un gatto attaccato ai coglioni”. Il che sarebbe anche vero in parte, insomma uno di quei casi in cui ti fa quasi pena la persona che tenta di esserti amica... che con il regalino ti sembra di liberararti dal tuo senso di colpa.
Ma adesso c’era questa possibilità, quest’altra ragazza che mi stava aspettando e altri pensieri nella mia mente.
Non avevo ricevuto altri messaggi, quindi, arrivai davanti al negozio, aspettai fuori un secondo guardando se la vedevo dalla vetrina, ed entrai.
Fu come la ricerca di un libro raro all’interno di una biblioteca... sai che c’è ma quello che non sai è esattamente il luogo in cui è custodito. In realtà questa fu solo la sensazione immediata. Non ci misi poi molto fatti due passi per posare lo sguardo su quella figura cosi preziosa. Mi avvicinai senza farmi sentire. Era impegnata nella ricerca di chissà quale cartoncino. Cosi, senza perdere tempo e con la sensazione che tutto intorno a me fosse fermo tranne lei... suggerii qualcosa mentre era girata di spalle. Per fortuna avevo dato una ripassata al suo indizio precedente.
Quando si girò e mi fissò per un’istante mi tornò alla mente solo la :p ,quella che seguiva il cappotto nero e la sciarpa azzurra. Un battito di ciglia era stato sufficiente. Avevo già capito il suo significato.





[continua..]





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mercoledì 29 agosto 2007 - ore 15:30


un pò di giustizia
(categoria: " Vita Quotidiana ")




“Mio padre credeva nella legge, per lui era l’opera più importante dell’uomo nella ricerca della giustizia, e un pò di giustizia... diceva... è quello che ci aspettiamo dalla vita.


Quando entrai all’Università di Yale mi dette tre consigli:

..se vuoi bene ad una persona glielo devi dire

..non ti prendere mai meriti o colpe che non ti spettano

e ..dì sempre la verità







è più facile da ricordare..”



[tratto da "analisi di un delitto, 1998"]



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giovedì 16 agosto 2007 - ore 17:15


granelli di sabbia al sole
(categoria: " Vita Quotidiana ")




e cosi, dopo mille vicessitudini, ti ritrovi, archiviata la tradizionale pausa di ferragosto, a rimuginare sui programmi futuri. È una situzione strana quella che ti ha portato ad oggi. Strana perchè quella sensazione di serenità che di solito viaggia all’unisono con te... si presenta a corrente alternata.
Ma cosi strana anche perchè cosi reale...
E paradossalmente avviene proprio quando di persone in grado di portare tranquillità nella tua vita ce ne sarebbero... eccome... solo che le circostanze impongono alcune pause.. attese... Ma si tratta davvero solo di circostanze..?

Sei appena tornato da una vacanza che ti ha fatto bene. Aria nuova, di mare... in affitto solo per una settimana, ok, ma sufficiente. Sei stato bene, questa è la cosa più importante.

Il tuo migliore amico è alle prese con qualcosa che sembrerebbe andare oltre la normale attitudine umana alla tolleranza... e tu gli ripeti sempre le stesse parole, a proposito del confine tra pazienza e stupidità.

Altri amici sono dispersi in lungo e in largo nello stivale e si stanno divertendo, alla grande.

La casa è vuota.... e se dapprima non hai segnali palesi di ciò o meglio cerchi di fare finta di niente, poi te ne accorgi perchè scendendo in lavanderia la pila di biancheria sporca si accumula..
..e si accumula...

Sullo sfondo...di tutto.... beh ci sei te....
Hai qualche appuntamento fissato in agendina. Più o meno importante.
Hai ancora le stesse ambizioni che ti porti dal giorno del ritorno nella Tua terra, ma sei disposto a qualche compromesso, dovuto al fatto che il tempo stringe e le opportunità sono per definizione di breve termine.
Dove non puoi trovare un compromesso.. è sempre la solita storia. Cosi sei e cosi rimani, testardo, stronzo, con l’umore variabile dalla sera alla mattina.
Ma sei anche quello che sospira e che cerca sempre il meglio.
Meglio che ancora da qui non è passato.




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mercoledì 18 luglio 2007 - ore 14:13


so silly to be amazing
(categoria: " Vita Quotidiana ")


"sometimes I don’t care if what i think is abstract, I guess that’s just me... but you know I really am so in love with love itself.. it’s like I feel that everyday should be a new mission to make, and life is too short not to find the love in everyday.
but is sounds so silly if I continue..."




if I could recognize something silly in this..
actually I could say that silly is... amazing



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giovedì 12 luglio 2007 - ore 15:04


già..
(categoria: " Vita Quotidiana ")


..perchè c’è sempre una parte da recitare.


si farebbe molto prima
se lei tornasse vestita soltanto del bicchiere









poi torna ed è così..





bella bella bella bella bella bella



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sabato 7 luglio 2007 - ore 09:24


charging
(categoria: " Vita Quotidiana ")




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