Spritz.it - valentina's HOME - BLOG DIRECTORY - IL TUO BLOG - Segnala qs BLOG




NICK: valentina
SESSO: w
ETA': 28
CITTA': Padova
COSA COMBINO: WebDesigner
STATUS: middle

[ SONO OFFLINE ]
[PROFILONE COMPLETO]

[ SCRIVIMI ]



STO LEGGENDO
- Ossessioni, fobie e paranoie (S.Freud)

- Lamento per Ignazio Sanchez Mejias e altre poesie (Federico García Lorca)

HO FINITO DI LEGGERE:
- "Undici minuti" di Paulo Coelho.


HO VISTO
tanta ipocrisia...


STO ASCOLTANDO
F. Battiato
Carmen Consoli
Limp Bizkit
*********************

[ L’essenziale è sopravvivere
a qualunque condizione,
in piena facoltà d’intendere,
farò fronte all’impegno.
Adesso il vento è favorevole,
mi accingo ad issare le vele…

…il fine giustifica i mezzi e richiede
determinazione… ]


ABBIGLIAMENTO
del GIORNO
maglione, jeans neri


ORA VORREI TANTO...
...tornare a BLED!!!
o essere nella torre del castello di Pergine


IN QS PERIODO STO STUDIANDO...
...un sistema per fiocinare Telecom se non mi installa l'ADSL entro breve!!


OGGI IL MIO UMORE E'...
mi sento morantica


ORA VORREI TANTO...


ORA VORREI TANTO...


ORA VORREI TANTO...




PARANOIE
1)
2)
3)
4)

 


MERAVIGLIE

1)
2)
3)
4)
5)
6)
7)





“L’artista di oggi è convinto che sua funzione essenziale sia testimoniare il nulla della verità e dell’esistenza, la negazione della creatività dell’uomo e dell’amore, dimenticando che ha un senso soltanto l’arte capace di proporre e di rischiare sul valore dell’idea di verità, di giustizia, di bellezza.
*************************************
http://www.valentinaweb.tk/
*************************************
"Tu pensi che un uomo può cambiare il suo destino?". "Penso che un uomo fa ciò che può, finché il suo destino non si rivela". (da L'ultimo samurai) ”

(questo BLOG è stato visitato 1635 volte)
ULTIMI 10 VISITATORI: ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite,


ULTIMI 10 messaggi
(per leggere i precedenti naviga attraverso il calendarietto qui a destra:
i giorni linkati sono quelli che contengono interventi )


lunedì 15 settembre 2003
ore 13:09
(categoria: "Accadde Domani")


Maya
MAIA (1) f Greek Mythology, Roman Mythology
Pronounced: MAY-a, MIE-a

Nella mitologia greca e romana era la più vecchia stella delle Pleiadi, il gruppo di sette stelle che fanno parte della costellazione del Toro, figlie di Atlante e Plutone. Suo figlio (avuto con Zeus) era Hermes.

MAIA (2) f Roman Mythology
Pronounced: MAY-a, MIE-a

Significa "grande" in Latino. Era il nome della Dea romana Primavera, moglie di Vulcano. Il mese di maggio è dedicato a lei.

MAYA (1) f Indian
Significa "illusione" in Sanskrit.

MAYA (2) f English
Pronounced: MAY-a, MIE-a
Variante di MAIA (1). Questo nome può essere dato anche con riferimento al gruppo di Americani Nativi che hanno costruito una grande civiltà in Messico meridionale e in America Latina.


COMMENTA (0 commenti presenti) - SEGNALA questo BLOG

lunedì 15 settembre 2003
ore 12:35
(categoria: "Vita Quotidiana")


MTV Day
Penso che rispetto all'anno scorso quest'anno ho vissuto l'esperienza MTV Day totalmente sotto un altro punto di vista. Che è quello da dietro al baracchino dei panini, in collinetta, comodamente sdraiata all'ombra dei pioppi, tolta come un cammello, e soprattutto fregandomene relativamente della gente sopra al palco (tranne Carmen e Elio ovviamente ) che vedevo solamente da uno schermo (della serie: ma se te lo guardavi da casa non era la stessa cosa?!).

L'anno scorso sono sempre stata in mezzo alla bolgia, saltando e ballando appena ne avevo l'occasione (ma c'erano i Subsonica) e ero con altre quattro ragazze, mentre ieri ero l'unica ragazza. Beh... che desfo!!

E poi ho deciso che mi faccio un tatuaggio... adesso cerco il soggetto ed entro un paio di mesi voglio assolutamente vedermi disegnata la mia spina dorsale

A breve aggiornerò il blog con le foto ke spero il Kim mi mandi il prima possibile...


LEGGI I COMMENTI (1) - SEGNALA questo BLOG

venerdì 12 settembre 2003
ore 12:50
(categoria: "Vita Quotidiana")


Ieri erano DUE...
"Ma allora me lo dai sto bacio... o no?"

COMMENTA (0 commenti presenti) - SEGNALA questo BLOG

venerdì 12 settembre 2003
ore 10:36
(categoria: "Vita Quotidiana")


Feel
Come and hold my hand
I wanna contact the living
Not sure I understand
This role I've been given

I sit and talk to God
And he just laughs at my plans
My head speaks a language
I don't understand

I just wanna feel real love
Fill the home that I live in
'Cause I got too much life
Running through my veins
Going to waste

I don't wanna die
But I ain't keen on living either
Before I fall in love
I'm preparing to leave her
I scare myself to death
That's why I keep on running
Before I've arrived
I can see myself coming

I just wanna feel real love
Fill the home that I live in
'Cause I got too much life
Running through my veins
Going to waste
And I need to feel real love
And a life ever after
I cannot get enough

I just want to feel real love
Fill the home that I live in
I got too much love
Running through my veins
To go to waste

I just wanna feel real love
In a life ever after
There's a hole in my soul
You can see it in my face
It's a real big place

Come and hold my hand
I want to contact the living
Not sure I understand
This role I've been given

Not sure I understand

[ Robbie Williams ]

*Sentire

Avvicinati e prendimi per mano
Voglio avere un contatto con qualcuno di vivo
Non sono sicuro di capire
Il ruolo che mi e' stato assegnato

Mi siedo e parlo con Dio
E Lui ride dei miei progetti
La mia testa parla una lingua
Che non capisco

Vorrei solo sentire il vero amore
Riempire la casa in cui vivo
Perchè ho troppa vita
Che sta scorrendo nelle vene
E che sto sprecando

Non voglio morire
E non voglio neppure continuare a vivere
Prima di innamorarmi
Mi preparo a lasciarla
Sono spaventato a morte
Ed è questo il motivo per cui continuo a fuggire
Prima ancora di arrivare
Mi vedo nel tragitto

Vorrei solo sentire il vero amore
Riempire la casa in cui vivo
Perchè ho troppa vita
Che sta scorrendo nelle vene
E che sto sprecando
E ho bisogno di provare il vero amore
E una vita per sempre
Non ne ho mai abbastanza

Vorrei solo sentire il vero amore
Riempire la casa in cui vivo
Ho troppo amore
Che sta scorrendo nelle vene
Perche' possa andare sprecato

E ho bisogno di provare il vero amore
In una vita per sempre
C'è un buco nella mia anima
Puoi leggermelo in faccia
Ed e' un posto molto grande

Vieni e prendimi per mano
Voglio avere un contatto con qualcuno di vivo
Non sono sicuro di capire
Il ruolo che mi e' stato assegnato

Non sono sicuro di capire


COMMENTA (0 commenti presenti) - SEGNALA questo BLOG

giovedì 11 settembre 2003
ore 16:48
(categoria: "Musica e Canzoni")


More Than Words / Più Delle Parole
Saying I love you / Dire ti amo
Is not the words I want to hear from you / Non sono le parole che vorrei sentire da te
It's not that I want you / Non è che ti voglio
Not to say, but if you only knew / Non sono cose da dire, ma se solo sapessi
How easy it would be to show me how you feel / Come sarebbe facile mostrarmi cosa provi
More than words is all you have to do to make it real / Più delle parole è quanto devi fare per renderlo reale
Then you wouldn't have to say that you love me / Così non dovrai dirmi che mi ami
Cos I'd already know / Perché lo saprei già

What would you do if my heart was torn in two / Che faresti se il mio cuore fosse strappato in due
More than words to show you feel / Più che parole da mostrare senti
That your love for me is real / Che il tuo amore per me è reale
What would you say if I took those words away / Che diresti se togliessi quelle parole
Then you couldn't make things new / Allora non potresti fare nuova ogni cosa
Just by saying I love you / Solo dicendo ti amo

More than words / Più delle parole

Now I've tried to talk to you and make you understand  / Ora ho provato a parlarti e farti capire
All you have to do is close your eyes / Non devi far altro che chiudere gli occhi
And just reach out your hands and touch me / allungare le mani e toccarmi
Hold me close don't ever let me go / Tienimi stretto non lasciarmi mai
More than words is all I ever needed you to show / Più delle parole è ciò che ho sempre avuto bisogno tu mi mostrassi
Then you wouldn't have to say that you love me / Così non dovrai più dirmi che mi ami
Cos I'd already know / Perché lo saprei già

What would you do if my heart was torn in two / Che faresti se il mio cuore fosse strappato in due
More than words to show you feel / Più che parole da mostrare senti
That your love for me is real / Che il tuo amore per me è reale
What would you say if I took those words away / Che diresti se togliessi quelle parole
Then you couldn't make things new / Allora non potresti fare nuova ogni cosa
Just by saying I love you / Solo dicendo ti amo

More than words / Più delle parole

[ Extreme ]


COMMENTA (0 commenti presenti) - SEGNALA questo BLOG

mercoledì 10 settembre 2003
ore 15:38
(categoria: "Musica e Canzoni")


Buahahahahaaa!
Ti stai sbagliando chi hai visto non è,
non è Francesca.
Lei è sempre a casa che aspetta me,
non è Francesca.
Se c’era un uomo poi no, non può essere lei.
Francesca non ha mai chiesto di più,
chi sta sbagliando son certo sei tu.
Francesca non ha mai chiesto di più
perché lei vive per me.
Come quest’altra è bionda, però
non è Francesca.
Era vestita di rosso, lo so,
ma non è Francesca.
Se era abbracciata poi, no, non può essere lei.
Francesca non ha mai chiesto di più.
Chi sta sbagliando son certo sei tu.
Francesca non ha mai chiesto di più
perché lei vive per me.


COMMENTA (0 commenti presenti) - SEGNALA questo BLOG

mercoledì 10 settembre 2003
ore 15:28
(categoria: "Musica e Canzoni")


COME UNA NUBE
Non vado per il mondo
a far promesse
con valige di certezze
o usando Dio
e vivo di domande
ogni volta nuove
a cui non ho risposte
né verità

e apro il mio sguardo
ad ogni passo in più
e spingo i miei pensieri
sempre un po' più in là

come una nube che va
non posa mai la testa
lascia l'ombra che può
e non si ferma mai
una nube che va
non posa mai la testa
e lascia l'ombra che può
no, non si ferma mai

Io vado per il mondo,
non porto tasche
perché tutto mi appartiene
e niente è mio,
è il prezzo che io pago
giorno per giorno
per vivere il presente
per quello che mi dà

ma apro il mio sguardo
ad ogni passo in più
e spingo i miei pensieri
sempre un po' più in là
...

[ LaCrus ]


COMMENTA (0 commenti presenti) - SEGNALA questo BLOG

martedì 9 settembre 2003
ore 15:09
(categoria: "Viaggi")


La leggenda del lago di Santa Colomba
L'origine del lago di Santa Colomba in una leggenda che ci racconta come, a lungo andare, la ricchezza riesca a corrompere tutti quelli che, in un modo o nell'altro, ne entrano in possesso
Il lago di Santa Colomba, nel territorio di Civezzano

Tanto, tanto tempo fa, il monte Calisio era tutto coperto da verdi pascoli. Ogni primavera, i pastori solevano risalire le sue pendici con i propri greggi, attirati dall'abbondante erba e dalle fresche acque che, in breve tempo, rendevano i loro animali grassi e forti.
Fra gli altri vi era un ragazzino, proprietario di uno zufolo che egli soleva suonare seguendo le sue dieci pecorelle. Pochi, a quel tempo, avrebbero potuto vantarsi di suonare così male, ma poiché egli non lo sapeva e alle pecore non importava, il tempo trascorreva felice per tutti quanti. Un giorno, egli si trovava proprio ai piedi del monte Gallina, vide scendere dal cielo un globo luminoso. A quella vista il pastorello spalancò tanto d'occhi e poco mancò che il diletto zufolo non gli andasse per traverso. Lentamente, lentamente, il grande globo continuò a scendere, si avvicinò a terra, sembrò toccarla e… sprofondarsi in essa. Terrorizzato il ragazzo gettò un urlo e poi cominciò a correre a perdifiato verso casa sua. Corri, corri, come giunse in vista del paese, cominciò a gridare: «Padre, madre, aiuto, aiuto!»
A quelle grida, porte e finestre si spalancarono e tutti quelli che a quell'ora non erano nei campi si affacciarono chiedendosi l'un l'altro cosa fosse successo. Fra gli altri vi erano anche i genitori del nostro pastorello che, temendo gli fosse accaduta una disgrazia, gli corsero incontro tutti affannati:
«Che ti è successo figlio mio? Su racconta: forse che un orso ha assalito il tuo gregge? Oppure i briganti ti volevano uccidere?», gli chiese il padre.
«No», rispose il ragazzo, «ho visto un globo».
«Un globo?», trasecolò la madre.
«Certamente, un globo. È sceso dal cielo ed è sprofondato nella terra», insisté eccitato il pastorello.
A quelle parole il padre cominciò a rimboccarsi le maniche della camicia ed a gridare minaccioso:
«Un globo eh? A chi vuoi darla da intendere? Invece di badare alle mie pecore ti sei addormentato ed ora vuoi farci diventare gli zimbelli di tutto il paese raccontando i tuoi stupidi sogni. Te lo do io il globo, adesso!» E afferrata una verga che si trovava lì presso, l'alzò minaccioso sul figlio che, senza tentar di dare nuove spiegazioni, si voltò precipitosamente cercando salvezza nei prati, scesi correndo poco prima. I paesani si affollarono attorno ai suoi genitori, compassionandoli e tentando di consolarli: «Poveretti!» dicevano, «dopo tutto quello che avete fatto per quel figlio, dopo che gli avete insegnato a portar le bestie al pascolo, a zappare, a spaccar legna, ad essere sottomesso ed umile, ecco che lui si mette in testa di sognare a piacer suo. Non solo, ma pretende anche che gli altri si interessino ai suoi sogni! Poveretti voi, poveretti voi!»
Intanto il ragazzo era arrivato in cima al monte, vicino alle sue pecorelle. Raccolse da terra, dove gli era caduto, l'amato zufolo e si guardò attorno sospettoso: vide prati pieni di fiori, abeti, tanto cielo, ma di globi neppure la traccia.
«Forse ha ragione mio padre», disse fra sé e sé. «Il globo me lo sarò sognato».
E, portato alle labbra lo zufolo, cominciò a suonare una triste nenia.
Il giorno seguente però, verso mezzogiorno, il ragazzo vide ancora un globo luminoso staccarsi dal cielo, scendere lentamente verso di lui ed affondare nel terreno poco distante. Socchiuse gli occhi, li riaperse. Davanti a lui non v'era più nulla.
«Sto proprio diventando un gran dormiglione», disse fra sé e sé. «Ha ragione mio padre: devo correggermi da questo brutto difetto». Tale è la forza che hanno sui bravi figlioli le poco sagge parole dei vecchi.
Nel cuore del pastorello però covava un dubbio atroce: e se, in fin dei conti, il suo non fosse stato un sogno?
Aspettò con impazienza il giorno seguente. Le ore gli sembravano eterne. Come si accorse che stava avvicinandosi mezzogiorno cominciò a darsi pizzicotti per essere certo di non star dormendo. Scrutò intensamente l'orizzonte. Ad un tratto, dalla volta celeste sembrò staccarsi un grande globo luminoso che lentamente scese verso di lui, finché si sprofondò poco lontano.
Ben deciso a venir a capo di tanto mistero il pastorello, vinto il proprio sgomento, corse là, dove era sparita l'immagine misteriosa.
Quale non fu la sua sorpresa nel trovarsi sull'orlo di una enorme buca. Incuriosito vi scese dentro cercando i resti del suo globo. Invece, scorse, seduto poco distante, uno strano, vecchissimo ometto.
Era tutto vestito di scuro e uno sbertucciato copricapo gli nascondeva parte del viso.
«Finalmente ti sei deciso a venire», esclamò stizzosamente l'ometto.
«Mi… mi avevate chiamato?», domandò il ragazzo.
«Chiamato?», s'indignò l'essere misterioso diventato paonazzo in volto. «Sono tre giorni che, a nome di tutti i nani metalliferi ti invio il nostro segnale, la palla di fuoco, e tu osi domandarmi se ti ho chiamato!»
«Veramente…», tentò di giustificarsi il ragazzo, inghiottendo a vuoto per l'emozione, «il vostro globo era tanto bello che io ho creduto di averlo visto solo in sogno».
«Bene, bene», bofonchiò il nanetto un poco rabbonito, «concludiamo questo spiacevole argomento. Invece», e la sua vocetta si fece stridula per la rabbia, «perché non mi chiedi cosa vogliamo da te?»
«Già, proprio, sicuramente», sussurrò il pastorello che cominciava a spaventarsi sul serio, «Cosa volete da me?»
Il nano metallifero lo squadrò dalla testa ai piedi, poi scompigliando con le dita la sua lunga barba, disse meditabondo.
«Stammi a sentire: a noi è giunta voce che tu sei un gran bravo ragazzo. Ed io non lo metto in dubbio. Un po' tontarello, forse, ma certamente bravo. Grazie alla tua virtù il mio popolo ha deciso di farti partecipe delle grandi ricchezze che noi abbiamo accumulato in secoli di indefesso lavoro, nelle viscere della terra. Se tu scaverai in questa buca, troverai tanto argento da vivere per sempre nella ricchezza Ti dirò di più. Tutti gli uomini che scaveranno in questo luogo diventeranno dei gran signori. Però ricordati: come noi nani, oggi, ci mostriamo generosi verso gli uomini, essi, a loro volta, dovranno esserlo, sempre, col loro prossimo. Il giorno in cui qualcuno di essi mancasse di carità verso un povero, noi verremo a vendicare il tradimento ed a riprenderci il tesoro».
Detto questo, il nano metallifero fece un inchino al pastorello e poi sparì nella terra smossa.
Il ragazzo, senza perder tempo, corse a casa e narrò ai suoi genitori l'avventura occorsagli. Padre e madre si guardarono in viso desolati, pensando che il loro ragazzo fosse definitivamente impazzito. Non avendo però il coraggio di rimproverarlo in così grave contingenza, afferrati due badili, lo seguirono in cima al monte. Con grande sorpresa videro che la buca esisteva veramente. Ancora scettici cominciarono di malavoglia a spalare qualche badilata di terra. Quale però non fu la loro felicità nell'accorgersi che, frammisti alla terra, vi erano dei pesanti pezzi d'argento.
«Evviva!», gridò la madre. «Siamo ricchi!»
«Sì», l'ammonì il ragazzo. «Non dimenticatevi però che per conservare questa ricchezza dobbiamo farne partecipi anche gli altri».
Padre, madre e figlio, allora tornarono in paese e si attaccarono alle corde delle campane.
«Din, don, din», facevano le campane.
«Cosa c'è, cosa c'è?», gridavano tutti, accorrendo affannati.
Quando tutti, ma proprio tutti i paesani furono raccolti in piazza, il padre del pastorello raccontò quel che era successo. Allora i paesani, munitisi di torce e badili risalirono il monte, fino alla cava magica.
Da quel momento per tanta povera gente ebbe inizio una nuova vita. Tutti arricchirono permettendo però anche ad altri, venuti da lontano, di godere del loro tesoro. Gli anni, felici e tranquilli, si succedettero agli anni.
Finché fu in vita, il pastorello, divenuto poi un uomo prudente ed un vecchio saggio, non si stancò mai di raccomandare a tutti di esser generosi, di non rifiutare mai nulla a chi chiedesse loro aiuto. Un brutto giorno però egli morì e le nuove generazioni, un poco alla volta, dimenticarono i suoi ammonimenti diventando avare e cattive.
Una sera capitò da quelle parti un viandante, stanco ed affamato.
Bussò alla prima porta del paese.
«Buona gente», supplicò quando la porta gli venne aperta da una vecchia arcigna, «potreste darmi un tozzo di pane? Sono molto affamato».
«Se il pane fa comodo a te, fa comodo anche a noi», gli rispose con malagrazia la donna. «Se non sappiamo a chi darlo, lo diamo ai nostri maiali». E gli sbatté la porta in faccia.
Con un sospiro il viandante bussò ad un'altra porta: «Buona gente», disse all'uomo che aperse l'uscio, «non avreste da darmi ricovero per questa notte? Sono tanto stanco. Se mi addormento in un bosco temo di venir sbranato dagli orsi».
L'uomo lo squadrò con aria ironica:
«A quel che sembra, voi potete servire proprio solo a sfamare gli orsi. Addio!», disse e gli sbatté la porta sul viso.
Il viandante bussò a tutte le porte de paese, ma nessuno gli diede né ospitalità né pane. Aveva ormai perso ogni speranza quando giunse dinanzi alla casa della vedova, quella al limitare del bosco. Con sua grande sorpresa la donna lo fece subito entrare, condivise con lui la sua cena e poi, accesa una candela, disse:
«Venite, buon uomo. La stanza che posso offrirvi è poveramente arredata, ma pulita. Vuol dire che vi adatterete. Si sa, una vedova non può salire sul monte a scavare l'argento quasi fosse un uomo, né attendersi aiuto da gente dura come i miei compaesani. Deve perciò cercar di vivere col poco che dà l'orto e il lavoro delle sue braccia».
Il viandante la guardò poi esclamò:
«Non preoccupatevi, buona donna. Per me la vostra camera e la cena che mi avete offerto sono degne di un principe, perché arricchite dalla vostra generosità. In compenso voglio darvi un consiglio; qualunque rumore udiate nel corso della notte, non affacciatevi alla finestra a guardare».
Poi si ritirò lasciando la donna stupita per quanto aveva udito. Lo sarebbe stata ancora di più se avesse potuto vedere quanto succedeva nella stanza del suo ospite inaspettato. Infatti appena egli ebbe chiuso la porta dietro le proprie spalle, cominciò a rimpicciolire ed invecchiare rapidamente. I suoi abiti divennero più scuri e sul capo gli comparve un cappello sbertucciato. Presto, presto il nano metallifero (sì, era proprio lui, l'iracondo benefattore del pastorello), spalancò la finestra, scavalcò il davanzale, si lasciò cadere per terra, in istrada, e poi… via di corsa verso la cima del monte. Alle sue spalle si udì un gran tuono, poi la pioggia cominciò a scrosciare a dirotto, la terra tremò… una ad una le case di quegli uomini avari e crudeli crollarono seppellendo i loro abitanti.
Si salvò solo la casetta della vedova generosa che, ricordando le parole dell'ospite e sospettando della sua natura magica, non scostò nemmeno di un millimetro porte e finestre per vedere quel che succedesse fuori. Si azzardò ad uscire solo il giorno seguente.
Al posto del vecchio paese si stendeva un limpido, tranquillo lago. A guardarvi dentro si poteva scorgere sul fondo il campanile della chiesa sommersa.


COMMENTA (0 commenti presenti) - SEGNALA questo BLOG

martedì 9 settembre 2003
ore 10:11
(categoria: "Vita Quotidiana")


» Head Over Feet «
I had no choice but to hear you
You stated your case time and again
I thought about it
You treat me like I'm a princess
I'm not used to liking that
You ask how my day was

You've already won me over in spite of me
Don't be alarmed if I fall head over feet
Don't be surprised if I love you for all that you are
I couldn't help it
It's all your fault

Your love is thick and it swallowed me whole
You're so much braver than I gave you credit for
That's not lip service

You are the bearer of unconditional things
You held your breath and the door for me
Thanks for your patience

You're the best listener that I've ever met
You're my best friend
Best friend with benefits
What took me so long

I've never felt this healthy before
I've never wanted something rational
I am aware now
I am aware now

[ Alanis Morisette ]

» Con la testa ai tuoi piedi «
Non avevo altra scelta che starti ad ascoltare
Hai esposto la tua versione più volte
Ci ho riflettuto su
Mi tratti come una principessa
Non ero abituata a sentirmi così
Mi chiedi come erano le mie giornate
Mi hai già completamente conquistata , nonostante me
E non essere allarmato se cado con la testa ai tuoi piedi
Non essere sorpreso se ti amo per tutto quello che sei
Non posso farci niente ,
è tutta colpa tua
Il tuo amore è grande e mi ha completamente inghiottita
Sei cosi coraggioso che te ne dovevo dare atto
Questa non è una sviolinata
Mi hai già completamente conquistata , nonostante me
E non essere allarmato se cado con la testa ai tuoi piedi
Non essere sorpreso se ti amo per tutto quello che sei
Non posso farci niente ,
è tutta colpa tua
Mi sostieni per qualsiasi cosa
Trattieni il fiato e la porta per me
Grazie per la tua pazienza
Sei il migliore ascoltatore che abbia mai incontrato
Sei il mio migliore amico
Migliore amico con qualche vantaggio
Cosa mi ha preso per così tanto ?
Non ho mai provato questo benessere prima
Non ho mai desiderato qualcosa di razionale
Ne sono consapevole ora, Ne sono consapevole ora
Mi hai già completamente conquistata , nonostante me
E non essere allarmato se cado con la testa ai tuoi piedi
Non essere sorpreso se ti amo per tutto quello che sei
Non posso farci niente ,
è tutta colpa tua...
Mi hai già completamente conquistata , nonostante me
E non essere allarmato se cado con la testa ai tuoi piedi
Non essere sorpreso se ti amo per tutto quello che sei
Non posso farci niente ,
è tutta colpa tua...


COMMENTA (0 commenti presenti) - SEGNALA questo BLOG

lunedì 8 settembre 2003
ore 23:33
(categoria: "Musica e Canzoni")


TASTE IN MEN
Come back to me awhile
Change your style again
Come back to me awhile
Change your taste in men
It's been this way since Christmas Day
Dazzled, doused in gin
Change your taste in men
Come back to me awhile
Change your style again
Come back to me awhile
Change your taste in men
I'm killing time on Valentine's
Waiting for the day to end
Change your taste in men
Come back to me awhile
Change your style again
Come back to me awhile
Change your taste in men
It's been this way since Christmas Day
Dazzled, doused in gin
Change your taste in men

[ Placebo ]


COMMENTA (0 commenti presenti) - SEGNALA questo BLOG


> > > MESSAGGI PRECEDENTI
APRILE 2026
<--Prec.     Succ.-->
Do Lu Ma Me Gi Ve Sa
      1 2 3 4
5 6 7 8 9 10 11
12 13 14 15 16 17 18
19 20 21 22 23 24 25
26 27 28 29 30

RICERCA:
Solo in questo BLOG
in tutti i BLOG


BLOG che SEGUO:

emanuelez Ebony keno anachron CyBA


BOOKMARKS

Mama.In.Inca

(da Musica / Cantanti e Musicisti )

Mr Bizzarro

(da Musica / Cantanti e Musicisti )

Associazione Musicale Piombinese

(da Musica / Cantanti e Musicisti )

Eniweb - I.S. Provider

(da PC e Internet / Software )

Valentina Web Designer

(da Pagine Personali / HomePage )

.S. PRO RING BASSANO

(da Sport / Sport a Padova )

UTENTI ONLINE: