SE UN UOMO NON E’ DISPOSTO A RISCHIARE PER LE SUE IDEE,
O LUI O LE SUE IDEE NON VALGONO NULLA
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mercoledì 26 ottobre 2005 - ore 22:46
(categoria: " Vita Quotidiana ")
forse non sarei, come sono adesso,
forse non avrei, questa forza addosso,
forse non saprei, neanche fare un passo,
forse crollerei, scivolando in basso
invece tu 6 qui, e mi hai dato tutto questo
invece tu 6 qui, e hai rimesso al proprio posto
i più piccoli pezzi della mia esistenza,
componendoli, dando loro una coerenza...
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mercoledì 26 ottobre 2005 - ore 22:03
(categoria: " Vita Quotidiana ")
attendere un autobus a due piani sotto la pioggia leggera di londra, in auto x andare a lavoro con la tua canzone preferita alla radio, un passante che ti sorride, un caffè al bar, un sms che ti sorprende, un viaggio, un regalo inaspettato, un ricordo che riaffiora stranamente, un ricordo...
un sogno che ti lascia pensierosa al risveglio, lorgoglio negli occhi dei tuoi genitori, la gioia di fare un regalo, la nostalgia della spensieratezza delladolescenza, la gioia delle piccole cose quando tutto intorno a te è caos, la serenità ritrovata, distendersi su un prato, un brivido, unemozione, una fotografia ingiallita che ti dice tanto..
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domenica 25 settembre 2005 - ore 17:55
(categoria: " Riflessioni ")
Due uomini, entrambi molto malati, occupavano la stessa stanza d'ospedale.
A uno dei due uomini era permesso mettersi seduto sul letto per un'ora ogni
pomeriggio per aiutare il drenaggio dei fluidi dal suo
corpo. Il suo letto era vicino all'unica finestra della stanza.
L'altro uomo doveva restare sempre sdraiato. Infine i due uomini fecero
conoscenza e cominciarono a parlare per ore.
Parlarono delle loro mogli e delle loro famiglie, delle loro case, del loro
lavoro, del loro servizio militare e dei viaggi che avevano fatto.
Ogni pomeriggio l'uomo che stava nel letto vicino alla finestra poteva
sedersi e passava il tempo raccontando al suo compagno di stanza tutte le
cose che poteva
vedere fuori dalla finestra.
L'uomo nell'altro letto cominciò a vivere per quelle singole ore nelle
quali il suo mondo era reso più bello e più vivo da tutte le cose e i
colori del mondo esterno.
La finestra dava su un parco con un delizioso laghetto. Le anatre e i cigni
giocavano nell'acqua mentre i bambini facevano navigare le loro barche
giocattolo.
Giovani innamorati camminavano abbracciati tra fiori di ogni colore e c'era
una bella vista della città in lontananza.
Mentre l'uomo vicino alla finestra descriveva tutto ciò nei minimi
dettagli, l'uomo dall'altra parte della stanza chiudeva gli occhi e
immaginava la scena.
In un caldo pomeriggio l'uomo della finestra descrisse una parata che stava
passando. Sebbene l'altro uomo non potesse vedere la banda, poteva
sentirla. Con gli occhi della sua mente così come l'uomo dalla finestra
gliela descriveva.
Passarono i giorni e le settimane.
Un mattino l'infermiera del turno di giorno portò loro l'acqua per il
bagno e trovò il corpo senza vita dell'uomo vicino alla finestra, morto
pacificamente
nel sonno. L'infermiera diventò molto triste e chiamò gli inservienti per
portare via il corpo.
Non appena gli sembrò appropriato, l'altro uomo chiese se poteva spostarsi
nel letto vicino alla finestra.
L'infermiera fu felice di fare il cambio, e dopo essersi assicurata che
stesse bene, lo lasciò solo.
Lentamente, dolorosamente, l'uomo si sollevò su un gomito per vedere per
la prima volta il mondo esterno.
Si sforzò e si voltò lentamente per guardare fuori dalla finestra vicina
al letto.
Essa si affacciava su un muro bianco.
L'uomo chiese all'infermiera che cosa poteva avere spinto il suo amico
morto a descrivere delle cose così meravigliose al di fuori da quella
finestra.
L'infermiera rispose che l'uomo era cieco e non poteva nemmeno vedere il
muro.
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venerdì 23 settembre 2005 - ore 23:37
(categoria: " Riflessioni ")
Un giorno, ero un ragazzino delle superiori, vidi un ragazzo della mia classe che stava tornando a casa da scuola.
Il suo nome era Arturo e sembrava stesse portando tutti i suoi libri.
Dissi tra me e me: perché mai uno dovrebbe portarsi a casa tutti i libri di venerdì? Deve essere un ragazzo strano.
Io avevo il mio week end pianificato (feste e una partita
di pallone con i miei amici), così ho scrollato le spalle e mi sono incamminato.
Mentre stavo camminando vidi un gruppo di ragazzini che correvano incontro ad Arturo .. Gli arrivarono addosso facendo cadere tutti i suoi libri e lo spinsero facendolo cadere nel fango. I suoi occhiali volarono via, e li vidi cadere nell'erba un paio di metri più in là.
Lui guardò in su e v idi una terribile tristezza nei suoi occhi. Mi rapì il cuore! Così mi incamminai verso di lui mentre stava cercando i suoi occhiali e vidi una lacrima nei suoi occhi.
Raccolsi gli occhiali e glieli diedi dicendogli: "quei ragazzi sono proprio dei selvaggi, dovrebbero imparare a vivere."Arturo mi guardò e disse: "grazie!" C'era un grossomsorriso sul suo viso, era uno di quei sorrisi che mostrano vera gratitudine.
Lo aiutai a raccogliere i libri e gli chiesi dove viveva.
Scoprii che viveva vicino a me così gli chiesi come mai non lo mai visto prima.
Parlammo per tutta la strada e io lo aiutai a portare alcuni libri. Mi sembrò un ragazzo molto carino ed educato così gli chiesi se gli andava di giocare a calcio con i miei amici e lui disse di si.
Stemmo in giro tutto il week-end e più lo conoscevo più Arturo mi piaceva così come piaceva ai miei amici. Arrivò il lunedì mattina ed ecco Arturo con tutta la pila dei libri ancora.
Lo fermai e gli dissi: "ragazzo finirà che ti costruirai dei muscoli incredibili con questa pila di libri ogni giorno!"Egli rise e mi diede metà dei libri. Nei successivi quattro anni io e Arturo diventammo amici per la pelle.
Una volta adolescenti cominciammo a pensare all'università, Arturo decise per Roma ed io per un altra città.
Sapevo che saremmo sempre stati amici e che la distanza non sarebbe stata un problema per noi.
Arturo sarebbe diventato un medico mentre io mi sarei occupato cause e litigi.
Arturo era il primo della nostra classe e io l'ho sempre preso in giro per essere un secchione. Arturo doveva preparare un discorso per il diploma. Io fui molto felice di non essere al suo posto sul podio a parlare.
Il giorno dei diplomi, vidi Arturo, aveva un ottimo aspetto.
Lui era uno di quei ragazzi che aveva veramente trovato se stesso durante le scuole superiori. Si era un po' riempito nell'aspetto e stava molto bene con gli occhiali.
Aveva qualcosa in più e tutte le ragazze lo amavano.
Ragazzi qualche volta ero un pò geloso!
Oggi era uno di quei giorni, potevo vedere che era un po' nervoso per il discorso che doveva fare, così gli diedi una pacca sulla spalla e gli dissi: "giovane te la caverai alla grande!"
Mi guardò con uno di quegli sguardi (quelli pieni di gratitudine) sorrise e mi disse: "grazie".
Iniziò il suo discorso schiarendosi la voce:"nel giorno del diploma si usa ringraziare coloro che ci hanno aiutato a farcela in questi anni duri. I genitori, gli insegnanti, ma più di tutti i tuoi amici. Sono qui per dire a tutti voi che essere amico di qualcuno é il più bel regalo che voi potete fare.
Voglio raccontarvi una storia:"Guardai il mio amico Arturo incredulo non appena cominciò a raccontare il giorno del nostro incontro. Lui aveva pianificato di suicidarsi durante il week-end.
Egli raccontò di come aveva pulito il suo armadietto a scuola, così che la madre non avesse dovuto farlo dopo, e di come si stesse portando a casa tutte le sue cose.
Arturo mi guardò intensamente e fece un piccolo sorriso.
"Ringraziando il cielo fui salvato, il mio amico mi salvò dal fare quel terribile gesto"
Udii un brusio tra la gente a queste rivelazioni.
ll ragazzo più popolare ci aveva appena raccontato il suo momento più debole.
Vidi sua madre e suo padre che mi guardavano e mi sorridevano, lo stesso sorriso pieno di gratitudine.
Non avevo mai realizzato la profondità di quel sorriso fino a quel momento.
Non sottovalutate mai il potere delle vostre azioni. Con un piccolo gesto potete cambiare la vita di una persona, in meglio o in peggio.
Dio fa incrociare le nostre vite perché ne possiamo beneficiare in qualche modo.
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mercoledì 14 settembre 2005 - ore 16:08
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Ho evitato per mesi la metro londinese, e mi sono ritrovata nel weekend a prenderla a Milano..ma se era per me..a piedi. mi è bastato stare in mezzo agli attentati una volta, ho già dato!
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venerdì 26 agosto 2005 - ore 00:16
La città dei sogni
(categoria: " Viaggi ")
Londra è diversa dal resto del mondo. E' un'enorme metropoli sempre in evoluzione, scoppiettante di energia.
Da quando è entrato in funzione, il London Eye è diventato simbolo di una città audace e fantasiosa.
Le cose cambiano in fretta. Prendiamo la trasformazione di Trafalgar Square. Oggi che la parte nord è chiusa al traffico, dalla sua colonna Nelson sorveglia solo il cortile pedonale della rinovata National Gallery. E' uno spazio cittadino suggestivo, in cui si alternano artisti di strada e sculture sul Quarto Plinto.
L'elegante Millennium Bridge con la cattedrale di St Paul da una parte e la Tate Modern dall'altra, a collegare vecchio e nuovo, è il primo ponte sul Tamigi riservato esclusivamente ai pedoni. E oggi i pub in città servono ottimi piatti tailandesi con una pinta di birra London Pride. Dalla haute cuisine al sushi da asporto, c’è qualcosa per tutte le possibilità economiche e tutti i gusti.
Naturalmente è sempre possibile prendere il tè del pomeriggio al Ritz e visitare il Big Ben e la Torre di Londra.
Questo è il bello: continuità e rinnovamento; una vecchia amica che vi attende per suggerirvi idee nuove e sempre molto entusiasmanti.
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giovedì 25 agosto 2005 - ore 23:42
(categoria: " Viaggi ")
"La Gran Bretagna del Ventunesimo secolo, dove una storia millenaria ha dato vita ad una vivacissima cultura contemporanea, è tutta da scoprire, dalle più entusiasmanti esperienze cittadine alla tranquillità dei villaggi più caratteristici.
In Gran Bretagna troverete tutto quello che cercate.
Le nostre città sono concentrati di negozi e mercati, importanti musei e gallerie, locali notturni animatissimi e ottimi ristoranti.
Fatevi affascinare da uno spettacolo teatrale, da un musical, da un'opera, da un balletto o da una commedia.
Per variare un po' il ritmo, dirigetevi in campagna. Scoprite castelli spettacolari, misteriosi monumenti antichi e grandiose dimore storiche.
Fermatevi a mangiare in un pub di campagna per apprezzare l'atmosfera locale.
Esplorate montagne maestose, chilometri di spiagge sabbiose e selvagge scogliere, boschi pieni d'ombra e vasti spazi aperti."
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giovedì 25 agosto 2005 - ore 23:24
(categoria: " Riflessioni ")
just one thing:enjoy your time!!! and i'm doing it..
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mercoledì 17 agosto 2005 - ore 13:41
(categoria: " Accadde Domani ")
da qualche parte ho letto: "chi e' stanco di londra e' stanco della vita". e io per non stancarmi della vita, me ne sono andata prima ad oxford con la mia sorellona la settimana scorsa, e ieri a brighton per i fatti miei. e ieri ho visto il mare...una citta' piu bella dell'altra.
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sabato 30 luglio 2005 - ore 13:42
(categoria: " Riflessioni ")
"Ognuno di noi anela a raggiungere la perfezione attraverso la successione continua delle vite".
che sia vero? non mi dispiacerebbe crederlo
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